Villa Literno

comune italiano
Villa Literno
comune
Villa Literno – Stemma Villa Literno – Bandiera
Villa Literno – Veduta
La stazione di Villa Literno
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
SindacoValerio Di Fraia (lista civica Essere Liternese) dal 4-10-2021
Territorio
Coordinate41°00′34.51″N 14°04′26.71″E / 41.009586°N 14.074085°E41.009586; 14.074085 (Villa Literno)Coordinate: 41°00′34.51″N 14°04′26.71″E / 41.009586°N 14.074085°E41.009586; 14.074085 (Villa Literno)
Altitudine10[1] m s.l.m.
Superficie61,83 km²
Abitanti12 165[2] (31-12-2020)
Densità196,75 ab./km²
FrazioniMasseria Arsa, Masseria San Biagio, San Sossio I, San Sossio II, San Sossio III, San Sossio IV[1]
Comuni confinantiCancello ed Arnone, Casal di Principe, Castel Volturno, Giugliano in Campania (NA), San Cipriano d'Aversa
Altre informazioni
Cod. postale81039
Prefisso081
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT061099
Cod. catastaleL844
TargaCE
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[3]
Cl. climaticazona C, 1 082 GG[4]
Nome abitantiliternesi o vicaioli (detto locale)
Patronosan Tammaro
Giorno festivo16 gennaio e seconda domenica di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Villa Literno
Villa Literno
Villa Literno – Mappa
Posizione del comune di Villa Literno nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Villa Literno (Vico di Pantano fino al 1927[5]) è un comune italiano di 12 165 abitanti della provincia di Caserta in Campania. Fa parte dell'agro aversano.

Geografia fisicaModifica

StoriaModifica

L'età romanaModifica

In epoca romana la località era denominata Vicus Feniculensis[6] con riferimento alle prime colture della zona addette alla produzione del fieno. La strada via Feniculense ne perpetua il nome in ricordo.

Vicus Feniculensis fu eretta a diocesi in epoca costantiniana (IV sec. d.c.). Con Cuma e Atella, Vicus Feniculensis fu infatti una delle tre sedi episcopali che nel 1053 vennero incorporate nella diocesi di Aversa[senza fonte].

Medioevo ed età modernaModifica

Durante la dominazione normanna, tra i piccoli feudi in cui vennero smembrate le diocesi di Capua e di Aversa si trova notizia di San Sossio del Pantano, oggi zona periferica del comune, e di Vico di Pantano con chiaro riferimento alla zona acquitrinosa che circondava il paese. Durante il periodo svevo, il territorio fu possesso della famiglia De Apolita. Dopo il 1268, con la dominazione angioina il re Carlo I d'Angiò promosse la costruzione del castello, come riserva di caccia.

Ai primi del Trecento Vico di Pantano risulta posseduta da Michele de Cantono, di Messina, padrone del castello di Pantano, consigliere e familiare della regina consorte Sancha d'Aragona e del sovrano Roberto d'Angiò, dal quale aveva ricevuto i territori di Vico di Pantano e di Gaudo. All'epoca Vico di Pantano comprendeva le chiese di San Tammaro, di Santa Maria di Villa Vici, di Santa Maria da Savilone, di San Pietro, di San Marco e di Santa Maria del Pantano. Successivamente[non chiaro] Vico di Pantano passò alla famiglia dei Carafa della Stadera per via dotale, in seguito del matrimonio di Francesco Malizia Carafa con Maria Origlia della Stadera. Nel 1528 Vico di Pantano ritornò alla Regia Corte insieme ad altri feudi della famiglia Carafa e quindi fu venduto ad Alfonso d'Avalos d'Aquino. Per lungo tempo il territorio fu oggetto di interventi di bonifica che, iniziati dal viceré di Napoli Pedro Álvarez de Toledo y Zúñiga, si protrassero nel tempo e continuarono sino ai giorni nostri ad opera del Consorzio di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno.

Età contemporaneaModifica

Con la ripartizione territoriale del Regno di Napoli promossa nel 1806 da Giuseppe Bonaparte, Vico di Pantano fu incluso amministrativamente nella provincia di Terra di Lavoro, ed in particolare nel distretto di Caserta e nel circondario di Trentola. Nel 1927 su impulso del governo Mussolini la provincia di Terra di Lavoro fu soppressa e i suoi comuni ripartiti fra le province adiacenti. Vico di Pantano fu aggregata alla provincia di Napoli; contestualmente, la cittadina assunse la denominazione di Villa Literno,[7]. Il nome richiama il sito archeologico di Liternum, situato sulla rive del lago Patria nell'omonima località frazione della città di Giugliano in Campania. Nel 1945, dopo la fine della seconda guerra mondiale, Villa Literno divenne parte della neocostituita provincia di Caserta.[8]

Nel dopoguerra, le vaste aree bonificate dell'agro del Volturno resero Villa Literno uno dei principali centri di una fiorente agricoltura intensiva, soprattutto per la produzione del pomodoro. Il comune divenne così uno tra i più rilevanti attrattori di immigrazione straniera in Italia: numerosi furono infatti gli stranieri, per lo più africani, che vi confluivano allo scopo di cercare impiego come braccianti. A Villa Literno come negli altri centri vicini, gli immigrati erano però sottoposti a durissime condizioni di lavoro, sotto il giogo del caporalato, e alloggiavano i ricoveri di fortuna come casolari privi di servizi che a mano a mano diedero vita al cosiddetto ghetto di Villa Literno.[9]

La convivenza degli immigrati con la popolazione locale assunse presto forme conflittuali, e alla fine degli anni ottanta portò all'organizzazione di vere e proprie ronde per allontanare i braccianti stranieri dai centri abitati.[10] Non mancarono gli episodi di sangue, riconducibili tanto ad azioni camorristiche quanto a iniziative della criminalità comune.[9] Emblematico fu, nel 1989, l'omicidio di Jerry Masslo, un rifugiato sudafricano impegnato nella raccolta del pomodoro che rimase vittima di una sparatoria nel corso di una rapina perpetrata ai danni degli immigrati.[9] L'episodio ebbe vasta eco nell'opinione pubblica e culminò nel funerale di Stato. Nel 1994 il ghetto di Villa Literno fu distrutto da un incendio doloso, che il vescovo di Caserta Raffaele Nogaro definì un "incendio di Stato".[11]

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

  • Chiesa di Santa Maria Assunta, di antica fondazione e ricostruita parzialmente nel XIX secolo. Nella Santa Visita del 1560 la chiesa venne indicata anche come "Santa Maria del Castello di Vico Pantano".
  • Cappella di Santa Maria del Pantano, luogo di ritrovo dei devoti soprattutto il giorno di martedì dopo Pasqua.
  • Cappella di Santa Maria a Cubito (XIV secolo)[12], che ha ispirato il nome dell'omonima strada.
  • Complesso Nostra Signora di Lourdes, consacrata nel 2019, è tra le più grandi della diocesi di Aversa.
  • Riserva naturale della zona umida delle Soglitelle[13] inserita nel perimetro della Riserva naturale Foce Volturno - Costa di Licola.
  • Resti del castello costruito verso il 1460.
  • Statua di Giuseppe Garibaldi, realizzata nel 150º anniversario dell'unità d'Italia.[14]

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[15]

Etnie e minoranze straniereModifica

Al 1º gennaio 2021 gli stranieri residenti a Villa Literno erano 1220, pari al 10,0% della popolazione complessiva.[16]

Lingue e dialettiModifica

Il dialetto casalese, parlato anche a Casal di Principe, San Cipriano d'Aversa e Casapesenna, è una variante del napoletano contraddistinta da alcune peculiarità fonetiche, morfologiche e sintattiche, ad esempio la sostituzione della vocale a con e, come nell'espressione "stej accis" (in luogo di "staj accis") usata per indicare una condizione miserevole.

Tradizioni e folcloreModifica

CarnevaleModifica

I festeggiamenti del carnevale di Villa Literno[17] hanno origini antiche. La storia moderna del carnevale del paese ha inizio ufficialmente nel 1985[18]. Da allora ogni anno viene organizzata la manifestazione con cortei mascherati, balli ed una gara tra i carri allegorici[19].

CulturaModifica

IstruzioneModifica

La biblioteca comunale è situata in via Chiesa[20].

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

Il territorio è attraversato in direzione nord-sud dalla via Santa Maria a Cubito e in direzione est-ovest dalla SS 7 bis detta "Asse di supporto".

FerrovieModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Villa Literno.

La stazione ferroviaria di Villa Literno, posta lungo la ferrovia Roma-Formia-Napoli e punto d'origine del cosiddetto "passante ferroviario di Napoli", è servita dai treni regionali.

Mobilità urbanaModifica

Villa Literno è servita dalle linee bus della compagnia CTP:

  • T51 Aversa - Pinetamare;
  • M2B Aversa - Villa Literno - Mondragone.

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
25/09/1987 21/06/1988 Nicola Pagano Sindaco
21/06/1988 17/06/1993 Aldo Riccardi Sindaco
17/06/1993 14/11/1995 Vincenzo Tavoletta Sindaco
14/11/1995 04/12/1995 Giovanna Via Commissario prefettizio o straordinario
04/12/1995 30/04/1997 Biagio Ucciero Sindaco
30/04/1997 01/12/1997 Angelo Orabona Commissario prefettizio o straordinario
01/12/1997 07/04/1998 Biagio Ucciero Sindaco
08/05/1998 30/11/1998 Paolino Maddaloni Commissario prefettizio o straordinario
30/11/1998 03/02/2003 Nicola Tavoletta Sindaco
27/05/2003 04/06/2010 Enrico Fabozzi Sindaco
05/06/2010 20/02/2011 Antonio Ciliento Vicesindaco
21/02/2011 16/05/2011 Commissario prefettizio o straordinario
17/05/2011 10/12/2019 Nicola Tamburrino Sindaco
11/12/2019 in carica Valerio di Fraia Vicesindaco

SportModifica

La società di calcio A.S.D Villa Literno ha disputato campionati dilettantistici regionali.

NoteModifica

  1. ^ a b Altre informazioni, su www.comune.villaliterno.ce.it, Comune di Villa Literno. URL consultato il 5 gennaio 2020.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2020 (dato provvisorio).
  3. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. ^ Comuni d'Italia - Storia del Comune 061099 Villa Literno (Codice Catastale L844), su www.elesh.it. URL consultato il 3 novembre 2019.
  6. ^ Alessio Aurelio Pelliccia,"Raccolta di varie croniche, diarj, ed altri opuscoli così italiani, come latini appartenenti alla storia del regno di Napoli, Volume 3", 1781, su books.google.it.
  7. ^ R.D. 3 febbraio 1927, n. 173
  8. ^ Tratto dal “PUC – Cenni storici” elaborato dal Comune di Villa Literno, 2007.
  9. ^ a b c Roberto Saviano, Mai sentito parlare di Jerry Masslo?, in La Repubblica, 24 agosto 2014.
  10. ^ Francesca Molinaro, La triste storia di Jerry, rifugiato politico in Italia, divenuta emblema del razzismo e della violenza ancora forte nella società, su bottegaeditoriale.it, Dire Fare Scrivere anno III, n. 18, 10 luglio 2007. URL consultato il 22 agosto 2009.
  11. ^ Luca Rossomando, Una rotonda sul ghetto, su napolimonitor.wordpress.com, Napoli Monitor, 25 febbraio 2009. URL consultato il 13 luglio 2021.
  12. ^ Nelle campagne giuglianesi la chiesa di Santa Maria a Cubito, su centrostudinormanni.it.
  13. ^ Soglitelle, un patrimonio naturale da tutelare, su napoli.repubblica.it.
  14. ^ Inaugurata la statua di Garibaldi, in Caserta News, 20 settembre 2011. URL consultato il 13 luglio 2021.
  15. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  16. ^ Cittadini stranieri al 1º gennaio 2021 (stima), su demo.istat.it. URL consultato il 13 luglio 2021.
  17. ^ Sito del Carnevale di Villa Literno, su carnevalevillaliterno.it (archiviato dall'url originale il 2 giugno 2017).
  18. ^ Carnevale liternese: date e programma dell’edizione 2017, su ecampania.it (archiviato dall'url originale il 27 maggio 2017).
  19. ^ Foto del Carnevale di Villa Literno, su facebook.com.
  20. ^ Dettaglio Biblioteca, su anagrafe.iccu.sbn.it.

BibliografiaModifica

  • Mariateresa Laudando, "Motivi storici ed estetici del territorio" di Villa Literno, Aversa, 2001.
  • Mariateresa Laudando, Il mistero di Vico nella storia di Villa Literno, 2007.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica