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Chiesa di Santa Giusta

edificio religioso dell'Aquila
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Chiesa di Santa Giusta
Chiesa di Santa Giusta (L'Aquila).jpg
La facciata della chiesa
StatoItalia Italia
RegioneAbruzzo Abruzzo
LocalitàL'Aquila
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
ArcidiocesiAquila
Stile architettonicoromanico
Inizio costruzioneXIII secolo
CompletamentoXVIII secolo

Coordinate: 42°20′49.7″N 13°23′57.4″E / 42.347139°N 13.399278°E42.347139; 13.399278

La chiesa di Santa Giusta è un edificio religioso dell'Aquila.

Come la quasi totalità delle chiese aquilane deve la sua realizzazione agli abitanti di uno dei castelli vicini, in questo caso Bazzano[1], che contribuirono così alla fondazione della città nel XIII secolo. Per la sua importanza è stata elevata a chiesa capoquarto[2] del rione storico in cui è situata e nel 1902 è stata dichiarata monumento nazionale.[3] È rimasta gravemente danneggiata dal forte terremoto del 2009 ed è attualmente inagibile. Dal 1º febbraio 2015 sono iniziati i lavori di restauro della chiesa.

Indice

StoriaModifica

La chiesa è una delle più antiche della città; la sua presenza viene attestata già nel 1254, all'epoca della prima fondazione dell'Aquila, per cui l'edificio è da ritenersi addirittura antecedente alla cattedrale[4]. In realtà le sue origini sono ancora più antiche, come testimoniato dalla parete muraria parallela alla via del Grifo e certamente preesistente al resto dell'edificio[4], tanto che si può presumere l'esistenza di una precedente chiesa sul luogo dell'attuale, probabilmente dedicata a san Giorgio ed edificata dai castellani di Goriano Valli[5], da cui derivererebbe il nome del rione storico in cui è situata[6]. Quel che è certo è che nel 1272 la chiesa venne elevata a capoquarto nell'ambito della nuova suddivisione promossa dall'allora Capitano di Città Lucchesino da Firenze, ponendosi, da lì in avanti, come uno dei principali poli di riferimento della città.

 
La chiesa in un'incisione di fine Ottocento.

L'impianto originario, a tre navate[7] con transetto sporgente e sopraelevato, tipica delle costruzioni due-trecentesche aquilane, è ancora leggibile perché la struttura della chiesa non è stata alterata nel corso dei secoli da pesanti lavori di ristrutturazione, al contrario della gran parte degli altri edifici cittadini[8]. Le distruzioni causate dal terremoto del 1315 si limitarono alla parte presbiteriale cosicché, agli anni immediatamente successivi, si può ricondurre la realizzazione dell'abside, dell'altare maggiore e del transetto, questi ultimi finanziati da un mecenate, Paolo di Bazzano[9]. La chiesa venne nuovamente colpita dal terremoto del 1349 che danneggiò la facciata in costruzione patrocinata da un altro mecenate, Bonomo di Nicola di Coppito[9], e venne definitivamente portata a compimento, con facciata romanica e torre campanaria, agli inizi del Quattrocento.

Nel XV secolo vennero condotti lavori riguardanti soprattutto gli apparati decorativi e le cappelle interne ed, a questo periodo, si fa risalire anche la costruzione del coro in legno posto nell'abside. Il terremoto del 1461 danneggiò nuovamente l'edificio che tuttavia rimase «solidamente in piedi nelle sue mura esterne»[10]. La chiesa però subì successivamente una progressiva perdita d'importanza fino a risultare, alla fine del Cinquecento, in stato di abbandono[11]; così, nella prima metà del XVII secolo, sotto l'operato del procuratore Scipione Gentile, si diede avvio ad una cospicua opera di recupero e restauro dell'edificio che portò anche alla realizzazione del soffitto a cassettoni (1617) oltre che della cappella Alferi e della cappella Mariani ed il rifacimento della cappella Agnifili[12], risultando l'intervento capofila del barocco aquilano e uno dei primi esempi di recezione del nuovo stile in Italia[13].

Il terremoto del 1703 provocò importanti lesioni ma non distrusse l'impianto dell'edificio che, dopo il 1730 venne rimesso a nuovo con il rifacimento della copertura sul transetto, il reinnesto di una navata laterale e l'occultamento del rosone, sostituito da quattro finestre quadrangolari poste lateralmente[14].

Nel 2009, colpita nuovamente dal terremoto, ha fatto registrare crolli nella parte presbiteriale e lesioni gravi sulle pareti dell'abside e delle navate laterali[8] e non è attualmente agibile; le operazioni di restauro del monumento hanno un costo totale stimato di 5.800.000 euro ed un tempo di lavoro di 4 anni[15]. Durante i lavori di messa in sicurezza sono stati rinvenuti importanti affreschi ed i resti del rosone della facciata originaria[16].

DescrizioneModifica

 
Facciata della chiesa di Santa Giusta.

La chiesa è situata in pieno centro storico, nel cuore del quarto di San Giorgio, a poca distanza dalla Piazza del Duomo ed a capo dell'omonima piazza. Situata in uno dei punti più importanti e trafficati dell'Aquila tra il XIII ed il XV secolo, è stata nel tempo circondata da numerose emergenze architettoniche come il Palazzo Dragonetti, il Palazzo Alfieri e, infine, il Palazzo Centi, culmine dell'architettura civile aquilana e massima espressione del barocco cittadino.

La facciataModifica

La facciata, eretta dopo il terremoto del 1349, è rivestita in pietra bianca e si presenta divisa orizzontalmente con cornice marcapiano, incanalata tra lesene e tripartita verticalmente da paraste. La banda verticale di destra si presenta abbellita, alla base, da un fontanile coevo alla facciata stessa; la fonte è costituita da una vasca rettangolare in pietra, inquadrata tra otto colonnine ed impreziosita dallo stemma del castello di Bazzano, sormontata da un parapetto con due fontanelle circolari dalle quali sgorga l'acqua[17].

Il portale presenta in lunetta un affresco di Giovanni Antonio da Lucoli raffigurante la Madonna con bambino ed i Santi Giovanni Battista e Giusta[18]. Il coronamento della facciata è costituito da una sequenza di archetti romanico-gotici, mentre al centro della parte superiore si staglia un rosone, tra i più grandi e belli dell'Aquila. In esso sono visibili dodici figure umane, ciascuna delle quali mantiene una posizione differente delle mani cui è stato attribuito un preciso significato mitologico[19]. Un secondo rosone è visibile nella parete laterale.

L'internoModifica

L'impianto, pur modificato nel Seicento, è ancora oggi leggibile nella sua struttura a tre navate separate da due file di sei arcate (con colonne a base ottagonale, simili a quelle della basilica di Santa Maria di Collemaggio) che si concludono in un transetto sporgente e tre absidi in corrispondenza delle navate.

Nelle operazioni di recupero durante il periodo barocco le navate laterali sono state trasformate in cappelle, cinque per lato, ciascuna delle quali abbellita da un altare: la prima cappella a destra presenta in altare il Martirio di santo Stefano (XVII secolo), la quarta a destra il Mausoleo Alfieri, la quarta a sinistra un affresco raffigurante la Madonna con bambino (XVII secolo) e la quinta a sinistra la Natività di Gesù attribuita a Giulio Cesare Bedeschini. Nel transetto sono visibili, a sinistra, resti di affreschi Quattro-Cinquecenteschi ed a destra il Mausoleo de Torres, dal nome della famiglia spagnola imparentata con quella aquilana dei Dragonetti, con il Martirio di san Giacomo (XVII secolo)[18].

L'altare maggiore si presenta invece come un arco trionfale con tabernacolo e ornamenti lignei raffiguranti il Redentore, la Annunciazione e le Sante Giusta e Orsola; sotto di esso sono le reliquie di Santa Giusta e parte di quelle di San Giustino, ivi trasportate da Bazzano nel 1626[18]. Il coro gotico, anch'esso ligneo, presenta invece le figure di tre dei quattro patroni dell'Aquila[20], san Celestino, san Giorgio e san Massimo d'Aveia, con la santa Giusta[18].

NoteModifica

  1. ^ Bazzano è oggi una delle frazioni della città
  2. ^ Le altre sono le chiese di San Pietro a Coppito, San Marciano a Roio e Santa Maria a Paganica
  3. ^ Elenco degli edifizi Monumentali in Italia, Roma, Ministero della Pubblica Istruzione, 1902. URL consultato il 27 maggio 2016.
  4. ^ a b Orlando Antonini, pag.62
  5. ^ Goriano Valli è oggi un piccolo centro della valle Subequana, in provincia dell'Aquila
  6. ^ Orlando Antonini, pag.63
  7. ^ Oggi è a navata unica con cappelle laterali, in seguito alle modifiche apportate nel XVII secolo
  8. ^ a b Arcidiocesi dell'Aquila, Santa Giusta intus, su culturaebeni.it. URL consultato il 2 febbraio 2011.
  9. ^ a b Orlando Antonini, pag.73
  10. ^ Orlando Antonini, pag.77
  11. ^ Orlando Antonini, pag.78
  12. ^ Orlando Antonini, pag.79
  13. ^ La nascita del barocco a Roma, ad esempio, viene solitamente riferita al 1630
  14. ^ Orlando Antonini, pag.83
  15. ^ Scheda di valutazione del danno sismico (PDF), su terremotoabruzzo09.itc.cnr.it. URL consultato il 30 ottobre 2010.
  16. ^ Abruzzo Web, Affreschi inediti alla chiesa di Santa Giusta, su abruzzoweb.it. URL consultato il 2 febbraio 2011.
  17. ^ Abruzzo Cultura, Fontana di piazza Santa Giusta, su cultura.regione.abruzzo.it. URL consultato il 2 febbraio 2011.
  18. ^ a b c d Touring Club Italiano, pag.115
  19. ^ L'Aquila Nuova, I segreti di Santa Giusta, su laquilanuova.org. URL consultato il 2 febbraio 2011.
  20. ^ L'Aquila ospiterà il sarcofago di san Bernardino, che ne divenne il quarto patrono, solo nel XV secolo

BibliografiaModifica

  • Orlando Antonini, Architettura religiosa aquilana, Todi (Pg), Tau Editrice, 2010;
  • Bernardino Del Coco, Santa Giusta, Roma, Società Grafica Romana, 1955;
  • Filippo Murri, Chiesa di Santa Giusta di L'Aquila, L'Aquila, Japadre, 1986;
  • Touring Club Italiano, L'Italia - Abruzzo e Molise, Milano, Touring Editore, 2005;

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