Platinette

conduttore radiofonico, conduttore televisivo, personaggio televisivo, scrittore e cantante italiano
Platinette
Platinette 2014.jpg
Platinette nel 2014
NazionalitàItalia Italia
GenerePop
Periodo di attività musicale1980 – in attività
EtichettaSony Music, Ice Records, Columbia, NAR International
GruppiPumitrozzole
Album pubblicati2
Studio2

Platinette, pseudonimo di Maurizio Umberto Egidio Coruzzi, detto Mauro (Langhirano, 4 novembre 1955), è un conduttore radiofonico, conduttore televisivo, personaggio televisivo e cantante italiano.

Attivo come giornalista, autore televisivo e conduttore radiofonico fin dagli anni settanta, ha raggiunto la notorietà presso il pubblico alla fine degli anni novanta quando, scoperto da Maurizio Costanzo, ha preso parte a numerose puntate del Maurizio Costanzo Show, dove si è distinto sia perché si presentava al pubblico televisivo sempre in veste di drag queen, con abiti stravaganti e parrucche color platino, sia per l'umorismo tagliente e la sfrontatezza con la quale si esprimeva durante la trasmissione.

Negli anni duemila, oltre a proseguire la sua carriera radiofonica conducendo il contenitore mattutino di Radio Deejay, Platinissima, ha anche partecipato a numerosi programmi televisivi sia in qualità di conduttore, come nel caso di Bisturi! Nessuno è perfetto, che come ospite ricorrente, giudice o opinionista (Amici di Maria De Filippi, Buona Domenica, Domenica Cinque).

Nel corso della carriera ha anche pubblicato alcuni libri e inciso due dischi, arrivando a calcare il palco del Festival di Sanremo per due volte, nel 2012 (come ospite dei Matia Bazar) e nel 2015 (in qualità di concorrente in coppia con Grazia Di Michele) con il brano Io sono una finestra.

BiografiaModifica

EsordiModifica

Nato da una famiglia contadina trasferitasi a Parma, si diploma all'Istituto Magistrale discutendo per il diploma una tesina su Gli indifferenti di Alberto Moravia e una canzone di Roberto Vecchioni[1].

Come primo mestiere fa il garzone di fruttivendolo, poi trova occupazione come giornalista per la carta stampata e la radio. Negli anni settanta fa parte del collettivo canoro en travesti delle Pumitrozzole, che si esibisce in eventi, discoteche e feste danzanti. Nel 1986 è presente, sempre con le Pumitrozzole, nei cori dell'album della cantautrice italiana e amica Giuni Russo, Giuni. Arrivato a Milano, diventa autore televisivo e lavora in due edizioni del Festivalbar e a Rock caffè, in onda su RaiDue, dov'è condotto da Benedetta Mazzini.

Anni novantaModifica

Nel 1997 conduce lo speciale per il Festival di Sanremo di Rai 2 Sanremo in aria, insieme a La Pina.

In attività come conduttore radiofonico fin dagli anni settanta su alcune emittenti regionali, e dopo un breve periodo sullo sfortunato[non chiaro] network radiofonico Station One, dal gennaio 1999 conduce una trasmissione intitolata Platinews, in onda su Radio Deejay dalle ore 6 alle ore 8 del mattino.

Notato da Maurizio Costanzo, il successo televisivo arriva con la partecipazione al Maurizio Costanzo Show, dove si distingue sia perché sempre rigorosamente nelle vesti di drag queen, sia per la schiettezza con la quale si esprime all'interno della trasmissione.[2] Platinette è la prima drag queen ad arrivare al grande pubblico in Italia e la prima ad aprire la strada ad altri personaggi simili nel mondo della musica e dello spettacolo mainstream.[senza fonte] Sempre nel 1999 pubblica per la P-Nuts di Giorgio Bozzo Da viva - Volume I, album composto da 18 cover di canzoni pop italiane dei trent'anni precedenti. L'album vede le collaborazioni di altri artisti quali La Pina, Ambra Angiolini e Wilma Goich. Il primo singolo estratto dall'album è Una per tutti, versione transgender di Uno per tutte di Tony Renis.

Anni duemilaModifica

Dal 2000, Casa Platinette cambia titolo in Platinissima, trasmissione che va in onda senza interruzione fino al 2012. Nel 2001, sul nascente canale televisivo LA7 conduce il programma satirico Fascia protetta con la collaborazione di Roberta Lanfranchi e l'autore televisivo Paolo Mosca. Dell stesso anno è la conduzione di un talk show dedicato al Grande Fratello in onda su Stream TV, burrascosamente interrotto (e poi riproposto sul digitale terrestre Mediaset) a causa di una polemica tra il conduttore e l'allora Ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri.[2]

Nel maggio 2002 pubblica libro umoristico Finocchie, che sviluppa fra il serio e il faceto il tema dell'omosessualità. Il suo secondo libro autobiografico porta il titolo Tutto di me, e viene pubblicato da Sonzogno nel 2005. A febbraio 2003 insieme a Benedetta Mazzini interpreta in teatro la commedia umoristica Bigodini, scritta da Matteo B. Bianchi. Nello stesso periodo collabora con Buona Domenica, trasmissione cui prenderà parte anche negli anni successivi.[2] Il 2004 si apre con la conduzione di Bisturi! Nessuno è perfetto, trasmessa in prima serata su Italia 1 e che conduce insieme a Irene Pivetti.[2]

Nel 2005 incide una cover del brano L'elefante gay di Gianni Greco, originalmente cantanta da Erika Mannelli nel 1984 all'Ambrogino di Milano, concorso canoro per bambini. La versione di Platinette del brano musicale viene pubblicata il 21 luglio dello stesso anno nella compilation Pride Compilation della Deltadischi. Dal 2006 partecipa come membro della giuria al programma serale Amici di Maria De Filippi, esperienza durata per diverse stagioni. Nel 2009 è ospite d'onore al Premio Donida, dedicato al maestro Carlo Donida, e nello stesso anno è nel cast fisso del programma domenicale di Canale 5 Domenica Cinque, condotto da Barbara D'Urso, dove guida la parte musicale. Questo impegno termina nel 2010, quando entra a far parte del cast fisso della seconda edizione del reality La pupa e il secchione nel ruolo di giurata, ruolo che aveva ricoperto anche nel 2006 durante la prima edizione.

Anni duemiladieciModifica

Nell'autunno 2011, il talk radiofonico Platinissima sbarca anche in televisione, andando in onda in contemporanea su Radio Deejay e su Deejay TV, con il titolo Platinissima presenta Good Evening.[3] È l'ultima stagione del programma che, dopo 12 anni di trasmissione radiofonica, non trova la riconferma nei palinsesti di Radio Deejay per la stagione successiva.[4] Il 17 febbraio 2012 duetta con Silvia Mezzanotte dei Matia Bazar al Festival di Sanremo 2012 nella canzone Sei tu.

Dal 31 marzo 2012 partecipa come membro della giuria tecnica, e quindi non più come opinionista, in Amici di Maria De Filippi. Il 24 agosto 2012 annuncia l'abbandono di Radio Deejay[5] in favore di RMC 1 Radio Montecarlo Italia, dove per la stagione 2012/2013 torna a condurre un morning show (da qualche anno su Radio Deejay era in onda al preserale) intitolato Plati-News. L'esperienza dura solo un anno: nel 2013 torna a Radio Deejay per altre due stagioni, conducendo PlatiNight, trasmissione della domenica sera.

Dall'autunno 2015 è tra i conduttori di RTL 102.5, dove si presenta come Mauro Coruzzi, e non con il personaggio di Platinette.[6]

Il 23 ottobre 2012 esce il suo secondo album Perle coltivate, contenente dodici cover di brani pop, con cui omaggia alcune grandi artiste italiane, e il brano inedito Pazza in duetto con Gennaro Cosmo Parlato. Tra le canzoni presenti nell'album vi è il contributo dell'amica Giuni Russo, alla quale viene dedicato l'intero lavoro discografico e con cui duetta "virtualmente" in una nuova versione dance di Aprite le finestre. Altri duetti presenti nel disco sono con Grazia Di Michele, Aida Cooper, Caterina Caselli, Orietta Berti, Virginiana Miller, Marcella Bella, Iva Zanicchi, Betty Curtis, Ornella Vanoni e Mina. Ogni brano rappresenta un pezzo di storia personale per Coruzzi[non chiaro]. Il 14 dicembre 2014 viene annunciata la sua partecipazione al Festival di Sanremo 2015 assieme a Grazia Di Michele con il brano Io sono una finestra, che si piazzerà infine al 16º posto.

Dal 20 febbraio 2016 prende parte come concorrente all'undicesima edizione del talent show di Rai 1 condotto da Milly Carlucci Ballando con le stelle, in coppia con Raimondo Todaro. A causa della sua corporatura decisamente in sovrappeso, nello stesso periodo si sottopone a un intervento di di palloncino intragastrico che lo aiuti a perdere peso.

Dal 24 febbraio 2017 conduce su La5 il cooking show La mia grossa grassa cucina.[7] Dal 2018 è nel cast del programma di Rai 1, Italia sì. Ma per motivi di salute deve disdire il contratto.

Nel 2019 interpreta il brano Imbarazzismo in duetto con Roberta Marten, che scala le classifiche della messa in onda radiofonica ed è una canzone contro il pregiudizio[senza fonte]. La musica viene composta da Raffaele Viscuso, il testo è viene scritto da Roberta Marten e Raffaele Viscuso.

Nel settembre 2019 viene annunciata la sua mancata partecipazione alla nuova edizione del programma Italia sì per motivi di salute.[8] La prima puntata del programma ha come ospite a sorpresa lo stesso Mauro, che racconta di soffrire patologicamente da diversi anni di alimentazione compulsiva, cosa che, nell'ultimo periodo, gli ha causato problemi di salute. Sempre nella stessa occasione, Mauro dichiara di aver iniziato un regime di alimentazione controllata e che non può più accettare lavori di lunga durata fino alla guarigione.[9]

ControversieModifica

Nel corso degli anni hanno fatto molto discutere alcune sue prese di posizione contrarie ai matrimoni gay, l'adozione da parte di coppie omosessuali, la maternità surrogata e i gay pride.[10][11]. Ha inoltre sostenuto la non necessità dell'istituzione delle unioni civili in Italia.[12]

FilmografiaModifica

AttoreModifica

CinemaModifica

VideoclipModifica

DoppiaggioModifica

Trasmissioni televisiveModifica

RadioModifica

TeatroModifica

DiscografiaModifica

AlbumModifica

SingoliModifica

CollaborazioniModifica

PartecipazioniModifica

  • 2005 - AA.VV. Pride Compilation, con il brano L'elefante gay
  • 2007 - AA.VV. Now Spring 2007, con il brano Amore in chat (con Luca Leoni)
  • 2015 - AA.VV. Super Sanremo 2015, con il brano Io sono una finestra (come Mauro Coruzzi, con Grazia Di Michele)

PubblicazioniModifica

  • Finocchie, Milano, Mondadori, 2002.
  • Tutto di me, Milano, Sonzogno, 2005.

Festival di SanremoModifica

Anno Categoria Brano Duettante e/o omaggio (brano) Piazzamento
2015 Sanremo Artisti Io sono una finestra (con Grazia Di Michele) Alghero 16º

NoteModifica

  1. ^ Alberto Pezzini, Platinette: «Barbara D'Urso? L'unico uomo della tv», su Mentelocale, 13 novembre 2014. URL consultato il 13 novembre 2014 (archiviato dall'url originale il 13 novembre 2014).
  2. ^ a b c d Aldo Grasso, 2008, p. 599.
  3. ^ Platinette augura "Good Evening" su Deejay TV, in newsmag.it, 1º ottobre 2011. URL consultato il 25 ottobre 2011 (archiviato dall'url originale il 5 novembre 2011)..
  4. ^ Platinette lascia Radio Deejay, su Radio Speaker, 25 giugno 2012. URL consultato il 29 giugno 2012.
  5. ^ Platinette, ...E se domani... Ciao :-), su Platinette, Radio Deejay, 24 agosto 2012. URL consultato il 22 aprile 2016 (archiviato dall'url originale il 19 ottobre 2013).
  6. ^ Platinette passa a RTL, in Gazzetta di Parma, 7 ottobre 2015. URL consultato l'8 ottobre 2015 (archiviato dall'url originale l'8 ottobre 2015).
  7. ^ Platinette ai fornelli de "La mia grossa grassa cucina" su La5, su TGcom24, 23 febbraio 2017. URL consultato il 24 febbraio 2017.
  8. ^ L'annuncio di Platinette: «Lascio la Rai, devo combattere la mia malattia», su Corriere della Sera, 16 settembre 2019. URL consultato il 17 settembre 2019.
  9. ^ Giorgia Iovane, Italia Sì, Mauro Coruzzi spiega perché non ci sarà: "Devo occuparmi di me", su Blogo, 14 settembre 2019.
  10. ^ Platinette contro matrimonio gay e mercato di bambini, su Provita & Famiglia. URL consultato il 13 aprile 2020.
  11. ^ Platinette ancora contro Pride e adozioni gay: "Overdose LGBT in tv. La d'Urso si applichi su altro oltre che contro l'omofobia", su BitchyF, 11 settembre 2019. URL consultato il 13 aprile 2020.
  12. ^ Olga Luce, Platinette: “Le unioni civili? I documenti non servono”, su Donne Magazine, 22 luglio 2019. URL consultato il 13 aprile 2020.

BibliografiaModifica

  • Aldo Grasso (a cura di), Enciclopedia della televisione, 3ª ed., Garzanti Editore, 2008, ISBN 978-88-11-50526-6.
  • Andrea Jelardi, Queer TV. Omosessualità e trasgressione nella televisione italiana, Carlo Freccero (prefazione), Roma, Croce, 2007.
  • Andrea Jelardi e Giuseppe Farruggio, In scena en travesti. Il travestitismo nello spettacolo italiano, Vittoria Ottolenghi (divagazioni), Roma, Croce, 2009.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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