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Campolattaro
comune
Campolattaro – Stemma
Campolattaro – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Benevento-Stemma2.png Benevento
Amministrazione
SindacoPasquale Narciso (Rinascita Campolattese) dal 29-5-2007
Territorio
Coordinate41°17′N 14°44′E / 41.283333°N 14.733333°E41.283333; 14.733333 (Campolattaro)Coordinate: 41°17′N 14°44′E / 41.283333°N 14.733333°E41.283333; 14.733333 (Campolattaro)
Altitudine430 m s.l.m.
Superficie17,59 km²
Abitanti1 025[1] (30-4-2017)
Densità58,27 ab./km²
FrazioniIadanza, Botticella
Comuni confinantiCasalduni, Circello, Fragneto l'Abate, Fragneto Monforte, Morcone, Pontelandolfo
Altre informazioni
Cod. postale82020
Prefisso0824
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT062013
Cod. catastaleB541
TargaBN
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Cl. climaticazona D, 1 853 GG[2]
Nome abitanticampolattaresi
Patronosan Sebastiano
Giorno festivo20 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Campolattaro
Campolattaro
Campolattaro – Mappa
Posizione del comune di Campolattaro nella provincia di Benevento
Sito istituzionale

Campolattaro (Cambulattàrë nel dialetto locale) è un comune italiano di 1 025 abitanti[1] della provincia di Benevento in Campania.

Dista dal suo capoluogo di provincia circa 22 km.

Geografia fisicaModifica

Situato a nord del monte Sauco (572 m), a lato del fiume Tammaro, ha un'altitudine fra i 322 ed i 572 m sul livello del mare, con un'escursione altimetrica pari a 250 m.

In una parte del territorio comunale è stato ricavato un invaso denominato "diga di Campolattaro". L'accumulo massimo annuale di acqua previsto dal progetto è di 109.000.000 m3.[3]

StoriaModifica

Campolattaro è citato per la prima volta in due documenti del XII secolo: nel Chronicon Beneventanum del notaio Falcone Beneventano viene chiamato "Campugattari", mentre nel Catalogus Baronum è citato con il nome di "Campugactarum"[4]: in quest'ultimo risulta in possesso di Goffredo, figlio di Pagano Montefuscoli, barone della Contea di Buonalbergo, ed è tassato per un milite[5].

Il nome del comune potrebbe quindi derivare da "campus", e da Gactarius (Gattario), nome proprio franco (radice altotedesca 'gat'=foresta) diffuso nell'Italia centro-settentrionale fino al Ducato di Spoleto; il borgo [che in origine verosimilmente si trovava in posizione diversa dall'attuale, che mal si addice al termine tardolatino campus] potrebbe essere stato così battezzato dal nome di un personaggio di rango, all'epoca della conquista del Ducato beneventano da parte di Guido IV di Spoleto.

La denominazione Campogattaro avrebbe accompagnato, secondo il Meomartini, anche tutte le Numerazioni ufficiali dei Fuochi (perdute durante la seconda guerra mondiale).[6]

Dal suddetto Chronicon apprendiamo che nel 1138 Campolattaro, come i paesi circumvicini, venne incendiato da Ruggero II di Sicilia perché era fra i borghi che si erano schierati con Rainulfo di Alife.

È da rimarcare che nei Registri Angioini trascritti da Minieri-Riccio[7], Carlo I° d'Angiò (1269) ordina che "Gullielmo Campolattario" sia esentato dal prestare servizio feudale in Romaniam in quanto minorenne; questa sarebbe quindi, cronologicamente, la prima citazione del paese con il nome che si sarebbe in seguito imposto.

Nel 1284 Campolattaro è in possesso di Nicola de Adenulfo[8].

Secondo l'Aldimari (Napoli, 1691), nel 1191 (da leggersi verosimilmente 1291, giacché subito dopo viene detto che morirà nel 1301) il feudo è dato al nobile normanno Pascale (di) Palma, in quanto Mariella, figlia di Tommaso, signore di Campolattaro e Monterone, di non specificato casato[9], muore senza figli.

Con privilegio dato a Capua il 16 novembre 1445, Alfonso V d'Aragona e I° di Napoli concede a Luigi di Capua, milite e consigliere regio, il mero e misto imperio sulle terre e i castelli di Morcone, Campolattaro, San Giovanni Rotondo e Fragneto.[10]

Nel 1473 il condottiero Matteo di Capua ne fa dono al nipote Fabrizio I°.[11]

Nel 1589 Giovambattista di Capua è elevato da Filippo II di Spagna al rango di marchese.[3]

La famiglia Di Capua tenne il feudo sino al XVII secolo quando esso fu venduto a Michele Blanch, marchese di San Giovanni, per 8.000 ducati.[3]

A metà dell'800 Giuseppa Blanch sposa Carlo Capomazza, portando in quella famiglia il titolo marchionale.[3]

Nel secolo XVIII i Blanch cedettero le proprietà che possedevano a Giovanni de Agostini, i cui discendenti sono ancora proprietari di buona parte del castello. Nel 1673, prima della vendita del paese ai Blanch, venne redatta una dettagliata relazione ad opera di Lorenzo Ruggero, regio tavolario (agrimensore), affinché quantificasse il valore della proprietà. Da questa interessante relazione, chiamata "apprezzo", è stato ricavato un interessante studio nel 2005.[12]

Il paese fu molto colpito dalla peste del 1656, dalla carestia del 1764 e dal colera del 1837.

Nell'800 Campolattaro godette di un'improvvisa notorietà a livello degli studiosi europei di storia e filologia Romana, per il ritrovamento della, quantunque monca, "Tabula alimentaria" dei Liguri Bebiani.

Questa importante testimonianza dell'epoca traianea fu scoperta da un possidente di Campolattaro, Giosuè De Agostini, in un suo podere a Macchia di Circello nel 1831, ed è ora conservata presso il Museo delle Terme di Roma.

Dal 1861 Campolattaro fa parte della provincia di Benevento.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 
Particolare del Castello medievale.

CastelloModifica

Il castello di Campolattaro venne iniziato nel XIII secolo attorno ad un poderoso torrione costruito dai Normanni, probabilmente tra l'XI e il XII secolo. Sotto gli Aragonesi l'edificio fu forse dotato di torri circolari e di cortine merlate ma con il passare dei secoli perdette la sua funzione originaria di difesa, diventando residenza di villeggiatura dei feudatari.

L'architettura è a pianta rettangolare e si sviluppa attorno ad un ampio cortile centrale dove si affacciano, ai due lati, il vero e proprio castello e la cappella palatina. Quest'ultima risale al XVI secolo ma venne riconsacrata nel 1717 dal cardinale Vincenzo Maria Orsini (futuro papa Benedetto XIII). Al suo interno sono conservate diverse sculture lignee.

Di notevole interesse è il "trappeto", frantoio oleario risalente al XVII secolo, precedentemente adibito a stalla (ancora visibili le mangiatoie per i cavalli), la sala dei ricevimenti e la torre normanna.

Il castello, di proprietà privata, è visitabile su prenotazione.

Architetture religioseModifica

  • Cappella di Maria Santissima del Canale, la chiesa più antica del paese;
  • Chiesa di San Sebastiano;
  • Chiesa del Santissimo Salvatore detta anche "Chiesa Madre"

Aree naturaliModifica

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[13]

 

CulturaModifica

A Campolattaro ha sede il Centro Culturale per lo Studio della Civiltà Contadina del Sannio, dotato di una ricca biblioteca specializzata in testi di storia locale.[14]

EconomiaModifica

Ha una superficie agricola utilizzata in ettari (ha) di 671,38 (dato aggiornato all'anno 2000) (Camera di Commercio di Benevento, dati e cifre, maggio 2007).

AmministrazioneModifica

Altre informazioni amministrativeModifica

Fa parte della:

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ a b c d La diga di Campolattaro sul sito della Provincia di Benevento, su provincia.benevento.it. URL consultato il 16 luglio 2011 (archiviato dall'url originale l'11 maggio 2006).
  4. ^ Laudato, p. 8.
  5. ^ Il "Milite", all'epoca, designava a fini fiscali, l'insieme formato dal Cavaliere, dall'armigero, e da un servo.
  6. ^ Alfonso Meomartini, I comuni della provincia di Benevento: Storia, cronaca, illustrazione, Tipografia De Martini, 1907.
  7. ^ Camillo Minieri-Riccio, Brevi notizie intorno all'Archivio Angioino di Napoli, Napoli, Alberto Detken, 1862, p. 46.
  8. ^ Istituto storico italiano per il Medio Evo (a cura di), Regesta Chartarum Italiae, Edizione 33, Loescher&Co., 1950.
  9. ^ Potrebbe essere identificato col Tommaso Montefuscoli morto nel 1268, mentre era Giustiziere d'Abruzzo (vedi Camillo Minieri Riccio, "Itinerario di Carlo I. di Angiò ed altre notizie storiche", Napoli, 1872)
  10. ^ [www.accademiapontaniana.it/wp-content/uploads/2018/03/REGISTRO-9.3.2018.pdf I registri Privilegiorum di Alfonso il Magnanimo della serie Neapolis ...] (PDF).
  11. ^ Ricca, E., La nobiltà del regno delle Due Sicilie, Napoli, De Pascale, 1859.
  12. ^ Campolattaro, p. 12.
  13. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  14. ^ La biblioteca sul portale dei beni e delle attività culturali della Campania, su culturacampania.rai.it. URL consultato il 16 luglio 2011 (archiviato dall'url originale l'11 maggio 2006).

BibliografiaModifica

  • Annibale Laudato, Campolattaro: l'origine del nome, Campolattaro, Centro Culturale per lo Studio della Civiltà Contadina del Sannio, 1998.
  • Annibale Laudato, Campolattaro in una memoria inedita del 1673, Campolattaro, Centro Culturale per lo Studio della Civiltà Contadina del Sannio, 2005.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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