Tor San Michele

torre costiera di Ostia
Tor San Michele
Torri costiere del Lazio
Tor San Michele (Ostia).jpg
Tor San Michele vista da via degli Atlantici
Ubicazione
Stato attualeItalia Italia
RegioneLazio
CittàRoma
Coordinate41°44′32.95″N 12°15′07.98″E / 41.742486°N 12.252218°E41.742486; 12.252218Coordinate: 41°44′32.95″N 12°15′07.98″E / 41.742486°N 12.252218°E41.742486; 12.252218
Mappa di localizzazione: Italia
Tor San Michele
Informazioni generali
Altezza18,5 m
Costruzione1559-1568
Materiale
Condizione attualeAbbandonata
Proprietario attualeSoprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma
VisitabileNo
Informazioni militari
UtilizzatoreStato Pontificio Stato Pontificio
Italia Italia
Funzione strategicaTorre costiera
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Tor San Michele, nota anche come forte San Michele[1], è una torre costiera d'avvistamento di Ostia, frazione litoranea del comune di Roma, costruita nei pressi della foce del fiume Tevere.

Edificata nel corso del XVI secolo per ovviare alla deviazione del Tevere in seguito ad una disastrosa piena, fu utilizzata prima come dogana e postazione di difesa e avvistamento, poi come faro per l'idroscalo di Ostia, fino a cadere in disuso dopo la fine della seconda guerra mondiale.

StoriaModifica

Dopo una disastrosa piena, avvenuta il 15 settembre 1557, il corso del Tevere mutò radicalmente nei pressi di Ostia Antica, provocando la caduta in disuso del castello di Giulio II, utilizzato fino ad allora come dogana. Per paura di un'incursione pirata dal mare, papa Pio IV ordinò una revisione del sistema difensivo costiero, affidando il compito all'architetto Francesco Laparelli, che armò la medievale tor Boacciana, promosse il mantenimento della rocca e progettò la costruzione di una torre nei pressi della nuova foce del fiume. Il progetto fu affidato a Michelangelo, anche se non tutti gli studiosi sono concordi in questa attribuzione, e i lavori per la costruzione della torre iniziarono nel 1559 per finire nel 1568 sotto la supervisione di Giovanni Lippi, subentrato al suo maestro dopo la sua morte avvenuta nel 1564.[2] Per costruire la torre furono impiegati laterizio, travertino e malta. Terminati i lavori, papa Pio V la consacrò San Michele arcangelo.[3] Fino al 1592 la torre disponeva di: mezza colubrina, un falcone e un falconetto, cinque archibusoni oltre che polvere da sparo, e palle di ferro e piombo.[4]

Nell'agosto 1589 la torre dovette fronteggiare l'arrivo di alcuni vascelli saraceni che tuttavia riuscirono ad oltrepassarla a causa del pessimo stato dell'artiglieria ivi stanziata.[5] Nel XIX secolo la torre è stata visitata da Alberto Guglielmotti, che ne ha fornito una dettagliata descrizione, antecedente alle modifiche che verranno apportate negli anni successivi, riportata nella sua opera Storia della marina pontificia. Non è chiaro quando abbia iniziato ad esercitare la funzione di faro, tuttavia è noto il suo utilizzo all'interno dell'idroscalo Carlo del Prete. Con la costruzione di quest'ultimo tuttavia si persero i sentieri originali che collegavano la torre alle saline e alle altre fortificazioni presenti sul territorio.

La torre subì alcuni interventi di modifica nel 1930, anno in cui furono costruite le finestre sulle mura esterne, non previste nel progetto originale. Anche a causa di queste modifiche, oltre che alla posizione geografica e alla composizione del terreno, furono necessari diversi lavori di consolidamento e si verificarono anche alcuni cedimenti strutturali. Essa fu utilizzata durante la seconda guerra mondiale dalla forze italo-tedesche prima e da quelle alleate poi sempre con la funzione di faro e torre d'avvistamento.[2]

Abbandonata dopo la guerra la torre fu consegnata alla soprintendenza per i beni ambientali e architettonici di Roma nel 1994 ed è considerata un "immobile demaniale di interesse importante"[2]. Non visitabile al pubblico, è stata effettuata, ad opera di alcune associazioni locali, un'apertura straordinaria il 28 maggio 2017, con visite guidate e illustrazioni sulla storia dell'edificio.[6]

DescrizioneModifica

 
La torre del faro aggiunta durante la Seconda Guerra Mondiale

Posta su via degli Atlantici, a circa un centinaio di metri dal fiume e più o meno due chilometri dal mare, era originariamente concepita per trovarsi ad una distanza di 50 m[7] dalla linea di costa. È un tronco di piramide a base ottagonale, alto 18 m e con un perimetro di 96 m, caratteristiche alquanto peculiari per una torre costiera, infatti esse erano normalmente di forma circolare o quadrangolare, come ad esempio la torre di Palidoro, e di dimensioni più ridotte[1].

Strutturata su tre piani, il piano sotterraneo è suddiviso in 8 stanze non comunicanti tra loro, utilizzate come magazzini per i pezzi d'artiglieria e le munizioni, e occasionalmente adibite a prigioni provvisorie, mentre al centro del piano vi è lo scolo per l'acqua piovana. Il primo piano è anch'esso suddiviso in 8 camere che invece fornivano alloggio al castellano e agli ufficiali doganali. L'ultimo piano è invece occupato dalla piazza d'armi, con un pavimento inclinato verso il centro della torre, in modo tale che i colpi delle catapulte, in particolare quelli incendiati, provocassero meno danni. Al centro della torre si apre un cavedio del diametro di 5,6 m sul quale si affacciano delle finestre interne, che nel progetto originale costituivano l'unica fonte di luce per gli ambienti interni della torre.

Il portale, unico elemento in legno, è sollevato di circa m dal terreno ed era accessibile inizialmente tramite un ponte levatoio, poi sostituito da un ponticello fisso, già presente durante la visita di Guglielmotti nel XIX secolo. Al di sopra di esso è posta un'iscrizione sul marmo, recante l'anno di completamento e le motivazioni della costruzione, e lo stemma araldico di Pio V.[1]

Sulla sommità della torre è stato costruito un faro in cemento, in posizione decentrata, non previsto nel progetto michelangiolesco.

NoteModifica

  1. ^ a b c Flavia Colonna, Il forte San Michele a Ostia. Una piccola opera di architettura militare nel sistema difensivo costiero pontificio, in Quaderni dell'Istituto di storia dell'architettura, vol. 1, n. 57-59.
  2. ^ a b c Tor San Michele, su www.turismoroma.it, Roma Capitale. URL consultato il 24 gennaio 2020.
  3. ^ Tor San Michele, Ostia: apertura al pubblico per un solo giorno, in Ostia e Dintorni, 12 maggio 2017. URL consultato il 24 gennaio 2020.
  4. ^ Soldatesche e galere, b. 4, fasc.11, Archivio di Stato di Roma, 1592.
  5. ^ Tor Boacciana e Tor San Michele, su visitostia.tv, 2 agosto 2019. URL consultato il 24 gennaio 2020.
  6. ^ Elisa Palchetti, Ostia, apre per la prima volta nella storia Tor San Michele, in Il Quotidiano del Litorale, 9 maggio 2017. URL consultato il 24 gennaio 2020.
  7. ^ Giulio Mancini, Ostia moderna e Tor San Michele, Giovanni Mustazzolu: "Ecco come sono nate", in Il Quotidiano del Litorale, 15 maggio 2017. URL consultato il 24 gennaio 2020.

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