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Cesare Bonelli
Cesare Bonelli.gif

Ministro della guerra del Regno d'Italia
Durata mandato 24 ottobre 1878 –
19 dicembre 1878
Monarca Umberto I di Savoia
Capo del governo Benedetto Cairoli
Predecessore Giovanni Bruzzo
Successore Gustavo Mazè de la Roche
Legislature XIII

Durata mandato 14 luglio 1879 –
13 luglio 1880
Predecessore Gustavo Mazè de la Roche
Successore Ferdinando Acton
Legislature XIII, XIV

Ministro della Marina del Regno d'Italia
Durata mandato 14 luglio 1879 –
25 novembre 1879
Capo del governo Benedetto Cairoli
Predecessore Niccolò Ferracciù
Successore Ferdinando Acton
Legislature XIII

Senatore del Regno d'Italia
Legislature XIII
Cesare Bonelli
Dati militari
Paese servitoFlag of the Kingdom of Sardinia (1848-1851).svg Regno di Sardegna
Italia Italia
Forza armataArmata Sarda
Regio Esercito
ArmaArtiglieria
Anni di servizio1845-1889
GradoTenente generale
GuerrePrima guerra di indipendenza
Seconda guerra di indipendenza
Terza guerra di indipendenza
BattaglieBattaglia di Goito
Assedio di Gaeta
Battaglia di Custoza
Comandante diDivisione territoriale di Verona
XI Corpo d'armata
Decorazioniqui
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Cesare Amedeo Augusto Bonelli (Torino, 3 gennaio 1821Orvieto, 1º ottobre 1904) è stato un politico e generale italiano, veterano delle guerre d'Indipendenza italiane. Fu Senatore del Regno d'Italia nella XIII legislatura, e ricoprì l'incarico di Ministro della guerra nei governi Cairoli I, II e III. Durante il secondo governo Cairoli ricoprì l'incarico ad "interim" di Ministro della Marina, e fu anche membro del Consiglio e Presidente dell'Ordine militare di Savoia[1].

BiografiaModifica

Nacque a Torino il 3 gennaio 1821, figlio di Franco Andrea[2] e Fernanda d'Ancona. Tra il 1830 e il 1841 frequentò l'Accademia militare di Torino, perfezionandosi poi alla Scuola d'applicazione d'artiglieria e genio di Torino (1843-1845).

Sottotenente allo scoppio della prima guerra d'indipendenza, ottenne una Medaglia d'argento al valor militare per il coraggio dimostrato durante la battaglia di Goito (30 maggio 1848). Promosso tenente fu assegnato al servizio presso il Governo provvisorio di Milano, partecipando successivamente alla breve campagna del 1849 che culminò nella battaglia di Novara.

Maggiore alla scoppio della seconda guerra d'indipendenza fu assegnato al Reggimento artiglieria da piazza, assumendo a partire dal 31 gennaio 1860, il comando dell'artiglieria presente nelle provincia emiliane. Il 7 novembre successivo fu promosso tenente colonnello, partecipando alla campagna nell'Italia del sud dove si distinse durante gli assedi delle piazzaforti di Gaeta e Messina. Durante l'assedio di Gaeta rimase seriamente ferito e fu decorato con una seconda Medaglia d'argento al valor militare, mentre per la sua opera durante quello di Messina ottenne la Croce di Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia.

Nel 1862 fu promosso colonnello assumendo il comando del 1º Reggimento d'artiglieria, passando l'anno successivo al comando del 6°. Nel 1866, allo scoppio della terza guerra d'indipendenza, assunse il comando dell'artiglieria del I Corpo d'armata del generale Giacomo Durando. Nel corso della battaglia di Custoza del 24 giugno coprì con i suoi pezzi d'artiglieria la ritirata delle truppe su Valeggio ritardando l'avanzata del nemico fino a quando un ordine perentorio del generale Giuseppe Sirtori gli impose di ritirarsi sulla riva destra del fiume Mincio. Nominato Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia il 6 dicembre 1866, nel 1868 fu nominato maggiore generale assumendo il comando dell'artiglieria di Milano, passando poi a quella di Napoli e infine di Torino. Tenente generale nel 1877 assunse il comando della Divisione territoriale di Verona.

Con la crisi ministeriale[3] conseguente al Congresso di Berlino il Presidente del Consiglio dei Ministri Benedetto Cairoli[4] lo chiamò a sostituire il generale Giovanni Bruzzo[5] nella carica di Ministro della guerra[6] nel suo primo governo.[5] Mantenne tale incarico anche nei successivi governi Cairoli II e Cairoli III, ricoprendo ad interim anche quello di Ministro della Marina nel Cairoli II.

Nominato Senatore[7] del Regno d'Italia il 20 novembre 1879,[5] lasciò il dicastero della guerra il 13 luglio 1880, quando ritornò a ricoprire l'incarico di comandante della divisione territoriale di Verona. Tra il 1885 e il 1889 ricoprì l'incarico di comandante dell'XI Corpo d'armata di Bari, venendo posto in posizione ausiliaria nel novembre 1889.

Divenuto membro supplente del Consiglio[8] (19 marzo 1874-11 luglio 1877) e poi Presidente dell'Ordine militare di Savoia, si spense ad Orvieto il 1º ottobre 1904, venendo in seguito seppellito nell'area monumentale del cimitero di Anagni, città d'origine del genero, tenente colonnello Enrico Sibilia.

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ scheda Senato, su notes9.senato.it. URL consultato il 27 gennaio 2016.
  2. ^ Insigne zoologo e studioso di scienze naturali, grazie a Giorgio Curier ricevette la cattedra di zoologia all'Accademia delle Scienze di Torino.
  3. ^ A causa del fallimento della politica italiana al Congresso di Berlino presentarono le dimissioni il Ministro degli Esteri Luigi Corti e il Ministro della Guerra Giovanni Bruzzo.
  4. ^ La civiltà cattolica Vol.VIII 1879, p. 613.
  5. ^ a b c La civiltà cattolica Vol.VIII 1880, p. 613.
  6. ^ Mentre ricopriva l'incarico di ministro si adoperò per l'adozione da parte del Regio Esercito del fucile a retrocarica rigato Vetterli Mod. 1870 cal. 10,35 mm, della realizzazione di fortificazioni campali, e della realizzazione e del successivo potenziamento della fabbrica d'armi di Terni.
  7. ^ Ricevette la nomina il 20 novembre 1878, su proposta del senatore Luigi Agostino Casati, che fu convalidata il 2 dicembre 1878. Prestò giuramento quello stesso giorno.
  8. ^ Gli Ordini Militare e Civile di Savoia 1968, p. 25.

BibliografiaModifica

  • Gli Ordini Militare e Civile di Savoia, Milano, Rizzoli Editore, 1968.
  • La civiltà cattolica Vol.VIII, Firenze, Luigi Manuelli Libraio, 1878.
  • La civiltà cattolica Vol.X, Firenze, Luigi Manuelli Libraio, 1879.
  • Piero Pieri, Storia militare del Risorgimento, Torino, Einaudi, 1962, ISBN non esistente.

PeriodiciModifica

  • H. Nelson Gay, Difficoltà, glorie ed errori della campagna del 1848, in Nuova Antologia di Lettere, Scienze e Arti (Roma, Direzione della Nuova Antologia), CLXXIX, settembre-ottobre 1915.

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