Apollo 10

missione del programma spaziale statunitense Apollo

Apollo 10 fu la quarta missione con equipaggio del programma spaziale Apollo dell'agenzia statunitense NASA e la seconda (dopo Apollo 8) ad orbitare intorno alla Luna. La stessa NASA la definì come una "prova generale" per il primo sbarco sulla Luna;[1] venne designata come una missione "F" e ebbe come obiettivo quello di testare tutti i componenti e le procedure del veicolo spaziale Apollo prima dell'effettivo allunaggio in programma con la missione successiva. Mentre l'astronauta John Young rimase nel modulo di comando e servizio (CSM) in orbita attorno alla Luna, gli astronauti Thomas Stafford e Gene Cernan volarono sul Modulo Lunare Apollo (LM) a soli 15,6 chilometri dalla superficie lunare, il punto in cui sarebbe iniziata la discesa frenata dal motore in una missione di allunaggio. Effettuata tale manovra, si ricongiunsero a Young. Dopo aver orbitato attorno alla Luna 31 volte, l'equipaggio dell'Apollo 10 tornò sano e salvo sulla Terra; il suo successo consentì due mesi dopo di effettuare il primo allunaggio con la missione Apollo 11.

Apollo 10
Emblema missione
Apollo-10-LOGO.png
Dati della missione
OperatoreNASA
NSSDC ID1969-043A
SCN03941
Nome veicoloApollo 10 Command and Service Module e Snoopy
Modulo di comandoCM-106
Modulo di servizioSM-106
Modulo lunareLM-4
VettoreSaturn V SA-505
Codice chiamatamodulo comando:
Charlie Brown
modulo lunare:
Snoopy
Lancio18 maggio 1969
16:49:00 UTC
Luogo lancioRampa 39B
Ammaraggio26 maggio 1969
16:52:23 UTC
Sito atterraggioOceano Pacifico (15°01′52″S 164°38′44″W / 15.031111°S 164.645556°W-15.031111; -164.645556)
Nave da recuperoUSS Princeton
Durata8 giorni, 3 minuti e 23 secondi
Parametri orbitali
Orbitaorbita selenocentrica
Numero orbite lunari31
Apoapside lunare113 km
Periapside lunare109,6 km
Periodo2 h
Inclinazione1,2°
Equipaggio
Numero3
MembriThomas Stafford
John Watts Young
Eugene Cernan
The Apollo 10 Prime Crew - GPN-2000-001163.jpg
Da sinistra a destra:Cernan, Stafford e Young.
Programma Apollo
Missione precedenteMissione successiva
Apollo 9 Apollo 11

Sebbene la NASA avesse preso in considerazione l'idea di tentare il primo allunaggio con equipaggio proprio con l'Apollo 10, i pianificatori della missione alla fine decisero che sarebbe stato prudente fare un ulteriore volo di prova per affinare le procedure e le tecniche. L'equipaggio riscontrò alcuni problemi durante il volo, come le oscillazioni pogo durante la fase di decollo e una breve perdita di controllo durante la fase di ascesa del modulo lunare durante il suo volo. Nonostante ciò, i principali obiettivi della missione poterono essere considerati raggiunti. Stafford e Cernan compirono osservazioni e scattarono fotografie del sito di atterraggio pianificato per l'Apollo 11 nel Mare della Tranquillità. L'Apollo 10 trascorse complessivamente circa 61 ore in orbita attorno alla Luna e circa 8 giorni in totale nello spazio. Apollo 10 stabilì il record per la velocità più alta raggiunta da un veicolo con equipaggio fino ad allora: 39897 km/h (11,08 km/s) il 26 maggio 1969, durante il ritorno dalla Luna.

I nomi di chiamata della missione furono i nomi dei personaggi dei Peanuts: Charlie Brown per il CSM e Snoopy per il LM, che divennero le mascotte semi-ufficiali della missione.[2] Il creatore dei Peanuts Charles Schulz realizzò alcuni disegni relativi all missione per la NASA.[3]

ContestoModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Corsa allo spazio e Programma Apollo.

Durante il secondo mandato del Presidente Eisenhower, gli Stati Uniti si trovarono a rincorrere i successi dell'Unione Sovietica nella cosiddetta corsa allo spazio, aperta dal lancio nel 1957 dello Sputnik 1, il primo satellite artificiale in orbita attorno alla Terra.[4] Nel gennaio del 1961, John Kennedy ereditò dall'amministrazione precedente il Programma Mercury, che aspirava a portare il primo uomo nello spazio, e una bozza del Programma Apollo, che avrebbe dovuto essere un proseguimento del precedente nello spazio circumterrestre. Tuttavia, il 25 maggio 1961, in un discorso pronunciato durante una sessione speciale del Congresso degli Stati Uniti, Kennedy riconvertì l'obiettivo del Programma Apollo verso un allunaggio «entro la fine del decennio», in risposta al nuovo primato stabilito dall'Unione Sovietica, che il 12 aprile aveva lanciato con successo Jurij Gagarin nello spazio.[5]

Nel 1967, la NASA aveva pianificato le fasi da compiere prima di effettuare un tentativo di sbarco sulla Luna e aveva stilato un elenco di tipologie di missione, designate da lettere, che dovevano essere effettuate in preparazione di quella di allunaggio che sarebbe stata la missione "G". I primi voli senza equipaggio erano considerati missioni "A" o "B", mentre l'Apollo 7, il primo volo del programma Apollo con astronauti a bordo finalizzato a testare il Modulo di Comando e Servizio (CSM), era una missione "C". Il primo test in orbita terrestre con equipaggio del modulo lunare (LM) era stato compiuto dall'Apollo 9, la missione "D". Apollo 8, che aveva per primo raggiunto l'orbita lunare senza un LM, era considerata una missione "C-prime", ma il suo successo conferì alla NASA la sicurezza di poter saltare la missione "E" che, secondo i piani, avrebbe dovuto testare l'intera navicella spaziale Apollo in orbita terrestre media o alta. L'Apollo 10, la prova generale per lo sbarco sulla luna, doveva essere la missione "F".[6]

La NASA prese in considerazione di saltare anche la missione "F" e di tentare il primo allunaggio con l'Apollo 10. Alcuni dirigenti dell'agenzia sostennero tale ipotesi, ritenendo insensato portare gli astronauti così vicino alla superficie lunare, solo per poi fare marcia indietro. Sebbene il modulo lunare destinato all'Apollo 10 fosse troppo pesante per svolgere un allunaggio completo, quello destinato all'Apollo 11 poteva divenire disponibile ritardando l'Apollo 10 di un mese dal suo lancio previsto per maggio del 1969.[7] Nonostante i tanti pareri favorevoli, vi furono delle opposizioni tra cui quella del direttore delle operazioni di volo Christopher Kraft, i quali ritenevano che dovevano ancora essere sviluppate le nuove procedure per un rendezvous in orbita lunare e che la NASA avesse informazioni incomplete riguardo la concentrazione di massa della Luna, cosa che avrebbe potuto deviare la traiettoria dei veicoli spaziali. Il tenente generale Sam Phillips, il responsabile del programma Apollo, ascoltò le argomentazioni di entrambe le parti e decise che fare una prova generale era fondamentale.[7][8]

EquipaggioModifica

Ruolo Astronauta
Comandante Thomas Stafford
Terzo volo
Pilota del modulo di comando John Young
Terzo volo
Pilota del modulo lunare Eugene Cernan
Secondo volo

Il 13 novembre 1968, cioè solo pochi giorni dopo che la NASA ebbe dato l'annuncio che la missione Apollo 8 sarebbe volata verso la Luna, venne annunciata la composizione dell'equipaggio per la missione dell'Apollo 10: la prova generale per il primo allunaggio. Come previsto venne nominato l'equipaggio di riserva completo della missione dell'Apollo 7: Tom Stafford (comandante), John W. Young (pilota del modulo di comando) ed Eugene Cernan (pilota del modulo lunare). Stafford e Young erano al terzo volo nello spazio, per Cernan si trattava della seconda missione. Tutti e tre gli astronauti avevano raccolto le loro prime esperienze nell'ambito del programma Gemini. Cernan e Stafford (già allora comandante della missione) inoltre avevano già volato assieme nella missione Gemini 9. Pertanto l'Apollo 10 fu la prima missione americana nello spazio con un equipaggio privo di astronauti al loro primo volo.

Comandante dell'equipaggio di riserva fu Gordon Cooper. All'atto della nomina, Cooper era l'ultimo astronauta in servizio del programma Mercury, dato che Walter Schirra aveva lasciato il programma Apollo dopo il volo dell'Apollo 7, mentre Alan Shepard e Deke Slayton erano sospesi dal ruolo di astronauti attivi essendo ritenuti inidonei al volo per motivi di salute. L'equipaggio di riserva veniva completato da Donn Eisele, appena rientrato dalla sua prima missione con l'Apollo 7, nel ruolo di pilota del modulo di comando e da Edgar Mitchell, un astronauta novellino del quinto gruppo scelto dalla NASA, nel ruolo di pilota del modulo lunare. Considerando il principio di rotazione in uso dalla NASA, l'equipaggio Cooper, Eisele e Mitchell poteva aspettarsi di essere incaricati della missione dell'Apollo 13.

L'equipaggio di supporto (Support Crew) venne composto da James Irwin e Charles Duke, i quali poi arriveranno sulla superficie lunare, e da Joe Engle e Jack Lousma.

Il ruolo di CapCom, cioè radiofonista di contatto con la capsula, venne assunto dagli astronauti Charles Duke, Joe Engle, Jack Lousma e Bruce McCandless.

PreparazioneModifica

I singoli stadi del razzo vettore del tipo Saturn V vennero consegnati tra novembre e dicembre del 1968. Tutto fu pronto l'11 marzo 1969, cioè durante il volo dell'Apollo 9, quando il veicolo spaziale completamente assemblato venne trasportato sulla nuovissima e fino a tale momento inutilizzata rampa di lancio numero 39B. L'accoppiata ufficiale era formata dal razzo vettore con il numero di serie AS-505, dalla capsula di comando CSM-106 (la capsula CSM-105 era riservata per soli test a terra e nei programmi della NASA non era previsto di usarla per un volo nello spazio) e dal modulo lunare LM-4.

Come da tradizione della NASA anche in questo caso, oltre alle denominazioni ufficiali, gli astronauti poterono scegliere dei codici identificativi per le varie componenti del veicolo spaziale. Per Apollo 10 la fonte di ispirazione furono i fumetti di Charles M. Schulz Peanuts con la capsula che assunse il nome di Charlie Brown e il modulo lunare quello di Snoopy. Dopo che l'equipaggio dell'Apollo 9 aveva scelto le denominazione di Gumdrop (caramella di gomma) e Spider (ragno) come codice identificativo dei loro veicoli (già oggetto di polemica alla NASA) ed anche in occasione di questa missione la scelta non fu vista di buon occhio dai responsabili. Il direttivo della NASA pretese, con assoluta insistenza, che l'equipaggio della successiva missione dell'Apollo 11 (cioè la prima prevista ad allunare) scegliesse denominazioni serie per i propri veicoli.

Addestramento e preparazioneModifica

 
Gli astronauti Thomas Stafford e Eugene Cernan all'interno del simulatore del modulo lunare

L'Apollo 10, la missione "F", aveva come obiettivi prioritari dimostrare le capacità dell'equipaggio, le prestazione del veicolo spaziale e delle strutture di supporto della missione, durante una missione con equipaggio in orbita lunare oltre a valutare le prestazioni del modulo lunare in un tale contesto. Inoltre, i pianificatori della missione prevedevano di tentare di fotografare l'Apollo Landing Site 2 (ALS-2) nel Mare della Tranquillità, il luogo previsto per il futuro allunaggio dell'Apollo 11.[9] Secondo Stafford, "Il nostro volo dovrà portare il primo modulo lunare vicino alla Luna. Prenderemo il modulo lunare, scenderemo a una decina di miglia sopra di essa, nove miglia sopra le montagne, eseguire una mappa radar, una mappa fotografica, scegliere il sito per il primo allunaggio, eseguire il primo rendezvous in orbita lunare, individuare alcuni futuri siti di allunaggio e torna a casa.[10]

Secondo il programma, l'Apollo 10 doveva seguire il più possibile il piano di volo di Apollo 11, inclusa la sua traiettoria da e verso l'orbita lunare, la linea temporale degli eventi durante la missione e persino l'angolo del Sole su ALS-2. Tuttavia, non doveva essere tentato alcun allunaggio.[11] Il possibile sito di allunaggio ALS-1, il numero era dovuto al fatto che era quello il più a est dei siti possibili,[12] era anch'esso situato nel Mare della Tranquillità, era stato ampiamente fotografato dagli astronauti dell'Apollo 8; su suggerimento dello scienziato-astronauta Harrison Schmitt, il lancio dell'Apollo 10 venne posticipato di un giorno in modo che l'ALS-2 potesse essere fotografato in condizioni ottimali. ALS-2 venne poi scelto come sito di allunaggio poiché era relativamente pianeggiante, di interesse scientifico, mentre si riteneva che ALS-1 fosse troppo lontano a est.[13] Pertanto, quando il 10 gennaio 1969 venne annunciata la data di lancio dell'Apollo 10, questa venne spostata dal 1º maggio al 17 maggio, anziché al 16 maggio. Il 17 marzo 1969, il lancio è stato poi spostato di un giorno al 18 maggio per consentire una migliore visuale del sito ALS-3, a ovest di ALS-2.[6] Un'altra deviazione dal piano di Apollo 11 era che l'Apollo 10 doveva trascorrere un giorno aggiuntivo in orbita lunare una volta che il CSM e il LM si fossero incontrati; questo per consentire tempo aggiuntivo per eseguire ulteriori test dei sistemi del LM, nonché per effettuare fotografie di possibili futuri siti di atterraggio per successive missioni Apollo.[14]

Gli astronauti dell'Apollo 10 compirono cinque ore di addestramento specifico per ogni ora prevista di missione. Ciò in aggiunta ai normali preparativi per la missione come briefing tecnici, riunioni e studio personale. L'equipaggio prese parte ai test del CSM presso lo stabilimento di Downey, in California, dove aveva la sede il suo produttore, la North American Rockwell, e quelli del LM presso la Grumman a Bethpage, New York. Visitarono Cambridge, nel Massachusetts, per un briefing sull'Apollo Guidance Computer presso il Massachusetts Institute of Technology . Ognuno di loro trascorse più di 300 ore nei simulatori del CM o LM presso il Manned Spacecraft Center (MSC) a Houston e al Kennedy Space Center (KSC) in Florida. Per allenarsi alle condizioni di forte accelerazione che avrebbero sperimentato nel rientro atmosferico utilizzarono la centrifuga installata al MSC.[15]

Veicolo spazialeModifica

 
Il primo stadio del Saturno V all'interno del Vehicle Assembly Building

Lo stadio di discesa del modulo lunare venne consegnato al Kennedy Space Center l'11 ottobre 1968 mentre quello di salita arrivò cinque giorni dopo per essere assemblati il 2 novembre. Il modulo di servizio (SM) e il modulo di comando (CM) giunsero il 24 novembre e due giorni dopo vennero assemblati. Parti del razzo vettore Saturno V arrivarono tra novembre e dicembre e l'intero razzo poté essere eretto nel Vehicle Assembly Building (VAB) il 30 dicembre. Dopo essere stato testato in una camera di altitudine, il modulo di comando e servizio (CSM) venne posizionato sopra il veicolo di lancio il 6 febbraio 1969.[16] Il veicolo spaziale completo giunse al Launch Complex 39B l'11 marzo 1969 e il fatto che fosse stato assemblato nell'High Bay 2 del VAB (la prima volta che ciò succedeva) richiese che il Crawler-transporter (il veicolo cingolato che trasportava il razzo alla rampa di lancio) di uscire dalla parte posteriore del VAB prima di girare intorno all'edificio per raggiungere la Crawlerway attraverso la quale procedere verso la rampa di lancio.[17]

 
Il veicolo di lancio al completo si dirige verso il Launch Complex 39B grazie al Crawler-transporter

Il razzo vettore dell'Apollo 10 era il Saturno V designato come AS-505,[18] il quinto Saturno V ad essere lanciato e il terzo a portare degli astronauti in orbita.[19] L'esemplare AS-505 differiva da quello utilizzato da Apollo 9 per avere un peso a vuoto (senza propellenti) dei suoi primi due stadi inferiore, il che comportava una significativa riduzione dell'interstadio che li univa. Sebbene il terzo stadio S-IVB fosse leggermente più pesante, tutti e tre gli stadi potevano trasportare un peso maggiore di propellente e il secondo stadio S-II generava più spinta rispetto a quello utilizzato da Apollo 9.[20]

Il veicolo spaziale Apollo assegnato alla missione era composto dal modulo di comando 106 (CM-106), dal modulo di servizio 106 (SM-106, insieme al CM erano noti come CSM-106), dal modulo lunare 4 (LM-4), un adattatore navicella spaziale-modulo lunare (SLA) numerato come SLA-13A, e un sistema di abbandono del lancio.[21][22] Lo SLA era una struttura di accoppiamento in grado di unire l'Unità strumentale sullo stadio S-IVB del razzo Saturn V con il CSM, fungendo nello stesso tempo da alloggiamento per il LM, mentre il sistema di abbandono del lancio (Launch Escape System o LES) era dotato di razzi in grado di spingere il modulo di comando lontano dal razzo in caso di un'emergenza che avrebbe comportato l'interruzione del lancio.[21] Con circa 133,8 tonnellate, l'Apollo 10 sarebbe stato veicolo spaziale più pesante a raggiungere l'orbita fino a quel momento.[6]

Fasi principali della missioneModifica

LancioModifica

 
Il lancio di Apollo 10 il 18 maggio 1969

L'Apollo 10 venne lanciato dal Kennedy Space Center a Cape Canaveral in Florida il 18 maggio 1969, alle 12:49:00 EDT (16:49:00 UTC), all'inizio di una finestra di lancio che sarebbe durata 4,5 ore. Tale finestra era stata programmata affinché gli astronauti avessero potuto trovare le migliori condizioni di illuminazione al momento in cui si sarebbero trovati nel punto più vicino alla superficie lunare giorni dopo. Il lancio è stato seguito da un conto alla rovescia iniziato alle 21:00:00 EDT del 16 maggio (01:00:00 UT del 17 maggio). Il razzo vettore Saturn V SA-505 decollò dal Launch Complex 39B facendo diventare Apollo 10 la prima e unica missione del programma Apollo ad essere lanciata da quella rampa di lancio;[23] fu anche l'unica missione le cui procedure di decollo furono gestite dalla Firing Room 30. Il Launch Complex 39B venne scelto perché presso il Launch Complex 39A erano già iniziati i preparativi per la missione Apollo 11.[24]

I problemi emersi durante il conto alla rovescia sono stati risolti durante le sospensioni programmate e il lancio non subì ritardi rispetto al programma.[25] Il giorno prima del lancio, tuttavia, Cernan venne stato fermato dalla polizia per aver eccesso di velocità mentre tornava da un'ultima visita con sua moglie e suo figlio. In mancanza di una sua identificazione e con l'ordine di non dire a nessuno chi fosse, Cernan affermò nella sua autobiografia di aver temuto di essere arrestato. Il responsabile capo della rampa di lancio Guenter Wendt, fermatosi nelle vicinanze dopo aver riconosciuto Cernan, spiegò la situazione all'ufficiale di polizia che lo rilasciò nonostante le perplessità riguardo al fatto che egli fosse veramente un astronauta.[26]

 
Centro di controllo missione a Houston durante la trasmissione di Apollo 10

La fase di ascesa fu tutt'altro che confortevole per l'equipaggio che dovette affrontare delle oscillazioni pogo;[27] tuttavia, circa dodici minuti dopo il decollo, il veicolo spaziale raggiunse con successo l'orbita terrestre bassa con un apogeo di 185,79 chilometri e un perigeo di 184,66 chilometri.[28] Mentre la navicella si trovava in questa orbita "di parcheggio" vennero fatti i controlli previsti sui sistemi grazie ai quali si poté stabilire che tutto funzionava correttamente; di conseguenza l'equipaggio ricevette l'autorizzazione per procedere alla riaccensione del terzo stadio S-IVB che gli avrebbe permesso di raggiungere la traiettoria di inserzione lunare (TLI). Durante questa accensione, ii veicolo sperimentò ulteriori vibrazioni destando la preoccupazione di Cernan che temeva di dover interrompere la missione. Tuttavia, l'accensione poté essere completata senza incidenti.[29] Young, quindi, eseguì la manovra di trasposizione, attracco ed estrazione, con cui separò il modulo di comando e sercizio CSM dallo stadio S-IVB, si girò per poi agganciare il modulo lunare (LM), prima di allontanarsi definitivamente dall'S-IVB. L'Apollo 10 fu la prima missione a trasportare con sé una telecamera a colori all'interno della navicella spaziale e i controllori di volo a Houston furono in grado di osservare la manovra di Young. Subito dopo, il pubblico televisivo poté assistere alle immagini in diretta della Terra a colori.[30] Venne riscontrato un problema: la copertura in mylar del portello del modulo di comando si era staccata e una sostanziale quantità di isolamento in fibra di vetro si era dispersa nel tunnel e quindi sia nel modulo di comando e sia nel modulo lunare.[31] Da Terra i controllori accesero nuovamente l'S-IVB per inviarlo in orbita eliocentrica (attorno al Sole) con un periodo di 344,88 giorni.[32]

Terminate queste operazioni, l'equipaggio si preparò per affrontare il viaggio verso la Luna. Il carico di lavoro a loro affidato da svolgere durante il percorso era piuttosto leggero e quindi trascorsero gran parte del tempo a studiare il piano di volo o a riposare. Effettuarono anche altre cinque trasmissioni televisive le quali in un'occasione raggiunsero oltre un miliardo di spettatori.[33] Secondo i calcoli effettuati, si rese necessaria una leggera correzione di rotta[34] e questa venne ottenuta tramite un'accensione del motore di 7,1 secondi avvenuta a 26:32:56.8 dell'inizio della missione. L'accensione allineò l'Apollo 10 alla traiettoria che avrebbe dovuto seguire l'Apollo 11.[32] L'equipaggi riscontrò Un problema con il cibo giudicato di sapore sgradevole, questo fu probabilmente dovuto al fatto che Stafford utilizzò una doppia dose di cloro nell'acqua destinata alla reidratazione del cibo.

Nell'orbita lunareModifica

 
Operazioni lunari della missione Apollo 10 disegnate dalla NASA per il materiale informativo dato ai media

Arrivo e prime operazioniModifica

Dopo 75 ore, 55 minuti e 54 secondi dell'inizio della missione, mentre la navetta spaziale si trovava a 176,1 chilometri sopra la faccia nascosta della Luna, il motore del sistema di propulsione principale (SPS) del modulo di comando e servizio venne acceso per 356,1 secondi al fine di rallentare il veicolo e posizionarlo in un'orbita lunare di 314,8 chilometri di apolunio e 111,5 chilometri di perilunio. Dopo aver completato due orbite della Luna, è stata effettuata un'ulteriore accensione di 13,9 secondi dell'SPS per circolarizzare l'orbita a 113,0 per 109,6 chilometri; dall'inizio della missione erano passate 80 ore 25 minuti e 08,1 secondi.[32] Successivamente, l'equipaggio si è dedicato ad effettuare il tracciamento dei punti di riferimento pianificati sulla superficie sottostante per registrare osservazioni e scattare fotografie. Oltre ai siti denominati ALS-1, ALS-2 e ALS-3, l'equipaggio dell'Apollo 10 compì osservazioni e scattò fotografie in una serie di ulteriori luoghi di particolare interesse, inclusi i crateri Coriolis, King e Papaleksi.[35] Gli astronauti parteciparono anche a una trasmissione televisiva a colori programmata di mezz'ora durante la quale descrissero le immagini della superficie lunare sottostante.[36]

L'equipaggio del modulo lunare (LM), composto da Stafford e Cernan, si preparò quindi a entrarci per effettuare un controllo dei sistemi, cosa che fecero circa un'ora dopo la seconda accensione.[32] Appena entrati in Snoopy, si trovarono in mezzo a una nuvola di particelle di fibra di vetro derivanti dal problema precedentemente riscontrato al portellone; quindi cercarono di ripulire con un aspirapolvere come meglio potevano. Stafford dovette aiutare Cernan a rimuovere i frammenti più piccoli che si erano impigliati nei suoi capelli e nelle sopracciglia.[37] Stafford raccontò che Cernan sembrava essere appena uscito da un pollaio e che le particelle gli facevano prudere oltre ad entrare nel sistema di condizionamento dell'aria.[8] Tutto ciò rappresentava apparentemente soltanto un fastidio ma si temette che le particelle potessero essere entrate nel sistema di aggancio tra i due veicoli disallineandolo leggermente. Tuttavia, il controllo missione stabilì che questo si trovava ancora entro limiti di sicurezza.[38]

Discesa verso la LunaModifica

 
Il LEM "Snoopy" dell'Apollo 10 sopra la superficie della Luna

Dopo aver raggiunto l'orbita lunare vennero eseguite tutte le manovre previste per il primo allunaggio vero e proprio nell'ambito della prevista missione Apollo 11. A circa 110 chilometri di altezza sopra la superficie lunare, il modulo di comando dell'Apollo (CSM) venne staccato dal modulo lunare (LM). Iniziò dunque la manovra di discesa del LM, durante la quale il modulo si avvicinò alla superficie lunare fino a circa 15 chilometri di altezza, scattando alcune foto del sito previsto per l'allunaggio dell'Apollo 11. Questa era l'altezza minima sotto la quale non si poteva scendere in quanto non sarebbe più stato possibile una manovra di ascesa diretta. Ad un'altezza di 15 chilometri era previsto che lo stadio di discesa del modulo lunare venisse staccato per avviare il procedimento di risalita. Immediatamente dopo il pilotaggio automatico guidato dal computer di bordo si guastò provocando un forte movimento di avvitamento. Cernan spense il pilotaggio automatico e riposizionò il modulo lunare correttamente mediante pilotaggio manuale. Pure l'azionamento del congegno propulsore principale dello stadio di ascesa del modulo lunare non riuscì al primo tentativo, poté comunque essere eseguito in un secondo momento senza particolari problemi per l'equipaggio.

AmmaraggioModifica

 
L'Apollo 10 rientra sulla Terra frenato dai paracadute

Dopo aver abbandonato il modulo di ascesa del LM, l'equipaggio poté disporre di tempo per dormire e per scattare ulteriori fotografie e effettuare osservazioni della superficie lunare dall'orbita. Sebbene gli astronauti fossero stati in grado di localizzare ben 18 punti di riferimento sulla superficie e di scattare una serie di fotografie aggiuntive con cui documentare le varie caratteristiche della Luna, l'affaticamento accusato dell'equipaggio rese necessario cancellare due trasmissioni televisive programmate. Successivamente, il motore principale del CSM venne riacceso per circa 2,5 minuti allo scopo di posizionare l'Apollo 10 su una traiettoria di rientro verso la Terra, traiettoria che venne raggiunta a 137 ore 39 minuti e 13.7 secondi dall'inizio della missione. Al momento della sua partenza dall'orbita lunare, l'Apollo 10 aveva orbitato intorno alla Luna 31 volte nell'arco di circa 61 ore e 37 minuti.[36]

Durante il viaggio di ritorno verso la Terra, l'equipaggio svolse alcune attività di osservazione utili per la navigazione. Gli astronauti eseguirono anche un test programmato per misurare la riflessione del segnale dell'antenna a elevato guadagno del CSM e effettuarono sei trasmissioni televisive di durata diversa per mostrare al pubblico l'interno del veicolo spaziale e immagini della Terra e della Luna dal loro punto di osservazione.[36] Cernan riferì in seguito che lui e il suo equipaggio furono i primi a "radersi con successo nello spazio" durante il viaggio di ritorno, usando un rasoio di sicurezza e un gel da barba denso, poiché tali oggetti erano stati proibiti nelle missioni precedenti in quanto considerati un pericolo per la sicurezza.[39] A 188 ore, 49 minuti e 58 secondi dall'inizio della missione e poche ore prima di effettuare la separazione del modulo di comando da quello di servizio, l'equipaggio effettuò un'accensione del motore per effettuare l'unica correzione di rotta necessaria nel percorso di ritorno. La durata dell'accensione fu complessivamente di 6,7 secondi.[36]

 
Operazioni di recupero dell'equipaggio dopo l'ammaraggio nell'Oceano Pacifico

Mentre il veicolo spaziale si avvicinava rapidamente alla Terra nell'ultimo giorno della missione, l'Apollo 10 stabilì il record per il volo spaziale umano più veloce, raggiungendo i 39897 km/h rispetto alla Terra, la velocità massima alla quale qualsiasi essere umano abbia mai viaggiato.[40][41] Questo avvenne perché la traiettoria di ritorno era stata pianificata per impiegare solo 42 ore invece delle normali 56.[42] Oltre a quel record, gli astronauti dell'Apollo 10 furono gli umani che hanno viaggiato più lontano dalla loro casa (Houston), avendo raggiunto una distanza di 408950 chilometri (sebbene l'equipaggio dell'Apollo 13 gli supererò di 200 km rispetto alla Terra nel suo insieme).[43] Mentre la maggior parte delle missioni Apollo orbitarono attorno alla Luna alla stessa distanza di 111 chilometri dalla superficie lunare, la distanza tra la Terra e la Luna poteva variare di circa 43000 chilometri, durante ogni mese lunare mentre la rotazione terrestre fa variare la distanza da Houston al massimo di altri 11000 chilometri ogni giorno. L'equipaggio dell'Apollo 10 raggiunse il punto più lontano della sua orbita attorno al lato nascosto della Luna all'incirca nello stesso momento in cui la rotazione terrestre poneva Houston a quasi un diametro della Terra più lontano.[44]

Dopo 191 ore, 33 minuti e 26 secondi dall'inizio della missione, il modulo di comando con all'interno l'equipaggio si separò dal modulo di servizio in preparazione per il rientro, avvenuto circa quindici minuti dopo alle 191:48:54.5 dall'inizio della missione.[36] L'ammaraggio del CM avvenne dopo ulteriori circa quindici minuti dopo il rientro atmosferico nell'Oceano Pacifico a circa 740 chilometri a est delle Samoa americane alle ore 16:52:23 UTC del 26 maggio 1969; la missione era durata complessivamente 192 ore, 03 minuti e 23 secondi.[36] Gli astronauti furono recuperati dalla USS Princeton, a bordo della

quale trascorsero circa quattro ore e ricevettero una telefonata di congratulazioni dal presidente degli Stati Uniti Richard Nixon.[45] Poiché non erano entrati in contatto con la superficie lunare, l'equipaggio dell'Apollo 10 non fu obbligato a mettersi in quarantena come sarebbero avvenuto per gli astronauti delle successive missioni che sarebbero allunate.[46] Successivamente, l'equipaggio fu trasportato in aereo all'aeroporto Internazionale di Pago Pago a Tafuna per una cerimonia di saluto, prima di salire a bordo di un aereo cargo C-141 diretto alla base dell'aeronautica militare di Ellington vicino a Houston.[45]

Importanza per il programma ApolloModifica

La missione Apollo 10, conclusa con successo, fu la dimostrazione che la NASA era in grado di effettuare voli dell'Apollo a brevi intervalli: infatti dalla missione Apollo 7 erano passati appena sette mesi. Inoltre l'Apollo 10 aveva eseguito tutte le manovre necessarie per eseguire con successo un allunaggio, ad eccezione dell'allunaggio stesso. Anche se durante tali manovre furono riscontrati diversi problemi tecnici, venne ritenuto che si trattasse di inconvenienti facilmente risolvibili, tali da non pregiudicare il primo allunaggio con la missione Apollo 11, come da tempo programmato dalla NASA. Apollo 10 era la quarta missione con equipaggio, mentre due ulteriori missioni, in programma per i mesi successivi, si trovavano già in avanzata fase di preparazione.

CimeliModifica

 
Il modulo di comando esposto al London Science Museum

Dal 1970 lo Smithsonian Institution è responsabile della conservazione del modulo di comando Charlie Brown. Inizialmente, la navicella venne esposta in diverse nazioni fino a quando non è stata consegnata in prestito al London Science Museum nel 1978.[47] Il modulo di servizio invece è stato espulso poco prima del rientro atmosferico ed è bruciato nell'atmosfera terrestre con i suoi resti dispersi nell'Oceano Pacifico.[36]

Dopo che la navetta ebbe raggiunto la traiettoria di inserzione lunare, il terzo stadio S-IVB del razzo vettore Saturno V venne acceso per imprimergli una accelerazione sufficiente a superare la velocità di fuga dalla Terra perché potesse raggiungere un'orbita eliocentrica in cui ancora si trovava nel 2020.[48]

Anche il modulo di ascesa del modulo lunare Snoopy venne inserito in un'orbita eliocentrica dopo che gli astronauti lo avevano abbandonato anche se la sua orbita esatta non è stata più tracciata dopo il 1969. Nel 2011, un gruppo di astrofili nel Regno Unito avviò un progetto per cercarlo. e nel giugno 2019, la Royal Astronomical Society ha annunciato una possibile scoperta di Snoopy, ritenendo che il piccolo asteroide 2018 AV 2 potrebbe essere in realtà il veicolo spaziale con una certezza del "98%".[49] È l'unico veicolo spaziale privo di equipaggio noto per essere ancora nello spazio.[50][51]

Il modulo di discesa di Snoopy venne lasciato in orbita lunare; la sua attuale posizione è sconosciuta, anche se potrebbe essersi schiantato sulla Luna come conseguenza del decadimento orbitale.[52] Phil Stooke, uno scienziato che ha studiato la possibile traiettoria affermò che il modulo "si è schiantato in un luogo sconosciuto",[53] mentre un'altra fonte ha detto che "alla fine precipitò entro pochi gradi dall'equatore sul lato più vicino".[54]

NoteModifica

  1. ^ Press Kit, p. 1.
  2. ^ Replicas of Snoopy and Charlie Brown decorate top of console in MCC (JPG), su science.ksc.nasa.gov, NASA, 28 maggio 1969, NASA Photo ID: S69-34314. URL consultato il 25 giugno 2013 (archiviato dall'url originale il 19 giugno 2001). Photo description available here Archiviato il 5 ottobre 2021 in Internet Archive..
  3. ^ Mika McKinnon, Snoopy the Astrobeagle, NASA's Mascot for Safety, su Gizmodo, 30 aprile 2014. URL consultato il 6 giugno 2019.
  4. ^ (EN) Steve Garber, Sputnik and The Dawn of the Space Age, su history.nasa.gov, NASA, 10 ottobre 2007. URL consultato il 23 agosto 2018 (archiviato dall'url originale il 18 novembre 2004).
  5. ^ (EN) Roger D. Launius, Apollo: A Retrospective Analysis, su hq.nasa.gov, NASA, luglio 1994. URL consultato il 5 gennaio 2022 (archiviato il 22 febbraio 2017).
  6. ^ a b c Brooks, pp. 234–235.
  7. ^ a b Chaikin, pp. 151–152.
  8. ^ a b Hamish Lindsay, Apollo 10, su honeysucklecreek.net, Colin Hackellar. URL consultato il 2 luglio 2022.
  9. ^ Orloff e Harland, pp. 256, 285.
  10. ^ French e Burgess, pp. 1337–1338.
  11. ^ Press Kit, p. 2.
  12. ^ I cinque siti candidati per essere scelti per il primo allunaggio, dall'ALS-1 all'ALS-5, erano stati numerati progressivamente da est a ovest. In Press Kit, p. 37.
  13. ^ Wilhelms, pp. 189–192.
  14. ^ Press Kit, pp. 6, 8.
  15. ^ Press Kit, p. 65.
  16. ^ Orloff e Harland, p. 257.
  17. ^ 50 years ago: Apollo 10 rolls out to launch pad, su nasa.gov, NASA, 11 marzo 2019. URL consultato il 19 giugno 2022.
  18. ^ Apollo 10: Background, in Apollo 10 Lunar Flight Journal, NASA, 10 febbraio 2017. URL consultato il 21 giugno 2022.
  19. ^ Mission Report, p. 14-1.
  20. ^ Press Kit, p. 55.
  21. ^ a b Press Kit, p. 38.
  22. ^ Apollo/Skylab ASTP and Shuttle Orbiter Major End Items (PDF), su s3.documentcloud.org, NASA, marzo 1978, p. 11 (archiviato dall'url originale il 9 ottobre 2022).
  23. ^ Day 1, part 1: Countdown, launch and climb to orbit, in Apollo 10 Lunar Flight Journal, NASA, 6 febbraio 2022. URL consultato il 20 giugno 2022.
  24. ^ Michael Neufeld, Launch Complex 39: From Saturn to Shuttle to SpaceX and SLS, su airandspace.si.edu, National Air and Space Museum, 22 maggio 2020. URL consultato il 12 luglio 2022.
  25. ^ Orloff e Harland, p. 256.
  26. ^ Cernan, pp. 238–239.
  27. ^ Cernan, pp. 201–202.
  28. ^ Orloff, 2004, p. 286.
  29. ^ Cernan, pp. 203–204.
  30. ^ Brooks, pp. 303–304.
  31. ^ Mission Report, pp. 9-4, 9-8.
  32. ^ a b c d Orloff e Harland, p. 260.
  33. ^ George Gent, N.B.C.'s 'Teacher, Teacher' Voted Best TV Drama, in The New York Times, 9 giugno 1969, p. 94.
  34. ^ Brooks, pp. 304–306.
  35. ^ Apollo 10 Day 4, part 13: Acclimatising in lunar orbit, su Apollo 10 Lunar Flight Journal, NASA. URL consultato il 27 giugno 2022.
  36. ^ a b c d e f g Orloff, 2004, pp. 72–79.
  37. ^ Chaikin, p. 156.
  38. ^ French e Burgess, pp. 1374–1376.
  39. ^ Cernan, p. 220.
  40. ^ (EN) Mike Wall, The Most Extreme Human Spaceflight Records, Space.com, 23 aprile 2019. URL consultato il 26 giugno 2022.
  41. ^ Bob Granath, Apollo 10 Anniversary Catapults Next Step, su NASA, 24 febbraio 2015. URL consultato il 29 aprile 2020.
  42. ^ Stafford e Cassutt, p. 458.
  43. ^ Gerhard Holtkamp, Far Away From Home, in SpaceTimeDreamer, SciLogs, 6 giugno 2009. URL consultato il 20 settembre 2011 (archiviato dall'url originale il 31 ottobre 2011).
  44. ^ Glenday, 2010, p. 13.
  45. ^ a b 50 Years Ago: Apollo 10 Clears the Way for the first Moon Landing, su nasa.gov, NASA , 23 maggio 2019. URL consultato il 26 giugno 2022.
  46. ^ Cernan, p. 222.
  47. ^ Command Module, Apollo 10, in Smithsonian. URL consultato il 9 dicembre 2018 (archiviato dall'url originale il 10 dicembre 2018).
  48. ^ Saturn S-IVB-505N – Satellite Information, in Satellite database, Heavens-Above. URL consultato il 23 settembre 2013.
  49. ^ David Dickinson, Astronomers Might Have Found Apollo 10's "Snoopy" Module, in Sky & Telescope, 14 giugno 2019. URL consultato il 14 giugno 2019.
  50. ^ Mark Thompson, The Search for Apollo 10's 'Snoopy', in Discovery News, Discovery Communications, 19 settembre 2011. URL consultato il 26 giugno 2013 (archiviato dall'url originale il 7 agosto 2012).
  51. ^ Robert Z. Pearlman, The Search for 'Snoopy': Astronomers & Students Hunt for NASA's Lost Apollo 10 Module, Space.com, 20 settembre 2011. URL consultato il 26 giugno 2013.
  52. ^ Apollo 10 - NSSDCA/COSPAR ID: 1969-043A, su nssdc.gsfc.nasa.gov, NASA. URL consultato il 3 agosto 2022.
  53. ^ Phil Stooke, Finding spacecraft impacts on the Moon, su planetary.org, The Planetary Society, 20 febbraio 2017. URL consultato il 6 agosto 2022.
  54. ^ Launius e Johnston, pp. 104–105.

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