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Stanisław Herman Lem

Stanisław Herman Lem (IPA: [staˈɲiswaf ˈlɛm]) (Leopoli, 12 settembre 1921Cracovia, 27 marzo 2006) è stato uno scrittore polacco, autore prolifico e brillante che coniugò il genere della fantascienza con il romanzo filosofico.

Uno dei suoi romanzi più celebri è Solaris. Nel 1972 il regista sovietico Andrej Arsen'evič Tarkovskij ne ha tratto l'omonimo film, il cui grande successo lo ha reso popolare al di fuori della sua patria.

I suoi libri, alla sua scomparsa nel 2006, erano stati tradotti in almeno 41 lingue e venduto oltre 27 milioni di copie, facendone uno degli scrittori europei di fantascienza più letti al mondo.[1]

Indice

BiografiaModifica

Nato in Polonia a Leopoli (città facente oggi parte del territorio dell'Ucraina) il 12 settembre 1921 in una famiglia ebraica, inizialmente si dedicò agli studi di filosofia, ma successivamente intraprese medicina all'università di Leopoli, seguendo le orme del padre; costretto ad interrompere gli studi a causa dell'occupazione nazista, durante la seconda guerra mondiale lavorò come meccanico. Al termine della guerra si trasferì a Cracovia dove riprese gli studi medici e si laureò nel 1946 all'Università Jagellonica.

Nel 1950 abbandonò la medicina e si dedicò alle scienze biologiche e cibernetiche, attività che l'avrebbe portato ad essere uno dei fondatori dell'Accademia di cibernetica ed astronautica.[senza fonte]

Nel 1951 pubblicò Il pianeta morto (Astronauci), il suo primo romanzo di fantascienza, ma presto si scontrò con l'ordinamento politico sovietico, anche in seguito a numerosi saggi ed articoli scientifici; smise di scrivere e per campare lavorò come assistente di laboratorio .

 
Stanisław Lem, Cracovia (Polonia), 30.10.2005

Nel 1953, dopo la caduta di Trofim D. Lysenko (1898-1976), presidente dell'Accademia delle Scienze Agrarie in Unione Sovietica, ricominciò a pubblicare romanzi di fantascienza e scrivere saggi ed articoli scientifici. Nel 1955 scrisse La nube di Magellano (Obłok Magellana), ove parla della vita di astronauti a bordo di una gigantesca astronave. Seguirono Pianeta Eden (1959), che introduce il tema dell'incomunicabilità tra intelligenze aliene, e Ritorno dall'Universo (Powrót z gwiazd, 1961), e il suo romanzo più celebre Solaris (1961), il culmine dell'originalità letteraria di Lem; nel 1972 il regista russo Andrej Arsen'evič Tarkovskij ne trasse ispirazione e realizzò un film omonimo, premiato a Cannes, che portò alla popolarità Stanislaw Lem in Europa e in tutto l'occidente.

Nel 1973 ricevette in Polonia il prestigioso Premio di Stato, mentre nel 1976 ricevette il Grand Prix al terzo Congresso Europeo di Fantascienza tenutosi a Poznań. Lem era talmente stimato e amato in patria che nel 1977 fu candidato dalla Polonia al premio Nobel per la letteratura e riconosciuto cittadino onorario dalla città di Cracovia. Nel 1987 smise di scrivere. Morì a Cracovia nel 2006.

L'operaModifica

La sua preparazione e la capacità di grande speculazione filosofica ha permesso a Stanisław Lem di scrivere romanzi di grande spessore ed originalità, che, nella loro complessità e rigorosità scientifica, immergono il lettore in contesti decisamente plausibili ma appartenenti alla più tipica tradizione fantascientifica. L'intento è quello di mantenere una costante sensazione di accuratezza scientifica e non lasciare mai troppo spazio all'aspetto puramente fiabesco della fantascienza, considerato quest'ultimo un aspetto più commerciale che creativo; proprio in questo senso Lem lancia forti critiche a gran parte degli autori occidentali, in particolare americani, e a buona parte della fantascienza, che considera mal concepita e scritta, interessata più all'avventura che alle idee o nuove forme di letteratura, tanto che nel 1976 viene rimosso da membro onorario dalla Science Fiction and Fantasy Writers of America (SFWA) dopo che aveva ottenuto questo riconoscimento nel 1973.[2]

Lem costringe i suoi personaggi ad affrontare delle profonde riflessioni introspettive, unitamente ad una critica etica e morale della società, nel momento in cui si vengono a trovare in situazioni che sono del tutto estranee alla normalità e lontane da tutto ciò che, per l'uomo, è consueto e conoscibile.

Nei suoi romanzi trovano spazio riflessioni sia filosofiche che religiose fino a considerazioni di carattere puramente politico, a volte velate, a volte decisamente esplicite. Ne è un esempio una forte critica al sistema sociale capitalista nel suo primo romanzo di fantascienza, Il pianeta morto (Astronauci, 1951), dove pone l'accento sul carattere autodistruttivo di un'ipotetica società basata sull'egoismo e sul desiderio di predominio, che prima di riuscire a procedere con i propri intenti di conquista, implode in se stessa. Tuttavia non risparmia critiche al socialismo sovietico quando in Eden (1959), dove alcuni uomini, a seguito di un naufragio in un pianeta sconosciuto, sperimentano, a causa dell'incolmabile distanza culturale, l'incomunicabilità e l'incomprensione con la forma di vita (vagamente umanoide) predominante, esprime tutto il suo dissenso verso qualsiasi tentativo di controllo dell'informazione. Non a caso questo spirito critico, che determina una sottile ambiguità politica, ha procurato a Lem pesanti ripercussioni e accuse di vario genere, sia in patria che in occidente.

Tuttavia la caratteristica più importante di Stanislaw Lem è la profonda riflessione esistenziale che è centrale in quasi tutte le sue opere, dove l'uomo è costretto a confrontarsi con se stesso, sia nella sua individualità che nella sua appartenenza ad una società, una cultura od un contesto, alternando realtà oggettive a realtà soggettive. L'uomo di Lem affronta l'incomprensibile attraverso un viaggio interiore che lo porta a delle scelte rassegnate, dove prevalgono emozioni e valori soggettivi, quando, ad esempio, in Solaris (1961), un Dio bambino (così definito perché sembra non aver ancora preso coscienza di essere tale), gioca con degli esseri umani trasformando i loro ricordi in persone reali.

Le opere di Lem stimolano molteplici riflessioni, e per questo i suoi romanzi sono continuamente riscoperti e valorizzati, ma non è secondario che la rigorosa accuratezza scientifica renda la sua produzione (anche quella realizzata tra gli anni cinquanta e settanta) fortemente realistica ed attuale.

OpereModifica

RomanziModifica

RaccontiModifica

  • Esiste davvero, Mr. Johns? (Czy pan istnieje, Mr. Johns?, 1957)
  • Il Dragone e la calcolatrice (Bajka o Maszynie Cyfrowej, co Ze Smokiem Walczyła, 1964)
  • La voce del Signore (Głos Pana, 1968)
  • Non serviam (Arthur Dobb: "Non Serviam", 1971)
  • Raffreddore (Katar, 1975)
  • Visione locale (Wizja lokalna, 1982)
  • Fine del mondo alle 8, Theoria, Roma-Napoli, 1986
  • L'oscurità e la muffa (Ciemność i pleśń, 1988)
  • L'arrivo

SaggiModifica

FilmografiaModifica

(elenco parziale)

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ Rob Jan, Obituary
  2. ^ FAQ del sito ufficiale di Lem, lem.pl. URL consultato il 21 aprile 2012.
  3. ^ Sim, Krystal, Ikarie XB-1 DVD review, SciFi Now, 16 settembre 2013. URL consultato il 23 novembre 2013.
  4. ^ O'Neill, Phelim, This week's new DVD & Blu-ray Ikarie XB-1, The Guardian, 31 agosto 2013. URL consultato il 23 novembre 2013.

BibliografiaModifica

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN56612733 · ISNI (EN0000 0001 2134 0125 · SBN IT\ICCU\CFIV\045265 · LCCN (ENn79100400 · GND (DE118571419 · BNF (FRcb11912319s (data) · NLA (EN35434853 · CERL cnp02033537