Suore basiliane figlie di Santa Macrina

Insegna con lo Stemma dell'ordine, recante l'Aquila bicipite albanese

Le Suore Basiliane Figlie di Santa Macrina (Motrat Baziliane Bijat e Shën Makrinës[1][2] in albanese) sono un istituto religioso femminile di diritto pontificio: le suore di questa congregazione pospongono al loro nome la sigla I.S.B.F.M.[3]

Fondate per contribuire al dialogo ecumenico e alla comunione con i fratelli cristiani d’Oriente, sono presenti presso le comunità albanesi d'Italia, d'Albania e del Kosovo, nonché presso altre popolazioni in India, e seguono il rito bizantino.

Cenni storiciModifica

 
Il Monastero Basiliano di Mezzojuso

La congregazione fu fondata da Padre Nilo Borgia, jeromonaco basiliano di Piana degli Albanesi giunto a Grottaferrata, insieme con le sorelle Elena e Agnese Raparelli.[4][5] Le due sorelle maturano non solo la vocazione religiosa, ma anche l'idea di fondare un nuovo istituto per formare delle religiose da destinare all'apostolato presso le popolazioni albanesi di rito bizantino in Italia e del vicino Oriente.

Nel 1920 Borgia fu inviato a Mezzojuso, comune dove esisteva una colonia albanese, per riaprire l'antico Monastero di San Basilio[6]; ivi comprese che esistevano le condizioni per realizzare il progetto che da tempo aveva in mente, di istituire un nuovo istituto per formare delle religiose da destinare all'apostolato presso le popolazioni italo-albanesi di rito bizantino e dell'Oriente cristiano.[4]

Le sorelle Raparelli, che presero i nomi di suor Macrina e di suor Eumelia, giunsero a Mezzojuso da Roma l'8 luglio 1921[7] e le prime nove suore emisero la loro professione dei voti il 30 luglio 1930.[4] Suor Macrina, per tutta la sua vita madre generale, guidò la congregazione delle basiliane. Suor Eumelia assolse principalmente sia l'incarico di maestra delle novizie sia di assistente generale. Padre Nilo Borgia rimase guida spirituale, egli ispirò e orientò la nascente comunità religiosa.

Dal 1924 al 1966 furono aperte numerose case filiali nelle comunità italo-albanesi o nelle località in cui presenti. Dal 1939 al 1946, anno dell'inizio dell'epoca comunista, furono presenti in Albania.

Nel dopoguerra nuove case sono state aperte in Sicilia, in Calabria, in Lucania, nel Lazio.

Nel 1969 il noviziato delle suore basiliane viene trasferito da Mezzojuso a Grottaferrata.

L'istituto ricevette il pontificio decreto di lode nel 1972.[4]

Dal 1980 sono presenti nel Kosovo e dal 1992, con la caduta del regime comunista dichiarato ateo, sono tornate in Albania. Nello stesso anno hanno aperto una casa filiale anche in India.

Attività e diffusioneModifica

 
Casa filiale a Fushë-Kuqe, località Gurëz (Laç, Albania)
 
Istituto delle Rev. Suore Basiliane Figlie di Santa Macrina a Palermo

Le suore si dedicano all'apostolato presso le comunità italo-albanesi di rito bizantino, in località in cui sono presenti emigrati o istituzioni arbëreshë, così come più recentemente presso altre popolazioni cristiane orientali. Esse operano nelle parrocchie, di assistenza, di educazione e di istruzione dei bambini e dei giovani negli asili, nelle scuole e nei collegi, nell'assistenza agli ammalati, agli anziani ed agli invalidi in ospedali e case di riposo.[4]

Oltre che in Italia (Calabria[8], Lazio[9], Sicilia[10], già in Basilicata[11]), sono presenti in Albania[12], in Kosovo[13][14] e recentemente anche in India[15][16]; la superiora generale risiede a Grottaferrata.[3]

Molti sono gli albanesi d'Italia che hanno frequentato l'istituzione di educazione e di istruzione della Congregazione delle Suore Basiliane, il quale contributo dato, alla formazione religiosa e culturale degli italo-albanesi, è importante. In tempi recenti è cessata la loro presenza in alcune comunità italo-albanesi.

La Congregazione dà un contributo nuovo e significativo e una nuova vitalità nel nostro tempo nella spiritualità bizantina. In questa tradizione aveva offerto un grande contributo di cultura e di santità uno stuolo di monaci, rinvigorita nel secolo XVI dall'arrivo di una forte immigrazione albanese proveniente dall'Albania, dall'Epiro e dalla Morea, ma non vi erano mai state operanti comunità monastiche femminili.

Alla fine del 2008 la congregazione contava 88 religiose in 17 case.[3] Superiora generale: Rev. Madre Regjina Elena Lulashi, nativa di Gurëz (Albania).[17][18][19]

In AlbaniaModifica

La comunità nacque con l'intento di ricollegare le comunità italo-albanesi all'Albania e di riportare alla stessa, loro terra di origine, il messaggio cristiano.

La congregazione conobbe un progressivo incremento negli anni tra il 1939 e il 1946, con l'apertura di due case ad Argirocastro e Fier, aiutate dai monaci basiliani già presenti in Albania, ma poi chiuse con l'avvento del regime comunista.

Negli anni '90 le basiliane ritornarono nuovamente in Albania e in seguito si portarono anche nella Kosova. Oggi la Congregazione ha un consistente numero di giovani suore albanesi, di cui molte hanno conseguito diplomi in Istituti di scienze religiose superiori.

CarismaModifica

La Serva di Dio Madre Macrina (1893 - 1970)[20] così espresse il carisma della nuova Istituzione:

«Lo scopo è andare verso l’Oriente Cristiano. Con l’opera e la preghiera, con il nostro esempio e il nostro lavoro di carità dobbiamo unirci ai nostri fratelli cristiani nello spirito, nella mente nella volontà e nel cuore.»

(Statuti, art. 3)

Il carisma di fondazione, pertanto, tende a contribuire e a promuovere l’unità nella carità della Chiesa e il dialogo ecumenico. Il Santo Padre, cui stava molto a cuore il progetto ecumenico della nuova istituzione, invitò le sorelle a prepararsi con la preghiera e con una formazione culturale e spirituale adeguata e diede l’approvazione, dicendo:

«Non solo permetto che nasca questa Congregazione, ma la voglio…»

(Benedetto XV)

Egli riteneva, infatti, che per realizzare l’unione e la comunione con i fratelli cristiani di Oriente era necessario rispettare e amare le loro tradizioni per rimuovere gli equivoci e gli ostacoli intessendo un dialogo aperto e fraterno fra le due Chiese sorelle.

La fondatrice Madre Macrina, anticipando le indicazioni del Concilio Vaticano II, nel fondare l’Istituzione si proponeva di:

  • Diffondere la carità di Cristo tra gli uomini affinché “tutti giungano alla conoscenza della verità” (1 Tm 2,4);
  • Custodire il decoro del rito e delle tradizioni italo-albanesi e della Chiesa dell’Oriente cristiano;
  • Contribuire alla comunione tra le Chiese, di occidente e di oriente, attraverso il dialogo e la fraterna concordia.

La Congregazione è un’Istituzione religiosa di diritto pontificio, con una identità e struttura canonica interna. Vivendo fortemente la Spiritualità dei Santi Padri orientali, le suore sono pronte a svolgere il lavoro apostolico di testimonianza, evangelizzazione e promozione umana nell’ambito di tutta la chiesa, e collaborare anche con le altre comunità ecclesiali e gli istituti religiosi cattolici e non cattolici, anche andando in altre nazioni (art.4,Cost. 165).

La M. Fondatrice Elena Raparelli (Macrina) si dedicò totalmente per promuovere il dialogo con le Chiese sorelle d’Oriente e si dedicò per l’Unità dei cristiani. Il 2 aprile del 2005, a Mezzojuso, nella Eparchia di Piana degli Albanesi (PA), è stata aperta l’Inchiesta diocesana sulla sua vita, virtù e fama di santità. A giugno del 2010 la Congregazione delle cause dei Santi ha dato l’approvazione della validità del processo diocesano[21]. La Santa Sede l'ha dichiarata Venerabile il 23 marzo 2017[22].

NoteModifica

  1. ^ Misioni i rregulltareve baziliane në Shqipëri me ne Motër Elena, su sq.radiovaticana.va. URL consultato il 7 febbraio 2016.
  2. ^ Drita. E Përmuajshme Fetare - Kulturore e Kishës Katolike Nr. 8 (159) (PDF), su kishakatolike.org. URL consultato il 7 febbraio 2016.
  3. ^ a b c Ann. Pont. 2010, p. 1689.
  4. ^ a b c d e G. Rocca, DIP, vol. I (1974), col. 1079.
  5. ^ Venerabile Macrina Raparelli Fondatrice
  6. ^ L'intenzione iniziale di P. Nilo Borgia era quella di aprire la prima casa a Piana degli Albanesi, sua cittadina natale, ma non fu possibile a causa delle condizioni non favorevoli.
  7. ^ Annuario on-line della Vita Consacrata di Sicilia, Basiliane di Santa Macrina [collegamento interrotto], su annuario.consacratisicilia.it. URL consultato il 7 febbraio 2016.
  8. ^ Acquaformosa (1931), Cantinella di Corigliano (1966), Civita (1963), Cosenza (1959), Frascineto (1962), San Giorgio Albanese (1946), San Cosmo Albanese (1949), già in Santa Sofia d'Epiro (1947).
  9. ^ Monastero di Grottaferrata (1954) e Seminario di Grottaferrata (1963).
  10. ^ Mezzojuso (1921), Palazzo Adriano (1924), Palermo (1962), già in Piana degli Albanesi (1935), Seminario di Piana degli Albanesi (1954) e in Contessa Entellina (1937 - 1997).
  11. ^ San Costantino Albanese (1955).
  12. ^ Argirocastro, Fier, Elbasan, Gurëz (Laç, prov. di Alessio) e Boriç i Vogël.
  13. ^ Bec di Gjakova e Stubla.
  14. ^ Pasquale Renda, in Biblos. Servizio di informazione culturale e bibliografica della biblioteca comunale «Giuseppe Schirò» di Piana degli Albanesi 2002, L’inaugurazione della casa della pace e dell'asilo "Sacra Famiglia" a Bec (Gjakova) in Kosova (PDF) [collegamento interrotto], su pianalbanesi.it. URL consultato il 7 febbraio 2016.
  15. ^ Kerala.
  16. ^ Notizie, su arbitalia.it. URL consultato il 28 ottobre 2013.
  17. ^ Congregazione delle Suore Basiliane Figlie di Santa Macrina: una nuova Superiora Generale, su contessioto.blogspot.it. URL consultato il 7 febbraio 2016.
  18. ^ Suor Elena Lulashi e il comunismo in Albania, su tv2000.it. URL consultato il 7 febbraio 2016.
  19. ^ Motër Elena nga Gurëzi, sërish eprore e bazilianeve, su Vatican News - Albanian language
  20. ^ Cenni biografici della Venerabile Macrina Raparelli (1893-1970)
  21. ^ Venerabile Macrina Raparelli
  22. ^ Passarelli Gaetano, Madre Macrina Raparelli. Nel cuore l'unità dei Cristiani, Editore Elledici, 2010.

BibliografiaModifica

  • Guerrino Pelliccia e Giancarlo Rocca (curr.), Dizionario degli Istituti di Perfezione (DIP), 10 voll., Edizioni paoline, Milano 1974-2003.
  • Id., Madre Macrina Raparelli. Fondatrice della Congregazione Suore Basiliane “Figlie di S. Macrina”, Basiliane di S. Macrina, Mezzojuso 2001.
  • Frega Sr. Cecilia, La Serva di Dio Madre Macrina Raparelli. Spiritualità e virtù, Basiliane di S. Macrina, Mezzojuso 2007.
  • Passarelli Gaetano, Madre Macrina Raparelli. Nel cuore l’Unità dei Cristiani, Velar, Gorle 2010.
  • Annuario Pontificio per l'anno 2010, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2010. ISBN 978-88-209-8355-0.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica