Racalmuto

comune italiano
Racalmuto
comune
Racalmuto – Stemma Racalmuto – Bandiera
Racalmuto – Veduta
Panorama di Racalmuto
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
ProvinciaProvincia di Agrigento-Stemma.png Agrigento
Amministrazione
SindacoVincenzo Maniglia (Vincenzo Maniglia Sindaco) dal 28-4-2019
Territorio
Coordinate37°24′30″N 13°44′05″E / 37.408333°N 13.734722°E37.408333; 13.734722 (Racalmuto)Coordinate: 37°24′30″N 13°44′05″E / 37.408333°N 13.734722°E37.408333; 13.734722 (Racalmuto)
Altitudine445 m s.l.m.
Superficie68,1 km²
Abitanti7 694[1] (31-12-2020)
Densità112,98 ab./km²
Comuni confinantiBompensiere (CL), Canicattì, Castrofilippo, Favara, Grotte, Milena (CL), Montedoro (CL)
Altre informazioni
Cod. postale92020
Prefisso0922
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT084029
Cod. catastaleH148
TargaAG
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Nome abitantiracalmutesi
Patronosanta Rosalia, Madonna del Monte
Giorno festivo10 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Racalmuto
Racalmuto
Racalmuto – Mappa
Posizione del comune di Racalmuto nel libero consorzio comunale di Agrigento
Sito istituzionale

Racalmuto (Racalmutu in siciliano) è un comune italiano di 7 694 abitanti del libero consorzio comunale di Agrigento in Sicilia.

Ha dato i natali, tra gli altri, al medico Marco Antonio Alaimo, all'eretico Fra Diego La Matina, al pittore Pietro D'Asaro, a Eugenio Napoleone Messana, ai tenori lirici Luigi Infantino e Salvatore Puma, al papa nero Gesuita Francesco Di Paola Nalbone, al giornalista Aldo Scimè, nonché al grande scrittore Leonardo Sciascia che ne diede una rappresentazione letteraria nella Regalpetra della sua opera d'esordio.

Geografia fisicaModifica

ClimaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Racalmuto.

Origini del nomeModifica

Il nome del paese deriva probabilmente dall'arabo Rahal Maut che può essere tradotto "Villaggio morto", perché quando gli arabi vi giunsero, trovarono la popolazione quasi sterminata dalla peste.

StoriaModifica

Età medievaleModifica

Gli Arabi si stabilirono qui con piccoli nuclei di coloni, dediti all'agricoltura. Sorgeva, infatti, su una vallata fertile e irrigata da acqua abbondante. Probabilmente il piccolo villaggio era difeso da un Castello. Il geografo al-Idrisi ne situa, infatti, proprio uno dove sorgeva Racalmuto. Nel 1038, il Castello fu espugnato dai Bizantini e, nel 1087, dai Normanni.

Dopo la dominazione normanna, la terra di Racalmuto venne concessa alla famiglia Barresi che eresse, nel 1229, l'importante fortezza del "Castelluccio", per meglio difendere il paese probabilmente su un preesistente fortilizio di epoca araba. Dopo la guerra del Vespro, gli Aragonesi spogliarono i Barresi dei loro domini, che vennero concessi, qualche anno dopo, alla famiglia Chiaramonte.

A seguito del matrimonio di Costanza Chiaramonte con il marchese Antonio Del Carretto, nel 1307 Racalmuto passò a questa famiglia. Una grave pestilenza, nel 1355, decimò la popolazione, ma la città risorse, nel 1400, grazie ai provvedimenti di Matteo Del Carretto.

Età modernaModifica

Il Castello venne restaurato e tornò ad essere abitato. Nel 1503, un avvenimento religioso scosse la vita del paese: la venuta della Madonna del Monte. Una tradizione mariana che rimarrà nel cuore dei fedeli. Sino al 1576, Racalmuto fu dominio baronale, ma, dall'anno successivo, divenne Contea e alla fine del XVI secolo, contava oltre 4.000 abitanti. Si arricchisce di conventi, monasteri, chiese, collegi, ed ha anche un ospedale. Il maggior tempio viene dedicato all'Annunziata. Nel 1600, fiorisce l'opera dell'artista racalmutese Pietro D'Asaro (il monocolo racalmutese). Nel 1700, la decadenza di Racalmuto fu molto evidente e dovuta a soprusi e tasse esose. Passò alla nobile famiglia Gaetani (1739), e un secolo dopo, a quella dei Requanans e poi ai Tulumello. Nel frattempo i Matrona realizzarono il teatro Regina Margherita, le fognature e l'illuminazione pubblica, oltre a contribuire in modo significativo alla cultura nel paese.

Età contemporaneaModifica

Nel secolo scorso divenne un importante centro minerario ed ebbe un certo incremento anche l'industria del sale. Oggi è cresciuta l'attività agricola e decaduta in parte quella mineraria.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 
Statua di Sciascia a Racalmuto

Architetture religioseModifica

  • Chiesa di Santa Maria di Gesù o di Santa Margherita vergine (FEC)
  • Chiesa di San Francesco (FEC)
  • Chiesa di San Giuseppe
  • Chiesa di San Nicolò
  • Santuario di Maria SS. del Monte
  • Chiesa della Madonna dell'Itria
  • Chiesa Madre - Maria SS. Annunziata
  • Chiesa di Sant'Anna
  • Chiesa della Madonna della Rocca
  • Chiesa della Madonna del Carmelo
  • Chiesa di San Giuliano
  • Chiesa di San Pasquale
  • Chiesa di San Michele Arcangelo e Collegio di Maria
  • Chiesa della Madonna del Serrone (rurale)

Architetture civiliModifica

Teatro

Fondazione Teatro Regina Margherita

Costruito fra il 1870 e il 1880 da Gaspare Matrona, allora sindaco della città, il teatro di Racalmuto - 350 posti, due ordini di palchi, un loggione a ferro di cavallo, golfo mistico per l'orchestra e un ampio palcoscenico - nacque come simbolo di stato delle famiglie ricche del paese, che derivavano potere e benessere dalle locali miniere di zolfo e dal lavoro di coloro che vi penavano. La realizzazione dell'edificio fu deliberata il 19 dicembre 1870 e il progetto fu affidato all'architetto Dionisio Sciascia, allievo della scuola di Filippo Basile, al quale si deve il Massimo di Palermo, concepito nello stesso periodo. La costruzione sarebbe dovuta durare un paio d'anni: occorse invece un decennio. Ma il teatro, alla fine, risultò assai bello, nel giardino dell'ex monastero di Santa Chiara, anticipatore delle armonie del Massimo palermitano, impreziosito dagli stucchi di Giuseppe Carta (autore anche del sipario, che raffigura i Vespri siciliani), nonché dotato di dodici scenari dipinti dal pittore Giuseppe Cavallaro.

La riapertura del teatro Regina Margherita di Racalmuto ha restituito al piccolo paese in provincia di Agrigento, ma anche a tutta la Sicilia, un vero gioiello di arte e architettura che ricalca, seppure in scala minore, il più celebre Teatro Massimo di Palermo. E con il Massimo anche il teatro di Racalmuto ha condiviso il triste primato della lunga chiusura. L'esterno imponente, di stile classicheggiante, le decorazioni a fresco della volta interna in cui i mesi dell'anno fanno da contorno al Carro dell'aurora, il sipario, con la spettacolare rappresentazione pittorica della rivolta dei Vespri siciliani ne fanno un monumento degno della massima attenzione.

Alla riapertura, avvenuta il 14 febbraio del 2003, ne è stato nominato direttore artistico lo scrittore empedoclino Andrea Camilleri.

Dopo Camilleri la direzione artistica è stata affidata al regista teatrale Fabrizio Catalano. Attualmente, il teatro, visitabile ai turisti, non ha nessuna Stagione artistica.

Fondazione Leonardo SciasciaModifica

Realizzata all'interno di una centrale elettrica dell'Enel costruita negli anni '20 e poi dismessa, la Fondazione Leonardo Sciascia accoglie una importante raccolta epistolare dello scrittore , circa 2000 volumi provenienti dalla sua biblioteca e la gran parte delle pubblicazioni dei suoi libri nelle edizioni italiane e straniere.

Casa SciasciaModifica

È la casa dell'infanzia di Leonardo Sciascia, la casa delle zie in cui tornò a vivere nel 1958 e in cui scrisse i primi libri. Situata in via Leonardo Sciascia 37, alle spalle del Teatro Margherita e in prossimità della Chiesa di Santa Maria del Monte è l'ambiente in cui si forma la sensibilità e la visione del mondo che Leonardo Sciascia racconterà ne le "Parrocchie di Regalpetra", "Gli zii di Sicilia" e nell'intervista "la Sicilia come metafora".

La casa è rimasta abbondonata per molti anni e poi acquistata e riaperta al pubblico grazie all'intervento finanziario di Pippo Di Falco e all'attività dell'Associazione CasaSciascia nata per la trasformare la casa stessa in un centro culturale e di documentazione sia sull'opera di Sciascia che sulla letteratura siciliana.

La casa è sottoposta a vincolo quale Luogo dell'Identità e della Memoria dall'Assessorato Regionale ai Beni Culturali della Regione Sicilia (decreto Assessoriale n.5 del 17 settembre 2014)

Aperta al pubblico e meta della Strada degli Scrittori conta su una raccolta di migliaia di libri e riviste a disposizione di studiosi e studenti.

Architetture militariModifica

 
Il Castelluccio di Racalmuto a pochi chilometri dal paese

Racalmuto, paese agricolo posto a venticinque chilometri da Agrigento, si sviluppò come borgo attorno al Castello dei Chiaramonte nel periodo della conquista normanna. La costruzione della fortezza risale al tempo dei normanni. Successivamente Federico d'Aragona (1272-1337) trasferì la proprietà del castello e del feudo circostante a Federico II Chiaramonte. I nuovi signori di Racalmuto rifondarono, all'inizio del Trecento, la modesta dimora, rendendola imponente.

Il maniero si erge a oriente del centro abitato e si sviluppa su una struttura poligonale dalla massa compatta. Il prospetto della fortezza, posto sul cosiddetto piano castello, una terrazza di solida roccia, ha mura dallo spessore di circa due metri chiuse da due alte e colossali torri e corredate di due file di dodici finestre. Il lato meridionale ospita al piano terra porte a arcate, una linea di balconi al piano nobile e una serie di finestre sparse senza un ordine preciso sulla facciata. La torre di sinistra si conserva nella sua forma originale mentre quella di destra è stata rifatta a belvedere.

Il castello, per la pianta trapezoidale, per le tipiche finestre, per i torrioni a base circolare, per la disposizione del portale e degli ingressi secondari, è sicuramente una costruzione caratteristica dell'architettura militare del periodo svevo. All'inizio del novecento il castello è stato dichiarato monumento nazionale.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[3]

EconomiaModifica

Un importante ruolo nell'economia locale hanno le miniere di sale, che si trovano a circa 2 chilometri dal centro abitato, quasi al confine tra le province di Agrigento e Caltanissetta, e sono di proprietà dell'Italkali. Sono costituite da un corpo salino, stratigraficamente diviso in 3 formazioni distinte: alla base, la formazione potassica, composta da un'alternanza di strati di kainite e di salgemma; superiormente, la formazione di cloruri di potassio e magnesio, costituita principalmente da strati di carnallite; a tetto, la formazione di salgemma ad alto contenuto di Nacl, superiore al 98%. La miniera è accessibile attraverso gallerie e rampe camionabili e raggiunge 100 m di profondità. Un pozzo, collocato in posizione baricentrica rispetto alla zona di coltivazione, assicura il ricambio dell'aria in sottosuolo in ragione di 120 m³/secondo. Le linee di produzione del minerale sono due:

  • il salgemma alimentare destinato al consumo diretto ed all'industria alimentare e zootecnica;
  • il salgemma industriale destinato in prevalenza a concerie e tintorie.

Il salgemma alimentare viene coltivato con un minatore continuo che lo trasferisce automaticamente a bordo di camion con cassoni in acciaio inossidabile che lo conferiscono ad un silo posto all'esterno della miniera. Il salgemma industriale viene abbattuto con volate di mine. Gli impianti di frantumazione, comminuzione e vagliatura, di confezionamento di astucci da 1 kg, sacchi da 25 e 50 kg e sacconi da 1400 kg sono ubicati all'esterno della miniera.

Il territorio del comune è compreso nella zona di produzione del Pistacchio di Raffadali D.O.P.[4].

Infrastrutture e trasportiModifica

FerrovieModifica

AmministrazioneModifica

GemellaggiModifica

Altre informazioni amministrativeModifica

Il comune di Racalmuto fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.3 (Colline del Platani)[6].

BibliografiaModifica

  • Sicilian Ways and Days - Louise Hamilton Caico, John Long Limited, 1910
  • Sicilia - Guida d'Italia Rossa TCI - ed. 1968, pag. 303
  • Le parrocchie di Regalpetra - Leonardo Sciascia, Editori Laterza, 1975
  • I ragazzi di Regalpetra - Gaetano Savatteri, Rizzoli, 2009
  • Sciascia l'eretico - Felice Cavallaro, Edizioni Solferino, 2019
  • Dalle parti di Leonardo Sciascia, i luoghi, le parole, le memorie - Salvatore Picone, Gigi Restivo, Zolfo Edizioni, 2021

NoteModifica

  1. ^ http://demo.istat.it/bilmens/index.php?anno=2020&lingua=ita
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.
  4. ^ Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 20 novembre 2020
  5. ^ (EN) Hamilton's Twin Cities, The Hamilton Mundialization Committee. URL consultato il 1º luglio 2013.
  6. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008, su gurs.regione.sicilia.it. URL consultato l'8 luglio 2011.

Voci correlateModifica

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