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Luigi Agnolin

moviolista televisivo, dirigente sportivo ed ex arbitro italiano
Luigi Agnolin
Luigi Agnolin.jpg
Informazioni personali
Arbitro di Football pictogram.svg Calcio
Sezione Bassano del Grappa
Attività nazionale
Anni Campionato Ruolo
1973-1990 Serie A Arbitro
Attività internazionale
1978-1990 UEFA e FIFA Arbitro

Luigi Agnolin (Bassano del Grappa, 21 marzo 1943Bassano del Grappa, 29 settembre 2018[1]) è stato un arbitro di calcio, dirigente sportivo e moviolista televisivo italiano nonché commissario straordinario dell'AIA.

Indice

CarrieraModifica

ArbitroModifica

Figlio dell'ex arbitro internazionale Guido Agnolin e associato all'AIA fino al 1992, è stato considerato uno degli arbitri migliori del mondo a cavallo tra gli anni settanta e ottanta.[2] Esordì in una gara di allievi nel 1961. Nel corso della sua carriera ha diretto 226 gare in Serie A, in cui esordì il 18 marzo 1973 in Fiorentina-Cagliari (3-0), mentre in Serie B il suo esordio era stato in Como-Monza nel 1968. Viene designato per dirigere la finale della 31ª edizione della Viareggio Cup World Football Tournament Coppa Carnevale, nell'occasione disputatasi tra Fiorentina e Perugia.

 
Agnolin fischia una punizione in Perugia-Milan dell'8 aprile 1979.

Nominato arbitro internazionale nel 1978, rappresentò la FIGC al Campionato mondiale di calcio 1986, dove diresse URSS-Ungheria (6-0), l'ottavo di finale Argentina-Uruguay (1-0) e la semifinale di Guadalajara tra Germania Ovest-Francia (2-0). Rappresentò la FIGC anche ad Italia '90, insieme a Tullio Lanese, entrando in polemica con il segretario della FIFA Joseph Blatter, che lo aveva mandato a casa dopo aver diretto una sola partita, Jugoslavia-Colombia, durante la fase a gruppi.

In carriera diresse anche la finale di Coppa delle Coppe 1986-1987 del 13 maggio 1987 ad Atene tra Ajax e Lokomotive Lipsia (1-0 in virtù della rete di Marco van Basten) e, coadiuvato dai guardalinee Tullio Lanese e Sergio Coppetelli, la finale di Coppa dei Campioni 1987-1988 PSV-Benfica: 0-0 dopo 120 minuti e vittoria degli olandesi allenati da Guus Hiddink per 6-5 ai calci di rigore. Vanta anche la finale di ritorno di Supercoppa Europea nel 1986 tra Dinamo Kiev e Steaua Bucarest ed una semifinale di Coppa UEFA 1981-1982 tra Radnički e Amburgo (2-1).[3]

Ha diretto inoltre le finali di Coppa Italia delle edizioni 1984-1985 e 1987-1988, mentre nel 1980 è stato insignito del prestigioso Premio Giovanni Mauro. Tra le innumerevoli "classiche" del campionato italiano figurano: quattro Juventus-Inter, cinque Derby di Milano, cinque Derby di Roma, quattro Milan-Juventus, cinque Juventus-Roma, cinque Inter-Roma, cinque Milan-Roma, sette Derby di Torino, quattro Derby della Lanterna e la sfida-scudetto della Serie A 1989-1990 tra Milan e Napoli.

È noto anche perché il 26 ottobre 1980, durante un derby della Mole (finito 1-2 per i granata), Agnolin disse a Bettega, che stava protestando, «bisognerebbe farvi un culo così quando protestate in questo modo!» (secondo altre fonti «bisogneria farve un sesto tanto.....!»);[4] a seguito delle polemiche nate sui quotidiani sportivi, Agnolin assunse la nomea di "arbitro anti-Juve", e venne sospeso per quattro mesi.[5] Nel 1983 decise di farsi crescere la barba, e per questo motivo venne pubblicamente redarguito dal designatore della C.A.N. di allora, Alessandro D'Agostini, che lo invitò a radersi: ciò nonostante Agnolin, mantenne per un certo periodo il nuovo look.[6] Chiuse la carriera alla fine della stagione 1989-90; l'ultima gara diretta fu Udinese-Inter, giocata il 29 aprile 1990 e vinta dai friulani per 4-3.

DesignatoreModifica

Tra il 1990 e il 1992 ha ricoperto la carica di designatore arbitrale in Serie C, prima di uscire dall'AIA a causa dei contrasti con l'allora presidente federale Antonio Matarrese.[7]

Nel 2006 è stato nominato commissario straordinario dell'AIA durante lo scandalo del calcio italiano del 2006, sostituendo Tullio Lanese, coinvolto nell'inchiesta. La sua gestione però, non fu particolarmente apprezzata, soprattutto dalle sezioni; a seguito delle elezioni il nuovo presidente fu, poi, Cesare Gussoni.

DirigenteModifica

Dopo le dimissioni dall'AIA ha ricoperto il ruolo di direttore generale nella Roma, poi è stato amministratore delegato del Venezia e successivamente dell'Hellas Verona. Fino alle dimissioni del 28 agosto 2007, è inoltre stato presidente del settore giovanile e scolastico della FIGC. Nel 2006, a seguito delle vicende di "calciopoli" fu nominato, dal Commissario straordinario della F.I.G.C. Guido Rossi, Commissario dell'A.I.A. (Associazione Italiana Arbitri). Nel 2011 ha assunto l'incarico di direttore generale del Perugia,[8] ruolo ricoperto sino al giugno del 2013.[9] Il 6 agosto 2014 viene nominato direttore generale del Siena, club ripartito dalla Serie D dopo il fallimento del giugno precedente, per via della mancata iscrizione in B e il successivo passaggio di proprietà al nuovo presidente dei toscani, Antonio Ponte.[10]

Esperienza politicaModifica

Nel 1996 si è candidato, sostenuto dal centro-destra, come senatore nel collegio di Bassano del Grappa. Raccolse il 26,1% delle preferenze, non venendo eletto.

Riconoscimenti e SolidarietàModifica

È stato inserito nella Hall of Fame del calcio italiano nel 2012, nella categoria Arbitro italiano, insieme al collega Paolo Casarin.

Dal 1986 e fino agli ultimi giorni, si spese, in un grande atto d’amore e di solidarietà, per la “Comunità Villa S. Francesco” di Facen di Pedavena diretta da Aldo Bertelle, che ospita giovani con disagi familiari. Agnolin, avviò un cammino umano, sportivo, sociale, culturale, volontario con gli “ultimi”, sia nel gioco con la Stella Azzurra squadra di calcio multietnica della Comunità aperta a tutti i ragazzi e i giovani del territorio, sia nelle visionature arbitrali, nella convegnistica, nella progettazione, nel vivere direttamente, nell’accogliere sul palmo della mano destra qualche lacrima. Venne il 1990 e lasciò l’arbitraggio. Lanciò il fischietto alle spalle e mai più lo mise in bocca, il fischietto, che con lui era il canto, l’orchestra, la sinfonia. Mise in palio la divisa arbitrale della Fifa in una lotteria della sezione. Con robusti convincimenti disse a Lucio Polacco ed Attilio Alban, presidenti allora delle sezioni AIA di Conegliano e Bassano del Grappa, di far convergere nel lembo di terra feltrina a lui caro, le loro sezioni arbitrali, con un contratto educativo provvisto di un solo articolo: i ragazzi della Comunità in giacca e cravatta, le sezioni arbitrali a ragionare su come pensare, progettare, amare, servire, costruire case arbitrali di vetro nel cuore delle loro città di uomini perbene. Molti arbitri italiani nel 1990 accolsero con grande entusiasmo, nelle aule di Coverciano, la sua iniziativa per gli aiuti a favore della “Comunità Villa San Francesco”.

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN90382040 · SBN IT\ICCU\UBOV\199200 · GND (DE1168157609