San Cipriano d'Aversa

comune italiano
San Cipriano d'Aversa
comune
San Cipriano d'Aversa – Stemma San Cipriano d'Aversa – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
SindacoVincenzo Caterino (Lista civica San Cipriano che vorrei (2014) SiAmo San Cipriano (2020)) dal 21-09-2020 (2°mandato)
Territorio
Coordinate41°05′N 14°13′E / 41.083333°N 14.216667°E41.083333; 14.216667 (San Cipriano d'Aversa)Coordinate: 41°05′N 14°13′E / 41.083333°N 14.216667°E41.083333; 14.216667 (San Cipriano d'Aversa)
Altitudine70 m s.l.m.
Superficie6,22 km²
Abitanti14 000[1] (31-7-2018)
Densità2 250,8 ab./km²
Comuni confinantiCasal di Principe, Casapesenna, Giugliano in Campania (NA), Villa di Briano, Villa Literno
Altre informazioni
Cod. postale81036
Prefisso081
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT061074
Cod. catastaleH798
TargaCE
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantisanciprianesi
PatronoSanti Cipriano e Giustina d'Antiochia
Giorno festivo26 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Cipriano d'Aversa
San Cipriano d'Aversa
San Cipriano d'Aversa – Mappa
Posizione del comune di San Cipriano d'Aversa nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

San Cipriano d'Aversa (Sanciuprièn in campano[2]) è un comune italiano di 13 698 abitanti della provincia di Caserta in Campania. Facente parte in passato del comune di Albanova che raggruppava oltre alla stessa San Cipriano anche il comune di Casal di Principe e quello di Casapesenna (che all’epoca era un quartiere di San Cipriano).

San Cipriano d'Aversa sorge nei campi Leporini, nella bassa valle del Volturno, alla sinistra dei Regi Lagni.

StoriaModifica

Menzionato per la prima volta nel XII secolo, fu casale di Aversa. Nel Settecento divenne feudo dei Di Capua, nobile famiglia napoletana.

I principi Di Capua (in antiquo Archieposcopis Altavillae) governarono sul Principato di Capua, che comprendeva un'area a nord di Napoli, che passava per l'Agro aversano sino al basso Lazio e l'Agro Pontino, comprendendo Capua, Cassino e Gaeta. Il secondogenito della famiglia Di Capua (o De Capoa) fu nominato Duca di San Cipriano e successivamente, per matrimonio ed in linea femminile, questo andò alla famiglia Del Tufo, per poi ritornare per matrimonio ai De Capoa. Successivamente il duca De Capoa con un matrimonio con la famiglia Luongo di Napoli acquisì il secondo cognome divenendo Capoa Luongo (oggi Capoluongo).

Dopo l'unità d'Italia San Cipriano assunse l'attuale denominazione di San Cipriano d'Aversa[3]. Nel 1928 il comune venne fuso con Casal di Principe, formando Albanova[4].

Nel 1946 Albanova venne disciolto, e San Cipriano recuperò la propria autonomia. Nel 1973 la superficie del comune si ridusse, in quanto la frazione Casapesenna si staccò da San Cipriano, divenendo un comune autonomo.

EtimologiaModifica

Il nome è ispirato e riflette il culto del Santo patrono del paese: San Cipriano. La specifica "d'Aversa" lo distingue dagli omonimi.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

  • Chiesa della Santissima Annunziata (XVII secolo), accoglie un ipogeo, risalente probabilmente al 1600. Nel 1792 fu restaurato l’altare maggiore e nel 1877 fu intronizzata la statua lignea raffigurante il mistero dell’Annunciazione. In seguito ha subito ulteriori e vari restauri. Di vago stile barocco, sorge sopraelevata rispetto alla strada, ha forma rettangolare. La facciata, semplice e lineare, è affiancata dal campanile.
  • Chiesa di Santa Croce (chiesa madre), del XVI secolo. Si accede con una doppia gradinata, è a tre navate, con l’altare maggiore dedicato alla S. Croce. Nella navata destra si trova un altare dedicato a S. Cipriano, mentre altre cappelle sono dedicate alla Madonna, al S. Cuore di Gesù ed a S. Antonio. In una delle cappelle laterali si ammira un affresco del '500, raffigurante la Madonna del Carmine, ed un delicato ciborio d’argento. Anche il Battistero risale al 1550. Il campanile fu eretto successivamente e con l’orologio funge anche da torre civica. Nell’ordine inferiore della facciata sono incastrati due portali rinascimentali, mentre in quello superiore trovano posto le statue di S. Pietro e S. Paolo.
  • Parrocchiale di San Giuseppe, costruita nel 1983, è di stile lineare e moderno. Sulla parte alta della facciata sono poggiate quattro colonnine che reggono una simbolica piccola campana.
  • Santuario Mia Madonna Mia Salvezza detto anche "il Tempio". Costruito per volontà di Don Salvatore Vitale. La prima pietra fu fatta pervenire dalla Basilica dell'Annunziata in Nazareth. Il santuario venne inaugurato il 7 agosto del 1988 e il 13 novembre 1990 il Papa San Giovanni Paolo II incontra una folla immensa che lo aspetta al Santuario. Si trova in Viale Don Salvatore Vitale, n.68.
  • Cappella di San Nicola (XV secolo).
  • Cappella di San Giuda
  • Cappella di San Filippo Neri (XVII secolo).
  • Cappella dell'Incoronata.

Architetture civiliModifica

  • Palazzo Capoluongo (De Capoa Luongo)- Diana (XV secolo con cappella di San Taddeo apostolo)
  • Palazzo Bevilacqua (XVIII secolo)
  • Palazzo Ducale (De Capoa XIII-XIV secolo e rimaneggiato nel Seicento)
  • Palazzo Serao (XVII secolo)

PiazzeModifica

  • Piazza Marconi
  • Piazza Caduti sul lavoro
  • Piazza Angelo Riccardo
  • Piazza dei Normanni (piazza Montecorvino)
  • Piazza Falcone e Borsellino
  • Piazza Carlo Alberto Dalla Chiesa
  • Piazza San Giuseppe

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[5]

DialettiModifica

Oltre all'italiano è piuttosto diffuso il dialetto casalese, una versione del napoletano parlato da circa 42.000 persone (anche nei comuni di Casal di Principe e Casapesenna). Il dialetto casalese presenta delle particolarità fonetiche, morfologiche e sintattiche diverse dal napoletano. Una delle particolarità più evidenti è sicuramente quella di sostituire la lettera A con la lettera E. Un comune esempio è quello di modificare l'espressione idiomatica "staj accis" (questa espressione viene utilizzata per indicare persone talvolta arroganti o taccagne) in "stej accis".

CamorraModifica

San Cipriano d'Aversa è, insieme a Casal di Principe, il paese d'origine di molti esponenti del clan camorristico dei casalesi, le cui attività illegali si diramano in ampi settori dell'economia locale e regionale, con ramificazioni persino internazionali.

Del paese ha scritto Roberto Saviano nel suo romanzo Gomorra, individuandolo come il centro indiscusso della camorra casertana.

L'amministrazione del comune è stata sciolta due volte per infiltrazioni camorristiche.

Nel tempo sono nate diverse associazioni a tutela del territorio, contro le egemonie criminali. Sono note le attività anti camorra di diversi uomini, tra cui quelle di Lorenzo Diana, unico politico citato nel best seller Gomorra di Roberto Saviano, che lo descrive come un vero eroe della lotta alle mafie, coraggioso e attaccato alla sua terra d'origine.

CulturaModifica

IstruzioneModifica

BibliotecaModifica

Nel Settembre 2020, è stato completato il centro polifunzionale presso un bene confiscato nel Comune di San Cipriano d'Aversa, in VII Traversa Luigi Caterino. Oltre alle altre opportunità che offre, il centro ospita anche la Biblioteca Comunale.


ScuoleModifica

Nel Comune di San Cipriano d'Aversa si trova l'Istituto Autonomo Comprensivo "Mattia De Mare", diviso in vari plessi: Infanzia Plesso Leopardi e Plesso Serao; Elementari Plesso Starza; Medie Plesso Schipa.

Sul territorio è presente inoltre una scuola superiore, il Liceo Scientifico Statale "Emilio Gino Segrè".

Prodotti tipiciModifica

Vino AsprinioModifica

Il vino Asprinio è un prodotto tipico della zona aversana. In epoca angioina Louis Pierrefeu, cantiniere di Roberto d'Angiò, individuò nell'agro aversano il suolo per piantare le viti che assicurassero alla corte una riserva di spumanti. I tralci di vite, appoggiati ai pioppi, crescevano in altezza ed a festoni generando grappoli dai chicchi piccoli e verdognoli che, per il loro sapore leggermente acidulo, fu chiamata uva Asprinia. Questo tipo di coltivazione permette tra l'altro una maggiore utilizzazione del suolo, sul quale possono essere impiantate coltivazioni di bassa e media altezza. L'Asprinio è un marchio DOC: ha una gradazione di 11,50%, un sapore asciutto, un colore paglierino con riflessi verdognoli. È un vino da pasto e va bevuto fresco (10-12 °C). La versione spumante, nelle varianti brut e demi-sec, ha un profumo tipico ed un perlage sottile: si accompagna ad antipasti, piatti di pesce, di crostacei e di molluschi.

Mozzarella di bufalaModifica

Antichissimo è il consumo della mozzarella che risale al XII secolo. Si tratta di un formaggio fresco fatto con latte di bufala, di forma quasi sferica, di colore bianco lucente e con superficie liscia ed elastica. Numerosi sono i caseifici nell'agro aversano che esportano la mozzarella in tutto il mondo e che nel 1993 hanno avuto riconosciuto il marchio D.O.P. che assicura al consumatore l'alta qualità del prodotto. La presenza delle bufale nei territori del Basso Volturno risale a circa 1000 anni fa. Questi grossi animali pascolavano nelle zone paludose allo stato brado. I contadini dell'epoca cominciarono ad utilizzare il latte delle bufale (la mungitura avveniva in presenza del vitello della bufala): il latte raccolto veniva riscaldato e poi lavorato. La mozzarella va mangiata fresca e a temperatura ambiente, anzi si consiglia, prima di consumarla, di tenerla qualche minuto in acqua tiepida.

Cucina localeModifica

Carciofi alla braceModifica

Localmente chiamati "carcioffole arrustut", I carciofi alla brace sono un classico piatto dei sanciprianesi, tradizionalmente preparato durante il periodo pasquale, anche se è un piatto per tutte le stagioni (materia prima permettendo). I carciofi arrostiti sono tipici dell'agro aversano ed in genere della provincia di Caserta. Attualmente a San Cipriano e dintorni essi sono preparati e venduti da ambulanti, soprattutto nei giorni di festa. Vengono conditi a crudo con olio, sale, aglio, prezzemolo e molto pepe e poi cotti sulla brace, ricoperti da un cartone leggero inumidito.

Infrastrutture e trasportiModifica

Stazione ferroviariaModifica

Il paese è servito dalla Stazione di Albanova, una fermata ferroviaria posta sul tronco comune alle linee Roma-Formia-Napoli e Villa Literno-Cancello. È posta nel centro abitato di San Cipriano d'Aversa, ma prende il nome dal comune di Albanova, che in passato raggruppava, oltre alla stessa San Cipriano, anche Casal di Principe. La fermata è servita da treni regionali svolti da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Campania.

La stazione è dotata di: 2 binari, sottopassaggio, parcheggio esterno non custodito e cavalcavia.

Mobilità urbanaModifica

Il paese è attraversato da bus pubblici della compagnia CTP (compagnia trasporti pubblici Napoli). Attualmente sono 3 le linee bus collegate con San Cipriano:

  • T51 Aversa - Pinetamare
  • T49N Aversa - Casapesenna (via Casale)
  • M2B Mondragone - Villa Literno - Aversa

Fra il 1912 e il 1960 il comune era collegato con Napoli mediante la tranvia Aversa-Albanova, costruita per iniziativa della società belga Société Anonyme des Tramways Provinciaux (SATP).

StradeModifica

Le strade provinciali presenti sul territorio sono:

  • Strada Provinciale 200 - Viale Don Salvatore Vitale.
  • Strada Provinciale 323 - Via Acquaro.
  • Strada Provinciale 15 - Corso Umberto I.

Geografia antropicaModifica

ZoneModifica

I quartieri o "rioni" di San Cipriano d'Aversa più conosciuti sono:

  • Zona di Via Acquaro, "Abbesc e Munt" nel dialetto casalese. Comprende Via Acquaro e Traverse.
  • Zona di Via Montecorvino, detta "Ngimm U Canciell" comprende Via Montecorvino e Traverse.
  • Zona Tempio. Comprende Viale Don Salvatore Vitale e Traverse.
  • "A Masseria ro Carmelo", Comprende Via Madonna Del Carmine e Traverse.
  • Zona Calitta. Si trova nei pressi del Cimitero Comunale del Comune di Casapesenna in Via Calitta (Casapesenna). Questa zona comprende Via Calitta (San Cipriano d'Aversa) e Traverse.
  • Rione Giglio (Zona Stazione), "Ngopp a' Stazion" nel dialetto sanciprianese. Comprende Viale Tenente Alfonso Grassi, Via del Giglio e Traverse.
  • Zona del Cimitero Nuovo. Comprende la tratta di Via del Giglio dopo il Ponte Ferroviario, nei pressi del Cimitero Comunale.
  • Zona di Via Roma, Comprende Via Roma e Traverse.
  • Zona Trivio detta "Ngopp u Trivc" nel dialetto sanciprianese. Comprende il trivio tra Via Roma e Via Michelangelo Diana.
  • Zona Corso Umberto I detto "Ngopp u Bracc" nel dialetto sanciprianese. Comprende Corso Umberto I e Traverse.
  • Rione Tonachelle, detto "I tonachell" nel dialetto sanciprianese. Comprende Via Serao, Via Tonachelle e Traverse.


Strade PrincipaliModifica

Le strade principali del Comune di San Cipriano d'Aversa sono: Via Roma, Via Michelangelo Diana, Via Acquaro, Strada Provinciale 363 Via Acquaro, Strada Provinciale 200 Viale Don Salvatore Vitale, Viale Tenente Alfonso Grassi, Via del Giglio.


CuriositàModifica

La Zona del Tempio (Viale Don Salvatore Vitale e Traverse) fa parte UFFICIALMENTE del Comune di San Cipriano d'Aversa e non di Casapesenna, come viene di solito confuso.

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
27 ottobre 2014 In carica Vincenzo Caterino Lista civica Sindaco

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2018.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 150.
  3. ^ Regio Decreto n° 1078 del 14 dicembre 1862
  4. ^ Regio Decreto n° 910 del 9 aprile 1928, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 108 dell'8 maggio 1928
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

BibliografiaModifica

  • Lucia Di Bello, San Cipriano d’Aversa: storia di un popolo devoto, ISBN 978-88-6828-008-6.
  • Sigismondo Cavaliere, Tradizioni di fede e di pieta nel popolo di San Cipriano d'Aversa, Roma, 1963.
  • Antonio Lotierzo, Tempo e valori a S. Cipriano d'Aversa, Napoli, 1990.
  • Roberto Saviano, Gomorra, Napoli.

Voci correlateModifica

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