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PreistoriaModifica

Il flauto di Divje Babe, rinvenuto in una caverna del parco archeologico di Divje Babe presso Circhina, potrebbe essere il più antico strumento musicale conosciuto, ma il reale utilizzo del manufatto è ancora controverso. Si stima abbia un'età di circa 55.000 anni. 

Nel V secolo, con la crescita della diffusione del Cristianesimo in Carantania, furono introdotti gli inni liturgici (kyrie eleison), i primi canti piani a creare un legame tra i linguaggi delle persone.

Musica classicaModifica

MedioevoModifica

Durante l'epoca medievale, la musica profana era diffusa quanto quella sacra; c'erano ad esempio i Minnesanger, compositori simili ai Trovatori francesi. Jurij Slatkonja, compositore e direttore d'orchestra di Novo Mesto, in Carniola, divenne il direttore del coro dei Piccoli Cantori di Vienna nel 1498. Nel XVI secolo, con la Riforma Protestante, la musica veniva usata per fare proselitismo in Carniola. Venne pubblicato nel 1567 il primo inno sloveno, Eni Psalmi. Quel periodo vide l'ascesa dei musicisti del Rinascimento, di cui faceva parte Jacobus Gallus.[1]

La musica slovena fu molto influenzata da quella italiana, in special modo dalla musica religiosa, come quella di Antonio Tarsia di Capodistria, nell'oratorio e nell'opera. A Lubiana, fu rapperesentata una commedia nel 1660 e si tenne un'opera nel 1700 nel palazzo della famiglia Auersperg.

IlluminismoModifica

Nel 1701, il nobile Johann Berthold von Höffer (1667-1718), musicofilo e compositore di Lubiana, fondò l'Accademia Philharmonicorum Labacensis su modelli italiani[2]. Pochi anni dopo, nel 1709, fu fondata la filiale di Lubiana dell'Accademia dell'Arcadia romana. Oltre a Höffer, anche il vicario della cattedrale di Lubiana Mihael Omerza era noto per i suoi oratori e collaborò alla realizzazione scenica di Lusus Fortunae-Glucks-Spill- Sive Quiricus Genxae regis Filius Throno pulsus et receptus (1695)[3].

La prima grande opera slovena, Il Tamerlano, dell'abate Giuseppe Clemente de Bonomi, Maestro di Cappella [4], fu rappresentata nel 1732 nel palazzo del vice-reggente carniolano, il duca Francesco Antonio Sigifrido della Torre e Valassina.[5][6]

A partire dal 1768, arrivarono le compagnie teatrali tedesche e divennero molto popolari. La formazione del 1794 della Philharmonische Gesellschaft fu importante perché fu una delle prime orchestre del genere in Europa centrale.

XIX secoloModifica

Il XIX secolo vide la crescita di una sonorità classica distintamente slovena basata sul romanticismo, mentre la minoranza tedesca continuò a spingere per una più forte identità germanica. Il teatro dell'opera di Lubiana (1892) era condiviso da compagnie operistiche slovene e tedesche.

Tra i compositori di Lieder sloveni troviamo Emil Adamič (1877-1936), Fran Gerbič (1840-1917), Alojz Geržinič (1915-2008), Benjamin Ipavec (1829-1908), Davorin Jenko (1835-1914), Anton Lajovic (1878-1960), Kamilo Mašek (1831-1859), Josip Pavčič (1870-1949), Zorko Prelovec (1887-1939) e Lucijan Marija Škerjanc (1900-1973).

XX secoloModifica

All'inizio del XX secolo, l'impressionismo si diffuse in tutta la Slovenia.

Tra i più celebri compositori sloveni degli anni Venti, spicca l'espressionista Marij Kogoj (1892–1956), pupillo di Arnold Schönberg e autore di Crne maske ("Maschere nere")[7] e il modernista Slavko Osterc (1895–1941)[8].

La musica classica d'avanguardia è nata in Slovenia negli anni '60, in gran parte grazie al lavoro di Uroš Krek, Dane Škerl, Primož Ramovš e Ivo Petrić, che ha diretto anche l'Ensemble Slavko Osterc. Jakob Jež, Darijan Božič, Lojze Lebič e Vinko Globokar hanno da allora composto opere durature, in particolare L'Armonia di Globokar. Negli anni '50, Bozidar Kantuser era il più progressista di tutti, con la forza della sua atonalità.

Nell'epoca contemporaneaModifica

Tra i compositori di musica classica contemporanea figurano Uroš Rojko, Tomaž Svete, Brina Jež-Brezavšček e Aldo Kumar. La Sonata z igro 12 di Kumar è un notevole insieme di variazioni su scala cromatica ascendente.

OperaModifica

Il Teatro dell'Opera di Lubiana funge da teatro nazionale dell'opera e del balletto.

Musica da filmModifica

Bojan Adamič è stato il compositore di colonne sonore di 170 film (1912 - 1995).[9]

Musica folkModifica

Stile vocaleModifica

Il canto armonico rurale è una tradizione profondamente radicata in Slovenia, ed è un canto almeno in tre parti (quattro voci), mentre in alcune regioni raggiunge le otto parti (nove voci). "Slovenian folk songs, thus, usually resounds soft and harmonious, and are very seldom in minor."

StrumentiModifica

La musica popolare slovena viene eseguita con l'armonica della Stiria (il tipo più antico di fisarmonica), il violino, il clarinetto, le cetre da tavolo, il flauto e dalle bande di ottoni di tipo alpino. Nella Slovenia orientale, le bande di violino e cembalo sono chiamate velike goslarije. La musica tradizionale slovena include vari tipi di strumenti musicali tra cui:

I revivalisti di musica folk includono Volk Volk, Kurja Koža, Marko Banda, Katica, Bogdana Herman, Ljoba Jenčeva, Vruja, Tredici Pest, Šavrinske pupe en ragacone, Musicante Istriani e Tolovaj Mataj.

Uno dei migliori suonatori di fisarmonica diatonica sloveni è Nejc Pačnik che ha vinto due volte il campionato mondiale di fisarmonica, nel 2009 e nel 2015.

Musica countryModifica

Dal 1952 in poi, il quintetto di Slavko Avsenik iniziò a esibirsi in trasmissioni, film e concerti in tutta la Germania occidentale, inventando il suono originale "Oberkrainer" che è diventato il principale veicolo dell'espressione musicale etnica non solo in Slovenia, ma anche in Germania, Austria, Svizzera, e nel Benelux, generando centinaia di orchestre alpine nel processo. Il quintetto ha prodotto quasi mille composizioni originali, parte integrante dell'eredità della polka slovena. La composizione strumentale più popolare di Avsenik è la polka intitolata "Na Golici" (in sloveno), o "Trompetenecho" (in tedesco) e "Trumpet Echoes" (in inglese). La musica di Oberkrainer, che l'Avsenik Ensemble ha reso popolare, è sempre un forte candidato per i premi di musica country (folk) in Slovenia e Austria. Slavko e suo fratello, Vilko, sono generalmente considerati i pionieri della musica popolare slovena, avendo consolidato il suo stile negli anni '50.

Molti musicisti hanno seguito le orme di Avsenik, uno dei più famosi è Lojze Slak.

Festival della canzone slovenaModifica

Grande importanza hanno il festival della canzone slovena (in sloveno: Slovenska popevka) e le Melodie del Mare e del Sole (in sloveno: Melodije morja in sonca), nella cultura slovena, in modo simile al Festival di Sanremo nella cultura italiana.

Popular musicModifica

Musica contemporaneaModifica

Tra i musicisti pop, rock, industrial e indie più popolari in Slovenia, troviamo i Laibach, un gruppo di musica industriale dei primi anni '80 e, più recentemente, il gruppo sloveno pop a cappella Perpetuum Jazzile.

Musica pop, rock, metal e indieModifica

Con oltre 15 milioni di visualizzazioni per il video ufficiale a cappella "Africa" dalla sua pubblicazione su YouTube nel maggio 2009 fino a settembre 2013, che ha fatto guadagnare loro i complimenti del co-autore della canzone, David Paich, Perpetuum Jazzile è il gruppo sloveno più ascoltato online a livello internazionale. Altre band popolari, in gran parte sconosciute al di fuori del paese, includono Tabu, Društvo Mrtvih Pesnikov (pop-rock), Siddharta, Rok 'n' Band, Pop Design, Terrafolk, Leaf Fat (screamo), Šank Rock, Big Foot Mama, Yogurt, Dan D, Zablujena generacija, Katalena, Devil Doll (rock sperimentale), Negligence, Chateau, Čuki, Zaklonišče Prepeva, Psycho-Path, Dekadent (black metal) e Buldožer (rock progressivo). La band deathcore Within Destruction ha pubblicato due album full-length e ha partecipato a diversi tour europei. Il gruppo ha sede a Jesenice.

CantautoriModifica

Tra i cantautori sloveni del secondo dopoguerra troviamo Frane Milčinski (1914-1988), Tomaž Pengov il cui album del 1973 Odpotovanja è considerato il primo cantautorale nell'ex Jugoslavia, Tomaž Domicelj, Marko Brecelj, Andrej Šifrer, Eva Sršen, Neca Falk e Jani Kovačič. Dopo il 1990, anche, Adi Smolar, Iztok Mlakar, Vita Mavrič, Vlado Kreslin, Zoran Predin, Peter Lovšin e Magnifico, divennero popolari in Slovenia.

World musicModifica

La band di Bratko Bibič, Begnagrad, degli anni '70 è considerata una delle influenze dirette sulla moderna world music. Lo stile unico di Bibič nel suonare la fisarmonica, spesso da solo, senza accompagnamento, lo ha reso anche una star da solista.

Punk rockModifica

La Slovenia è stato il centro del punk rock nella Jugoslavia di Tito. I rappresentanti più famosi di questo genere furono i gruppi Pankrti, Niet, Lublanski Psi, Čao Pičke, Via Ofenziva, Tožibabe e Otroci Socializma.

Techno e tech-houseModifica

La Slovenia ha anche prodotto due famosi DJ: DJ Umek e Valentino Kanzyani. Specializzandosi in un tipo frenetico di techno e tech-house, la coppia ha co-fondato l'etichetta Recycled Loops e ha avuto molte pubblicazioni popolari su etichette come Novamute, Primate, Intec e Bassethound Records.

Neue Slowenische KunstModifica

Il Neue Slowenische Kunst (una frase tedesca che significa "Nuova arte slovena"), abbreviato NSK, è un controverso collettivo di arte politica che si è annunciato in Slovenia nel 1984, quando la Slovenia faceva parte della Jugoslavia. Il nome "Neue Slowenische Kunst", essendo tedesco, è compatibile con un tema nelle opere di NSK: il rapporto complicato che gli sloveni hanno avuto con i tedeschi. Il nome dell'ala musicale della NSK, Laibach, è anche il nome tedesco della capitale slovena Lubiana, cosa che creò polemiche attraverso il ricordo dell'occupazione nazista della Slovenia durante la seconda guerra mondiale.

ComponentiModifica
 
Laibach al wRacku Festiwal 2010

Il membro più noto del NSK è il gruppo musicale Laibach. Altri gruppi membri del NSK includono IRWIN (visual art), Noordung (teatro; originariamente chiamato Scipion Nasice Sisters Theatre, noto anche come Red Pilot), New Collective Studio (grafica; noto anche come New Collectivism), Retrovision (film e video), e il Dipartimento di Filosofia Pura e Applicata. I gruppi fondatori del NSK erano Laibach, IRWIN e Scipion Našice Sisters Theater.

CaratteristicheModifica

L'arte NSK spesso attinge a simboli tratti da movimenti totalitari o estremisti nazionalisti, spesso riappropriandosi del kitsch totalitario in uno stile visivo che ricorda il Dadaismo. Gli artisti del NSK accostano spesso simboli di ideologie politiche diverse (e spesso incompatibili). Ad esempio, un poster del 1987 progettato dal NSK ha causato uno scandalo vincendo un concorso per la celebrazione della Giornata della Gioventù jugoslava. Il manifesto si appropriò di un dipinto dell'artista nazista Richard Klein, che sostituiva la bandiera della Germania nazista con la bandiera jugoslava e l'aquila tedesca con una colomba.

Sia IRWIN che Laibach sono enfatici sul fatto che il loro lavoro sia collettivo piuttosto che individuale. Le canzoni e gli arrangiamenti originali di Laibach sono sempre attribuiti collettivamente al gruppo; i singoli artisti non sono nominati nelle copertine dei loro album; a un certo punto, c'erano anche due gruppi Laibach separati in tour contemporaneamente, entrambi con membri del gruppo originale. Allo stesso modo, gli artisti IRWIN non firmano mai il loro lavoro individualmente; sono, invece, "firmati" con un timbro o un certificato che indica l'approvazione come opera del collettivo IRWIN.

L'NSK è stato oggetto di un documentario del 1996 scritto e diretto da Michael Benson, intitolato Prerokbe Ognja in sloveno, o Predictions of Fire in inglese. Tra gli intervistati nel film c'è l'intellettuale sloveno Slavoj Žižek.

Lo Stato del NSKModifica

Dal 1991, il NSK ha affermato di costituire uno stato, affermazione simile a quella delle micronazioni. Rilasciano passaporti, hanno presentato spettacoli del loro lavoro sotto le spoglie di un'ambasciata o addirittura di un territorio del loro supposto stato, e mantengono consolati in diverse città tra cui Umago, in Croazia. Il NSK ha anche emesso francobolli. Laibach, nel 2006, registrò (alcuni potrebbero dire "remixato") l'inno nazionale di stato del NSK sull'LP "Volk". L'"inno" adotta la sua melodia da un'altra canzone di Laibach, "The Great Seal". La versione di Laibach dell'inno di NSK include una voce computerizzata che recita un estratto del famoso discorso di Winston Churchill "We shall fight them on the beaches/We shall never surrender". La voce computerizzata è chiaramente riconoscibile come quella del sintetizzatore vocale Macintalk, integrato in Mac OS, e utilizza la voce preimpostata Ralph.

I passaporti NSK sono un progetto artistico e in quanto tali non sono validi per viaggiare. Tuttavia, molte persone disperate sono cadute in una truffa in cui sono stati rilasciati un passaporto NSK. La maggior parte di queste truffe è originaria della Nigeria e dell'Egitto.

LaibachModifica

Laibach [laɪbax] è un gruppo sloveno di musica d'avanguardia fortemente associato al nazismo, alla marziale e agli stili musicali neo-classici e marziali. Laibach si è formato l'1 giugno 1980 a Trbovlje, in Slovenia (poi Jugoslavia). Laibach rappresenta l'ala musicale del collettivo artistico Neue Slowenische Kunst (NSK), di cui è stato membro fondatore nel 1984. Il nome "Laibach" è il nome tedesco della capitale slovena, Lubiana.

NoteModifica

  1. ^ Oto Luthar, The land between: a history of Slovenia, Peter Lang Pub Inc, 2013, ISBN 978-3631628775.
  2. ^ (EN) George J. Buelow, A History of Baroque Music, Indiana University Press, 2004, p. 436, 701, ISBN 0253343658. URL consultato il 13 febbraio 2018.
  3. ^ (FR) Dragotin Cvetko, Histoire de la musique Slovène, Tiskarna Ljudske Pravice, 1967, p. 127. URL consultato il 13 febbraio 2018.
  4. ^ (SL) Dragotin Cvetko, Academia Philharmonicorum Labacensis, Cankarjeva založba, 1962. URL consultato il 13 febbraio 2018.
  5. ^ Vlado Kotnik, 2010, Peter Lang AG, ISBN 978-3631596289.
  6. ^ Melania Bucciarelli, Italian Opera in Central Europe: Volume 1: Institutions and Ceremonies, Berliner Wissenschafts-Verlag, 2006, p. 64, ISBN 978-3830503811.
  7. ^ (EN) Robert P. Morgan, Modern Times, Springer, 2 novembre 1993, ISBN 9781349112913. URL consultato il 13 febbraio 2018.
  8. ^ Steve Fallon, Slovenia, EDT srl, 2010, p. 43, ISBN 9788860406033. URL consultato il 13 febbraio 2018.
  9. ^ (sl Inglese) Skladateljske sledi po letu 1900: Composers' Traces After 1900 (PDF), 2ª ed., Society of Slovene Composers, 2005, pp. 6–7, ISBN 961-91080-2-7 (archiviato dall'url originale il 20 maggio 2006). Lingua sconosciuta: sl Inglese (aiuto)

BibliografiaModifica

  • Burton, Kim. "The Sound of Austro-Slavs". 2000. In Broughton, Simon and Ellingham, Mark with McConnachie, James and Duane, Orla (Ed.), World Music, Vol. 1: Africa, Europe and the Middle East, pp 277–278. Rough Guides Ltd, Penguin Books. ISBN 1-85828-636-0
  • Klemenčič, Ivan, Slovenski godalni kvartet. Ljubljana, Musicological Annual XXIV, 1988.

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Categoria:Musica in Slovenia