Candelora

festività cattolica
Presentazione di Gesù al tempio,
detta "Candelora"
Giotto - Scrovegni - -19- - Presentation at the Temple.jpg
Presentazione al Tempio di Gesù
Tipo di festa religiosa
Data 2 febbraio
Religione Anglicanesimo, Cattolicesimo, Chiesa ortodossa, Luteranesimo
Oggetto della celebrazione Presentazione di Gesù Cristo al Tempio di Gerusalemme
Altri nomi Presentazione del Signore, Purificazione della Beata Vergine Maria

Candelora è il nome con cui è popolarmente nota in italiano (ma nomi simili esistono anche in altre lingue) la festa della Presentazione al Tempio di Gesù (Lc 2,22-39), celebrata dalla Chiesa cattolica il 2 febbraio. Nella celebrazione liturgica si benedicono le candele, simbolo di Cristo "luce per illuminare le genti", come il bambino Gesù venne chiamato dal vecchio Simeone al momento della presentazione al Tempio di Gerusalemme, che era prescritta dalla Legge giudaica per i primogeniti maschi.

Fino alla riforma liturgica successiva al Concilio Vaticano II, e tuttora nella forma straordinaria del rito romano, la festa è chiamata Purificazione della Beata Vergine Maria.

La festa viene osservata anche dalla Chiesa ortodossa e da diverse chiese protestanti. In molte zone e in diverse confessioni è tradizione comune che i fedeli portino le proprie candele alla chiesa locale per la benedizione.

Indice

DescrizioneModifica

Secondo la legge di Mosè (Es 13, 2.11-16), ogni primogenito maschio del popolo ebraico era considerato offerto al Signore, ed era necessario che dopo la sua nascita i genitori lo riscattassero con l'offerta di un sacrificio. Inoltre, secondo la stessa legge di Mosè, una donna era considerata impura del sangue mestruale, indipendentemente dal fatto che il nuovo nato fosse il primogenito o no: l'impurità durava 40 giorni se il figlio era maschio e 66 giorni se era una femmina (Lv 12,1-8). Per la combinazione dei due passi scritturistici, ai tempi di Gesù era previsto che 40 giorni dopo la nascita avvenissero simultaneamente l'offerta del primogenito e la purificazione della madre, come in effetti Maria e Giuseppe fecero, secondo quanto narra il vangelo secondo Luca (2,22-39). Da qui la festa del 2 febbraio, che cade 40 giorni dopo il 25 dicembre, giorno in cui si celebra la nascita di Gesù.

Anticamente questa festa veniva celebrata il 14 febbraio (40 giorni dopo l'Epifania), e la prima testimonianza al riguardo ci è data da Egeria nella sua Peregrinatio (cap. 26). La denominazione di "Candelora", data popolarmente alla festa, deriva dalla somiglianza del rito del lucernario, di cui parla Egeria («Si accendono tutte le lampade e i ceri, facendo così una luce grandissima» Peregrinatio Aetheriae 24, 4), con le antiche fiaccolate rituali che già si facevano nei Lupercali, antichissima festività romana che si celebrava proprio a metà febbraio. La somiglianza tra questa festività pagana e quella cristiana non è solo nell'uso delle candele, ma soprattutto nell'idea della purificazione: nell'una relativa all'usanza ebraica (Lv 12,2-4) nell'altra riguardo alla februatio:

« Gli antenati romani dissero Februe le espiazioni: e ancora molti indizi confermano tal senso della parola. I pontefici chiedono al re e al flamine le lane che nella lingua degli antichi erano dette februe. Gli ingredienti purificatori, il farro tostato e i granelli di sale, che il littore prende nelle case prestabilite, si dicono anch'essi februe. [...] Da ciò il nome del mese, perché i Luperci con strisce di cuoio percorrono tutta la città, e ciò considerano rito di purificazione. »

(Ovidio, I Fasti 2, 19-24, 31-32ss.)

Durante il suo episcopato, papa Gelasio I (492-496) ottenne dal Senato l'abolizione dei pagani Lupercali, che furono sostituiti dalla festa cristiana della Candelora. Nel VI secolo la ricorrenza fu anticipata da Giustiniano al 2 febbraio, data in cui si festeggia ancora oggi.

In Oriente si dà molto risalto all'incontro tra Gesù e il vecchio Simeone, e la festa ha infatti il nome di Hypapante (cioè "incontro"). In Occidente, invece, con il tempo la festa ha assunto carattere mariano, facendo prevalere l'aspetto della purificazione della madre su quello del riscatto del primogenito: per questo, prima della riforma liturgica avviata dal Concilio Vaticano II (e quindi ancora oggi per la forma straordinaria del rito romano), la festa era chiamata "Purificazione di Maria". La riforma liturgica ha voluto, invece, dare centralità a Cristo come primogenito del Padre e del nuovo Israele, rendendo così questa festa non più mariana, ma cristologica.

Il giorno successivo, il 3 febbraio, si celebra la memoria di san Biagio, nella quale è tradizione, in alcuni luoghi, compiere una benedizione della gola con le candele benedette il giorno precedente, poiché, tra i miracoli che sono stati attribuiti a questo santo, figura anche il salvataggio di un bambino che stava soffocando dopo aver ingerito una lisca di pesce; per questo motivo, nell'iconografia san Biagio viene spesso rappresentato con candele.

Celebrazioni precristiane simili alla CandeloraModifica

Celebrazioni legate alla luce in questo periodo dell'anno esistevano anche in alcune tradizioni religiose precristiane. Alcuni studiosi ipotizzano che la Candelora cristiana possa essere stata introdotta in sostituzione di una festività preesistente, anche vista la coincidenza del periodo dell'anno con il periodo di 40 giorni dopo la nascita di Gesù.

La festa di Imbolc, nella tradizione celtica, segnava il passaggio tra l'inverno e la primavera, ovvero tra il momento di massimo buio e freddo e quello di risveglio della luce.[1][2]

Nel mondo romano la Dea Februa (Giunone) veniva celebrata alle calende di febbraio (nel calendario romano i mesi seguivano il ciclo della luna. Il primo giorno di ogni mese corrispondeva al novilunio (luna nuova) ed era chiamato “calende”, da cui deriva il nome “calendario”).[3]

Nella cultura di massaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Per la santa Candelora se nevica o se plora dell'inverno siamo fora.
  • A Trieste esiste il seguente detto popolare riferito alla festività della Candelora:

    Se la vien con sol e bora

    de l'inverno semo fora.

    Se la vien con piova e vento

    de l'inverno semo drento.

    (drento in dialetto triestino significa dentro)

  • A Padova è associata a un proverbio popolare nel quale si preannuncia l'arrivo della primavera o il continuare dell'inverno (se ce sole a candelora del inverno semo fòra, se piove e tira vento del inverno semo dentro).
  • In Lombardia: A la Madona da la Sciriœura dol inverno a semm da fœura ma s'al fioca o al tira vent quaranta dì a semm anmò dent (Alla Madonna della Candelora dall'inverno siamo fuori, ma se nevica o tira vento quaranta giorni siamo ancora dentro)
  • A Bologna: Al dé dl'Inzariôla, o ch'al naiva o ch'al piôva dal invêren a sän fòra, mo s'ai é al suladèl a in arän anc pr un msarèl (Il giorno della Candelora, che nevichi o piova, dall'inverno siamo fuori, ma se c'è il sole ne avremo ancora per un mesetto)
  • In Toscana la tradizione proverbiale recita l'esatto opposto del nord Italia, ovvero si considera la fine dell'inverno in caso di brutto tempo ("se piove o se gragnola dell'inverno semo fora ...")
  • A Catania la Candelora è assorbita dalla Festa di Sant'Agata e costituisce uno dei rituali più importanti della stessa.
  • Ad Acquaviva Collecroce in provincia di Campobasso la mattina della Candelora, dalle prime ore dell'alba, ha inizio l'antichissima Fiera di San Biagio (festeggiato il 3 febbraio), nelle ore pomeridiane il popolo si riunisce in chiesa per la Celebrazione Eucaristica, la Benedizione delle Candele e il tradizionale Bacio del Bambinello. A questo giorno è associato il seguente proverbio: Uoj è la Candelora, la vernata è sciut fora, risponn san Bias la vernat ancor n'trasc. Se fa lu solariell quaranta juor d maltiemb, se fa lu solaron quaranta juorn d stagion (Oggi è la Candelora, l'inverno è uscito fuori, risponde San Biagio, l'inverno ancora non entra. Se c'è poco sole quaranta giorni di maltempo, se c'è tanto sole quaranta giorni di stagione e quindi di giornate abbastanza calde).
  • A Castelpoto in provincia di Benevento, esiste un'antica tradizione: dalla notte di Natale fino al giorno della Candelora il Bambino Gesù viene esposto sull'altare maggiore per poi essere baciato l'ultima volta.
  • In Francia, la Candelora (Chandeleur) è conosciuta soprattutto per essere il giorno delle crêpes che vengono preparate in tutti i modi.[4]
  • In Messico, la Candelora (Candelaria) è un giorno di festa importante. Il 6 gennaio si nasconde una figurina del Bambino Gesù nella "rosca de reyes" (torta tipica a forma di ghirlanda contenente frutta candita). Chi la trova diventa uno degli sponsor[non chiaro] del Bambino Gesù della casa[non chiaro] e ha l'impegno di vestirlo con belli abbigliamenti, metterlo in un cesto decorato con fiori e di portarlo a benedire nella chiesa locale. Poi le famiglie mangiano tamale e bevono atole.
  • la festa della Candelora (Candlemass), detta anche festa di santa Brigida, è anche il giorno in cui si svolge un importante sabba stregonesco, dedicato, tra l'altro, alla consacrazione delle candele e dei lumi che verranno utilizzati nei riti dei mesi successivi (30 aprile-Valpurga, 1º agosto-Lammas, 31 ottobre-Halloween), ed è la notte nella quale gli apprendisti stregoni hanno la loro cerimonia di iniziazione.[senza fonte]

NoteModifica

  1. ^ Jean Markale, C. Fiorillo, Gianfranco de Turris, Il druidismo: religione e divinità dei Celti, Edizioni Studio Tesi, 1990, ISBN 978-88-272-0782-6, pag. 188
  2. ^ Elena Percivaldi, I Celti: una civiltà europea, Giunti, 2003, ISBN 978-88-09-03140-1, pag. 74
  3. ^ Nelida Caffarello, Dizionario archeologico di antichità classiche, Olschki, 1971
  4. ^ Kitchenqb: La candelora...e le crêpes

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