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Quattro matrimoni e un funerale

film del 1994 diretto da Mike Newell
Quattro matrimoni e un funerale
Quattro matrimoni e un funerale.png
Una scena del film
Titolo originaleFour Weddings and a Funeral
Paese di produzioneRegno Unito
Anno1994
Durata117 min
Rapporto1.66:1
Generecommedia, sentimentale
RegiaMike Newell
SceneggiaturaRichard Curtis
ProduttoreDuncan Kenworthy
Produttore esecutivoTim Bevan, Richard Curtis, Eric Fellner
FotografiaMichael Coulter
MontaggioJon Gregory
MusicheRichard Rodney Bennett
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Quattro matrimoni e un funerale (Four Weddings and a Funeral) è un film del 1994 diretto da Mike Newell.

Commedia sentimentale che narra le vicende di un uomo circondato da molti amici, che attraverso una serie di occasioni sociali, incontra quella che diverrà sua moglie. Il protagonista è interpretato da Hugh Grant, che ottenne per la prima volta fama internazionale, mentre nel cast sono presenti anche: Andie MacDowell, Kristin Scott Thomas, James Fleet, Simon Callow, John Hannah, Charlotte Coleman, David Bower, Corin Redgrave e Rowan Atkinson.

È stato realizzato in sei settimane e costato meno di 3 milioni di dollari, diventando però un inaspettato successo al botteghino, all'epoca, diventò il film britannico di maggior incasso nella storia, con un botteghino mondiale di oltre $ 245,7 milioni, ricevette due nomination all'Oscar, come Miglior film e per la Migliore sceneggiatura originale. Oltre a questo, Grant ha vinto il Golden Globe come miglior attore in un film commedia o musicale e il BAFTA Award come miglior attore protagonista. Il film ha anche vinto ai BAFTA Awards nelle categorie Miglior Film, Migliore Regia e Miglior Attrice non protagonista (per Kristin Scott Thomas).

Nel 1999, Quattro matrimoni e un funerale si è classificato 23° tra i 100 film britannici migliori del ventesimo secolo secondo il British Film Institute. Nel 2017 150 tra attori, registi, scrittori, produttori e critici contattati dalla rivista Time Out l'ha votato come il 74esimo miglior film britannico di sempre.

Per il 25º anniversario del film, lo sceneggiatore e coproduttore Richard Curtis ha riunito il regista Newell e il cast originale ancora reperibile per un corto, sequel del film, intitolato One Red Nose Day and a Wedding. Il corto è andato in onda nel Regno Unito, Venerdì 15 marzo 2019, durante il Red Nose Day.

TramaModifica

Al matrimonio di Angus e Laura, nel Somerset, il testimone Charles, single, e i suoi amici – la sua coinquilina Scarlett, Fiona e suo fratello Tom, i fidanzati Gareth e Matthew, e David, fratello di Charles – festeggiano i neosposi. Charles rimane folgorato da Carrie, americana, e i due trascorrono la notte insieme. Al mattino, Carrie chiede scherzosamente che Charles le faccia la proposta di matrimonio, osservando che potrebbero aver “perso una grande occasione”, e parte per l'America.

Tre mesi dopo, al matrimonio di Bernard e Lydia – conosciutisi al precedente matrimonio - Charles incontra di nuovo Carrie, stavolta accompagnata dal suo nuovo fidanzato, Hamish. Charles deve affrontare ulteriori umiliazioni da alcune delle sue ex ragazze, tra cui la sconvolta Henrietta, che lo accusa di esser affetto dalla "monogamia seriale" e dalla paura di lasciare che qualcuno gli si avvicini troppo. Più tardi Carrie torna e trascorrono un'altra notte insieme, ma al mattino è lui ad andar via, senza dire nulla.

Un mese dopo, Charles riceve l'invito al matrimonio di Carrie. Mentre fa shopping per un regalo, la incontra e l'aiuta a scegliere l'abito da sposa. Carrie gli racconta così dei suoi 33 partner sessuali, e Charles le fa un'imbarazzata dichiarazione d'amore, ma inutilmente.

Un altro mese dopo, Charles e i suoi amici partecipano al matrimonio di Carrie in Scozia. Il gregario Gareth incarica il gruppo di cercare dei potenziali partners; Scarlett incontra un americano di nome Chester. Mentre Charles guarda Carrie e Hamish ballare, Fiona deduce il suo dolore. Quando Charles chiede perché Fiona sia single, lei gli confessa di essere innamorata di lui da quando si sono conosciuti; sebbene comprensivo, Charles riconosce di non ricambiare i suoi sentimenti. Durante la festa egli incontra anche Henrietta, che sembra più serena e in forma e gli chiede scusa per la precedente imbarazzante scenata. Purtroppo, durante il brindisi dello sposo, Gareth muore d'infarto.

Al funerale di Gareth, Matthew recita la poesia "Blues in memoria" di W.H. Auden, in ricordo della loro relazione. Successivamente, Carrie e Charles condividono un momento di dialogo, e Charles e Tom meditano sul fatto che nonostante l'orgoglio della loro cricca di essere single, Gareth e Matthew, per tutto questo tempo erano stati "virtualmente sposati" all'insaputa degli altri, chiedendosi se la ricerca del "vero amore" sia uno sforzo inutile.

Dieci mesi dopo arriva il giorno del matrimonio di Charles; la sposa si rivela essere Henrietta. Poco prima della cerimonia, Carrie arriva e dice a Charles che lei e Hamish si sono separati. Charles ha una crisi di fiducia ed è consigliato da David e Matthew, ma procede con il matrimonio. Quando il vicario chiede qualsiasi motivo per cui la coppia non dovrebbe sposarsi, David (che è sordo) chiede a Charles di tradurre per lui dalla lingua dei segni: egli dichiara che sospetta che lo sposo ami qualcun altro, cosa che Charles conferma. Henrietta gli sferra un pugno e il matrimonio viene interrotto.

Carrie va a trovare Charles e cerca di scusarsi con lui, che a sua volta le confessa che all'altare si è reso conto che l'unica persona che amava veramente era lei. Charles allora si dichiara a Carrie proponendole di "non sposarlo per il resto della vita" e lei accetta.

Alla fine del film si vedono in fermo immagine delle foto che raccontano il seguito della vicenda: Henrietta sposa un ufficiale delle Guardie dei Granatieri; David sposa la sua ragazza Serena; Scarlett sposa Chester; Tom sposa Deirdre (una sua lontana cugina che ha incontrato al matrimonio di Charles); Matthew trova un nuovo compagno; Fiona ha un coinvolgimento con il Principe Carlo; e Charles e Carrie hanno una bambina.

RiconoscimentiModifica

NoteModifica

  1. ^ (EN) The BFI 100, su bfi.org.uk. URL consultato il 18-6-2008 (archiviato dall'url originale il 30 giugno 2008).

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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