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Vittoria Colonna de Cabrera

Vittoria Colonna
Vittoria Colonna Enriquez, contessa di Modica.jpg
Busto rappresentante la contessa Vittoria Colonna Enriquez de Cabrera (Vittoria)
Contessa consorte e reggente di Modica
Stemma
In carica 1596-1600 e 1601-1617
Nome completo Vittoria Colonna Enriquez de Cabrera
Nascita Marino, 10 dicembre 1558
Morte Medina de Rioseco, 4 gennaio 1633
Sepoltura Basilica di San Giovanni Battista (Vittoria)
Dinastia Colonna
Padre Marcantonio II Colonna
Madre Felicia Orsini
Coniuge Ludovico III Enriquez de Cabrera
Figli Anna, Felicia, Giovanni Alfonso
Religione Cattolicesimo

Vittoria Colonna, coniugata Enriquez de Cabrera (Marino, 10 dicembre 1558Medina de Rioseco, 4 gennaio 1633), è stata contessa consorte e reggente di Modica, duchessa di Medina de Rioseco.

BiografiaModifica

Vittoria, era figlia di Marcantonio II Colonna, viceré di Sicilia dal 1577 al 1584, e di Felicia Orsini. Nacque nel palazzo Colonna, in Marino, dove trascorse l'infanzia e la prima giovinezza. Per un accordo del fratello cardinale Ascanio sposò per procura, il 31 dicembre 1586, Ludovico III Enriquez de Cabrera, Almirante di Castiglia e duca di Medina de Rioseco. Il marito divenne conte di Modica nel 1596. La coppia ebbe sei figli, dei quali solo i seguenti tre sopravvissero:[1]

  • Anna (1589), sposò Francesco de la Cueva;
  • Felicia (1594), il cui coniuge fu Francesco Gomez De Sandoval;
  • Giovanni Alfonso (1596), ebbe come moglie Luisa d'Uzeda, scelta da sua madre.

La contea di Modica era il più grande stato feudale del regno di Sicilia: ebbe una lunga durata, dal 1282 al 1812, sotto l'amministrazione dei Mosca, dei Chiaramonte, dei Cabrera, degli Enriquez, degli Alvarez de Toledo e degli Stuart y Silva. Dopo l'emanazione delle leggi eversive della feudalità (1812), il titolo dei conte di Modica è tuttora detenuto dai discendenti degli Stuart y Silva.

Morto nel 1600 il consorte, Vittoria assunse la reggenza della contea di Modica in nome e per conto del figlio minorenne Juan Alfonso Enriquez de Cabrera, che amministrò con fermezza, ma, suo malgrado, si trovò a dover fronteggiare gravi difficoltà economiche. Infatti il marito Ludovico III aveva contratto una notevole mole di debiti soprattutto a causa delle spese di rappresentanza affrontate per il matrimonio di Filippo III, re di Spagna, con Margherita d'Austria-Stiria nel 1599. La contessa ricoprì l'incarico di dama di compagnia della regina a Madrid. In Sicilia risiedette specialmente nel castello di Modica e in quello di Vittoria da lei fatto costruire.[2]

Vittoria Colonna decise così di richiedere al monarca spagnolo la concessione di un privilegio regio per la fondazione di un nuovo insediamento, che le avrebbe consentito di risollevare le sorti del patrimonio familiare. La richiesta venne accolta, e l'atto sovrano, concesso il 31 dicembre 1606 a Madrid, dispose la riedificazione dell'antica Camarina. La nuova città sorse con il nome di Vittoria (oggi in provincia di Ragusa) in onore della sua fondatrice, il 24 aprile del 1607, che vi fece trasferire diversi nuclei familiari per aumentare lo sfruttamento agricolo della parte occidentale della contea modicana.[3][4]

Raggiunta la maggiore età del figlio nel 1617, questi diventerà conte di Modica, quindi viceré di Sicilia (1641) e viceré di Napoli (1644, fino al febbraio del 1646). Vittoria Colonna si ritirò in seguito in Spagna, dove dimorò tra Madrid e Medina de Rioseco. Dopo questa decisione si hanno pochissime notizie sulle vicende che la condussero alla morte avvenuta nel 1633. Venne sepolta nella chiesa di San Francesco di Medina de Rioseco all'interno della cappella di famiglia, in cui erano tumulati il marito e l'ultima contessa di Modica Anna de Cabrera (ancora oggi è possibile vedere la lapide funeraria con gli stemmi inquartati Colonna-Enriquez de Cabrera).[5][6]

La città di Vittoria ha intitolato il proprio teatro comunale neoclassico, inaugurato nel 1863, alla contessa Vittoria Colonna, ed ha ottenuto nel 1990 il trasferimento delle sue spoglie in città, nella barocca basilica di San Giovanni Battista.[7]

NoteModifica

  1. ^ Monello, pp. 225 e seg.
  2. ^ Monello, pp. 105 e seg.
  3. ^ Monello, pp. 185 e seg.
  4. ^ in Barone
  5. ^ in Solarino
  6. ^ Monello, p. 232
  7. ^ Monello, p. 233

BibliografiaModifica

  • Giovanni Barone, Vittoria, IBIS, Palermo 1963
  • Paolo Monello, Vittoria Colonna Enriquez e i suoi tempi, Utopia Edizioni, Chiaramonte Gulfi, 1990
  • Raffaele Solarino, La Contea di Modica, Paolino Editrice, Ragusa, 1982

Voci correlateModifica