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Vittoria (Italia)

comune italiano
Vittoria
comune
Vittoria – Stemma Vittoria – Bandiera
Vittoria – Veduta
Piazza del Popolo
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
ProvinciaProvincia di Ragusa-Stemma.png Ragusa
Amministrazione
SindacoFilippo Dispenza
Giancarlo Dionisi
Gaetano D'Erba (Commissari straordinari[1]) dal 31-07-2018
Territorio
Coordinate36°57′N 14°32′E / 36.95°N 14.533333°E36.95; 14.533333 (Vittoria)Coordinate: 36°57′N 14°32′E / 36.95°N 14.533333°E36.95; 14.533333 (Vittoria)
Altitudine168 m s.l.m.
Superficie182,48 km²
Abitanti63 810[2] (30-06-2019)
Densità349,68 ab./km²
FrazioniScoglitti
Comuni confinantiAcate, Chiaramonte Gulfi, Comiso, Ragusa, Mazzarrone (CT)
Altre informazioni
Cod. postale97019
Prefisso0932
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT088012
Cod. catastaleM088
TargaRG
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona C, 965 GG[3]
Nome abitantiVittoriesi
PatronoSanta Rosalia (antica patrona) e san Giovanni Battista
Giorno festivoPrima domenica del mese di Luglio
PIL procapite(nominale) € 6.610
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vittoria
Vittoria
Vittoria – Mappa
Posizione del comune di Vittoria nel libero consorzio comunale di Ragusa
Sito istituzionale
Veduta della chiesa di san Giovanni Battista e di piazza Ricca

Vittoria è un comune italiano di 63 810 abitanti del Libero consorzio comunale di Ragusa in Sicilia. È, dopo il capoluogo, il comune più popolato di tutto il ragusano, piazzandosi al nono posto in Sicilia e al novantasettesimo in Italia. Fondata nel 1607, Vittoria è la città più giovane del libero consorzio comunale, e pertanto presenta una moderna struttura a scacchiera con strade larghe e rettilinee. Vittoria si trova a pochi chilometri dall'aeroporto di Comiso.

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Il suo territorio si sviluppa sulla piana di Vittoria, affacciata sul Canale di Sicilia, anticamente detta "Plaga Mesopotamica Sicula", poiché delimitata da due fiumi: l'Ippari e il Dirillo.[4] La città fu fondata su una pianura molto fertile nota come Contrada Boscopiano.

A Sud della città si sviluppa la "Riserva naturale Pino d'Aleppo", lungo il fiume Ippari, fino alla foce. Le coste che si affacciano sul mare sono basse e sabbiose e raramente articolate da scogli. Il punto più alto, anche se scarsamente montuoso, è il monte Calvo (250 metri).

Per quanto riguarda i confini amministrativi, Vittoria è sita fra i comuni di Acate e Ragusa, mentre nella parte collinare confina con i comuni di Comiso e Chiaramonte Gulfi.

Dista 27 km da Ragusa; 108 km da Siracusa; 131 km da Catania e 117 km da Caltanissetta. Ha un'altitudine di 168 metri s.l.m. e ha una superficie di 182,48 km².

ClimaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Vittoria.

Il clima è quello Mediterraneo. La sua scarsa altitudine ne determina delle temperature medie più calde rispetto a quelle che si registrano sul resto del territorio dei monti Iblei. La temperatura media più fredda si registra nel mese di gennaio mentre i mesi più caldi sono luglio ed agosto.

StoriaModifica

Nella valle del fiume Ippari si notano tracce di insediamenti preistorici risalenti all'età del bronzo. Alla foce dell'omonimo fiume e attorno alla costa si trovano le rovine di Kamarina, città greca colonia della dorica Siracusa risalente al VI secolo a.C.[5]

La città fu fondata ufficialmente il 24 aprile del 1607 dalla contessa Vittoria Colonna Henriquez-Cabrera. Morto il marito Luigi III, Almirante di Castiglia, duca di Medina de Rioseco e conte di Modica, la contessa si trovò a dover fronteggiare gravi difficoltà economiche provocate dalle spese di rappresentanza inconsulte cui Luigi III si era dato nella circostanza del matrimonio di Filippo III, re di Spagna, con Margherita d'Austria nel 1599. Vittoria Colonna decise di richiedere al re di Spagna la concessione di un privilegio regio per la fondazione di un nuovo insediamento, che le avrebbe consentito di risollevare le sorti del patrimonio familiare. La zona prescelta fu quella di Boscopiano[5] (Bosco Plano), ove tra l'altro alcune famiglie, come i Baroni Carfì, vivevano già nel 1583 in contrada Boscopiano e Serra Rovetto.

La richiesta venne accolta, ed il privilegio regio, concesso dal re Filippo III il 31 dicembre 1606 a Madrid, dispose la riedificazione dell'antica Kamarina con il nome di Vittoria, in onore della sua fondatrice. Il nucleo cittadino sorse attorno al castello e alla chiesa Madre; dopo il terremoto del 1693 fu ampliato e continua ad espandersi tuttora. Dalla sua fondazione fino all'abolizione della feudalità nel 1812, la città fece parte della Contea di Modica. Vittoria registrò un notevole sviluppo economico e demografico, attirando le popolazioni delle località vicine. Successivamente restò nell'ambito del Circondario di Modica (fino al 1926), suddivisione della neo-provincia di Siracusa, per passare infine alla Provincia di Ragusa.[6]

Dal 1638 Vittoria cominciò ad essere chiamata "Università", con lo stesso valore dell’odierno "Comune" o "Municipio".

SimboliModifica

Lo stemma o simbolo di Vittoria rappresenta un'aquila nera con ali in posizione di riposo con una corona baronale sulla testa, che porta tra gli artigli un festone, su cui c'è scritto "Victoria pulchra civitas post Camerinam" (Vittoria città bella dopo Kamarina). Sul petto dell'aquila è raffigurata una torre, simbolo della famiglia Henriquez Cabrera. In seguito al grande sviluppo del vigneto nell'Ottocento, fra gli artigli dell'aquila apparvero dei rigogliosi grappoli d'uva, a significare la vocazione vinicola della città. Tutto lo stemma è su campo azzurro e, sullo stesso, vi è una corona a 5 torri di “Città”.[7]

Tale stemma si può trovare anche nella basilica di San Giovanni Battista e al teatro Vittoria Colonna.

MonumentiModifica

 
Palazzo Traina in via Rosario Cancellieri

Data la modernità della città, questa ha meno monumenti artistici di altre città della provincia. Si distingue, tuttavia, per la varietà degli stili che caratterizzano alcuni edifici. Infatti Vittoria è ricca di testimonianze dello stile Liberty e Art déco, introdotto dal grande architetto palermitano Ernesto Basile. I palazzi e le case in stile Liberty qui presentano strutture sobrie ed eleganti con sporgenti balconate, balaustre dalla ricca e raffinata decorazione, portali sormontati da fregi con motivi floreali, impreziositi di particolari plastico-decorativi di raro equilibrio compositivo.[8]

Nel cuore del centro storico della città troviamo il castello "Colonna Henriquez", costruito nel marzo 1607, sede, dapprima, della contea di Modica, poi carcere, infine oggi Museo civico polivalente. Nei pressi della villa comunale troviamo la "Fontana del Garì", detta anche "Fonte Garibaldi". Realizzata nel 1822 dai Frati cappuccini, come abbeveratoio per animali e successivamente anche per i cittadini. Realizzata in pietra di Comiso in stile neoclassico, per volontà di Rosario Cancellieri, nel 1879, fu arricchita da cinque teste di leoni in bronzo e ghisa, dai quali sgorga l'acqua[9]. In piazza "Sei Martiri della Libertà" troviamo un tempietto di forma circolare detto il "Calvario", costruito nel 1859; esso ospita una cappella adornata da affreschi e costituita da ben otto colonne nella parte superiore, le quali reggono una trabeazione circolare chiusa da una cupoletta. Ogni anno vi si svolge la sacra funzione del Venerdì Santo.

Le chiese che si trovano a Vittoria sono:

Teatro comunale Vittoria ColonnaModifica

 
Teatro Comunale Vittoria Colonna

Situato nella centrale Piazza del Popolo, il Teatro comunale Vittoria Colonna fu progettato nel 1863 dall'architetto Giuseppe Di Bartolo Morselli e fu intitolato alla fondatrice della città. Di stile neoclassico, presenta sulla facciata due ordini di colonne, una inferiore nell'ingresso (tuscanico) e l'altra sulla loggia superiore (ionico). Tutte le sculture che decorano il prospetto sono di Corrado Leone, artista non molto noto. È possibile ammirare nella parte alta del prospetto due statue raffiguranti Apollo e Diana in mezzo a una natura morta di strumenti e animali; mentre nei due estremi della facciata superiore all'interno di due nicchie le statue raffiguranti Fauno e Danza. Sempre nella parte superiore sono presenti sopra le finestre 7 medaglioni con i mezzi busti di musicisti, letterati e personaggi storici (Bellini, Alfieri, Vittoria Colonna ecc.)[10]. L'interno ha una forma a ferro di cavallo con quattro ordini di palchi, ed è dotato di circa 380 posti[11]. Il pittore vittoriese Giuseppe Mazzone ne ha curato la decorazione interna (volta, soffitto del vestibolo) con degli affreschi raffiguranti grandi compositori e letterati. Sulla volta è rappresentata la danza intrecciata di amorini e uno svolazzo di trine; le figure ruotano attorno al rosone centrale. Nel 2005 è stato dichiarato "Monumento Portatore di una cultura di Pace" da parte dell'UNESCO. Oggi il teatro è sede di continui appuntamenti come saggi, spettacoli teatrali, musical e concerti.

Basilica di San Giovanni BattistaModifica

 
Basilica di San Giovanni Battista
 Lo stesso argomento in dettaglio: Basilica di San Giovanni Battista (Vittoria).

La chiesa madre, ubicata nel centro storico della città, in piazza Ferdinando Ricca, è una chiesa a croce latina, a tre navate di colonne corinzie, ricostruita tra il 1695 e il 1706, dopo il terremoto del 1693.

Chiesa Santa Maria delle GrazieModifica

 
Chiesa Madonna delle Grazie

Sorge a fianco del Teatro Comunale, affacciandosi sulla Piazza del Popolo. La costruzione della Chiesa cominciò nell'anno 1612 ad opera dei monaci dell'Ordine dei Frati Minori ed i lavori furono ultimati nel 1619. La Chiesa e il Convento delle Grazie rimasero danneggiati dal terremoto del 1693 e la ricostruzione nelle forme attuali fu completata nel 1754. Contiene opere d'arte. Ha una sola navata e l'altare reca al centro un grande quadro che raffigura la Madonna della Grazia di artisti caravaggeschi. Notevoli i quattro dipinti ovali con le figure della Charitas, della Fides, della Spes e dell'Obedientia. Sono molti i quadri che ornano la chiesa fra cui il "Miracolo del pane" di Sant' Antonio, recentemente restaurato, "l'Addolorata" e "Sant'Agata in carcere e in catene".

CulturaModifica

MuseiModifica

  • Museo Italo Ungherese
  • Museo diocesano di arte sacra "mons. Federico La China"
  • Museo civico polivalente Virgilio Lavore
  • Museo della civiltà contadina
  • Polimuseo "A. Zarino"

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[12]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2018 la popolazione straniera residente era di 7.192 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania 2.758

Tunisia 2.276

Lingue e dialettiModifica

Oltre alla lingua ufficiale italiana, a Vittoria si parla la lingua siciliana nella sua variante metafonetica sud-orientale. La ricchezza di influenze del siciliano, appartenente alla famiglia delle lingue romanze e classificato nel gruppo meridionale estremo, deriva dalla posizione geografica dell'isola, la cui centralità nel mar Mediterraneo ne ha fatto terra di conquista di numerosi popoli gravitanti nell'area mediterranea.

Tradizioni e folcloreModifica

 
Distribuzione del gruppo siciliano

La festività di San Giovanni BattistaModifica

La principale festività della città è la festa del patrono San Giovanni Battista, che si svolge a partire dal 23 giugno per poi concludersi la prima domenica di luglio. A Vittori, il culto di San Giovanni Battista si è sviluppato in seguito al terremoto del 1693: prima di questo, la compatrona era Santa Rosalia, dal 1624.

Come molte città del sud-est siciliano, Vittoria affonda le sue origini prima del terremoto. Il borgo, non era arrivato neanche all'altezza dell'odierna Piazza del Popolo, quindi la chiesa e il convento delle Grazie erano ancora in periferia. Dopo più di 80 anni dalla fondazione, il terremoto, che fece solo poche vittime a Vittoria, fece pensare al popolo che un Santo li avesse protetti. Così, secondo una leggenda, nell'urna in cui si misero i nomi di tutti Santi che si veneravano lì, il nome di S. Giovanni Battista uscì tre volte.

Sono così due le feste dedicate al santo patrono: la prima si svolge l'11 gennaio di ogni anno per ricordare il sisma del 1693, la seconda - quella più sentita - si svolge tra la fine di giugno e la prima settimana di luglio, e la prima domenica del mese di luglio è dunque il giorno festivo della città.

La notte del 23 giugno segna l'inizio delle cerimonie con il tradizionale Viagghiu a San Ciuvanni, che parte da tre paesi vicini: Comiso, Acate e Scoglitti. Si compie un pellegrinaggio che da questi paesi arriva fino alla Basilica, dove si celebra la Messa dell'alba alle ore 4.30. A questa seguono altre celebrazioni fino a Mezzogiorno. I festeggiamenti continuano fino al primo sabato di luglio, quando nel pomeriggio ci sono la tradizionale sfilata del carretto siciliano e la Cena, un'asta dei doni offerti dalle famiglie, dagli artigiani, dai pasticcieri e dai produttori vitivinicoli e ortofrutticoli della città. Segue la Notte Bianca, durante la quale le attività commerciali del centro storico restano aperte fino a tarda notte e si esibiscono artisti e cantanti locali e nazionali. La mattina seguente, il paese si risveglia con lo sparo di mortaretti e nel pomeriggio arriva l'Uscita e la processione, che dura fino a tarda notte. A terminare i festeggiamenti ci pensa il tradizionale Ioucu i fuocu, lo spettacolo pirotecnico.

EconomiaModifica

Economicamente, il territorio di Vittoria è uno dei più interessanti della Sicilia.

È il comune della provincia con reddito medio pro capite più basso (€ 6.610) dopo Acate, ed è il terzo con la percentuale più bassa di dichiaranti IRPEF (57,7%).[13]

Settore primarioModifica

L'attività principale continua ad essere quella agricola; molto diffusa è la coltura in serra, in cui si coltivano maggiormente pomodoro, ciliegino, melanzane, peperoni, e zucchine. Vittoria è un grosso centro di produzione ortofrutticola, di vini e di olio, che continuano ad alimentare la produzione e il commercio. Famoso è il Cerasuolo, vino tipico vittoriese DOCG.

Rilevante è anche la floricoltura, che alimenta l'apposito "mercato dei fiori"; in cui il fiore in assoluto più prodotto risulta essere il garofano.

Inoltre, per quanto riguarda l'allevamento, si ha una discreta produzione di ovini e bovini. La pesca è sviluppata grazie al porto peschereccio di Scoglitti.

Settore secondarioModifica

Le attività industriali sono per la maggior parte quelle di trasformazione legate all'agricoltura; e quella metallurgica.

Settore terziarioModifica

Per lo smercio dei prodotti locali, come uva, olio e ortaggi, a Vittoria è stato edificato il più grande mercato ortofrutticolo d'Italia.[14] Vi sono inoltre diverse agenzie di trasporto. Il turismo si avvale soprattutto nelle aree costiere, come Scoglitti.

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

FerrovieModifica

PortiModifica

  • La frazione di Scoglitti risulta dotata di un porto peschereccio attrezzato anche per la nautica da diporto. Altri porti vicini sono quelli di Pozzallo e Marina di Ragusa.

AeroportiModifica

Mobilità urbanaModifica

Sono presenti due linee (linea 2 e 4) di servizio urbano entrambe con capolinea alla stazione F.S.[15]

AmministrazioneModifica

La numerazione dei sindaci della città di Vittoria ha inizio per convenzione dal 1818, anno dal quale si hanno notizie certe su tutti i primi cittadini.

1614-1946[16]Modifica

Il secreto (o segreto) veniva nominato dalla Corte del Patrimonio della Contea (una sorta di giunta provinciale che amministrava la Contea in nome dei Conti) per l’amministrazione dei beni e dei redditi (in gabelle e censi) del Conte; poteva disporre delle entrate in denaro per l’esecuzione di opera di riparazione di mulini, case, magazzini, previo apposito bando di gara. Aveva piena giurisdizione nei confronti dei gabelloti (appaltatori delle gabelle, cioè tasse su vari generi) e dei vassalli debitori di tributi o di censi nei confronti del Conte proprietario. Nelle sue decisioni veniva assistito da un maestro notaio.

Nome Mandato Partito Carica
Inizio Fine
Secreti (1614-1734)
Paolo Custureri 1614 1619 Secreto
Antonio Indovina 1620 1621 Secreto
Antonio Galofaro 1621 1622 Secreto
Angelo Carfì 1629 1630 Enfiteuta
Francesco Brancato 1630 N/A Secreto
Giombattista Indovina 1633 N/A Secreto
Antonio Custureri 1640 1641 Secreto
Vincenzo Grignone 1641 N/A Secreto
Pietro Puy 1643 N/A Secreto
Francesco Brancato 1646 1647 Secreto
Filippo Di Marco 1647 N/A Secreto
Isidoro Occhipinti 1652 N/A Secreto
Vito Lo Jacono 1658 1659 Secreto
Gabriele Crespo y Alarcon 1666 1667 Secreto
Francesco Di Marco 1667 N/A Secreto
Francesco Marangio 1671 1673 Secreto
Filippo Di Marco 1676 1679 Secreto
Marcello Catania 1688 1689 Secreto
Giacomo Ottaviano 1690 1691 Secreto
Antonino Custureri 1691 1691 Secreto
Marcello Catania 1691 1692 Secreto
Isidoro Occhipinti 1704 1706 Secreto
Sindaci di nomina regia (1734-1889)
  Francesco Maria La China 1747 1748 Sindaco
  Antonio Terlato 1763 N/A Sindaco
  Francesco La China jr. 1766 1766 Sindaco
  Giuseppe Mazza 1766 N/A Sindaco
  Salvatore Benvissuto 1813 N/A Notaio municipale
1   Filippo Neri 1818 1819 Sindaco
2   Francesco Porcelli 1819 1821 Sindaco
3   Giovanni Scrofani 1821 1822 Sindaco
(2)   Francesco Porcelli 1823 1825 Sindaco
4   Gregorio Camilleri 1826 1827 Sindaco
5   Emanuele Sarri 1828 1832 Sindaco
6   Franco Scrofani 1833 1841 Sindaco
7   Gaetano Leni Spadafora 1842 1846 Sindaco
8   Gaetano Mazza 1846 1848 Sindaco
(10) Giovanni Leni Spadafora 1848 1848 Comitato Rivoluzionario Presidente del Comitato Rivoluzionario
9   Antonino Lio 1848 1849 Comitato Rivoluzionario Sindaco
(8)   Gaetano Mazza aprile 1849 1850 Sindaco
(6)   Franco Scrofani 1850 1853 Sindaco
10   Giovanni Leni Spadafora 1853 1856 Sindaco
(9)   Antonino Lio 30 giugno 1860 marzo 1861 Presidente del Consiglio Civico
11   Francesco Salesio Scrofani marzo 1861 1868 Sindaco
12   Giombattista Jacono 1868 1874 Sindaco
(10)   Giovanni Leni Spadafora 1876 1878 Sindaco
13   Rosario Cancellieri 1879 1882 Sinistra storica Sindaco
14   Gioacchino Jacono Jacono 1883 1884 Sindaco
15   Giombattista Carfì Pavia 1886 1887 Sindaco
Sindaci eletti dal Consiglio Comunale (1889-1927)
16 N/A Giombattista Jacono Jacono 1889 1890 Sindaco
17 N/A Giovanni Porcelli Mazza 1890 1892 Sindaco
18 N/A Francesco Leni Spadafora 1892 1895 Sindaco
19 N/A Salvatore Carfì Jacono 1895 1903 Sindaco
20 N/A Giuseppe Giudice Porcelli 1903 1907 Sindaco
(19) N/A Salvatore Carfì Jacono 1907 1911 Sindaco
21 N/A Cesare Giordano 1911 1912 Sindaco
22 N/A Gioacchino Giudice 1912 1914 Sindaco
23 N/A Emanuele Lucchesi 1914 maggio 1920 Sindaco
N/A Ferdinando Jacono maggio 1920 novembre 1920 Prosindaco
N/A Salvatore Molè novembre 1920 marzo 1921 Prosindaco
  Marcello Spagna marzo 1921 1923 Commissario regio
24 N/A Salvatore Gucciardello 1923 1924 Sindaco
25 N/A Salvatore Ricca 1924 1925 Sindaco
Luigi Daga 1925 1925 Commissario prefettizio
26 N/A Salvatore Scrofani 1925 1927 Sindaco
Podestà e commissari prefettizi (1927-1943)
1 Gioacchino Calì 1927 1928 Podestà
Enrico Nicolao 1928 1929 Commissario prefettizio
Antonio Brunelli 1929 1929 Commissario prefettizio
Giovanni Cricchio 1929 1930 Commissario prefettizio
2 Michele Maltese 1930 1933 Podestà
Lucio Giudice Bennardo 1933 1934 Commissario prefettizio
Giuseppe Lucchesi 1934 1934 Commissario prefettizio
Lucio Giudice Bennardo 1934 1934 Commissario prefettizio
Giuseppe Lucchesi 1934 1935 Commissario prefettizio
3 Sebastiano Secolo 1935 1936 Podestà
Giovanni Santapà 1936 1942 Commissario prefettizio
4 Podestà
5 Raffaele Di Giacomo 1942 9 settembre 1943 Podestà
27 Sindaco
Dopoguerra (1943-1946)
Salvatore Molè 10 settembre 1943 7 dicembre 1943 Commissario prefettizio
28 Sindaco (nominato dagli alleati)
Giovanni Corica 8 dicembre 1943 8 febbraio 1944 Commissario prefettizio
29 Giovanni Fotì 9 febbraio 1944 21 novembre 1944 Sindaco (nominato dagli alleati)
Stefano Russo 25 novembre 1944 14 gennaio 1945 Commissario prefettizio
Vittorio La Rocca 15 gennaio 1945 26 gennaio 1945 Commissario prefettizio
30 Giombattista Omobono 27 gennaio 1945 10 agosto 1946 Sindaco (nominato dagli alleati)
Salvatore Vaccaio 11 agosto 1946 novembre 1946 Commissario prefettizio

Dal 1946[17]Modifica

Nome Mandato Partito Coalizione
Inizio Fine
(30) Giombattista Omobono 7 dicembre 1946 luglio 1947 Partito Comunista Italiano
31 Filippo Traina 16 agosto 1947 marzo 1950 Partito Comunista Italiano
Ferdinando Colombo marzo 1950 16 giugno 1952 Commissario prefettizio
(31) Filippo Traina 16 giugno 1952 1956 Partito Comunista Italiano
32 Antonio Noto 1956 15 ottobre 1959 Concentrazione Popolare
33 Ubaldo Balloni 15 ottobre 1959 ottobre 1963 Partito Comunista Italiano
34 Giuseppe Caruano novembre 1963 febbraio 1964 Partito Comunista Italiano
35 Salvatore Battaglia 16 dicembre 1964 7 marzo 1967 Partito Socialista Italiano
36 Giuseppe Arena 20 marzo 1967 8 settembre 1967 Partito Socialista Italiano
(35) Salvatore Battaglia 8 settembre 1967 11 gennaio 1971 Partito Socialista Italiano
37 Giovanni Cafiso 11 gennaio 1971 10 ottobre 1972 Partito Socialista Italiano
(35) Salvatore Battaglia 12 ottobre 1972 15 giugno 1975 Partito Socialista Italiano
38 Giovanni Lucifora 15 giugno 1972 16 febbraio 1978 Partito Comunista Italiano
39 Francesco Aiello 16 febbraio 1978 9 aprile 1981 Partito Comunista Italiano
40 Rosario Iacono 9 aprile 1981 31 dicembre 1983 Partito Comunista Italiano
41 Paolo Monello 3 gennaio 1984 14 luglio 1987 Partito Comunista Italiano
42 Salvatore Garofalo 14 luglio 1987 15 ottobre 1988 Partito Comunista Italiano
(39) Francesco Aiello 15 agosto 1988 23 gennaio 1989 Partito Comunista Italiano
43 Vincenzo Cilia 23 gennaio 1989 30 luglio 1991 Partito Comunista Italiano
(41) Paolo Monello 30 luglio 1991 13 giugno 1992 Partito Democratico della Sinistra
Giuseppe Scalia 13 giugno 1992 7 dicembre 1993 Commissario prefettizio
(38) Giovanni Lucifora 7 dicembre 1993 7 dicembre 1994 Partito Democratico della Sinistra
(42) Salvatore Garofalo 7 dicembre 1994 17 maggio 1995 Indipendente di Centro-Sinistra
(39) Francesco Aiello 17 maggio 1995 26 ottobre 2005 Democratici di Sinistra Centro-Sinistra

(DS - DL - Mov.Eur.Lib.Crist. - Civiche)

Salvatore Campo 26 ottobre 2005 12 giugno 2006 Commissario prefettizio
44 Giuseppe Nicosia 12 giugno 2006 15 giugno 2011 Indipendente di Centro-Sinistra Centro-Sinistra

(DS - DL - RnP - PRC)

15 giugno 2011 21 giugno 2016 Partito Democratico Centro-Sinistra

(PD - DS - Civiche)

45 Giovanni Moscato 21 giugno 2016 31 luglio 2018 Indipendente di Centro-Destra Civiche
Filippo Dispenza 31 luglio 2018 in carica Commissario prefettizio

GemellaggiModifica

NoteModifica

  1. ^ [www.ragusah24.it/2018/07/31/comune-vittoria-nominati-commissari Comune di Vittoria, nominati 3 commissari]. URL consultato il 7 luglio 2019.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2019
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Kōkalos, Volume 12, 1966, pp. 12, 32.
  5. ^ a b La storia di Scoglitti e di Vittoria, su scoglitti.it. URL consultato il 30 ottobre 2018.
  6. ^ Vittoria: comune della provincia di Ragusa dalla curiosa storia moderna, su siciliafan.it. URL consultato il 30 ottobre 2018.
  7. ^ VITTORIA - EAST SICILY, su eastsicily.com. URL consultato il 24 ottobre 2018.
  8. ^ Lo stile Liberty-Vittoria, su virtualsicily.it. URL consultato il 24 ottobre 2018.
  9. ^ / Fontana del Garì Archiviato il 3 marzo 2016 in Internet Archive.
  10. ^ / Teatro comunale Vittoria Colonna Archiviato il 14 aprile 2012 in Internet Archive.
  11. ^ Teatro comunale Vittoria Colonna
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ Statistiche Vittoria, su www.comuni-italiani.it. URL consultato il 9 maggio 2018.
  14. ^ I pomodorini più buoni d'Italia nelle cassette della mafia, su espresso.repubblica.it. URL consultato il 23 settembre 2015.
  15. ^ Orari sul sito del comune di Vittoria Archiviato il 15 febbraio 2006 in Internet Archive.
  16. ^ Amministratori fino al 1946, su Comune di Vittoria. URL consultato il 16 ottobre 2019.
  17. ^ Sindaci dopo il 1946 - Comune di Vittoria, in Comune di Vittoria. URL consultato il 17 giugno 2018.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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