Club Football

videogioco

Club Football è una serie di videogiochi di calcio prodotta da Codemasters dal 2003 al 2004.[1][2] La serie è composta da Club Football 2004 e Club Football 2005, ciascuno pubblicato in numerose varianti dedicate ciascuna a una diversa squadra.

ContenutiModifica

Il videogioco, realizzato per PlayStation 2 e Xbox (la prima versione venne prodotta anche per GameCube), aveva la particolarità di essere dedicato a singole squadre del panorama calcistico europeo.[1] Ogni titolo riproduceva - con licenza ufficiale - lo stadio, le divise e la rosa del club cui era rivolto.[1] Il giocatore può inoltre creare un calciatore personalizzato, scendendo in campo al fianco degli atleti reali.[1]

Le varie modalità di gioco permettono di partecipare a un campionato (basato sulle reali leghe oppure gestito dal giocatore) e alla coppa, di rigiocare partite storiche del club (in cui l'obiettivo è raggiungere il pareggio o la vittoria) e di visionare l'album (contenente la storia della società, il tour dello stadio, i profili dei calciatori e una galleria di foto).[1]

SquadreModifica

Le squadre interessate sono le seguenti:

Pubblicazione e successo commercialeModifica

Malgrado fosse stato definito «un acquisto obbligato per i veri tifosi» dalla rivista Xbox World[1], il gioco ebbe scarso successo commerciale a causa della concorrenza di FIFA e Pro Evolution Soccer.[5] Proprio in ragione dell'esiguo numero di copie vendute, Codemasters annunciò a fine 2004 di aver concluso la serie.[1]

Colonna sonoraModifica

La colonna sonora del videogioco comprende il brano Take Me Out dei Franz Ferdinand.

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g Alessandro Martini, Codemasters annuncia 15 giochi di calcio, su videogame.it, 8 marzo 2002.
  2. ^ Giuseppe Genga, Codemasters annuncia Club Football 2005, su mondoxbox.com, 5 maggio 2004.
  3. ^ a b c d e Soltanto per la stagione 2004-05 (secondo titolo).
  4. ^ Soltanto per la stagione 2003-04 (primo titolo).
  5. ^ Codemasters annuncia la fine di Club Football, su multiplayer.it, 9 dicembre 2004.

Voci correlateModifica

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