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Andrea Riccardi

storico, accademico e pacifista italiano
Andrea Riccardi
Andrea Riccardi (2009).jpg

Ministro per la cooperazione internazionale e l'integrazione
con delega alle politiche famigliari e giovanili
Durata mandato 16 novembre 2011 –
28 aprile 2013
Presidente Mario Monti
Predecessore Creazione del ministero
Giorgia Meloni (politiche giovanili)
Successore Cécile Kyenge (Integrazione)
Josefa Idem (politiche giovanili)

Dati generali
Partito politico Indipendente (dal 2013)
Precedente:
Indipendente (fino al 2013)
Scelta Civica (2013)
Titolo di studio Laurea in Storia contemporanea
Laurea honoris causa in Teologia
Laurea honoris causa in Governo dell'UE e politica internazionale
Professione Professore di storia contemporanea

Andrea Riccardi (Roma, 16 gennaio 1950[1]) è uno storico, accademico, attivista e politico italiano, fondatore nel 1968 della Comunità di Sant'Egidio. Dal 22 marzo 2015 è Presidente della Società Dante Alighieri.

Professore ordinario di Storia contemporanea e noto studioso della Chiesa cattolica in età moderna e contemporanea, è autore di molti studi, pubblicati in diverse lingue, che vertono sul rapporto fra mondi religiosi differenti e sul tema della coabitazione religiosa in particolare nell'area mediterranea tra il XIX e il XX secolo.

Ha ricoperto la carica di Ministro per la cooperazione internazionale e l'integrazione nel Governo Monti, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013[2].

BiografiaModifica

Nato a Roma nel 1950, Andrea Riccardi ha frequentato a Roma il liceo Virgilio. Il 7 febbraio 1968, ancora studente, Riccardi si riunì per la prima volta con un gruppo di liceali, nell'Oratorio della Chiesa Nuova, il santuario di san Filippo Neri. Da quel primo incontro nascerà la Comunità di Sant'Egidio.

Sono gli anni del post Concilio Vaticano II, anni di grandi fermenti soprattutto tra i giovani, in cui nascono e sono attivi tanti gruppi e movimenti cattolici, tra cui il movimento di Comunione e Liberazione di don Luigi Giussani. Così Riccardi descrive quel periodo: "Io avevo soprattutto l'idea che il mondo dovesse cambiare, che fosse necessario interrogarsi sul modo di cambiarlo, che bisognasse inventare il futuro, cambiare le regole del gioco. Il discorso del 1968 era soprattutto questo. Allora ho preso coscienza di un cambiamento in atto, qui in Italia, in Francia, in America. C'era qualcosa che mi interessava, che mi inquietava. Infatti, è in mezzo a questa crisi generazionale che c'è stata la scoperta del Vangelo, una scoperta che ha fatto nascere in me un senso critico nei confronti delle ideologie e dei sistemi ideologici in genere. Ecco cosa è stato il Sessantotto - soprattutto per me (...) Pensavo che bisognasse cambiare l'uomo. In questo senso cominciai a leggere con insistenza il Vangelo, e poi la Bibbia"[3].

La tappa successiva per Andrea Riccardi e il gruppo di studenti cui era legato fu la conoscenza del mondo dei poveri: le borgate, periferia povera di Roma, le baracche. Scrive Riccardi di quell'incontro: "Conoscevo un prete operaio che lavorava nelle baracche vicino al Cinodromo, a Ponte Marconi, lungo il Tevere, ed è lì che ho cominciato a scoprire la periferia. Era il mondo proletario e sottoproletario, fatto di immigrati dal Centro e dal Sud Italia o dal centro storico di Roma, della Roma di allora: un misto di lavoratori edili, lavoratori irregolari, gente a metà tra la piccola vita ed espedienti per sopravvivere, in bilico tra marginalità, ribellismo e rassegnazione"[3].

Nell'estate 1971 Riccardi fece la sua ultima esperienza con il gruppo di Comunione e Liberazione, poi si dedicò interamente alla comunità che aveva fondato. Nel settembre 1973 stabilì il proprio centro in Piazza Sant'Egidio a Roma, in un ex convento di monache carmelitane, facendone negli anni un centro di preghiera, solidarietà con i poveri, incontri per il dialogo e la pace.

Il suo impegno per la pace lo ha visto mediatore nelle trattative per la risoluzione del conflitto in Mozambico. La pace, firmata a Roma il 4 ottobre 1992, è stata frutto di oltre due anni di trattative svoltesi nella sede romana della Comunità di Sant'Egidio, che hanno valso a Riccardi e Matteo Zuppi la cittadinanza onoraria del Mozambico[4]. Negli anni seguenti, l'impegno per la pace è proseguito su molteplici scenari[5].

Tra le numerose onorificenze conferitegli in qualità di fondatore della Comunità di Sant'Egidio, e per l'intenso impegno per la pace si ricordano: il Premio Mondiale Metodista per la pace (1997), il Premio Niwano per la pace dalla Niwano Peace Foundation (1999), il Premio per la pace dell'UNESCO Felix Houphuet-Boigny (1999), la Légion d'Honneur della Repubblica francese (2002) a motivo del suo impegno "a favore degli esclusi e per la giusta causa della riconciliazione e della pace"[6] (nel 2012 ha ricevuto il grado di Commandeur[7]). Nel 2004 il prestigioso Premio Balzan per la Pace e la fratellanza tra i popoli e nel 2006 il Premio Nazionale Cultura della Pace[8]. Il 21 maggio 2009 ha ricevuto ad Aquisgrana insieme alla Comunità di Sant'Egidio il prestigioso Premio Carlo Magno[9], assegnato nel dicembre 2008. È stato insignito nel 2011 del XV Premio Internazionale Vittorino Colombo, dalla Fondazione Vittorino Colombo e dal Comune di Albiate. È membro del comitato di indirizzo di Italianieuropei[10].

Come attività accademica, è professore ordinario dal 1981; ha insegnato all'Università di Bari, alla Sapienza e a Roma Tre.[11]

 
Mario Monti, Enzo Moavero Milanesi, Andrea Riccardi e Giorgio Napolitano (16 novembre 2011).

Ministro per la Cooperazione InternazionaleModifica

Il 16 novembre del 2011 è entrato a far parte del governo Monti in cui ha ricoperto la carica di ministro senza portafoglio per la cooperazione internazionale e l'integrazione con competenze anche su famiglia, gioventù, politiche antidroga, servizio civile, adozioni internazionali e antidiscriminazione razziale. Le sue attività sono documentate dal sito http://www.acooperazioneintegrazione.gov.it/ La sua carica di Ministro è terminata con le dimissioni del governo Monti. Qualche tempo dopo su Dagospia è apparsa una presunta intervista all'ex Ministro alquanto critica nei confronti del Governo Monti, la notizia è stata subito ripresa dal quotidiano Libero[12], che ha però poi dovuto pubblicare una lettera di smentita da parte dello stesso Riccardi[13].

OnorificenzeModifica

Cittadino onorario del Mozambico[4]

  Commendatore dell'ordine di mono del Togo (Togo)
  Ordine dell'Amicizia (Armenia)
«Per il contributo significativo alla diffusione dei valori spirituali del genocidio armeno e dei legami culturali italiano-armeni.»
— 4 aprile 2015
  Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— Roma, 2 luglio 2003[14]
  Commendatore dell'Ordine della Legion d'onore (Francia)
«[...] a favore degli esclusi e per la giusta causa della riconciliazione e della pace»
— 22 ottobre 2002[6][7]
  Cavaliere di III classe dell'Ordine di San Sergio di Radonez
«Insieme al più alto apprezzamento per i Suoi meriti scientifici, vorrei sottolineare che lungo tutta la Sua vita professionale e le Sue attività pubbliche Lei ha sempre portato una testimonianza cristiana, mettendo la Buona Notizia del Vangelo al centro della Sua vita. La Comunità di Sant'Egidio, che Lei ha fondato, si prende cura di coloro che sono marginalizzati, in Italia e in altri Paesi del mondo e insegna a molti cristiani cattolici a vedere Cristo in tutte le persone sofferenti. Anche il Suo personale contributo al dialogo interconfessionale è di grande rilievo. Apprezzo particolarmente la reciproca comprensione e collaborazione che esistono da molti anni tra la Comunità di Sant'Egidio e la Chiesa ortodossa russa. È gratificante vedere che la nostra fruttuosa collaborazione è basata sulla comune aderenza all'ideale di un servizio disinteressato a Dio e al prossimo. Ritengo ciò un degno modello per l’ulteriore sviluppo del dialogo cattolico-ortodosso. In considerazione di questi Suoi meriti, ritengo sia giusto conferirLe l'Ordine di San Sergio. Kirill, Patriarca di Mosca e di tutte le Russie»
— 29 gennaio 2010[15]
  Dottorato honoris causa dall'Università Cattolica di Lovanio
— Louvain-la-Neuve, 2 febbraio 2004[16]
  Laurea honoris causa in Teologia dall'Università Cattolica di Lublino
— Lublino, 25 settembre 2008[17]
  Dottorato honoris causa dall'Università di Friburgo
— Friburgo, 15 novembre 2011[18]
  Laurea honoris causa in Governo dell'Unione Europea e Politica Internazionale dall'Università degli Studi di Catania
— Catania, 14 novembre 2014[19]

OpereModifica

  • Intransigenza e modernità. La Chiesa cattolica verso il terzo millennio, Roma-Bari, Laterza, 1996. ISBN 88-420-5068-7.
  • Sant'Egidio Roma e il mondo, colloquio con Jean-Dominique Durand e Régis Lad, Cinisello Balsamo, San Paolo, 1997. ISBN 88-215-3506-1.
  • Mediterraneo. Cristianesimo e Islam tra coabitazione e conflitto, Milano, Guerini, 1997. ISBN 88-7802-820-7; 2014. ISBN 978-88-6250-511-6.
  • Le politiche della Chiesa, Cinisello Balsamo, San Paolo, 1997. ISBN 88-215-3564-9.
  • Le parole della Croce. Lettura spirituale dei quattro Vangeli della Passione, Brescia, Morcelliana, 1999. ISBN 88-372-1723-4.
  • Dialoghi di fine millennio. Arrigo Levi, Andrea Riccardi, Eugenio Scalfari si confrontano con Carlo Maria Martini, Milano, Biblioteca universale Rizzoli, 1999. ISBN 88-17-25856-3.
  • Il secolo del martirio, Milano, Mondadori, 2000. ISBN 88-04-47687-7; 2009. ISBN 978-88-04-58694-4.
  • Dialoghi sulla fede, con Arrigo Levi e Vincenzo Paglia, Bologna, Il Mulino, 2000. ISBN 88-15-07409-0.
  • Vescovi d'Italia. Storie e profili del Novecento, Cinisello Balsamo, San Paolo, 2000. ISBN 88-215-4134-7.
  • Dio non ha paura. La forza del Vangelo in un mondo che cambia, Cinisello Balsamo, San Paolo, 2003. ISBN 88-215-4881-3.
  • Governo carismatico. 25 anni di pontificato, Milano, Mondadori, 2003. ISBN 88-04-52639-4.
  • Pio XII e Alcide De Gasperi. Una storia segreta, Roma-Bari, Laterza, 2003. ISBN 88-420-6833-0.
  • Eurafrica. Quello che non si dice sull'immigrazione. Quello che non si dice sull'immigrazione, quello che si potrebbe dire sull'Europa, con Mario Marazziti, Milano, Leonardo International, 2004. ISBN 88-88828-19-2.
  • La pace preventiva. Speranze e ragioni in un mondo di conflitti, Cinisello Balsamo, San Paolo, 2004. ISBN 88-215-5217-9.
  • Convivere, Roma-Bari, Laterza, 2006. ISBN 88-420-7935-9.
  • Il «partito romano». Politica italiana, Chiesa cattolica e Curia romana da Pio XII a Paolo VI, Brescia, Morcelliana, 2007. ISBN 978-88-372-2039-6.
  • L'inverno più lungo. 1943-44: Pio XII, gli ebrei e i nazisti a Roma, Roma-Bari, Laterza, 2008. ISBN 978-88-420-8673-4.
  • Paolo. Uomo dell'incontro, Milano, Paoline, 2008. ISBN 978-88-315-3512-0.
  • Uomo e donna. Sogno di Dio, Milano, Paoline, 2009. ISBN 978-88-315-3636-3.
  • Dall'altare al mondo, Milano, Figlie di San Paolo, 2010. ISBN 978-88-315-3782-7.
  • Giovanni Paolo II. La biografia, Cinisello Balsamo, San Paolo, 2011. ISBN 978-88-215-6889-3.
  • Dopo la paura la speranza, Cinisello Balsamo, San Paolo, 2012. ISBN 978-88-215-7482-5.
  • La sorpresa di papa Francesco. Crisi e futuro della Chiesa, Milano, Mondadori, 2013. ISBN 978-88-04-63434-8.
  • La santità di Papa Wojtyła, Cinisello Balsamo, San Paolo, 2014. ISBN 978-88-215-9187-7.
  • L'uomo dell'incontro. Angelo Roncalli e la politica internazionale, Cinisello Balsamo, San Paolo, 2014 ISBN 978-88-215-9132-7.
  • Il libro nero della condizione dei cristiani nel mondo, a cura di e con Jean-Michel Di Falco e Timothy Radcliffe, Milano, Mondadori, 2014. ISBN 978-88-04-64651-8.
  • Vita consacrata, una lunga storia. Ha ancora futuro?, Cinisello Balsamo, San Paolo, 2015. ISBN 978-88-215-9420-5.
  • La strage dei cristiani. Mardin, gli armeni e la fine di un mondo, Roma-Bari, Laterza, 2015. ISBN 978-88-581-1957-0.
  • Manifesto al mondo. Paolo VI all'ONU, Milano, Jaca Book, 2015. ISBN 978-88-16-30550-2.
  • Periferie. Crisi e novità per la Chiesa, Milano-Roma, Jaca Book-Comunità di Sant'Egidio, 2016. ISBN 978-88-16-41312-2
  • La forza disarmata della pace. Movimento, pensiero, cultura, Milano-Roma, Jaca Book-Comunità di Sant'Egidio, 2017. ISBN 978-8816413986
  • Storia della Shoah, 13° volume, L'inverno più lungo - 1943-44ːPio XII, gli ebrei e i nazisti a Roma, in Corriere della sera inchieste, Milano, UTET e Corsera, 2019, ISSN 2038-0852 (WC · ACNP).

NoteModifica

  1. ^ Andrea Riccardi, Senato.it. URL consultato il 20 aprile 2012.
  2. ^ Rassegna stampa internazionale sulla nomina a Ministro
  3. ^ a b Sant'Egidio, Roma e il mondo. Colloquio con Jean-Dominique Durand e Régis Lad, 1997, San Paolo Edizioni.
  4. ^ a b Mozambico: Sant’Egidio, Riccardi e Zuppi cittadini onorari, in ONU Italia, 11 giugno 2014. URL consultato il 16 giugno 2014.
  5. ^ Fare pace. La Comunità Sant'Egidio negli scenari internazionali, Leonardo International, Milano 2010
  6. ^ a b Quotidiano Cattolico francese, testo in francese
  7. ^ a b Andrea Riccardi è stato nominato Commandeur de la Légion d'Honneur dal Presidente della Repubblica Francese, François Hollande, santegidio.org
  8. ^ Premio Nazionale Cultura della Pace - Albo d'Oro Archiviato il 3 novembre 2011 in Internet Archive.
  9. ^ La motivazione del Premio Carlo Magno: “Per onorare un esempio straordinario di impegno civile in favore di un'Europa più umana e solidale all'interno e all'esterno delle sue frontiere, per la comprensione tra i popoli, le religioni e le culture, per un mondo più pacifico e giusto”.
  10. ^ Buon lavoro, 18 novembre 2011.
  11. ^ Biografia | Andrea Riccardi, sito ufficiale
  12. ^ Riccardi accusa Monti: "Più dava legnate al paese, più la Merkel era contenta e più lui era soddisfatto" - Mario Monti, scelta civica, accusato, riccardi, manovre, lacrime e s...
  13. ^ http://www.pressdisplay.com/pressdisplay/it/pageview.aspx?issue=35132013060800000000001001&page=27&articleid=7f8ab900-2f92-4437-af03-d5bfe70e43ec&previewmode=4&q=riccardi%2520dagospia
  14. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  15. ^ Sito web ufficiale della Comunità di Sant'Egidio, News
  16. ^ Sito web ufficiale della Comunità di Sant'Egidio, News
  17. ^ Sito web ufficiale della Comunità di Sant'Egidio, News
  18. ^ Sito web ufficiale della Comunità di Sant'Egidio, News
  19. ^ Sito web ufficiale della Comunità di Sant'Egidio, News

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