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Uboldo
comune
Uboldo – Stemma Uboldo – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Varese-Stemma.png Varese
Amministrazione
SindacoLuigi Clerici (centrodestra) dal 27/05/2019 [1].
Territorio
Coordinate45°37′N 9°00′E / 45.616667°N 9°E45.616667; 9 (Uboldo)Coordinate: 45°37′N 9°00′E / 45.616667°N 9°E45.616667; 9 (Uboldo)
Altitudine205 m s.l.m.
Superficie10,74 km²
Abitanti10 612[2] (30-11-2018)
Densità988,08 ab./km²
Comuni confinantiCerro Maggiore (MI), Gerenzano, Origgio, Rescaldina (MI), Saronno
Altre informazioni
Cod. postale21040
Prefisso02
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT012130
Cod. catastaleL480
TargaVA
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantiuboldesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Uboldo
Uboldo
Uboldo – Mappa
Posizione del comune di Uboldo nella provincia di Varese
Sito istituzionale

Uboldo (Ubold in dialetto locale[3], AFI: [yˈbɔlt]) è un comune italiano di 10.612 abitanti della provincia di Varese in Lombardia.

StoriaModifica

Uboldo è situato nell’appendice sud-orientale della provincia di Varese,il suo territorio, che presenta un andamento pianeggiante, è di origine alluvionale.

Dal punto di vista litologico è per buona parte sabbioso-ghiaioso e quindi permeabile; una porzione minore è invece di natura argillosa e quindi umida in superficie. Una parte del territorio è ricoperta da boschi, con prevalenza delle robinie. Il comune è attraversato dal Bozzente, il cui percorso attuale risale al 1753, quando il torrente fu deviato per allontanarlo dal paese, cui recava danni frequenti con i suoi straripamenti.

L’abitato è caratterizzato da un nucleo antico di forma ellittica e struttura compatta, agglomerato attorno a due piazze, collegate fra loro da un asse viario principale; esso è situato eccentricamente nell’area sud-orientale del territorio comunale. A distanze variabili tra i due e i quattro chilometri dal centro storico vi sono quattro rioni periferici, originati dalle cascine denominate rispettivamente Girola, Soccorso, Malpaga (tutt’e tre verso nord) e Regosella (verso sud).

Il comune di Uboldo fu ricostituito nel 1950, staccandosi da Saronno, a cui era stato aggregato nel 1927.

I ritrovamenti archeologici avvenuti in questa zona, consistenti in sepolture di incinerati e in vari oggetti, sono stati attribuiti all’epoca di transizione celtico-romana e a quella romana imperiale; la loro ubicazione è comunque alquanto periferica, vale a dire nei pressi delle cascine Soccorso e Malpaga e quindi ad occidente dell’attuale abitato. Quest’ultimo rivela invece, con il suo impianto planimetrico, un'origine medioevale. Anche il toponimo, derivante forse dal nome personale Ugobaldo, è riferibile all’epoca longobarda. Il “loco Ugoboldo” viene citato per la prima volta in un’iscrizione lapidea conservata presso la basilica milanese di S. Ambrogio, relativa ad una donazione di terre. Pergamene notarili redatte tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo attestano che Uboldo era già in quel periodo un comune con propri consoli, nel quale erano presenti come signori di “districtus” i De Crivellis, che all’inizio del ‘200 intrapresero controversie giurisdizionali contro i consoli stessi, nei cui confronti fecero valere determinati privilegi.

Diverse furono le famiglie potenti di Uboldo, quella dei Crivelli è indubbiamente la più antica, testimoniata fin dal 1117 quando Ugo Crivelli, uboldese, fu nominato console di Milano. Da lui discende Uberto che fu Arcivescovo di Milano e successivamente eletto Papa col nome di Urbano III nel 1185. In epoca moderna ai Crivelli successero, come signori di Uboldo, i Villani.

In epoca borromaica Uboldo ricevette le visite pastorali di Francesco Cardano nel 1566 e di S. Carlo Borromeo nel 1583; la sua chiesa venne eretta in parrocchiale proprio in quel periodo. Nel 1623 Filippo IV re di Spagna concesse le terre di Uboldo in feudo ai Crivelli; dopo la morte dell’ultimo membro della famiglia, all’inizio del ‘700, esse passarono ai Villani, che ne rimasero in possesso fino alla soppressione del feudo nel 1832.

Il comune di Uboldo subisce una trasformazione in senso industriale agli inizi del nostro secolo: dal telaio a mano diffuso nelle famiglie di contadini-tessitori ad opera di imprenditori-commercianti si arriva nel 1908 all’insediamento del Cotonificio Poss, che sorgeva nel luogo dell’attuale Parco di via A.M. Ceriani; importante per numero di occupati, chiuse alla fine degli anni ’60 ed i suoi edifici furono quasi totalmente demoliti. Nel secondo dopoguerra si installarono in Uboldo industrie di rilievo quali: la dolciaria Lazzaroni nel 1956, la Contardo (impianti di refrigerazione e riscaldamento) nel 1963, la Pollastri Officine (apparecchi metallici per sollevamento e trasporto) nel 1951, e l'Acciaierie Ferrieri Malpaga.

I 4400 abitanti del 1950 salirono a 5350 nel ’60, a 6600 nel 1965 per arrivare ai 9500 attuali. Come si vede, gli anni Sessanta ed i successivi hanno registrato un forte incremento demografico per l’immigrazione, soprattutto da Veneto, Sardegna e Campania di manodopera per l’industria locale.

Tra i personaggi illustri che ebbero i natali ad Uboldo ricordiamo Monsignor Antonio Maria Ceriani (1828 – 1927), prefetto della Biblioteca Ambrosiana di Milano e maestro di Papa Pio XI, fra le cui opere ricordiamo la raccolta “Monumenta Sacra et Profana” e l’edizione del Codice Ambrosiano della “Iliade dipinta”. L’orientalista Giovanni Battista Rampoldi (1761-1836), che viaggiò a lungo in Grecia, Turchia, Arabia, Siria ed Egitto, paesi in cui maturò il proposito di scrivere gli “Annali musulmani”: dodici volumi pubblicati nel quinquennio 1822-26, che unitamente ad un “Manuale di cronologia universale”, una “Corografia dell’Italia” e un “Dizionario degli uomini illustri” rappresentano tutta la produzione dello studioso.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Al centro del paese sorge la Chiesa Parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo, eretta in forme pseudobasilicali nel 1955 su progetto della Scuola Beato Angelico di Milano; l’edificio sorge sul luogo più antico di culto cristiano, ascrivibile al XII secolo, dove si susseguirono vari edifici che mantennero la medesima intitolazione. All’interno sono conservati dipinti e sculture provenienti dalla chiesa preesistente: nella parte sinistra del transetto troviamo una “Madonna del latte con S. Sebastiano e S. Giacomo” di scuola luinesca, una “Madonna in gloria con puttini” del Legnanino proveniente dall’oratorio dei SS. Cosma e Damiano, la “Predicazione di S. Pietro” di Luigi Conconi (1840), una “Deposizione” di Luigi Morgari e, infine, un frammento dell’affresco, sempre del Morgari, raffigurante la “Fuga in Egitto” (1898) e proveniente dalla tomba di mons. Castelletti, già parroco di Uboldo. A fianco dell’altare maggiore, in una cappellina appositamente ricavata da questo lato del transetto, si trova la statua della“Madonna del Rosario” , proveniente dall’oratorio dei SS. Cosma e Damiano, in legno di rovere, opera di Giacomo Lepora su disegno del Legnanino. Nella parte destra del transetto sono visibili un dipinto del Conconi raffigurante “Saulo folgorato sulla via di Damasco”; una“Crocifissione con due puttini che reggono il calice per raccogliere il sangue di Cristo”, di autore ignoto del XVIII sec.; una “Madonna delle rose”, sempre di autore ignoto, proveniente dall’oratorio dei SS. Cosma e Damiano; un affresco raffigurante S. Eurosia, strappato dallo stesso oratorio e, infine, due dipinti del Mazzolino raffiguranti una “Natività con pastori” e una “Natività con i re magi”, provenienti dalla vecchia parrocchiale. Notevole anche l’altare ligneo collocato davanti a quello maggiore, anch’esso proveniente dall’oratorio dei SS. Cosma e Damiano.

Di fronte alla Parrocchiale è posta la statua bronzea di Antonio Maria Ceriani.

Nei pressi, in via Carozzi, si trova la Cappellina del S. Crocifisso, voluta dal parroco don Luigi Malacrida nel 1891, fu terminata con l’apposizione di un crocifisso di legno, proveniente dalla Chiesa dei SS. Cosma e Damiano, a ricordo della “Missione” tenutasi nel 1900.

La Chiesa dei SS. Cosma e Damiano, che sorge nella via omonima, è testimoniata nel “Liber Notitiae Sanctorum Mediolani” sin dalla fine del XIII secolo, la dedicazione si spiega tenendo conto della funzione religiosa (tradizionalmente attribuita ai SS. Cosma e Damiano) di salvaguardia per la salute spirituale e fisica degli uomini, degli animali e della natura. Dal 1610, data di erezione dell’attuale oratorio, al 1786 esso fu concesso alla confraternita del S. Rosario. La nuova facciata fu costruita tra la fine del XVII e gli inizi del XVIII sec., le volte sono a crociera con velette. Tra le opere d’arte contenute ricordiamo: sulla parete di destra un quadro di autore ignoto raffigurante la “Madonna delle rose”, la sinopia di S. Eurosia (l’affresco strappato si trova nella Parrocchiale), e la prospettiva di un’abside opera dei quadraturisti Bizzozzero e Garzia; infine una “Madonna col Bambino, S. Antonio e S. Ausano” forse del Legnanino.

Due sono le cappelle della chiesa: a destra la Cappella Crivelli con affreschi del Legnanino e del Bizzozzero (XVII sec.) raffiguranti “Dio padre in gloria con angeli” e “S. Pietro martire da Verona”, ma di cui sono oggi visibili solo i due puttini; a sinistra la Cappella del S. Crocifisso, eretta nel 1693 e affrescata dal Borroni con le figure della “Maddalena” e di “S. Giuseppe con il Redentore”. Sulla volta a botte è ancora visibile un affresco del Legnanino raffigurante la “Madonna del Rosario in gloria con angeli”, dipinta nel 1691, mentre gli affreschi del presbiterio, eseguiti nel 1693 dal Legnanino e dal Bizzozzero, raffigurano, a sinistra, il “Martirio dei SS. Cosma e Damiano” e, a destra, il “Miracolo della gamba nera”. L’altare in marmi policromi di Viggiù risale al 1745.

Nel centro dell’abitato, in piazza S. Pietro, sorge il monumentale Palazzo Crivelli-Villani, con fastoso portale barocco, cortile colonnato, scalone, che rivela la sua origine gentilizia nonostante impropri interventi edilizi subiti nel corso del tempo. Del periodo medioevale si conservavano quattro torri (oggi ne rimane una sola in vicolo Crivelli, detta “del prigioniero”) che hanno portato a congetturare l’esistenza di una cinta murata, mentre secondo altre ipotesi sarebbero emergenze edilizie appartenenti a case nobiliari del periodo visconteo-sforzesco.

L’Oratorio di S. Maria del Soccorso, nella cascina omonima, si presenta a navata unica con soffitto ligneo cuspidato a capriate in vista. In fondo alla chiesa l’affresco dell’abside raffigura una “Madonna in trono con, ai lati, i SS. Sebastiano, Antonio, Cristoforo e Rocco” (tutti protettori dalla peste e dalle epidemie) attribuito a un ignoto Bernardino de Caravagis (senz’altro di scuola luinesca) in forza della firma e della datazione (1507) incise sotto il dipinto.

Nella vicina cascina Girola, attraversata dalle acque di una piccola roggia derivante dal Fontanile di S. Giacomo in Gerenzano, è dislocato l’Oratorio di S. Maria delle Grazie, il più recente tra gli edifici religiosi di Uboldo. Voluto dalla sig.ra Emilia Morandi, sorella di quell’ing. Giovanni Morandi che fu sindaco del paese ed è ricordato nella dedicazione dell’Asilo Infantile; il lascito è contenuto nel suo testamento datato 1901, ma fu effettivamente edificato e aperto al culto solo nel 1946, mentre il porticato ed il campanile furono aggiunti successivamente. L’interno è a navata unica con abside, e custodisce un notevole confessionale in noce del ‘700, sulla parete destra si trova un bel quadro ad olio raffigurante“Madonna in trono con Bambino, San Domenico e San Francesco”, opera di certo Sibella datato 1888.

L’Oratorio di S. Castriziano alla cascina Regosella con affreschi di autore ignoto, si trova al di là del torrente Bozzente; il committente fu il marchese Vismara nel 1543. La prima dedicazione era alla Madonna di Loreto cui subentrò, nel Settecento, quella a S. Castriziano. Le prime notizie dell’oratorio risalgono ad una visita pastorale di S. Carlo del 1570. Travagliate le vicende legate all’effettivo esercizio del culto, a causa della sua lontananza dalla parrocchiale: solo agli inizi del Seicento si decise di sottoporla a tutti gli effetti al parroco di Uboldo.

La Cappella del Lazzaretto, infine, fu costruita nel 1723 per volontà del priore Crivelli, a destra della strada che porta a Gerenzano, a ricordo dei morti nella peste del 1630. Importante l’affresco votivo dipinto nel 1730 dal Perego e raffigurante l’immagine della “Beata Vergine con i SS. Sebastiano e Rocco”, poi restaurato ad alterne riprese negli anni 1913, 1938 e 1978.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[4]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 641 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Albania 119 1,15%

Marocco 116 1,12%

Romania 110 1,07%

CulturaModifica

Palio di UboldoModifica

Uboldo è divisa in quattro contrade: Bell nel cui stemma vi è la chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo (colore giallo); Lazzarett, che sorge vicino alla vecchia cappella del Lazzaretto, che accoglieva gli ammalati di peste durante la grande epidemia del 600 (colore verde); San Cosma, che prende il nome dalla chiesetta dei Santi Cosma e Damiano, risalente al XIII secolo (colore bianco); Taron, che sorge sulla strada che collega Uboldo a Cerro Maggiore (colore rosso). Ogni anno, tra la prima e la seconda settimana di giugno, si svolge il Palio delle contrade. La manifestazione si è svolta dal 1975 al 1992, ma è poi stata interrotta fino al 2005 anno in cui è stato rifondato. La XXII edizione del Palio si è svolta dal 13 al 21 giugno 2009, e ha visto trionfare la contrada Lazzarett che ha conquistato il primo trofeo della nuova edizione (una contrada si aggiudica il trofeo dopo 3 vittorie, anche non consecutive). La XXIII edizione del Palio si è svolta dal 12 al 20 giugno 2010 e dopo una settimana intensa di giochi la contrada Lazzarett ha conquistato nuovamente la vittoria. La XXIV edizione del Palio si è svolta dall'11 giugno giorno di apertura delle competizioni con le sfilate in costume d'epoca al 19 giugno e anche per il 2011[5] La contrada Lazzarett vince. Durante tutta la settimana ogni serata è stata animata dalle quattro contrade affrontarsi in diversi giochi, sportivi, d'abilità e folcloristici. Nell'edizione 2013, esattamente come in quella 2012, trionfa la contrada Taron. La Contrada San Cosma ha vinto l'edizione 2014, 2015, 2016, invece l'edizione 2017 e 2018 è stata vinta dalla contrada Bell.[6]

Infrastrutture, trasporti e comunicazioniModifica

FerrovieModifica

Il comune di Uboldo non è direttamente servito da stazioni ferroviarie: l'impianto più vicino è la stazione di Saronno, gestita da Ferrovienord e servita dalla ferrovia Milano-Saronno.

Trasporti pubbliciModifica

Il comune di Uboldo è attraversato dalle autolinee Z113 Rho FS (linee S S5 e S6) - Lainate - Origgio - Uboldo - Saronno Ferrovienord (linee S S1 e S3) e Z112 Legnano (ospedale) - Rescaldina (dir. Rescalda) - Uboldo - Saronno Ferrovienord (linee S S1 e S3) gestori AirPullman e Movibus.

AmministrazioneModifica

Elenco dei sindaci del comune di Uboldo dal secondo dopoguerra

1950–1960 Tito Zaffaroni DC
1960–1970 Mario Giani DC
1970–1975 Mario Piazza DC
1975–1978 Natale Cattaneo DC
1978–1980 Carlo Caprera DC
1980–1990 Vittorio Greco DC-PSI-PSDI, poi DC-PSDI-PDS
1990–1993 Daniela Ceriani PRI-PSDI-PSI-PDS, poi PRI-DC-PSDI
1993 ? Commissario prefettizio
1993–2002 Roberto Ceriani Lega Nord
2002–2007 Mario Piazza Il Centrosinistra di Uboldo
2007 Lorenzo Guzzetti lista civica Uboldo al centro
2007–2009 Annunziato Vardè Commissario prefettizio
2009–2019 Lorenzo Guzzetti lista civica Uboldo al centro
2019– Luigi Clerici Centrodestra di Uboldo

NoteModifica

  1. ^ Elezioni Uboldo 2019 - VareseNews.it
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2018.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 675.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Notizie
  6. ^ Palio di Uboldo, tutto pronto per l'edizione numero 32, su VareseNews, 5 giugno 2019. URL consultato il 9 giugno 2019.

BibliografiaModifica

  • Alessandra Brambilla, Campione d'Italia. Santa Maria dei Ghirli, in Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa, Marco Tanzi (a cura di), «Il Rinascimento nelle terre ticinesi. Da Bramantino a Bernardino Luini. Itinerari», Officina Libraria, Milano 2010.

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