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Alfredo Mantovano

politico e magistrato italiano
Alfredo Mantovano

Sottosegretario di Stato del Ministero dell'Interno
Durata mandato 11 giugno 2001 –
17 maggio 2006
Presidente Silvio Berlusconi

Durata mandato 12 maggio 2008 –
16 novembre 2011
Presidente Silvio Berlusconi

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XIII, XIV, XVI Legislatura
Gruppo
parlamentare
Il Popolo della Libertà
Circoscrizione XXI Puglia
Sito istituzionale

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XV Legislatura
Gruppo
parlamentare
AN
Circoscrizione Puglia
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico AN (1997-2009)
PdL (2009-2013)
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Magistrato

Alfredo Mantovano (Lecce, 14 gennaio 1958) è un politico e magistrato italiano.

Indice

BiografiaModifica

Nato a Lecce il 14 gennaio 1958, si laurea in giurisprudenza all'Università La Sapienza di Roma nel 1981 con una tesi sui Problemi di legittimità costituzionale della legge 22 maggio 1978 n. 194, di cui è relatore il prof. Manlio Mazziotti di Celso, e che tratta sulla costituzionalità della legge italiana sull'aborto.

Nel 1983 entra in magistratura. Dal 1985 al 1987 svolge le funzioni di pretore presso il Tribunale di Ginosa; dal 1988 al 1996 è giudice penale al Tribunale di Lecce; nel 1995 diventa Capo dell'Ufficio legislativo del Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali. Dal maggio 2013 è consigliere alla IV sezione penale della Corte di appello di Roma, dove si occupa – fra l'altro – di misure di prevenzione e di diritto penale europeo e internazionale e coordina l'ufficio delle rogatorie internazionali. Da ottobre 2018 è consigliere di sezione penale alla Corte di Cassazione.

Giornalista pubblicista dal 1984, collabora con la rivista Cristianità, col settimanale Tempi e con svariati quotidiani, della carta stampata e on line.

Attivo nell'associazionismo, dal 1976 è membro di Alleanza Cattolica. Dal 2015 è presidente della sezione italiana della fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre, che si occupa di persecuzioni religiose. Dal 2015 è vicepresidente del Centro studi Rosario Livatino, costituito da magistrati, avvocati, notai e docenti di materie giuridiche, di approfondimento delle tematiche che fanno riferimento alla vita, alla famiglia, alla libertà religiosa e al ruolo della giurisdizione. Dal 2018 è direttore responsabile di L-Jus, la rivista semestrale on line del Centro studi LIvatino.

Attività politicaModifica

Nel 1996, Mantovano fa il suo ingresso in politica, candidandosi nel Collegio Puglia n. 8 in occasione delle elezioni politiche, e ottiene la sua prima elezione alla Camera dei deputati della XIII legislatura della Repubblica Italiana, con 37.056 voti, pari al 50.8%. In tale legislatura ha fatto parte delle commissioni parlamentari di Giustizia e Antimafia. Nel 1997 si iscrive al partito Alleanza Nazionale.

Nelle elezioni politiche del 2001, si candida per la Casa delle Libertà al collegio di Gallipoli, ma non viene rieletto. Nella XIV legislatura (2001-2006), ricopre l'incarico di sottosegretario al Ministero dell'Interno nel Governo Berlusconi II, con delega alla pubblica sicurezza, alla presidenza della Commissione sui programmi di protezione per collaboratori e testimoni di giustizia, al commissario antiracket e antiusura, al commissario sulle vittime della mafia.

Nelle elezioni politiche del 2006, si candida al Senato per AN nella cirscocrizione "Puglia", e viene eletto. All'opposizione nella XV legislatura, ha fatto parte della commissione Affari Costituzionali e del Comitato parlamentare di controllo sui servizi di informazione e di sicurezza. Primo firmatario di mozioni, interpellanze e interrogazioni, ha fatto sette proposte di legge, tra cui quelle sull'istituzione di una procura antiterrorismo e del riordino delle forze di polizia italiane.

Rieletto deputato nel 2008 per il Popolo delle Libertà, nella Circoscrizione Puglia, durante la XVI legislatura, è nuovamente sottosegretario all'Interno nel Governo Berlusconi IV, con delega alla pubblica sicurezza, alla presidenza della Commissione sui programmi di protezione per collaboratori e testimoni di giustizia, al Commissario antiracket e antiusura, al Commissario sulle vittime della mafia e al Commissario sulle persone scomparse. Dalla cessazione dell'incarico di governo è entrato a far parte della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati.

Nel dicembre 2012, Mantovano, insieme ad altri parlamentari del PdL, vota la fiducia al Governo Monti, a cui Berlusconi aveva invece tolto il sostegno.[1] Alla scadenza della Legislatura, decide di non candidarsi alle elezioni politiche del 2013, e rientra in ruolo nella Magistratura.[2]

OpereModifica

NoteModifica

  1. ^ M. Cecchi de Rossi, Crisi, i nove montiani del Pdl non obbediscono al partito e votano a favore del governo (FOTO), in Huffington Post, 6 dicembre 2012. URL consultato il 17-05-2018.
  2. ^ A. Logroscino, Mantovano lascia Monti e la politica «Imbarazzante ritrovarmi a sinistra», in Corriere del Mezzogiorno.it, 10 gennaio 2013. URL consultato il 17-05-2018.

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN9200050 · ISNI (EN0000 0000 3733 0311 · SBN IT\ICCU\UFIV\115054 · LCCN (ENn2001114055