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Pinicola enucleator

specie di uccello
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EtimologiaModifica

Il nome scientifico del genere, Pinicola, deriva dal latino e significa "abitatore delle pinete" (pinus, "pino" + colere, "abitare"), mentre il nome della specie, enucleator, deriva anch'esso dal latino e significa "che rimuove il nucleo" (prefisso negativo -e, "fuori" + nucleus, "nucleo"): il significato del nome scientifico di questi uccelli è quindi "abitatore delle pinete che rimuove il nucleo", in riferimento al loro habitat e alla loro dieta granivora.

DescrizioneModifica

 
Maschio a Seaford.
 
Femmina adulta in natura.

DimensioniModifica

Misura 18,5-25,5 cm di lunghezza (dimensioni massime che, sebbene del tutto eccezionali, ne fanno il fringillide di maggiori dimensioni[3][4]), per 42-78 g di peso[5]. L'ala misura mediamente 10,2-11,6 cm dal polso alla punta, la coda 7,8-9,5 cm, il becco 1,5-1,65 cm[4].

AspettoModifica

Si tratta di uccelli dall'aspetto massiccio e robusto, muniti di coda dalla punta forcuta e corto becco dalle punte lievemente incrociate: nel complesso, i ciuffolotti delle pinete possono dirsi somiglianti a un ibrido fra ciuffolotto e crociere o a un ciuffolotto americano di taglia extra-large.

Il piumaggio presenta dicromatismo sessuale: nei maschi, infatti, la livrea è di colore rosso cremisi, con ali di colore bruno scuro e decise sfumature grigiastre su faccia, gola e fianchi, mentre il basso ventre è grigio-biancastro e fra becco e occhi è presente una sottile banda nera che forma una mascherina. Le femmine, invece, presentano livrea dominata dalle tinte del grigio-bruno, con ali e coda più scure e sfumature aranciate su testa e petto. In ambedue i sessi becco e zampe sono nerastri, mentre gli occhi sono di colore bruno-giallastro e le penne copritrici presentano orlo biancastro.

BiologiaModifica

Si tratta di uccelli dalle abitudini diurne, che vivono perlopiù da soli o in coppie (tendenza che si acuisce durante il periodo riproduttivo), ma che possono riunirsi in gruppi anche di una cerca consistenza in caso di fonti abbondanti di cibo, generalmente riunendosi su grossi alberi da frutto a maturazione e spostandosi dopo avere consumato le risorse ivi disponibili[6]: caratteristica peculiare è il loro incedere piuttosto lento. Il canto è abbastanza sommesso e gorgheggiato.

AlimentazioneModifica

 
Maschio si nutre di mele selvatiche in Finlandia.
 
Femmina adulta si nutre di mele selvatiche nel Michigan.

Si tratta di uccelli quasi esclusivamente granivori, la cui dieta si basa su semi e granaglie di varie piante (in cattività si dimostra particolarmente ghiotto di quelli di girasole), pinoli, bacche e germogli, principalmente di conifere, mentre i frutti vengono presi in considerazione unicamente per consumarne i semi, lasciandone la polpa[5]: occasionalmente i ciuffolotti delle pinete si cibano anche di insetti ed altri piccoli invertebrati, ma il 99% della loro dieta si basa su alimenti di origine vegetale[6].

RiproduzioneModifica

La stagione riproduttiva va da maggio a luglio: durante questo periodo, le coppie risultano molto territoriali nei confronti di eventuali intrusi che si avvicinano incautamente al sito di nidificazione, scacciandoli energicamente.

 
Giovane maschio in muta.

Il nido, a forma di coppa, viene costruito dalla sola femmina utilizzando ramoscelli, radici, erbe e licheni: al suo interno, essa depone 2 -6 uova azzurrine con sparse maculature brune. Le uova, covate dalla femmina (col maschio che staziona di guardia nei pressi del nido e si occupa di procacciare il cibo), si schiudono dopo circa due settimane di cova. I pulli, ciechi ed implumi alla schiusa, vengono accuditi da ambedue i genitori, che si occupano di imbeccarli con semi rigurgitati e piccoli invertebrati e che sviluppano durante il periodo riproduttivo apposite sacche golari per poter trasportare maggiori quantità di cibo[6]: essi sono in grado d'involarsi attorno al ventesimo giorno dalla schiusa, tuttavia tendono a rimanere nei pressi del nido ancora per qualche tempo prima di disperdersi.

La speranza di vita di questi uccelli è di circa 3 anni in natura: l'esemplare più longevo finora osservato di ciuffolotto delle pinete aveva 9 anni e 9 mesi e venne catturato in Québec nel 1970[6].

Distribuzione e habitatModifica

 
Maschio su una conifera nel Québec.
 
Maschio in ambiente innevato a Seaford.

Il ciuffolotto delle pinete è una specie a distribuzione olartica, in quanto è possibile osservarlo in un vasto areale che abbraccia tutte le regioni del Nord Europa e dell'Asia settentrionale oltre che in buona parte del nord dell'America Settentrionale.

L'habitat di questi uccelli è rappresentato (come intuibile sia dal nome scientifico che dal nome comune) dalle pinete boreali di pianura e subalpine, tuttavia è possibile osservarlo anche nei boschi di latifoglie e nelle aree aperte.

La specie si dimostra piuttosto mobile nel suo areale di appartenenza, compiendo migrazioni anche di una certa entità alla ricerca di cibo e acqua e spostandosi al sud del proprio areale durante l'inverno, salvo poi fare ritorno al nord con la bella stagione: specialmente i giovani si disperdono su lunghe distanze una volta raggiunta l'indipendenza. In Italia la specie è considerata accidentale e solo esemplari isolati sono stati avvistati durante l'inverno[7].

TassonomiaModifica

Se ne riconoscono 8 sottospecie[2]:

Secondo alcuni autori sarebbero da considerare sottospecie a sé stanti anche le popolazioni dell'entroterra dell'Alaska e di Terranova, coi nomi rispettivamente di P. e. alascensis e P. e. eschatosa, attualmente considerate parte rispettivamente delle sottospecie flammula e leucura[5].

Nell'ambito della famiglia dei fringillidi, il ciuffolotto delle pinete occupa la tribù dei Pyrrhulini, nell'ambito della quale appartiene a un clade ben distinto vicino ai ciuffolotti propriamente detti del genere Pyrrhula[8], dai quali questi uccelli hanno cominciato a divergere durante il Miocene[9].
Fino a tempi recenti, il fringuello dal sopracciglio cremisi veniva anch'esso ascritto al genere Pinicola, col nome di P. subhimachala: gli esami del DNA mitocondriale hanno tuttavia rivelato che tale affinità si basa unicamente su dati morfologici piuttosto che su un'effettiva stretta parentela, sicché questa specie è stata spostata nel genere Carpodacus e Pinicola rimane monotipico[2].

NoteModifica

  1. ^ (EN) BirdLife International, Pinicola enucleator, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2019.2, IUCN, 2019.
  2. ^ a b c (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Fringillidae, in IOC World Bird Names (ver 9.2), International Ornithologists’ Union, 2019. URL consultato l'11 maggio 2014.
  3. ^ Peter Clement, Finches and Sparrows, Princeton University Press, 1999, ISBN 978-0691048789.
  4. ^ a b John B. Dunning Jr., CRC Handbook of Avian Body Masses, CRC Press, 1992, ISBN 978-0-8493-4258-5.
  5. ^ a b c (EN) Pine Grosbeak (Pinicola enucleator), su Handbook of the Birds of the World. URL consultato il 17 novembre 2016.
  6. ^ a b c d The Cornell Lab of Ornithology, All About Birds: Pine Grosbeak, su allaboutbirds.org. URL consultato il 17 novembre 2016.
  7. ^ AVES, ACCIDENTALI DA SOTTOPORRE ALLA COMMISSIONE ORNITOLOGICA ITALIANA (COI), su aves.it. URL consultato il 17 novembre 2016.
  8. ^ (EN) Fringillidae: Finches, Euphonias, su TiF Checklist. URL consultato il 17 novembre 2016.
  9. ^ Marten, J. A.; Johnson, N. K., Genetic relationships of North American cardueline finches (PDF), in Condor, vol. 88, nº 4, 1986, p. 409–420, DOI:10.2307/1368266.

BibliografiaModifica

  • (EN) Brazil, M., Birds of East Asia: eastern China, Taiwan, Korea, Japan, eastern Russia, Christopher Helm, London, 2009.
  • (EN) Rich, T.D.; Beardmore, C.J.; Berlanga, H.; Blancher, P.J.; Bradstreet, M.S.W.; Butcher, G.S.; Demarest, D.W.; Dunn, E.H.; Hunter, W.C.; Inigo-Elias, E.E.; Martell, A.M.; Panjabi, A.O.; Pashley, D.N.; Rosenberg, K.V.; Rustay, C.M.; Wendt, J.S.; Will, T.C., Partners in flight: North American landbird conservation plan, Cornell Lab of Ornithology, Ithaca, NY, 2004.

Altri progettiModifica

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