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San Cipriano d'Aversa
comune
San Cipriano d'Aversa – Stemma San Cipriano d'Aversa – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
SindacoVincenzo Caterino (San Cipriano che vorrei) dal 27-10-2014
Territorio
Coordinate41°05′N 14°13′E / 41.083333°N 14.216667°E41.083333; 14.216667 (San Cipriano d'Aversa)Coordinate: 41°05′N 14°13′E / 41.083333°N 14.216667°E41.083333; 14.216667 (San Cipriano d'Aversa)
Altitudine68 m s.l.m.
Superficie6,22 km²
Abitanti13 698[1] (31-7-2018)
Densità2 202,25 ab./km²
Comuni confinantiCasal di Principe, Casapesenna, Giugliano in Campania (NA), Villa di Briano, Villa Literno
Altre informazioni
Cod. postale81036
Prefisso081
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT061074
Cod. catastaleH798
TargaCE
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantisanciprianesi
PatronoSanti Cipriano e Giustina d'Antiochia
Giorno festivo26 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Cipriano d'Aversa
San Cipriano d'Aversa
San Cipriano d'Aversa – Mappa
Posizione del comune di San Cipriano d'Aversa nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

San Cipriano d'Aversa è un comune italiano di 13 698 abitanti della provincia di Caserta in Campania. Facente parte in passato del comune di Albanova che raggruppava oltre alla stessa San Cipriano anche anche il comune di Casal di Principe e quello di Casapesenna (che all’epoca era un quartiere di San Cipriano). San Cipriano d'Aversa sorge nei campi Leporini, nella bassa valle del Volturno, alla sinistra dei Regi Lagni.

Indice

StoriaModifica

Menzionato per la prima volta nel XII secolo, fu casale di Aversa. Nel Settecento divenne feudo dei Di Capua, nobile famiglia napoletana.

I principi Di Capua (in antiquo Archieposcopis Altavillae) governarono sul Principato di Capua, che comprendeva un'area a Nord di Napoli, che passava per l'Agro Aversano sino al basso Lazio e l'agro pontino, comprendendo Cassino. Il secondogenito della Famiglia di Capua (o De Capoa) fu nominato Duca di San Cipriano, governando su questo Territorio. Successivamente per un matrimonio ed in linea femminile andò alla famiglia Del Tufo, per poi ritornare con un altro matrimonio ai De Capoa. Successivamente il Duca De Capoa con un matrimonio con la famiglia Luongo di Napoli acquisirono il secondo cognome divenendo Capoa Luongo (oggi Capoluongo).

Dopo l'unità d'Italia San Cipriano assunse l'attuale denominazione di San Cipriano d'Aversa[2]. Nel 1928 il comune venne fuso con Casal di Principe, formando Albanova[3].

Nel 1946 Albanova venne disciolto, e San Cipriano recuperò la propria autonomia. Nel 1973 la superficie del comune si ridusse, in quanto la frazione Casapesenna si staccò da San Cipriano, divenendo un comune autonomo.

EtimologiaModifica

Il nome è ispirato e riflette il culto del Santo patrono del paese: San Cipriano. La specifica "d'Aversa" lo distingue dagli omonimi.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

  • Chiesa Di Santissima Annunziata (XVII secolo), accoglie un ipogeo, risalente probabilmente al 1600. Nel 1792 fu restaurato l’altare maggiore e nel 1877 fu intronizzata la statua lignea raffigurante il mistero dell’Annunciazione. In seguito ha subito ulteriori e vari restauri. Di vago stile barocco, sorge sopraelevata rispetto alla strada, ha forma rettangolare. La facciata, semplice e lineare, è affiancata dal campanile.
  • Chiesa di Santa Croce (chiesa madre), del XVI secolo. Si accede con una doppia gradinata, è a tre navate, con l’altare maggiore dedicato alla S. Croce. Nella navata destra si trova un altare dedicato a S. Cipriano, mentre altre cappelle sono dedicate alla Madonna, al S. Cuore di Gesù ed a S. Antonio. In una delle cappelle laterali si ammira un affresco del '500, raffigurante la Madonna del Carmine, ed un delicato ciborio d’argento. Anche il Battistero risale al 1550. Il campanile fu eretto successivamente e con l’orologio funge anche da torre civica. Nell’ordine inferiore della facciata sono incastrati due portali rinascimentali, mentre in quello superiore trovano posto le statue di S. Pietro e S. Paolo.
  • Parrocchiale di San Giuseppe, costruita nel 1983, è di stile lineare e moderno. Sulla parte alta della facciata sono poggiate quattro colonnine che reggono una simbolica piccola campana
  • Santuario Mia Madonna Mia Salvezza detto anche "il Tempio". La prima pietra fu fatta pervenire dalla Basilica dell'Annunziata in Nazareth. Il santuario venne inaugurato il 7 agosto del 1988 e il 13 novembre 1990 il Papa san Giovanni Paolo II incontra una folla immensa che lo aspetta al Santuario.
  • Cappella di San Nicola (XV secolo)
  • Cappella di San Giuda
  • Cappella di San Filippo Neri (XVII secolo)
  • Cappella dell'Incoronata

Architetture civiliModifica

  • Palazzo Capoluongo (De Capoa Luongo)- Diana (XV secolo con cappella di San Taddeo apostolo)
  • Palazzo Bevilacqua (XVIII secolo)
  • Palazzo Ducale (De Capoa XIII-XIV secolo e rimaneggiato nel Seicento)
  • Palazzo Serao (XVII secolo)

PiazzeModifica

  • Piazza Marconi
  • Piazza Caduti sul lavoro
  • Piazza Angelo Riccardo
  • Piazza dei Normanni (piazza Montecorvino)
  • Piazza Falcone e Borsellino
  • Piazza Carlo Alberto Dalla Chiesa
  • Piazza San Giuseppe

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[4]

 

DialettiModifica

Oltre all'italiano è piuttosto diffuso il dialetto casalese, una versione del napoletano parlato da circa 42.000 persone (anche nei comuni di Casal di Principe e Casapesenna). Il dialetto casalese presenta delle particolarità fonetiche, morfologiche e sintattiche diverse dal napoletano. Una delle particolarità più evidenti è sicuramente quella di sostituire la lettera A con la lettera E. E risulta essere anche più di basso livello poiché esso è un dialetto cafone

CamorraModifica

San Cipriano d'Aversa è, insieme a Casal di Principe, il paese d'origine di molti esponenti del clan camorristico dei casalesi, le cui attività illegali si diramano in ampi settori dell'economia locale e regionale, con ramificazioni persino internazionali.

Del paese ha scritto Roberto Saviano nel suo romanzo Gomorra, individuandolo come il centro indiscusso della camorra casertana.

L'amministrazione del comune è stata sciolta due volte per infiltrazioni camorristiche.

CulturaModifica

IstruzioneModifica

BibliotecaModifica

La biblioteca comunale è situata in via Francesco Serao.

ScuoleModifica

Scuole superiori: Liceo Scientifico statale "E. G. Segrè" Scuola media:Mattia de Mare

Prodotti tipiciModifica

Vino AsprinioModifica

Il vino Asprinio è un prodotto tipico della zona aversana. In epoca angioina Louis Pierrefeu, cantiniere di Roberto d'Angiò, individuò nell'agro aversano il suolo per piantare le viti che assicurassero alla corte una riserva di spumanti. I tralci di vite, appoggiati ai pioppi, crescevano in altezza ed a festoni generando grappoli dai chicchi piccoli e verdognoli che, per il loro sapore leggermente acidulo, fu chiamata uva Asprinia. Questo tipo di coltivazione permette tra l'altro una maggiore utilizzazione del suolo, sul quale possono essere impiantate coltivazioni di bassa e media altezza. L'Asprinio è un marchio DOC: ha una gradazione di 11,50%, un sapore asciutto, un colore paglierino con riflessi verdognoli. È un vino da pasto e va bevuto fresco (10-12 °C). La versione spumante, nelle varianti brut e demi-sec, ha un profumo tipico ed un perlage sottile: si accompagna ad antipasti, piatti di pesce, di crostacei e di molluschi.

Mozzarella di bufalaModifica

Antichissimo è il consumo della mozzarella che risale al XII secolo. Si tratta di un formaggio fresco fatto con latte di bufala, di forma quasi sferica, di colore bianco lucente e con superficie liscia ed elastica. Numerosi sono i caseifici nell'agro aversano che esportano la mozzarella in tutto il mondo e che nel 1993 hanno avuto riconosciuto il marchio D.O.P. che assicura al consumatore l'alta qualità del prodotto. La presenza delle bufale nei territori del Basso Volturno risale a circa 1000 anni fa. Questi grossi animali pascolavano nelle zone paludose allo stato brado. I contadini dell'epoca cominciarono ad utilizzare il latte delle bufale (la mungitura avveniva in presenza del vitello della bufala): il latte raccolto veniva riscaldato e poi lavorato. La mozzarella va mangiata fresca e a temperatura ambiente, anzi si consiglia, prima di consumarla, di tenerla qualche minuto in acqua tiepida.

Cucina localeModifica

Carciofi alla braceModifica

Localmente chiamati "carcioffole arrustut", I carciofi alla brace sono un classico piatto dei sanciprianesi, tradizionalmente preparato durante il periodo pasquale, anche se è un piatto per tutte le stagioni (materia prima permettendo). I carciofi arrostiti sono tipici dell'agro aversano ed in genere della provincia di Caserta. Attualmente a San Cipriano e dintorni essi sono preparati e venduti da ambulanti, soprattutto nei giorni di festa. Vengono conditi a crudo con olio, sale, aglio, prezzemolo e molto pepe e poi cotti sulla brace, ricoperti da un cartone leggero inumidito. 

Infrastrutture e trasportiModifica

Stazione ferroviariaModifica

Il paese è servito dalla Stazione di Albanova, una fermata ferroviaria posta sul tronco comune alle linee Roma-Formia-Napoli e Villa Literno-Cancello. È posta nel centro abitato di San Cipriano d'Aversa, ma prende il nome dal comune di Albanova, che in passato raggruppava, oltre alla stessa San Cipriano, anche Casal di Principe. La fermata è servita da treni regionali svolti da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Campania.

La stazione è dotata di: 2 binari, sottopassaggio, parcheggio esterno non custodito e cavalcavia.

Mobilità urbanaModifica

Il paese è attraversato da bus pubblici della compagnia CTP (compagnia trasporti pubblici Napoli). Attualmente sono 3 le linee bus collegate con San Cipriano:

  • T51 Aversa - Pinetamare
  • T49N Aversa - Casapesenna (via Casale)
  • M2B Mondragone - Villa Literno - Aversa

Fra il 1912 e il 1960 il comune era collegato con Napoli mediante la tranvia Aversa-Albanova, costruita per iniziativa della società belga Société Anonyme des Tramways Provinciaux (SATP).

Geografia antropicaModifica

ZoneModifica

I quartieri o "rioni" di San Cipriano d'Aversa più conosciuti sono:

  • Rione Tonachelle detto "i tonachell" nel dialetto casalese.
  • Rione Starza. "ngimm u canciell" nel dialetto casalese.
  • Rione Giglio (Zona Stazione).
  • Zona Montecorvino "abbesc e munt" nel dialetto casalese.
  • Zona Trivio detta "Ngopp o trivc" nel dialetto casalese.

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2018.
  2. ^ Regio Decreto n° 1078 del 14 dicembre 1862
  3. ^ Regio Decreto n° 910 del 9 aprile 1928, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 108 dell'8 maggio 1928
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

BibliografiaModifica

  • Lucia Di Bello, San Cipriano d’Aversa: storia di un popolo devoto, ISBN 978-88-6828-008-6.
  • Sigismondo Cavaliere, Tradizioni di fede e di pieta nel popolo di San Cipriano d'Aversa, Roma, 1963.
  • Antonio Lotierzo, Tempo e valori a S. Cipriano d'Aversa, Napoli, 1990.
  • Roberto Saviano, Gomorra, Napoli.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica