Alberto Grimaldi

produttore cinematografico italiano

Alberto Grimaldi (Napoli, 28 marzo 1925Miami, 23 gennaio 2021) è stato un produttore cinematografico italiano.

BiografiaModifica

Laureato in giurisprudenza, avvocato, la sua carriera di produttore iniziò con il filone dello Spaghetti-western, prima di produrre film d'autore girati da grandi registi come Sergio Leone, Federico Fellini, Gillo Pontecorvo, Pier Paolo Pasolini, Bernardo Bertolucci e Martin Scorsese (per il suo Gangs of New York è stato candidato all'Oscar al miglior film).

I suoi film furono distribuiti a livello internazionale dalla United Artists.

Nato a Napoli, Alberto Grimaldi crebbe, cresciuto dalla madre, Elena, nel quartiere del Vomero. Suo padre, Pasquale, avvocato, era morto quando il figlio aveva tre anni. Alberto si formò presso il liceo Antonio Genovesi e successivamente conseguì la laurea in giurisprudenza, fondando il proprio studio legale dopo due anni di formazione. Imparò a conoscere l'attività cinematografica da alcuni dei suoi primi clienti, che erano distributori regionali. "Nel mio caso, la produzione di film è iniziata quasi come un hobby" disse. Fondò una società di produzione, la PEA (Produzioni Europee Associati), nel 1962, ottenendo già quell'anno il suo primo credito come produttore per L'ombra di Zorro. Colpito dall’originalità di Per un pugno di dollari (1964) di Sergio Leone, uno dei primi esempi di Spaghetti-western, Grimaldi colse l’occasione per offrire al regista un accordo redditizio (50% dei profitti del film) per realizzare un seguito, Per qualche dollaro in più (1965). Collaborarono ancora una volta, insieme alle star di quel film, Clint Eastwood e Lee van Cleef, per Il buono, il brutto, il cattivo (1966). Il suo rapporto con Fellini iniziò invece quando propose al regista di collaborare con l’episodio Toby Dammit a Tre passi nel delirio (1968), lungometraggio che comprende tre adattamenti di storie di Edgar Allan Poe (coinvolgendo anche altri registi - Roger Vadim e Louis Malle). Successivamente produsse Fellini Satyricon (1969) e Il Casanova di Federico Fellini (1976). Il regista fu coinvolto nella produzione finale di PEA, Ginger e Fred (1986), commedia agrodolce sui problematici anni dell’affermarsi della TV italiana più aggressiva e commerciale.

Paradossalmente, considerando che aveva iniziato la sua carriera come avvocato, Grimaldi dovette dedicare molto il tempo a processi in tribunale, difendendo i film che aveva sviluppato e finanziato; come nel caso di Ultimo tango a Parigi (1972) di Bernardo Bertolucci e nello spietato studio di Pasolini sul fascismo, Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975). Ben otto fra i suoi film finirono sotto l’azione censoria dei pubblici ministeri italiani del tempo che ripetutamente accusarono Grimaldi di offendere la pubblica decenza. Dopo una battaglia legale di tre anni su Ultimo Tango a Parigi, sottoposto a sequestro perché "osceno e privo di contenuto artistico”, Grimaldi ottenne la sospensione della pena (inflitta per "aver contribuito a produrre uno spettacolo osceno”) nel 1976, insieme al regista e ai protagonisti del film. Il film è rimasto comunque vietato in Italia fino alla revisione del visto censorio nel 1987. Durante il processo iniziale nel 1973, contemporaneamente Grimaldi stava difendendosi dalle accuse di oscenità mosse contro l'adattamento di Pasolini de il Decameron e de I racconti di Canterbury (film) (1972). Ancora niente in confronto a ciò che lo attendeva per Salò. Le complicate questioni legali incentrate proprio su quel film iniziarono in Italia poche settimane dopo l'omicidio di Pasolini (nel novembre 1975) e continuarono per diversi anni, nonostante che il film nel frattempo venisse proiettato e acclamato all'estero. Grimaldi subì diversi processi “per oscenità e corruzione di minori” e nel 1976 fu decretato il sequestro della pellicola, che scomparve dagli schermi prima di poter essere rimessa in circolazione nel 1978.[1]

Nel 2009 il Centro sperimentale di cinematografia ha pubblicato un libro intitolato Alberto Grimaldi. L'arte di produrre, scritto da Paola Savino, in cui si ripercorre la carriera del produttore napoletano.

Nel 2015 alla 72ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia vince il Leone d'oro per il restauro di Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pier Paolo Pasolini.

FilmografiaModifica

RiconoscimentiModifica

OscarModifica

BAFTAModifica

  • 2003 - Candidatura come produttore del miglior film per Gangs of New York
  • 1987 - Candidatura come produttore del miglior film per Ginger e Fred

Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici ItalianiModifica

  • 1970 miglior produttore

NoteModifica

  1. ^ Salò o le 120 giornate di Sodoma, in Enciclopedia del cinema, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2003-2004.

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Collegamenti esterniModifica

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