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Roberto Malatesta
Eusebio da caravaggio (attr.), roberto malatesta, 1483-84, dalle grotte vaticane.JPG
Bassorillievo in marmo, Raffigurante il ritratto equestre con l'armatura di Roberto Malatesta
1440 – 1482
Soprannome Roberto il Magnifico
Nato aFano
Morto aRoma
Cause della morteMalaria
Luogo di sepolturaBasilica di San Pietro in Vaticano
EtniaItaliano
ReligioneCattolicesimo
Dati militari
Paese servito

Blasone Malatesta.svg Signoria di Rimini Bandera de Nápoles - Trastámara.svg Regno di Napoli Flag of Milan.svg Ducato di Milano Flag of the Papal States (pre 1808).svg Stato Pontificio

Flag of John the Baptist.svg Repubblica di Firenze

Flag of Most Serene Republic of Venice.svg Repubblica di Venezia
Forza armata
ArmaFanteria, Cavalleria
GradoLuogotenente di Rimini
ComandantiSigismondo Pandolfo Malatesta Federico da Montefeltro
GuerreGuerra di Ferrara (1482-1484)
Battaglie
  • Battaglia di Nidastore
  • Assedio di Rimini
  • Assedio di Montone
  • Battaglia di Campomorto[1]
  • Assedio di Monte San Savino
  • Assedio di Sant'Arcangelo
  • Assedop do Cave
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    Roberto Malatesta detto Roberto il Magnifico (Fano, 1440Roma, settembre 1482) è stato un condottiero italiano, figlio di Sigismondo Pandolfo e signore di Rimini.

    BiografiaModifica

    Figlio illegittimo di Sigismondo Pandolfo e la sua amante Vannetta dei Toschi di Fano. Fu riconosciuto legittimo erede nel 1450 dal papa Niccolò V. Già in età molto giovane era valente condottiero al servizio dello Stato Pontificio. Alla morte del padre Sigismondo nel 1468, Papa Paolo II lo riconobbe successore e lo inviò per riconquistare Rimini, governata dalla sua terza moglie Isotta degli Atti in nome del giovane Sallustio, designato dal padre suo erede. Secondo il racconto della tradizione, Roberto travestito da contadino entrò nella Rocca di Rimini e si impossessò della città in nome della Santa Sede. Ma successivamente si autoproclamò signore di Rimini rinnegando i patti con il papa, dal quale era stato anche finanziato per l'impresa.

    Il papa sdegnato gli mosse guerra, inviando nella città di Rimini un esercito capitanato da Napoleone Orsini. Quest'ultimo occupò prima il borgo di San Giuliano, ma poi fu costretto a ritirarsi dopo un'importante vittoria del Malatesta che lo costrinse a fuggire (1469).

    Roberto Malatesta si mise immediatamente a fortificare Rimini, e per diventare signore fece probabilmente uccidere i propri fratelli Sallustio e Valerio, legittimi eredi di Sigismondo, esautorando progressivamente la loro madre Isotta degli Atti.

    Nel 1471, morto Paolo II, si impossessò di parecchi castelli, che restituì al nuovo papa Sisto IV, dopo che gli fu tolta l'interdizione sulla città di Rimini.

    Nel 1471 fu nominato Cavaliere del re di Napoli, che nel 1478 servì contro la Santa Sede, unitamente ai fiorentini. Nel 1479 combattendo per i fiorentini nel Perugino, venne a battaglia con la gente del papato e li batté, per cui fu nuovamente interdetto dalla città di Rimini.

    Nel 1480 fu fatto generale della Repubblica di Venezia ed ascritto alla nobiltà. Con la mediazione della Serenissima l'interdetto venne di nuovo cancellato e Roberto fu fatto ribenedire a Rimini.

    Prese parte alla lega del 1482 in cui Venezia e papa Sisto IV avevano stretto un'alleanza contro il re di Napoli, il duca di Firenze, di Milano, e di Ferrara.

    Col grado di generale dei veneti mosse verso il Ferrarese, saccheggiò alcuni castelli, assalì Bagnacavallo e Fusignano. Chiamato a Roma dal papa fu costretto a lasciare la guerra nel ferrarese per difendere il territorio della Chiesa, minacciato da Alfonso II di Napoli.

    Condotto l'esercito a Castel Gandolfo, si accampò a Civita Lavinia (oggi Lanuvio) il 2 agosto 1482. Il 21 agosto 1482, dopo sei ore di combattimento, nella famosa battaglia di Campomorto, località oggi denominata Campoverde (vicino ad Aprilia), il Malatesta costrinse il duca di Calabria a fuggire su una galea, facendo prigioniero il duca di Melfi ed altri condottieri.

    Inviati i prigionieri al papa, occupò Civita e altri castelli della zona e pose assedio a Cavi.

    Ammalatosi, forse di malaria contratta nelle paludi della campagna romana come altri condottieri del suo esercito, fu condotto a Valmontone, poi a Roma per ordine del papa, che gli dimostrò tutta la sua benevolenza, e qui morì.

    Fu sepolto in San Pietro.

    DiscendenzaModifica

    Roberto nel 1471 sposò Elisabetta da Montefeltro, figlia di Federico da Montefeltro.

    Ebbe numerosi figli naturali[2]:

    Dalla sua amante Elisabetta Aldovrandini di Ravenna:

    • Pandolfo (1475-1534), suo successore nella signoria di Rimini;
    • Carlo (1480-1507), condottiero.

    Da Lisabetta degli Atti:

    Altri figli naturali:

    NoteModifica

    1. ^ Mallett Michael, Signori e mercenari - La guerra nell'Italia del Rinascimento, Bologna, Il Mulino, 2006, p. 163, ISBN 88-15-11407-6.
    2. ^ Pompeo Litta, Famiglie celebri d'Italia. Malatesta di Rimini, Torino, 1835, ISBN non esistente.

    BibliografiaModifica

    • F.G. Battaglini, Memorie istoriche di Rimino e dé suoi signori…, Bologna, 1789
    • C. Clementini, Raccolto Istorico della fondatione di Rimino e dell'origine e vite de' Malatesti…, Rimini, 1617
    • P. Farulli, Cronologia dell'antica nobile, e potente famiglia de' Malatesti signori delle città di Rimini, di Cesena, di Fano, ... composta dall'abate Pietro Farulli cittadino fiorentino, e consecrata al ... conte Cesare Malatesti..., Siena, 1724
    • Pompeo Litta, Famiglie celebri d'Italia. Malatesta di Rimini, Torino, 1835, ISBN non esistente.

    Altri progettiModifica

    Controllo di autoritàVIAF (EN20600771 · ISNI (EN0000 0001 1749 3735 · LCCN (ENno2002063283 · WorldCat Identities (ENno2002-063283