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Valentano
comune
Valentano – Stemma Valentano – Bandiera
Valentano – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
ProvinciaProvincia di Viterbo-Stemma.png Viterbo
Amministrazione
SindacoStefano Bigiotti (lista civica Cambia Valentano) dal 10-6-2018
Territorio
Coordinate42°33′55″N 11°49′37″E / 42.565278°N 11.826944°E42.565278; 11.826944 (Valentano)Coordinate: 42°33′55″N 11°49′37″E / 42.565278°N 11.826944°E42.565278; 11.826944 (Valentano)
Altitudine538 m s.l.m.
Superficie43,5 km²
Abitanti2 835[1] (30-11-2018)
Densità65,17 ab./km²
FrazioniFelceti, Villa Fontane
Comuni confinantiCapodimonte, Cellere, Farnese, Gradoli, Ischia di Castro, Latera, Piansano, Pitigliano (GR)
Altre informazioni
Cod. postale01018
Prefisso0761
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT056053
Cod. catastaleL569
TargaVT
Cl. sismicazona 2B (sismicità media)
Cl. climaticazona E, 2 375 GG[2]
Nome abitantivalentanesi
Patronosan Giovanni apostolo ed evangelista
Giorno festivo27 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Valentano
Valentano
Valentano – Mappa
Posizione del comune di Valentano nella provincia di Viterbo
Sito istituzionale

Valentano è un comune italiano di 2 835 abitanti della provincia di Viterbo. Il paese, dalla tipica architettura medievale con edifici tufacei, dista dal capoluogo circa 33 km.

Indice

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Valentano, collocato a 538 m s.l.m. a sud-ovest del Lago di Bolsena e contornato dalle vette degli Appennini, il Monte Amiata e i Monti Cimini, sorge su di un colle della catena dei Volsini, a piedi del Monte Starnina. Il suo territorio, di 43 km² circa, ha tutte le caratteristiche di un luogo "alto, ventoso e freddo", dall'aria "soavissima, buona e delicata", tanto decantata fin dai secoli passati.

Nel territorio comunale si trova il lago di Mezzano.

ClimaModifica

 
Diagramma di Bagnouls-Gaussen
 
Diagramma di Mitrakos

FitoclimatologiaModifica

Secondo la Carta Fitoclimatologica del Lazio[3], la zona ricade all'interno della regione mesaxerica (sottoregione ipomesaxerica) nella 6ª unità fitoclimatica, con termotipo collinare inferiore/superiore e ombrotipo subumido superiore/umido inferiore.

La vegetazione forestale prevalente è data essenzialmente da cerreti, querceti misti e castagneti. Potenzialità per faggeti termofili e lembi di bosco misto con sclerofile e caducifoglie su affioramenti litoidi.

Alberi guida (bosco): Quercus cerris, Q. petraea, Q. pubescens, Carpinus betulus, Castanea sativa, Acer campestre, A. monspessulanum, Tilia plathyphyllos, Sorbus terminalis, S. domestica, Corylus avellanea, Mespilus germanica, Prunus avium, Arbutus unedo.
Arbusti guida (mantello e cespuglietti): Cytisus scoparius, Cornus sanguinea, C. mas, Coronilla emerus, Prunus spinosa, Rosa arvensis, Lonicera caprifolium, Crataegus monogyna, Colutea arborescens.

Secondo la classificazione del Pavari (1916)[4], di ampio uso nel settore forestale, la zona fa parte della zona fitoclimatica del Castanetum, sotto-zona calda di 2º tipo con siccità estiva.

Origini del nomeModifica

Sono state fatte molte ipotesi sull'origine del toponimo, alcune delle quali legate all'identificazione dell'antica città etrusca di Verentum. Un'altra ipotesi è che Leone IX decise di far costruire due castelli intorno al Lago di Bolsena: uno in Val di Lago e l'altro in una valle ricca di alberi di Ontano, che veniva appunto chiamata Valle Ontana. Un'altra ipotesi piuttosto plausibile deriverebbe da un certo Valente, possidente signore che in antichità doveva risiedere in questa zona. Il suffisso -ano significa spesso "proprietà di", da cui Valente-ano, proprietà di Valente[5].

 
Valentano, vista dal Monte Starnina

StoriaModifica

Periodo preistoricoModifica

Il territorio di Valentano è stato abitato fin dal Paleolitico superiore. I più importanti ritrovamenti preistorici sono quelli dei villaggi palafitticoli di sponda dell'età del bronzo posti nel Lago di Mezzano, il piccolo lago vulcanico che gli storici identificano con il Lacus Statoniensis descritto da Seneca nelle Naturales Quaestiones e da Plinio il Vecchio nel trattato Naturalis Historia. I reperti recuperati nel lago nelle campagne archeologiche dal 1973 a oggi hanno rivelato l'esistenza di una comunità che praticava l'allevamento, la coltivazione, la caccia ed era produttrice di utensili domestici e da lavoro, in pietra, in bronzo e in ceramica. I materiali recuperati nel piccolo lago sono esposti nelle sale del Museo della Preistoria della Rocca Farnese di Valentano. Altre testimonianze preistoriche provengono dai siti del Vallone, di Monte Saliette, di Monte Starnina. I Poggi del Mulino recano una testimonianza di frequentazione che dal Palelotico giunge fino al Bronzo recente.

Periodo etrusco-romanoModifica

Le presenze etrusche nel territorio di Valentano sono testimoniate in alcuni luoghi come Spinetto, Vallone, Santa Lucia e il più importante tra questi è il Monte Becco, situato nei pressi del Lago di Mezzano. In ogni caso si rinvengono solo poche tracce della presenza etrusca, anche se la tradizione vorrebbe che il paese derivi da "Verentum", una città mai identificata. Si conservano invece cospicui resti della civiltà romana, come strade (diverticolo della Via Clodia), ville rustiche e, da segnalare, un maestoso tronco marmoreo di Giove finito nel museo Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen.

Alto MedioevoModifica

Il primo manoscritto con un riferimento al paese nella sua denominazione attuale, è dell'813 (Regesto di Farfa) mentre "Balentanu" appare in altri documenti dell'Abbazia di San Salvatore sul Monte Amiata, a partire dall'844. Si registra la presenza del castello diruto di Mezzano nell'827 e del villaggio di Villa delle Fontane nell'839. Qui sorse poi una sede Templare con la sua Chiesa dedicata a Santa Maria del Tempio.

Il Rinascimento - La famiglia FarneseModifica

Dal 1354 il paese è posto sotto la signoria dei Farnese, che hanno lasciato molte tracce indelebili, monumenti insigni come la Rocca con il Castello e le numerose Chiese.

 
Porta San Martino

La famiglia Farnese si stabilì definitivamente a Valentano dopo che il Cardinale Albornoz concesse loro la Rocca, che fu trasformata velocemente da castello difensivo a dimora residenziale. I Farnese avevano una nomina rinomata nel borgo e, a distanza di secoli, il popolo Valentanese li ricorda ancora per i lavori urbanistici effettuati nel primo ventennio del XVI.

Fra i personaggi rilevanti che hanno abitato a Valentano, vanno ricordati Alessandro Farnese, poi divenuto papa Paolo III e sua sorella Giulia, detta "la bella", nonché Angelo Farnese e Pier Luigi Farnese. Vi nacquero il "gran Cardinale" Alessandro, i duchi Ottavio e Orazio, il cardinal Ranuccio e Vittoria duchessa di Urbino. Nel 1537, Paolo III costituì per Pier Luigi e i suoi eredi il ducato di Castro e Ronciglione e, quindi dal 1545, quello di Parma e Piacenza.

A Valentano, dal 1592 il poeta veneziano Antonio Ongaro fu al servizio e sotto la protezione di Mario Farnese, e proprio in questo paese l'Ongaro trovò la morte in seguito.

Le numerose vertenze che videro in campo i Farnese e la Camera Apostolica si conclusero con la guerra di Castro del 1649, con la distruzione della città di Castro, capitale del ducato, Valentano divenne il centro amministrativo del Castrense e vi venne trasferito l'archivio storico. La diocesi fu trasferita ad Acquapendente.

 
La Rocca Farnese, vista dai giardini

Lo Stato PontificioModifica

Gli avvenimenti dei secoli seguenti registrano l'abbandono del paese da parte dei Farnese e, nel 1731 la Rocca Farnese fu trasformata in un monastero di clausura fino al 1930. È rimasta la suggestiva "scala santa", affrescata con scene della Passione che hanno ricoperto gli affreschi d'epoca farnesiana. Durante l'età risorgimentale, liberali e i democratici valentanesi sono presenti nell'Associazione Castrense del 1848 e poi nella Lega dei Comuni del 1860. I liberali valentanesi si opponevano al potere temporale dei papi e auspicavano, nello spirito risorgimentale, l'unione dell'Italia tutta. Sede di una guarnigione di Zuavi pontifici, il paese registrò nel 1867 l'arrivo e gli scontri con i garibaldini di Giuseppe Baldini e di Riccardo Bousquet.[6] Ma ormai il 1870 era alle porte e mentre si festeggiava la presa di Roma gli Zuavi incendiavano, nella piazza principale del paese, quasi tutte le carte dell'archivio storico del Comune di cui rimangono comunque preziose e insostituibili testimonianze, unitamente alle carte amministrative della distrutta città di Castro.

Storia modernaModifica

Fin dalla fine del XIX secolo il paese registrò una forte emigrazione verso le Americhe e furono molti i soldati che parteciparono alla Prima guerra mondiale contando anche numerosi caduti (66). Al termine del conflitto una parte della vecchia toponomastica urbana fu sostituita con i nomi dei luoghi e degli eroi della Grande Guerra italiana. La Seconda guerra mondiale causò morti al fronte e attraversò il territorio nel giugno 1944 provocando la morte di civili alla cui memoria, nel giugno 2004, è stata apposta una targa commemorativa in via Trento e Trieste, nello stesso luogo del "Portonaccio" di Palazzo Vitozzi, ove cadde il colpo di artiglieria tedesca che causò la morte di sette civili che vi avevano trovato rifugio.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

  • Chiesa Collegiata di San Giovanni Apostolo ed Evangelista
Costruzione del XII sec. è collocata a Piazza della Vittoria, vicino alla Rocca Farnese.
  • Chiesa di Santa Maria
Costruita intorno al XV sec. è posta a metà della via principale del paese (Corso Giacomo Matteotti). Al suo interno è custodito un importante affresco della Madonna della Rosa. Vi aveva sede il ramo femminile della Confraternita dei flagellanti.
  • Chiesa di Santa Croce
Situata fuori dalle antiche mura cittadine, la chiesa conserva un interessante affresco della Vergine con Bambino e due flagellanti in abito confraternale. ln antico era titolata anche dei Battenti (Verberatorum), più propriamente del Gonfalone della Santa Croce.
  • Chiesa della Madonna del Monte
Sorge sulla sommità del Montenero, fu restaurata nel 1986.
  • Santuario della Madonna della Salute
Consacrato con il nome "Santa Maria della Salute" fu fondato da Francesco Portici verso il 1470.
  • Chiesa dell'Annunziata a Villa Fontane
Sita in località Villa Fontane, questa chiesa fu edificata intorno al 1930. L'edificio appartenne originariamente ai Templari, perciò ai Cavalieri di Malta.
 
Il palazzo comunale di notte

Architetture civiliModifica

  • Palazzo Comunale (Municipio)
Di architettura Rinascimentale ma con rifacimento nel corso del XVIII secolo. All'interno del portico sono situati gli stemmi di Valentano (fine XV secolo), di Martino V Colonna, della famiglia Farnese, la targa a Giuseppe Garibaldi. Nel 1919 vi fu collocata la targa in marmo con i nomi dei militi valentanesi Caduti nella Grande Guerra il cui epitaffio fu composto dal letterato Fausto Salvatori.
  • Porta Magenta
Su disegno del Vignola, viene più comunemente chiamata "La porta del Mascherone" a causa della faccia con la lingua di fuori scolpita sulla sua sommità.
  • Palazzo monumentale dei Vitozzi
Situato lungo Via Trento e Trieste, si presenta strutturato con finestre incorniciate in pietra vulcanica, sulla facciata vi è lo stemma della famiglia e sugli architravi è inciso il nome di colui che lo costruì: il sacerdote Joannes Vitotius.
  • Palazzo Cruciani
Dove nacque il matematico Paolo Ruffini, si trova in Via Carlo Alberto.
  • Terrazza panoramica di San Martino

Aree naturaliModifica

Appartiene al sito di importanza comunitaria (SIC) "Lago di Mezzano - IT6010012"

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[7]

 

Tradizioni e folcloreModifica

  • Fiera del cedro: Istituita nel 1461 da Pier Luigi Farnese, è una fiera dedicata ai prodotti locali e a tutti i generi di merci. Viene svolta la terza domenica di maggio e il lunedì successivo.
  • Festa del Solco dritto della Madonna dell'Assunta - 14/15 agosto: Si tratta di un rito di ringraziamento del raccolto e propiziatorio sulle nuove semine. La comunità affida al "Signore della festa" l'onere di scegliere i più abili bifolchi per guidare l'aratro con i buoi, ora con il trattore. La tiratura solco dritto avviene all'alba del 14 agosto nella Piana di Valentano per una lunghezza di 5 km circa. La tradizione vuole che più il solco è dritto tanto più il raccolto della nuova stagione agricola sarà abbondante.

CulturaModifica

 
Busto del matematico Paolo Ruffini, nato a Valentano il 22 settembre 1765, conservato nella Biblioteca Comunale

IstruzioneModifica

ScuoleModifica

  • Scuola Materna Statale
  • Scuola Elementare Statale - Istituto Comprensivo "Paolo Ruffini"
  • Scuola Media Statale

MuseiModifica

CucinaModifica

EconomiaModifica

TurismoModifica

I villeggianti sono molti, specialmente nei mesi estivi, proprio per questo suo essere un luogo collinare tra "lago e mare". E non a caso la Regione Lazio ha compreso Valentano fra i centri a prevalente economia turistica.

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

Valentano, tramite la Strada Provinciale 47 Lamone , è collegata a Ischia di Castro.

AmministrazioneModifica

Nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Viterbo, Valentano passò dalla provincia di Roma a quella di Viterbo.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
marzo 1946 agosto 1946 Ernesto Catena Sindaco
agosto 1946 maggio 1948 Serafino Andreoli Sindaco
agosto 1948 giugno 1951 Felice Bonasera Sindaco
giugno 1951 aprile 1953 Angelo Natali Sindaco
aprile 1953 maggio 1956 Vincenzo Mario Cruciani Sindaco
giugno 1956 novembre 1960 Felice Cappelletti Sindaco
novembre 1960 dicembre 1964 Annibale Pagnanelli Sindaco
dicembre 1964 giugno 1970 Annibale Pagnanelli (2º m.) Sindaco
giugno 1970 giugno 1975 Guglielmo Cruciani Sindaco
giugno 1975 ottobre 1977 Michele Lombardi Sindaco
novembre 1977 giugno 1978 Salvatore Santo Comm. pref.
giugno 1978 luglio 1983 Raffaele Saraconi Sindaco
luglio 1983 giugno 1988 Raffaele Saraconi (2º m.) Sindaco
giugno 1988 giugno 1993 Raffaele Saraconi (3º m.) Sindaco
giugno 1993 aprile 1997 Angelo Biagini Sindaco
aprile 1997 agosto 2000 Vincenzo Colantuoni Romagnoli Sindaco
agosto 2000 maggio 2001 Nicoletta Ambrosini Comm. pref.
maggio 2001 maggio 2006 Raffaela Saraconi Sindaco
maggio 2006 18 marzo 2011 Raffaela Saraconi (2º m.) Sindaco
18 marzo 2011 16 maggio 2011 Antonio Oriolo Comm. pref.
16 maggio 2011 5 giugno 2016 Francesco Pacchiarelli Sindaco
5 giugno 2016 21 luglio 2017 Francesco Pacchiarelli (2° m.) Sindaco
21 luglio 2017 10 giugno 2018 Salvatore Grillo Comm. pref.
10 giugno 2018 in carica Stefano Bigiotti Sindaco
 
Largo Haltwhistle e St Méen-Le Grand - Valentano

GemellaggiModifica

Altre informazioni amministrativeModifica

SportModifica

CalcioModifica

La principale squadra di calcio della città è S.S.D. Valentano che milita nel girone A laziale di Prima Categoria.

CuriositàModifica

  • Il giorno di Sant'Agata (5 febbraio) del 1254 si infuocò una trave proveniente da Porta Magenta. Si racconta che tale trave si spense soltanto con l'acqua del Lago di Bolsena.
  • Si racconta che quando il Vignola svolgeva i lavori per Porta Magenta, intorno a lui si riunirono un gruppo di curiosi che intralciavano i lavori. A lungo andare, stanco di quel continuo vociferare, decise di vendicarsi scolpendo una faccia con la lingua di fuori che simboleggia la "lingua lunga" del popolo Valentanese.
  • Nel 1657, anno in cui scoppiò la peste nel Viterbese, soltanto il paese di Valentano rimase indenne. Si racconta che "l'uccellino della peste" si sia fermato ai confini del paese (precisamente fra il Santuario della Madonna della Salute e la Stradina). Qui la popolazione di Valentano ha eretto una piccola nicchia in cui è raffigurata la Madonna con il bambino in braccio e un uccellino sotto il suo piede.
  • Pier Luigi Farnese fu assassinato da un'arma bianca, gettato dal balcone e lasciato in balia degli agenti atmosferici e degli animali per alcuni giorni. Quando a Valentano tira vento di Ponente, si racconta che l'anima di costui giri attorno alla Rocca Farnese e ululando si lamenta in cerca di pace.
  • Nel 1868 la Torre del Castello Farnese era adibita come prigione, qui vi fu rinchiuso un soldato delle truppe Zuave al quale era consentito di suonare il proprio tamburello. Si racconta che nella notte si sentano i suoi passi e il tamburello che suona.
  • Per un breve periodo di tempo, una parte della Rocca Farnese fu trasformato per ospitare il Monastero delle Suore Domenicane.

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2018.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Blasi, Carlo. 1994. “Fitoclimatologia Del Lazio.” Fitosociologia 27: 151–75.
  4. ^ Pavari, A. 1916. “Carta Delle Zone Climatico Forestali.” Firenze..
  5. ^ Bonafede Mancini, "Non è l'Ontano l'albero nello Stemma antico di Valentano" in "la Loggetta" n. 93, a. XVII, 2012, pp. 63-64.
  6. ^ B. Mancini,La campagna garibaldina del 1867 nelle comunità di Valentano e di Onano, in: La campagna garibaldina del 1867 nelle comunità dell'alto viterbese, Annulli Editori, 2018, pp. 55-77.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

BibliografiaModifica

  • Romualdo Luzi, La tiratura del solco dritto nel Ferragosto verentano. Nota introduttiva di Alfonso M. di Nola, Roma, 1980.
  • Bonafede Mancini, Romualdo Luzi, Valentano. Luoghi e tempi del sacro, Valentano, Gruppo Archeologico Verentum, 1995.
  • Il Museo della preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese di Valentano, Collana I musei del Lazio e il loro territorio/13, di Romualdo Luzi, Patrizia Petitti et al., Roma, De Rosa editore, 2004, ISBN 88-7369-069-6.
  • Donatella Manzoli, ONGARO, Antonio, in Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 79, 2013.
  • Valentano democratica. I sindaci dal 1946 al 1997, L'ambiente locale / a cura del Comune di Valentano - Biblioteca - Servizi culturali, 1998.
  • Bonafede Mancini, "Committenze artistiche e devozione. Le confraternite di Valentano in età moderna", in "Biblioteca e Società" a. XIX, Viterbo, 2000.
  • Bonafede Mancini, "Non è l'Ontano l'albero nello Stemma antico di Valentano" in "la Loggetta" n. 93, a. XVII,2012, pp. 63–64.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • valentano.org sito dedicato alla storia del territorio e delle sue tradizioni
  • valentano.net, con due webcam e i dati della stazione meteo
Controllo di autoritàVIAF (EN149655014 · GND (DE7529058-3
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