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Claudio Pieri
Claudio Pieri.jpg
Informazioni personali
Arbitro di Football pictogram.svg Calcio
Sezione Genova
Attività nazionale
Anni Campionato Ruolo
1975-1987 Serie A Arbitro
Attività internazionale
1983-1987 UEFA e FIFA Arbitro
Premi
Anno Premio
1975 Premio Florindo Longagnani

Claudio Pieri (Pescia, 21 ottobre 1940Sestri Levante, 13 luglio 2018[1]) è stato un arbitro di calcio italiano.

Indice

BiografiaModifica

Viveva con la compagna Liliana e la figlia Valentina, suo figlio Tiziano ha fatto parte della lista degli arbitri internazionali FIFA.

CarrieraModifica

Appartenente alla sezione AIA di Genova, approda in serie A nel 1975 dirigendo Inter-Roma del 18 maggio 1975[2], terminata 0-2 per i romani[3], riuscendo ben presto ad imporsi come grande direttore di gara e come apprezzato dirigente arbitrale, scopritore e istruttore di talentuose "giacchette nere" del futuro.

Negli ultimi anni ha fatto parte della sezione AIA di Chiavari.

La sua attività sui campi si è conclusa nel 1987 con la dismissione per motivi disciplinari. Vanta nel suo palmarès: la direzione nella finale di andata della Coppa Italia 1981 Roma-Torino; la designazione per alcune "classiche" del campionato italiano come due Juventus-Inter, un derby di Milano, tre Juventus-Milan, una Juventus-Roma, due Inter-Roma, due Milan-Roma, un derby della Mole e la sfida-scudetto della stagione 1986-1987 tra Juventus e Napoli.

Nominato arbitro internazionale nel 1983, si aggiudica il prestigioso Premio Giovanni Mauro nello stesso anno. Nel 1985 diresse due partite della prima edizione dei Mondiali Under 16 FIFA, in Cina: Argentina-Germania Ovest 1-1, e il quarto di finale Australia-Guinea, vinto dagli africani ai calci di rigore.

Conclusa la carriera nel 1987 con un bilancio di 137 presenze in Serie A, si mette subito a disposizione dell'AIA come dirigente, e per quasi dieci anni (dal 1990 al 1999) ricoprirà il vertice del C.R.A. Liguria, contribuendo alla formazione di nuove leve come il figlio Tiziano Pieri, Andrea De Marco e Mauro Bergonzi. Dal 1999 al 2001 è inquadrato come vicecommissario della C.A.N. D.

Nel 2001 diventa designatore degli arbitri di serie D, fino al 2005 quando viene promosso a capo della C.A.N. C. Nel 2006, però, dopo solo una stagione di lavoro, il nuovo Commissario Straordinario dell'AIA Luigi Agnolin decide di rimuoverlo dall'incarico, sostituendolo con Robert Boggi.

Per la stagione 2009-2010 viene coinvolto per la Liguria nell'ambito del progetto "Talent e Mentor", finalizzato alla formazione accurata di giovani leve arbitrali.[4]

Episodi controversiModifica

Oltre ai prestigiosi riconoscimenti, la carriera arbitrale di Claudio Pieri è anche legata ad alcuni episodi controversi: nel 1979, dopo la partita di Serie A Roma-Ascoli, viene sospeso per qualche settimana dai propri superiori poiché sorpreso a cenare in un ristorante con l'allora dirigente romanista Luciano Moggi, violando il codice deontologico della categoria; il 16 maggio 1982 avrebbe favorito la Juventus, che conquista il suo 20º scudetto, non concedendo un rigore al Catanzaro per una gomitata di Brio a Borghi, mentre il suo collega Mattei annulla in Cagliari-Fiorentina un gol di Graziani apparso regolare; nel 1987 viene squalificato dalla Commissione Disciplinare AIA per aver ricevuto assegni provenienti dalla dirigenza del Palermo, in realtà come finanziamento alla sua campagna elettorale con la DC, ma non segnalati per tempo ai propri organi tecnici.[5]

NoteModifica

  1. ^ Muore a Sestri l’ex arbitro di Serie A Claudio Pieri, in ilnuovolevante.it, 13 luglio 2018. URL consultato il 17 agosto 2018.
  2. ^ Secolo XIX del 17 maggio 1975-
  3. ^ Italy 1974-1975, Rsssf.com.
  4. ^ Italiana Arbitri, Settore Tecnico, parte il progetto "Talent e Mentor", aia.figc.it.
  5. ^ E oggi l'AIA squalifica l'arbitro Pieri, La Repubblica, 19 luglio 1987.

BibliografiaModifica