Nazionale di calcio del Brasile

rappresentativa calcistica del Brasile
Brasile Brasile
Stemma
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Sport Football pictogram.svg Calcio
Federazione CBF
Confederação Brasileira de Futebol
Confederazione CONMEBOL
Codice FIFA BRA
Soprannome Canarinho ("Canarino")
A Seleção
("La selezione") Pentacampeões ("Cinque volte campioni")
Verde-Amarela ("La Verde e Gialla")
Selezionatore Brasile Tite
Record presenze Cafu (142)
Capocannoniere Pelé (77)
Ranking FIFA (16 ottobre 2017)
Esordio internazionale
Argentina Argentina 3 - 0 Brasile Brasile
Buenos Aires, Argentina; 20 settembre 1914
Migliore vittoria
Brasile Brasile 14 - 0 Nicaragua Nicaragua
Città del Messico, Messico; 17 ottobre 1975
Peggiore sconfitta
Uruguay Uruguay 6 - 0 Brasile Brasile
Viña del Mar, Cile; 18 settembre 1920
Brasile Brasile 1 - 7 Germania Germania
Belo Horizonte, Brasile; 8 luglio 2014
Campionato del mondo
Partecipazioni 20 (esordio: 1930)
Miglior risultato Oro Campioni nel 1958, 1962, 1970, 1994, 2002
Copa América
Partecipazioni 35 (esordio: 1916)
Miglior risultato Oro Campioni nel 1919, 1922, 1949, 1989, 1997, 1999, 2004, 2007
Campionato CONCACAF/Gold Cup
Partecipazioni 3 (esordio: 1996)
Miglior risultato Argento Secondo posto nel 1996, 2003
Confederations Cup
Partecipazioni 7 (esordio: 1997)
Miglior risultato Oro Campioni nel 1997, 2005, 2009, 2013

La nazionale di calcio del Brasile (port. Seleção Brasileira de Futebol, per questo nota informalmente come Seleção) è la rappresentativa calcistica del Brasile ed è posta sotto l'egida della Confederação Brasileira de Futebol.

Quella verdeoro, come si usa chiamarla in Italia, è la nazionale di calcio più titolata del mondo, avendo vinto 5 volte il campionato mondiale (1958, 1962, 1970, 1994, 2002). Per questa ragione il Brasile è soprannominato anche Pentacampeão (Pentacampione). Nel suo palmarès figurano anche 8 Coppe America e 4 FIFA Confederations Cup.

La nazionale di calcio brasiliana è l'unica al mondo ad aver partecipato a tutte le 20 edizioni del campionato mondiale di calcio dal 1930 ad oggi. Detiene inoltre il primato di permanenza al primo posto della Classifica mondiale della FIFA, che ha comandato senza interruzioni dal luglio 1994 al luglio 2001 e successivamente da giugno 2002 a febbraio 2007. A luglio dello stesso anno, dopo quattro mesi di assenza dal primo posto, grazie alla vittoria nella Coppa America 2007 il Brasile è riuscito a tornare in testa alla classifica, mantenendo il vertice fino ad ottobre 2009. Ha occupato nuovamente il primo posto da aprile a maggio 2010, poi scalzata dalla Spagna nuova campionessa del mondo. Sette le finali dei Mondiali disputate, ed undici i piazzamenti complessivi nei primi quattro posti (solo la nazionale tedesca ha fatto meglio, con tredici piazzamenti complessivi).

È una delle tre nazionali (insieme a Spagna e Germania) che hanno conquistato un mondiale fuori del proprio continente; tra le otto vincitrici di un mondiale è l'unica, con la Spagna, a non averlo mai vinto in casa. Il Brasile ha trionfato, infatti, in Europa (Svezia 1958), in Nordamerica (Messico 1970 e USA 1994) e in Asia (Giappone e Corea del Sud 2002) e nella edizione casalinga del 1950 e in quella del 1998 in Francia ha preso l'argento. Vinse anche in Sudamerica, ma fuori dai confini nazionali, il Mondiale di Cile 1962. La nazionale brasiliana è l'unica, insieme a quella tedesca, ad avere disputato più di cento partite nelle fasi finali del mondiale. Le due nazionali, inoltre, sono le uniche ad avere sempre ottenuto la qualificazione sul campo alla fase finale del mondiale.

La nazionale di calcio brasiliana ha ospitato la ventesima edizione dei Mondiali di calcio, nel 2014 (sessantaquattro anni dopo avere ospitato l'edizione del 1950), dopo la candidatura annunciata già dal 2003 e in seguito confermata ufficialmente il 30 ottobre 2007 dalla FIFA a Zurigo. Il Brasile è stata la quinta nazione ad avere ospitato due edizioni dei Mondiali di calcio, dopo il Messico, l'Italia, la Francia e la Germania. Nel periodo 1994-2013 la nazionale brasiliana ha vinto complessivamente dieci trofei (due Mondiali, quattro Coppe America, quattro Confederations Cup) nelle tre maggiori competizioni per nazionali (Mondiale, Coppa America, Confederations Cup).

Attualmente occupa la 2ª posizione nel Ranking mondiale FIFA, dopo che da aprile a settembre ne aveva occupato la vetta[1]

Indice

StoriaModifica

Esordi (1914-1957)Modifica

 
Brasile 1914

La Nazionale brasiliana nacque nel 1914 e giocò la sua prima partita contro la squadra inglese dell'Exeter City allo Stadio des Laranjereiras di Rio de Janeiro, sede del Fluminense. I verdeoro vinsero per 2–0. Le prime apparizioni ai Mondiali, tuttavia, non ebbero successo, in parte a causa delle lotte interne al calcio brasiliano circa il professionismo, che resero la confederazione calcio brasiliana incapace di schierare squadre con i migliori giocatori. In particolare le dispute tra le federazioni degli stati di San Paolo e Rio de Janeiro, fece sì che le squadre fossero composte solo da giocatori provenienti da una sola delle federazioni. Nel 1930 e nel 1934 il Brasile venne eliminato al primo turno, ma nel 1938 conquistò un importante terzo posto, con Leonidas capocannoniere, con 7 reti. Durante i mondiali del 1938 il Brasile incontrò l'Italia nella semifinale, ma i sudamericani decisero di far riposare Leonidas e furono sconfitti 2-1 dagli italiani con conseguente eliminazione dal torneo.

 
Brasile-Exeter City del 1914

Il Brasile ospitò per la prima volta il mondiale nel 1950. Fu il primo mondiale a svolgersi dopo la Seconda guerra mondiale. Questa edizione ebbe la particolarità di essere l'unica a non prevedere una finale unica, ma un girone finale composto da quattro squadre. Tuttavia, l'incontro decisivo per l'assegnazione del titolo vide di fronte Brasile e Uruguay e pertanto venne quasi unanimemente considerata la "finale". La partita si disputò allo stadio Maracanã di Rio de Janeiro, davanti a duecentomila spettatori. Al Brasile sarebbe bastato un pareggio per laurearsi campione, ma dopo essere passato in vantaggio per 1-0, non accontentandosi del gol di scarto, continuò ad attaccare e incassò così prima il pareggio di Schiaffino e poi il definitivo 2-1 di Ghiggia. Questo incontro venne da allora chiamato il "Maracanazo" e in Brasile venne addirittura proclamato il lutto nazionale.

Ai Mondiali del 1954, disputatisi in Svizzera, la nazionale brasiliana fu completamente rinnovata. Però nonostante il fatto che in quella nazionale giocassero campioni come Nilton Santos, Djalma Santos, Julinho e Didi il Brasile non andò molto lontano. Infatti fu eliminata ai quarti di finale dalla favorita Ungheria che vinse per 4-2 una delle più violente partite della storia del calcio che sarebbe poi diventata famosa con il nome di Battaglia di Berna.

Gli anni d'oro con Pelé (1958-1970)Modifica

 
Il celebre gol di Pelé alla Svezia nella finale dei Mondiali del 1958

Nel 1958 il Brasile vinse il suo primo titolo mondiale battendo in finale i padroni di casa della Svezia per 5-2, diventando la prima nazionale a vincere un mondiale fuori dai confini continentali (l'impresa sarebbe poi stata ripetuta nel 2002 in Asia). Da notare, in questa edizione, l'affacciarsi sulla scena del calcio internazionale di Pelé, all'epoca appena diciassettenne e autore, proprio nella finale, di un gol ritenuto fra i più belli di sempre.

Nel 1962, in Cile, il Brasile conquistò nuovamente il titolo, sconfiggendo i padroni di casa nella semifinale. Garrincha fu il protagonista, in particolar modo dopo l'infortunio subito da Pelé nel secondo incontro del torneo, che costrinse o Rey a saltare le restanti partite.

Dopo il Mondiale svoltosi in Inghilterra nel 1966, dove i verde-oro furono eliminati al primo turno, il Brasile vinse la sua terza Coppa del Mondo in Messico nel 1970 battendo l'Italia per 4-1 e presentandosi al torneo iridato con quella che venne considerata la migliore squadra nazionale di tutti i tempi; Pelé, alla sua ultima finale mondiale, Carlos Alberto, Jairzinho, Tostão, Gérson e Rivelino. Con questo successo conquistò la Coppa Rimet per la terza volta e poté quindi tenersela a titolo definitivo secondo quanto previsto dal regolamento FIFA allora vigente. Il trofeo sarà poi rubato e non più ritrovato.

Anni di digiuno (1974-1994)Modifica

 
Il Brasile che partecipò ai vittoriosi Mondiali del 1970

Ai mondiali del 1974 la nazionale verdeoro inizia la competizione con uno zero a zero con la Jugoslavia e il medesimo risultato viene ottenuto con la Scozia. Batte poi lo Zaire per 3-0 e conclude così il girone con le due squadre con cui aveva pareggiato a quattro punti. In virtù di una differenza reti migliore degli scozzesi (3-2) arriva seconda e si qualifica alla seconda fase a gironi. Qui batte per 1-0 la Germania Est e per 2-1 l'Argentina e va a giocarsi l'accesso alla finale con i Paesi Bassi con i quali era a pari punti (4). Viene però sconfitta per 2-0 e deve accontentarsi della finalina per il terzo e quarto posto dove sarà battuta dalla sorprendente Polonia per 1-0.

L'edizione del 1978 fu decisamente controversa. Nella seconda fase il Brasile si contendeva con l'Argentina il primo posto nel girone che avrebbe garantito l'accesso alla finale. Nell'ultima partita di questa fase, il Brasile batté la Polonia 3-1 andando in vetta con una differenza reti di +5. L'Argentina aveva una differenza reti di +2, ma nella loro ultima partita del girone sconfissero il Perù per 6-0 qualificandosi per la finale. Notevoli sospetti gravarono sul portiere peruviano Ramón Quiroga, di origini argentine, reo secondo alcune voci di avere lasciato segnare l'Argentina senza opporre la dovuta resistenza. Tuttavia, entrambe le rappresentative smentirono le ipotesi di possibili complotti. Il Brasile non poté quindi prendere parte alla finale nonostante fosse l'unica squadra imbattuta del torneo.

Al Mondiale 1982 i verdeoro arrivarono in modo autorevole, vincendo tutte e quattro le partite del gironcino sudamericano con Venezuela e Bolivia.[2] In Spagna destarono un'ottima impressione, esprimendo un gioco pregevole con talenti come Zico, Falcão, Eder e Sócrates, che formavano una delle squadre più forti della storia.[2] Il CT Telé Santana, infatti, riuscì a far esprimere al meglio i suoi campioni con un impianto di gioco iperoffensivo.[2] I sudamericani superarono agevolmente la prima fase a gironi, sconfiggendo in rimonta URSS (2-1) e Scozia (4-1) e travolgendo la Nuova Zelanda (4-0 con tutti i titolari in campo, nonostante la qualificazione fosse già stata ottenuta[2]). Nel secondo turno furono inseriti in un girone di ferro con Argentina e Italia. Nella prima partita sconfissero per 3-1 i campioni del mondo in carica dell'Argentina, reduci dalla sconfitta (1-2) contro gli italiani, e li estromisero dal torneo. A quel punto, in virtù di una differenza reti favorevole, ai verdeoro sarebbe stato sufficiente un pareggio per accedere alla semifinale.[2] Contro l'Italia, però, il Brasile uscì battuto, dopo una brillante partita giocata da entrambe le squadre. Paolo Rossi segnò una tripletta che affossò i favoriti brasiliani. Ancora una volta si mise in luce la vocazione all'attacco dei brasiliani che, malgrado bastasse un pareggio, continuarono ad attaccare[2] sul risultato di 2-2, consentendo così all'Italia, poi vincitrice della coppa, di trovare varchi e segnare il definitivo 3-2.

Nell'edizione iridata del 1986 i verdeoro sconfissero al primo turno la Spagna per 1-0, l'Algeria con il medesimo punteggio e l'Irlanda del Nord per 3-0 chiudendo così primi il raggruppamento. Negli ottavi liquidarono per 4-0 la Polonia andando così ad incontrare nei quarti la Francia. Qui la partita terminò sull'1-1 con goal prima di Careca e poi di Michel Platini e con il portiere francese, Bats, che parò un rigore a Zico. Ai rigori s'imposero i francesi per 4-3 e il Brasile venne così eliminato.

Ai Mondiali 1990 il Brasile di Sebastião Lazaroni adottò un calcio volto più al contenimento che all'attacco, ma riuscì a superare il primo turno. Agli ottavi di finale contro l'Argentina ebbe alcune buone occasioni da gol, ma perse per 1-0. Alcune critiche fecero da contorno a questa eliminazione, le più accese delle quali accusavano il CT di non avere espresso un gioco degno della scuola brasiliana, con troppa tattica e poca fantasia.

Il Brasile passò nelle mani di Paulo Roberto Falcão, che lo guidò al secondo posto nella Copa América 1991 giocata in Cile. Dopo aver superato con il secondo posto il girone a cinque squadre, i verdeoro si classificarono dietro l'Argentina nel girone finale.

Fu quindi la volta di Carlos Alberto Parreira. Nel giugno 1993 il Brasile disputò la Copa América in Ecuador, dove fu eliminato ai quarti di finale ancora dall'Argentina, questa volta per 6-5 dopo i rigori. In un match l'allenatore lasciò Romário, stella del Barcellona, in panchina e il giocatore reagì affermando che se avesse saputo dell'esclusione sarebbe rimasto in Spagna. Parreira rispose allontanandolo dalla nazionale.[3]

Ritorno ai vertici (1994-2002)Modifica

Mondiale 1994Modifica

Solo nel 1994, ventiquattro anni dopo la sua terza vittoria ai mondiali, il Brasile riuscì a vincere un altro titolo. Eppure la qualificazione per il Mondiale statunitense fu ottenuta non senza patemi. Dopo il pareggio a reti bianche contro l'Ecuador, il 25 luglio 1993 a La Paz i verdeoro persero la prima partita di qualificazione mondiale della loro storia, contro la Bolivia[3]. Malgrado le pressioni di giornalisti e tifosi, Parreira continuò a lasciare Romário ai margini della Nazionale per sette partite, salvo ricredersi prima dell'ultimo decisivo incontro con l'Uruguay. Fu proprio Romário a siglare la doppietta[3] che consentì ai verdeoro di vincere il match (2-0) e di qualificarsi per gli Stati Uniti grazie al primo posto nel girone CONMEBOL da cinque squadre.

La filosofia calcistica di Parreira, tacciato dai puristi di difensivismo, prevedeva una solida linea difensiva e, in seconda battuta, una fase offensiva capace di realizzare la mole di gioco prodotta dalla squadra.[3] In porta il CT diede subito fiducia a Cláudio Taffarel, mentre in difesa la gestazione della linea titolare fu più sofferta. Inizialmente la difesa rimase sostanzialmente la stessa del campionato del mondo 1990, con Jorginho, Carlos Mozer, Ricardo Gomes, Ricardo Rocha e Leonardo titolare al posto di Branco. Mozer, però, dovette rinunciare all'attività agonistica per problemi cardiaci e Ricardo Gomes subì un serio infortunio prima della rassegna iridata. Ricardo Rocha rimase in squadra, ma fu costretto alla panchina per problemi fisici. Al loro posto Parreira puntò su Aldair e Márcio Santos, che si dimostrarono una coppia di centrali altamente affidabile. In mezzo al campo il capitano Dunga, affiancato da Mauro Silva, faceva della grande corsa e del sacrificio le sue armi migliori, sopperendo così al talento non eccelso[3] e incarnando alla perfezione lo spirito operaio della squadra di Parreira.[3] Era, quella, una formazione solida e tatticamente molto organizzata, che si affidava all'estro di Mazinho, preferito dopo alcune partite ad uno spento Raí, e ai gol dell'affiatata coppia Romário-Bebeto. Faceva parte della rosa anche un giovane fenomeno, il diciassettenne Ronaldo, destinato ad affermarsi negli anni a venire.

Il Brasile vinse in scioltezza il proprio girone (2-0 alla Russia, 3-0 al Camerun e 1-1 contro la Svezia) e agli ottavi trovò i padroni di casa degli Stati Uniti. Leonardo fu espulso per una gomitata a pochi minuti dal fischio iniziale, ma un gol di Bebeto poco più di un quarto d'ora dalla fine sancì l'1-0 decisivo. Ai quarti i verdeoro affrontarono l'Olanda e si portarono sul 2-0, ma gli avversari riuscirono a pareggiare. A fissare il punteggio sul 3-2 fu un calcio di punizione del veterano Branco, che decise quella che fu definita la più bella partita del Mondiale. In semifinale contro i brasiliani cadde la Svezia, già affrontata nel girone, ma questa volta battuta per 1-0 (gol di Romário). Nella torrida finale di Pasadena, il 17 luglio, l'avversaria dei sudamericani fu l'Italia di Arrigo Sacchi. Al termine di una partita senza troppe emozioni terminata 0-0 dopo i tempi supplementari Brasile e Italia si contesero il titolo ai calci di rigore per la prima volta nella storia di questa competizione. A spuntarla fu il Brasile dopo gli errori azzurri dal dischetto di Franco Baresi, Daniele Massaro e Roberto Baggio, il quale calciò la palla sopra la traversa.

Parreira lasciò la panchina del Brasile dopo il successo, felice per aver portato a compimento la sua missione.[4] Il ruolo di CT fu assunto nuovamente da Mário Zagallo, ex bandiera della Nazionale ed ex commissario tecnico nel 1970 nonché vice di Parreira nel 1994.[4] Della squadra campione negli Stati Uniti Zagallo mantenne Cafu, Aldair, Dunga (ancora capitano), Leonardo e il tandem offensivo Romário-Bebeto. Leonardo, che nel frattempo aveva mostrato ottime attitudini offensive nel Milan, fu spostato dalla fascia sinistra della difesa a centrocampo. In attacco il posto da titolare accanto al ventunenne Ronaldo, reputato all'epoca il miglior giocatore del mondo,[4] fu conteso a Bebeto da un giovane di grande talento, Denílson, apparentemente proiettato verso una radiosa carriera.[4]

Nel 1997 il Brasile vinse la Confederations Cup e la Coppa America in Bolivia (fu questa la prima vittoria della competizione continentale fuori dai confini nazionali).

Mondiale 1998Modifica

Qualificatisi di diritto al Mondiale 1998 in quanto campioni del mondo uscenti, i brasiliani, privi di Romário, fermato da un infortunio,[4] vinsero il girone con Norvegia, Marocco e Scozia con due vittorie e una sconfitta nell'ultimo match contro gli scandinavi. Sconfissero poi il Cile agli ottavi, la Danimarca ai quarti e l'Paesi Bassi in semifinale ai rigori (1-1 dopo 120 minuti di gioco). Allo Stade de France persero clamorosamente per 3-0 la finale contro la Francia padrona di casa. Le polemiche per il risultato molto negativo furono alimentate dal controverso utilizzo in finale della stella Ronaldo nonostante un serio problema di salute (convulsioni[5] o, secondo voci che circolarono, una crisi di nervi[4]) alla vigilia della finale. Ronaldo, che poche ore prima era stato sottoposto ad accertamenti in un nosocomio francese, fu inserito nella lista ufficiale da consegnare alla FIFA solo all'ultimo istante, dopo un rapido consulto medico.[4] Celebri rimasero le parole dell'allenatore Zagallo, che disse prima della finale: «Vocês vão ter que me engolir» («Dovrete ingoiarmi ora»), rispondendo alle aspre critiche ricevute prima e durante la Coppa del Mondo.[6]

A Zagallo subentrò Vanderlei Luxemburgo. Nel 1999 i verdeoro s'imposero nuovamente nella Coppa America, eliminando Argentina ai quarti (2-1), Messico in semifinale (2-0) e battendo per 3-0 l'Uruguay in finale, vendicando così la sconfitta contro gli uruguagi patita ai rigori nel 1995.

Il 28 marzo 2000 cominciarono le qualificazioni sudamericane per il Mondiale di Giappone e Corea del Sud in programma nel 2002. Il nuovo sistema prevedeva un unico girone che raggruppava tutte le Nazionali della CONMEBOL.[7]

Il 15 novembre 2000 la panchina del Brasile passò a Émerson Leão, che richiamò Romário e tentò di costruire attorno a lui una squadra di giovani di talento, ma con scarsa esperienza internazionale. Nell'edizione del 2001 della Copa América in Colombia i verdeoro uscirono clamorosamente ai quarti di finale, sconfitti per 2-0 dall'Honduras. Nella Confederations Cup 2001 la Nazionale si piazzò quarta, buon risultato se si considera che in quella circostanza il torneo fu disputato senza le stelle che giocavano nei campionati europei, la cui convocazione fu impedita dalle resistenze delle squadre di club. Durante la gestione Leão il Brasile disputò tre partite di qualificazione ai Mondiali, con un bilancio di una vittoria (contro la Colombia), una sconfitta (contro l'Ecuador) e un pareggio (contro il Perù). L'11 giugno 2001 terminò l'era Leão, esonerato dopo la sconfitta di misura patita all'Ulsan Munsu Football Stadium contro l'Australia nella finale per il terzo posto.[8]

Mondiale 2002Modifica

Leão fu rimpiazzato da Luiz Felipe Scolari, detto Felipão, che esordì il 1º luglio con una sconfitta a Montevideo contro l'Uruguay (1-0) in una gara valida per le qualificazioni. Scolari portò disciplina e organizzazione tattica nell'ambiente della Nazionale,[7] sotto la sua guida il Brasile si qualificò per il Mondiale arrivando terza nel girone, con 9 vittorie, 3 pareggi e 6 sconfitte, a 13 punti dalla capolista Argentina e a un punto dall'Ecuador, secondo in graduatoria. La qualificazione fu raggiunta solo all'ultima giornata, il 14 novembre 2001 a São Luís, grazie alla vittoria per 3-0 contro il Venezuela[7] e agli insuccessi di Paraguay e Uruguay nei loro ultimi match.

La formazione disegnata da Scolari coniugava il talento di Ronaldo, Rivaldo e del giovane astro Ronaldinho con la spinta sulle fasce di Cafu e Roberto Carlos e la concretezza di Kléberson (sostituto dell'infortunato Emerson e preferito ben presto a Juninho Paulista) e Gilberto Silva, arcigni mediani vecchio stampo. La difesa a tre composta da Edmílson, Lúcio e Roque Júnior offrì buone garanzie, così come l'erede di Taffarel, il ventottenne Marcos. Tra le riserve vi era anche il ventenne Kaká, poi affermatosi a grandi livelli nel Milan di Carlo Ancelotti.

Malgrado non avesse impressionato durante la fase di qualificazione, in Asia questa squadra si aggiudicò il suo 5º titolo mondiale. Sorteggiata in un facile girone con Turchia, Costa Rica e Cina, batté tutte e tre le avversarie, segnando 11 gol e subendone solo 3. Agli ottavi eliminò il Belgio battendolo per 2-0 e ai quarti estromise l'Inghilterra (2-1, con gol della giovane stella Ronaldinho). La semifinale contro l'ostica Turchia, già affrontata nel girone, si confermò difficile e i verdeoro prevalsero solo per 1-0 con rete di Ronaldo. Rivaldo, che aveva segnato 5 gol nelle precedenti partite, rimase a secco, non riuscendo così ad eguagliare il primato di Jairzinho, che aveva segnato in ogni incontro del Mondiale 1970. Giunto a disputare la sua terza finale consecutiva in un Mondiale, il Brasile affrontò la Germania per la prima volta nella storia del torneo e la sconfisse per 2-0 con doppietta di Ronaldo. Il capitano Cafu disputò in quell'occasione la terza finale mondiale consecutiva, stabilendo un record.[7]

Il nuovo periodio di digiunoModifica

Dal ritorno di Parreira a Menezes (2002-2012)Modifica

 
Il Brasile affronta il Giappone in una gara del Mondiale 2006

Nella Confederations Cup 2003 in Francia il Brasile deluse, uscendo già al primo turno dopo essersi classificato terzo nel girone con Camerun, Turchia e Stati Uniti. Sconfitto all'esordio dal Camerun (0-1), vinse per 1-0 contro gli Stati Uniti e pareggiò allo scadere (2-2) contro i turchi, che, a parità di differenza reti (0) con i verdeoro, ebbero la meglio sugli avversari e superarono il turno per aver segnato di più.

Il periodo successivo alla conquista del titolo portò astri nascenti in verdeoro: Adriano, Maicon, Robinho, Júlio César.[9] Il loro contributo fu decisivo nel biennio 2004-2005.

La Coppa America 2004 vide il Brasile superare il turno come seconda classificata, dopo le vittorie contro Cile (1-0) e Costa Rica (4-1) e la sconfitta contro il Paraguay (2-1). I brasiliani superarono poi agevolmente il Messico (4-0), vinsero per 5-3 ai rigori contro l'Uruguay (1-1), e in finale riacciuffarono per due volte sul pari l'Argentina (2-2). Ai rigori i verdeoro misero a segno quattro tiri, mentre gli argentini fallirono i primi due tentativi e realizzarono il terzo e il quarto. Per gli uomini di Parreira fu il settimo alloro nella competizione.

Nella Confederations Cup 2005 il Brasile superò il girone come seconda dopo aver battuto la Grecia (3-0), perso contro il Messico (1-0) e pareggiato contro il Giappone (2-2). In semifinale sconfisse la Germania padrona di casa (3-2) e in finale, al Waldstadion di Francoforte sul Meno[10], batté nettamente l'Argentina per 4-1.[11][12]

Al campionato del mondo 2006 la squadra si presentò da grande favorita, avendo per altro brillato nel suo girone di qualificazione.[13] Parreira impostò la squadra secondo il modulo 4-2-2-2. L'attacco era composto da calciatori di grandissimo talento: Ronaldo, Adriano, Kaká e Ronaldinho. Il primo aveva tuttavia patito un infortunio che lo aveva tenuto lontano dai campi di gioco per due mesi ed era ingrassato di alcuni chili, non risultando più rapido come un tempo. La vittoria all'esordio contro la Croazia non placò le critiche della stampa brasiliana nei confronti del Fenomeno, preso di mira per la sua lentezza, dovuta anche alle vesciche ai piedi provocategli dagli scarpini e alla febbre.[14] Neanche la seconda vittoria vinta contro l'Australia (2-0) mise a tacere le critiche, che si concentrarono sulla difficoltà della squadra di creare occasioni da gol. Nel terzo incontro, con il Giappone, Parreira attuò una serie di modifiche alla formazione titolare, dando spazio a giovani come Robinho e Cicinho e prediligendo un maggiore equilibrio tattico. I cambiamenti diedero i risultati sperati e il Giappone fu sconfitto per 4-1. Con la doppietta contro i nipponici Ronaldo, che parve aver ritrovato la forma, eguagliò il record di marcature nelle fasi finali dei Mondiali appartenente a Gerd Müller, portandosi a quota 14 gol in 17 incontri. Il Brasile vinse a punteggio pieno il proprio raggruppamento.[15] Sconfitto negli ottavi l'esordiente Ghana (3-0), con Ronaldo che andando a segno batté il record di Müller, il Brasile fu eliminato dalla Francia nei quarti.[16] Contro i francesi Parreira aveva abbandonato il "quartetto" magico optando per uno schieramento più equilibrato, con Ronaldo unica punta e Kaká e Ronaldinho a supporto, ma un gol di Thierry Henry nel secondo tempo mise fine ai sogni di gloria dei verdeoro,[17] arrivati al tiro una sola volta (con Ronaldo) nei secondi quarantacinque minuti di gioco.

Parreira lasciò il posto all'ex capitano della nazionale Dunga, nominato nuovo CT il 24 luglio 2006. Dunga esordì il 16 agosto pareggiando contro la Norvegia a Oslo e il 3 settembre batté per 3-0 l'Argentina all'Emirates Stadium di Londra. Seguirono altre vittorie in amichevole, contro Galles, Kuwait S.C., Ecuador e Svizzera. Il nuovo CT preferì Luís Fabiano a Ronaldo e portò in nazionale non solo le stelle acclamate delle grandi squadre europee, ma anche calciatori che, come Vágner Love, Dudu Cearense ed Elano, militavano nei campionati russo e ucraino. Il Brasile di Dunga perse la sua prima partitai l 6 febbraio 2007 in amichevole contro il Portogallo di Scolari.

Il primo grande torneo con Dunga alla guida dei verdeoro fu la Coppa America 2007. La nazionale carioca perse sorprendentemente contro il Messico all'esordio (2-0), ma batté poi Cile (3-0) ed Ecuador (1-0). Ai quarti di finale sconfissero nuovamente il Cile (6-1) e in semifinale l'Uruguay ai rigori (5-4 dopo il 2-2 dei tempi supplementari). In finale se la videro contro l'Argentina, favorita alla vigilia per aver vinto tutte le partite precedenti l'atto conclusivo della manifestazione. Ancora una volta a prevalere (3-0) fu il Brasile, capace di sconfiggere gli argentini in una finale per la terza volta in tre anni. Robinho fu nominato miglior giocatore del torneo, oltre ad aver vinto il titolo di capocannoniere.[18]

Il Brasile aggiunse alla sua bacheca un'altra Confederations Cup, nel 2009.[19] Il campionato del mondo 2010 rappresentò, tuttavia, un'altra delusione: i verdeoro uscirono di nuovo ai quarti, stavolta per mano dei Paesi Bassi.[20]

 
Il prepartita di Brasile-Corea del Nord, fase a gironi dei Mondiali 2010

L'eliminazione causa l'arrivo in panchina di Menezes, in carica dal luglio 2010.[21][22] Nella Copa América 2011 i brasiliani, presentatisi ai nastri di partenza da campioni uscenti (avendo conquistato le ultime 2 edizioni), cedono al Paraguay ai rigori.[23]

Il ritorno di Scolari e il Mondiale in casa (2012-2014)Modifica

Dopo le dimissioni di Menezes, al termine delle Olimpiadi 2012 (in cui viene ottenuto l'argento), in panchina si ha il ritorno di due grandi nomi del passato: Scolari in carica di allenatore, che fu campione del mondo con l'ultimo titolo vinto dal Brasile nel 2002 in Giappone e Corea e Parreira in qualità di vice allenatore, anch'egli campione del mondo da CT nel 1994 negli States e nuovamente allenatore della nazionale brasiliana ai mondiali di Germania nel 2006. Il 30 giugno 2013 la Nazionale aggiunge al suo palmarès un'altra Confederations Cup, guidati dal nuovo talento Neymar, la terza consecutiva nonché la quarta complessiva: a decidere l'assegnazione della coppa è il 3-0 rifilato alla Spagna campione del mondo in carica, nell'atto conclusivo, dopo che nei precedenti incontri i verdeoro avevano segnato ben undici reti.

Ai Mondiali casalinghi nella partita inaugurale il Brasile affronta la Croazia. I croati passano per primi in vantaggio grazie a un autogol di Marcelo, quindi subiscono la rimonta brasiliana con la doppietta di Neymar e gol di Oscar, che sanciscono la vittoria della Seleção per 3-1. La partita viene però viziata da errori arbitrali, come nel caso del secondo gol: l'arbitro giapponese Yuichi Nishimura assegna un calcio di rigore inesistente per il Brasile, trasformato poi da Neymar.[24] Nel secondo turno pareggia con il Messico con il risultato di 0-0,[25] e nel turno conclusivo sconfigge il Camerun per 4-1, assicurandosi il primo posto nel girone.[26] Negli ottavi di finale il Brasile batte il Cile 4-3 ai calci di rigore grazie all'errore decisivo di Gonzalo Jara, dopo che i tempi regolamentari si erano chiusi sull'1-1, frutto delle reti di David Luiz per i brasiliani e di Alexis Sánchez per i cileni,[27] qualificandosi così per i quarti di finale, dove piega la Colombia con il punteggio di 2-1 grazie ai gol dei suoi due difensori centrali Thiago Silva e David Luiz,[28] perdendo però per infortunio la sua stella Neymar.[29] L'8 luglio al Mineirão di Belo Horizonte i brasiliani da padroni di casa tornano in semifinale dopo 12 anni, contro la Germania, in una riedizione della finale del Mondiale 2002 in Corea del Sud e Giappone. La partita assume subito una piega inattesa: alla mezz'ora del primo tempo infatti, i tedeschi sono già sul 5-0 nei confronti della Seleçao, grazie alle reti di Müller, Klose, Khedira e alla doppietta di Kroos. Un vero e proprio dramma sportivo per i verdeoro di Felipe Scolari, che nel secondo tempo subiscono altre due reti a opera di Schürrle. A nulla serve il goal del definitivo 1-7, messo a segno da Oscar a pochi minuti dal termine.[30][31] I brasiliani avevano già perso con sei gol di scarto contro l'Uruguay nel 1920, ma mai prima d'allora avevano subìto sette reti; la Germania conquista invece l'ottava finale mondiale nella sua storia.[32] Data la drammaticità delle circostanze, assai simili a quelle del celeberrimo Maracanaço, ben presto i media hanno iniziato a definire la clamorosa débacle "Mineirazo", prendendo spunto dal nome dello stadio di Belo Horizonte. Il 12 luglio a Brasilia, i verdeoro vengono sconfitti per 3-0 dai Paesi Bassi, nella partita valida per il terzo posto, chiudendo il mondiale fuori dal podio al quarto posto e con il record negativo di 14 reti subite (un passivo mai incassato prima d'allora dal Brasile in una fase finale mondiale). Il 14 luglio 2014, il giorno dopo il termine del campionato del mondo casalingo, Scolari si dimette ufficialmente dalla carica di allenatore della Seleçao.[33]

Il Dunga bis (2014-2016)Modifica

Dopo le dimissioni di Scolari, il 22 luglio 2014 viene ufficializzato il ritorno in panchina di Carlos Dunga, che aveva già guidato la nazionale dal luglio 2006 al luglio 2010.

Dunga inizia il suo secondo periodo come CT della nazionale verdeoro con 11 vittorie consecutive, tra cui due successi in gare amichevoli contro Argentina (2-0)[34] e Francia (3-1).[35] In vista della Copa América 2015 in Cile Dunga decide di non convocare Oscar, Kakà e Ganso.[36] Il Brasile esordisce battendo in rimonta il Perù (2-1), poi viene battuto per 1-0 dalla Colombia e perde la sua stella Neymar, espulso e squalificato per quattro turni. Nella terza partita del girone supera per 2-1 il Venezuela e si qualifica come primo classificato nel girone. Ai quarti di finale la formazione di Dunga perde ai rigori contro il Paraguay, proprio come avvenuto quattro anni prima.

I verdeoro deludono anche nella Coppa America del Centenario, nel 2016. Dunga deve fare a meno di Kakà per infortunio e decide - non senza polemiche - di rinunciare a Neymar, impegnato nell'agosto seguente come fuoriquota nei Giochi Olimpici di Rio de Janeiro, Thiago Silva, David Luiz, Marcelo e Alex Sandro.[37] Al pareggio per 0-0 contro l'Ecuador fa seguito la netta vittoria contro Haiti (7-1). Nella terza partita, quando un pari sarebbe stato sufficiente a garantire ai brasiliani il primo posto nel girone, la nazionale di Dunga perde contro il Perù e viene eliminata nella prima fase, situazione che non si verificava dal 1987. Dunga è sollevato dall'incarico di CT.[38]

L'era Tite (dal 2016)Modifica

Il 21 giugno 2016 la federcalcio brasiliana nomina nuovo CT della nazionale Tite.[39] Sotto la guida del nuovo CT il Brasile cambia marcia e inanella ben otto vittorie consecutive nelle qualificazioni al Mondiale 2018, issandosi al primo posto del girone della CONMEBOL e diventando la prima nazionale ad ottenere la qualificazione per Russia 2018.

ColoriModifica

fino al Maracanazo (pre-1950)
dopo il Maracanazo (dopo il 1950)

In origine la divisa del Brasile era bianca con il colletto blu ma in seguito all'incredibile sconfitta ai mondiali del 1950 contro l'Uruguay nella partita decisiva per l'assegnazione del titolo i colori furono considerati poco patriottici e quindi con il permesso della confederazione sportiva brasiliana il quotidiano Correio da Manhã indisse una competizione per scegliere una nuova uniforme che contenesse i quattro colori della bandiera del Brasile.[40] Alla fine vinse l'uniforme gialloverde progettata da Aldyr Garcia Schlee, un diciannovenne proveniente da Pelotas.[41] I nuovi colori vennero usati per la prima volta nel marzo 1954 in un match contro il Cile e da allora sono stati sempre usati. Nel marzo 2011 viene presentata la nuova terza maglia che sarà completamente nera, cosa che susciterà non poche polemiche nel paese. Come compromesso per la scelta azzardata, la nuova divisa sarà impiegata solo in gare di esibizione ed amichevoli.[42]

Cronologia delle diviseModifica

1914
Casa Trasferta
Nessun fornitore
1916
Casa Trasferta
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1918
Casa Trasferta
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1919
Casa Trasferta
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Mondiali 1930
Casa Trasferta
Nessun fornitore
Mondiali 1934
Casa Trasferta
Nessun fornitore
Mondiali 1938
Casa Trasferta
Nessun fornitore
Mondiali 1950
Casa Trasferta
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1950-1954
Casa Trasferta
CEPPO
1954-1970
Casa Trasferta
Nessun fornitore
Mondiali 1970
Casa Trasferta
Nessun fornitore
Mondiali 1974
Casa Trasferta
Nessun fornitore


Mondiali 1978
Casa Trasferta
  Adidas
Mondiali 1982
Casa Trasferta
  Adidas
Mondiali 1986
Casa Trasferta
Topper
Mondiali 1990
Casa Trasferta
Topper


Mondiali 1994
Casa Trasferta
  Umbro
Mondiali 1998
Casa Trasferta
  Nike
Mondiali 2002
Casa Trasferta
  Nike
Mondiali 2006
Casa Trasferta
  Nike


Confederations Cup 2009
Casa Trasferta
  Nike
Mondiali 2010
Casa Trasferta
  Nike
Confederations Cup 2013
Casa Trasferta
  Nike
Mondiali 2014
Casa Trasferta
  Nike

PalmarèsModifica

Svezia 1958, Cile 1962, Messico 1970, Stati Uniti 1994, Corea del Sud-Giappone 2002
Brasile 1919, Brasile 1922, Brasile 1949, Brasile 1989, Bolivia 1997, Paraguay 1999, Perù 2004, Venezuela 2007
Arabia Saudita 1997, Germania 2005, Sudafrica 2009, Brasile 2013
Cile 1952, Messico 1956

Coppa del Mondo FIFAModifica

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1930   Uruguay Primo turno 1 0 1 5:2
1934   Italia Primo turno 0 0 1 1:3
1938   Francia Terzo posto   3 1 1 14:11
1950   Brasile Secondo posto   4 1 1 22:6
1954   Svizzera Quarti di finale 1 1 1 8:5
1958   Svezia Campione   5 1 0 16:4
1962   Cile Campione   5 1 0 14:5
1966   Inghilterra Primo turno 1 0 2 4:6
1970   Messico Campione   6 0 0 19:7
1974   Germania Ovest Quarto posto 3 2 2 6:4
1978   Argentina Terzo posto   4 3 0 10:3
1982   Spagna Secondo turno 4 0 1 15:6
1986   Messico Quarti di finale 4 1 0 10:1
1990   Italia Ottavi di finale 3 0 1 4:2
1994   Stati Uniti Campione   5 2 0 11:3
1998   Francia Secondo posto   4 1 2 14:10
2002   Corea del Sud /   Giappone Campione   7 0 0 18:4
2006   Germania Quarti di finale 4 0 1 10:2
2010   Sudafrica Quarti di finale 3 1 1 9:4
2014   Brasile Quarto posto 3 2 2 11:14
2018   Russia Qualificata 0 0 0 0:0

StatisticaModifica

  • Primo turno: 3 volte (1930, 1934, 1966)
  • Ottavi di finale: 1 volta (1990)
  • Quarti di finale: 5 volte (1954, 1982, 1986, 2006, 2010)
  • Semifinale: 4 volte (1938, 1974, 1978, 2014)
  • Quarto posto: 2 volte (1974, 2014)
  • Terzo posto: 2 volte (1938, 1978)
  • Finale: 7 volte (1950, 1958, 1962, 1970, 1994, 1998, 2002)
  • Secondo posto: 2 volte (1950, 1998)
  • Primo posto: 5 volte (1958, 1962, 1970, 1994, 2002)

Partecipazioni alla Copa AméricaModifica

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1916   Argentina   Terzo posto 0 2 1 3:4
1917   Uruguay   Terzo posto 1 0 2 7:8
1919   Brasile   Campione 2 1 0 11:3
1920   Cile   Terzo posto 1 0 2 1:8
1921   Argentina   Secondo posto 1 0 2 4:3
1922   Brasile   Campione 2 3 0 7:2
1923   Uruguay Quarto posto 0 0 3 2:5
1924   Uruguay Rinuncia - - - -
1925   Argentina   Secondo posto 2 1 1 11:9
1926   Cile Rinuncia - - - -
1927   Perù Rinuncia - - - -
1929   Argentina Rinuncia - - - -
1935   Perù Rinuncia - - - -
1937   Argentina   Secondo posto 4 0 2 17:11
1939   Perù Rinuncia - - - -
1941   Cile Rinuncia - - - -
1942   Uruguay   Terzo posto 2 3 1 15:7
1945   Cile   Secondo posto 5 0 1 19:5
1946   Argentina   Secondo posto 3 1 1 13:7
1947   Ecuador Rinuncia - - - -
1949   Brasile   Campione 7 0 1 46:7
1953   Perù   Secondo posto 4 0 3 17:9
1955   Cile Rinuncia - - - -
1956   Uruguay Quarto posto 2 2 1 4:5
1957   Perù   Secondo posto 4 0 2 23:9
1959 I   Argentina   Secondo posto 4 2 0 17:7
1959 II   Ecuador   Terzo posto 2 0 2 7:10
1963   Bolivia Quarto posto 3 1 2 12:13
1967   Uruguay Rinuncia - - - -
1975 Itinerante   Terzo posto 5 0 1 16:4
1979 Itinerante   Terzo posto 2 2 2 10:9
1983 Itinerante   Secondo posto 2 4 2 8:5
1987   Argentina Primo turno 1 0 1 5:4
1989   Brasile   Campione 5 2 0 11:1
1991   Cile   Secondo posto 4 1 2 12:8
1993   Ecuador Quarti di finale 1 2 1 6:4
1995   Uruguay   Secondo posto 4 2 0 10:3
1997   Bolivia   Campione 6 0 0 22:3
1999   Paraguay   Campione 6 0 0 17:2
2001   Colombia Quarti di finale 2 0 2 5:4
2004   Perù   Campione 3 2 1 13:6
2007   Venezuela   Campione 4 1 1 22:4
2011   Argentina Quarti di finale 1 3 0 4:3
2015   Cile Quarti di finale 2 1 1 5:4
2016 Centenario   Stati Uniti Primo turno 1 1 1 7:2

Confederations CupModifica

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1992   Arabia Saudita Non invitata - - - -
1995   Arabia Saudita Non invitata - - - -
1997   Arabia Saudita Campione   4 1 0 14:2
1999   Messico Secondo posto 4 0 1 18:6
2001   Corea del Sud /   Giappone Quarto posto 1 2 2 3:3
2003   Francia Primo turno 1 1 1 3:3
2005   Germania Campione   3 1 1 12:6
2009   Sudafrica Campione   5 0 0 14:5
2013   Brasile Campione   5 0 0 14:3
2017   Russia Non qualificata - - - -

Rosa attualeModifica

Lista dei 23 convocati da Adenor Leonardo Bacchi per la partita di qualificazione al mondiale 2018 contro il Paraguay del 29 marzo 2017.

Presenze e reti aggiornate al 29 marzo 2017.

N. Pos. Giocatore Data nascita (età) Pres. Reti Squadra
1 P Alisson 2 ottobre 1992 (25 anni) 14 0   Roma
2 D Mariano 23 giugno 1986 (31 anni) 0 0   Galatasaray
3 D Miranda 7 settembre 1984 (33 anni) 37 1   Inter
4 D Gil 12 giugno 1987 (30 anni) 10 0   Shandong Luneng
5 C Casemiro 23 febbraio 1992 (25 anni) 11 0   Real Madrid
6 D Filipe Luís 9 agosto 1985 (32 anni) 26 1   Atletico Madrid
7 A Dudu 7 gennaio 1992 (25 anni) 2 0   Palmeiras
8 C Renato Augusto 8 febbraio 1988 (29 anni) 17 5   Beijing Guoan
9 C Diego Souza 17 giugno 1985 (32 anni) 2 0   Sport Recife
10 A Neymar   5 febbraio 1992 (25 anni) 77 52   Paris Saint-Germain
11 A Philippe Coutinho 12 giugno 1992 (25 anni) 23 6   Liverpool
12 P Weverton 13 dicembre 1987 (29 anni) 1 0   Atletico Paranaense
13 D Marquinhos 14 maggio 1994 (23 anni) 12 0   Paris Saint-Germain
14 D Thiago Silva 22 settembre 1984 (33 anni) 60 4   Paris Saint-Germain
15 C Paulinho 25 luglio 1988 (29 anni) 41 9   Barcellona
16 D Marcelo 12 maggio 1988 (29 anni) 43 4   Real Madrid
17 C Fernandinho 4 maggio 1985 (32 anni) 29 2   Manchester City
18 C Giuliano 31 maggio 1990 (27 anni) 8 0   Fenerbahçe
19 C Willian 9 agosto 1988 (29 anni) 45 7   Chelsea
20 C Diego 28 febbraio 1985 (32 anni) 36 4   Flamengo
21 A Roberto Firmino 2 ottobre 1991 (26 anni) 13 5   Liverpool
22 D Fagner 11 giugno 1989 (28 anni) 1 0   Corinthians
23 P Ederson Moraes 17 agosto 1993 (24 anni) 0 0   Manchester City

AllenatoriModifica

Record individualiModifica

NOTA: La nazionale brasiliana, per via della sua notorietà, gioca occasionalmente (soprattutto in passato, ora la tendenza è diminuita) partite di esibizione contro squadre di club, selezioni continentali, selezioni FIFA, di varie federazione o leghe nazionali e perfino contro enti o fondazioni. Tutte queste partite, non essendo riconosciute dalla FIFA, non entrano a far parte delle statistiche individuali di presenze e di reti.

Ciò può causare discordanza tra le varie fonti. Di seguito sono riportati i record riconosciuti dalla federazione internazionale.

Record individualiModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Calciatori della Nazionale brasiliana.

Statistiche aggiornate al 10 ottobre 2017.

 
Cafu, primatista di presenze con la nazionale del Brasile (142)
 
Pelé, primatista di gol segnati con la nazionale brasiliana (77 in 92 presenze)

Record di presenzeModifica

Pos. Nome Presenze Gol
1 Cafù 142 5
2 Roberto Carlos 125 11
3 Lúcio 105 4
4 Dani Alves 104 7
5 Claudio Taffarel 101 0
6 Robinho 100 28
7 Djalma Santos 98 3
Ronaldo 98 62
9 Ronaldinho 97 33
10 Gilmar 94 0

Record di golModifica

Pos. Nome Gol Presenze Media gol a partita
1 Pelé 77 92 0.85
2 Ronaldo 62 98 0.63
3 Romário 55 70 0.79
4 Neymar 52 81 0.64
5 Zico 48 71 0.67
6 Bebeto 39 75 0.52
7 Rivaldo 35 74 0.46
8 Jairzinho 33 81 0.40
Ronaldinho 33 97 0.34
10 Ademir 32 39 0.82
Tostão 32 54 0.59

Tutte le roseModifica

MondialiModifica

Coppa del Mondo FIFA 1930
Joel, P Velloso, D Brilhante, D Itália, D Oscarino, D Zé Luiz, C Benevenuto, C Fausto, C Fernando, C Fortes, C Hermógenes, C Ivan Mariz, C Pamplona, A Araken, A Benedicto, A Carvalho Leite, A Doca, A Manoelzinho, A Moderato, A Nilo, A Poly, A Preguinho, A Russinho, A Teóphilo, CT: Píndaro
Coppa del Mondo FIFA 1934
Germano, P Pedrosa, D Luís Luz, D Octacílio, D Silvio, C Ariel, C Canalli, C Martim, C Tinoco, C Waldyr, A Armandinho, A Átila, A Carvalho Leite, A Leônidas, A Luisinho, A Patesko, A Waldemar de Brito, CT: Vinhaes
Coppa del Mondo FIFA 1938
Batatais, P Walter, D Domingos da Guia, D Jaú, D Martim, D Nariz, C Afonsinho, C Argemiro, C Brandão, C Britto, C Machado, C Zezé Procópio, A Hércules, A Leônidas, A Lopes, A Luisinho, A Niginho, A Patesko, A Perácio, A Roberto, A Romeu, A Tim, CT: Pimenta
Coppa del Mondo FIFA 1950
Barbosa, P Castilho, D Augusto, D Ely, D Juvenal, D Nena, D Nílton Santos, C Bauer, C Bigode, C Danilo, C Noronha, C Rui, A Adãozinho, A Ademir, A Alfredo, A Baltazar, A Chico, A Friaça, A Jair, A Maneca, A Rodrigues, A Zizinho, CT: Costa
Coppa del Mondo FIFA 1954
Castilho, 2 Djalma Santos, 3 Nílton Santos, 4 Brandãozinho, 5 Pinheiro, 6 Bauer, 7 Julinho, 8 Didi, 9 Baltazar, 10 Pinga, 11 Rodrigues, 12 Paulinho, 13 Alfredo, 14 Ely, 15 Mauro Ramos, 16 Dequinha, 17 Maurinho, 18 Humberto, 19 Índio, 20 Rubens, 21 Veludo, 22 Cabeção, CT: Zezé Moreira
Coppa del Mondo FIFA 1958
Castilho, 2 Bellini, 3 Gilmar, 4 Djalma Santos, 5 Dino Sani, 6 Didi, 7 Zagallo, 8 Oreco, 9 Zózimo, 10 Pelé, 11 Garrincha, 12 Nílton Santos, 13 Moacir, 14 De Sordi, 15 Orlando Peçanha, 16 Mauro Ramos, 17 Joel, 18 Mazola, 19 Zito, 20 Vavá, 21 Dida, 22 Pepe, CT: Feola
Coppa del Mondo FIFA 1962
Gilmar, 2 Djalma Santos, 3 Mauro Ramos, 4 Zito, 5 Zózimo, 6 Nílton Santos, 7 Garrincha, 8 Didi, 9 Coutinho, 10 Pelé, 11 Pepe, 12 Jair Marinho, 13 Bellini, 14 Jurandir, 15 Altair, 16 Zequinha, 17 Mengálvio, 18 Jair da Costa, 19 Vavá, 20 Amarildo, 21 Zagallo, 22 Castilho, CT: Moreira
Coppa del Mondo FIFA 1966
Gilmar, 2 Djalma Santos, 3 Fidélis, 4 Bellini, 5 Brito, 6 Altair, 7 Orlando Peçanha, 8 Paulo Henrique, 9 Rildo, 10 Pelé, 11 Gérson, 12 Manga, 13 Denílson, 14 Lima, 15 Zito, 16 Garrincha, 17 Jairzinho, 18 Alcindo, 19 Silva, 20 Tostão, 21 Paraná, 22 Edu, CT: Feola
Coppa del Mondo FIFA 1970
Félix, 2 Brito, 3 Piazza, 4 Carlos Alberto, 5 Clodoaldo, 6 Marco Antônio, 7 Jairzinho, 8 Gérson, 9 Tostão, 10 Pelé, 11 Rivelino, 12 Ado, 13 Roberto Miranda, 14 Baldocchi, 15 Fontana, 16 Everaldo, 17 Joel, 18 Paulo César, 19 Edu, 20 Dario, 21 Zé Maria, 22 Leão, CT: Zagallo
Coppa del Mondo FIFA 1974
Leão, 2 Luís Pereira, 3 Marinho Peres, 4 Zé Maria, 5 Piazza, 6 Marinho Chagas, 7 Jairzinho, 8 Leivinha, 9 César, 10 Rivelino, 11 Paulo César, 12 Renato, 13 Valdomiro, 14 Nelinho, 15 Alfredo, 16 Marco Antônio, 17 Carpegiani, 18 Ademir da Guia, 19 Mirandinha, 20 Edu, 21 Dirceu, 22 Valdir Peres, CT: Zagallo
Coppa del Mondo FIFA 1978
Leão, 2 Toninho, 3 Oscar, 4 Amaral, 5 Cerezo, 6 Edinho, 7 Zé Sérgio, 8 Zico, 9 Reinaldo, 10 Rivelino, 11 Dirceu, 12 Carlos, 13 Nelinho, 14 Abel, 15 Polozzi, 16 Rodrigues Neto, 17 Batista, 18 Gil, 19 Jorge Mendonça, 20 Roberto Dinamite, 21 Chicão, 22 Valdir Peres, CT: Coutinho
Coppa del Mondo FIFA 1982
Valdir Peres, 2 Leandro, 3 Oscar, 4 Luizinho, 5 Cerezo, 6 Júnior, 7 Paulo Isidoro, 8 Sócrates, 9 Serginho, 10 Zico, 11 Éder, 12 Paulo Sérgio, 13 Edevaldo, 14 Juninho, 15 Falcão, 16 Edinho, 17 Pedrinho, 18 Batista, 19 Renato, 20 Roberto Dinamite, 21 Dirceu, 22 Carlos, CT: Santana
Coppa del Mondo FIFA 1986
Carlos, 2 Édson, 3 Oscar, 4 Edinho, 5 Falcão, 6 Júnior, 7 Müller, 8 Casagrande, 9 Careca, 10 Zico, 11 Edivaldo, 12 Paulo Vítor, 13 Josimar, 14 Júlio César, 15 Alemão, 16 Mauro Galvão, 17 Branco, 18 Sócrates, 19 Elzo, 20 Silas, 21 Valdo, 22 Leão, CT: Santana
Coppa del Mondo FIFA 1990
Taffarel, 2 Jorginho, 3 Ricardo Gomes, 4 Dunga, 5 Alemão, 6 Branco, 7 Bismarck, 8 Valdo, 9 Careca, 10 Silas, 11 Romário, 12 Acácio, 13 Mozer, 14 Aldair, 15 Müller, 16 Bebeto, 17 Renato Gaúcho, 18 Mazinho, 19 Ricardo Rocha, 20 Tita, 21 Mauro Galvão, 22 Zé Carlos, CT: Lazaroni
Coppa del Mondo FIFA 1994
Taffarel, 2 Jorginho, 3 Ricardo Rocha, 4 Ronaldão, 5 Mauro Silva, 6 Branco, 7 Bebeto, 8 Dunga, 9 Zinho, 10 Raí, 11 Romário, 12 Zetti, 13 Aldair, 14 Cafu, 15 Márcio Santos, 16 Leonardo, 17 Mazinho, 18 Paulo Sérgio, 19 Müller, 20 Ronaldo, 21 Viola, 22 Gilmar, CT: Parreira
Coppa del Mondo FIFA 1998
Taffarel, 2 Cafu, 3 Aldair, 4 Júnior Baiano, 5 César Sampaio, 6 Roberto Carlos, 7 Giovanni, 8 Dunga, 9 Ronaldo, 10 Rivaldo, 11 Emerson, 12 Carlos Germano, 13 Zé Carlos, 14 Gonçalves, 15 André Cruz, 16 Zé Roberto, 17 Doriva, 18 Leonardo, 19 Denílson, 20 Bebeto, 21 Edmundo, 22 Dida, CT: Zagallo
Coppa del Mondo FIFA 2002
Marcos, 2 Cafu, 3 Lúcio, 4 Roque Júnior, 5 Edmílson, 6 Roberto Carlos, 7 Ricardinho, 8 Gilberto Silva, 9 Ronaldo, 10 Rivaldo, 11 Ronaldinho, 12 Dida, 13 Belletti, 14 Polga, 15 Kléberson, 16 Júnior, 17 Denílson, 18 Vampeta, 19 Juninho, 20 Edílson, 21 Luizão, 22 Rogério Ceni, 23 Kaká, CT: Scolari
Coppa del Mondo FIFA 2006
Dida, 2 Cafu, 3 Lúcio, 4 Juan, 5 Emerson, 6 Roberto Carlos, 7 Adriano, 8 Kaká, 9 Ronaldo, 10 Ronaldinho, 11 Zé Roberto, 12 Rogério Ceni, 13 Cicinho, 14 Luisão, 15 Cris, 16 Gilberto, 17 Gilberto Silva, 18 Mineiro, 19 Juninho, 20 Ricardinho, 21 Fred, 22 Júlio César, 23 Robinho, CT: Parreira
Coppa del Mondo FIFA 2010
Júlio César, 2 Maicon, 3 Lúcio, 4 Juan, 5 Felipe Melo, 6 Michel Bastos, 7 Elano, 8 Gilberto Silva, 9 Luís Fabiano, 10 Kaká, 11 Robinho, 12 Gomes, 13 Dani Alves, 14 Luisão, 15 Thiago Silva, 16 Gilberto, 17 Josué, 18 Ramires, 19 Júlio Baptista, 20 Kléberson, 21 Nilmar, 22 Doni, 23 Grafite, CT: Dunga
Coppa del Mondo FIFA 2014
Jefferson, 2 Dani Alves, 3 Thiago Silva, 4 David Luiz, 5 Fernandinho, 6 Marcelo, 7 Hulk, 8 Paulinho, 9 Fred, 10 Neymar, 11 Oscar, 12 Júlio César, 13 Dante, 14 Maxwell, 15 Henrique, 16 Ramires, 17 Luiz Gustavo, 18 Hernanes, 19 Willian, 20 Bernard, 21 , 22 Victor, 23 Maicon, CT: Scolari

Campeonato Sudamericano de Football/Copa AméricaModifica

Campeonato Sudamericano 1916
Casemiro, P Marcos, D Carlito, D Nery, D Orlando, D Osny, C Facchine, C Galo, C Sidney, A Alencar, A Amílcar, A Arnaldo, A Demósthenes, A Friedenreich, A Lagreca, A Mimi, A Luiz Menezes, A Lulu, A Mimi Sodré, CT: Lagreca
Campeonato Sudamericano 1917
Casemiro, P Otto, D Chico Netto, D De Paiva, D Osny, D Vidal, C Adhemar, C Galo, C Paula Ramos, C Picagli, A Amílcar, A Arnaldo, A Caetano, A Couto, A Dias, A Haroldo, A Lagreca, A Millon, A Neco, CT: Lagreca
Campeonato Sudamericano 1919
Dyonísio, P Marcos, D Bianco, D Palamone, D Picagli, D Píndaro, C Amílcar, C Fortes, C Galo, C Laís, C Martins, C Sérgio, A Arlindo, A Arnaldo, A Carregal, A Friedenreich, A Haroldo, A Heitor, A Luiz Menezes, A Millon, A Neco, CT: Haroldo
Campeonato Sudamericano 1920
Ayrton, P Kuntz, D De Maria, D Japonês, D Martins, D Telephone, C Adhemar, C Fortes, C João, C Rodrigo, C Sisson, A Alvariza, A Castelhano, A Claudionor, A Constantino, A Junqueira, A Nonô, A Zezé, CT: Oswaldo Gomes
Campeonato Sudamericano 1921
Carnaval, P Kuntz, D Barata, D Caratório, D Telefone, C Afredinho, C Dino, C Laís, C Pena, C Suíço, A Candiota, A Frederico, A Machado, A Maxabomba, A Nonô, A Orlandinho, A Paulo Vianna, A Zezé, CT: Vianna Netto
Campeonato Sudamericano 1922
Kuntz, P Marcos, D Barthô, D Chico Netto, D Palamone, C Amílcar, C Fortes, C Laís, C Nesi, C Xingô, A Formiga, A Friedenreich, A Heitor, A Junqueira, A Neco, A Rodrigues, A Tatú, A Zezé, CT: Haroldo
Campeonato Sudamericano 1923
David, P Nélson, D Alemão, D Pennaforte, C Dino, C Hermógenes, C Mica, C Nesi, C Seabra, C Soda, A Amaro, A Coelho, A Mário Seixas, A Nilo, A Paschoal, A Torteroli, A Zezé, CT: Chico Netto
Campeonato Sudamericano 1925
Batalha, P Tuffy, D Clodô, D Hélcio, D Pennaforte, C Floriano, C Fortes, C Nascimento, C Pamplona, C Rueda, A Filó, A Friedenreich, A Lagarto, A Moderato, A Nilo, A Oswaldinho, A Russinho, CT: Platero
Campeonato Sudamericano 1937
Rei, P Jurandir, D Carnera, D Jaú, D Nariz, C Afonsinho, C Brandão, C Britto, C Canalli, C Tunga, C Zarzur, A Bahia, A Cardeal, A Carreiro, A Carvalho Leite, A Luisinho, A Niginho, A Patesko, A Roberto, A Tim, CT: Pimenta
Campeonato Sudamericano 1942
Aymoré Moreira, P Cajú, D Begliomini, D Domingos da Guia, D Jaime de Almeida, D Norival, D Osvaldo, C Afonsinho, C Argemiro, C Brandão, C Dino, C Zizinho, A Cláudio, A Joanino, A Patesko, A Paulo, A Pedro Amorim, A Pipí, A Pirillo, A Russo, A Servílio, A Tim, CT: Pimenta
Campeonato Sudamericano 1945
Oberdan, P Jurandir, D Begliomini, D Domingos da Guia, D Jaime de Almeida, D Newton, D Norival, D Rui, C Biguá, C Danilo, C Jorginho, C Zezé Procópio, C Zizinho, A Ademir, A Alfredo, A Djalma, A Heleno, A Jair, A Pedro Amorim, A Servílio, A Tesourinha, A Vevé, CT: Costa
Campeonato Sudamericano 1946
Ary, P Luiz Borracha, D Augusto, D Domingos da Guia, D Jaime de Almeida, D Newton, D Norival, D Rui, C Aleixo, C Danilo, C Ivan, C Teixeirinha, C Zezé Procópio, C Zizinho, A Ademir, A Chico, A Eduardo Lima, A Heleno, A Jair, A Leônidas, A Tesourinha, A Vevé, CT: Costa
Campeonato Sudamericano 1949
Barbosa, P Osvaldo, D Augusto, D Bauer, D Bigode, D Mauro Ramos, D Nílton Santos, D Wilson, C Danilo, C Ely, C Noronha, C Rui, C Zizinho, A Ademir, A Canhotinho, A Cláudio, A Jair, A Nininho, A Octávio, A Orlando, A Simão, A Tesourinha, CT: Costa
Campeonato Sudamericano 1953
Barbosa, P Castilho, P Gilmar, D Alfredo, D Bauer, D Djalma Santos, D Haroldo, D Nílton Santos, D Pinheiro, C Brandãozinho, C Danilo, C Didi, C Ely, C Pinga, C Zizinho, A Ademir, A Baltazar, A Cláudio, A Ipojucan, A Julinho, A Rodrigues, CT: Moreira
Campeonato Sudamericano 1956
Cabeção, P Gilmar, P Paulo, D Alfredo, D De Sordi, D Djalma Santos, D Formiga, D Mauro Ramos, D Olavo, C Julião, C Roberto Belangero, C Zito, A Álvaro, A Baltazar, A Canhoteiro, A Del Vecchio, A Jair, A Luisinho, A Maurinho, A Néstor, A Tite, A Zezinho, CT: Brandão
Campeonato Sudamericano 1957
Castilho, P Edgard, P Gilmar, D Bellini, D Djalma Santos, D Édson, D Nílton Santos, D Olavo, D Oreco, D Paulinho, C Didi, C Dino Sani, C Roberto Belangero, C Zito, C Zózimo, A Cláudio, A Evaristo, A Garrincha, A Joel, A Índio, A Pepe, A Zizinho, CT: Brandão
Campeonato Sudamericano 1959 (Argentina)
Castilho, P Gilmar, D Bellini, D Coronel, D Djalma Santos, D Nílton Santos, D Orlando Peçanha, D Paulinho, C Chinesinho, C Didi, C Dino Sani, C Dorval, C Esteves, C Formiga, C Zito, A Almir Pernambuquinho, A Garrincha, A Henrique, A Mauro Ramos, A Paulo Valentim, A Pelé, A Zagallo, CT: Feola
Campeonato Sudamericano 1959 (Ecuador)
Valter, P Waldemar, D Biu, D Bria, D Clóvis, D Dodô, D Édson, D Geroldo, D Givaldo, D Servílio, D Zequinha, C Fernando, C Geraldo, C Goiano, C Traçaia, C Zé de Mello, C Zé Maria, A Elcy, A Elias, A Moacir, A Paulo, A Tião, CT: Cardoso
Campeonato Sudamericano 1963
Marcial, P Silas, D Jorge, D Mário Tito, D Massinha, D Píter, D William, C Cláudio, C Geraldino, C Hilton Vaccari, C Procópio Cardoso, A Almir, A Altamiro, A Amauri, A Amauri Silva, A Ari, A Fernando, A Flávio Minuano, A Hilton Chaves, A Marco Antônio, A Oswaldo, A Tião Macalé, CT: Moreira
Copa América 1975
Careca, P Raul, P Valdir Peres, D Amaral, D Darci, D Getúlio, D Luís Pereira, D Miguel, D Modesto, D Morais, D Nelinho, D Neto, D Piazza, D Vanderley Lázaro, D Vantuir, C Ângelo, C Danival, C Dirceu Lopes, C Geraldo, C Ivo, C Vanderlei, C Zé Carlos, A Campos, A Eduardo Amorim, A Joãozinho, A Marcelo, A Palhinha, A Reinaldo, A Roberto Batata, A Roberto Dinamite, A Romeu, CT: Brandão
Copa América 1979
Carlos, P João Leite, P Leão, D Amaral, D Edinho, D Gomes, D Marco Antônio, D Nelinho, D Oscar, D Pedrinho, D Rondinelli, D Toninho, C Adílio, C Batista, C Carpegiani, C Cerezo, C Chicão, C Falcão, C Júnior, C Pintinho, C Pita, C Renato, C Sócrates, C Zenon, C Zico, A Éder, A Jair Gaúcho, A João Paulo, A Juary, A Nílton Batata, A Palhinha, A Roberto Dinamite, A Serginho, A Tarciso, A Tita, A Zé Sérgio, A Zezé, CT: Coutinho
Copa América 1983
Leão, 2 Leandro, 3 Márcio, 4 Mozer, 5 Andrade, 6 Júnior, 7 Renato Gaúcho, 8 Sócrates, 9 Roberto Dinamite, 10 Tita, 11 Jorginho, 12 João Marcos, 13 Paulo Roberto, 14 Toninho Carlos, 15 Wladimir, 16 China, 17 Renato, 18 Careca, 19 Éder, 20 Leiz, 21 João Paulo, 22 Acácio, 23 Geraldo, 24 Mendonça, 25 Douglas, CT: Parreira
Copa América 1987
Carlos, 2 Josimar, 3 Geraldão, 4 Ricardo Rocha, 5 Douglas, 6 Nelsinho, 7 Müller, 8 Raí, 9 Careca, 10 Edu Marangon, 11 Valdo, 12 Zé Carlos, 13 Jorginho, 14 Ricardo Gomes, 15 Júlio César, 16 Dunga, 17 Edu, 18 Silas, 19 Romário, 20 Mirandinha, 21 João Paulo, 22 Régis, CT: Carlos Alberto
Copa América 1989
Taffarel, 2 Mazinho, 3 Mauro Galvão, 4 André Cruz, 5 Branco, 6 Ricardo Gomes, 7 Bebeto, 8 Geovani, 9 Valdo, 10 Tita, 11 Romário, 12 Acácio, 13 Josimar, 14 Aldair, 15 Alemão, 16 Cristóvão, 17 Dunga, 18 Renato Gaúcho, 19 Baltazar, 20 Silas, 21 Charles, 22 Zé Carlos, CT: Lazaroni
Copa América 1991
Taffarel, 2 Mazinho, 3 Cléber, 4 Ricardo Rocha, 5 Mauro Silva, 6 Branco, 7 Renato Gaúcho, 8 Valdir, 9 Careca III, 10 Neto, 11 João Paulo, 12 Sérgio Guedes, 13 Cafu, 14 Wilson Gottardo, 15 Márcio Santos, 16 Lira, 17 Márcio, 18 Raí, 19 Luís Henrique, 20 Mazinho II, 21 Sílvio, 22 Ronaldo, CT: Falcão
Copa América 1993
Taffarel, 2 Cafu, 3 Antônio Carlos, 4 Válber, 5 César Sampaio, 6 Roberto Carlos, 7 Edmundo, 8 Boiadeiro, 9 Müller, 10 Palhinha, 11 Zinho, 12 Carlos, 13 Luiz Carlos Winck, 14 Luís Henrique, 15 Paulão, 16 Elivélton, 17 Luisinho, 18 Marquinhos, 19 Edílson, 20 Almir, 21 Viola, 22 Zetti, CT: Parreira
Copa América 1995
Taffarel, 2 Jorginho, 3 Aldair, 4 Ronaldão, 5 César Sampaio, 6 Roberto Carlos, 7 Edmundo, 8 Dunga, 9 Túlio, 10 Juninho Paulista, 11 Zinho, 12 Danrlei, 13 Rodrigo, 14 André Cruz, 15 Narciso, 16 Leandro Ávila, 17 Beto, 18 Leonardo, 19 Souza, 20 Ronaldo, 21 Sávio, 22 Dida, CT: Zagallo
Copa América 1997
Taffarel, 2 Cafu, 3 Aldair, 4 Márcio Santos, 5 Mauro Silva, 6 Roberto Carlos, 7 Giovanni, 8 Dunga, 9 Ronaldo, 10 Leonardo, 11 Romário, 12 Carlos Germano, 13 Djalminha, 14 Zé Maria, 15 Célio Silva, 16 Gonçalves, 17 Zé Roberto, 18 César Sampaio, 19 Flávio Conceição, 20 Denílson, 21 Edmundo, 22 Paulo Nunes, CT: Zagallo
Copa América 1999
Dida, 2 Cafu, 3 Odvan, 4 Antônio Carlos, 5 Emerson, 6 Roberto Carlos, 7 Amoroso, 8 Vampeta, 9 Ronaldo, 10 Rivaldo, 11 Alex, 12 Marcos, 13 Evanílson, 14 César, 15 João Carlos, 16 Serginho, 17 Marcos Paulo, 18 Flávio Conceição, 19 Beto, 20 Christian, 21 Ronaldinho, 22 Zé Roberto, CT: Luxemburgo
Copa América 2001
Marcos, 2 Belletti, 3 Cris, 4 Roque Júnior, 5 Eduardo Costa, 6 Roger, 7 Geovanni, 8 Emerson, 9 Guilherme, 10 Juninho Paulista, 11 Denílson, 12 Dida, 13 Alessandro, 14 Luisão, 15 Juan, 16 Júnior, 17 Juninho Pernambucano, 18 Rochemback, 19 Fernando, 20 Alex, 21 Ewerthon, 22 Jardel, CT: Scolari
Copa América 2004
Júlio César, 2 Mancini, 3 Luisão, 4 Juan, 5 Renato, 6 Gustavo Nery, 7 Adriano, 8 Kléberson, 9 Luís Fabiano, 10 Alex, 11 Edu, 12 Fábio, 13 Maicon, 14 Bordon, 15 Cris, 16 Dudu Cearense, 17 Adriano Correia, 18 Júlio Baptista, 19 Diego, 20 Felipe, 21 Oliveira, 22 Vágner Love, CT: Parreira
Copa América 2007
Hélton, 2 Maicon, 3 Alex, 4 Juan, 5 Mineiro, 6 Gilberto, 7 Elano, 8 Gilberto Silva, 9 Vágner Love, 10 Diego, 11 Robinho, 12 Doni, 13 Dani Alves, 14 Naldo, 15 Alex Silva, 16 Kléber, 17 Josué, 18 Fernando, 19 Júlio Baptista, 20 Anderson, 21 Fred, 22 Afonso Alves, CT: Dunga
Copa América 2011
Júlio César, 2 Dani Alves, 3 Lúcio, 4 Thiago Silva, 5 Lucas Leiva, 6 André Santos, 7 Robinho, 8 Ramires, 9 Pato, 10 Ganso, 11 Neymar, 12 Victor, 13 Maicon, 14 Luisão, 15 Sandro, 16 Elano, 17 Elias, 18 Lucas, 19 Fred, 20 Jádson, 21 Adriano, 22 Jefferson, 23 David Luiz, CT: Mano Menezes
Copa América 2015
Jefferson, 2 Dani Alves, 3 Miranda, 4 David Luiz, 5 Fernandinho, 6 Filipe Luís, 7 Douglas Costa, 8 Elias, 9 Diego Tardelli, 10 Neymar, 11 Firmino, 12 Neto, 13 Marquinhos, 14 Thiago Silva, 15 Geferson, 16 Fabinho, 17 Fred, 18 Éverton Ribeiro, 19 Willian, 20 Robinho, 21 Coutinho, 22 Casemiro, 23 Marcelo Grohe, CT: Dunga
Copa América Centenario
Alisson, 2 Dani Alves, 3 Miranda, 4 Gil, 5 Casemiro, 6 Filipe Luís, 7 Ganso, 8 Elias, 9 Jonas, 10 Lucas Lima, 11 Gabriel, 12 Diego Alves, 13 Marquinhos, 14 Rodrigo Caio, 15 Fabinho, 16 Douglas Santos, 17 Walace, 18 Renato Augusto, 19 Willian, 20 Lucas, 21 Hulk, 22 Coutinho, 23 Marcelo Grohe, CT: Dunga

Confederations CupModifica

FIFA Confederations Cup 1997
Dida, 2 Cafu, 3 Aldair, 4 Júnior Baiano, 5 Dunga, 6 Roberto Carlos, 7 Bebeto, 8 Flávio Conceição, 9 Ronaldo, 10 Leonardo, 11 Romário, 12 Rogério Ceni, 13 Zé Maria, 14 Gonçalves, 15 Zé Roberto, 16 César Sampaio, 17 Doriva, 18 Denílson, 19 Juninho Paulista, 20 Rivaldo, 21 Rodrigo, 22 Russo, CT: Zagallo
FIFA Confederations Cup 1999
Dida, 2 Evanílson, 3 Odvan, 4 João Carlos, 5 Flávio Conceição, 6 Serginho, 7 Ronaldinho, 8 Emerson, 9 Christian, 10 Alex, 11 Zé Roberto, 12 Marcos, 13 César, 14 Luiz Alberto, 15 Marcos Paulo, 16 Athirson, 17 Beto, 18 Roni, 19 Warley, 20 Vampeta, CT: Luxemburgo
FIFA Confederations Cup 2001
Dida, 2 Zé Maria, 3 Lúcio, 4 Edmílson, 5 Léomar, 6 Gustavo Nery, 7 Leandro, 8 Vampeta, 9 Sonny Anderson, 10 Robert, 11 Carlos Miguel, 12 Carlos Germano, 13 Evanílson, 14 César, 15 Caçapa, 16 Léo, 17 Vágner, 18 Rochemback, 19 Júlio Baptista, 20 Ramon, 21 Washington, 22 Magno Alves, 23 Fábio Costa, CT: Leão
FIFA Confederations Cup 2003
Dida, 2 Belletti, 3 Lúcio, 4 Juan, 5 Emerson, 6 Gilberto, 7 Ronaldinho, 8 Kléberson, 9 Adriano, 10 Ricardinho, 11 Gil, 12 Júlio César, 13 Maurinho, 14 Fábio Luciano, 15 Edu Dracena, 16 Kléber, 17 Eduardo Costa, 18 Dudu Cearense, 19 Adriano Gabiru, 20 Alex, 21 Ilan, 22 Luís Fabiano, 23 Fábio, CT: Parreira
FIFA Confederations Cup 2005
Dida, 2 Maicon, 3 Lúcio, 4 Roque Júnior, 5 Emerson, 6 Gilberto, 7 Robinho, 8 Kaká, 9 Adriano, 10 Ronaldinho, 11 Zé Roberto, 12 Marcos, 13 Cicinho, 14 Juan, 15 Luisão, 16 Léo, 17 Gilberto Silva, 18 Juninho, 19 Renato, 20 Júlio Baptista, 21 Oliveira, 22 Edu, 23 Gomes, CT: Parreira
FIFA Confederations Cup 2009
Júlio César, 2 Maicon, 3 Lúcio, 4 Juan, 5 Felipe Melo, 6 Kléber, 7 Elano, 8 Gilberto Silva, 9 Luís Fabiano, 10 Kaká, 11 Robinho, 12 Victor, 13 Dani Alves, 14 Luisão, 15 Miranda, 16 André Santos, 17 Josué, 18 Ramires, 19 Júlio Baptista, 20 Kléberson, 21 Pato, 22 Nilmar, 23 Gomes, CT: Dunga
FIFA Confederations Cup 2013
Jefferson, 2 Dani Alves, 3 Thiago Silva, 4 David Luiz, 5 Fernando, 6 Marcelo, 7 Lucas, 8 Hernanes, 9 Fred, 10 Neymar, 11 Oscar, 12 Júlio César, 13 Dante, 14 Filipe Luís, 15 Jean, 16 Réver, 17 Luiz Gustavo, 18 Paulinho, 19 Hulk, 20 Bernard, 21 , 22 Diego Cavalieri, 23 Jádson, CT: Scolari

Gold CupModifica

CONCACAF Gold Cup 1996
Dida, 2 Zé Maria, 3 Alexandre Lopes, 4 Narciso, 5 Flávio Conceição, 6 André Luiz, 7 Caio, 8 Amaral, 9 Iranildo, 10 Arílson, 11 Sávio, 12 Danrlei, 13 Carlinhos Paulista, 14 Gélson Baresi, 15 Zé Roberto, 16 Zé Elias, 17 Beto, 18 Jamelli, 19 Souza, 20 Leandro Machado, CT: Zagallo
CONCACAF Gold Cup 1998
Taffarel, 2 Zé Maria, 3 Júnior Baiano, 4 Gonçalves, 5 Mauro Silva, 6 Júnior, 7 Edmundo, 8 Flávio Conceição, 9 Zinho, 10 Denílson, 11 Romário, 12 Carlos Germano, 13 Russo, 14 César, 15 Sylvinho, 16 Doriva, 17 Assunção, 18 Sérgio Manoel, 19 Donizete, 20 Élber, CT: Zagallo
CONCACAF Gold Cup 2003
Gomes, 2 Maicon, 3 Luisão, 4 Alex, 5 Adriano, 6 Paulo Almeida, 7 Júlio Baptista, 8 Kaká, 9 Ewerthon, 10 Diego, 11 Robinho, 12 Negri, 13 Coelho, 14 André Bahia, 15 Nilmar, 16 Nádson, 17 Carlos Alberto, 18 Thiago Motta, CT: Ricardo Gomes

MundialitoModifica

Mundialito 1980
Carlos, 2 Edevaldo, 3 Oscar, 4 Luizinho, 5 Batista, 6 Júnior, 7 Tita, 8 Cerezo, 9 Sócrates, 10 Renato, 11 Zé Sérgio, 12 João Leite, 13 Getúlio, 14 Juninho, 15 Edinho, 16 Paulo Isidoro, 17 Serginho, 18 Éder, CT: Santana

Campionato PanamericanoModifica

Campionato Panamericano 1952
Cabeção, P Castilho, P Osvaldo, D Araty, D Bigode, D Djalma Santos, D Nílton Santos, D Pinheiro, C Bauer, C Brandãozinho, C Didi, C Ely, C Gérson, C Ruarinho, A Ademir, A Baltazar, A Friaça, A Ipojucan, A Julinho, A Nívio, A Pinga, A Rodrigues, A Rubens, CT: Zezé Moreira
Campionato Panamericano 1956
Sérgio Moacir, P Paulinho, P Valdir, D Aírton, D Duarte, D Ênio Rodrigues, D Figueiró, D Florindo, D Oreco, D Ortunho, C Ênio Andrade, C Jerônimo, C Odorico, C Milton Kuelle, C Sarará, A Bodinho, A Chinesinho, A Hercílio, A Juarez, A Larry, A Luizinho, A Raul Klein, CT: Teté
Campionato Panamericano 1960
Irno, P Suly, D Aírton, D Bruno, D Calvet, D Ênio Rodrigues, D Mengálvio, D Orlando, D Ortunho, D Soligo, C Élton, C Gessy, C Ivo Diogo, C Jurandir, C Marino, C Milton Kuelle, A Kim, A Alfeu, A Gilberto, A Juarez, CT: Foguinho

Giochi olimpiciModifica

NOTA: Per le informazioni sulle rose successive al 1948 visionare la pagina della Nazionale olimpica.

Confronti con altre NazionaliModifica

Tra gli avversari nazionali contro cui sono stati disputati almeno 10 incontri, il Brasile presenta i seguenti saldi (aggiornati al 9 luglio 2014):

  • Nota: le partite terminate ai calci di rigore sono considerate pareggiate.

Saldo positivoModifica

Nazionale Giocate Vinte Pareggiate Perse Reti fatte Reti subite Differenza reti
  1. Ultima vittoria
Ultimo pari Ultima sconfitta
  Paraguay 76 47 18 11 168 61 +107 28 marzo 2017 17 luglio 2011 15 giugno 2008
  Uruguay 74 35 19 20 133 95 +38 23 marzo 2017 10 luglio 2007 1º luglio 2001
  Cile 67 47 14 7 161 58 +103 28 giugno 2010 28 giugno 2014 15 agosto 2000
  Perù 40 28 9 4 85 28 +57 15 novembre 2016 18 novembre 2007 13 giugno 2016
  Messico 39 22 7 10 71 36 +35 19 giugno 2013 17 giugno 2014 3 giugno 2012
  Ecuador 29 24 3 2 91 22 +69 1 settembre 2016 29 marzo 2009 17 novembre 2004
  Bolivia 27 19 3 5 91 25 +66 6 aprile 2013 10 settembre 2008 11 ottobre 2009
  Colombia 26 16 8 2 57 12 +45 4 luglio 2014 14 novembre 2012 13 luglio 1991
  Inghilterra 25 11 10 4 34 23 +11 14 novembre 2009 2 giugno 2013 13 gennaio 2013
  Germania 22 12 5 5 40 31 +9 25 giugno 2005 8 settembre 2004 8 luglio 2014
  Venezuela 21 18 2 1 82 6 +76 12 ottobre 2008 3 luglio 2011 6 giugno 2008
  Portogallo 20 13 3 4 39 16 +23 11 settembre 2013 25 giugno 2010 6 febbraio 2007
  Stati Uniti 17 16 0 1 35 11 +24 31 maggio 2012 10 febbraio 1998
  Cecoslovacchia 16 9 5 2 27 14 +13 18 dicembre 1991 3 marzo 1982 23 giugno 1968
  Italia 16 8 3 5 30 23 +7 22 giugno 2013 21 marzo 2013 5 luglio 1982
  Francia 16 7 5 5 24 21 +3 26 marzo 2015 20 maggio 2004 9 febbraio 2011
  Svezia 15 9 4 2 33 18 +15 26 marzo 2008 28 giugno 1994 16 giugno 1989
  Polonia 12 9 2 1 37 19 +28 26 febbraio 1997 17 marzo 1993 6 luglio 1974
  Galles 10 8 1 1 20 5 +15 5 settembre 2006 12 giugno 1983 11 settembre 1991
  Scozia 10 8 2 0 16 3 +13 27 marzo 2011 18 giugno 1974
  Giappone 10 8 2 0 26 4 +22 15 giugno 2013 22 giugno 2005

Saldo pariModifica

nazionale giocate vinte nulle perse

reti fatte

reti subite differenza ultima vittoria ultimo pari ultima sconfitta
  Argentina 99 37 25 37 151 159 -10 10 novembre 2016 14 novembre 2015 9 giugno 2017

Saldo negativoModifica

Nazionale Giocate Vinte Nulle Perse Reti fatte Reti subite Differenza Ultima vittoria Ultimo pari Ultima sconfitta
  Norvegia 4 0 2 2 16 agosto 2006
  Paesi Bassi 12 3 5 4 15 18 -3 8 giugno 1999 4 giugno 2011 12 luglio 2014
  Ungheria 5 1 1 3 7 11 -4

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ Ranking Fifa: il Brasile si riprende la vetta, l'Italia sale al 12º posto, La Repubblica, 6 aprile 2017. URL consultato il 26 aprile 2017.
  2. ^ a b c d e f Top 10 mondiali - Le squadre più belle - 6. Brasile '82, it.eurosport.yahoo.com, 31 maggio 2010. URL consultato il 28 luglio 2010.
  3. ^ a b c d e f (EN) Brazil football team in the 1994 World Cup, v-brazil.com.
  4. ^ a b c d e f g (EN) Brazil football team in the 1998 World Cup, v-brazil.com.
  5. ^ Mistero Ronaldo: "Ho avuto le convulsioni", Corriere della Sera, 14 luglio 1998. URL consultato il 26 luglio 2010 (archiviato dall'url originale il ).
  6. ^ (PT) Thiago Dias, Zagallo: 'Vão ter que engolir o Dunga', GloboEsporte.com, 16 luglio 2007. URL consultato il 26 luglio 2010.
  7. ^ a b c d (EN) Brazil in the 2002 World Cup, v-brazil.com.
  8. ^ (EN) Brazil part company with Leao, Telegraph, 11 giugno 2001.
  9. ^ Francia-Brasile c' è anche Ronaldo, in la Repubblica, 20 maggio 2004.
  10. ^ Confederation Cup, Brasile stellare Argentina mai in partita: 4-1, su repubblica.it, 29 giugno 2005.
  11. ^ Benedetto Ferrara, Adriano & Kakà, è il Brasile show, in la Repubblica, 30 giugno 2005, p. 50.
  12. ^ Marco Degli Innocenti, Adriano è proprio di un altro mondo, Kakà quasi, in La Stampa, 30 giugno 2005, p. 32.
  13. ^ Ivan Palumbo, Adriano tris, Brasile al Mondiale, su gazzetta.it, 4 settembre 2005.
  14. ^ Ronaldo,da gordo a "morto in campo", TGcom24, 14 giugno 2006.
  15. ^ Gianluca Gasparini, Brasile super, spettacolo e gol, su gazzetta.it, 22 giugno 2006.
  16. ^ Jacopo Gerna, Henry manda a casa il Brasile, su gazzetta.it, 1º luglio 2006.
  17. ^ Zidane ricama, Henry esegue. Crolla il Brasile più brutto, La Repubblica, 2 luglio 2006.
  18. ^ Coppa America al Brasile Argentina travolta per 3-0, su repubblica.it, 16 luglio 2007.
  19. ^ Riccardo Pratesi, La Confederations è del Brasile Usa rimontati dallo 0-2, su gazzetta.it, 28 giugno 2009.
  20. ^ Luca Calamai, Gli olandesi volanti Sneijder è da Pallone d'oro Melodramma per il Brasile, in La Gazzetta dello Sport, 3 luglio 2010.
  21. ^ Mauricio Cannone, Ufficiale, il Brasile a Menezes Il Fluminense non molla Ramalho, su gazzetta.it, 23 luglio 2010.
  22. ^ Mauricio Cannone, Ronaldinho nel Brasile Menezes l'ha convocato, su gazzetta.it, 29 ottobre 2010.
  23. ^ Adriano Seu, Brasile eliminato, non segna mai Paraguay: catenaccio e rigori, su gazzetta.it, 17 luglio 2011.
  24. ^ Brasile-Croazia, la diretta, ilsecoloxix.it, 12 giugno 2014. URL consultato il 18 giugno 2014.
  25. ^ Ivan Palumbo, Mondiale, Brasile-Messico 0-0: Neymar sbatte su Ochoa, ma la Seleçao delude, gazzetta.it, 18 giugno 2014. URL consultato il 18 giugno 2014.
  26. ^ Jacopo Gerna, Mondiali, Camerun-Brasile 1-4: doppietta di Neymar, gol di Matip, Fred e Fernandinho, gazzetta.it, 23 giugno 2014. URL consultato il 23 giugno 2014.
  27. ^ Mondiali, Brasile-Cile 4-3 dopo i rigori: Jara sbaglia l'ultimo penalty, gazzetta.it, 28 giugno 2014. URL consultato il 30 giugno 2014.
  28. ^ Mondiali, Brasile-Colombia 2-1: gol di Thiago Silva, David Luiz e James Rodriguez su rigore, gazzetta.it, 4 luglio 2014. URL consultato il 4 luglio 2014.
  29. ^ L'infortunio di Neymar, ilpost.it, 5 luglio 2014. URL consultato il 6 luglio 2014.
  30. ^ Mondiali, Brasile-Germania 1-7: umiliazione storica, tedeschi in finale, gazzetta.it, 8 luglio 2014. URL consultato il 9 luglio 2014.
  31. ^ Brasile umiliato, la Germania vince 7-1, Scolari: “Chiedo scusa a tutto il popolo”, lastampa.it, 8 luglio 2014. URL consultato il 9 luglio 2014.
  32. ^ Non si era mai visto, ilpost.it, 9 luglio 2014. URL consultato il 9 luglio 2014.
  33. ^ gazzetta.it, http://www.gazzetta.it/Calcio/Mondiali/14-07-2014/mondiali-scolari-si-dimesso-commissario-tecnico-brasile-801230623404.shtml .
  34. ^ Mauricio Cannone, Brasile-Argentina 2-0: doppietta di Tardelli, Messi sbaglia un rigore, gazzetta.it, 11 ottobre 2014.
  35. ^ Alessandro Grandesso, Francia-Brasile 1-3: Varane illude, poi i gol di Oscar, Neymar e Luiz Gustavo, gazzetta.it, 26 marzo 2015.
  36. ^ Coppa America, Brasile: Dunga lascia a casa Oscar, ci sono Coutinho e Casemiro, La Gazzetta dello Sport, 5 maggio 2015.
  37. ^ Il Brasile snobba la Copa America. Dunga, chi hai convocato?, International Business Times, 5 maggio 2016.
  38. ^ Brasile, Dunga esonerato. Il successore è Tite | Sky Sport
  39. ^ Brasile, Tite nuovo Ct: "Priorità ai Mondiali", sport.sky.it, 21 giugno 2016.
  40. ^ Futebol, p64
  41. ^ Ibid
  42. ^ Curiosport - Brasile tutto nero? La maglia è pronta! - Yahoo! Eurosport

BibliografiaModifica

  • Ruy Castro, Andrew Downie (traduttore), Garrincha - The triumph and tragedy of Brazil's forgotten footballing hero, Yellow Jersey Press, London, 2005, ISBN 0-224-06433-9.

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