Apollo 15

missione del programma spaziale statunitense Apollo
Apollo 15
Emblema missione
Apollo 15-insignia.png
Dati della missione
OperatoreNASA
NSSDC ID1971-063A
SCN05351
Nome veicolomodulo di comando e servizio dell'Apollo 15 e modulo lunare dell'Apollo 15
Modulo di comandoCM-112
Modulo di servizioSM-112
Modulo lunareLM-10
VettoreSaturn V SA-510
Codice chiamatamodulo comando:
Endeavour
modulo lunare:
Falcon
Lancio26 luglio 1971
13:34:00 UTC
Luogo lancioKennedy Space Center
LC 39A
Allunaggio30 luglio 1971
22:16:29 UTC
Monte Hadley
26° 7' 55.99" N,
3° 38' 1.90" E
Durata EVA lunareLM Stand Up: 33 min 7 s
1°: 6 h 32 min 42 s
2°: 7 h 12 min 14 s
3°: 4 h 49 min 50 s
Tempo su superficie lunare66 h 54 min 53,9 s
Ammaraggio7 agosto 1971
20:45:53 UTC
Sito atterraggioOceano Pacifico (26°07′N 158°08′W / 26.116667°N 158.133333°W26.116667; -158.133333)
Nave da recuperoUSS Okinawa
Durata12 d 7 h 11 min 53 s
Rover lunareLRV-1
Peso campioni lunari77 kg
Proprietà veicolo spaziale
Peso al lancio48 599 kg
Peso al rientro5 321 kg
Parametri orbitali
Orbitaorbita selenocentrica
Numero orbite lunari74
Tempo in orbita lunare145 h 12 min 41.68 s
Apoapside lunare120,8 km
Periapside lunare101,5 km
Inclinazione23°
Equipaggio
Numero3
MembriDavid Scott
Alfred Worden
James Irwin
The Apollo 15 Prime Crew - GPN-2000-001169.jpg
L'equipaggio dell'Apollo 15
Da sinistra a destra: Scott, Worden e Irwin
Programma Apollo
Missione precedenteMissione successiva
Apollo 14-insignia.png Apollo 14 Apollo-16-LOGO.png Apollo 16

Apollo 15 è stata la nona missione spaziale con equipaggio del Programma Apollo dell'agenzia statunitense NASA e la quarta ad allunare. È stata la prima missione di tipo J, ovvero quel gruppo di missioni che prevedevano un soggiorno più lungo sulla Luna e una maggiore attenzione all'attività scientifica. Apollo 15 è stata anche la prima a utilizzare il Rover lunare.

La missione ebbe inizio il 26 luglio 1971 e si concluse il 7 agosto; l'esplorazione della superficie lunare si è svolta tra il 30 luglio e il 2 agosto. Il comandante David Scott e il pilota del modulo lunare James Irwin scesero vicino alla rima di Hadley ed esplorarono i dintorni grazie all'utilizzo del rover, che permise loro di viaggiare più lontano dal modulo lunare rispetto a quanto fosse stato possibile nelle precedenti missioni. Gli astronauti trascorsero 18 ore e mezza in attività extraveicolare (EVA) sulla superficie lunare in raccolsero 77 kg di materiale.

Negli stessi momenti, il pilota del modulo di comando Alfred Worden rimaneva in orbita lunare in attesa dei colleghi e gestendo i sensori posti nel vano scientifico del modulo di servizio. Questi strumenti permisero di raccogliere dati sulla Luna e sul suo ambiente utilizzando una telecamera panoramica, uno spettrometro a raggi gamma e una telecamera per mappatura, un altimetro laser, uno spettrometro di massa e satellite artificiale che venne rilasciato in orbita lunare prima di ripartire verso la Terra. Dopo che il modulo lunare riuscì a ricongiungersi con il modulo di comando, il motore di quest'ultimo venne acceso per fare ritorno verso la Terra. Durante il tragitto, Worden eseguì la prima passeggiata nello spazio profondo. La missione Apollo 15 ammarò in sicurezza il 7 agosto, nonostante il mancato dispiegamento di uno dei suoi tre paracadute.

La missione raggiunse i suoi obiettivi, ma fu segnata da un evento negativo accaduto l'anno successivo, quando emerse che l'equipaggio aveva trasportato cartoline postali non autorizzate sulla superficie lunare, alcune delle quali poi vendute da un rivenditore di francobolli della Germania occidentale. I membri dell'equipaggio furono rimproverati per l'azione e non volarono più nello spazio. L'Apollo 15 è anche ricordata per aver trovato la Roccia della genesi e per l'uso da parte di Scott di un martello e una piuma per convalidare la teoria della caduta dei gravi di Galileo Galilei secondo cui, in assenza di resistenza dell'aria, gli oggetti cadono alla stessa velocità a causa della forza di gravità.

AntefattoModifica

Nel 1962, la NASA sottoscrisse un contratto per la fornitura di quindici missili Saturno V per il perseguimento dell'obiettivo del programma Apollo di compiere un allunaggio entro la fine degli anni 1960; in quel momento nessuno prevedeva quante missioni sarebbero state necessarie.[1] Dal momento che il traguardo venne raggiunto nel 1969 con il sesto Saturno V che lanciò nello spazio la missione Apollo 11, rimasero disponibili nove missili che potevano consentire di arrivare, quindi, a totalizzare dieci allunaggi. I progetti prevedevano, inoltre, di realizzare una versione più pesante ed evoluta della navicella spaziale Apollo da utilizzare nelle ultime cinque missioni (Apollo 16-20). Il rinnovato modulo lunare sarebbe stato in grado di funzionare fino a 75 ore e trasportare un rover lunare sulla superficie della Luna. Il modulo di servizio avrebbe ospitato una serie di esperimenti da eseguire in orbita lunare per raccogliere dati sulla Luna. Nel piano originale, Apollo 15 doveva essere l'ultima delle missioni non estese ad atterrare nel cratere Censorinus. Ma in previsione dei tagli al bilancio, nel settembre 1970, la NASA annullò tre missioni. Apollo 15 divenne così la prima delle tre missioni estese, note come "missioni J", e il punto di allunaggio venne spostato in Mons Hadley, inizialmente previsto per Apollo 19.[2]

EquipaggioModifica

Posizione Equipaggio
Comandante David Scott
Terzo e ultimo volo
Pilota del modulo di comando Alfred Worden
Unico volo
Pilota del modulo lunare James Irwin
Unico volo

La composizione degli equipaggi venne resa nota al pubblico dalla NASA il 26 marzo 1970, poco prima del lancio di Apollo 13. Per il comandante David Scott si trattava del terzo volo nello spazio, dopo le missioni Gemini 8 e Apollo 9. Per Alfred Worden, pilota del modulo di comando e James Irwin, pilota del modulo lunare, si trattava della prima esperienza nello spazio. I tre erano membri dell'aeronautica militare americana.

Equipaggio di riservaModifica

Posizione Equipaggio
Comandante Richard Gordon
Pilota del modulo di comando Vance Brand
Pilota del modulo lunare Harrison Schmitt

Anche il comandante di riserva Richard Gordon aveva esperienza nello spazio, avendo volato su Gemini 11 e come pilota del modulo di comando di Apollo 12 (missione che portò Conrad e Bean sulla Luna). Come d'uso alla NASA, l'equipaggio di riserva avrebbe dovuto volare la terza missione successiva, in questo caso Apollo 18. Dal momento che questa missione era stata cancellata già a settembre del 1970, la speranza di poter volare verso la luna per Gordon, Brand e Schmitt - che per l'appunto componevano l'equipaggio di riserva - divenne minima. Infatti l'unico che visse quest'esperienza fu Schmitt, che volò quale scienziato-astronauta su Apollo 17.

Equipaggio di supportoModifica

L'equipaggio di supporto dell'Apollo 15 era composto dagli astronauti Joseph Allen, Robert Parker e da Karl Henize.[3] Tutti e tre erano scienziati-astronauti facenti parte del sesto gruppo di selezione della NASA, selezionato nel 1967, poiché l'equipaggio principale sentiva di aver bisogno di più assistenza con le attività scientifiche rispetto a quelle di pilotaggio. Nessuno dell'equipaggio di supporto avrebbe volato durante il programma Apollo, in attesa della partenza del programma Space Shuttle.[4]

Controllo missioneModifica

I direttori di volo dell'Apollo 15 furono i seguenti:

  • Gerry Griffin,[5] Gold team
  • Milton Windler,[5] Maroon team
  • Glynn Lunney,[5] Black team
  • Gene Kranz,[5] White team

Durante le missioni Apollo i radiofonisti di contatto (CAPCOM), che mantenevano le comunicazioni tra l'equipaggio nello spazio e il centro di controllo missione a Terra, furono sempre colleghi degli astronauti, per Apollo 15 ai alternarono Allen, Brand, Gordon Fullerton, Gordon, Henize, Edgar Mitchell, Parker, Schmitt e Alan Shepard.[6][7]

StemmaModifica

 
Medaglione commemorativo con lo stemma della missione Apollo 15

Lo stemma della missione Apollo 15 condivideva il tema dell'Air Force, un tributo al servizio dell'equipaggio in questa forza armata, proprio come lo stemma di Apollo 12 che richiamava la marina statunitense. Venne disegnato dallo stilista italiano Emilio Pucci, a cui venne commissionato direttamente dagli ingegneri della NASA[8][9]. L'emblema è formato da tre uccelli stilizzati, rappresentanti i tre membri dell'equipaggio, che volano sopra la superficie lunare nel punto di allunaggio. A tal proposito, l'astronauta dell'Apollo 15 Alfred Worden ha affermato che «l'emblema [...] è stato disegnato essenzialmente [da] Emilio Pucci. Ricordo che era ingegnere aeronautico e che amava volare...»[10] Immediatamente dietro gli uccelli, una linea di crateri forma il numero romano XV. I numeri romani sono stati nascosti nei contorni enfatizzati di alcuni crateri dopo che la NASA ha insistito affinché il numero della missione fosse visualizzato in numeri arabi. Il tutto è contornato da un cerchio in rosso, con una fascia bianca in cui sono riportati i nomi della missione e dell'equipaggio e un bordo blu. Sempre Worden affermò che ogni uccello rappresentasse un astronauta, il bianco era il suo corrispettivo (ed era posizionato in alto in quanto pilota del modulo di comando), Scott era quello blu e Irwin quello rosso. I colori combaciavano anche con le Chevrolet Corvette guidate dagli astronauti al Kennedy Space Center, quando furono fotografati per l'edizione dell'11 giugno 1971 della rivista Life.[11][12]

PreparazioneModifica

Pianificazione della missioneModifica

 
Il razzo Saturn V che avrebbe portato l'Apollo 15 verso la Luna in procinto di arrivare a Complesso di lancio 39

All'inizio di gennaio 1970, ancor prima di rendere noto l'equipaggio di Apollo 15, l'ultima missione del programma, Apollo 20, venne cancellata per ragioni di costo. A settembre dello stesso anno per lo stesso motivo venne deciso di cancellare due ulteriori voli, cioè la missione originaria di Apollo 15, nonché Apollo 19. I rimanenti tre voli dal 16 al 18 vennero dunque rinumerati da 15 a 17. Dopo di ciò la missione Apollo 15 divenne una missione del tipo "J", con attività scientifica avanzata. Il modulo lunare LM-10 era stato ottimizzato al confronto di quello utilizzato da Apollo 14 e pertanto consentiva di rimanere per un periodo prolungato sulla superficie della Luna. Inoltre fu possibile trasportare il primo rover lunare (LRV - Lunar Roving Vehicle). Grazie ai sistemi di sopravvivenza migliorati delle tute spaziali (PLSS), gli astronauti poterono rimanere più tempo nello spazio e dunque poterono coprire maggiori distanze sulla superficie lunare. Il modulo lunare venne battezzato Falcon (Falcone), mentre al modulo di comando CSM-112 venne assegnato il nome dell'imbarcazione dell'esploratore James Cook, Endeavour. In tale occasione la NASA utilizzò, oltre alla grafia inglese, anche quella americana ("Endeavor"). Le singole unità del razzo Saturn V, numero AS-510, vennero trasportate a Cape Kennedy nel periodo tra maggio e luglio 1970. L'11 maggio 1971 fu terminato l'assemblaggio delle stesse e il razzo venne trasportato fino alla rampa di lancio 39-A.

Durante la missione collaborarono nel ruolo di radiofonista di contatto (Capcom) i membri dell'equipaggio di riserva Gordon, Brand e Schmitt, e quelli dell'equipaggio di supporto Allen, Henize e Parker, nonché gli astronauti di Apollo 14 Alan Shepard ed Edgar Mitchell, senza tralasciare l'astronauta del settimo gruppo Gordon Fullerton. Quest'ultimo era uno dei sette astronauti che, ad agosto del 1969, erano passati dall'aeronautica militare americana - US Air Force - alla NASA, dato che l'Air Force aveva deciso di abbandonare il proprio programma spaziale con equipaggio, denominato Manned Orbiting Laboratory - (MOL) che non fu mai realizzato nella forma prevista.

Addestramento geologicoModifica

 
Richard Gordon (a destra) e Harrison Schmitt durante l'addestramento geologico

Harrison Schmitt e altri scienziati-astronauti sostenevano la necessità di una maggior attenzione alla ricerca scientifica nelle future missioni lunari del programma Apollo. Spesso queste istanze vennero accolte con disinteresse da parte degli altri astronauti o vennero messe in secondo piano dietro a priorità giudicate più importanti. Schmitt si rese conto che era necessario che vi fosse un insegnante esperto che potesse ispirare l'entusiasmo degli astronauti e contattò il geologo Leon Silver, che poi presentò al comandante dell'Apollo 13, Jim Lovell e al suo pilota di modulo lunare, Fred Haise. I due astronauti si dimostrarono interessati a compiere una prova sul campo con Silver e così la geologia divenne una parte significativa del loro addestramento. Inoltre, il geologo Farouk El-Baz si occupò di addestrare il pilota del modulo di comando, Ken Mattingly, affinché potesse compiere osservazioni pianificate dall'orbita lunare. Le abilità appena acquisite dall'equipaggio rimasero per lo più inutilizzate, a causa dell'esplosione che danneggiò la navetta e che causò l'interruzione della missione. Il piota del modulo lunare della successiva missione Apollo 14, Stuart Roosa, era anch'esso entusiasta della geologia ma il comandante della missione, Alan Shepard, lo era di meno.[13]

Scott e Irwin si addestrano ad utilizzare il rover lunare

Essendo già a conoscenza della navicella spaziale Apollo, in quanto avevano servito come equipaggio di riserva dell'Apollo 12, gli astronauti di Apollo 15, Scott, Worden e Irwin, erano in grado di dedicare più tempo del loro addestramento alla geologia.[14] Scott voleva fortemente che la sua missione riportasse sulla Terra la massima quantità di dati scientifici possibili e, di conseguenza, si incontrò nel 1970 con Silver per iniziare a pianificare l'addestramento sulla geologia lunare. La nomina di Schmitt come pilota del modulo lunare di riserva lo mise all'interno del gruppo degli astronauti, scatenando così la competizione tra gli equipaggi principale e di riserva. La trasformazione di Apollo 15 in una missione J, con maggior attività scientifica lunare e l'utilizzo del rover per gli spostamenti, portò alla necessità di comunicazioni più complesse tra il centro di controllo missione e gli astronauti sulla Luna e per ovviare a ciò si procedette con la costruzione in Australia della Honeysuckle Creek Tracking Station.[15]

 
Il comandante David Scott scatta una fotografia durante l'addestramento geologico alle Hawaii, nel dicembre 1970

Gli addestramenti geologici sul campo si sono svolti con una frequenza di circa un appuntamento al mese per i complessivi 20 mesi di addestramento dell'equipaggio. Inizialmente Silver portò i comandanti e i piloti del modulo lunare in alcuni siti di rilevanza geologica in Arizona e nel Nuovo Messico. Avvicinandosi alla data del lancio, gli addestramenti si fecero sempre più realistici: gli equipaggi indossavano modelli degli zaini che avrebbero avuto e comunicavano usando le ricetrasmettenti con un CAPCOM, quest'ultimo accompagnato da un geologo che non aveva familiarità con l'area e che quindi doveva affidarsi alle descrizioni degli astronauti per interpretare i risultati, familiarizzando con i membri dell'equipaggio e con le loro descrizioni.[16]

Un così ampio programma di addestramento fece sì che Worden trascorresse gran parte del suo tempo presso le strutture nordamericane della Rockwell a Downey, in California, dove veniva costruito il modulo di comando e servizio (CSM).[17] Tuttavia, anche lì intraprese una formazione geologica, sebbene di tipo diverso. Lavorando con El-Baz, studiò mappe e fotografie dei crateri che avrebbe visto mentre orbitava da solo nel CSM. Mentre El-Baz lo ascoltava e dava consigli, Worden imparò a descrivere le caratteristiche lunari in un modo che sarebbe stato utile agli scienziati che avrebbero ascoltato le sue trasmissioni sulla Terra.[18]

Scelta del sito di allunaggioModifica

 
Sito di allunaggio di Apollo 15

La decisione di allunare a Hadley venne presa nel settembre 1970. Il comitato preposto alla scelta aveva ristretto le opzioni a due possibili siti: la rima di Hadley, una profonda frattura posta ai margini del Mare Imbrium vicino ai Montes Apenninus, o il cratere Marius, vicino ad un gruppo di cupole basse, probabilmente di origine vulcanica. Sebbene la decisione finale non spettasse al comandante della missione, la sua opinione ebbe sempre una grande influenza e per David Scott era favorevole a tale scelta.[19] La decisione venne presa sebbene alla NASA mancassero immagini ad alta risoluzione del sito di atterraggio; non ne erano state fatte poiché era considerato un sito troppo approssimativo perché potesse essere scelto in una delle precedenti missioni Apollo.[20] La vicinanza dei Montes Apenninus al sito di Hadley richiedeva una traiettoria di avvicinamento di atterraggio di 26 gradi, molto più ripida rispetto ai 15 gradi che avevano caratterizzato i precedenti allunaggi di Apollo.[21]

Mezzi e strumentazioneModifica

Navetta spazialeModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Navicella spaziale Apollo.
 
La SIM bay Apollo 15

L'Apollo 15 utilizzò il modulo di comando e servizio Apollo denominato CSM-112, al quale era stato assegnato il nome di chiamata Endeavour, dalla nave HMS Endeavour, mentre il modulo lunare fu il LM-10, con nome di chiamata Falcon, dalla mascotte dell'United States Air Force Academy. Scott spiegò come la scelta del nome Endeavour si basasse sul fatto che il suo capitano, James Cook, avesse guidato il primo viaggio per mare a scopo puramente scientifico e che Apollo 15 fosse la prima missione che prevedeva uno sbarco lunare in cui tra gli obiettivi vi era una forte enfasi sulla scienza.[22] L'Apollo 15 trasportò con sé durante il volo un piccolo pezzo di legno dalla nave di Cook[23] mentre su Falcon vennero portate due piume di falco[24] in riconoscimento del servizio nell'Aeronautica da parte dei membri dell'equipaggio.

I tecnici del Kennedy Space Center riscontrarono alcuni problemi con la strumentazione del vano della strumentazione scientifica (SIM bay) del modulo di servizio. Alcuni di queste strumentazioni giunsero in ritardo e i principali contraenti della NASA chiesero di apportare piccole modifiche o di svolgere ulteriori test. I problemi meccanici derivarono dal fatto che gli strumenti fossero stati progettati per funzionare nello spazio, ma dovevano essere testati sulla superficie della Terra. Pertanto, strumenti come i bracci da 7,5 metri impiegati dagli spettrometri di massa e di raggi gamma, potevano essere testati solo utilizzando apparecchiature che cercavano di imitare l'ambiente spaziale[25] e, nello spazio, per più volte non fu possibile ritirare completamente il braccio dello spettrometro di massa.[26][27]

Sul modulo lunare i serbatoi di carburante e di ossidante vennero allargati, sia sulla sezione di discesa che in quella di salita, mentre il cono del motore della sezione di discesa venne allargato. Vennero aggiunte batterie e celle solari per garantire una maggiore potenza elettrica. Tutto ciò portò a un aumento di peso del modulo lunare, arrivando a 16 000 chilogrammi, 1 800 kg in più rispetto ai modelli precedenti.[28]

Se Apollo 15 fosse volato come "missione H", avrebbe utilizzato il CSM-111 e LM-9. Quel CSM venne poi utilizzato nella missione denominata Programma test Apollo-Sojuz, volata nel 1975,[29] ma il modulo lunare rimase inutilizzato ed è ora in esposizione al Kennedy Space Center Visitor Complex.[30] Il CSM Endeavour' si trova ora al National Museum of the United States Air Force presso la base aerea di Wright-Patterson a Dayton, in Ohio.[31][32]

Veicolo di lancioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Saturno V.
 
Il Saturno V SA-510

Il razzo Saturno V che lanciò nello spazio l'Apollo 15 fu designato SA-510, il decimo modello pronto per il volo del razzo. La necessità di trasportare un carico utile maggiore, rese necessario apportare modifiche al razzo e alla sua traiettoria di lancio. Infatti, la sua rotta seguì una direzione più meridionale (80–100 gradi azimutale) rispetto a quella delle precedenti missioni, e l'orbita di parcheggio terrestre fu abbassata a 166 chilometri. Queste due modifiche comportarono la possibilità di trasportare 500 kg in più. Inoltre vennero ridotte le riserve di propellente e il numero di retrorazzi presenti sul primo stadio S-IC (usato per separare il primo stadio esaurito dal secondo stadio S-II) passarono dal numero di otto a quattro. I quattro motori esterni dello stadio dell'S-IC vennero lasciati accessi per maggiore tempo, così come venne fatto per il motore centrale. Vennero apportate anche alcune modifiche allo stadio S-II per smorzare l'oscillazione pogo.[28]

Una volta che tutti i principali sistemi furono installati nel Saturno V, il complesso venne spostato dall'Vehicle Assembly Building al sito di lancio, presso il complesso di lancio 39A. Tra la fine di giugno e l'inizio di luglio 1971, il razzo e la Launch Umbilical Tower (LUT) vennero colpiti almeno quattro volte da un fulmine. In tali occasioni non si registrarono danni al veicolo e solo lievi danni alle attrezzature di supporto a terra.[33]

Tute spazialiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Apollo/Skylab A7L.
 
Gli astronauti dell'Apollo 15 indossano le tute spaziali poco prima del lancio

Gli astronauti dell'Apollo 15 indossarono tute spaziali riprogettate. In tutte le precedenti missioni Apollo, incluse quelle che non allunarono, il comandante e il pilota del modulo lunare avevano in dotazione un abbigliamento con il supporto vitale, il raffreddamento a liquido e le connessioni con gli apparati di comunicazione in due file parallele di tre. Su Apollo 15, le nuove tute, soprannominate "A7LB", avevano i connettori disposti in coppie triangolari. Questa nuova disposizione, insieme allo spostamento della cerniera d'ingresso (che andava in su-giù sui vecchi modelli) sistemata in diagonale dalla spalla destra all'anca sinistra, permetteva agli astronauti di indossare la tuta più facilmente negli spazi angusti della navetta. Ciò permise, anche, a coloro che le indossavano di godere di una maggiore movimento del busto, permettendogli di piegarsi completamente e di sedersi anche sul rover. Zaini con il supporto vitale aggiornati consentivano attività extraveicolari sulla Luna di maggiore durata.[28] Come in tutte le missioni, prima e dopo Apollo 13, la tuta del comandante era contraddistinta da una striscia rossa sul casco, sulle braccia e sulle gambe.[34]

Worden indossava un abito simile a quelli indossati dagli astronauti dell'Apollo 14, ma modificato per interfacciarsi con l'equipaggiamento dell'Apollo 15. L'attrezzatura necessaria solo per gli EVA di superficie lunare, come l'indumento di raffreddamento a liquido, non era inclusa nella tuta di Worden, poiché l'unico EVA che si aspettava di fare era uno per recuperare le cartucce di pellicola dall'alloggiamento SIM sul volo di ritorno.[28]

Rover lunareModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Rover lunare.
 
Irwin con il Lunar Rover Vehicle (LRV) sulla Luna

Sin dall'inizio degli anni 1960, la NASA aveva preso in considerazione l'ipotesi di un veicolo in grado operare sulla superficie lunare. Una prima versione venne chiamata MOLAB, era dotato di una cabina chiusa e pesava circa 2 700 kg; alcuni prototipi ridimensionati vennero testati in Arizona. Presto divenne chiaro che la NASA non avrebbe installato una base lunare permanente e quindi un veicolo così grande e complesso sembrò superfluo. Tuttavia, i pianificatori del programma, ritennero che un rover avrebbe permesso di migliorare le missioni di tipo J che avevano lo scopo di concentrarsi maggiormente sulla ricerca scientifica, sebbene i limiti di peso stabiliti a 230 kg ponevano dei dubbi sulla sua reale utilità. La NASA non decise di procedere con un la realizzazione del rover fino a maggio 1969, quando la missione Apollo 10, la prova generale per l'allunaggio successivo, tornò dopo dall'orbita lunare. L'azienda statunitense Boeing ottenne il contratto per la realizzazione di tre rover, il costo complessivo, comprensivo della strumentazione, arrivò ad un totale di 40 milioni di dollari, suscitato notevole attenzione da parte dei media in un momento in cui i budget della NASA venivano ridotti e si assisteva ad un declino nell'interesse da parte del pubblico per le imprese lunari.

Il Lunar Rover Vehicle venne progettato per essere ripiegato in uno spazio di 1,5 metri per 0,5 metri. Scaricato, pesava 209 kg e, quando trasportava due astronauti e le loro attrezzature, arrivava ad un peso complessivo di 700 kg. Ogni ruota disponeva di un proprio motore elettrico indipendente da 200 Watt. Sebbene potesse essere guidato da entrambi gli astronauti, fu sempre il comandante della missione a guidarlo. Viaggiando a una velocità compresa tra i 10 e i 12 km/h, permetteva per la prima volta agli astronauti di raggiungere luoghi lontani rispetto al punto di allunaggio e disporre di abbastanza tempo per compiere alcuni esperimenti scientifici.[28] Il rover di Apollo 15 portava una targa con la scritta: "Man's First Wheels on the Moon, Delivered by Falcon, July 30 1971" ("Le prime ruote dell'uomo sulla luna, trasportato da Falcon, 30 luglio 1971").[35]

Particles and Fields SubsatelliteModifica

Il Particles and Fields Subsatellite (PFS-1) dell'Apollo 15 fu un piccolo satellite artificiale che venne rilasciato in orbita lunare dal vano di alloggiamento della strumentazione scientifica (SIM bay) poco prima che la missione lasciasse l'orbita lunare per tornare sulla Terra. Gli obiettivi principali di questo satellite erano lo studio del plasma, delle particelle e dell'ambiente del campo magnetico lunare e mappare il campo gravitazionale lunare. In particolare, misurò le intensità del plasma e delle particelle energetiche e i campi magnetici vettoriali. Un requisito fondamentale fu che il satellite acquisisse campi e dati particellari ovunque sull'orbita attorno alla Luna.[28] Oltre a misurare i campi magnetici, il satellite conteneva sensori per studiare le concentrazioni di massa della Luna.[36] Il satellite orbitò attorno alla Luna e trasmise i dati dal 4 agosto 1971 al gennaio 1973, quando, a seguito di molteplici guasti dell'elettronica, il supporto a terra venne interrotto. Si ritiene che si sia schiantato sulla Luna qualche tempo dopo.[37]

Fasi principali della missioneModifica

Lancio e volo verso la LunaModifica

Lancio di Apollo 15, 26 luglio 1971

L'Apollo 15 venne lanciato il 26 luglio 1971 alle ore 13:34 UTC da Cape Canaveral, Florida. Il momento programmato per l'inizio della missione era all'inizio della finestra di lancio di due ore e 37 minuti, una scelta che avrebbe consentito agli astronauti di arrivare sulla Luna con le condizioni di illuminazione migliori per la rima di Hadley Rille; se la missione fosse stata ritardata ad oltre l'ulteriore finestra disponibile per il giorno successivo, non avrebbe potuto essere riprogrammata fino alla fine di agosto. Gli astronauti vennero svegliati da Donald Slayton cinque ore e un quarto prima del lancio e, dopo aver fatto colazione ed essersi preparati, vennero accompagnati al Lauch Complex 39A], la rampa di lancio da cui sarebbero partiti; entrarono nel veicolo spaziale circa tre ore prima del decollo. Non ci fu alcun ritardo non previsto nel conto alla rovescia.[38]

A 11 minuti e 36 secondi dopo aver lasciato la Terra, il motore S-IVB del razzo vettore Saturno V si spense, lasciando Apollo 15 nell'orbita di parcheggio pianificata in orbita terrestre bassa dove rimasero per 2 ore e 40 minuti, al fine di consentire all'equipaggio (e al centro di controllo missione di Houston, tramite telemetria) di verificare il corretto funzionamento dei sistemi del veicolo spaziale. A 2 ore, 50 minuti e 2 secondi dall'inizio della missione, il motore S-IVB fu riacceso per la manovra propulsiva denominata traiettoria di inserzione lunare (TLI), che portò la navetta a collocarsi su una rotta in direzione della Luna.[38][39] Prima di tale manovra, il veicolo spaziale aveva completato 1,5 orbite attorno alla Terra.[40]

L'astronauta Al Worden manovra il CSM per agganciarsi al modulo lunare

Durante questa accensione, il Apollo Command/Service Module (CSM) e il modulo lunare (LM) si trovavano ancora collegati al terzo stadio del Saturno V. Una volta collocati sulla rotta corretta e spento il motore, vennero azionati i bulloni esplosivi che separarono il CSM dal razzo vettore, mentre Worden azionava i propulsori per allontanarlo. Quindi, lo stesso Worden, manovrò il CSM per collegarlo al LEM (montato all'estremità del terzo stadio) e, una volta completata la manovra, le due navette collegate vennero definitivamente separate dal terzo stadio S-IVB. Dopo aver completato ciò, l'S-IVB venne fatto ulteriormente allontanare e, come previsto, impattò sulla Luna circa un'ora dopo che la navetta con l'equipaggio era entrata in orbita selenocentrica, sebbene a causa di un errore lo schianto avvenne A 146 km di distanza dal punto previsto.[41] L'impatto del razzo venne rilevato dai sismometri lasciati sulla Luna dalla missione Apollo 12 e Apollo 14, fornendo dati scientifici utili.[42]

Successivamente venne riscontrata l'accensione di una spia di malfunzionamento del sistema di propulsione principale del modulo di servizio (SPS); dopo aver tentato una risoluzione del problema, gli astronauti eseguirono un'accensione di prova del motore che aveva anche lo scopo di correzione di rotta di metà percorso. Questo avvenne a circa 028 ore e 40 minuti dall'inizio della missione. Terminata la missione, è stato scoperto che il malfunzionamento era stato causato da un pezzettino di filo intrappolato all'interno dell'interruttore.[43][44]

 
Immagine della Terra fotografata durante il viaggio verso la Luna

Dopo aver spurgato e rinnovato l'atmosfera all'interno del modulo lunare per eliminare qualsiasi contaminazione, gli astronauti entrarono nel LEM per circa 34 ore, al fine di controllare le condizioni del suo equipaggiamento e spostare alcuni in oggetti che sarebbero stati poi necessari sulla Luna. Gran parte di questo lavoro è stato trasmesso a Terra, grazie alla telecamera utilizzata da Worden. L'equipaggio scoprì un danneggiamento della copertura esterna del Range/Range Rate tapameter; ciò rappresentava un problema non solo perché questo era un importante elemento dell'equipaggiamento, che forniva informazioni sulla distanza e sulla velocità di avvicinamento, ma perché frammenti della copertura di vetro fluttuavano all'interno del modulo. Il tapemeter funzionava in un'atmosfera di elio,[45] ma a causa della rottura si trovava immerso nell'atmosfera ad ossigeno del LM.[46] I test a terra permisero di attestare che il tapemeter funzionava ancora correttamente e gli astronauti rimossero la maggior parte del vetro utilizzando un aspirapolvere e un nastro adesivo.[45][47]

 
La superficie lunare vista da Apollo 15

Fino ad ora, si erano riscontrati solo piccoli problemi, ma a circa 61 ore e 15 minuti circa dell'inizio della missione (la sera del 28 luglio a Houston), Scott scoprì una perdita nel sistema idrico. L'equipaggio non fu in grado di individuare da dove provenisse tale perdita e se il problema potesse diventare preoccupante. Gli esperti di Houston trovarono presto una soluzione che venne implementata con successo dall'equipaggio. L'acqua venne rimossa con degli asciugamani che poi furono fatti asciugare nel tunnel tra il modulo di comando (CM) e il modulo lunare.[48]

A 73 ore, 31 minuti e 14 secondi dal lancio, venne fatta una seconda correzione di rotta (midcourse correction), grazie ad un'accensione del motore inferire al secondo. Sebbene vi fosse la possibilità di compiere fino a quattro accensioni di correzione dopo l'inserimento in orbita lunare, fu necessario eseguirne solamente due. L'Apollo 15 arrivò in prossimità della Luna il 29 luglio e una volta che si trovò sul lato nascosto venne eseguita l'accensione del motore per l'inserimento nell'orbita lunare, in una situazione di mancanza di contatto radio con la Terra. Se il motore non si fosse acceso, l'Apollo 15 sarebbe emerso più velocemente dall'ombra lunare e quindi sarebbe tornato in contatto radio prima rispetto al previsto; la continua mancanza di comunicazione ha permesso al Centro di Controllo Missione di stabilire che l'accensione aveva avuto successo. Quando il contatto riprese, Scott non diede immediatamente i dettagli dell'accensione, ma parlò con ammirazione della bellezza della Luna, facendo arrabbiare Alan Shepard, il comandante dell'Apollo 14, in attesa di un'intervista televisiva".[49] L'accensione durò 398,36 secondi ed ebbe luogo a 78 ore, 31 minuti e 46,7 dall'inizio della missione, ad un'altitudine di 160,6 km dalla superficie della Luna permettendo ad Apollo 15 di inserirsi in una orbita lunare ellittica di 315,0 per 106,9 km.[47]

Orbita lunare e allunaggioModifica

 
Interno del modulo lunare

Durante le missioni Apollo 11 e 12 il modulo lunare si era separato dal CSM per iniziare la discesa sulla Luna da una altitudine molto bassa; a partire da Apollo 15, l'esigenza di risparmiare carburante per il maggior peso del modulo lunare aveva reso necessario che la manovra di inserimento nell'orbita di discesa (DOI) avvenisse tramite accensione del motore principale del CSM quando i due mezzi erano ancora collegati. L'orbita iniziale in cui si trovava Apollo 15 aveva il suo punto più elevato sopra il sito previsto per l'allunaggio; fu eseguita quindi un'accensione del motore nel punto opposto dell'orbita affinché il luogo dell'allunaggio si trovasse al di sotto del punto più basso dell'orbita.[50] Tale accensione venne eseguita a 82 ore, 39 minuti e 49,09 secondi dall'inizio della missione; il risultato fu il raggiungimento di un'orbita con apocinzio a 108.3 km e pericinzio a 17.8 km.[51] Durante la notte tra il 29 e il 30 luglio, mentre l'equipaggio si riposava, al centro di controllo missione fu chiaro che per via della concentrazione di massa nella Luna l'orbita dell'Apollo 15 diveniva sempre più ellittica: quando l'equipaggio si svegliò il 30 luglio, il pericinzio era di 14,1 km. Questo, e l'incertezza sull'esatta altitudine del sito di atterraggio, rendeva necessario che l'orbita venisse modificata. Grazie all'utilizzo dei propulsori del sistema RCS della navetta spaziale,[52] si riuscì ad alzare il pericinzio a 16,3 km e l'apolunio a 111,5 km.[51]

Oltre a preparare il modulo lunare per la sua discesa, l'equipaggio continuò a compiere osservazioni sulla Luna, compreso il sito di atterraggio previsto sulla rima di Hadley, e trasmise riprese televisive della superficie. Successivamente, Scott e Irwin, entrarono nel modulo lunare per prepararsi all'allunaggio. Lo sganciamento dei due veicoli, CSM e LM, era stato pianificato per effettuarsi a 100 ore, 13 minuti e 56 secondi dall'inizio missione, quando si trovavano dall'altra parte della Luna, tuttavia non accadde nulla quando si tentò la separazione.[53] Dopo aver analizzato il problema, l'equipaggio e Houston decisero che la strumentazione della sonda ombelicale era probabilmente allentata o disconnessa; Worden entrò quindi nel tunnel che collegava i due veicoli e cercò di sistemarla più saldamente. Con il problema risolto, il modulo lunare (LM) si separò dal modulo di comando e servizio (CSM) con circa 25 minuti di ritardo, a un'altitudine di 10,7 km. Worden sul CSM eseguì un'accensione del motore principale per portarsi in un'orbita di 120,8 km e 101,5 km in preparazione per svolgere i suoi compiti scientifici.[54]

 
Il modulo di comando e servizio Apollo in orbita lunare, fotografato dal modulo lunare Falcon

A bordo del modulo lunare (LM), Scott e Irwin si prepararono per la Powered Descent Initiation (PDI), l'accensione del motore che avrebbe rallentato il loro moto e fatti scendere sulla superficie lunare e, dopo che il centro di controllo missione gli diede il permesso,[55] la iniziarono a 104 ore, 30 minuti e 09,4 secondi dall'inizio a un'altitudine di 10,7 km,[54] leggermente superiore al previsto. Durante la prima parte della discesa, il LEM era allineato in modo che gli astronauti non potessero vedere la superficie lunare sotto di loro, ma dopo che la navetta fece una manovra di rotazione, si trovarono dritti e in grado di osservare la superficie di fronte a loro. Scott, che come comandante aveva la responsabilità dell'atterraggio, si trovò di fronte un paesaggio che all'inizio non sembrava assomigliare a quello che aveva studiato durante le simulazioni. Ciò fu dovuto a un errore nella rotta di allunaggio di circa 910 metri, di cui il CAPCOM Edgar Mitchell aveva informato l'equipaggio prima della discesa, e in parte perché i crateri su cui Scott aveva fatto affidamento nel simulatore erano difficili da distinguere nelle condizioni reali, non riuscendo inizialmente a scorgere la rima Hadley. Il comandante ritenne che probabilmente era stato sorpassato il sito previsto di allunaggio e, una volta che riuscì a vedere il luogo prescelto, iniziò a manovrare il veicolo per spostarsi cercando un luogo relativamente piano dove atterrare.[55][56]

Ultime fasi dell'allunaggio di Apollo 15 visto dalla prospettiva del pilota del modulo lunare.

Arrivati a circa 18 metri dalla superficie, Scott non riuscì a vedere nulla sulla superficie a causa della quantità di polvere sollevata dal motore del modulo lunare Falcon. Il LEM di Apollo 15 disponeva di un cono del motore più grande rispetto ai LEM precedenti, in parte dovuto alla necessità di sostenere un carico più pesante e in parte per l'importanza di spegnere il motore al contatto iniziale piuttosto che rischiare un "blowback", ovvero lo scarico che rimbalza sulla superficie lunare, con il conseguente rischio di un'esplosione. Quindi, quando Irwin dichiarò "Contatto", indicando che una delle sonde sulle estensioni delle gambe di atterraggio avevano toccato la superficie, Scott spense immediatamente il motore, lasciando cadere il LEM per la distanza residuale alla superficie. Muovendosi già verso il basso a circa 0,15 m al secondo, Falcon scese da un'altezza di 0,49 m, una velocità tale da rendere l'allunaggio più difficile rispetto a una qualsiasi delle missioni con equipaggio, impattando a circa 2,1 metri al secondo, facendo spaventare Irwin che urlò "Bam!". Scott aveva fatto atterrare Falcon sul bordo di un piccolo cratere che era riuscito a vedere; il LEM si trovò inclinato a sinistra di 8,6 gradi.[57] Irwin lo descrisse nella sua autobiografia come l'atterraggio più difficile in cui si fosse mai trovato e temette che la navetta si ribaltasse, rendendo necessaria un'interruzione immediata.[58]

Falcon allunò dopo 104 ore, 42 minuti e 29,3 secondi dall'inizio della missione (alle 22:16:29 GMT del 30 luglio), con circa 103 secondi di carburante residuo, a circa 550 metri dal luogo previsto.[54] Dopo l'esclamazione di Irwin, Scott riferì: "Okay, Houston. Il Falcon è nella pianura di Hadley".[57] Trovandosi all'interno della zona di allunaggio pianificata, la maggiore mobilità fornita dal rover lunare rese inutili ulteriori manovre.[59]

Sulla LunaModifica

 
David Scott durante la traversata lunare

Prima attività extraveicolareModifica

Essendo previsto che il modulo lunare sarebbe rimasto sulla Luna per quasi tre giorni, il comandante Scott ritenne importante mantenere il ritmo circadiano a cui erano abituati e, siccome l'allunaggio era avvenuto nel tardo pomeriggio, ora di Houston, i due astronauti dovevano dormire prima di iniziare la passeggiata sulla superficie. Tuttavia vi fu il tempo affinché Scott potesse aprire il portello superiore del LEM (solitamente utilizzato per l'attracco) e trascorrere mezz'ora a guardare ciò che li circondava, descrivendo e fotografando. Il geologo Lee Silver gli aveva insegnato, durante l'addestramento, l'importanza di porsi in una posizione elevata per ispezionare il sito prima dell'esplorazione.[60][55][61] Deke Slayton e altri dirigenti inizialmente si opposero a causa dell'ossigeno che sarebbe andato perso, ma Scott riuscì ad imporsi.[62] Durante l'unica attività extraveicolare (EVA) mai eseguita attraverso il portellone superiore del LEM sulla superficie lunare, Scott fu in grado di pianificare l'attività sulla superficie prevista per il giorno successivo.[62] Offrì anche a Irwin la possibilità di guardare fuori, ma ciò avrebbe richiesto il riordino dei collegamenti con il sistema di supporto vitale del LEM e quindi si scelse di non procedere.[63] Dopo aver ripressurizzato la navetta, Scott e Irwin svestirono le tute spaziali per dormire, diventando i primi astronauti a togliersi le tute mentre si trovavano sulla Luna.[64]

Durante il periodo di sonno, il centro di controllo missione a Houston rilevò una perdita di ossigeno lenta ma costante. Scott e Irwin alla fine furono svegliati un'ora prima e venne trovata la fonte del problema in una valvola aperta sul dispositivo di trasferimento dell'urina. Nel debriefing successivo alla conclusione della missione, Scott raccomandò che gli equipaggi futuri fossero svegliati immediatamente in circostanze simili. Dopo aver risolto il problema, i due astronauti iniziarono i preparativi per la prima passeggiata sulla Luna.[65]

video effettuato a bordo del rover lunare

Dopo aver indossato le loro tute spaziali e depressurizzato la cabina,[66] Scott e Irwin iniziarono la loro prima uscita completa dal modulo lunare, diventando rispettivamente il settimo e l'ottavo umano a camminare sulla Luna.[67] Per prima cosa dispiegarono il rover lunare, immagazzinato ripiegato in uno scompartimento del modulo di discesa di Falcon, ma questo si rivelò più problematico rispetto alle previsioni a causa dell'inclinazione del LM. Gli esperti di Houston suggerirono di sollevare la parte anteriore del rover mentre gli astronauti lo estraevano; questa azione dette i risultati sperati.[68] Scott iniziò ad effettuare un controllo del sistema. Una delle batterie fornì una lettura di tensione pari a zero, ma venne determinato che si trattava solamente di un errore di strumentazione. Una preoccupazione maggiore proveniva dallo sterzo della ruota anteriore che non funzionava. Tuttavia, quello della ruota posteriore era sufficiente per manovrare il veicolo.[69][70] Una volta che venne completato il controllo Scott poté muoversi per la prima volta sulla Luna a bordo di un veicolo con ruote. Il rover trasportava una telecamera, controllata a distanza da Houston da Ed Fendell della NASA. La risoluzione non era elevata rispetto alle fotografie fisse che potevano essere scattate, ma questa telecamera permise ai geologi sulla Terra di partecipare indirettamente alle attività di Scott e Irwin.[71]

 
Il LEM Falcon sulla superficie lunare

La rima (una frattura della superficie lunare) di Hadley non era visibile direttamente dal sito di atterraggio, ma quando Scott e Irwin guidarono sul terreno ondulato, si poté vederla.[72] Furono, inoltre, in grado di osservare il cratere Elbow e iniziarono a muoversi in quella direzione.[73] Una volta raggiunto Elbow, gli astronauti si fermarono per prelevare alcuni campioni,[74] e poi proseguirono verso un altro cratere posto sul fianco di Mons Hadley Delta, dove ne prelevarono in quantità maggiore. Dopo aver concluso questa sosta, tornarono al modulo lunare per scaricare i loro campioni e preparare l'Apollo Lunar Surface Experiments Package (ALSEP), una serie di strumenti scientifici che, una volta disposti sulla superficie, sarebbero rimasti sul posto.[75] Scott riscontrò alcune difficoltà a praticare i fori necessari per l'esperimento del flusso di calore e il lavoro non fu completato per via della necessità di fare ritorno al modulo lunare.[76] La prima attività extraveicolare durò 6 ore e 32 minuti.[77][78]

Seconda e terza attività extraveicolareModifica

Lo sterzo anteriore del rover, non operativo durante la prima EVA, tornò a funzionare in occasione della seconda e della terza.[79] L'obiettivo della seconda attività extraveicolare, programmata per il 1º agosto, è stata la pendenza del Mons Hadley Delta, dove i due astronauti campionarono rocce e crateri lungo il Montes Apenninus. Scott e Irwin trascorsero un'ora sul cratere Spur, durante la quale prelevarono uno dei più famosi campioni lunari, il numero 15415, più comunemente noto come "Roccia della genesi". Si ritiene che questa roccia, una anortosite, faccia parte della prima crosta lunare: la speranza di trovare un simile esemplare era stata una delle ragioni della scelta del Mons Hadley per l'allunaggio. Una volta tornati nei pressi del modulo lunare, Scott continuò a tentare di realizzare fori con l'ALSEP, dopo le difficoltà riscontrate il giorno precedente. Dopo aver condotto esperimenti di meccanica del suolo e aver innalzato la bandiera degli Stati Uniti, Scott e Irwin tornarono al modulo lunare. La seconda attività extraveicolare si concluse dopo 7 ore e 12 minuti.[77][78]

Sebbene alla fine Scott fosse riuscito a praticare i fori, lui e Irwin non furono in grado di effettuare un carotaggio, e questo obiettivo fu programmato per l'attività del giorno successivo, quando si sarebbe svolta la loro terza e ultima passeggiata lunare. Anche il giorno successivo vennero riscontrati numerosi problemi nello svolgimento di tale compito; una volta recuperato, seppur con notevoli ritardi, il carotaggio, i due astronauti dovettero impiegare ulteriore tempo per tentare di romperlo in pezzi affinché fosse possibile portarlo con loro sulla Terra. Ostacolati da una morsa montata in modo errato sul rover, alla fine rinunciarono preferendo trasportarlo in dimensioni maggiori rispetto al previsto. Scott si chiese se il carotaggio valesse la quantità di tempo e fatica impiegata e il CAPCOM, Joe Allen, lo rassicurò in proposito. Infatti, successivamente, si rivelò uno dei reperti più importanti recuperati dalla Luna, rivelando molto sulla sua storia. Il tempo speso per ottenerlo, tuttavia, causò l'eliminazione dal programma della visita a un gruppo di colline noto come il "Complesso del Nord". Invece l'equipaggio si avventurò di nuovo ai limiti del Mons Hadley, questa volta in direzione nord-ovest rispetto al punto di allunaggio.[78]

L'esperimento della piuma e del martello

Una volta che gli astronauti si trovarono accanto al modulo lunare, Scott usò un kit fornito dal servizio postale per annullare una busta primo giorno con due francobolli emessi il 2 agosto, data corrente.[80][81] Scott quindi eseguì un esperimento davanti alla telecamera, usando una piuma e un martello per dimostrare la teoria di Galileo Galilei secondo cui tutti gli oggetti in un dato campo gravitazionale cadono alla stessa velocità, indipendentemente dalla massa, in assenza di resistenza aerodinamica. Lasciò cadere, quindi, il martello e la piuma allo stesso tempo e, per via della trascurabile atmosfera lunare, la piuma non incontrò alcuna resistenza e toccò il terreno contemporaneamente al martello.[80]

Scott quindi parcheggiò il rover in una posizione lontana dal modulo lunare, dove la telecamera poteva essere usata per osservare il decollo dalla Luna. Vicino al rover, lasciò una piccola statuetta di alluminio chiamata Fallen Astronaut, insieme a una targa su cui erano iscritti nomi dei 14 noti astronauti statunitensi e cosmonauti sovietici che erano morti nell'esplorazione dello spazio. Questo memoriale venne lasciato mentre la telecamera si trovava girata, comunicando al centro di controllo missione che stava effettuando delle attività di pulizia attorno al rover. Scott rivelò il posizionamento della statuetta in una conferenza stampa post-volo. Pose anche una Bibbia sul pannello di controllo del rover, prima di lasciarlo per l'ultima volta ed entrare nel modulo lunare.[80]

La terza attività extraveicolare era durata 4 ore, 49 minuti e 50 secondi.[82] In totale, i due astronauti trascorsero 18 ore e mezza al di fuori del modulo lunare e raccolsero circa 77 kg di campioni.[78]

Attività del CSM in orbita lunareModifica

 
Il CSM Endeavour con il vano della strumentazione scientifica (SIM bay) aperto, visto dal modulo lunare Falcon

Dopo la partenza del modulo lunare Falcon, Worden rimasto nel CSM Endeavour eseguì un'ulteriore accensione del motore per portarlo su di un'orbita più elevata.[53] Effettivamente, a questo punto, le due missioni si divisero: mentre l'equipaggio di Falcon era impegnato sulla Luna, a Worden sul CSM venne assegnato il proprio CAPCOM e una squadra di controllori di volo.[83]

Worden iniziò a svolgere i compiti che lo avrebbero occupato per gran parte del tempo che doveva trascorrere nello spazio da solo: la fotografia e la gestione degli strumenti scientifici posti nella SIM Bay.[83] Il portellone della SIM Bay era stato espulso tramite bulloni esplosivi durante il viaggio. Questo alloggiamento dedicato alle attrezzature scientifiche, precedentemente lasciato vuoto, conteneva uno spettrometro a raggi gamma montato sull'estremità di un braccio, uno spettrometro a raggi X, un altimetro laser; due telecamere, una fotocamera stellare e una fotocamera metrica costituivano la strumentazione per la mappatura, che era integrata da una fotocamera panoramica, derivata dalla tecnologia dei satelliti spia. L'altimetro e le telecamere permisero di determinare l'ora e il luogo esatti in cui vennero scattate le foto. Erano presenti anche uno spettrometro a particelle alfa, che poteva essere usato per rilevare prove di un vulcanismo lunare, e uno spettrometro di massa, anch'esso posto su di un braccio nella speranza che le misurazioni non fossero influenzate dalla contaminazione della navetta. Il braccio, tuttavia, si dimostrò problematico, poiché Worden non fu sempre in grado di farlo ritrarre.[44]

 
Il sito di atterraggio visto dall'orbita lunare

Secondo i programmi, il CSM Endeavour doveva passare sul sito di atterraggio di Falcon nel momento in cui questo si posava sulla superficie,[53] ma Worden non riuscì a vederlo[55] e non riuscì ad individuarlo fino all'orbita successiva. Tra le sue varie attività vi fu anche quella di esercitarsi per evitare l'atrofia muscolare mentre il centro di controllo e missione di Houston lo teneva aggiornato sulle attività dei compagni di missione Scott e Irwin impegnati sulla superficie lunare. La fotocamera panoramica non funzionò perfettamente, ma fornì immagini sufficienti e non si rese necessario effettuare alcuna regolazione speciale. Worden scattò anche molte fotografie attraverso le finestre del modulo di comando, spesso scattando a intervalli regolari. Il suo compito fu complicato dalla mancanza di un timer di missione funzionante nel vano inferiore della strumentazione del modulo di comando, poiché il suo interruttore automatico si era rotto durante il viaggio verso la Luna.[83] Le osservazioni e le fotografie di Worden servirono per stabilire l'obiettivo della missione Apollo 17 a Taurus-Littrow per cercare prove relative ad una possibile attività vulcanica. Quando il CSM si trovava dal lato nascosto della Luna vi fu sempre, come previsto, l'interruzione delle comunicazioni radio; ogni volta che si ripristinava il contatto con la Terra, Worden salutava con la frase "Ciao, Terra. Saluti da Endeavour", espressa in diverse lingue. Quest'idea era venuta allo stesso Worden e il suo insegnante di geologia, El-Baz, lo aiutò ad accumulare le traduzioni.[84]

I risultati degli esperimenti ottenuti dalla strumentazione contenuta nella SIM bay portarono alla conclusione, grazie ai dati raccolti dallo spettrometro a raggi X, che vi fosse un flusso di raggi X fluorescente maggiore rispetto al previsto e che gli altopiani lunari fossero più ricchi di alluminio rispetto ai mari.[85] Endeavour si trovava in un'orbita più inclinata rispetto alle precedenti missioni con equipaggio e così Worden fu in grado di osservare elementi che non erano noti in precedenza, integrando le fotografie con descrizioni complete.[27]

Quando Scott e Irwin furono pronti a decollare dalla superficie lunare e fare ritorno all'Endeavour, l'orbita del CSM si era spostata a causa della rotazione della Luna e fu necessaria un'accensione del motore per garantire che l'orbita del CSM fosse sullo stesso piano di quella che il LEM avrebbe raggiunto una volta decollato dalla Luna. Tale accensione del motore principale SPS ebbe la durata di 18 secondi.[86]

Ritorno e ammaraggioModifica

Decollo dalla Luna del modulo lunare

Il modulo lunare Falcon decollò dalla Luna alle 17:11:22 GMT del 2 agosto, dopo aver trascorso 66 ore e 55 minuti sulla superficie lunare. Poco meno di due ore dopo si riagganciò con il CSM.[87] Dopo che gli astronauti ebbero completato il trasferimento dei campioni lunari e altri oggetti dal LEM al CSM, il modulo lunare venne sigillato, espulso e fatto schiantare intenzionalmente sulla superficie lunare, un impatto che venne registrato dai sismometri lasciati da Apollo 12, 14 e 15.[88] Fatto ciò Slayton raccomandò agli astronauti di prendere i sonniferi, confidando che almeno Scott e Irwin lo facessero. Scott, come comandante della missione si rifiutò, sentendo che non ve ne fosse bisogno. Durante le attività extraveicolari, i medici avevano notato irregolarità nella frequenza cardiaca dei due astronauti, ma di ciò non furono informati durante la missione. Dopo essersi ritirato da astronauta, Irwin ebbe problemi cardiaci e morì nel 1991 per un infarto miocardico; Scott ritenne che come comandante avrebbe dovuto essere informato delle letture biomediche.[88][44] I medici della NASA all'epoca ritennero che il problema evidenziato dalla lettura dell'elettrocardiogramma fosse dovuto dalla carenza di potassio dovuta al loro faticoso lavoro svolto sulla Luna e dell'inadeguata fornitura attraverso i liquidi assunti.[89]

L'attività extraveicolare di Worden nello spazio profondo

L'equipaggio trascorse i successivi due giorni a lavorare su esperimenti riguardanti la scienza orbitale, tra cui compiere alcune osservazioni della Luna dall'orbita.[27] Gli astronauti prelevarono un piccolo satellite dalla SIM Bay del modulo di comando per metterlo in orbita intorno alla Luna.[88] Compito del satellite fu la registrazione dati sui campi magnetico e gravitazionale della Luna. Infine, l'equipaggio lasciò l'orbita lunare grazie ad un'ulteriore accensione del motore principale del CSM[ALFJ 2] della durata di 2 minuti 21 secondi, svolta alle 21:22:45 GMT del 4 agosto.[87] Il giorno successivo, durante il ritorno sulla Terra, Worden eseguì una attività extraveicolare (EVA) di 39 minuti per recuperare alcune pellicole fotografiche dal vano del modulo di strumentazione scientifica (SIM) del modulo di servizio, con l'assistenza di Irwin che rimase al portello del modulo di comando.[90] Svoltasi a circa 317 000 km dalla Terra,[91][92] fu la prima EVA in "spazio profondo" della storia, a grande distanza da qualsiasi corpo planetario. Al 2020, rimaneva ancora una delle uniche tre EVA di questo tipo, tutte svoltesi in occasione delle missioni di tipo J del programma Apollo eseguite in circostanze simili. Più tardi, nello stesso giorno, l'equipaggio stabilì il record di volo più lungo dell programma Apollo fino a quel momento.[91]

 
L'ammaraggio nel pacifico (notare il malfunzionamento del paracadute), 7 agosto 1971 20:45 UTC

All'avvicinarsi alla Terra, il 7 agosto, il modulo di servizio fu espulso e il modulo di comando fece il suo rientro nell'atmosfera terrestre. Sebbene uno dei tre paracadute principali del modulo di comando non fosse riuscito a dispiegarsi correttamente, probabilmente a causa dei danni causati dal carburante espulso dal veicolo spaziale, i due rimasti si dimostrarono sufficienti per effettuare una discesa in piena sicurezza (il terzo era stato inserito per la ridondanza). Dopo essere ammarati, alle ore 20:45 UTC, nell'Oceano Pacifico, il CM e l'equipaggio furono recuperati e portati a bordo della nave da recupero USS Okinawa, mettendo così fine ad una missione che era durata 12 giorni, 7 ore, 11 minuti e 53 secondi.[93] L'equipaggio portò ben 76,8 kg di pietre lunari sulla Terra.

Valutazione della missioneModifica

Gli obiettivi della missione per Apollo 15 erano "eseguire l'ispezione selenologica, il rilevamento e il campionamento di reperti e delle caratteristiche di superficie in un'area preselezionata della regione dei Mons Hadley. Posizionare e attivare esperimenti di superficie. Valutare la capacità delle apparecchiature Apollo di fornire un prolungato tempo di permanenza della superficie lunare, maggiori operazioni extraveicolari e mobilità della superficie. Condurre esperimenti in volo e compiti fotografici dall'orbita lunare."[94] In definitiva, la missione riuscì a raggiungere tutti questi obiettivi oltre che completare un lungo elenco di altri compiti, inclusi esperimenti. Uno degli obiettivi fotografici, ottenere immagini del gegenschein dall'orbita lunare, non fu possibile completarlo, poiché la fotocamera non era stata puntata nel punto giusto nel cielo.[95] Secondo le conclusioni dell'Apollo 15 Mission Report, la missione "è stata il quarto atterraggio lunare e ha portato alla raccolta di una grande quantità di informazioni scientifiche. Il sistema Apollo, oltre a fornire un mezzo di trasporto, eccelleva come struttura scientifica operativa."[96]

L'Apollo 15 ha beneficiato di un aumento dell'interesse pubblico per il programma Apollo, in parte dovuto del fascino del rover lunare, nonché dell'attrattiva del sito scelto e della maggiore copertura televisiva.[97]

ControversieModifica

Visibilità dallo spazioModifica

Parametri della missioneModifica

  • Massa:
    • Massa al lancio: 2,921,005 kg
    • Intero veicolo: 46,782 kg
    • Massa del CSM: 30,354 kg, dei quali il CM pesava 5840 kg, l'SM 24,514 kg
    • Massa del LM: 16,428 kg, dei quali lo stadio di ascesa era 4971 kg, quello della fase di discesa 11,457 kg
  • Orbite terrestri: 3 tre prima di dirigersi verso la Luna, circa una al ritorno
  • Orbite lunari: 74
  • Perigeo: 169,5 km
  • Apogeo: 171,3 km
  • Inclinazione: 29.679°
  • Periodo: 87.84 min
  • Perilunio: 107,4 km
  • Apolunio: 314,8 km
  • Inclinazione: 154°
  • Periodo: 119 min
  • Sito di allunaggio: 26.13222° N - 3.63386° E or
    26° 7' 56.0" N - 3° 38' 1.9" E

Campioni riportati sulla TerraModifica

Tra i campioni di rocce lunari riportate sulla Terra figura anche il meteorite Hadley Rille: un piccolissimo meteorite scoperto in un campione di terreno lunare raccolto alle coordinate 26°26′00″N 3°39′20″E / 26.433333°N 3.655556°E26.433333; 3.655556.

NoteModifica

  1. ^ Chaikin, pp. 232–233.
  2. ^ David R. Williams, Apollo 18 through 20 – The Cancelled Missions, NASA Space Science Data Coordinated Archive, 11 dicembre 2003. URL consultato il 6 gennaio 2019 (archiviato il 24 dicembre 2018).
  3. ^ Orloff & Harland, p. 426.
  4. ^ Worden, loc. 2433.
  5. ^ a b c d Flight Directors, NASA. URL consultato il 22 dicembre 2018 (archiviato il 26 dicembre 2017).
  6. ^ Lee Hutchinson, Apollo Flight Controller 101: Every console explained, in Ars Technica, Condé Nast, 31 ottobre 2012. URL consultato il 5 gennaio 2019 (archiviato il 6 gennaio 2019).
  7. ^ Richard W. Orloff, Capsule Communicators (Capcoms), in Apollo by the Numbers: A Statistical Reference, NASA History Series, Washington, D.C., NASA, 27 settembre 2005 [2000], ISBN 978-0-16-050631-4. URL consultato l'8 settembre 2018 (archiviato il 26 dicembre 2017).
  8. ^ Eleonora Attolico, Buon compleanno maison Pucci - 60 anni di moda innovativa, l'Espresso.it, 16 maggio 2007. URL consultato il 26 aprile 2011.
  9. ^ Laura Ghisellini, Emilio Pucci - Dalle piste da sci alle passerelle internazionali, lo chic senza tempo, Lei Web.it. URL consultato il 26 aprile 2011.
  10. ^ Apollo 15 - "Endeavour and Falcon", Omega Watches.com. URL consultato il 26 aprile 2011 (archiviato dall'url originale il 29 giugno 2012).
  11. ^ Worden & French 2011, pp. 144–145
  12. ^ Eric M. Jones (a cura di), Apollo 15 Map and Image Library, in Apollo 15 Lunar Surface Journal, NASA, 1996. URL consultato il 23 gennaio 2019.
  13. ^ Chaikin, pp. 387–396.
  14. ^ Eric M. Jones (a cura di), Sampling at Head Crater and Bench Crater, in Apollo 12 Lunar Surface Journal, NASA, 1995. URL consultato il 4 settembre 2018 (archiviato l'11 febbraio 2017).
  15. ^ Lindsay, p. 303.
  16. ^ Compton, p. 236.
  17. ^ Scott & Leonov, p. 267.
  18. ^ Worden, pp. 2373–2408.
  19. ^ Scott & Leonov, pp. 273–274.
  20. ^ Reynolds, p. 172.
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