Pelé (film)

film del 2016 scritto e diretto dai fratelli Jeff e Michael Zimbalist
Pelé
Pelé Birth of a Legend.jpg
Una scena del film
Titolo originalePelé: Birth of a Legend
Lingua originaleInglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2016
Durata107 min
Rapporto2,35:1
Generebiografico, drammatico, sportivo
RegiaJeff Zimbalist, Michael Zimbalist
SceneggiaturaJeff Zimbalist, Michael Zimbalist
ProduttoreBrian Grazer, Ivan Orlic, Colin Wilson, Kim Roth
Produttore esecutivoBenjamin Mathes, Michael Rosenberg, Alexandre Dauman, Pelé, Paul Kemsley
Casa di produzioneImagine Entertainment
Seine Pictures
Zohar International
Distribuzione in italianoM2 Pictures
FotografiaMatthew Libatique
MontaggioLuis Carballar, Naomi Geraghty, Glen Scantlebury
MusicheA. R. Rahman
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Pelé (Pelé: Birth of a Legend), è un film biografico del 2016 scritto e diretto dai fratelli Jeff e Michael Zimbalist, incentrato sulla vita dell'ex calciatore brasiliano Pelé.

TramaModifica

Il piccolo Edson Arantes do Nascimento, futuro campione del mondo con il Brasile, cresce nelle favelas della cittadina di Bauru, figlio di Dondinho (ex calciatore) e Celeste Arantes, una casalinga. Con i suoi piccoli amici, "Dico" (così viene chiamato a Bauru), si diverte a giocare a pallone con una sfera fatta di stracci e senza scarpe per i vicoli cittadini, spesso combinando danni. È l'estate del 1950, e Dico, arrampicato sul tetto di una baracca assieme agli amici, assiste alla tragica disfatta del Maracanazo, mentre i paesani sono tutti riuniti davanti alla radio. È una sconfitta che mette in ginocchio un intero paese, che da sempre respira calcio. Il padre, fortemente amareggiato, decide di mandare Dico a lavorare con la mamma, allontanandolo dal suo sogno di giocare nel Brasile. Proprio mentre si trova a fare le pulizie con la mamma, incontra il giovane José Altafini, già promettente calciatore, con il quale si crea una forte rivalità a causa del carattere arrogante di quest'ultimo, che non perde occasione per prenderlo in giro. Per rifarsi e dimostrare al rivale quanto anche lui sia talentuoso, si iscrive ad un torneo giovanile, supervisionato dall'osservatore Waldemar de Brito. Il padre lo scopre, ma asseconda la sua passione e va a vederlo giocare. La squadra di Pelé e degli amici arriva in finale con un gran gioco, nonostante siano senza scarpini, perdendo solo 6-5 contro la formazione di Altafini, che rischia una clamorosa rimonta, dopo essere stata in vantaggio per gran parte della gara. De Brito informa la famiglia di Dico dell'interesse per quel ragazzino talentuoso. Purtroppo, durante una fuga da alcuni mercanti ai quali avevano sottratto noccioline, uno dei piccoli amici di Dico, Thiago, muore sepolto sotto un mare di fango dopo essersi nascosto in una cavità sotterranea per sfuggire agli inseguitori. Da quel giorno, il giovane Pelé inizia a lavorare col padre come umile inserviente sanitario, pulendo i bagni. Ma non abbandona la passione per il calcio, allenandosi con il padre nei momenti di pausa, imparando la ginga giocando con dei frutti. La madre, per garantirgli un futuro migliore, contatta De Brito, che lo porta immediatamente al Santos, dove passa il provino e viene inserito nella formazione giovanile. Ma al Santos, il suo stile di gioco spettacolare ed estemporaneo è soffocato dagli schemi e dalle restrizioni tattiche dell'allenatore, che vuole un gioco più europeo. Ormai fortemente impregnato del suo stile ginga, Dico è vicino ad abbandonare il calcio: non riesce ad esprimersi con il gioco europeo. Ma, motivato da De Brito, torna sul campo e dà spettacolo, contro ogni regola, praticando il suo calcio e segnando valanghe di gol. Al Santos viene così inserito in prima squadra, con un contratto. A Bauru sono tutti fieri di lui, e a coronamento di un periodo di grandi soddisfazioni, arriva per lui anche la convocazione in nazionale maggiore, dove ha modo di incontrare nuovamente Altafini. Qui trova altre grandi difficoltà, in vista del Mondiale di calcio 1958, a causa ancora del suo stile di gioco. Il c.t. Vicente Feola, infatti, come molti brasiliani, considerano la ginga la causa della sconfitta nei mondiali 1950 e 1954. Praticando proprio la ginga Pelè (ormai chiamato così da un nomignolo che gli affibbiò Altafini) si infortuna gravemente al ginocchio, mettendo seriamente a rischio la propria carriera. Inizia così un lungo calvario per tornare prima possibile in campo. A causa della fisicità degli avversari, nel cammino mondiale il Brasile si ritrova molti infortunati, e presto Pelè deve fare il suo debutto, nella gara contro l'Unione Sovietica, dove riceve calci e spintoni, mettendo ancora più a rischio il suo ginocchio. Nella fase a eliminazione diretta la squadra si trova in bilico tra l'anima di gioco prettamente brasiliana e i rigidi schemi europei di Feola, che non vuole ripetere il Maracanazo del '50. Persino Altafini, da sempre amante del calcio europeo, confida al giovane Pelè di sentirsi brasiliano fin da piccolo. Il loro rapporto, conflittuale fin dall'infanzia, si ricuce proprio alla vigilia delle semifinali del Mondiale. Pelè, nonostante il ginocchio, scende in campo al posto di Altafini segnando tre reti contro la Francia, mettendo in scena tutte le sue doti acrobatiche, nel classico stile verdeoro. Raggiunta la finale contro la Svezia padrona di casa, il commissario tecnico Feola si arrende e abbandona moduli e tattiche, lasciando andare i giocatori in campo a divertirsi, senza alcuna restrizione. E proprio nella finale, sotto 1-0 contro la spocchiosa Svezia di George Raynor, praticando perfettamente la ginga, Garrincha, Pelè e compagni vincono 5-2 e si aggiudicano il loro primo titolo mondiale, vendicando una volta per sempre le sconfitte precedenti, e facendo esplodere il Brasile intero in una festa senza fine.

CuriositàModifica

  • Nel film appare il vero Pelé. Nella scena in cui la Nazionale brasiliana inizia a giocare a pallone nel tipico stile «ginga» all'interno dell'albergo svedese che ospita il loro ritiro, Pelé con una pallonata sfortunata rovescia la zuccheriera di un ben vestito signore seduto ad un tavolino. Quando questi si gira dopo aver ricevuto le scuse del giovane Pelé si nota che il cliente dell'albergo altri non è che il "vero" Pelé.
  • Nell'adattamento italiano del film, si è deciso di far doppiare il cronista della finale del 1958 da un vero cronista sportivo (trattasi di Bruno Pizzul).
  • In un cameo del pubblico appare anche Luca Toni.

ProduzioneModifica

Nel maggio 2013 Pelé ha partecipato al Festival di Cannes per promuovere la produzione del suo film biografico,[1] di cui è produttore esecutivo e in cui fa anche un cameo. La lavorazione è iniziata a Rio de Janeiro a ottobre 2013.[2]

DistribuzioneModifica

Inizialmente la distribuzione del film era prevista in concomitanza con il Campionato mondiale di calcio 2014, ma è stata ritardata a causa di una prolungata post-produzione e nuove scene da girare.[3]

Il film è stato presentato in anteprima il 23 aprile 2016 al Tribeca Film Festival, nella sezione Special Screening.[4] Viene poi distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi il 6 maggio 2016, mentre in Italia è stato distribuito il 26 maggio dello stesso anno.[5]

NoteModifica

  1. ^ (ES) COMENZARÁN RODAJE DE PELÍCULA SOBRE PELÉ, cromos.com.co. URL consultato il 7 aprile 2016 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  2. ^ (EN) Production Begins on Brazilian Soccer Biopic Pelé, comingsoon.net. URL consultato il 7 aprile 2016.
  3. ^ (EN) Berlin: 'Pele' Biopic Won't Be Ready in Time for World Cup (Exclusive), hollywoodreporter.com. URL consultato il 7 aprile 2016.
  4. ^ Pelé: Birth of a Legend, tribecafilm.com (archiviato dall'url originale il 23 aprile 2016).
  5. ^ Pelé, il film in Italia dal 26 maggio, sportmediaset.mediaset.it. URL consultato il 7 aprile 2016.

Collegamenti esterniModifica