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Rambler Classic
Descrizione generale
Costruttore Stati Uniti  American Motors Corporation
Tipo principale Berlina
Altre versioni Hardtop
Cabriolet
Familiare
Coupé
Produzione dal 1961 al 1966
Sostituisce la Rambler Six
Serie Prima (1961–1962)
Seconda (1963–1964)
Terza (1965–1966)
Sostituita da AMC Rebel

La Classic è un'autovettura mid-size prodotta dalla American Motors Corporation (AMC) dal 1961 al 1966. La Classic ha preso il posto sia della Rambler Six che della Rambler Rebel V-8, che furono ritirate dal mercato nel 1960.

Introdotta inizialmente solo in versione berlina quattro porte, familiare quattro porte e coupé due porte, nel 1964 fu aggiunta alla gamma la versione hardtop due porte mentre nel 1965 venne lanciata sui mercati la cabriolet due porte.

Durante gli anni in cui fu prodotta, la Classic fu il modello più venduto delle case automobilistiche indipendenti, cioè non appartenenti al Big Three. Il modello aveva il motore montato anteriormente e la trazione posteriore. Negli Stati Uniti fu assemblata a Kenosha nel Wisconsin, mentre in Canada venne prodotta a Brampton. Il modello fu anche prodotto in altri Paesi.

La prima serie: 1961–1962Modifica

Rambler Classic I
 
Una Rambler Classic berlina del 1961
Descrizione generale
Versioni Berlina due e quattro porte
Familiare quattro porte
Anni di produzione Dal 1961 al 1962
Dimensioni e pesi
Lunghezza 4821 mm
Larghezza 1839 mm
Altezza 1455 mm
Passo 2743 mm
Massa da 1322 a 1476 kg
 
La parte posteriore di una Rambler Classic quattro porte berlina del 1962

Le Rambler erano disponibili in due versioni differenti che erano caratterizzate da dimensioni diverse. Nel 1961 quella con dimensioni maggiori venne denominata "Classic" per distinguerla dalla più piccola Rambler American. La Classic fu disegnata da Edmund E. Anderson ed era disponibile negli allestimenti Deluxe, Super e Custom. Il modello venne introdotto con due motorizzazioni: un motore a sei cilindri in linea da 3,2 L di cilindrata ed un V8 da 4,1 L (quest'ultimo fu offerto solo nel 1963). Venne anche offerta una versione del primo propulsore citato che era dotato di una testata in alluminio e che fu disponibile sugli allestimenti Deluxe e Super[1].

Nel 1962 l'allestimento Super fu eliminato dai listini e sostituito dall'allestimento 400. Sempre nel 1962, la AMC Ambassador fu accorciata alla stessa misura di passo della Classic. Allo stesso tempo il motore V8 fu tolto dal mercato. Ciò significa che la Ambassador fu il solo modello della gamma AMC ad avere installato un motore V8. Solo nell'anno in oggetto fu offerta la versione coupé due porte[2]. La calandra fu modificata nel 1962 mantenendo però la scritta "Rambler" al centro della griglia. La parte posteriore fu dotata di nuovi fanali che si differenziavano da quelli precedenti per via della forma. I primi erano infatti rotondi, mentre i secondi erano squadrati[3].

All'inizio del 1962 la AMC assunse un ruolo di leadership nella commercializzazione dei sistemi frenanti con l'introduzione su tutte le Rambler di un doppio circuito idraulico; quest'ultimo, venne offerto però solo su pochi esemplari[4]. Le Classic continuarono ad utilizzare un cambio automatico che possedeva un bottone montato sulla sinistra del cruscotto, mentre il motore a sei cilindri con monoblocco in ghisa era standard sulle versioni Deluxe e Custom. La sua versione in alluminio era invece opzionale. L'allestimento 400 ebbe invece in dotazione di serie il monoblocco in alluminio, mentre quello in ghisa era tra le opzioni gratuite. Nel 1962 fu anche abbassato il prezzo della vettura. Come conseguenza di ciò, ci fu un aumento delle vendite de l modello.

La seconda serie: 1963–1964Modifica

Rambler Classic II
 
Una Rambler Classic 660 familiare del 1963
Descrizione generale
Versioni Berlina due e quattro porte
Vettura hardtop due porte
Familiare quattro porte
Anni di produzione Dal 1963 al 1964
 
Una Rambler Classic 770 berlina del 1963
 
Una Rambler Classic 770 familiare del 1964

Nel 1963 la Rambler Classic fu completamente riprogettata con la modifica anche della linea della carrozzeria. I due modelli AMC più grandi (ovvero la Classic e la Ambassador) condividevano il passo ed alcuni componenti del corpo vettura: infatti, solo alcuni dettagli nell'allestimento ed il tipo di equipaggiamento offerto di serie distinguevano i due modelli. Gli allestimenti offerti, che sostituirono i precedenti Deluxe, Custom e 400, erano il 550, il 660 ed il 770. Questa nuova serie di Classic era dotata di numerose novità ingegneristiche. Come cambio offerto di serie era offerta una trasmissione manuale a tre rapporti. Come nel 1962, la Classic del 1963 fu inizialmente offerta solo con un motore a sei cilindri in linea da 3,2 L, mentre la Ambassador era dotata di un V8 da 5,4 L. A metà del 1963 furono introdotti due nuovi motori V8 da 4,7 L e 5,4 L. Il motore da 4,7 L era opzionale, erogava 198 CV, ed era associato ad una trasmissione automatica "Flash-O-Matic" anch'essa opzionale.

Nel 1964 la Classic fu modificata esteriormente. Inoltre, le Classic con sedili singoli e motore V8 potevano essere ordinate con cambio automatico "Shift-Command" a tre marce che era montato sulla consolle centrale e che poteva funzionare anche manualmente[5]. Nello stesso anno fu aggiunta - per l'allestimento 770 - la versione hard-top due porte, che fu chiamata 770-H. Quest'ultima era dotata di sedili reclinabili.

Nell'aprile del 1964 fu anche introdotta la versione sportiva "Typhoon". Possedeva una carrozzeria hard-top due porte ed un motore a sei cilindri in linea da 3,8 L e 145 CV che aveva un rapporto di compressione di 8.5:1. Essendo un modello speciale, venne prodotto in soli 2.520 esemplari.

Sempre nel 1964 venne presentata la Rambler Cheyenne. Questa show car non entrò però mai in produzione di serie.

La terza serie: 1965–1966Modifica

Rambler Classic III
 
Una Rambler Classic 770 cabriolet del 1965
Descrizione generale
Versioni Berlina due e quattro porte
Vettura hardtop due porte
Familiare quattro porte
Cabriolet due porte
Anni di produzione Dal 1965 al 1966
Dimensioni e pesi
Lunghezza 4953 mm
Larghezza 1892 mm
Altezza 1397 mm
Passo 2845 mm
Massa 1350 kg
 
Una Rambler Classic 770 berlina del 1965
 
Una Rambler Classic 770 berlina del 1966

Nel 1965 la Classic fu oggetto di un restyling che coinvolse principalmente la linea e marginalmente la meccanica. Le forme della carrozzeria furono squadrate e venne modificata la struttura dell'abitacolo. Inoltre, la vettura fu accorciata. Nell'occasione, venne aggiunta – per l'allestimento 770 - la versione cabriolet. La versione berlina due porte appartenente allo stesso allestimento fu invece tolta dall'offerta.

Nel 1965 venne ritirato dall'offerta il sei cilindri in linea da 3,2 L. Nel contempo, furono introdotti due motori dalla medesima disposizione ma aventi una cilindrata di 3,8 L e 4,2 L. L'allestimento 550 fu dotato della versione da 128 CV del motore da 3,8 L, mentre gli allestimenti 660 e 770 ebbero in dotazione la sua versione da 145 CV. Tra le opzioni erano offerti la versione da 155 CV del motore da 4,2 L, quella da 198 CV del propulsore da 4,7 L ed ancora il V8 da 5,4 L. I cambi disponibili erano due trasmissioni manuali da tre e quattro rapporti (quella a tre era anche offerta con overdrive, mentre quella a quattro fu in listino nel 1966). Inoltre, era compresa nell'offerta una trasmissione automatica a tre rapporti che poteva anche avere installato il comando sul cruscotto.

Nel 1966 la vettura fu oggetto di un restyling che comportò modifiche minori. Nell'occasione furono però aggiunti molti dispositivi di sicurezza come il cruscotto imbottito, lo specchietto retrovisore lato passeggero e le cinture di sicurezza per i sedili anteriori e posteriori. L'allestimento 660, che si posizionava alla metà della gamma, fu tolto di produzione. In questo modo, gli allestimenti 550 e 770 furono gli unici ad essere in listino. Furono disponibili per la prima volta un cambio manuale a quattro rapporti ed il contagiri[6]. Nell'anno in oggetto, in particolare, fu ridisegnato il tettuccio dei modelli. Le versioni hardtop due porte ebbero in dotazione un lunotto rettangolare ed un tettuccio più squadrato che poteva essere ricoperto da un rivestimento di vinile. La familiare fu dotata di un tettuccio che era orizzontale e che quindi non era più spiovente nella parte posteriore come sui modelli precedenti. Inoltre, quest'ultima versione possedeva installato di serie un portapacchi. Della familiare erano disponibili due versioni che si differenziavano per il numero massimo di passeggeri trasportabili: la prima era in grado di ospitare sei passeggeri su due file di sedili e possedeva un portellone posteriore incernierato inferiormente, mentre la seconda versione, che era opzionale, poteva trasportare fino ad otto passeggeri su tre file di sedili ed era provvista di una quinta portiera montata lateralmente. Nel 1966, la Classic uscì però di produzione a causa della scelta, da parte della AMC, di rinominare i propri modelli[7].

La produzione all'esteroModifica

Argentina
 
Una IKA Rambler Classic venduta in Argentina

La Classic, oltre che negli Stati Uniti, fu prodotta anche all'estero. In Argentina venne assemblata a Cordoba dalla Industrias Kaiser Argentina (IKA) dal 1962 al 1971. Tutti i modelli erano forniti di un motore monoalbero a sei cilindri in linea da 3,77 L. Nel 1963, il modello più venduto in Argentina fu la IKA Rambler[8].

Australia e Nuova Zelanda

La Rambler Classic fu prodotta anche in Australia e Nuova Zelanda. Le vetture però erano preassemblate negli Stati Uniti e venivano poi spedite in Oceania per essere completate. Essendo commercializzate in Australia e Nuova Zelanda, queste Classic avevano la guida a destra e possedevano alcune caratteristiche specifiche che le rendevano adatte a questi mercati. Ad esempio, avevano gli indicatori di direzione posteriori color ambra per essere conformi alle regole sulla sicurezza dei due paesi. Queste vetture erano identiche alla terza generazione di Classic venduta negli Stati Uniti[9].

Costa Rica

In Costa Rica la Classic venne assemblata tramite complete knock down da ECASA dal 1964.

Europa

In Europa la Classic venne assemblata tramite complete knock down nello stabilimento Renault di Bruxelles e venduta tramite i concessionari del citato marchio francese in Algeria, Austria, Belgio, Francia, Paesi Bassi e Lussemburgo. La Renault, infatti, non aveva a disposizione nella propria gamma un'ammiraglia e quindi decise di riempire la lacuna vendendo la Classic, che sui mercati citati fu commercializzata come Renault Rambler, tra il 1962 e il 1967.

Messico

La Classic fu assemblata anche in Messico dal 1963 al 1967 dalla Vehiculos Automotores Mexicanos (VAM). Questo modello fu abbastanza simile negli allestimenti all'omologa vettura commercializzata negli Stati Uniti.

NoteModifica

  1. ^ (EN) Jim Whipple, Automobiles of 1961, in PM's eighth annual auto section: 1960 Parade of Cars Popular Mechanics, vol. 115, nº 1, gennaio 1961, pp. pag. 160. URL consultato il 21 febbraio 2014.
  2. ^ (EN) Rambler, in Automobile Quarterly, vol. 33, nº 2, novembre 1994, p. 36.
  3. ^ (EN) John Gunnell, American Cars of the 1960s, Krause Publications. URL consultato il 26 febbraio 2014.
  4. ^ (EN) George Mattar, 1961-1962 American Motors Rambler Classic Custom Six, in Hemmings Classic Car, 1º agosto 2005. URL consultato il 10 marzo 2014.
  5. ^ (EN) Harry Walton, What's new at Rambler, in Popular Science, vol. 183, nº 3, ottobre 1963, pp. pag. 89. URL consultato il 15 marzo 2014.
  6. ^ (EN) 1966 Rambler Classic Brochure, Oldcarbrochures.com. URL consultato il 18 marzo 2014.
  7. ^ Mitchell, 2000, pag. 128.
  8. ^ (EN) Argentina 1963: IKA Rambler takes the lead, bestsellingcarsblog.com. URL consultato il 18 marzo 2014.
  9. ^ (EN) Unique Cars & Parts (Australia), uniquecarsandparts.com.au. URL consultato il 18 marzo 2014.

BibliografiaModifica

  • (EN) John Gunnell, Standard Catalog of American Cars 1946-1975, Iola, Krause Publications Inc, 1987, ISBN 978-08-73410-96-0.
  • (EN) Kelly Flory, American Cars 1960-1972, Jefferson, Stati Uniti, McFarland & Coy, 2004, ISBN 0-78641-273-9.
  • (EN) John Gunnell, American Cars of the 1960s, Krause Publications, 2005.
  • (EN) Patrick Foster, AMC Cars: 1954–1987, An Illustrated History, Motorbooks International, 2004, ISBN 978-1-58388-112-5.
  • (EN) Larry Mitchell, AMC Buyers Guide, Motorbooks International, 1994, ISBN 978-0-87938-891-1.
  • (EN) Larry Mitchell, AMC Muscle Cars, Motorbooks International, 2000, ISBN 978-0-76030-761-8.

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Collegamenti esterniModifica

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