Berengario II d'Ivrea

re d'Italia dal 950 al 960
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Berengario II
Otto I Manuscriptum Mediolanense c 1200.jpg
Sottomissione di Berengario ad Ottone I di Sassonia dal Manuscriptum Mediolanense, 1200 ca.
Re d'Italia
(formalmente Re degli Italici)
Stemma
In carica 22 novembre 950 –
25 dicembre 961
Predecessore Lotario II d'Italia
Erede Adalberto II d'Ivrea
Successore Ottone I di Sassonia
Marchese d'Ivrea
In carica 928 –
950
Predecessore Adalberto I d'Ivrea
Successore Adalberto II d'Ivrea
Nascita 900 circa
Morte Bamberga, 6 luglio 966
Dinastia Anscarici
Padre Adalberto I d'Ivrea
Madre Gisla del Friuli
Consorte Willa III d'Arles
Figli Adalberto II d'Ivrea
Guido d'Ivrea
Corrado d'Ivrea
Rozala d'Ivrea

Berengario II (900 circa – Bamberga, 6 luglio 966) è stato marchese d'Ivrea dal 928 al 950 e re d'Italia dal 950 al 961.

BiografiaModifica

Figlio di Adalberto I di Ivrea e di Gisla, figlia di Berengario I re d'Italia e imperatore, nell'anno 950 Berengario II, alla morte di Lotario II, ottenne per sé e per il figlio Adalberto a Pavia, nella basilica di San Michele, la corona d'Italia.

La loro posizione politica fu resa debole dal sospetto che i due avessero avvelenato il loro predecessore, quindi Berengario cercò di rafforzare la legittimità dell'investitura costringendo la vedova di Lotario a sposare Adalberto. In Germania vennero accusati di usurpazione e questo provocò l'intervento dell'allora re di Germania Ottone. Questi li costrinse alla fuga e assunse il titolo di Re dei Franchi e degli Italici (951) preludio ad una sua richiesta di investitura formale del titolo regale italiano. I due marchesi trovarono successivamente un accordo con Ottone che, nel 952, confermò loro la successione.

Marca d'Ivrea-
Dinastia degli Anscarici
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Il loro atteggiamento e la loro azione politica provocarono malcontento fra i maggiorenti del regno, i quali richiesero più volte un intervento del sovrano tedesco: evento che si realizzò solamente nel 956-957, per mano del figlio di Ottone e duca di Svevia Liudolfo, e che terminò con un accordo che confermava agli anscarici il titolo regale e il potere in Italia.

Nel 959 Berengario ed il figlio Adalberto avviarono una serie di purghe contro i filo-ottoniani[1]. Una vittima fu Tebaldo II, duca di Spoleto e marchese di Camerino, della dinastia degli Hucpoldingi, contro il quale Berengario II organizzò una spedizione volta a sottrargli i suoi possedimenti[1]. Alla spedizione partecipò anche il futuro doge Pietro IV Candiano[1].

Successivamente, Berengario attuò una politica aggressiva nei confronti del papato che spinse Giovanni XII a richiedere ad Ottone di scendere in Italia. Nel 961 il re di Germania giunse in Italia per la seconda volta.
Le truppe di Berengario si rifiutarono di combattere, costringendo padre e figlio ad asserragliarsi presso la fortezza di San Leo. Ottone li depose formalmente dal titolo regale e si fece incoronare Imperatore da Giovanni XII.

Caduta San Leo nel 963, Berengario fu arrestato ed esiliato a Bamberga assieme alla moglie Willa, sorvegliato dal margravio di Nordgau Bertoldo di Schweinfurt. Ebbero per figlia la futura regina di Francia Rozala.

Famiglia e figliModifica

Berengario II sposò Willa III d'Arles, figlia del conte d'Avignone e d'Arles e margravio di Toscana della stirpe dei Bosonidi Bosone VI di Provenza, e di Willa II di Borgogna, figlia del re di Borgogna della stirpe dei Vecchi Welfen Rodolfo I e di Willa di Provenza. Essi ebbero:

BibliografiaModifica

NoteModifica

Voci correlateModifica

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