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Carlo Freccero nel 2016

Carlo Freccero (Savona, 5 agosto 1947) è un autore televisivo, massmediologo, esperto di comunicazione e docente universitario italiano.

È consigliere di amministrazione Rai dall'agosto 2015. Dall'autunno 2018 è direttore di Rai 2.[1]

Indice

BiografiaModifica

Dagli inizi con la Fininvest alla televisione franceseModifica

Laureato in Filosofia presso l'Università degli Studi di Genova[2] con una tesi su Michel Foucault, nel 1979 venne assunto alla Fininvest e nei primi anni ottanta fu direttore dei palinsesti dei network Canale 5 e Italia 1, nati come syndication. Nel 1982 lavora a Rete 4 (sotto la gestione del gruppo Mondadori) come curatore della programmazione del network anch'esso nato come syndication. Nel 1986 Silvio Berlusconi lo nomina direttore dei programmi di La Cinq (prima tv privata francese), poi, nel 1987, direttore di Italia 1. Nel 1993 diventa consulente di Rai 1 e l'anno successivo torna in Francia come responsabile della programmazione di France 2 e France 3. In qualità di docente universitario, ha insegnato presso l’Università degli Studi di Genova, l’Università degli Studi di Roma Tre, l’Libera Università Internazionale degli Studi Sociali "Guido Carli", l’Accademia Nazionale di Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, la Scuola Holden di Torino, e ha svolto seminari all’École Nationale d'Administration, all’École des Hautes Études Politiques et Sociales e alla Sorbona di Parigi.

La direzione di Rai 2Modifica

Nel 1996 Freccero diventa il nuovo direttore di Rai 2, al posto di Gabriele La Porta. Durante la sua direzione la rete assume l'identità di rete giovane, sperimentale, alternativa e provocatoria. Tra i volti che hanno fatto parte della sua rete si ricordano Sabina, Corrado e Caterina Guzzanti, Serena Dandini, Fabio Fazio, Gad Lerner, Daniele Luttazzi, Michele Santoro e Piero Chiambretti. I programmi proposti dalla sua rete (Satyricon, Sciuscià, Il raggio verde e L'ottavo nano) durante la campagna elettorale del 2001 sono ritenuti scomodi da parte del centrodestra, guidato da Silvio Berlusconi, il quale nel 2002 pronuncia il noto editto bulgaro che porta all'allontanamento dalle reti RAI di Enzo Biagi (già in onda con Il Fatto su Rai 1), Michele Santoro e Daniele Luttazzi (entrambi già in onda su Rai 2).

L'allontanamento e il ritorno in RAIModifica

Nel maggio 2002 Freccero lascia la direzione di Rai 2 ad Antonio Marano, in quota alla Lega Nord. L'anno successivo viene allontanato da funzioni di responsabilità in RAI, ma tornerà a lavorarvi, seppure in un ruolo meno visibile, come autore della trasmissione televisiva cult Rockpolitik (ottobre 2005).

Nel 2005 è tra i promotori, presso l'Università di Roma Tre, di Universytv. Nel giugno del 2007 diventa coordinatore del progetto cultura e della promozione della città della giunta genovese guidata da Marta Vincenzi[3].

La presidenza di RaiSatModifica

Il 5 luglio 2007 diventa il nuovo presidente di RaiSat, mentre a febbraio 2008 presenta il suo palinsesto[4]. Ricoprì la carica di presidente di RaiSat fino al 18 maggio 2010, dopo l'uscita dei canali di RaiSat dal pacchetto Sky e il loro nuovo posizionamento nell'offerta Rai per il digitale terrestre.

La fondazione e la direzione di Rai 4Modifica

Dal 14 luglio 2008 Freccero è direttore del nuovo canale televisivo Rai 4. Il 18 novembre 2009 va in onda lo spot di un nuovo programma, dal titolo Sugo - sessanta minuti di gusto e disgusto, in cui il direttore di Rai 4 è protagonista, insieme a due trans, di una scenetta irriverente, scatenando non poca polemica tra le compagini della Rai e della politica. Ciò avviene nel pieno dello scandalo che ha colpito l'ex conduttore del TG2 Piero Marrazzo, al tempo Presidente della Regione Lazio, portato agli onori dei media i temi della prostituzione transessuale. In una nota Freccero dichiara: "Io relegato nello scantinato digitale della tv pubblica perché provocatorio e scomodo".

Nel luglio 2010, in un'intervista al giornale Il Riformista fatta dopo la vittoria di Paolo Ruffini sulla Rai riguardo alla direzione di Rai 3 e lo stop alle nomine dei direttori di Rai 2 e di Rai News, Freccero rivendica la direzione della struttura Rai Gold affermando che la struttura orfana di Ruffini gli spetta di diritto visto che coordina il canale da lui guidato e Rai Movie[5].

Nell'aprile 2012 viene sospeso dall'attività di responsabile di Rai 4 per 10 giorni a causa di una telefonata di insulti e minacce dello stesso al giornalista di Libero Francesco Borgonovo[6], che aveva criticato la messa in onda della serie televisiva Fisica o chimica[7]. Freccero definì il provvedimento disciplinare «vergognoso e umiliante» e annunciò di fare ricorso al giudice del lavoro, dicendosi pronto anche allo sciopero della fame[8].

Il 4 agosto 2013 lascia la direzione di Rai 4[9][10].

La candidatura a presidente della RaiModifica

Nel 2012, in una conferenza stampa indetta durante il Festival internazionale del giornalismo di Perugia, Freccero annuncia ufficialmente la sua candidatura al fianco di Michele Santoro alla guida della Rai, rispettivamente come presidente e direttore generale[11]. Le candidature, confermate dallo stesso Santoro a In mezz'ora, sono aspramente criticate da parte della politica, soprattutto dagli esponenti del Popolo della Libertà[12].

Il ritorno nel 2018 a Rai 2Modifica

Il 27 novembre 2018 il CdA della Rai lo rinomina dopo 16 anni direttore di Rai 2, in sostituzione di Andrea Fabiano.

Appoggio politicoModifica

Dal 2007 al 2012 è stato - a titolo gratuito - "Chief advisor" per la Cultura dell'allora sindaco di Genova Marta Vincenzi[13].

Per le elezioni politiche italiane del 2013 dice di non essere sicuro di votare e che se proprio dovesse andare alle urne voterebbe la lista Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia per la Camera dei deputati e Partito Democratico al Senato della Repubblica[14].

Nel giugno del 2014 durante una puntata di Otto e mezzo annuncia di voler entrare in politica. Nell'agosto del 2015 ha affermato di votare Movimento 5 Stelle ma solo a livello locale[13].

Per le elezioni politiche italiane del 2018 annuncia il suo voto al Movimento 5 Stelle, esprimendo anche simpatia per il leader della Lega Matteo Salvini. Durante un episodio della trasmissione radiofonica La Zanzara afferma di essersi allontanato dalla sinistra ed essere approdato a posizioni sovraniste ed euroscettiche.[15] Nel 2019 annuncia l'inseremento nel palinsesto RAI di due nuovi programmi: C'è... e Popolo sovrano.

Altre attivitàModifica

Dal 2002 al 2012 si dedica all'insegnamento nel corso di laurea in Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo (DAMS) presso l'Università di Roma Tre. Ha tenuto corsi di Linguaggi della televisione generalista e Teoria e tecniche del linguaggio radiotelevisivo. Ha anche insegnato presso la sede di Savona (sua città natale), all'interno del corso di laurea in Scienze della Comunicazione dell'Università di Genova.

Nel film Il segreto del successo del 2003 fa una breve apparizione.

Ha scritto inoltre saggi e testi scientifico-divulgativi. Nel 1997 scrisse l'introduzione ai Commentari sulla società dello spettacolo di Guy Debord, per l'edizione Baldini & Castoldi, mentre nel 2006 scrisse la prefazione al volume Queer Tv di Andrea Jelardi e Giordano Bassetti. Freccero è pure autore televisivo.

Al 2015 risulta collaborare con la rivista Rolling Stone ed è ospite al Grand Hotel Chiambretti.

Il 4 agosto 2015 viene eletto membro del consiglio d'amministrazione della Rai dalla Commissione di vigilanza Rai, su proposta del M5S.[16]

OpereModifica

NoteModifica

  1. ^ Savona, Carlo Freccero nuovo direttore di Rai Due, su savonanews.it, 27 novembre 2018.
  2. ^ Carlo Freccero, rai.it.
  3. ^ Laura Santini, La Giunta Vincenzi delega per delega, mentelocale.it, 5 giugno 2007.
  4. ^ Politica e tv, i nuovi linguaggi visti da Carlo Freccero, libero.it, 22 febbraio 2008. URL consultato il 23 febbraio 2008 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2008).
  5. ^ Michele Anselmi, Privatizzate Viale Mazzini. Non si può essere guidati dalle sentenze dei giudici, in Il Riformista, 22 luglio 2010 (archiviato dall'url originale il 2010).
  6. ^ Ecco la telefonata minatoria di Freccero al giornalista di Libero, Italia Oggi, 16 marzo 2012. URL consultato il 2 agosto 2012.
  7. ^ Rai, Freccero sospeso per 10 giorni: "Farò ricorso, è persecuzione nei miei confronti", Adnkronos, 4 aprile 2012. URL consultato il 10 aprile 2012.
  8. ^ Rai, Freccero sospeso per 10 giorni. Sotto accusa per telefonata a Libero, in La Repubblica, 4 aprile 2012. URL consultato il 10 aprile 2012.
  9. ^ Andrea Signorelli, Carlo Freccero lascia la direzione di Rai4: 'Vado in pensione, key4biz.it, 12 luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 22 marzo 2014).
  10. ^ Andrea Signorelli, La bella televisione di Carlo Freccero, in La Stampa, 4 agosto 2013.
  11. ^ Nicola Bossi, Festival del Giornalismo, Santoro: "Mi candido alla guida della Rai", in PerugiaToday, 29 aprile 2012. URL consultato il 1º giugno 2018.
  12. ^ Rai, Santoro si autocandida a direttore generale (con Freccero presidente). Polemiche, in Il Sole 24 ORE, 29 aprile 2012. URL consultato il 1º giugno 2018.
  13. ^ a b Biografia di Carlo Freccero, cinquantamila.it.
  14. ^ Andrea Signorelli, Elezioni 2013 Elezioni 2013 - Per chi votano Travaglio, Guzzanti, Scanzi, ecc. Tra Rivoluzione Civile e il Movimento 5 Stelle, Blogo, 8 febbraio 2013.
  15. ^ carlo freccero: sono diventato patriota e sovranista, contro l’europa della germania. URL consultato il 3 dicembre 2018.
  16. ^ Riforma Rai, eletto nuovo cda. Blog Grillo: “Nome per M5S è Freccero. Non c'è tempo per voto online”, il Fatto Quotidiano, 4 agosto 2015. URL consultato il 4 agosto 2015.

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN4879415 · ISNI (EN0000 0000 5446 8785 · SBN IT\ICCU\TO0V\259227 · LCCN (ENnr2004011379 · WorldCat Identities (ENnr2004-011379