Baionetta

Arma da punta/taglio che si inasta al fucile
Un fante britannico nel 1941 con una lunga sciabola-baionetta in stile Grande Guerra inastata al fucile.
Marines USA combattono nelle strade di Seul (Corea). 20 settembre 1950. La carabina M1 in primo piano ha la baionetta montata.

La baionetta è un'arma da taglio montata sulla canna di un fucile che, specialmente nelle guerre tra il XVII e XIX secolo, consentiva alle formazioni di fanteria di attaccare il nemico a distanza ravvicinata, generalmente dopo aver esaurito le munizioni delle armi da fuoco.

Il termine deriva dal francese baïonnette, dalla città di Bayonne in Francia, dove venne fabbricata la prima volta. Inizialmente le baionette erano lunghe 90 cm circa e, assieme alla lunghezza del fucile, servivano per respingere la cavalleria. Il calcio del fucile veniva "piantato" a terra e l'intera arma piegata in avanti in modo da creare una barriera di "lance" in grado di fermare la cavalleria.[1] Una seconda versione di baionetta, più corta, lunga circa 45–50 cm serviva per il combattimento corpo a corpo.

Incidentalmente, segnaliamo che — pur essendo del tutto prevalente l'impiego della baionetta su fucili o carabine — si sono dati casi di applicazione della baionetta anche ad altri tipi di armi, come la baionetta Pritchard per il revolver Webley,[2] o quella dei mitra Sterling e MAB 38.

Un aspetto poco intuitivo, ma tutt'altro che irrilevante o remoto,[3] è l'impiego della baionetta in servizi di ordine pubblico, anche da parte di forze di polizia o di paramilitari.[4]

Quadro d'insiemeModifica

 
Un opuscolo del XVI secolo illustra una formazione mista "picche e sparo". I picchieri sono rappresentati dalla lettera "p", le due "ali di tiro" dalla lettera "o". ("H" rappresenta gli alabardieri.) Un gruppo di "tiratori sciolti" è posto in avanscoperta della formazione.
 
Baionetta (Italia)
 
Soldato US Army si esercita alla baionetta su uno pneumatico (2008).

Per comprendere l'importanza iniziale della baionetta, bisogna considerare che, indicativamente fino a metà del XIX secolo,[5] i fucili da guerra erano ad avancarica e colpo singolo;[6] la procedura per ricaricare era lunga e laboriosa, tanto che all'esordio degli archibugi sui campi di battaglia, era consuetudine che i "fucilieri" fossero protetti da picchieri durante le fasi tecniche in cui sarebbero stati pressoché indifesi. Benché si facesse un qualche uso militare della picca fino al 1700 e oltre, è chiaro che l'invenzione della baionetta rendeva almeno concettualmente superata quell'arma più antica.

Le modeste qualità di gittata e precisione dei fucili imponevano,[7] ancora nelle Guerre napoleoniche ad esempio, di impiegare formazioni di fanteria inquadrate a mo' di falange macedone: scaricato magari un solo colpo di moschetto in una salva simultanea a poche decine di metri dal blocco avverso, i fanti superstiti[8] spesso passavano al confronto all'arma bianca, in una situazione che per certi versi replicava la guerra antica, o al più medievale.

Dai primi modelli, datati XVII secolo, che erano inastati a pressione nella canna, si passò a quelli ad anello che, una volta montati, consentivano ai soldati di aprire il fuoco. Le baionette furono comunemente impiegate in battaglia fino alla Prima guerra mondiale che, essendo stata essenzialmente una gigantesca "guerra di posizione", vide morire milioni di soldati anche in combattimenti "corpo a corpo".
Vi sono controversie sull'utilizzo sistematico della baionetta durante gli assalti nella Prima guerra mondiale, sembra invece che venisse relegata a strumento utile alla vita quotidiana in trincea (abbrustolire il pane, aprire le lattine o rimestare le latrine e le braci), preferendo piuttosto altri strumenti per il corpo a corpo. A convalidare questa teoria vi è la testimonianza[9] dello scrittore tedesco Erich Maria Remarque:

«La sciabola-baionetta, del resto, ha perduto molto della sua importanza. Per gli attacchi è venuto ora di moda avanzare soltanto con bombe a mano e vanghette. La vanghetta da trincea, affilata agli orli, è assai più leggera e di migliore uso; serve non soltanto a colpire sotto il mento, ma a menare gran fendenti, con efficacia assai maggiore: quando si vibra il colpo fra la spalla ed il collo, si spacca talvolta il nemico fino al petto. Invece la baionetta resta sovente conficcata nel corpo dell'avversario, sicché bisogna puntargli i piedi sulla pancia per liberarla, e nel frattempo ti arriva qualche colpo. Inoltre qualche volta si spezza.»

(Erich Maria Remarque, Niente di nuovo sul fronte occidentale, 1929)

Dalla Seconda guerra mondiale in poi, la baionetta divenne sempre più un accessorio secondario, dato il progressivo diffondersi delle armi automatiche, che rendevano i combattimenti "corpo a corpo" sempre meno diffusi. Un'eccezione fu rappresentata dall'esercito giapponese, che durante il conflitto nel Pacifico dette luogo a violente cariche alla baionetta che, quasi sempre, si risolsero in grandi massacri (di giapponesi).

Meno del 1% delle ferite riportate nelle guerre sono di baionetta, ma i medici non visitano i cadaveri (se il nemico è a portata di baionetta è veramente difficile che sopravviva). Comunque nelle guerre napoleoniche, in base a una ricerca effettuata dal generale Larrey, compiuta sia sui morti che sui feriti di un'azione, risultava che circa 1 ferita su 24 era prodotta dalle baionette nemiche.[10]

D'altro canto, dopo le guerre napoleoniche, l'effetto della baionetta nei combattimenti continuò a decrescere, tanto che nella guerra di secessione americana i morti sul campo di battaglia per ferita da baionetta fra gli unionisti furono 218 (su 32.300 totali).[11]

Oggi le baionette possono avere le caratteristiche dei coltelli da combattimento o da sopravvivenza; hanno un sistema di aggancio/sgancio rapido e una lunghezza di circa 15 cm.

La baionetta è un'arma ottima per uccidere silenziosamente e permette di avvicinarsi al nemico continuando a tenerlo sotto tiro (non si deve posare o smettere di mirare per prendere il coltello, perché è già innestato).

Tipi principaliModifica

Ci sono essenzialmente due tipi di baionette, sviluppati in epoche successive:

Innesti particolariModifica

Dalla tipologia ghiera/spiedo, in anni più recenti sono evolute soluzioni che incorporano nella cassa dell'arma da fuoco la baionetta, non più dotata del fodero che tipicamente si appende al cinturone.
Questo si manifesta essenzialmente in due stili:

  • Infulcrata - la baionetta sta "a riposo" ripiegata lungo la cassa, agganciata stabilmente con uno snodo che ne permette l'apertura come si farebbe con la lama di un coltello a serramanico. Ne sono esempi il nostro moschetto 91 da cavalleria e alcune versioni della carabina sovietica Simonov SKS. Generalmente il ripiegamento avviene sotto la canna, ma nella carabina Mosin-Nagant Mod. 1944 si trova sul lato destro della cassa.
  • Sguainabile - la baionetta (una sorta di spillone con la coda filettata) è riposta, come si farebbe con la lama di un pugnale, in un alloggiamento ricavato nella cassa dell'arma da fuoco. Quando è necessario metterla in funzione, si estrae premendo indietro la coda, analogamente al funzionamento di una penna a sfera "automatica", con punta ritraibile. Una volta sfoderata, si avvita all'arma mediante la filettatura sulla coda (che "a riposo" giace parallela al vivo di volata). Ne sono esempi il francese MAS 36 e l'innovativo (per l'epoca) fucile mitragliatore tedesco per paracadutisti FG 42.

StoriaModifica

 
Illustrazione di un moschetto cinese ad avancarica del XVI secolo, con una baionetta "a tappo" inserita. Le scritte superiori contengono il manuale d'uso e le caratteristiche dell'arma.

Lo stesso termine baionetta risale alla seconda metà del XVI secolo, ma non è chiaro se le baionette dell'epoca fossero coltelli che si potevano applicare alle volate delle armi, o semplicemente dei tipi di coltelli. Per esempio, il Dictionarie di Cotgrave (1611) definisce la baionetta come "un tipo di piccolo pugnale piatto da tasca, fornito di coltelli; o un grosso coltello da appendere alla cintura".[12] Analogamente, Pierre Borel riferiva nel 1655 che a Bayonne si facesse un coltello lungo chiamato bayonette, ma senza fornirne alcuna ulteriore descrizione.[13]

Baionette a tappoModifica

 
Baionetta a tappo del XVII secolo

La prima occorrenza di una baionetta vera e propria si trova nel trattato militare cinese Binglu (兵录) pubblicato nel 1606. Era nella forma del fucile-figlio-e-madre (子母鳥銃), un moschetto ad avancarica dotato di una baionetta lunga circa 57,6 cm, arrivando (con la baionetta inastata) ad una lunghezza complessiva di 1,92 m. Era chiamato "arma (da fuoco)-lama" (cinese tradizionale: 銃刀; cinese semplificato: 铳刀) e il secondo elemento veniva descritto come una "spada corta che può essere infilata nella canna e bloccata con una leggera rotazione" che si doveva usare "quando la battaglia ha esaurito tanto la polvere quanto i proiettili e anche combattendo i banditi, quando le forze si avvicinano alla mischia o incontrano un'imboscata" e "non si può caricare l'arma nel tempo richiesto a percorrere due bu (3,2 m) di terreno devono attaccare la baionetta e tenerla come una lancia".[14][15]

Le prime baionette erano del tipo "a tappo", cioè la baionetta andava infilata direttamente nella canna del moschetto.[16] Questo permetteva alla fanteria leggera di trasformarsi in fanteria pesante resistendo alle cariche di cavalleria. Questa procedura impediva naturalmente di impiegare l'arma per sparare. La prima menzione nota dell'uso di baionette nelle guerre europee sta nelle memorie di Jacques de Chastenet, visconte di Puységur.[17] Raccontò come i francesi usassero rozze baionette a tappo da 30 cm durante la Guerra dei trent'anni.[17] Però si dovette attendere il 1671 perché il generale Jean Martinet regolarizzasse e distribuisse baionette a tappo ai reggimenti di fucilieri francesi che si andavano costituendo. Ne furono dotati parte di un reggimento dragoni inglese creato nel 1672, e i Royal Fusiliers istituiti nel 1685.

Baionette a ghieraModifica

 
Ghiera di baionetta
 
Baionetta a spiedo eccentrico di inizio XIX secolo.
 
Mackay nel 1690

Il problema principale delle baionette a tappo era che quando si applicavano al moschetto non si poteva sparare, il che costringeva i soldati ad attendere l'ultimo istante che precedeva la mischia per attaccare la baionetta. La sconfitta delle forze lealiste di Guglielmo III d'Inghilterra per mano di Highlanders giacobiti nella battaglia di Killiecrankie (1689) è in parte ascrivibile all'uso delle baionette a tappo.[16] Gli Highlanders si avvicinarono a 50 m, spararono un'unica salva, gettarono i moschetti, e usando asce e spade sbaragliarono celermente i lealisti senza dar loro il tempo di fissare le baionette in posizione.[18] Si ritiene che poco più tardi, il comandante sconfitto, Hugh Mackay, abbia introdotto una baionetta a ghiera di sua invenzione. Siffatte baionette "a ghiera" sarebbero consistite di un innesto a ghiera applicato ad una lama eccentrica rispetto all'asse di sparo, consentendo al moschetto l'azione di fuoco e la ricarica seppure a baionetta inastata.

Alla Battaglia di Fleurus (1690) si sperimentarono senza successo delle baionette a ghiera o zigzag, alla presenza di Luigi XIV di Francia, che rifiutò di adottarle perché tendevano a cadere dai moschetti. Poco dopo il Trattato di Rijswijk (1697) inglesi e tedeschi abolirono la picca rimpiazzandola con le baionette a ghiera. La baionetta a ghiera britannica aveva una lama a sezione triangolare con un lato piatto verso la volata e due lati scanalati fino all'estremità di 38 cm. Però non aveva un sistema di aggancio alla canna e risulta ampiamente che si staccasse nell'infuriare dello scontro.[16]

Nel XVIII secolo le baionette a ghiera erano state adottate dalla maggior parte degli eserciti europei. Nel 1703 la fanteria francese adottò un sistema di chiusura a molla che impediva alla baionetta di separarsi accidentalmente dal moschetto. Una lama triangolare fu introdotta intorno al 1715 ed era più resistente dei precedenti modelli a uno o due taglienti, creando ferite più difficili da trattare a causa della propensione del tessuto cicatriziale a strappare l'incisione triangolare.

Sciabole-baionetteModifica

 
Fucile Baker con sciabola-baionetta
 
Sistema di innesto baionetta dello Chassepot.

Il XIX secolo introdusse il concetto della sciabola-baionetta, un'arma a lama lunga a uno o due fili taglienti che può essere anche impiegata come una corta spada. Il suo scopo iniziale era garantire che un fuciliere munito di arma con canna rigata potesse formare un quadrato di fanteria correttamente per respingere gli attacchi di cavalleria quando si inquadrava a fianco di moschettieri, le cui armi erano più lunghe. Uno dei primi esempi di fucile dotato di sciabola-baionetta è il fucile (rigato) britannico da fanteria del 1800—1840, in seguito noto come fucile Baker. L'elsa normalmente aveva una guardia modificata per accogliervi la canna del fucile e un meccanismo dell'elsa che permetteva di agganciare la baionetta all'apposito nasello. Una sciabola-baionetta si poteva usare in combattimento come arma da fianco. Quando era collegata al moschetto o fucile, trasformava efficacemente quasi ogni arma lunga in un'asta o falcione, adatto a colpire non solo di punta ma anche di taglio.

 
Fucile bolt-action Chassepot e relativa sciabola-baionetta (tipo yatagan).

L'esercito britannico alla fine non adottò la sciabola-baionetta, e perciò la baionetta a ghiera sopravvisse ancora nel 1854, quando le forze britanniche introdussero il moschetto rigato. Questa nuova arma copiava il sistema francese di aggancio ad anello.[16] La nuova baionetta mostrò quel che valeva alla Battaglia di Alma e a quella di Inkerman nella Guerra di Crimea, e l'esercito imperiale russo imparò a temerla.[16]

 
La Massachusetts Militia respinge gli scioperanti con le baionette inastate. Lawrence (Massachusetts), 1912.

Dal 1889 alcune nazioni cominciarono a sviluppare fucili bolt-action a retrocarica (come lo Chassepot) e sciabole-baionette adatte alla produzione di massa e ad all'uso da parte di polizia,[4] reparti di pionieri e del genio.[19] La decisione di riprogettare la baionetta come corta spada fu vista da alcuni come riconoscimento della declinante importanza della baionetta inastata come "vera" arma, in considerazione dei progressi tecnologici delle armi da fuoco.[20] Secondo il resoconto di un quotidiano britannico, "la commissione, nel consigliare la nuova sciabola-baionetta, sembra avere considerato che le baionette rispetto al passato, in avvenire saranno sempre più di rado usate come arma di offesa e difesa; ha auspicato, conseguentemente, trasformarla in uno strumento di utilità più generale."[20]

Baionette multiusoModifica

 
Baionetta britannica "Pattern 1875 Snider" a dorso seghettato (con fodero) per carabina da artiglieria.

Uno di questi design multiuso fu la baionetta 'a sega', che aveva il dorso della lama seghettato.[19] La baionetta a sega era pensata per l'uso come strumento di utilità multifunzione e anche come arma; i denti erano concepiti per facilitare il taglio di legna per vari lavori difensivi come pali per il filo spinato, oltre a macellare bestiame.[1][20][21][22] Fu adottata inizialmente dagli Stati tedeschi nel 1865; fino alla metà della Prima guerra mondiale circa il 5% di tutti i progetti di baionette era integrato da una versione a sega, per esempio in Belgio nel 1868, Gran Bretagna nel 1869 e Svizzera nel 1878 (la Svizzera introdusse il suo ultimo modello nel 1914).[1][20][21][22][23] Le baionette a sega originali erano tipicamente del tipo spada pesante, assegnate ai genieri, con l'aspetto baionetta un po' in secondo piano rispetto a quello "utensile". Le successive baionette a sega tedesche erano più un indicatore di rango che una sega per uso pratico. Il dorso a sega si dimostrò relativamente inefficace come attrezzo da taglio, e fu presto reso desueto dalle migliorie nella logistica militare e nei trasporti; la maggior parte delle nazioni abbandonarono la caratteristica del dorso a sega dal 1900.[1] L'esercito tedesco cessò l'uso di baionette a sega nel 1917 dopo le proteste sul punto che la lama seghettata causava ferite inutilmente gravi quando veniva usata come baionetta inastata.[1][22]

 
Edmund Rice, c. 1860
 
La paletta USA "Bayonet Model 1873".

La baionetta pala o zappa fu un altro design multiuso, concepito sia per l'uso come arma offensiva sia come attrezzo da scavo per allestire trincee.[24][25] Dal 1870 lo US Army dotò i reggimenti di fanteria di pale-baionette basate su un progetto del tenente colonnello Edmund Rice (ufficiale dell'esercito USA e veterano della Guerra Civile), che erano costruite dalla Springfield Armory.[26] Oltre alla sua (ovvia) utilità come baionetta inastata e attrezzo da scavo, la pala-baionetta poteva essere usata per intonacare capanne fatte coi tronchi e camini di pietra negli acquartieramenti invernali; se affilata su un lato, poteva tagliare pali e picchetti per tende.[26] Complessivamente ne verranno distribuite diecimila, e l'arnese fu sperimentato sul campo nella Guerra dei Nasi Forati (1877).[27] Rice fu autorizzato ad allontanarsi dal servizio nel 1877 per dimostrare la sua pala-baionetta a parecchie nazioni europee.[27] Un ufficiale di fanteria la consigliò al posto di tutti gli altri modelli, osservando che "gli attrezzi di trinceamento[28] (sic) di un esercito raramente raggiungono il fronte prima che che sia passata l'esigenza del loro uso".[26] La pala-baionetta di Rice fu dichiarata obsoleta dall'esercito USA nel dicembre 1881.[27]

La controversia sulla "portata"Modifica

 
Soldati tedeschi si addestrano con la baionetta nel 1914.
 
Sei marinai con fucili Lee–Enfield, nella posizione 'in guardia' durante l'addestramento con fucile e baionetta a bordo della corazzata HMS Rodney (29). Ottobre 1940.
 
Dal 1899 alla fine della Guerra del Pacifico, i giapponesi usarono la lunghissima (38 cm) sciabola-baionetta Tipo 30 sul già molto lungo fucile Arisaka.

Anteriormente alla Prima guerra mondiale, la dottrina sull'impiego della baionetta era ampiamente fondata sul concetto di "portata"; cioè, la possibilità teorica per un soldato, grazie all'uso di un fucile estremamente lungo più relativa baionetta, di trafiggere un soldato nemico senza dover entrare nella portata della lama avversaria.[1][29][30] Si pensava che una lunghezza complessiva di fucile e baionetta, superiore all'equivalente dotazione del fante nemico, conferisse un vantaggio tattico sul campo di battaglia.[1][30][31][32]

Nel 1886 l'esercito francese adottò uno spiedo épée quadrangolare di 52 cm come baionetta del Lebel Modèle 1886, la Épée-Baïonnette Modèle 1886, raggiungendo un complesso fucile/baionetta da 1,8 m. La Germania reagì introducendo una lunga sciabola-baionetta per il Mauser Gewehr 98 che aveva una canna da 76 cm. La baionetta, Seitengewehr 98, vantava una lama da 50 cm.[31] Con una lunghezza totale di 1,75 m, la combinazione fucile/baionetta dell'esercito tedesco era seconda solo al Lebel francese quanto a "portata".[31]

Dopo il 1900, Svizzera, Gran Bretagna, e Stati Uniti adottarono fucili la cui canna era più corta di quella di un moschetto ad anima rigata, ma più lunga di quella di una carabina.[1][33] Tali nuove armi erano concepite per l'uso generale,[34] di fanteria e cavalleria.[33] La "portata" di questi nuovi corti fucili con relativa baionetta inserita era ridotta (rispetto alle linee più tradizionali dell'epoca).[1] Nel 1904 la Gran Bretagna introdusse il fucile accorciato Lee-Enfield, lo SMLE.[1][33] Il già citato Mauser 98 tedesco con la sua sciabola-baionetta inserita era 20 cm più lungo dello SMLE con relativa baionetta P1903, dotata di una lama da 30 cm.[1][35] Sebbene la P1903 britannica, e la sua simile antecedente P1888, fossero soddisfacenti sul campo di battaglia, si levarono presto critiche quanto all'abbreviata portata.[1][31][33][36] Uno scrittore militare del tempo avvisava: "Il soldato tedesco ha un argomento 20 cm migliore rispetto al soldato britannico quando si tratta di incrociare le baionette, e quei 20 cm extra fanno volgere facilmente la battaglia in favore di quella più lunga, se entrambi gli uomini sono di egual valore."[31]

Nel 1905 l'esercito tedesco adottò una baionetta accorciata (37 cm), la Seitengewehr 98/06, per genieri e pionieri, e nel 1908 pure un fucile corto, il Karabiner Model 1898AZ, fabbricato in serie limitata per cavalleria, artiglieria ed altri reparti specialistici.[37] Ad ogni modo, il fucile 98 Mauser a canna lunga restava in servizio come arma principale della fanteria.[38] Inoltre, le autorità militari tedesche continuavano a caldeggiare l'idea di sovrastare il proprio avversario sul campo di battaglia per mezzo di una più lunga combinazione fucile/baionetta, un concetto centrale nelle loro dottrine sull'addestramento della fanteria con la baionetta.[32] Tra tali dottrine si trovava l'attacco punto di lancio o spinta-e-affondo prolungati.[39] Usando questa tattica, il soldato tedesco si abbassava in un mezzo accosciamento, con il fucile e la baionetta inserita tenuti vicino al corpo.[39] In questa posizione il soldato poi spingeva il fucile in avanti, poi lasciava cadere la mano di sostegno e faceva un passo avanti con il piede destro, contemporaneamente spingendo fuori il braccio destro in tutta la sua lunghezza con il fucile allungato tenuto in pugno con la sola mano destra.[39] Con una "zona letale" di quasi tre metri e mezzo, l'attacco di baionetta punto di lancio dava un impressionante aumento nella 'portata', e in seguito fu adottata da altre forze militari, tra cui lo U.S. Army.[39][40]

In reazione alle critiche sulla ridotta portata del fucile SMLE con la sua baionetta, nel 1908 le autorità britanniche degli armamenti introdussero la baionetta P1907, che aveva una lama allungata da circa 43 cm per compensare la ridotta lunghezza complessiva del fucile SMLE.[1][30][33][41][42] La baionetta 1907 era essenzialmente una copia della baionetta giapponese Tipo 30, avendo la Gran Bretagna acquistato un certo numero di fucili Tipo 30 per la Royal Navy alcuni anni prima.[43] Le autorità USA a sua volta adottò per il fucile corto Springfield M1903 una lunga (40,64 cm di lama) baionetta, la M1905; più tardi fu messa in campo una lunga sciabola-baionetta per il fucile M1917 Enfield.[36]

Ribaltamento di opinioneModifica

 
Baionette delle forze armate USA; dall'alto in basso, la M1905, la M1, la M1905E1 Bowie Point Bayonet (versione della M1905), e la baionetta M4 per la carabina M1.

L'esperienza della Prima guerra mondiale capovolse l'opinione sulla validità di fucili e baionette lunghi nelle tipiche attività di combattimento.[35][42][44][45] Tanto negli spazi ristretti della guerra di trincea, nelle incursioni e pattuglie notturne, quanto negli attacchi in campo aperto, soldati di entrambi gli schieramenti presto riconobbero le intrinseche limitazioni di un lungo e goffo fucile con baionetta utilizzato come arma da combattimento ravvicinato.[35][42][44][45] Una volta che i soldati Alleati erano stati istruiti ad aspettarsi l'attacco punto di lancio o spinta-e-affondo prolungati, il metodo perse la maggior parte del suo pregio nei campi di battaglia della Prima guerra mondiale.[39] Aveva bisogno di un braccio e di un polso forti, era molto lento nel recuperare se la spinta iniziale avesse mancato il bersaglio, ed era facilmente schivato da un soldato addestrato ad aspettarselo, pertanto esponeva il soldato tedesco ad un affondo di risposta che a sua volta non avrebbe potuto facilmente bloccare o schivare.[39][46][47] Al posto delle più lunghe baionette, le forze di fanteria di ambo le parti iniziarono a sperimentare altre armi come strumenti ausiliari per il combattimento ravvicinato, tra cui pugnale da trincea, pistola, bomba a mano, e vanghetto da trincea.[44][48]

I soldati iniziarono presto ad impiegare la baionetta sia come coltello sia come accessorio del fucile, e le baionette erano spesso accorciate più o meno ufficialmente per renderle più versatili e più facili da usare come utensili, o per manovrare nel combattimento ravvicinato.[1][42][44][45] Nella Seconda guerra mondiale le baionette furono vieppiù accorciate fino a trasformarle in armi grandi come coltelli perché si potessero prestare al combattimento o come coltelli da lavoro.[1] La netta maggioranza delle baionette moderne introdotte dopo la Seconda guerra mondiale sono del tipo coltello baionetta.[1][49]

Carica alla baionettaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Carica alla baionetta.

Lo sviluppo della baionetta nel tardo XVII secolo determinò la conseguenza che la carica alla baionetta diventasse la principale tattica di fanteria tra il XIX e il XX secolo. Già nel XIX secolo gli studiosi avevano iniziato ad osservare che perlopiù le cariche alla baionetta non si sviluppavano in un combattimento ravvicinato. Al contrario, di solito una delle due parti fuggiva prima che avesse luogo l'effettivo scontro con le baionette. Il gesto di inastare le baionette era ritenuto soprattutto attinente al morale, l'ostentazione di un chiaro segnale, per amici e nemici, della determinazione ad uccidere fino alla lotta corpo a corpo.[50]

Guerre napoleonicheModifica

 
Carica alla baionetta nella Battaglia di Großbeeren (1813).

La carica alla baionetta era tattica comune delle Guerre napoleoniche. Nonostante la sua efficacia, una carica alla baionetta non causava necessariamente un numero rilevante di vittime dovute all'uso vero e proprio dell'arma. Da precise liste di caduti in battaglia a partire dal XVIII secolo, si evince che in molte battaglie meno del 2% delle ferite trattate[51] erano provocate da baionette.[52] Antoine-Henri Jomini, celebre scrittore di argomenti militari che aveva prestato servizio in numerosi eserciti nel periodo napoleonico, affermava che gran parte delle cariche alla baionetta in campo aperto determinavano la fuga di uno schieramento prima che ci fosse un qualsiasi contatto. Qualche combattimento con la baionetta si verificava, ma su piccola scala quando unità di fronti opposti si incontravano in uno spazio ristretto, come durante l'assalto a fortificazioni o nelle schermaglie delle imboscate su terreni accidentati.[53]

 
Rievocazione moderna della Battaglia di Raszyn, avvenuta nel 1809.

In un'era di scariche simultanee di fucileria,[54] al confronto con ondivaghe pallottole invisibili, la minaccia della baionetta era molto più tangibile e immediata — garantiva di portare ad un'orribile fine personale se nessuna fazione avesse desistito. Tutto questo induceva i combattenti a dileguarsi prima che le schiere venissero a contatto. Pertanto, la baionetta era di immensa utilità per guadagnare terreno sul nemico, benché di rado fosse realmente usata per offendere.

Guerra civile americanaModifica

 
Carica alla baionetta durante la Guerra civile americana

Nella Guerra di secessione americana (1861—1865) la baionetta provocò meno dell'1% delle morti in battaglia,[55] prefigurando un tratto saliente della guerra moderna. L'uso delle cariche alla baionetta per costringere il nemico a ritirarsi ebbe un grande successo in numerosi scontri di piccole unità in spazi limitati nel corso della Guerra di secessione americana, dato che la maggioranza delle truppe avrebbero ripiegato se prese d'assalto mentre ricaricavano le armi (l'operazione avrebbe richiesto almeno un minuto con la polvere sciolta, anche a truppe ben addestrate). Anche se tali cariche cagionavano poche vittime, spesso decidevano le sorti di brevi scontri, e il possesso tattico di importanti capisaldi difensivi. Inoltre si poteva usare la pressione delle baionette per radunare uomini momentaneamente sbandati dal fuoco nemico.[56]

Benché nel complesso la Battaglia di Gettysburg sia stata vinta dallo Union Army per l'effetto combinato di terreno e fuoco di artiglieria massivo, un punto decisivo del secondo giorno di battaglia si imperniò sulla carica alla baionetta di Little Round Top, quando il 20th Maine Volunteer Infantry Regiment, rimasto a corto di munizioni per i moschetti, si lanciò in una carica in discesa, sorprendendo e catturando molti dei soldati superstiti del 15th Alabama e di altri reggimenti confederati.

Scavalcare il parapettoModifica

 
Fanteria francese carica alla baionetta durante la Grande guerra. I soldati sono armati di Lebel Modèle 1886, e sfoggiano ancora uniformi di stile ottocentesco, sprovviste di elmetto e non mimetiche.

L'immagine comune della Prima guerra mondiale è un'ondata di soldati con baionetta inastata, che "scavalcano il parapetto [della trincea]" e caricano nella terra di nessuno, sfidando una pioggia di fuoco nemico. Questo in effetti era il modo ordinario di combattere al principio di quel conflitto, ma raramente era una tattica fruttuosa.[57] Le perdite britanniche nel primo giorno della Battaglia della Somme furono le peggiori nella storia del British Army: 57 470 uomini, di cui 19 240 uccisi.[58][59]

Nella Prima guerra mondiale, la terra di nessuno era spesso larga centinaia di metri.[60] La zona di solito era devastata dalla guerra e costellata di crateri provocati da proiettili di artiglieria e mortai, talvolta contaminata da armi chimiche. Pesantemente difesa da mitragliatrici, mortai, artiglieria e fucilieri su entrambi i fronti, era spesso munita di filo spinato e mine terrestri, e ingombrata dei cadaveri in decomposizione di quelli che non ce l'avevano fatta ad attraversare il mare di proiettili, esplosioni e fiamme. Una carica alla baionetta attraverso la terra di nessuno spesso cagionava il completo annientamento di battaglioni interi.

 
Una striscia di terra di nessuno nei Flanders Fields (Francia), 1919.

Attacchi banzaiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Attacco banzai.

L'avvento della guerra moderna nel XX secolo mise in discussione la tradizione delle cariche alla baionetta. Durante l'assedio di Port Arthur (1904–05) i giapponesi lanciarono attacchi suicidi di ondate umane contro artiglieria e mitragliatrici russe,[61] patendo enormi perdite.[62] Secondo una descrizione delle conseguenze, una "spessa, interrotta massa di cadaveri ricopriva la fredda terra come un [tappeto]".[63]

 
Soldati giapponesi giacciono morti dopo un attacco banzai finale contro le forze americane durante la Battaglia di Attu, 29 maggio 1943.

Nondimeno, durante la Seconda guerra sino-giapponese, i giapponesi riuscivano ad usare efficacemente le cariche alla baionetta contro forze cinesi mal organizzate e con scarso armamento. L'attacco banzai divenne una tattica militare accettata con cui i giapponesi di solito riuscivano a mettere in rotta unità cinesi numericamente superiori.[64]

Nelle fasi iniziali della Guerra nel Pacifico, un attacco banzai improvviso poteva sopraffare gruppi esigui di soldati nemici impreparati a un tale attacco. Ma alla fine della guerra, contro forze americane ben organizzate e altrettanto armate, un attacco banzai arrecava pochi danni, a costo di enormi perdite per chi lo aveva lanciato. Nel migliore dei casi, erano condotti come mossa estrema da piccoli gruppi di soldati superstiti quando la battaglia era già perduta (per loro). Nel caso peggiore, venivano gettate al vento preziose risorse umane e materiali in attacchi suicidi, che semplicemente acceleravano la sconfitta.

Alcuni comandanti, come il generale Tadamichi Kuribayashi, riconobbero l'inutile spreco rappresentato da tali attacchi e vietarono espressamente ai loro uomini di eseguirli. Infatti, gli americani furono stupiti che i giapponesi non compissero attacchi banzai nella Battaglia di Iwo Jima.[65][66]

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p Brayley, Martin, Bayonets: An Illustrated History, Iola, WI: Krause Publications, ISBN 0-87349-870-4, ISBN 978-0-87349-870-8 (2004), pp. 9-10, 83-85
  2. ^ Pritchard Bayonet for the Webley Revolver (Video) (forgottenweapons.com)
  3. ^ Ad esempio, durante la sparatoria della Kent State (4 maggio 1970), due persone furono ferite da baionettate inferte da soldati della Ohio National Guard. ( Thomas Hensley, Kent State and May 4th: A Social Science Perspective, Kent State University, 2010, p. 18.) ( John Mangels, Police crowd-control tactics have changed dramatically since Kent State protests, in Cleveland Plain Dealer, 2 maggio 2010. URL consultato il 29 dicembre 2016.)
  4. ^ a b Per quanto possa sembrare singolare, la baionetta ha una lunga tradizione di utilizzo per il controllo della folla, di cui sono recenti esempi le Rivolte di Hong Kong del 1956 ("British Battle Chinese Mobs in Hong Kong". Evening Independent. Associated Press. October 11, 1956. Retrieved December 29, 2016.)) e il tentato colpo di Stato in Burundi nel 2015 (Buchanan, Elsa (June 9, 2015). "Burundi: Police tortured me with tear gas until I choked, says protester". International Business Times. Retrieved December 29, 2016. — "Burundi: Deadly Police Response to Protests". HRW.org. Human Rights Watch. Retrieved December 29, 2016.)
  5. ^ Nella Guerra austro-prussiana (1866), uno dei motivi della sconfitta degli austriaci può ravvisarsi nel fatto che erano ancora dotati di antiquati fucili Lorenz ad avancarica, laddove i prussiani si giovavano del fucile Dreyse ad otturatore girevole-scorrevole, con una cadenza di tiro di 6-12 colpi al minuto.
  6. ^ Nel 1860 lo Union Army adottò il fucile Spenser, primo fucile militare al mondo a cartuccia metallica e ripetizione.
  7. ^ A parte le considerazioni sulla balistica dei fucili ad avancarica e anima liscia, singoli fanti sparsi erano facile preda della cavalleria nemica, per la quale il quadrato di fanteria rimaneva invece un ostacolo sostanzialmente invalicabile.
  8. ^ Malgrado lo scarso raggio d'azione, per non parlare dell'accuratezza, i proiettili scagliati dalle armi da fuoco antiche producevano sui malcapitati bersagli lesioni devastanti, sicché anche ferite in parti oggi giudicate non letali cagionavano esiti altamente invalidanti, se non la morte (in parte anche per la primitività della chirurgia di guerra coeva).
  9. ^ Le considerazioni dello scrittore sembrano però soprattutto descrivere le tecniche particolari delle truppe d'assalto, che si prefiggevano di aggredire con violenza e sorpresa il nemico dentro le trincee (e negli spazi angusti, avere un lungo fucile/baionetta da manovrare non è certo un vantaggio). Ma anche i sostenitori di tali reparti non avevano mai ritenuto che potessero sostituire del tutto la fanteria di linea, chiamata a svolgere un ruolo diverso ed ugualmente necessario.
  10. ^ David Chandler, The campaigns of Napoleon, tradotto da Maurizio Pagliano et al. come Le campagne di Napoleone 2 volumi. Seconda edizione BUR Rizzoli edizioni Milano (1998) pag 439
  11. ^ Raimondo Luraghi, Storia della guerra civile americana 4ª edizione, Einaudi (Torino) 1966 pag 272
  12. ^ A Dictionarie of the French and English Tongues - Compiled by Rande Cotgrave, ad vocem (pbm.com).
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  28. ^ L'originale inglese reca intrenching con ortografia errata verso entrenching, cosa che si è cercato di rendere con un analogo deliberato refuso.
  29. ^ Hutton, Alfred, Fixed Bayonets: A Complete System of Fence for the British Magazine Rifle, London: William Clowes & Sons (1890), pp. v, 125, 131–132
  30. ^ a b c Barrett, Ashley W., "Lessons to be Learned by Regimental Officers from the Russo-Japanese War", "Journal of the Military Service Institution of the United States", Volume 45, (March–April 1909), pp. 300–301.
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  32. ^ a b Praktische Bajonett-Fechtschule: auf Grund der Bajonettir-Vorschrift für die Infanterie, Berlin: E. S. Mittler und Sohn (1889)
  33. ^ a b c d e Seton-Karr, Henry (Sir), "Rifle", Encyclopædia Britannica (11th ed.), New York: The Encyclopædia Britannica Co., Vol. 23 (Ref–Sai)(1911), p. 328
  34. ^ Praticamente da quando erano comparse le armi da fuoco, sempre le truppe a cavallo erano state dotate di armi particolari, come una coppia di pistole da tenere infilate sulla sella, o qualche forma di "fucile accorciato" e alleggerito, per ovvi motivi di praticità, laddove il tipico fucile del fante era di dimensioni ragguardevoli.
  35. ^ a b c Pegler, Martin and Chappell, Mike, Tommy 1914–18 (Vol. 16), New York: Osprey Publishing Ltd., ISBN 1-85532-541-1, ISBN 978-1-85532-541-8 (1996), p. 16
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  46. ^ Moss, James Alfred, Manual of Military Training, Menasha, WI: George Banta Publishing Co. (1914), p. 161: "L'avversario può tentare una maggiore estensione nella spinta e nell'affondo abbandonando la presa del suo pezzo con la mano sinistra e avanzando il più possibile verso destra. Quando questo è fatto, una parata decisa può fargli perdere il controllo del suo fucile, lasciandolo esposto a un contrattacco, che dovrebbe seguire prontamente".
  47. ^ United States Marine Corps, U.S. Marine Combat Conditioning, United States Marine Corps Schools (Sep 1944), reprinted Skyhorse Publishing Inc., ISBN 1-60239-962-X, ISBN 9781602399624 (2011), p. 7: "Il...'punto di lancio', come viene talvolta chiamato, può essere usato per colpire da lontano un nemico disarmato che sta scappando all'indietro. Questa sarebbe probabilmente l'unica volta in cui si colpisce un uomo con un...'punto di lancio'... perché a meno che il nemico non sia fuori di guardia e a meno che non si disponga di un braccio molto forte, ci sono troppe possibilità di far cadere il fucile o che il nemico te lo faccia cadere dalle mani".
  48. ^ Beith, Ian H., "Modern Battle Tactics: Address Delivered April 9, 1917", National Service (June 1917), pp. 325, 328
  49. ^ Un coltello baionetta è un coltello che può essere usato sia come baionetta, da combattimento, o coltello multiuso. Il coltello baionetta è diventato la forma quasi universale di baionetta nel XX secolo grazie alla sua versatilità ed efficacia. Le sciabole-baionetta si sono dimostrate inutili se separate dal fucile e inutili nella guerra di trincea; e mentre versatili, le sciabole-baionetta si sono dimostrate armi poco pratiche nella guerra di trincea a causa della loro lunghezza. Il primo coltello baionetta ad essere usato diffusamente fu il Seitengewehr 1871/84, che divenne la baionetta standard della fanteria tedesca nel 1884. Il suo derivato, il Seitengewehr 1884/98, resterà in uso fino al 1945 presso le forze armate tedesche.
  50. ^ Richard Holmes, Firing Line, Harmondsworth, Penguin, 1987, pp. 377–9, ISBN 978-0-14-008574-7.
  51. ^ È agevole però opporre a questo dato statistico il fatto che si riferisce alle sole ferite per le quali fu prestata assistenza sanitaria, e nulla dice sul numero delle persone decedute (per qualunque causa) prima dell'eventuale trattamento medico. I morti non venivano ovviamente curati, ma tutt'al più sepolti.
  52. ^ Lynn, John A. Giant of the Grand Siècle: The French Army, 1610-1715. Cambridge: Cambridge UP, 1997. Print.
  53. ^ Jomini, Antoine Henri. The Art of War. Westport, CT: Greenwood, 1971. Print.
  54. ^ Come già ampiamente ricordato, questa tecnica era l'unica che garantisse una qualche efficacia di armi ad avancarica, perlopiù a canna liscia, scadenti nella gittata come nella precisione. Le eventuali ferite riportate dai destinatari colpiti erano però tutt'altro che risibili. Le masse inquadrate erano al tempo stesso strumento e vittima di un fuoco comunque micidiale.
  55. ^ O'Connell, Robert L., "Arme Blanche", Military History Quarterly, Vol. 5, nº 1.
  56. ^ Nosworthy, Brent The Bloody Crucible of Courage: Fighting Methods and Combat Experience of the Civil War, Basic Books; 1st edition (March 10, 2005). ISBN-10: 0786715634 ISBN-13: 978-0786715633.
  57. ^ L'atto di attaccare trincee nemiche in massa, allo scoperto, in pieno giorno, era a dir poco temerario. A parte le insidie maggiori provenienti da artiglieria, mortai, mitragliatrici eccetera, si tenga presente che un normale fucile di quell'epoca poteva centrare una sagoma umana affidabilmente ad almeno 500 m. L'uso di un mirino telescopico poteva ulteriormente aumentarne l'efficienza.
  58. ^ Edmonds, 1932, p.483.
  59. ^ Prior & Wilson, 2005, p.119.
  60. ^ John Hamilton,Trench Fighting of World War I, ABDO, 2003, pagina 8, ISBN 978-1-57765-916-7.
  61. ^ John H. Miller, American Political and Cultural Perspectives on Japan: From Perry to Obama, Lexington Books, 2 aprile 2014, p. 41 e segg., ISBN 978-0-7391-8913-9.
  62. ^ Robert B. Edgerton, Warriors of the Rising Sun: A History of the Japanese Military, Norton, 1997, p. 167 e segg., ISBN 978-0-393-04085-2.
  63. ^ Robert L. O'Connell e John H. Batchelor, Soul of the Sword: An Illustrated History of Weaponry and Warfare from Prehistory to the Present, Simon and Schuster, 2002, p. 243 e segg., ISBN 978-0-684-84407-7.
  64. ^ Cathie Carmichael e Richard C. Maguire, The Routledge History of Genocide, 1º maggio 2015, ISBN 9781317514848.
  65. ^ Wright Derrick, The Battle for Iwo Jima, Sutton Publishing, 2006, p. 80.
  66. ^ Secondo lo storico militare Shigetoki Hosoki, "Chi scrive è rimasto sbalordito nel "Rapporto Iwo Jima", una raccolta di memorie dei sopravvissuti di Iwo Jima. Gli uomini che abbiamo visto non pesavano più di trenta chili e non sembravano umani. Ciononostante, questi soldati emaciati che sembravano venire da Marte affrontavano il nemico con una forza che non si poteva credere. Sentivo un alto morale". Anche in tali circostanze, i rifugi sotterranei che i giapponesi hanno costruito si sono rivelati vantaggiosi per un certo periodo. I mortai e i bombardamenti nemici non potevano raggiungerli dieci metri sottoterra. Fu allora che gli americani cominciarono a scavare delle buche e versarono del gas giallo fosforo nel terreno. Anche la loro fanteria si faceva strada attraverso i passaggi, lentamente ma inesorabilmente, al ritmo di dieci metri all'ora. È stato conservato un telegramma che dice: "È come uccidere gli scarafaggi". Le truppe americane avanzavano ogni giorno verso nord. La sera del 16 marzo, hanno riferito di aver occupato completamente l'isola di Iwo Jima". Picture Letters from the Commander-in-Chief, pag. 237.

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