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Rossini (film 1942)

film del 1942 diretto da Mario Bonnard
Rossini
Titolo originaleRossini
Paese di produzioneItalia
Anno1942
Durata112 min
Dati tecniciB/N
Generebiografico, musicale
RegiaMario Bonnard
SoggettoAlfredo Pondrelli
SceneggiaturaParsifal Bassi, Luigi Bonelli, Mario Bonnard, Luciano Doria, Gherardo Gherardi, Vittorio Gui, Alberto Luchini, Vittorio Nino Novarese, Edoardo Nulli
Casa di produzioneCIS Nettunia
Distribuzione in italianoRex Film
FotografiaMario Albertelli
MontaggioRenzo Lucidi
MusicheGioachino Rossini, dirette da Vittorio Gui e orchestrate da Fernando Previtali
ScenografiaPiero Filippone, Savino Fino
CostumiVittorio Nino Novarese
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Rossini è un film del 1942 diretto da Mario Bonnard.

Prodotto dalla Compagnia Italiana Superfilm Nettunia è stato girato negli stabilimenti Pisorno di Tirrenia e presentato anche con il titolo: Arte ed amori di Gioacchino Rossini.[1] Alla pellicola ha collaborato anche un giovanissimo Tonino Delli Colli come operatore primario.

Indice

TramaModifica

Le vicende pubbliche e private del musicista Gioachino Rossini. La pellicola è una biografia accurata: i suoi primi successi, le divergenze con il suo impresario a Napoli, dove in qualità di direttore musicale al Teatro San Carlo diviene un musicista acclamato, poi a Roma dove ha luogo la "prima" de Il barbiere di Siviglia e a Parigi con il Guglielmo Tell, passando attraverso le sue vicende private come il matrimonio con Isabella Colbran.

CriticaModifica

Dino Falconi su Il Popolo d'Italia del 10 gennaio 1943: «Se c'è una figura di musicista insigne che si presti ad essere il centro di uno spettacolo, questa è Gioacchino Rossini. Ridente, piacente, vivido, scanzonato, trionfatore, Rossini è il protagonista ideale di un'opera teatrale o cinematografica; e le sue musiche estrose, guizzanti, geniali, travolgenti sono il più portentoso commento musicale che si possa desiderare. [...] Forse il Rossini di questo film non ha le caratteristiche del vero genio, ma è più che altro un genio addomesticato dall'aneddoto; forse c'è un'eccessiva preoccupazione di fornire al protagonista dei pretesti musicali. Il fatto sta che questo film, per quanto vario, movimentato, pittoresco e fastoso, non interessa pienamente anche se non annoia mai e diverte quasi sempre. [...]»

NoteModifica

  1. ^ Roberto Chiti, Enrico Lancia (a cura di), Dizionario del Cinema Italiano. I film vol.1, Gremese Editore, 2005, pag. 310

Collegamenti esterniModifica

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