Provincia di Avellino

provincia italiana
Provincia di Avellino
provincia
Provincia di Avellino – Stemma Provincia di Avellino – Bandiera
(dettagli)
Provincia di Avellino – Veduta
Palazzo Caracciolo, sede della Provincia, in occasione del Giro d'Italia del 2012.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Amministrazione
Capoluogo Avellino
Presidente Domenico Gambacorta[1] (Forza Italia) dall'11-10-2014
Territorio
Coordinate
del capoluogo
40°54′55″N 14°47′23″E / 40.915278°N 14.789722°E40.915278; 14.789722 (Provincia di Avellino)Coordinate: 40°54′55″N 14°47′23″E / 40.915278°N 14.789722°E40.915278; 14.789722 (Provincia di Avellino)
Superficie 2 806,07 km²
Abitanti 423 932[2] (30-6-2016)
Densità 151,08 ab./km²
Comuni 118 comuni
Province confinanti Benevento, Foggia, Napoli, Potenza, Salerno
Altre informazioni
Cod. postale 83100, 83010-83059
Prefisso 081, 0824, 0825, 0827
Fuso orario
ISO 3166-2 IT-AV
Codice ISTAT 064
Targa AV
Cartografia
Provincia di Avellino – Localizzazione
Sito istituzionale
Mappa della Provincia

La provincia di Avellino (pruvincia 'e Avellino in campano) è una provincia italiana della Campania di 423 932 abitanti[2]. Gran parte dei suoi comuni fanno parte del distretto storico-geografico dell'Irpinia.

Confina a nord-ovest con la provincia di Benevento, a nord-est con la Puglia (provincia di Foggia), a sud-est con la Basilicata (provincia di Potenza), a sud con la provincia di Salerno, a ovest con la città metropolitana di Napoli.

Il territorio della provincia coincide in gran parte con quello dell'antica provincia di Principato Ultra, dalla quale l'odierna circoscrizione provinciale ha ereditato il proprio stemma.

Indice

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

 
Altopiano del Laceno

Il territorio irpino non ha sbocchi al mare, ma ha una grandissima varietà di montagne, fiumi e laghi. I monti maggiori sono:

Il monte Raiamagra ospita gli impianti sciistici della località Laceno, nel comune di Bagnoli Irpino. Quest'ultima località ospita anche il Lago Laceno, un lago di origine carsica, una volta molto vasto, oggi a causa di falle aperte nel fondo lacustre in seguito al terremoto dell'Irpinia, ha diminuito consistentemente la sua dimensione (che aumenta di parecchio solo in occasione del periodo invernale).

 
Scorcio dei Monti Picentini

Dal monte Accelica sorge il fiume Calore Irpino, uno dei maggiori della regione, che confluisce nel fiume Volturno. Il fiume è spesso frequentato per escursioni, fenomeni carsici e sport acquatici. Altri corsi d'acqua di rilievo sono il fiume Sabato, l'Ofanto (secondo fiume per lunghezza del mezzogiorno) e il Sele (che però passa solo per 12 km nel territorio irpino).

StoriaModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Irpinia e Principato Ultra.

La provincia di Avellino venne proclamata come parte del Regno d'Italia nel 1860, all'indomani della conquista garibaldina. Tale divisione amministrativa coincideva in gran parte con il territorio della precedente provincia (prima napoletana, poi Regno delle Due Sicilie) del Principato Ultra. Nello stesso 1860 le furono aggregati i comuni del circondario di Calabritto della provincia di Principato Citra.

L'anno seguente, in vista della creazione della confinante provincia di Benevento, la provincia di Avellino dovette cedere 29 comuni alla costituenda provincia, ricevendo però come compenso il Vallo di Lauro e il Baianese dalla provincia di Terra di Lavoro.

Nel 1927 cedette alla provincia di Foggia i comuni di Accadia e Orsara Dauno-Irpina, mentre due anni dopo furono ceduti alla vicina provincia pugliese Anzano degli Irpini e Monteleone di Puglia[3]. Fino al 1940 anche il comune di Rocchetta Sant'Antonio faceva parte della provincia prima di passare a quella di Foggia. L'ultimo di questi trasferimenti ha riguardato il comune di Sant'Arcangelo Trimonte, fino al 1978 appartenente alla provincia come isola amministrativa all'interno del territorio della provincia di Benevento, quindi passato a quest'ultima.

SimboliModifica

 
Gonfalone della Provincia
  Lo stesso argomento in dettaglio: Stemma della provincia di Avellino.

Lo stemma, concesso con decreto del Capo del Governo del 14 marzo 1938,[4] ha la seguente blasonatura:[5]

« Spaccato: al 1º di rosso alla corona d'oro gemmata e cimata da quattro fioroni dello stesso (tre visibili), bottonati da una perla, sostenuti da punte, al 2º d'argento. Capo del Littorio: di rosso (porpora) al fascio littorio d'oro circondato da due rami di quercia e d'alloro annodati da un nastro dai colori nazionali. Corona principesca »

La descrizione della bandiera, concessa con D.P.R. del 24 febbraio 2003,[5][6] è la seguente:

« Drappo troncato di bianco e di rosso, con lo stemma della Provincia attraversante; sopra la corona, la scritta centrata, in lettere maiuscole d'oro, Provincia di Avellino. »

AmministrazioneModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Prefetti della provincia di Avellino.
Periodo Presidente Partito Carica Note
7 maggio 1995 27 giugno 1999 Luigi Anzalone PDS - PPI - Patto dei Democratici - PRC Presidente
28 giugno 1999 13 giugno 2004 Francesco Maselli PPI - PDCI - RI Presidente
14 giugno 2004 7 giugno 2009 Alberta De Simone Democratici di Sinistra poi Partito Democratico Presidente
8 giugno 2009 29 dicembre 2012 Cosimo Sibilia Il Popolo della Libertà Presidente
29 dicembre 2012 11 ottobre 2014 Raffaele Coppola - Commissario straordinario [7]
11 ottobre 2014 in carica Domenico Gambacorta Forza Italia Presidente

TurismoModifica

CastelliModifica

 
Il castello normanno di Ariano Irpino
  Lo stesso argomento in dettaglio: Castelli della provincia di Avellino.

Nonostante i danni provocati dai terremoti e i conseguenti rimaneggiamenti, l'Irpinia è una terra ricca di castelli poiché nell'alto medioevo occupava una posizione strategica tra i possedimenti longobardi, bizantini e normanni.

Chiese e luoghi di cultoModifica

Nel comune di Montella si trova il Convento di San Francesco a Folloni, dichiarato monumento nazionale. Gli altri quattro monumenti nazionali della Provincia sono la Cattedrale di Santa Maria Assunta (Ariano Irpino), il Carcere Borbonico di Montefusco, il Santuario di Montevergine a Mercogliano e Palazzo Caracciolo ad Atripalda.

Nel comune di Caposele, frazione Materdomini, è il Santuario dedicato a San Gerardo Maiella, patrono delle mamme e dei bambini, meta di pellegrinaggio. Sempre nello stesso comune degne di nota sono le Sorgenti del fiume Sele e la chiesa madre di San Lorenzo.

Nel comune di Gesualdo, meritano visita: la Chiesa Madre di San Nicola, in stile barocco, che, oltre alla tela seicentesca del "Miracolo della Madonna della Neve" commissionata dal principe Carlo Gesualdo e alla reliquia del braccio di Sant'Andrea, conserva pregevoli altari in marmo policromo e magnifiche statue lignee settecentesche; il Cappellone, o Chiesa del SS. Sacramento, singolare struttura architettonica; la Chiesa del SS. Rosario, che fa da sfondo alla secolare tradizione del Volo dell'Angelo; la Chiesa di Maria SS. Addolorata, con l'organo a canne settecentesco collocato sulla cantoria e il ciclo di pitture, ad opera della pittrice contemporanea francese Kathy Toma, che dal 2002 decora il catino dell'abside; il complesso conventuale dei Frati Cappuccini, che conserva la pregevole Pala del "Perdono di Carlo Gesualdo" del 1609, opera di Giovanni Balducci, e che ha ospitato nel 1909 il giovane San Pio da Pietrelcina come studente di teologia.

Ad Atripalda invece, la chiesa di Sant'Ippolisto Martire (testimoniata già nell'XI secolo da tante fonti, tra le quali la scritta sul sarcofago di San Sabino che accertava l'esistenza di una grotta per i martiri) d'epoca tardo-paleocristiana, custodisce lo "Specus Martyrum". Questa cappella era in origine una catacomba destinata ai santi martiri avellinesi (da qui si può, ma non è consentito, accedere ad una necropoli atripaldese). Con la liberalizzazione delle religioni dell'editto di Costantino nel IV secolo, fu costruita una scala d'accesso alla grotta. Nella sua storia, lo Specus è stato ampliato e reso sempre più a cappella fin quando nel 1629, l'allora principe avellinese fece aggiungere una seconda scala allo Specus, facendogli perdere l'originaria immagine di grotta. Nello stesso periodo, la Chiesa di Sant'Ippolisto Martire ottenne una temporanea indipendenza dal clero avellinese. Sei anni dopo, cadde la tribuna della chiesa e di conseguenza la volta centrale dello specus cedette. Nel 1728 fu aggiunta la Cappella del Tesoro, che il barone Di Donato sfruttò per conservare gli scheletri dei martiri (eccetto quelli di San Sabino e San Romolo, che furono traslati dall'altare maggiore della chiesa rispettivamente nell'altare principale dello specus e in quello laterale). Il barone Di Donato finanziò anche altri ampliamenti mentre accurati studi portarono alla scoperta del cimitero paleocristiano atripaldese, sito a pochissimi metri dalla chiesa. Dopo il terremoto del 1980, lo specus subì ulteriori lavorazioni per 18 anni. Ad oggi si presenta con volte affrescate (alcune di Michele Ricciardi, che lavorò in concomitanza con la costruzione della Cappella del Tesoro) che rappresentano la vita dei santi più vicini all'Irpinia. C'è inoltre un quadro che rappresenta in tre momenti principali il martirio di Sant'Ippolisto. Due scritte sul pavimento in marmo ai lati dell'altare maggiore invitano inoltre a non calpestare il suolo dove sorgono le ex tombe dei martiri, davanti all'altare.

A Mugnano del Cardinale è veneratissima Santa Filomena nell'omonimo santuario. Fatto costruire nel 1641, esso conserva le spoglie mortali della martire Filomena, le sue reliquie e quelle di tanti altri martiri. Degni di apprezzamento sono gli affreschi su legno del soffitto di questo santuario.

A Pietradefusi è da visitare la Collegiata di Santa Maria Assunta al cui interno è presente anche un cappellone dove ha sede il Santuario di Maria SS. dell'Arco patrona di Pietradefusi e del circondario.

A Torre Le Nocelle è presente il Santuario dedicato a San Ciriaco Diacono e Martire, il maggiore in Italia dove si pratica anche l'esorcismo.

Ad Altavilla Irpina, il 24 agosto di ogni anno omaggio di venerazione dei "fujenti" Battenti in onore di San Pellegrino Martire, che si festeggia il giorno dopo.

 
Scorcio dei Monti Picentini
 
I Monti Picentini visti dal Monte Sassosano a Montella.

Musei principaliModifica

  • Il museo più conosciuto è il Museo Archeologico Provinciale Irpino, sito in Corso Europa ad Avellino, che espone i maggiori reperti archeologici ritrovati nel territorio della provincia.
  • Fra i più significativi d'Italia c'è ad Avellino la Galleria nazionale dei Selachoidei, che espone al pubblico una delle maggiori collezioni scientifiche di Pesci cartilaginei o Chondrichthyes della nazione, in fase di trasferimento alla nuova sede di Corso Umberto I.
  • Per le sue opere si ricorda il Museo d'Arte, si tratta dell'unico museo in Irpinia dedicato all'arte moderna e all'arte contemporanea[8][9], che espone i grandi maestri del novecento, è ubicato ad Avellino in Via Degli Imbimbo.
  • Altro particolare museo è il Museo Zoologico degli Invertebrati "L. Carbone" sempre nella città capoluogo.
  • Vi è poi la Pinacoteca Provinciale (interessante per i dipinti dell'Ottocento di autori irpini) sita nel Carcere Borbonico di Avellino.
  • Quindi il Museo Abbaziale del Santuario di Montevergine di Mercogliano (con i reperti e le opere d'arte del Santuario di Montevergine).
Altri musei degni di notaModifica

ArtigianatoModifica

Materiali principali della provincia sono il marmo rosa di Fontanarosa, il ferro e il rame che è lavorato un po' in tutta la provincia, la ceramica a Calitri ed Ariano Irpino. Molto diffusa è la lavorazione degli arazzi a Bisaccia. L'artigianato è molto sentito dalla gente locale che si preoccupa di conservarne la lavorazione originale.[15]

Luoghi storiciModifica

Nel comune di Mirabella Eclano ha luogo il Parco Archeologico di Aeclanum ,città sannita del III secolo a.C.

Nel comune di Gesualdo si erge imponente e maestoso il castello di Gesualdo, dimora seicentesca di Carlo Gesualdo, il principe dei musici, che domina il caratteristico borgo tra i più suggestivi d'Irpinia.

Nel comune di Avella sono presenti diverse strutture di interesse turistico: il Palazzo Ducale, i Mausolei Funerari Romani, il Castello Longobardo e l'Anfiteatro Romano.

Ad Atripalda invece risiede il nucleo storico-religioso che ha dato vita ad Avellino: si tratta della domus-città archeologica romana "Abellinum". Da essa, infatti, dopo le invasioni barbariche del IV-V secolo, si distaccò la popolazione di Avellino stabilendosi sulla riva sinistra del Sabato; invece, le piccole tribù stabilitesi alla destra del sabato furono riunite dal re longobardo Truppualdo nell'XI secolo (costruì un castello oggi praticamente demolitosi sulla collinetta sovrastante la cittadina), che successivamente diverrà il Feudo Tripalda (in mano ai signori Capece), oggi Atripalda. Sul punto più alto del comune di Ariano Irpino a 817 metri sul livello del mare si trova il castello normanno collocato all'interno della villa comunale cittadina uno dei parchi verdi più belli della regione.

A Calitri ha interesse turistico la ragnatela di vicoli del centro storico che comprende anche il Borgo Castello.

Turismo e sport invernaliModifica

Il turismo invernale è percepito principalmente nel comune di Bagnoli Irpino, che nella frazione Laceno (1100 m s.l.m.), ospita un comprensorio sciistico, con impianti di risalita e 25 km di piste, servite anche da innevamento artificiale. La località è completa di alberghi, ristoranti, aree campeggio e attrezzature per il turismo. Nel 2008 è stato varato un piano di rifacimento di tutto il comprensorio, incluso il rinnovo degli impianti sciistici, la messa in sicurezza delle piste, l'installazione di impianti di risalita nuovi e il rifacimento di tutto l'arredo urbanistico con la creazione di aree pubbliche coperte quali musei, aule multimediali.[16] Inoltre, il territorio presenta un notevole fenomeno carsico che dà vita ad interessanti tragitti sotterranei, meta di speleologi e appassionati. Le Grotte del Caliendo sono la testimonianza più grande. L'accesso turistico a queste ultime è in via di completamento ed è situato sull'altopiano Laceno.

Altro luogo di vocazione turistica invernale è il Monte Terminio, che però non presenta impianti sciistici né piste.

Prodotti tipiciModifica

 
Tipico paesaggio irpino, con visuale sulla città di Avellino

Grandissima attrattiva turistica della zona è la famosa cucina irpina. I prodotti principali sono:

Qualità della vitaModifica

Anno Qualità della Vita[18] (Il Sole 24 Ore) Qualità della Vita (Italia Oggi) Rapporto Ecosistema Urbano (Legambiente)
2004 89º (- 1)[19] 61º (+ 12)[20] 80º[21]
2005 85º (+ 4)[22] 86º (- 25)[23] 82º (-2)[21]
2006 77º (+ 8)[24] 69º (+ 17)[25] 42º (+ 40)[26]
2007 87º (- 10)[27] 74º (- 5)[28] 34º (+ 8)[29]
2008 83º (+ 4)[30] 96º (- 22)[31] 45º (- 11)[32]
2009 93º (- 10)[33] 78º (+ 18)[34] 82º (- 37)[35]
2010 91º (+ 2)[36] 83º (- 5)[37] 29º (+ 51)[38]
2011 92º (- 1)[39] 86º (-3)[40] 15º (città piccole)[41]
2012 93º (- 1)[42] 93° (- 7)[43] 26º (città piccole, -11)[44]
2013 94º (- 1)[45] 90° (+ 3)[46] 28º (città piccole, -2)[47]
2014 87º (+ 7)[48] 58° (+ 32)[49] 39º[50]
2015 81 (+ 6)[51] 84° (- 26)[52] 29º (+ 10)[53]
2016 93 (- 12)[54] 92° (- 8)[55] 42º (- 13)[56]

Nel rapporto di Unioncamere del 2007, la Provincia di Avellino risultava essere la più ricca della Campania, con un PIL per abitante che ammontava a quasi 19 mila euro[57][58]. Per il 2010 il valore del reddito disponibile pro capite era pari a 11.861 euro, risultando al 98º posto tra le 107 province analizzate[59]. Secondo i dati de Il Sole 24 ORE relativi all'anno 2012, il valore aggiunto pro capite era pari a 15.077,34 euro[60].

Nel rapporto 2014 sulla qualità della vita de Il Sole 24 ORE, la provincia di Avellino si è classificata in seconda posizione in Campania e all'87° generale, preceduta da Benevento (84º posto). Dal rapporto 2013, nonostante il 94º posto generale[45], la provincia è risultata essere tra le più sicure d'Italia in merito a ordine pubblico (36º posto su 107 province, basata su dati 2012)[60].

ComuniModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Armoriale dei comuni della provincia di Avellino.

Appartengono alla provincia di Avellino i seguenti 118 comuni:

Comuni più popolosiModifica

Nella tabella i comuni della provincia di Avellino con più di 5.000 abitanti.[61]

Pos. Stemma Comune Popolazione
(1/1/2011)
  Avellino 54.716
  Ariano Irpino 22.395
  Montoro 19.536
  Solofra 12.430
  Mercogliano 12.338
  Monteforte Irpino 11.269
  Atripalda 10.787
  Cervinara 9.830
9º   Montella 9.467
10º   Avella 7.890
11º   Mirabella Eclano 7.760
12º   Serino 7.086
13º   Lioni 6.281
14°   Forino 5.411
15º   Mugnano del Cardinale 5.388
16º   Montemiletto 5.353

Comuni meno popolatiModifica

Pos. Stemma Comune Abitanti
(06/2013)[62]
Maschi Femmine Superficie
(km²)
Altitudine
(m s.l.m.)
  Petruro Irpino 332 163 169 3,11 500
  Cairano 335 171 164 13,83 770

Cittadini stranieriModifica

In provincia di Avellino al 31 dicembre 2016 sono residenti 13.590 cittadini stranieri, provenienti da 124 stati diversi[63]. Le comunità con almeno 100 componenti sono quelle di:

Infrastrutture e trasportiModifica

FerrovieModifica

 
La panoramica ferrovia Avellino-Rocchetta Sant'Antonio, nella foto il Ponte Principe di Piemonte a Lapio.

La rete ferroviaria della provincia non è molto sviluppata, perché poco usata. Le linee che intressano il capoluogo di provincia sono la ferrovia Cancello-Benevento e la ferrovia Avellino-Rocchetta Sant'Antonio. Quest'ultima linea è stata chiusa a settembre del 2010 essendo poco sfruttata a causa della distanza delle stazioni dai paesi e quindi del difficile collegamento con essi. Il tratto relativamente più frequentato infatti era quello che arriva fino a Lioni. Il percorso dei treni è molto panoramico, potrebbe essere un enorme richiamo turistico, nonostante l'alternativa di aggiustare e prolungare la linea fino a Foggia sia ormai archiviata, viste le terribili condizioni in cui versa la linea dopo la chiusura.

La linea Cancello-Benevento collega il capoluogo con le città di Benevento e Salerno toccando i comuni della Valle del fiume Sabato e dell'area solofrana. Pur collegando tre capoluoghi di provincia, questa linea è ancora poco sviluppata, di rilevanza è solo l'utilizzo da parte degli studenti per raggiungere gli atenei delle due città vicine. Infatti, nel 2012 sono stati soppressi molti treni facenti servizio tra Salerno e Avellino fino a Benevento. Prima che fosse chiusa (per poi essere riaperta con un parziale ripristino dell'orario), dalla stazione di Avellino partivano anche due regionali per Napoli Centrale e uno per Roma Termini, praticamente in disuso. Il tratto in assoluto più frequentato resta in conclusione Avellino-Benevento. Ad oggi, nella stazione (non elettrificata) sostano solamente alcune coppie di regionali colleganti Salerno e Benevento, compiendo il tragitto in un arco di tempo notevolmente più vasto di quello necessario per percorrere la tratta con altri mezzi di trasporto.

L'unica tratta ferroviaria che collega direttamente Napoli con la provincia di Avellino è la linea Napoli-Nola-Baiano, gestita dall'Ente Autonomo Volturno, che collega sia quest'ultimo comune che Avella. Questa tratta è stata ultimata nel lontano 1885, appena 24 anni dopo che il Baianese è passato amministrativamente al capoluogo irpino; ci sono stati dei progetti per allargare la linea fino ad Avellino, passando per Mugnano del Cardinale e Monteforte Irpino. Per problemi organizzativi, però, non è mai stato realizzato nulla di concreto. Per tale motivo, dopo quasi 130 anni, Baiano, all'estremo ovest della provincia, rimane l'unica zona della provincia ad essere collegata direttamente al capoluogo campano.

La parte nord-orientale della provincia è invece attraversata dalla ferrovia Roma-Bari, l'unica ad avere rilevanza nazionale in quanto assicura il collegamento tra la capitale e la Puglia. Purtroppo anch'essa risulta essere di scarsa utilità per le popolazioni locali in quanto le stazioni meno importanti (ad esempio la stazione di Ariano Irpino) sono lontane dal centro abitato e servite solo dai pochi treni regionali che vi transitano, al più da qualche intercity. Secondo anche alcuni progetti della Regione Campania, in Irpinia, e più precisamente nella valle dell'Ufita, dovrebbe sorgere una piattaforma logistica della linea Alta Capacità: Napoli-Bari con annessa una stazione per il trasporto passeggeri, chiamata "Hirpinia".

Linee stradaliModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Strade provinciali della provincia di Avellino.

AutostradeModifica

  L'autostrada A16 (strada europea E842) percorre longitudinalmente l'intera provincia, prevedendo sette uscite autostradali:

Il raccordo autostradale 2 (strada europea E841) collega la città di Atripalda (alle porte di Avellino) con Fisciano, nei pressi dell'Università degli studi di Salerno, all'altezza dell'intersezione con le autostrade A2 del Mediterraneo e A30. Prevede le uscite autostradali di Serino, Solofra e Montoro nord e sud, Fisciano-Mercato San Severino (in Provincia di Salerno).

Il raccordo autostradale 9, che congiunge l'A16 alla città di Benevento, si sviluppa a partire dal comune irpino di Venticano, percorrendo la Provincia per i chilometri iniziali.

Strade stataliModifica

Le strade statali presenti nella provincia di Avellino sono 8:

Strada statale 7 Via Appia: il tratto riguardante la provincia è quello che, proveniente da Benevento, tocca Venticano, Montemiletto, Pratola Serra, fino a giungere a Manocalzati, nei pressi nello svincolo "Avellino est" dell'autostrada A16. Da questo punto in poi, la strada è popolarmente conosciuta con l'appellativo di Ofantina, costeggiando, tra gli altri, i paesi di Volturara Irpina, Montella, Bagnoli Irpino, Lioni, Teora e Sant'Andrea di Conza. Da qui sconfina in Basilicata, raggiungendo Pescopagano, dove si dirigerà infine verso Potenza.[64]

Strada statale 7bis di Terra di Lavoro: è una diramazione della strada statale 7 Via Appia, dalla quale si distacca nel territorio di Capua per poter entrare a Napoli e poi dirigersi ad Avellino, attraversando i comuni avellinesi di Avella, Sperone, Baiano, Sirignano, Mugnano del Cardinale, Monteforte Irpino, Mercogliano. Da Torrette di Mercogliano parte il tratto che viene comunemente definito variante di Avellino, che si incrocia con il raccordo autostradale 2 e, infine, si ricongiunge alla Strada Statale 7 Via Appia nel comune di Manocalzati, nei pressi del casello "Avellino est" dell'A16.[64]

Strada statale 90 delle Puglie: parte da Venticano, all'altezza della Strada Statale 7 Via Appia e si conclude a Foggia. Attraversa i comuni di Mirabella Eclano. Grottaminarda, Ariano Irpino, Savignano Irpino, Greci e Montaguto.[64]

Strada statale 303 del Formicoso: ha origine dalla strada statale 90 delle Puglie, in territorio di Mirabella Eclano, costeggia Gesualdo e Frigento, terminando la sua corsa con l'innesto nella strada statale 425 di Sant'Angelo dei Lombardi, presso Guardia Lombardi.[64]

Strada statale 400 di Castelvetere: il suo principio e la sua fine corrispondono, rispettivamente, con l'innesto della strada statale 425 di Sant'Angelo dei Lombardi (presso Sant'Angelo dei Lombardi) e con quello della strada statale 7 Via Appia (in territorio di Lioni). Misura circa 7 km.[64]

Strada statale 401 dell'Alto Ofanto e del Vulture: mezzo chilometro, dal confine con la Basilicata all'innesto della Strada statale 7 Via Appia a Sant'Andrea di Conza.[64]

Strada statale 425 di Sant'Angelo dei Lombardi: parte da quest'ultimo paese, raggiungendo Rocca San Felice e Guardia Lombardi, dove si inserisce nella strada statale 303 del Formicoso.[64]

Strada statale 691 Fondo Valle Sele: Ha origine dallo svincolo "Contursi Terme - Postiglione" dell'autostrada A3 Napoli-Reggio Calabria e sfocia nella strada statale 7 Via Appia presso Lioni. Presenta uscite nei comuni irpini di Calabritto, Caposele e Teora.

Cinque delle otto strade statali presenti in provincia (SS 7 Via Appia, SS 90 delle Puglie, SS 303 del Formicoso, SS 425 di Sant'Angelo dei Lombardi, SS 400 di Castelvetere), innestandosi una nell'altra, formano una sorta di quadrilatero che circoscrive buona parte dell'Irpinia, i cui vertici sono rappresentati dai territori di Venticano, Guardia Lombardi, Lioni e Manocalzati.

AeroportiModifica

Non sono presenti aeroporti nel territorio provinciale.

CulturaModifica

Laceno d'oroModifica

  Lo stesso argomento in dettaglio: Laceno d'oro.

Il "Laceno d'oro - Festival del cinema neorealistico" è stato un festival cinematografico fondato nel 1959 da Camillo Marino e Giacomo D'Onofrio, chiamato così dal nome della località Laceno, frazione di Bagnoli Irpino, dove si svolsero le prime edizioni.

Tommariello d'oroModifica

Il "Tommariello d'oro" è un premio che viene dato a dipendenti pubblici (poliziotti, insegnanti, carabinieri) che si sono distinti. La premiazione si svolge a Montefusco.[senza fonte]

Premio Armando GillModifica

Il comune di Grottolella, paese d'origine di Assunta Fricchione (moglie di Armando Gill), dal 2008 ha istituito un premio intitolato al cantautore. La direzione artistica è affidata al cantante Mario Da Vinci.[senza fonte]

TragedieModifica

Terremoto dell'IrpiniaModifica

Un forte sisma, di magnitudo 6,9 della scala Richter, si verificò il 23 novembre 1980 con epicentro nel comune di Conza della Campania. La scossa fu violenta, durò circa 1 minuto e mezzo e provocò grandissimi danni in tre regioni differenti. La ricostruzione è stata lenta e molte persone vivono ancora nei container. In effetti non poche critiche sono state mosse nei confronti della successiva gestione del problema: le industrie del nord Italia che hanno sfruttato l'affare dei fondi post-terremoto, le spartizioni di denaro tra i politici locali, il degrado dell'ambiente a causa di varie "opere" incompiute. Molti comuni risentirebbero tuttora di tali effetti negativi con migrazione di lavoratori qualificati.[65][66][67]

Incidente stradale di Monteforte IrpinoModifica

Il 28 luglio 2013 un pullman precipitò da un viadotto dell'autostrada A16 nei pressi di Monteforte Irpino, provocando la morte di 40 persone e dando così luogo a uno dei più gravi incidenti stradali nella storia italiana.[68]

NoteModifica

  1. ^ Proclamazione del Presidente della Provincia di Avellino, provincia.avellino.it.
  2. ^ a b Dati Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2016, istat.it.
  3. ^ Regio Decreto Legge 24 gennaio 1929, n. 106, art. 1
  4. ^ ACS - Ufficio araldico - Fascicoli comunali, 151.12.58.148:8080.
  5. ^ a b Decreto di riconoscimento del 14 marzo 1938, montefalcioneonline.it. URL consultato l'08-08-2011.
  6. ^ Bandiere su cisv.it, cisv.it. URL consultato il 14-07-2011.
  7. ^ Scioglimento del Consiglio provinciale di Avellino e nomina del commissario straordinario, gazzettaufficiale.it.
  8. ^ Scheda del Museo MdAO dal sito artit.it
  9. ^ Info sul Museo d'Arte
  10. ^ Museo delle Tecnologie, della Cultura e della Civiltà Contadina - Guardia Lombardi
  11. ^ Museo diocesano di Arte Sacra di Sant'Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia
  12. ^ Museo Civico Archeologico di Bisaccia
  13. ^ Musei in Irpinia
  14. ^ http://www.aquiloniamusei.it
  15. ^ Artigianato in Irpinia
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BibliografiaModifica

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