Ariano Irpino

comune italiano
Ariano Irpino
comune
Ariano Irpino – Stemma Ariano Irpino – Bandiera
Ariano Irpino – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Avellino-Stemma.svg Avellino
Amministrazione
Sindaco Domenico Gambacorta (FI) dal 9-6-2014
Territorio
Coordinate 41°08′59″N 15°05′03″E / 41.149722°N 15.084167°E41.149722; 15.084167 (Ariano Irpino)Coordinate: 41°08′59″N 15°05′03″E / 41.149722°N 15.084167°E41.149722; 15.084167 (Ariano Irpino)
Altitudine 788 m s.l.m.
Superficie 186,74 km²
Abitanti 22 535[1] (30-4-2017)
Densità 120,68 ab./km²
Comuni confinanti Apice (BN), Castelfranco in Miscano (BN), Flumeri, Greci, Grottaminarda, Melito Irpino, Montecalvo Irpino, Monteleone di Puglia (FG), Savignano Irpino, Villanova del Battista, Zungoli
Altre informazioni
Cod. postale 83031
Prefisso 0825
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 064005
Cod. catastale A399
Targa AV
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona E, 2 410 GG[2]
Nome abitanti arianesi
Patrono sant'Ottone
Giorno festivo 23 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ariano Irpino
Ariano Irpino
Ariano Irpino – Mappa
Posizione del comune di Ariano Irpino all'interno della provincia di Avellino
Sito istituzionale

Ariano Irpino (IPA: [a'rjano ir'pino], semplicemente Ariano in dialetto arianese), è un comune italiano di 22 535 abitanti[1] della provincia di Avellino in Campania. La cittadina costituisce il secondo centro demografico della provincia dopo il capoluogo[3] (da cui dista circa 50 km) mentre I suoi 186,74 km² di ampiezza ne fanno il comune più esteso dell'intera regione[4]. Sede episcopale fin dall'Alto Medioevo, si fregia inoltre del titolo di Città e del ruolo di Ente capofila nell'ambito di un'area urbana vasta[5] che abbraccia l'intero settore Nord del territorio provinciale.

Indice

Geografia fisicaModifica

 
Il centro storico sulla sommità del Tricolle

TerritorioModifica

La città è situata nell'Appennino campano, quasi a cavallo tra le regioni Campania e Puglia ed in posizione pressoché equidistante tra i mari Tirreno e Adriatico, tanto che la linea spartiacque attraversa per decine di chilometri l'agro comunale[6] al cui centro è ubicato un importante valico appenninico, la Sella di Ariano. L'altitudine varia dai 179 agli 811 m s.l.m.[7].

Il territorio, riconosciuto per legge come "interamente montano"[8], è costituito da stratificazioni detritiche incoerenti ad elevato tenore in carbonato di calcio, le quali si dispongono a formare un paesaggio alquanto impervio e spesso inciso da valli incassate ove non mancano i dirupi (di natura puramente erosiva)[9]. Fanno eccezione l'area nord-orientale, che si dispiega in ampi altipiani ondulati poggianti su rocce relativamente più antiche e compatte[10], e le ristrette piane alluvionali localizzate sull'opposto versante lungo il corso del fiume Ufita.[11]

In particolare il centro cittadino si sviluppa su tre alti colli, Castello, Calvario e San Bartolomeo, i quali formano un complesso montuoso che tocca la massima altitudine al mastio del castello normanno[7]. Per via di tale conformazione orografica Ariano è anche conosciuta col nome di Città del Tricolle[12]. Il centro storico sorge infatti in posizione sopraelevata rispetto alle aree circostanti, tanto che dai punti più panoramici (e in particolare dalla sommità del castello) è possibile ammirare a ovest i massicci del Taburno e del Partenio, a sud Trevico e l'Appennino lucano, a est il Vulture con i Monti della Daunia e a nord i monti del Sannio con il massiccio del Matese e, più in lontananza, i monti della Meta e la vetta della Maiella, sicché sono visibili alcune parti di 6 delle 20 regioni italiane.

L'agro rurale è solcato dai torrenti Cervaro e Fiumarella, mentre i fiumi Ufita e Miscano lo lambiscono[7]. La superficie territoriale si attesta sui 186,74 km², la più ampia di tutta la Campania[4], maggiore anche del capoluogo Napoli distante circa 100 km.

SismicitàModifica

I terremoti più distruttivi furono quello del Dicembre 1456 (che sconvolse in egual misura gran parte delle regioni italiane centro-meridionali) e quello del Novembre 1732 (il quale ebbe un epicentro assai prossimo alla città). Nello scorso XX secolo Ariano è stata interessata per tre volte da eventi sismici di magnitudo 5 o superiore (Luglio 1930, Agosto 1962 e Novembre 1980).

ClimaModifica

Essendo situata in un'area appenninica interna[14], la città è caratterizzata da un clima di tipo temperato fresco.

Le precipitazioni sono moderate, mediamente non superiori agli 800 mm annui[15], con massimi fra novembre e dicembre e minimi tra luglio e agosto. Nel corso del semestre freddo (fine ottobre - fine aprile) si verificano sporadiche nevicate, mentre occasionali sono le grandinate estive.

La locale stazione meteorologica è ubicata nell'estrema parte alta della città, a quota 794  m s.l.m.. Dall'analisi matematica delle medie termiche nel trentennio di riferimento 1961-1990, si evince che i valori minimi di temperatura si registrano mediamente nell'ultima decade di gennaio (mese più freddo con una media termica di +3,8 °C) mentre quelli massimi agli inizi di agosto (mese più caldo con un valore medio di +21,6 °C).[16]

ARIANO IRPINO Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 7,1 7,8 10,4 14,5 18,6 23,6 27,1 27,2 23,2 17,4 12,0 8,8 7,9 14,5 26,0 17,5 16,5
T. min. mediaC) 0,6 0,9 3,0 6,1 9,7 13,7 16,0 16,0 13,9 9,6 5,6 2,7 1,4 6,3 15,2 9,7 8,2

Origini del nomeModifica

 
Stampa del 1703; all'epoca la città era denominata semplicemente "Ariano"

L'etimologia del nome "Ariano" deriverebbe, secondo la tradizione, dal latino Ara Iani[18], un altare realizzato in onore del dio Giano. Più verosimilmente l'origine risale al nome di persona tardo-latino Arius cui è legato il suffisso prediale -anus[19][20]. La formulazione "Ariano Irpino" (con riferimento al distretto storico-geografico dell'Irpinia) ha sostituito nel 1930 l'impropria denominazione di "Ariano di Puglia", derivata a sua volta dal nome dell'antico Ducato di Puglia e Calabria che in epoca normanna gravitava su Salerno (considerata all'epoca la "capitale della Puglia", tanto che il suo dialetto era il "volgare pugliese")[21]. In ogni caso l'aggiunta di un epiteto al nome "Ariano" era giustificata dalla necessità di distinguere il comune dall'omonimo centro nel Polèsine.

StoriaModifica

 
La rupe de La Starza, popolata per millenni in epoca preistorica. In basso è visibile la fonte sorgiva

PreistoriaModifica

Le prime tracce di insediamenti umani sono state rinvenute nel settore nord del territorio comunale[22], precisamente sulla rupe de La Starza alle cui falde vi è una fonte sorgiva perenne. I reperti preistorici, vestigia di un villaggio di capanne risalente al Neolitico inferiore, sono databili dal VII millennio a.C. fin verso il 900 a.C. quando il sito venne abbandonato.[23]

ProtostoriaModifica

Alle prime popolazioni appenniniche seguirono gli Irpini, una bellicosa tribù dei Sanniti della quale però non restano (in città come nel resto d'Irpinia) che scarsissime tracce, probabilmente perché le loro abitazioni erano costituite da semplici tuguri mentre le rozze fortezze che essi edificarono nei punti strategici vennero poi, in epoca alto-medioevale, sistematicamente riconvertite in ben più imponenti strutture fortificate (torri, rocche, castelli)[24]. Gli unici reperti finora rinvenuti nel territorio cittadino, relativi a un insediamento sul colle "Pàsteni", non sono databili con certezza mentre restano ancora inesplorate le numerose grotte esistenti[25]. Pertanto l'eventuale presenza di una roccaforte irpina in cima al "Tricolle" (con l'obiettivo strategico di controllare e contrastare le due colonie romane di Benevento e Lucera) rimane un'ipotesi suggestiva ma non suffragata da prove.

Epoca romanaModifica

Di origine romana[22] è invece il borgo di Aequum Tuticum, sorto sull'altipiano di Sant'Eleuterio a non molta distanza dall'antico insediamento de La Starza. Benché la seconda parte del nome (Tuticum) sia un termine osco (ossia pre-latino)[26], il vicus andò sviluppandosi lungo un'antica strada romana la cui esistenza è attestata da alcuni cippi miliari del II secolo a.C. riportanti l'iscrizione Marcus Aemilius Lepidus[27]. Il borgo venne citato per la prima volta da Cicerone che, in una sua missiva a Tito Pomponio Attico, scriveva proprio da Aequum Tuticum definendolo una "sosta obbligata verso l'Apulia".[28]

 
Aequum Tuticum all'incrocio fra le vie Herculea (blu) e Traiana (rosso), alternative alla più antica via Appia (bianco)

Il periodo di massimo splendore giunse però in epoca imperiale quando il borgo divenne anche il punto d'incrocio fra l'Appia Traiana e la via Herculea.[29]

MedioevoModifica

Con le prime invasioni barbariche del IV secolo ha inizio la decadenza di Aequum Tuticum, finché nei secoli VI-VII se ne perde ogni traccia. È a quella stessa epoca che risale il primo insediamento sul Tricolle, luogo rilevato e meglio difendibile mentre, con l'arrivo dei Longobardi e la nascita del ducato di Benevento nel 571, tutto il territorio irpino rientra in quella sfera d'influenza, seguendone le alterne vicende fino al suo declino nell'X-XI secolo. In particolare, alla fine del secolo VIII vengono erette le prime strutture fortificate del castello[30] a difesa dai domini bizantini e a quello stesso periodo risale anche la prima attestazione scritta del nome "Ariano".[31]

Tra il 1016 ed 1024, in un contesto politico ormai frammentato, viene costituita la Contea di Ariano ad opera di un gruppo di cavalieri normanni capeggiato da Gilberto Buatère e assoldati da Melo di Bari, un nobile di origine longobarda ribelle al dominio bizantino e alleato coi principi longobardi[32]. La contea, che soppianta il preesistente gastaldato, è considerata la prima dominazione normanna in territorio italiano[33]. Con i Normanni, che nel giro di pochi anni cancellarono dall'Italia Meridionale Longobardi e Bizantini, Ariano assunse un ruolo di primaria rilevanza: il castello venne potenziato e la città, ormai a capo di una vasta Contea, divenne uno dei centri più importanti del tempo[34]. In quello stesso periodo storico visse ed operò in Ariano Ottone Frangipane (morto nel 1127), poi santificato e prescelto come protettore della città.[35]

 
L'Italia meridionale nell'XI secolo, l'epoca di massimo splendore per la città di Ariano

Proprio nel castello appena ristrutturato Ruggero II d'Altavilla detto il Normanno, vi tenne nel 1140 il suo primo parlamento nella parte continentale del Regno di Sicilia. Qui emanò le Assise di Ariano, la nuova costituzione del Regno. Questo corpus legislativo, una sintesi di diverse insigni tradizioni giuridiche, verrà adottato con poche variazioni nelle Costituzioni di Melfi. Nello stesso anno viene battuto il ducato.[32]

Talune fonti affermano poi che nel 1180 Ariano venne "inghiottita" (con chiaro riferimento ai burroni che tuttora circondano l'abitato) da un terremoto; tuttavia, poiché altre fonti coeve non parlano affatto di questo sisma[36], si dubita che l'immane sprofondamento sia stato determinato da un terremoto[37] e non piuttosto dal dissesto idrogeologico.[38]

Con la fine della dinastia normanna e l'avvento della casa di Svevia sul trono del Regno di Sicilia, inizia per la città un periodo infelice fatto di guerre, saccheggi e devastazioni. In particolare nel 1255 Manfredi di Svevia (figlio di Federico II) assedia la città, che aveva appoggiato l'esercito papale contro di lui. Ariano resiste strenuamente finché un gruppo di soldati lucerini, fingendosi disertori dell'esercito di Manfredi, viene accolto nella città. Nella notte, in realtà, essi rivelano le loro vere intenzioni saccheggiandola e distruggendola col fuoco, oltre a far strage degli abitanti[39]. A ricordo del tragico evento vi è ancora una via chiamata per tale motivo "La Carnale".

In seguito, nel 1269, Carlo I d'Angiò, dopo aver sconfitto Manfredi nella battaglia di Benevento e conquistato il regno, decide di ricostruire la città. In quell'occasione, quale segno di riconoscenza per la fedeltà dimostrata al papato, dona alla città due spine della corona di Cristo (donategli dal fratello Luigi IX di Francia detto il Santo), tuttora custodite in un reliquiario all'interno della Basilica Cattedrale.[39]

 
Sant'Elzeario e Beata Delfina, conti e compatroni di Ariano, venerati anche nella natia Provenza

Durante il regno degli Angioini, la città viene governata da esponenti della famiglia provenzale dei de Sabran dal 1294 al 1413. Tra i vari conti di questo periodo è da ricordare sant'Elzeario, figlio di Ermengao, e la moglie, beata Delfina di Signe, compatroni di Ariano. Ai primi del Quattrocento la città risente delle alterne vicende della lotta tra Angioini ed Aragonesi per il possesso del regno di Napoli. Nel 1417 tutta la contea passa a Francesco Sforza, condottiero e futuro duca di Milano, mentre nel 1440 viene concessa da re Alfonso nelle mani del gran siniscalco Inigo de Guevara, il quale si era distinto come uno dei suoi migliori generali durante la conquista del Regno di Napoli. Nel 1456 Ariano, così come gran parte del centro-sud peninsulare, è distrutta da quello che viene talvolta considerato come il terremoto più disastroso registrato in Italia nel corso del II millennio; ciò accadde quasi nel mezzo del dominio aragonese che durerà fino al 1485, quando Pietro, figlio di Inigo, perde la città, a seguito della sua partecipazione alla congiura dei baroni contro il re Ferdinando I di Aragona ed in favore di papa Innocenzo VIII. Nell'anno successivo la città rientra nel Demanio e vi resta fino al 1495[39]. Nel frattempo, il 1493 si rivela un altro anno funesto per Ariano a causa di un'epidemia di peste che sconvolge il regno di Napoli.[39]

Età modernaModifica

A partire dalla fine del.1494 la città, per la sua rilevanza strategica, si trova coinvolta nelle grandi Guerre d'Italia tra Francia, Spagna e Sacro Romano Impero. Le varie battaglie perdureranno fino al 1559 causando danni immensi sia nell'area urbana (ove perfino le campane delle chiese vennero fuse per ricavarne armi) che nelle campagne (laddove si compì una strage di alberi, e in particolare di olivi, per ricavare il legname necessario ad alimentare le fonderie)[39]. Fu a seguito di tali eventi infausti che Ariano riuscì a ottennere, quale forma di ristoro, il "beneficio perpetuo" dell'istituzione delle "Cinque Fiere" annuali tuttora esistenti.[40]

Nel frattempo, nel 1495, la città era stata comprata da Alberico Carafa, il quale poi ottenne dal re Ferdinando II di Napoli il titolo di duca di Ariano nel 1498. I Carafa la conserveranno fino al 1532, quando passò dapprima ai Gonzaga ed infine (nel 1577) ai Gesualdo[39]. Sono questi gli ultimi anni del regime feudale. Il 2 agosto 1585 infatti Ariano si riscatta, viene reintegrata nel demanio e diventa Città regia, venendo a dipendere direttamente dal Viceré del Regno di Napoli[22]. Questo status la porterà nei secoli successivi a rimanere fedele alla corona e ad opporsi energicamente ai moti di Masaniello del 1647-48, fino a subire l'assedio[41] ed il saccheggio ad opera dei ribelli napoletani per aver bloccato il transito del grano a loro destinato dalla Puglia.[39]

Gravemente danneggiata da un sisma nel 1702, la città venne poi devastata dal terremoto dell'Irpinia del 1732[39]. Nel secolo successivo, con l'istituzione del distretto di Ariano nel 1806, si registrò invece una crescita demografica della popolazione, la quale si mantenne in maggioranza fedele ai Borbone opponendosi ai moti del Risorgimento e ricadendo poi nella piaga del brigantaggio,[42]

Età contemporaneaModifica

 
Uno scorcio del Castello nel fatidico anno 1930

In epoca post-unitaria fu sede del circondario di Ariano di Puglia, fino alla soppressione dei circondari nel 1926[43]. Nel 1868 il comune aveva infatti ufficialmente acquisito la denominazione (tradizionale ma approssimativa) di Ariano di Puglia[44] che poi nel 1930 venne rettificata in Ariano Irpino[45]. Proprio nel 1930 la cittadina viene duramente colpita dal terremoto del Vulture. Nei successivi decenni si ebbero altri gravi danni, dapprima nel corso della seconda Guerra Mondiale, poi ancora a seguito del terremoto dell'Irpinia del 1962 quando molti edifici risultarono danneggiati[46]. Meno cruenti furono invece gli effetti dovuti al sisma del 1980 che comunque provocò danni a diversi monumenti, tra cui il campanile del duomo crollato nella centrale piazza Plebiscito[47]. A seguito di tali eventi infausti si è verificata una notevole espansione urbana verso le periferie mentre la ricostruzione nel centro storico è stata solo parziale.[48]

SimboliModifica

Lo Statuto comunale della Città[49] afferma che

« Lo stemma del Comune di Ariano Irpino è d'argento ha i tre monti di verde, al naturale, sormontati dalla scritta d'azzurro A I (Ara Iani). »

OnorificenzeModifica

  Titolo di Città
«Decreto del Presidente della Repubblica[50]»
— 26 ottobre 1952

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 
La facciata cinquecentesca della Basilica Cattedrale

Architetture religioseModifica

Cattedrale
  Lo stesso argomento in dettaglio: Cattedrale di Santa Maria Assunta (Ariano Irpino).

La basilica cattedrale è intitolata a Maria Santissima Assunta in Cielo, a Sant'Ottone Frangipane (protettore della città) e a Sant'Elzearo da Sabrano (compatrono), le cui tre statue spiccano sui portali. Riconosciuta fin dal 1940 quale monumento nazionale[51], ha poi ottenuto da papa Giovanni Paolo II il titolo di basilica minore nel 1984[52]. Al suo interno vi è il Museo degli argenti, oltre a un fonte battesimale del secolo XI.[27]

Chiesa di S. Michele Arcangelo

Eretta originariamente nell'XI secolo, venne poi rivista nel Cinquecento e infine ricostruita nel 1742. Il portale d'ingresso in pietra è del 1747. All'interno è possibile ammirare una statua lignea di S. Michele ed il seggio vescovile di stile tardo-catalano del 1563.[53]

Chiesa di S. Anna

Situata in via Mancini alle spalle del Municipio e custodita dalle Suore dello Spirito Santo, conserva due altari del Seicento.[53]

Chiesetta di S. Andrea

Si trova di fianco al Palazzo della Duchessa, a breve distanza dalla centrale piazza Plebiscito. Risale al Quattrocento.[53]

Chiesa di S.Agostino

Sita in piazza Garibaldi, custodisce l'altare della Consolazione del Cinquecento, sovrastato da un arco in pietra grigia di Roseto, adornato da fregi e sculture simboliche.[53]

Chiesa di San Pietro alla Guardia

È ubicata nell'antico Rione Guardia e risale al 1459. Sulla facciata presenta un portale tardo-gotico, mentre al suo interno vi è un altare quattrocentesco.[53]

Chiesa di S. Giovanni Battista

Ricostruita dopo il terremoto del 1732, conserva però un antico fonte battesimale a forma di calice.[54]

Santuario della Madonna del Carmelo

Situato lungo corso Vittorio Emanuele alle falde dello storico rione Tranesi, fu edificato nel 1688[55]. Poco più a valle sono visibili i ruderi del convento dei Cappuccini fondato nel 1583.[54]

Chiesa di S. Pietro de' Reclusis

Sita nel rione omonimo alle falde del centro storico, custodisce affreschi del Cinquecento. A lato della costruzione vi è un eremo nel quale trascorse gli ultimi anni della sua vita Sant'Ottone Frangipane (patrono della città e della diocesi)[53], cui è dedicato l'ospedale cittadino ubicato nei pressi.

Chiesetta del Crocifisso

Situata lungo l'antica stradina che conduceva all'Eremo di S. Ottone, fu edificata a seguito di un evento miracoloso attribuito a quel santo.[54]

Grotta di S. Maria di Lourdes

Costruita ad imitazione del celebre luogo sacro francese, venne consacrata nel 1922[56]. È ubicata a breve distanza dalla zona ospedaliera.

Chiesetta di S. Maria del Loreto

È situata lungo un pendio a valle del castello, fuori dal centro storico. In un inventario del 1517 presentato al vescovo Diomede Carafa la si trova già citata con annessi una camera e un “horto"[39].

Chiesetta dei Martiri

Edificata nel Cinquecento nell'omonima località periferica, presenta un portale con l'effigie del cardinale arianese Diomede Carafa.[54]

Santuario di Valleluogo

Ubicata a 4 km dal centro in una valle ricca di acque e di alberi secolari, nel luogo di un'antica apparizione mariana, divenne meta di pellegrinaggi (soprattutto nel giorno di Pentecoste) fin dal basso Medioevo. Custodisce una statua della Madonna risalente al Quattrocento[53].

Santuario di S. Liberatore

Situato a 4 km dal centro storico, ha origini assai antiche[42] ma è stato ricostruito dopo il sisma del 1732. Dedicato ad uno dei Santi compatroni della città (di cui conserva una statua lignea del 1349)[27], è meta di pellegrinaggi soprattutto in occasione del 15 Maggio.[53]

Architetture militariModifica

Il CastelloModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Ariano Irpino.
 
Il castello, oggi compreso nel circuito della villa comunale

Il castello sorge sulla vetta dell'omonimo colle, nella parte più alta e panoramica del territorio cittadino. Già esistente in epoca longobarda, venne ristrutturato dapprima dai Normanni, quindi dagli Angioini ed infine dagli Aragonesi[57]. Abbandonato definitivamente al termine delle grandi Guerre d'Italia del XVI secolo, è stato parzialmente restaurato agli inizi del XXI secolo. Circondato dall'ampia Villa Comunale, ospita il Museo della civiltà normanna.[58]

Le TorretteModifica

Nel settore nord-orientale dell'agro comunale, lungo la valle del Cervaro, si trovano tre torri di avvistamento di epoca medioevale poste a presidio dei vasti altipiani che si estendono in quelle aree:[54]

Torre delle CiàvoleModifica

Situata non lontano dalla stazione di Pianerottolo d'Ariano, è quella meglio conservata delle tre, utilizzata a lungo come masseria.

Torretta di CamporealeModifica

Ubicata sull'altipiano omonimo lungo l'antica via Herculea, è stata poi riutilizzata come masseria ed è attualmente in condizioni precarie.

Torre de li PizziModifica

Situata nei pressi del Tratturo Pescasseroli-Candela lungo la strada provinciale che conduce al borgo medioevale di Zungoli, si conserva in forma di rudere su di una suggestiva altura boscosa a strapiombo sul fiume Cervaro.

Architetture civiliModifica

I Palazzi storiciModifica

Palazzo ForteModifica

Sorto nel XV secolo, già sede della Sottoprefettura di Ariano di Puglia fino al 1926. Restaurato nel 1990, ospita oggi il Centro Europeo di Studi Normanni nonché il Museo civico e della ceramica[54].

Palazzo AnzaniModifica

Sito in Via Donato Anzani a poca distanza dalla centrale Piazza Plebiscito. La struttura, eretta nel XVII secolo, è adibita a sede del Museo archeologico.[54]

Palazzo de Piano-d'AfflittoModifica

Noto come Palazzo della Duchessa, sorse lungo la via omonima probabilmente nel Medioevo quale casa-torre e fu poi rimaneggiato dapprima nel Cinquecento e quindi nel XVIII secolo.[54]

Palazzo Vitoli-CozzoModifica

Sito in via Tribunali, risale al Settecento. In adiacenza vi è la cappella di S.Antonio di Padova, eretta nel 1731.[54]

Palazzo Vitale-PisapiaModifica

Eretto nell'antico rione Guardia nei secoli XV-XVI. Conserva un monumentale portale d'ingresso cinquecentesco.[54]

Palazzo Bevere-GambacortaModifica

Situato presso il centro pastorale diocesano "S. Francesco d'Assisi", risale agli inizi del Settecento.[54]

Palazzo De MirandaModifica

Sorto nel Settecento, è ubicato in via Parzanese sul colle S. Bartolomeo;[54]

Le masserieModifica

Queste maestose strutture architettoniche rurali vennero edificate tra il Medioevo e il Rinascimento utilizzando le pietre estratte dalle numerose cave esistenti in loco oppure sfruttando i ruderi dei preesistenti casali medioevali[42]. Le masserie più imponenti sorgono sugli altipiani che si estendono nel settore nord dell'agro comunale:

FalcetaModifica

Ubicata presso il Tratturello Camporeale-Foggia, aveva una prevalente destinazione zootecnica.[54]

MontefalcoModifica

Anche questa situata lungo il Tratturello, alle falde di un'antica cava di pietre.[42]

Chiuppo de BrunoModifica

Prese il posto dell'antico casale di S.Donato[42] lungo l'antica via Herculea. I ruderi della cappella di S.Donato sono tuttora visibili.

SpriniaModifica

Ubicata lungo la via Traiana, una strada romana rimasta in uso fino alla fine del Medioevo.[54]

S. EleuterioModifica

Sorta al posto di un casale omonimo[42] che a sua volta era situato presso il borgo romano di Aequum Tuticum[54].

Agli inizi del secolo XXI quasi tutta quest'area, già in parte vincolata dalla soprintendenza archeologica di Salerno e Avellino, è stata posta definitivamente sotto tutela[59]

Le fontaneModifica

Monumentali sono le "Règie Fontane", edificate ad uso dei viandanti lungo la "Strada Regia delle Puglie" che collegava Napoli (capitale del Regno) alla terra di Capitanata[42]. Nell'ambito del territorio cittadino è possibile ammirarne quattro:

Càrpino della PilaModifica

Ubicata lungo la direttrice per Grottaminarda, è stata restaurata agli inizi del secolo XXI (càrpino in dialetto arianese significa "abbeveratoio").

Fontana della MaddalenaModifica

Sita in prossimità dell'area ospedaliera, fu realizzata per espressa volontà di Carlo III di Borbone nel 1757 di cui conserva intatto lo stemma reale.

Càrpino della TettaModifica

Detta anche Fontana di S.Antonio, si tratta in effetti di un complesso di fontane situato a valle del Boschetto Pàsteni.

Fontana di CamporealeModifica

Oggi meglio nota come Fontana di Ponte Gonnella, è ubicata lungo la direttrice per Foggia. Edificata nel 1757, fu in seguito (nel 1858) restaurata per ordine di re Ferdinando II delle Due Sicilie.[54]

Ben diverso era invece lo stile architettonico delle antiche fontane rurali, spesso in pietra grezza, meno elevate e solitamente coperte. Un esempio davvero ragguardevole è dato dalla cinquecentesca Fontana del Brecceto[54], situata lungo la strada comunale che conduce al santuario di S. Liberatore.

Aree naturaliModifica

 
La Villa Comunale, il giardino del Castello Normanno

La villa comunaleModifica

La villa comunale, realizzata tutt'attorno al castello normanno nel 1876[42], si estende per oltre 50.000 [60] tra prati, fiori, arbusti e alberi d'alto fusto. Fra questi ultimi spiccano i secolari cedri del Libano[61] e, sul lato nord, l'ombroso viale degli Ippocastani. Ai piedi del castello sono collocati poi i reperti archeologici di Aequum Tuticum e il parco giochi mentre sul versante sud vi sono il monumento a Pietro Paolo Parzanese, l'antica Croce longobarda[54] e il monumento ai Caduti[62]. Sovente innevata d'inverno, per via delle sue ampie vedute panoramiche costituisce il belvedere d'Irpinia.

Boschetto PàsteniModifica

Si tratta in effetti di un bosco d'alto fusto con fitta vegetazione mista (Conifere e Latifoglie). Situato sul.versante nord del centro storico, dispone di un'area attrezzata per escursionisti[63]. Tra gli alberi presenti spicca un raro esemplare di olmo secolare, probabilmente immune alla grafiosi.

Panoramica Russo-AnzaniModifica

Questo viale percorre il perimetro delle antiche mura cittadine, parte delle quali sono tuttora visibili[54]. Sita in posizione assai panoramica con esposizione a levante, sovrasta l'unica selva di abeti presente nel territorio cittadino.

Muraglioni dei TranesiModifica

Situati su di una rupe a strapiombo esposta a ponente, nell'area delle antiche fornaci dei ceramisti[64], questi contrafforti rappresentano uno dei punti più panoramici della città[54].

Regio TratturoModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Tratturo Pescasseroli-Candela.

Questo antico tracciato erboso, che attraversa le vaste lande situate nel settore nord-orientale dell'agro comunale, è legato fin dall'antichità alla transumanza di armenti dall'Abruzzo alla Puglia[65]. Lungo in tutto 114 miglia per una larghezza originaria di 111,60 metri, era anche denominato la “via della lana”[12]. Il tratto che si è meglio conservato fino ai giorni nostri, quello che attraversa l'altipiano di Camporeale, è oggi meta di escursionisti a piedi, in bici o a cavallo.

Dallo stesso pianoro di Camporeale (ove il Tratturo entrava in connessione con la via Herculea), si distacca anche una diramazione per Foggia, il Tratturello[66], il cui tracciato ripercorreva invece in gran parte quello dell'antica via Traiana.[67]

Siti archeologiciModifica

Nel territorio comunale vi sono due siti archeologici entrambi ubicati circa 10 km a nord del centro cittadino. Molti dei reperti rinvenuti in queste aree a seguito degli scavi sono esposti nel locale Museo archeologico poiché ambedue i siti non sono visitabili dal pubblico.[68]

La StarzaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: La Starza (Ariano Irpino).

Quest'area archeologica, situata su di un poggio gessoso a 410 m. di altitudine nella valle del Miscano, consiste nel più antico insediamento preistorico del Neolitico inferiore (VI millennio a.C.) in Campania[69]. I reperti rinvenuti attestano un'occupazione pluri-millenaria durante tutto il Neolitico e l'età del bronzo fino all'abbandono avvenuto a ridosso dell'età del ferro (900 a.C.) e preceduto dalla fortificazione dell'insediamento mediante l'erezione di una cinta muraria.[70]

Aequum TuticumModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Aequum Tuticum.

I resti di questo borgo romano si trovano sull'altipiano di S. Eleuterio[71], a 575 m. di quota. Le tracce rinvenute mostrano un abitato sviluppatosi entro il I secolo e divenuto poi, in epoca imperiale, un importante snodo viario, infine decaduto e abbandonato alla fine dell'età antica a causa delle invasioni barbariche.[72][73]

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[74]

 


Etnie e minoranze straniereModifica

Al 31 dicembre 2008 gli stranieri residenti sul territorio comunale risultavano essere 268 (1,2% del totale), di cui 98 maschi e 170 femmine.[75]

Le comunità più numerose sono le seguenti:

Lingue e dialettiModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Dialetto arianese.

Nell'ambito del territorio comunale accanto alla lingua Italiana si parla una particolare varietà[76] del dialetto irpino.

ReligioneModifica

La città è sede della Diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia, suffraganea dell'Arcidiocesi di Benevento. In particolare nell'ambito cittadino si contano 15 parrocchie e 4 santuari diocesani.[77]

Tradizioni e folcloreModifica

Le Sante SpineModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: § Medioevo.

Nella seconda metà del secolo XIII re Carlo I d'Angiò donò alla città due Sacre Spine della corona di Cristo ai superstiti della strage a tradimento compiuta dai Saraceni nel 1255, quale riconoscimento alle vittime del martirio[39]. In memoria di quei fatti memorabili si tiene annualmente [78] (nel mese di agosto) la Rievocazione storica del dono delle Sante Spine. Le Sacre Spine sono tuttora custodite nel locale Museo degli argenti.

Le Cinque FiereModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: § Età moderna.

Nella seconda metà del secolo XVI la città ottenne il "beneficio perpetuo" dell'istituzione di cinque fiere annuali quale forma di ristoro per i gravissimi danni patiti nel corso delle grandi Guerre d'Italia del XVI secolo. Le fiere dovevano tenersi la domenica delle Palme, la domenica in Albis, il 13 Giugno, l'11 Agosto e il 27 Settembre[39]. Tuttavia nel corso del secolo XX le due ultime vennero traslate (per motivi religiosi) rispettivamente al 16 Luglio e al 1 Novembre mentre, al fine di evitare qualsiasi commistione con il mercato settimanale, questo venne differito al mercoledì. Le fiere tematiche (a cadenza variabile) vennero invece delocalizzate in un moderno centro fieristico[79].

Istituzioni, enti e associazioniModifica

 
S.Ottone, patrono della città, cui è intitolato l'ospedale sorto presso il suo eremo

OspedaleModifica

L'ospedale civile "Sant'Ottone Frangipane" venne fondato nel 1410 e, come tutte le analoghe strutture dell'epoca, accoglieva inizialmente sia gli infermi che i pellegrini[42]. A seguito degli eventi sismici verificatisi nel secolo XX il nosocomio venne interamente ricostruito poco più a valle, in prossimità dell'eremo[80] in cui visse Il santo al quale l'ospedale è dedicato.

Istituto di AssistenzaModifica

Questa struttura, intitolata a Francesco Capezzuto (vescovo di Ariano dal 1838 al 1855) e specializzata nell'assistenza geriatrica, venne fondata nel 1873 e fin dal 1891 occupa la sede attuale, nel centro della città. L'opera venne realizzata proprio grazie ai lasciti raccolti da Capezzuto, sebbene la struttura venne completata dopo la sua morte.[42]

Fondazione MainieriModifica

Sorta grazie al lascito del benefattore Vincenzo Mainieri (nato in Ariano nel 1853), questa istituzione si occupa della formazione alle persone diversamente abili.[81]

Centro MinervaModifica

Fondata nel 1982 in un'area verde alle porte della città, questa struttura sanitaria è specializzata nel settore riabilitativo.[82]

Silenziosi Operai della CroceModifica

Si tratta di un'associazione internazionale privata di fedeli[83], la cui casa madre è ubicata proprio in Ariano, presso il santuario di Valleluogo[84]. Nella grande struttura vi è, fra l'altro, un centro di riabilitazione psicomotoria.[85]

Suore dello Spirito SantoModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Suore dello Spirito Santo (Ariano Irpino).

Questa congregazione, fondata proprio in Ariano nel 1896, svolge la sua opera nel.campo socio-assistenziale e, a partire dal secolo XX, anche all'estero in ambito missionario[86]. La casa madre è situata nel cuore del centro storico, adiacente al municipio.

CulturaModifica

 
Re Ruggero II, il sovrano delle Assise di Ariano

IstruzioneModifica

RicercaModifica

CESNModifica

Ariano Irpino è sede del Centro Europeo di Studi Normanni (CESN). L'istituto è sorto nel 1991 per iniziativa di un gruppo di studiosi italiani, francesi e inglesi, al fine di promuovere attività di ricerca sulla civiltà normanna nell'Europa medievale.[87]

BioGeMModifica

Ha sede nel comune il Centro di Ricerche BioGeM (Biologia e genetica Molecolare)[88]. Inaugurato nel 2006 alla presenza del premio Nobel Rita Levi-Montalcini, persegue la missione di contribuire al progresso della ricerca scientifica, al trasferimento delle conoscenze al mondo della salute e dell'industria nonché alla realizzazione di servizi avanzati nelle discipline collegate alle Life and Mind Sciences (Biologia, Medicina, Biotecnologie, Bioetica, Bioinformatica, Biogiuridica, Gestione dell'innovazione e della conoscenza). BioGeM, che ha accolto molti premi Nobel (oltre a Rita Levi-Montalcini anche Torsten Wiesel, Renato Dulbecco, Mario Capecchi, Kurt Wüthrich) ottenendo importanti riconoscimenti[89], organizza annualmente il Meeting "Le Due Culture"[90] con l'obiettivo di raggiungere un punto d'incontro tra il sapere umanistico e quello scientifico. Nel 2013 è stato inoltre inaugurato il Laboratorio di genetica forense[91] distinto in quattro aree intercomunicanti, ciascuna con una sua specificità funzionale: “Foto documentazione e campionamento”; “Estrazione del DNA”; “Amplificazione del DNA”; “Post Amplificazione del DNA”.

UniversitàModifica

BioGeM Campus[92] promuove l'alta formazione e la diffusione della cultura scientifica. L'offerta didattica prevede:

  • Corso di Laurea Magistrale in Scienze e Tecnologie Genetiche
  • Dottorati di Ricerca
  • Master Internazionale di II livello in Biogiuridica
  • Master Post Universitario UIIP[93].

La città è inoltre sede d'esame dell'Università telematica Pegaso[94].

ScuoleModifica

La città, sede di distretto scolastico, ospita sul proprio territorio 24 plessi didattici[95], cinque dei quali riservati agli istituti d'istruzione superiore.[96][97][98]

BibliotecheModifica

Biblioteca ComunaleModifica

Sita nel centro della città, comprende circa 20.000 volumi nonché stampe di epoca compresa fra il Cinquecento e il Settecento. La raccolta fu costituita nel 1870 grazie all'acquisizione delle opere custodite nei conventi Scolopi di Ariano, Alcantarini di Mirabella e Francescani di Ariano, Montecalvo, Casalbore e S. Giovanni del Palco di Lauro (nel 1866 tali Ordini erano stati soppressi e i relativi beni secolarizzati). Per la costituzione della biblioteca fu determinante l'impegno di Pasquale Stanislao Mancini, cui la collezione è intitolata.[99]

Biblioteca CESNModifica

Allestita nella sede del Centro Europeo di Studi Normanni, custodisce 10.000 testi storici medievali oltre ad antichi manoscritti, pergamene e un archivio digitale.[100]

Biblioteca DiocesanaModifica

Ubicata all'interno dell'omonimo museo, conta circa 10.000 testi oltre all'archivio storico della Curia vescovile e alla raccolta completa delle opere del sacerdote-poeta Pietro Paolo Parzanese[101].

MuseiModifica

 
Riproduzione del mantello di Ruggero II, esposto nel Museo della Civiltà Normanna
Museo della Civiltà NormannaModifica
  Lo stesso argomento in dettaglio: Museo della civiltà normanna.

Ubicato all'interno del castello normanno[102], custodisce 220 esemplari autentici di armi storiche tra cui un rarissimo pilum romano, una scure da decapitazione del XII secolo, un'armatura cinquecentesca autentica oltre a un manichino in dimensione reale che riproduce un fante normanno armato di tutto punto. Sono poi in mostra pergamene, cinquecentine, incisioni, una cospicua raccolta di monete medievali, un piatto argenteo di evangelario e materiali lapidei. Importanti sono inoltre le riproduzioni tra cui quella del mantello di re Ruggero II, indossato all'incoronazione[103]. Notevole anche plastico della battaglia di Hastings, che ricostruisce quanto accadde nel 1066 all'inizio dell'epopea normanna.

Museo Civico e della CeramicaModifica
  Lo stesso argomento in dettaglio: Museo civico e della ceramica.

Si trova a Palazzo Forte, in via D'Afflitto[102]. All'interno sono in mostra rare edizioni a stampa dei secoli XVI e XVII provenienti dai conventi soppressi nel corso dell'Ottocento, nonché la fototeca civica dal 1865 al 1955. Vi si aggiungono poi una raccolta di maioliche locali risalenti al Seicento e al Settecento e una donazione di ceramiche meridionali-adriatiche del IV-V secolo a.C.. Il museo dispone anche di un proprio punto didattico operante a Palazzo San Giacomo[104], nello storico rione Tranesi che ospitava le fornaci dei ceramisti.

Museo ArcheologicoModifica
  Lo stesso argomento in dettaglio: Museo archeologico di Ariano Irpino.

Ospitato nel Palazzo Anzani[102], vi si trovano reperti provenienti dal sito neolitico de La Starza, da un insediamento sannitico di Casalbore nonché dal borgo romano di Aequum Tuticum.

Museo degli ArgentiModifica
  Lo stesso argomento in dettaglio: Museo degli argenti (Ariano Irpino).

Ha sede nell'ex Tesoreria della Basilica Cattedrale[102]. Custodisce tra l'altro una tela della Madonna del parto, un ostensorio d'argento di Pietro Vannini, il reliquario contenente le Sacre Spine della corona di Cristo, donate da Carlo I d'Angiò alla città, e una statua in argento del Santo Patrono risalente al Seicento[105].

Museo DiocesanoModifica

Situato lungo via Annunziata (ex chiesa di S.Lucia)[102], ospita pitture del Seicento e Settecento napoletano, tra cui "l'Annunciazione" del pittore fiammingo Wenzel Cobergher, altre opere lignee e marmoree oltre ad un gran numero di oggetti ed arredi sacri[106].

Museo "Giuseppina Arcucci"Modifica

Custodito dalle Suore dello Spirito Santo[102], conserva documenti di archivio delle monache Benedettine Cassinesi di Ariano risalenti al periodo tra il 1565 ed il 1877, volumi della biblioteca, arredi e oggetti sacri.

Museo di Storia della Vita e della Terra "Biogeo"Modifica

Sito all'interno del centro di ricerca Biogem campus, Biogeo ha lo scopo di illustrare l'origine e l'evoluzione della vita sulla Terra. Al suo interno sono esposti numerosi fossili fra cui spiccano i resti di un allosauro. Vi è inoltre la Quadrisfera, una struttura ideata dal fisico italiano Paco Lanciano, che consente di assistere ad una multiproiezione di quattro filmati, sincronizzati in un caleidoscopio tecnologico, che illustrano il flusso degli eventi legati all'origine e all'evoluzione della Terra e della vita.[107]

MediaModifica

RadioModifica

Ai Radio è un'emittente radiofonica che modula in Fm 107,7 sulle province di Avellino e Benevento[108]. Ha iniziato la programmazione il 10 novembre 2014 raccogliendo l'eredità di Radio Canale 4, la quale era stata fondata sul finire del XX secolo.

TelevisioneModifica

Canale 58, diretta da Gianni Raviele, è l'emittente televisiva cittadina. Nata verso la fine del XX secolo, si caratterizza ormai per un palinsesto focalizzato sull'informazione regionale. Infatti nel 2013 l'emittente, oltre ad estendere la copertura territoriale a tutte le province campane, si è dotata di un proprio sito web.[109]

CucinaModifica

 
Ingredienti "poveri"

La cucina arianese rispecchia fedelmente le tradizioni contadine e pastorali del luogo[110], tanto che le pietanze conservano quasi sempre le denominazioni tradizionali in dialetto arianese. In effetti numerose sono le vivande che vengono preparate con prodotti semplici e frugali: un esempio tipico è dato dal panicuótt, ossia "pane-cotto"[111].

In realtà, oltre al pane casereccio, anche alcuni tagli di pasta (làine, cicatiélli, cavaiuóli) e certe forme di latticini (trézze, próule, casicavàll) e insaccati (capicuóll, sammucchj, salisicchj)[112] sono peculiari di questa terra ad alta vocazione agro-zootecnica[113], mentre fra le carni prevalgono piuttosto quelle bianche degli animali da cortile, spesso farcite e aromatizzate con erbe selvatiche locali[114]. Nonostante la relativa lontananza dai due mari Tirreno e Adriatico (distanti comunque meno di 100 km), non manca qualche portata a base di pesce come ad esempio la caratteristica pizza cu la lice, ossia "pizza con le alici".[110]

Gli ortaggi poi costituiscono da sempre una quota rilevante degli ingredienti in uso, tanto che già nel secolo XIX veniva ad esempio rimarcata[42] la produzione in "quantità immensa di peperoni, detti pipilli"' (denominazione quest'ultima tuttora in auge nel dialetto arianese). Larghissimo è anche l'utilizzo di legumi e verdure (ivi compreso il cardone di Natale), la cui cottura richiede comunque un particolare tipo di pentola chiusa in terracotta, la pignata.[112]

Caratteristica è poi la frutta, tanto che alcune cultivar, soprattutto di ciliegia, sono autoctone[115]. Tradizionale nelle stagioni intermedie è inoltre la ricerca di tipici prodotti del sottobosco: così in primavera si raccolgono li spàlici (l'essenza Asparagus acutifolius, una particolare varietà di asparago più piccola ma più aromatica di quella coltivata), in autunno invece li cardariéll (la prelibata specie fungina Pleurotus eryngii).[110]

Alcuni piatti decisamente più elaborati sono invece esclusivi di certe ricorrenze, come strùffili a Carnevale, casatiéll e pizzpanàr a Pasqua, pipilli chjin e zéppule alla vigilia di Natale, malati alla vendemmia, pizza cu li ccécule alla mattanza del maiale.[110][114]

Per tutte le pietanze il condimento immancabile è il locale olio extravergine d'oliva a denominazione di origine protetta (D.O.P.) "Irpinia - Colline dell'Ufita".[116]

EventiModifica

 
Ariano Folk Festival

L`Ariano International Film Festival[117] è una rassegna cinematografica che si tiene annualmente a cavallo fra i mesi di luglio e agosto.

L'Ariano Folk Festival[118] costituisce invece una rassegna di musica folk. Si articola in due sessioni: la prima ad agosto, l'altra al coperto fra dicembre e gennaio.

ClassicAriano è infine una rassegna di musica classica curata dalla Società Italiana della Musica da Camera.[119]

Persone legate ad Ariano IrpinoModifica

 
Il sacerdote-poeta Pietro Paolo Parzanese

Geografia antropicaModifica

 
Viale Russo-Anzani, lungo gli spalti delle antiche mura

UrbanisticaModifica

Il centro storico cittadino, situato sul crinale del "Tricolle" e di impianto alto-medioevale, ebbe fin dall'origine una forma piuttosto allungata. Esso infatti si disponeva lungo un antico tracciato (verosimilmente una semplice mulattiera) che da Benevento (capitale dell'omonimo ducato longobardo) conduceva verso la Puglia, all'epoca duramente contesa ai Bizantini[42]. Tale tracciato è tuttora riconoscibile nei rioni Strada-Annunziata-Piazza Ferrara-Guardia-Pasteni. Altri piccoli quartieri sorsero poi lungo antiche diramazioni: è il caso di Sambuco (vie S.Stefano-Anzani) lungo un viottolo per Villanova-Zungoli ma anche di S.Nicola (vie Parzanese-Intonti) lungo un sentiero per Montecalvo. La cerchia urbana era cinta da mura[42], alcuni tratti delle quali sono tuttora visibili in via Russo-Anzani. Invece il castello, eretto nel punto più elevato, era staccato dal resto dell'abitato[120] attorno al quale vi erano piuttosto alcune distese di pascoli pubblici. Di contro i molti burroni che oggi circondano il centro storico non esistevano in origine; essi si sono formati a seguito di profondi fenomeni erosivi (e conseguenti frane) provocati dell'erronea regimentazione delle acque piovane lungo i ripidissimi pendii e, nel corso dei secoli, hanno inghiottito diversi rioni[42] risultando così non meno dannosi dei terremoti. Tuttavia nel complesso la conformazione urbana subì poche modifiche durante il suo primo millennio di vita, nonostante le guerre continue e il succedersi delle dominazioni.

La situazione mutò radicalmente solo nel XVIII secolo, quando re Carlo III di Spagna fece costruire la "via Regia delle Puglie", ossia la prima grande strada carreggiabile che, per ragioni di spazio, si limitava a rasentare il centro storico (attuali corso Vittorio Emanuele - via Nazionale). Fu in quel periodo che bottegai e tavernai si stabilirono in massa lungo la nuova strada, fondando così i rioni S.Rocco, S.Domenico, S.Giovanni, Valle e Pagliare[42].

Un secondo rivoluzionamento urbanistico si ebbe poi nel XX secolo, determinato non solo dagli eventi bellici della seconda Guerra Mondiale ma anche dal susseguirsi di ben tre terremoti nell'arco di soli 50 anni (dal 1930 al 1980)[121]. Si determinò allora, oltre all'ampliamento del centro storico a scapito degli antichi pascoli pubblici (rioni S. Leonardo, Calvario, Pallottini, Pasteni, Fontananuova), anche la costruzione di nuovi quartieri periferici (Cardito, S.Pietro, S.Antonio, Martiri) situati a mezza costa lungo l'attuale tracciato in variante della strada Statale 90 delle Puglie.[122] L'intero centro abitato ha assunto così una conformazione conico-elicoidale di cui però il centro antico (benché ricostruito solo parzialmente) continua a rappresentare il vertice. Infatti il piano urbanistico comunale ed il relativo regolamento edilizio, in vigore dal 2010[123], assegnano particolare tutela proprio alla città storica mentre la stragrande maggioranza dell'agro comunale è riconosciuta quale paesaggio rurale.

Frazioni e localitàModifica

Nell'ambito del territorio comunale non vi sono altri centri abitati[122] oltre a quello di Ariano.

Numerosi (circa un centinaio) sull'intero agro sono invece i nuclei abitati sparsi[124] (generalmente denominati contrade), di origine solo relativamente antica. Infatti nel Medioevo l'agro rurale, benché vasto, risultava insicuro e spopolato, in quanto i rari casali fortificati non si rivelarono in grado di resistere ai continui assedi e finirono tutti distrutti[39]. Nel Rinascimento invece, grazie all'accresciuta sicurezza, in tutte le zone rurali si edificarono numerose masserie, molte delle quali erano comunque fortificate[125]. Tuttavia il grosso sviluppo dell'edilizia rurale si è registrato solo in epoca moderna, quando scomparve definitivamente la minaccia del brigantaggio.[42]

Le attuali contrade conservano generalmente le denominazioni tradizionali in dialetto arianese, con frequenti riferimenti toponomastici non soltanto all'orografia e alla vegetazione ma anche al feudalesimo e alla religione[126]. Dall'analisi delle mappe topografiche si evince che, ad eccezione della borgata sorta presso la stazione ferroviaria, le aree vallive sono generalmente evitate dagli insediamenti abitativi. In effetti molte delle contrade sorsero su aree collinari, in prossimità di fonti sorgive, ad altitudini comprese tra 200 e 800 m s.l.m.[124].

EconomiaModifica

AgricolturaModifica

 
Un oliveto in autunno, con le reti distese al suolo per la raccolta

Il settore agro-zootecnico ha assunto fin dall'antichità notevole rilevanza, come attestato sia dall'ampiezza dell'agro comunale (il più esteso della Campania) che dalla predominanza degli insediamenti rurali sparsi[127]. Attualmente la città, facente parte del distretto agrario n°1 "Alto Cervaro"[128] e dell'Associazione nazionale città dell'olio[129], conta il più alto numero di aziende agricole e la più ampia superficie agraria utilizzata di tutta la provincia[130].

Tra i prodotti tipici più rinomati si annoverano le olive (destinate all`estrazione di olio extravergine DOP "Irpinia - Colline dell'Ufita"[131]), i cereali (per la produzione di pane e pasta), la frutta, i legumi, le carni e i latticini.[132]

ArtigianatoModifica

 
Antiche maioliche arianesi

La città si caratterizza per un peculiare prodotto artistico, la maiolica, di cui si hanno esemplari a partire dal Duecento. Già a quell'epoca era infatti attiva una vera e propria corporazione di ceramisti, come si apprende da documenti angioini: "cives laborantes in creta-extranea vendentes vasa terrea vel vitrea".[133]

In effetti le fornaci erano state avviate da maestri artigiani arabi, giunti in città dalla Sicilia a seguito di Re Ruggero II il Normanno. Ed infatti la ceramica prodotta nel Medioevo appariva decorata secondo stili orientaleggianti[134], come attestato dai reperti rinvenuti in gran numero nel Castello normanno.

Nel XV secolo le opere dei maestri ceramisti risentiranno invece dell'influenza esercitata dai maestri di Faenza, portati in città, intorno al 1421, dal conte di Ariano Francesco Sforza, futuro Duca di Milano[42]. Fino a tutto il XVI secolo le maioliche si presentavano smaltate in bianco e decorate con sintetici elementi in azzurro. I famosi bianchi faentini, che verranno poi prodotti in quasi tutte le botteghe italiane di maiolica del XVII secolo, avevano preso vita in Ariano come a Faenza già nel Cinquecento[134]. Un vasto repertorio di antiche maioliche arianesi è custodito nel locale Museo civico e della ceramica.

Se di questa tradizione millenaria sono testimonianza i resti di numerose fornaci in località Tranesi[135], la produzione attuale non è meno vasta, toccando fiasche, borracce, busti, coppe, targhe, figure ed anfore, sovente di forma assai fine ed elaborata, tanto che il comune fa parte integrante dell'Associazione italiana città della ceramica.[128][136]

TurismoModifica

 
Piazza Plebiscito, il cuore pulsante della città

La città vanta un'antica tradizione sia nel campo della ristorazione che per quanto attiene alle strutture recettive. Infatti, trovandosi all'altezza della Sella di Ariano (il valico più importante tra Campania e Puglia), ha sempre contato su di un intenso traffico di viaggiatori e viandanti, ai cui bisogni provvedeva una numerosa classe locale di bottegai e tavernai[39]. A seguito però della costruzione della ferrovia nel XIX secolo[137] e dell'autostrada nel secolo successivo[138], si è assistito inevitabilmente a un drammatico calo dei transiti interregionali giornalieri lungo la vecchia strada nazionale delle Puglie.

Tuttavia, le favorevoli caratteristiche climatico-ambientali hanno iniziato a richiamare sul "Tricolle" molti visitatori fin dall'epoca fascista, quando venne ivi creata una colonia montana[56]. Poi, dalla seconda metà del XX secolo, è stato notevole anche l'afflusso di visitatori attratti nella cittadina dal continuo susseguirsi di iniziative culturali, musicali e artistiche, alcune delle quali di alto spessore[139]. Inoltre, grazie alla riscoperta delle vie francigene del Sud[140], a partire soprattutto dagli inizi del XXI secolo si è assistito a un significativo sviluppo del turismo religioso. Ormai consolidata è infine la rinomanza del comparto enogastronomico, tanto che sul territorio si contano una quindicina di aziende agrituristiche[141] e oltre una ventina di ristoranti.[142]

Infrastrutture e trasportiModifica

 
La città a metà strada fra i due mari, adiacente all'A16

StradeModifica

L'asse portante della viabilità cittadina è costituito dalla Strada Statale 90 delle Puglie che, unitamente alle sue varianti (la S.S. 90bis e la S.S. 90dir)[143], attraversa l'intero territorio comunale consentendo così i collegamenti tanto con il limitrofo casello A16 di Grottaminarda (lungo la direttrice per Avellino-Benevento) quanto con la vicina Puglia (sulla direttrice per Foggia).

Vi sono poi numerose strade provinciali, le quali si dispongono a formare una rete a maglie larghe che raggiunge tutti i comuni limitrofi e anche alcune sedi suburbane di rilevante interesse, quali la stazione ferroviaria e l'area fieristica[144]. Assai fitto e articolato è infine il reticolo formato dalle strade comunali.

FerrovieModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Ariano Irpino.

Ariano Irpino dispone di una propria stazione ferroviaria situata sulla tratta Benevento-Foggia[145] della linea Roma-Bari e ubicata in una piccola valle a circa 6 km dal centro cittadino.

La città ed i comuni limitrofi sono inoltre interessati dal progetto Alta Capacità che prevede l'ammodernamento ed il raddoppio della linea ferroviaria esistente con la costruzione di una nuova stazione RFI nell'ampia valle dell'Ufita, in posizione baricentrica rispetto a tutto il comprensorio.[146]

MobilitàModifica

Diverse aziende di trasporto su gomma effettuano collegamenti a medio-lunga percorrenza, in special modo con Roma Capitale (distante oltre 250 km).[147]

I trasporti pubblici interurbani sono invece gestiti dalla società partecipata regionale AIR[148] che garantisce le relazioni con le città di Avellino, Benevento, Foggia, Napoli oltre che con i singoli comuni limitrofi.

Il servizio di mobilità urbana è curato infine da un'azienda municipalizzata, l'AMU.[149]

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1946 1950 Enea Franza Democrazia e Lavoro, poi MSI Sindaco
1950 1952 Michelangelo Nicoletti MSI Sindaco
1952 1956 Enea Franza MSI Sindaco
1956 1958 Antonio Maresca DC Sindaco
1958 1959 Giovanni Scrivano Comm. pref.
1959 1960 Cherubino Cindolo Comm. pref.
1960 1961 Mario Ortu PSI Sindaco
1961 1965 Antonio Manganiello PLI Sindaco
1965 1970 Fedele Gizzi DC Sindaco
1970 1971 Antonio Dotolo DC Sindaco
1971 1974 Antonio Manganiello PLI Sindaco
1974 1975 Fedele Gizzi DC Sindaco
1975 1980 Vincenzo Aliperta DC Sindaco
1980 1984 Romolo De Furia DC Sindaco
1984 1985 Pasquale Giovannelli DC Sindaco
1985 1990 Domenico Covotta DC Sindaco
1990 1994 Domenico Covotta DC Sindaco
1994 1995 Antonio Napolitano Comm. pref.
1995 1996 Erminio Grasso (lista civica) Sindaco
1996 2000 Vittorio Melito PDS Sindaco
2000 2003 Domenico Covotta PPI Sindaco
2003 2004 Pasquale Napoletano Comm. pref.
2004 2009 Domenico Gambacorta (lista civica) Sindaco
2009 2014 Antonio Mainiero (lista civica) Sindaco
25 maggio 2014 - Domenico Gambacorta FI Sindaco

Il comune è dotato di un proprio presidio di Protezione Civile[150], coordinato dal sindaco[151]. Quale ente capofila dell'intero ambito territoriale A01[152] la città è inoltre sede di Distretto Sanitario, Genio Civile, Distretto Scolastico, Agenzia delle Entrate, Comunità Montana, Agenzia INPS e Giudice di Pace. Pur appartenendo alla Provincia di Avellino, Ariano Irpino (unitamente ai comuni del circondario) soggiace alla competenza territoriale del Tribunale di Benevento.[153]

SportModifica

 
Basket, calcio e volley, le tre discipline agonistiche praticate in città nell'annata 2017-2018

La principale compagine sportiva locale è la società di pallacanestro femminile Basket Ariano Irpino, militante in Serie B.

Ha sede nel comune anche la società di calcio maschile USD Vis Ariano 1946 (erede dell'Unione Sportiva Ariano fondata nel 1946) che milita nel campionato di Promozione.

Vi è infine la Società GSA Pallavolo Ariano con due compagini, maschile e femminile, entrambe iscritte al campionato di Prima divisione.[154]

Impianti sportiviModifica

Lo stadio "Silvio Renzulli", costruito nella prima metà del XX secolo, è situato lungo un pendio alle falde della Villa Comunale. Oltre al campo di calcio in erba sintetica con spalti per 1200 posti[155], vi è un piccolo campo da tennis ubicato più a monte, all'interno del perimetro della Villa.[156]

Altre moderne strutture sportive, situate però nelle zone periferiche, sono:

  • il palazzetto dello sport,[157] omologato per uso professionistico con 2000 posti e prescelto per ospitare nel 2019 alcuni eventi della XXX Universiade estiva[158];
  • l'arena "Pietro Mennea"[159], omologato per uso agonistico con 2000 posti;
  • il campo sportivo polivalente coperto "La Maddalena"[160];
  • il complesso sportivo "La Tartaruga"[161].

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Comuni in provincia di Avellino per popolazione, su Tuttitalia.
  4. ^ a b Comuni campani per superficie, su Tuttitalia.
  5. ^ Ambiti territoriali della Campania febbraio 2006
  6. ^ Regione Campania, Settore Tecnico Amministrativo Provinciale, Servizio Istruzione e Cultura - Avellino, Il bisogno culturale, a cura di Centro di Servizi Culturali - Ariano Irpino, Avellino, 1994, tavola n°11 Rete idrologica.
  7. ^ a b c Ariano Irpino - Dati generali, su Comune Ariano Irpino.
  8. ^ Statuto comunale, su Comune di Ariano Irpino. Art. 2, comma 2
  9. ^ Burroni, frane arianesi e...dintorni, su Cultura Ariano.
  10. ^ Consiglio Nazionale delle Ricerche, Carta Tettonica d'Italia, Progetto finalizzato Geodinamica, Unità Operativa 5.2.1/76, Pubblicazione n°269.
  11. ^ Piano d'Ambito (PDF), su Ato Calore Irpino.
  12. ^ a b Descrizione e sintesi dello sviluppo urbano di Ariano Irpino, su Ariano Irpino attraverso la scuola.
  13. ^ Classificazione sismica dei comuni italiani (JPG), su Protezione Civile. URL consultato il 20 luglio 2009.
  14. ^ Clima del Mezzogiorno (PDF), su Franco Ravelli.
  15. ^ Regione Campania, Settore Tecnico Amministrativo Provinciale, Servizio Istruzione e Cultura - Avellino, Il bisogno culturale, a cura di Centro di Servizi Culturali - Ariano Irpino, Avellino, 1994, tavola n°6 Carta della distribuzione della pioggia in Campania.
  16. ^ Tabella climatica mensile e annuale (TXT), in Archivio climatico DBT, ENEA.
  17. ^ Classificazioni climatiche dei comuni italiani (TXT), su ENEA. URL consultato il 19 luglio 2009.
  18. ^ Statuto comunale, su Comune di Ariano Irpino. Art. 3, comma 2
  19. ^ Toponimi, su Treccani.
  20. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 38.
  21. ^ La nascita del dialetto / idioma napoletano, su Il portale del Sud.
  22. ^ a b c Cenni storici, su Comune di Ariano Irpino.
  23. ^ Claude Albore Livadie, Considerazioni sui nuovi scavi a La Starza (Ariano Irpino) e sulle comunità pastorali appenniniche, Civiltà della Transumanza, Santa Croce del Sannio, novembre 1988, pp. 32-45.
  24. ^ Edward T. Salmon, Il Sannio e i Sanniti, Torino, Einaudi, 1995.
  25. ^ Archeoclub d'Italia (sede di Casalbore), Progetto itinerari turistici Campania interna - La Valle del Miscano, a cura di Claude Albore Livadie, Regione Campania, vol. 2, Avellino, 1995, pp. 13-28.
  26. ^ Giacomo Devoto, Gli antichi Italici, p. 257.
  27. ^ a b c Archeoclub d'Italia (sede di Casalbore), Progetto itinerari turistici Campania interna - La Valle de Miscano, Regione Campania (Centro di Servizi Culturali - Ariano Irpino), vol. 2, Avellino, 1995.
  28. ^ Cicerone, Epistulae ad Atticum.
  29. ^ AA.VV., I Dauni - Irpini, la mia gente - la mia terra, Napoli, Generoso Procaccini Editore, 1990.
  30. ^ Marcello Rotili, Ricerche archeologiche nel castello di Ariano Irpino, Ariano Irpino, 1988.
  31. ^ Leone Marsicano Ostiense, Chronicon con antiquum Sacri Monasterii Casinensis.
  32. ^ a b Centro Europeo di Studi Normanni, I Normanni - Popolo d 'Europa 1030-1200, a cura di Mario D'Onofrio, Venezia, Marsilio Editori, 1994.
  33. ^ Centro Europeo di Studi Normanni
  34. ^ Scipione Augustinis, Descrizione di questa città d'Ariano della provincia di Principato Ulteriore Mediterranea, 1593.
  35. ^ Emilio Monaco, Il Rione S. Pietro - Sant'Ottone Frangipane, Ariano Irpino, 2003.
  36. ^ Terremoti, su Città di Ariano.
  37. ^ A. Riccò, Epicentri dei terremoti disastrosi dell'Appennino (PDF), su INGV, p. 47.
  38. ^ vedi sezione #Urbanistica
  39. ^ a b c d e f g h i j k l m T. Vitale, 1794
  40. ^ vedi sezione #Tradizioni e Folclore
  41. ^ La battaglia e la caduta di Ariano al tempo della rivolta di Masaniello, su L'Irpinia.
  42. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q N. Flammia, 1893
  43. ^ Regio Decreto 21 ottobre 1926, n. 1890, art. 1
  44. ^ vedi sezione #Origine del nome
  45. ^ AA. VV., Puglia, 4ª ed., Touring Club Italiano, 1978, p. 11, ISBN 88-365-0020-X.
  46. ^ Il terremoto del 21 Agosto 1962 nell'Appennino campano, su INGV Terremoti.
  47. ^ "Correte, in piazza ci sono i morti", ma avvenne il miracolo, su Ottopagine.
  48. ^ vedi sezione #Urbanistica
  49. ^ Art.4, comma 2., su Statuto comunale. URL consultato il 10 settembre 2017.
  50. ^ ACS - Ufficio araldico - Fascicoli comunali, dati.acs.beniculturali.it.
  51. ^ Regio decreto 21 novembre 1940, n. 1746
  52. ^ Chiese con titoli particolari (PDF), su Diocesi Ariano-Lacedonia.
  53. ^ a b c d e f g h Ottaviano D'Antuono, Ariano Sacra - Itinerario alla scoperta dei principali edifici di culto cittadini, Ariano Irpino, Diocesi di Ariano Irpino - Lacedonia, Ufficio Diocesano Beni Culturali, 2011.
  54. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t Associazione "Amici del Museo", Ariano Irpino, a cura di Carmine Iuorio, Ariano Irpino, 1996.
  55. ^ Ottaviano D'Antuono e Raffaele Guardabascio, Ariano turistica, Ariano Irpino, 1992.
  56. ^ a b Antonio Grasso e Tullio Tiso, Un saluto da Ariano, viaggio attraverso la cartolina d'epoca, Avellino, 1991.
  57. ^ Castello Normanno di Ariano Irpino, su Ente Provinciale del Turismo di Avellino.
  58. ^ Ariano, Museo della Civiltà Normanna, su Irpinia News.
  59. ^ Gazzetta Ufficiale
  60. ^ Villa comunale, su Irpinia.info.
  61. ^ La villa comunale, su Irpiniacom.
  62. ^ Ariano Irpino, il Piano della Croce custodirà il monumento ai caduti, su Irpinia News.
  63. ^ Volkscamp reggae zone, su Reggae.
  64. ^ vedi sezione #Artigianato
  65. ^ Natalino Paone, La transumanza, immagini di una civiltà, Cosmo Iannone, giugno 1987.
  66. ^ Inquadramento territoriale ambito regionale (PDF), su Regione Puglia.
  67. ^ Recupero e valorizzazione del Tratturo Pescasseroli-Candela (PDF), su Provincia di Foggia.
  68. ^ Gli scavi di Aequum Tuticum e della Starza, l'archeologia dimenticata, su Archemail.
  69. ^ L'abitato neolitico de La Starza, su Archemail.
  70. ^ La Starza 1, su Claude Albore Livadie.
  71. ^ Provincia di Avellino, Ariano Irpino, Città dei Normanni, a cura di Giuseppe Muollo e Paola Mele, Viterbo, BetaGamma, 1998.
  72. ^ Il centro di Aequum Tuticum, su Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno e Avellino.
  73. ^ Il centro di Aequum Tuticum, su Archemail.
  74. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  75. ^ Dati Istat al 31 dicembre 2008, demo.istat.it. URL consultato il 7 agosto 2010.
  76. ^ Dialetto arianese: fra i più importanti d'Italia, su Ropi.
  77. ^ Parrocchie, su Diocesi di Arano-Lacedonia.
  78. ^ Storia, folklore e fede ad Ariano Irpino, su Repubblica.
  79. ^ Fiere della Campania
  80. ^ vedi sezione #Architetture religiose, chiesa di S. Pietro de' Reclusis
  81. ^ Fondazione Mainieri
  82. ^ Centro Minerva
  83. ^ Silenzosi Operai della Croce (SOdC), su Opera "Beato Luigi Novarese".
  84. ^ vedi sezione #Architetture religiose
  85. ^ Silenziosi Operai della Croce, su Diocesi di Ariano-Lacedonia.
  86. ^ Casa-madre Ariano Irpino, su Congregazione Suore dello Spirito Santo.
  87. ^ Centro Europeo di Studi Normanni, su Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali.
  88. ^ La genetica riparte dal Sud con il Centro Biogem di Ariano Irpino, su Università degli Studi di Napoli "Federico II".
  89. ^ Riconoscimenti, su Biogem.
  90. ^ Ariano Irpino, il meeting Le Due Culture aprirà le porte di Biogem, su la Repubblica.
  91. ^ Inaugurazione Laboratorio Genetica Forense Biogem, su Ordine dei medici di Napoli.
  92. ^ Life & Mind Science School, su BiogemCampus.
  93. ^ Biogem, su UIIP, University - Industry Internship training Program.
  94. ^ Ariano Irpino, su Università telematica Pegaso.
  95. ^ Piano di emergenza comunale, su Protezione Civile Ariano, p. 14.
  96. ^ Liceo "Pietro Paolo Parzanese"
  97. ^ Istituto Superiore "Ruggero II"
  98. ^ Istituto d'Istruzione Superiore "Giuseppe De Gruttola"
  99. ^ La biblioteca comunale, su Comune di Ariano Irpino.
  100. ^ Biblioteca e Archivio, su CESN.
  101. ^ Fondo Parzanese, su Ariano Sacra.
  102. ^ a b c d e f Guida ai musei di Ariano Irpino, su Comune di Ariano Irpino.
  103. ^ Il Museo della Civiltà Normanna di Ariano Irpino, su Viaggio in Irpinia.
  104. ^ Polo didattico del Museo civico e della ceramica, su Campania CRBC.
  105. ^ Museo degli Argenti, su Touring Club.
  106. ^ Museo Diocesano di Ariano Irpino, su Ariano sacra.
  107. ^ Riapertura del Museo di Storia della Terra e della Vita BIOGEO, su I.N.G.V..
  108. ^ Frequenze radio Radio Canale 4, su Frequence radio.
  109. ^ Gerenza, su Canale 58.
  110. ^ a b c d Archeoclub d'Italia (sede di Casalbore), Progetto itinerari turistici Campania interna - La Valle del Miscano, a cura di Giovanni Bosco Maria Cavalletti, Regione Campania (Centro di Servizi Culturali - Ariano Irpino), vol. 2, Avellino, 1995, pp. 63-100.
  111. ^ Pancotto arianese, su Qui Campania.
  112. ^ a b Mario D'Antuono, Vieni ad Ariano - Città d'arte, Ariano Irpino, 1998.
  113. ^ vedi sezione #Agricoltura
  114. ^ a b Ricette arianesi, su Città di Ariano.
  115. ^ Ciliegia maiatica, Melella, di San Pasquale, su Assessorato all'Agricoltura della Regione Campania.
  116. ^ Allegato al Decreto Ministeriale del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali del 10 ottobre 2005, pubblicato sulla G.U. n. 246 del 21 ottobre 2005, URL consultato il 25 luglio 2017
  117. ^ Al via la V edizione dell'Ariano Film.Festival in programma dal 29 luglio, su Coming Soon.
  118. ^ Ariano Folk Festival, in Irpinia band da Russia, Africa e America latina, su Il Corriere del Mezzogiorno.
  119. ^ La Basilica Cattedrale apre le porte a ClassicAriano, su Il Quotidiano del Sud.
  120. ^ D'Antuono M. e D'Antuono O.
  121. ^ vedi sezione #Sismicità
  122. ^ a b Piano urbanistico comunale (PDF), su Comune di Ariano Irpino.
  123. ^ Sportello unico dell'edilizia, su Comune di Ariano Irpino.
  124. ^ a b Istituto Geografico Militare, Foglio 174 Ariano Irpino, in Carta topografica d'Italia, Firenze.
  125. ^ vedi Sezione #Le masserie
  126. ^ Nicola d'Antuono, Locorum nomina - Ariano et contorni - Cenni di toponomastica rurale, Ariano Irpino, ottobre 2002.
  127. ^ Statuto comunale, su Comune di Ariano Irpino. art. 2, commi 2 e 3.
  128. ^ a b Ariano Irpino, su Comuni Italiani.
  129. ^ Soci, su Associazione Nazionale Città dell'Olio.
  130. ^ Condizioni abitative ed insediamenti, su OttomilaCensus.
  131. ^ Disciplinare di produzione della Denominazione di Origine Protetta "Irpinia – Colline dell’Ufita” (PDF), su Regione Campania.
  132. ^ vedi sezione #Cucina
  133. ^ O. D'Antuono
  134. ^ a b Guido Donatone, La Maiolica di Ariano Irpino, Cava dé Tirreni, Edizione Del Delfino, Adriano Gallina, 1980.
  135. ^ vedi sezione #Muraglioni dei Tranesi
  136. ^ Decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato del 26 giugno 1997, in attuazione della Legge 9 luglio 1990
  137. ^ La ferrovia Napoli-Foggia, su Le strade ferrate.
  138. ^ A16 Autostrada Napoli-Canosa, su SkyscraperCity.
  139. ^ vedi sezione #Eventi
  140. ^ La Strada Sacra, su Repubblica.
  141. ^ Agriturisno ad Ariano Irpino, su Virgilio.
  142. ^ Ristoranti ad Ariano Irpino, su Regioni italiane.
  143. ^ Le strade Anas, su Anas S.p.A..
  144. ^ Strade, su Provincia di Avellino.
  145. ^ Come si raggiunge, su Comune di Ariano Irpino.
  146. ^ La nuova linea di alta capacità Napoli-Bari (PDF), su ACAM Campania.
  147. ^ Bus Ariano Irpino-Roma, su Orari Bus.
  148. ^ Azienda, su A.IR. S.p.A..
  149. ^ Azienda, su A.M.U. S.p.A..
  150. ^ Genio Civile di Ariano Irpino. Presidio di Protezione Civile, su Indice Pubblica Amministrazione.
  151. ^ Piano di emergenza comunale, su Protezione Civile Ariano.
  152. ^ Le dimensioni antropiche degli Ambiti Territoriali (PDF), su Primavera del welfare.
  153. ^ Decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155
  154. ^ Stagione Pallavolistica 2017-2018, su GSA Pallavolo Ariano.
  155. ^ Stadio "Silvio Renzulli" Ariano Irpino, su ETrigg.
  156. ^ Circolo Tennis "Silvio Renzulli", su MisterImprese.
  157. ^ Impianto sportivo polifunzionale, su Comune di Ariano Irpino.
  158. ^ Ufficiale: Ariano Irpino ospiterà le Universiadi 2019, su Irpinia News.
  159. ^ Arena "Pietro Mennea", su Comune di Ariano Irpino.
  160. ^ Inaugurato il nuovo campo polivalente ad Ariano Irpino, su Irpinia News.
  161. ^ La Tartaruga, su Fubles.

BibliografiaModifica

  • Domenico Cambria, Ariano nella storia dai Normanni all'unità d'Italia, Ariano Irpino, Grafiche Lucarelli, 2008.
  • Domenico Cambria, Ariano dalle origini ai Longobardi, Ariano Irpino, Grafiche Lucarelli, 2005.
  • Mario D'Antuono, Ottaviano D'Antuono, Guida Turistica di Ariano Città Capitale, Ariano Irpino, Tipografia Impara, 2001.
  • Ottaviano D'Antuono, La Maiolica delle Antiche Fabbriche di Ariano nel Museo Civico, Ariano Irpino, Grafiche Lucarelli, 2008.
  • Cesare De Padua, Pasquale Giardino, Ariano. Storia e assetto urbano, vol. 1, Ariano Irpino, Associazione Culturale Arnanah, 2008.
  • Nicola Flammia, Storia della città di Ariano, Ariano Irpino, Tipografia Marino, 1893.
  • Gaetano Grasso, Ariano dall'Unità d'Italia alla Liberazione - Libro Primo: 1860-1900, Avellino, Edizioni La Ginestra, 1994.
  • Gaetano Grasso, Ariano dall'Unità d'Italia alla Liberazione - Libro Secondo: dall'inizio del secolo al 1945, Avellino, Edizioni La Ginestra, 1994.
  • Gaetano Grasso, Ariano dalle origini alla fine del '700, Avellino, Edizioni La Ginestra, 2007.
  • Gaetano Grasso, Ariano dalla fine del '700 al 1860, Avellino, Edizioni La Ginestra, 2009.
  • Tommaso Vitale, Storia della Regia città di Ariano e sua Diocesi, Roma, Salomoni, 1794.
  • Ortensio Zecchino, Le Assise di Ariano: testo critico, Cava dei Tirreni, Di Mauro, 1984.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autorità VIAF: (EN136054241