Olympique de Marseille

società calcistica francese
Olympique de Marseille
Calcio Football pictogram.svg
Olympique Marseille.png
l’OM, les Olympiens, Les Phocéens (I Focesi)
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
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Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
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Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
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Maglietta
Maglietta
Manica destra
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Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px flag Blue White HEX-37B0E8 HEX-FFFFFF.svg Bianco · celeste
Dati societari
Città Marsiglia
Nazione Francia Francia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of France.svg FFF
Campionato Ligue 1
Fondazione 1899
Proprietario Stati Uniti Frank McCourt
Presidente Francia Jacques-Henri Eyraud
Allenatore Francia Rudi Garcia
Stadio Stadio Vélodrome
(67 000 posti)
Sito web www.om.net
Palmarès
Campionato franceseCampionato franceseCampionato franceseCampionato franceseCampionato franceseCampionato franceseCampionato franceseCampionato franceseCampionato francese Coppa dei Campioni Coppa Intertoto
Titoli di Francia 9
Trofei nazionali 10 Coppe di Francia
3 Supercoppe di Francia
3 Coppa di Lega francese
Trofei internazionali 1 Coppe dei Campioni/Champions League
1 Coppe Intertoto
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

L'Olympique de Marseille, noto in lingua italiana come Olympique Marsiglia e spesso abbreviato in OM, è una società calcistica francese con sede nella città di Marsiglia. Fu fondata a Marsiglia, nel 1899 da un assicuratore francese, René Dufaure de Montmirail.

La squadra di calcio milita nella Ligue 1, la prima divisione del calcio francese sin dalla fondazione del torneo e gioca le partite casalinghe nello stadio Vélodrome. Oltre ad essere una delle formazioni più titolate di Francia, potendo vantare, tra l'altro, 10 titoli di campione di Francia (9 Ligue 1), 10 Coppe di Francia, 3 Coppe di Lega, è l'unico club francese a essersi laureato campione d'Europa, avendo vinto la Coppa dei Campioni nel 1993, ed è stata la prima a vincere la coppa dei campioni nell'anno in cui cambiò denominazione in Champions League (1992-93); inoltre, assieme al Paris Saint-Germain, è l'unico club francese ad aver vinto una delle tre principali competizioni calcistiche europee, e sempre col Paris Saint-Germain danno vita alla sfida più accesa del calcio francese denominato "Le Classique".

Indice

StoriaModifica

Origini del club (1899-1914)Modifica

 
René Dufaure de Montmirail, fondatore dell'Olympique de Marseille

Fondato nel 1899 da René Dufaure de Montmirail[1], l'Olympique de Marseille è il risultato della fusione tra il Football Club de Marseille, fondato dallo stesso Dufaure nel 1897 e da cui viene ereditato il motto Droit au but, e il club di scherma L'Épée[2]. Lo statuto del club viene ratificato dall'assemblea generale straordinaria convocata nell'agosto 1899 e riconosciuto ufficialmente con decreto prefettizio del 12 dicembre 1900[1]. Ciononostante secondo André Gascard, giocatore, allenatore, e archivista dell'OM, la polisportiva Olympique de Marseille sarebbe stata fondata nel 1892[3], come riporta l'intestazione dei documenti di fondazione[1].

Agli esordi la principale sezione del club è la squadra di rugby, che può vantare giocatori del calibro di Harry Baur, Camille Montade e Fernand Bouisson. Riconosciuto dall'Union des sociétés françaises de sports athlétiques (USFSA) nel 1894, il calcio è effettivamente praticato solo dal 1902[3]. Tra tutti i sodalizi sportivi della città di Marsiglia l'OM diviene rapidamente il club più importante grazie alla sua organizzazione e alla sua disponibilità economica, relegando lo Sporting Club de Marseille o l'Union sportive phocéenne ad un ruolo di secondo piano. Si trasferisce ben presto allo Stade de l'Huveaune[4].

Nel 1903 l'OM vince per la prima volta il campionato costiero (competizione riservata ai club di Marsiglia e della sua conurbazione) e partecipa per la prima volta al campionato di calcio francese USFSA[5], dove è eliminato al turno preliminare sul tappeto verde[6]. Il club è eliminato in semifinale nel 1904, nel 1907 e nel 1908[7], ma domina incontrastato a livello regionale, vincendo sei campionati costieri di fila, dal 1903 al 1908. Sarà il club rivale, lo Stade helvétique de Marseille, a porre fine a questo dominio e a vincere tre titolo di campionato francese USFSA[7].

Con lo scoppio della prima guerra mondiale tutte le attività del club sono sospese. Malgrado questi avvenimenti, nasce una nuova competizione, la Coppa di Francia, di cui l'OM diventa subito una delle protagoniste. Il primo match vede i marsigliesi battere l'Herculis de Monaco con il punteggio di 7-0[8]. Dopo la grande guerra l'OM esce sconfitto dalla finale dell'ultimo campionato francese USFSA, nel 1919 contro il Le Havre (4-1)[7].

Prime vittorie nazionali (1920-1932)Modifica

È a partire dagli anni '20 che l'Olympique de Marseille acquista prestigio sul piano nazionale. Nel 1921 la presidenza passa a Marino Dallaporta, che rinforza la squadra con nuovi acquisti[4], imitando la politica del Sète, grande rivale del Marsiglia. Da Parigi arrivano, per la stagione 1923-1924, Édouard Crut, nazionale militare, e Jean Boyer, tra i protagonisti della storica vittoria ottenuta dalla Francia contro l'Inghilterra nel maggio 1921 e autore di uno dei due gol francesi[9].

L'OM vince tre Coppe di Francia, nel 1924, 1926 e 1927[10], diventando il primo club della propria provincia ad aggiudicarsi il trofeo e il primo club a ricevere la coppa dalle mani del presidente della repubblica[11]. Il Marsiglia diviene la più forte squadra della sua regione conquistando due titoli di campione del sud-est e prosegue la propria ascesa aggiudicandosi il campionato amatoriale francese nel 1929 battendo il Club français[12].

Agli inizi degli anni '30 l'OM si impone ancora nel campionato del sud-est. Tutti questi successi consentono al club di aderire al gruppo di club professionistici e di far parte del campionato professionistico francese, creato nel 1932. Questa adesione, con cui l'OM diviene un club professionistico, comporta un cambiamento di tutta l'organizzazione, con la nomina di un presidente, un segretario e un tesoriere[13].

Ingresso nell'epoca professionistica (1932-1940)Modifica

 
Finale della Coppa di Francia 1934 tra Sète e OM
 
L'Olympique de Marseille nel 1935
 
Larbi Benbarek, soprannominato "la perla nera

Questo campionato nazionale è diviso in due gironi. L'OM si piazza secondo nel proprio raggruppamento[14] dietro ai futuri campioni di Francia dell'Olympique lillois, pur avendoli battuti per 7-0 nel match di apertura[15].

La stagione 1933-1934 è deludente per il Marsiglia, beffato dal FC Sète contro tutti i pronostici. Il quotidiano L'Auto, dopo la vittoria per 7-3 contro lo Sporting Club nîmois[16], scrive che "l'Olympique de Marseille è praticamente campione di Francia". Il Sète, in effetti, ha un solo punto di vantaggio sui marsigliesi, che hanno però tre altre partite da disputare, mentre il Sète ha già terminato i suoi impegni. Inoltre la differenza reti è a favore del Marsiglia, cui quindi basterebbe anche un pareggio a reti bianche in tre partite per vincere il titolo. Invece accade l'incredibile: il Marsiglia perde tutte e tre le partite e il titolo va ai rivali[17]. I setesi apprendono la notizia in Africa, durante una tournée, dopo la vittoria contro i marsigliesi nella finale della Coppa di Francia[18].

L'OM conquista il suo primo campionato francese nel 1936-1937, grazie ad una migliore differenza reti rispetto al Sochaux (+30 contro +14), giunto a pari punti con i marsigliesi[14]. Il 13 giugno 1937 l'OM si trasferisce allo Stade Vélodrome, impianto da 35.000 posti in cui esordisce contro il Torino vincendo per 2-1[19]. Nel frattempo l'OM conferma la propria reputazione di "club di coppa" vincendo nuovamente la Coppa di Francia nel 1935, diventando il club più titolato nella competizione insieme alla Red Star[20], e nel 1938[20]. Prima della stagione seguente si registrano la partenza del portiere Di Lorto, accasatosi al Sochaux, e gli arrivi del giovane attaccante Mario Zatelli, del brasiliano Jaguare de Besveconne Vasconcellos e del marocchino Larbi Benbarek, soprannominato "la perla nera"[21]. Nel 1937-1938 e nel 1938-1939 arrivano due secondi posti in campionato.

Successi in periodo bellico e immediato dopoguerra (1940-1949)Modifica

Con lo scoppio della seconda guerra mondiale lo Stade Vélodrome è riservato alle forze armate[22], ma l'attività calcistica non si ferma. Tornato allo Stade de l'Huveaune, il Marsiglia termina terzo il campionato sud-orientale del 1939-1940 e, nella stessa stagione, perde la finale di Coppa di Francia contro l'RC Parigi[20]. In campionato scende in campo per una volta anche Ahmed Ben Bella, futuro presidente dell'Algeria[23]. Nel 1940-1941 il Marsiglia vince il campionato della zona libera, titolo non ufficiale. Nel 1942-1943 l'attacco dell'OM si dimostra molto prolifico: i gol segnati in campionato sono 100[14], di cui 20 solo nella partita contro l'Avignone (20-2 il risultato finale del match), in cui Emmanuel Aznar segna 9 reti[24]. Nello stesso anno il club si aggiudica la sesta Coppa di Francia[25] contro il Bordeaux (4-0), grazie ad una nuova generazione di calciatori quali Roger Scotti e Georges Dard. La stagione 1943-1944 vede scendere in campo squadre federali formate dal regime di Vichy, che rimpiazzano i club nel campionato francese. Molti giocatori dell'Olympique passano nell'Équipe fédérale Marseille-Provence. Con la Liberazione della Francia questa squadra è sciolta. Nel 1945 l'OM disputa la Coppa della Liberazione (poi rinominata Coppa della Vittoria) e perde in finale allo Stade de l'Huveaune contro il Metz[26].

Dopo un nono posto e un sesto posto, l'OM si laurea nuovamente campione di Francia nel 1947-1948, undici anni dopo il suo ultimo titolo, grazie ad un pareggio ottenuto negli ultimi istanti della partita contro il Sochaux e due successi contro il CO Roubaix-Tourcoing (6-0) e il Metz (6-3)[27]. I focesi raggiungono il terzo posto l'anno successivo. Nel 1949 il presidente Louis-Bernard Dancausse fonda un secondo club professionistico, il Groupe Sporting Club Marseillais, soprannominato Marseille II. In breve il nuovo club diventa la squadra riserve dell'OM e sparirà già nel 1951[28].

Crisi e retrocessioni in Division 2 (1950-1963)Modifica

Nel 1951-1952 l'OM, pur avendo sette punti di vantaggio sulla penultima in classifica, è costretta allo spareggio-salvezza. Scampa la retrocessione in Division 2 grazie al suo bomber svedese Gunnar Andersson, capocannoniere del campionato con 31 reti, riuscendo ad aggiudicarsi lo spareggio contro il Valenciennes. Sconfitti per 3-1 nel match di andata, i marsigliesi capovolgono il risultato nel ritorno, vincendo per 4-0[29]. Questa stagione è segnata da una brutta sconfitta interna contro il Saint-Étienne (10-3)[24].

Nel 1952-1953 Gunnar Andersson si conferma capocannoniere con 35 reti, il 56% dei gol del Marsiglia[30].

Nel decennio l'OM giunge in finale in due competizioni: in Coppa di Francia, nel 1954, perde per 2-1 contro il Nizza con il ritorno di Benbarek; in Coppa Charles Drago, nel 1957, vince per 3-1 contro il Lens.

Malgrado il successo in coppa, in campionato il Marsiglia stenta e, dopo la salvezza conquistata all'ultima giornata nel 1957-1958[31], retrocede per la prima volta in Division 2 nel 1958-1959. Neanche in coppa le cose riescono al Marsiglia, che è eliminato al primo turno dal Perpignan (2-1), allora fanalino di coda della seconda serie.

La risalita non è semplice. Al debutto in seconda divisione il Marsiglia si piazza decimo. Dopo un tentativo di promozione non concretizzatosi nel 1960-1961, nel 1961-1962 riescono a risalire in massima divisione, ma nel 1962-1963 si classificano ultimi e retrocedono[14] nella stagione del debutto sul palcoscenico europeo, in Coppa delle Fiere (eliminazione al primo turno contro i belgi dell'Union Saint-Gilloise, 4-3 il risultato aggregato)[32].

La presidenza di Marcel Leclerc (1964-1979)Modifica

 
Jairzinho, stella della nazionale brasiliana, arrivò all'OM nel 1974

Marcel Leclerc, imprenditore di Marsiglia, decide di prendere la guida dell'OM nel 1965, con il club reduce da una stagione disastrosa in seconda divisione: quattordicesimo posto ed umiliazione al sesto turno della Coppa di Francia, in casa contro i dilettanti del Gazélec Ajaccio (1-5). Il Marsiglia aveva fatto registrare inoltre, il 23 aprile 1965, la più bassa affluenza di sempre al Vélodrome, con soli 434 spettatori per il match contro l'US Forbach[33]. Mario Zatelli, arrivato un anno prima, veste i panni di allenatore.

L'ambizione di Leclerc consente al club di tornare in massima serie nel 1965-1966 e di vincere la sua settima Coppa di Francia nel 1968-1969[34]. Dopo una lotta serrata contro il Saint-Étienne l'OM si aggiudica il titolo di campione di Francia nel 1970-1971, guidata dal duo d'attacco composto da Josip Skoblar (autore di 44 gol, ancora oggi record di marcature in una singola stagione nel campionato francese) e Roger Magnusson[35]. L'OM piazza poi due grandi colpi ingaggiando Georges Carnus e Bernard Bosquier proprio dal Saint-Étienne.

Nel 1971-1972 l'OM partecipa per la prima volta alla Coppa dei Campioni[32], ma dopo aver eliminato i polacchi del Górnik Zabrze è eliminato al secondo turno dall'Ajax di Johan Cruyff campione d'Europa in carica e confermatosi tale di lì a poco. Nel 1972-1973 l'OM cade al primo turno contro la Juventus poi finalista del torneo[32], nella stagione in cui realizza per la prima volta il double campionato francese-Coppa di Francia[36].

Nell'epoca segnata dalla figura del presidente Leclerc, la cui gestione risolleva un club in declino arricchendo la sua bacheca, il pubblico di Marsiglia può ammirare calciatori come Roger Magnusson, Josip Skoblar, Jean Djorkaeff e Jules Zvunka. Accusato di appropriazione indebita, il presidente è costretto alle dimissioni nel 1972[37]. Sarà condannato nel 1976 a un risarcimento di 3,3 millioni di franchi[38].

La stagione 1973-1974 è difficile per l'OM. Indebolito dalla partenza di Magnusson per la Red Star, il club si piazza dodicesimo ed è eliminato dal Colonia in Coppa dei Campioni dopo una sconfitta per 6-0 a Colonia[39]. La stagione seguente è, però, di tutt'altro tenore: il club si piazza secondo in campionato, trascinato dei nuovi acquisti brasiliani Paulo César Lima e Jairzinho, primi campioni del mondo a vestire la maglia di un club francese. Quest'ultimo lascia la squadra dopo una sola stagione, accusato di aver aggredito un guardalinee ai quarti di finale di Coppa di Francia contro il Paris Saint-Germain. Nel 1975-1976 il Marsiglia vince di nuovo la Coppa di Francia[40].

Nelle stagioni successive l'OM termina dodicesimo e quarto e nel 1978-1979 ancora dodicesimo, grazie al ritorno di Jules Zvunka, che rivitalizza una squadra moribonda[41].

Anni bui (1980-1986)Modifica

Gli anni ottanta cominciano con la retrocessione in Division 2 (1979-1980), cui fanno seguito ben quattro anni di permanenza in seconda serie. La stagione 1980-1981 è nerissima per il club, posto in liquidazione giudiziaria nell'aprile 1981, con l'abbandono di tutti i giocatori e lo staff. La dirigenza decide a quel punto di adottare una politica di promozione di giovani calciatori, vincitori con la squadra iuniores della Coppa Gambardella nel 1979. Tra questi figurano Christian Caminiti, José Anigo, Éric Di Meco e Jean-Charles De Bono. Questi ragazzi evitano la retrocessione del club in terza serie non perdendo alcuno degli ultimi sei incontri stagionali e battendo il neo-promosso Montpellier per 3-1[OG 1][42].

Dopo due stagioni in cui il Marsiglia termina terzo e quarto, nel 1983 il presidente Jean Carrieu puntella la squadra con gli innesti di Žarko Olarević, Saar Boubacar e François Bracci e finalmente il club riguadagna la promozione nel 1983-1984, al termine di un'annata molto prolifica[43]. La stagione del ritorno nella massima serie del calcio francese è complicata, ma il Marsiglia ottiene la salvezza. Nella stagione seguente perde la finale di Coppa di Francia contro il Bordeaux (2-1 dopo i tempi supplementari)[44].

L'era di Bernard Tapie (1986-1994)Modifica

 
Basile Boli, autore del gol decisivo nella finale della UEFA Champions League 1992-1993

La svolta risale al 1986, quando, su iniziativa del sindaco di Marsiglia Gaston Defferre, la società è acquistata da Bernard Tapie, noto miliardario francese e personaggio politico nello schieramento socialista. I propositi del nuovo proprietario sono chiari: portare a Marsiglia la Coppa dei Campioni[45]. È l'inizio dell'epoca più gloriosa nella storia del club.

Investendo molti franchi Tapie riesce a far arrivare a Marsiglia giocatori importanti sia a livello nazionale che a livello internazionale, come Jean-Pierre Papin (1986), Abedi Pelé (1987, ripreso nel 1990), Enzo Francescoli, Chris Waddle, Didier Deschamps (1989), Dragan Stojković (1990), Karl-Heinz Förster, Alain Giresse, Klaus Allofs, Basile Boli, Marcel Desailly, Rudi Völler ed Éric Cantona. Siederanno sulla panchina del Marsiglia allenatori quali Franz Beckenbauer, Gérard Gili e Raymond Goethals.

Vice-campione di Francia dietro al Bordeaux nel 1986-1987, il Marsiglia vince quattro titoli nazionali di fila dal 1988-1989 al 1991-1992 e una Coppa di Francia nel 1988-1989[OG 2].

In ambito europeo, nel 1987-1988 il Marsiglia arriva in semifinale di Coppa delle Coppe, dove è eliminato dall'Ajax di Dennis Bergkamp (0-3 per gli olandesi a Marsiglia e 2-1 per i marsigliesi ad Amsterdam)[32]. In Coppa dei Campioni arriva in semifinale nel 1989-1990, eliminato dal Benfica poi finalista del torneo (2-1 per il Marsiglia al Vélodrome e 1-0 per i portoghesi a Lisbona)[39], e in finale nel 1990-1991, sconfitto dalla Stella Rossa ai tiri di rigore (5-3, 0-0 dopo i tempi supplementari) il 29 maggio 1991 allo Stadio San Nicola di Bari[46] dopo aver eliminato ai quarti di finale il fortissimo Milan di Arrigo Sacchi, campione d'Europa in carica per due volte di fila[39].

L'annata 1988-1989 è eccezionale perché il club ottiene il double conquistando il titolo francese dopo 17 anni di digiuno e la sua decima Coppa di Francia, battendo in finale il Monaco per 4-3 a Parigi al Parco dei Principi, il 10 giugno 1989, con in panchina Gérard Gili. Decide la tripletta di Jean-Pierre Papin, che alla fine della partita si abbraccia con François Mitterrand[47].

Nell'estate dello stesso anno Bernard Tapie riesce a ingaggiare Diego Armando Maradona dal Napoli, ma la stessa società partenopea si tira indietro all'ultimo momento nonostante il contratto sia già stato firmato[48].

Nell'annata successiva (1989-1990), sempre con Gili in panchina, l'OM rivince il campionato con 2 punti di vantaggio sul Bordeaux e arriva in semifinale di Coppa dei Campioni.

Nel 1990-1991 la squadra mette in bacheca il settimo titolo nazionale e disputa la prima finale di Coppa dei Campioni della sua storia, persa contro la Stella Rossa. In quella stagione, nel gennaio 1991, la panchina passa dall'allenatore Franz Beckenbauer a Raymond Goethals. Il Marsiglia perde anche la finale della Coppa di Francia, 1-0 contro il Monaco.

Nel 1991-1992 arriva l'ottavo titolo francese e nel 1992-1993 il club conquista, prima francese a riuscire nell'impresa[39], la sua prima Coppa dei Campioni (da quella stagione denominata UEFA Champions League)[49], battendo in finale per 1-0 (gol di Boli) il Milan di Fabio Capello allo Stadio Olimpico di Monaco di Baviera, il 26 maggio 1993. Sempre nella stagione 1992-1993 l'Olympique Marsiglia si vede revocare il titolo nazionale, che ha conquistato, in seguito a uno scandalo di corruzione chiamato Affaire VA-OM, che coinvolge alcuni tesserati della società. Ripercussioni si hanno anche a livello internazionale: la squadra è esclusa da Coppa Intercontinentale e Supercoppa europea e al suo posto è chiamato il Milan, vice-campione d'Europa. La squadra non è neppure autorizzata a partecipare alla Champions League 1993-1994 e al suo posto è chiamato il Monaco.

Retrocessione d'ufficio e risalita (1994-1997)Modifica

Al termine della stagione 1993-1994 la società fu retrocessa in seconda serie a causa del coinvolgimento diretto del suo presidente nello scandalo dell'anno prima e nel 1995, dopo aver vinto il campionato di seconda serie, venne esclusa dalla Division 1 per irregolarità finanziarie. Nel 1996, sostenuta dal manager dell'Adidas Robert Louis-Dreyfus, completò la sua risalita nella prima divisione.

Ritorno in Europa e annate tribolate (1998-2004)Modifica

Nel triennio che va dal 1996-1997 al 1998-1999 la squadra ottenne buoni risultati: quarto posto in campionato nel 1998 con ritorno in Europa (decisivi gli arrivi di Laurent Blanc, Andreas Köpke e Fabrizio Ravanelli), secondo posto e finale di Coppa UEFA 1998-1999 (persa contro il Parma per 3-0).

Seguono però due stagioni particolarmente tribolate (1999-2000 e 2000-2001) nelle quali rischia la retrocessione in Ligue 2. Bernard Tapie viene richiamato come direttore sportivo nell'annata 2001-2002, conclusa al 9º posto in classifica, seguito da un 3º posto nell'annata successiva.

Podi e finali (2004-2009)Modifica

 
Ingresso in campo dei giocatori del Marsiglia

Pur continuando ad essere il club francese con più sostenitori e l'unico ad aver trionfato in UEFA Champions League, negli anni che seguirono l'OM sembrò incapace di interrompere il digiuno di vittorie nei tornei di prestigio. Ci andò vicina nel 2004, quando raggiunse la finale della Coppa UEFA dopo aver sconfitto l'Inter, il Liverpool e il Newcastle, grazie soprattutto ai gol di Didier Drogba. In finale, però, la squadra di Marsiglia fu sconfitta dai neocampioni di Spagna del Valencia e ancora una volta fu costretta a rimandare i festeggiamenti per la conquista di un trofeo. Al termine di quella stagione l'OM vendette Drogba, che finì al Chelsea per 24.500.000 sterline.

L'Olympique Marsiglia riuscì a vincere la Coppa Intertoto 2005, eliminando sulla sua strada la Lazio e il Deportivo La Coruña e guadagnando così l'accesso alla Coppa UEFA 2005-2006. Nelle ultime stagioni disputate dal ritorno nella massima serie l'Olympique è stato regolarmente sconfitto da rivali come Lione, Monaco e Paris Saint-Germain, precludendosi le possibilità di conquistare il titolo nazionale. È successo anche nella stagione 2005-2006, in cui l'OM ha dovuto rinunciare ai sogni di gloria dopo un inizio estremamente negativo.

Il 29 aprile 2006 l'Olympique raggiunse la finale della Coppa di Francia, giocata allo Stade de France contro il Paris Saint-Germain, che batté i marsigliesi per 2-1. Anche nella stagione seguente l'OM perse la finale della Coppa di Francia, questa volta contro il Sochaux ai tiri di rigore per 5-4.

Nella stagione 2006-2007 la squadra si è classificata seconda in campionato alle spalle del Lione, riguadagnando così la qualificazione in UEFA Champions League dopo alcuni anni di assenza. Nell'estate del 2007, il Marsiglia vendette Franck Ribéry, uno dei golden boy del calcio francese, al Bayern Monaco per 25 milioni di euro.

Nuovi titoli (2009-2012)Modifica

La squadra, pur mantenendo in rosa giocatori come Samir Nasri, altro giovane potenziale campione, e Djibril Cissé, iniziò male il campionato 2007-08. Alla fine di settembre, l'allenatore Albert Emon fu esonerato e al suo posto subentrò il belga Eric Gerets: pur classificandosi terza nel suo girone di Champions League, vinto dal Porto e dal Liverpool, l'ex allenatore del Galatasaray fu protagonista della risalita del Marsiglia fino al terzo posto della Ligue 1, che valse i preliminari della Champions League 2008-2009. In luglio Samir Nasri passò all'Arsenal per una cifra intorno ai 20 milioni di euro, reinvestiti in parte per l'acquisto di Hatem Ben Arfa dal Lione.

Nella stagione 2008-2009 l'OM si classifica per la terza stagione di seguito sul podio, al secondo posto dietro al Bordeaux. Eric Gerets lascia quindi l'Olympique, per divergenze con la società,[senza fonte] dopo due anni.

Nel mese di maggio 2009 è stato ingaggiato come allenatore Didier Deschamps, già calciatore dal 1989 al 1994, e con lui l'OM torna a vincere: nel marzo 2010, dopo 17 anni di digiuno, i tifosi potevano festeggiare la conquista della Coppa di Lega francese battendo in finale il Bordeaux 3-1, primo successo marsigliese in questa manifestazione, mentre il 5 maggio 2010 l'OM, vincendo 3-1, contro il Rennes si laurea, dopo 18 anni, Campione di Francia con due giornate d'anticipo e con otto punti sulle rivali Lilla e Auxerre. Al termine del campionato l'OM al primo posto può vantare sei punti di distacco sul Lione e sette sull'Auxerre. Nell'estate seguente è la volta della conquista della Supercoppa francese, con la vittoria ai calci di rigore nel "Classique" contro il Paris St. Germain.

Nella Ligue 1 2010-2011, l'OM si classifica seconda in classifica, dietro ai campioni del Lille, vince la Coppa di Lega battendo in finale il Montpellier per 1-0, mentre nella Champions League, dopo essere riuscita a passare il turno a gironi, l'OM si ferma agli ottavi di finale davanti al Manchester United che in questa edizione arriveranno in finale fermandosi solo davanti al Barcellona di Guardiola.

Durante la stagione 2011-2012, che si apre con la conquista della terza Supercoppa francese (vittoria sul Lille, vincitore nella stagione precedente di campionato e Coppa di Francia, con un rocambolesco 5-4), il Marsiglia riesce a migliorarsi in Champions League, passando il turno degli ottavi di finale di Champions League ed eliminando l'Inter. Ai quarti di finale deve affrontare il Bayern Monaco dell'indimenticato "ex" Ribéry viene sconfitta dai bavaresi in entrambe le gare per 2-0. In campionato, invece, la squadra parte male, precipitando anche all'ultimo posto in classifica e, nonostante una striscia positiva di risultati che gli permette di tornare a lottare per le zone europee, alla fine della stagione deve accontentarsi del decimo posto. Peraltro, grazie al terzo successo consecutivo in Coppa di Lega francese contro il Lione, l'OM si assicura un posto all'UEFA Europa League 2012-2013.

Risultati altalenanti (dal 2012)Modifica

 
Marcelo Bielsa, tecnico del Marsiglia dal 27 maggio 2014 all'8 agosto 2015

Nel 2012 la squadra effettua ancora cessioni eccellenti. Dopo quella di Lucho González al Porto in gennaio, la società durante l'estate vende i 3 elementi di maggior qualità della rosa: il capitano Stephane M'Bia, Alou Diarra e César Azpilicueta, rispettivamente a QPR, West Ham Utd e Chelsea. Nonostante questo la squadra parte bene in campionato, riuscendo a vincere le prime 5 giornate, anche se in seguito deve cedere il primo posto ai rivali del Paris Saint-Germain. Le prestazioni in Europa League sono invece molto deludenti: la compagine marsigliese è eliminata nel turno a gironi, avendo raccolto solo 1 vittoria e 2 pareggi in 6 partite e perso rovinosamente (0-3) in casa dei ciprioti dell'AEL Limassol nell'ultima giornata del girone. In campionato il Marsiglia arriva secondo dietro il PSG, qualificandosi per la Champions League dopo un anno di assenza.

Nella stagione 2013-2014 il Marsiglia si classifica sesto, dopo una stagione difficile che vede l'esonero di Elie Baup e a fine stagione di José Anigo.

Nella stagione seguente, sotto la guida dell'argentino Marcelo Bielsa, sino a metà gennaio il Marsiglia è in testa, ma un calo di rendimento porta la squadra a chiudere il campionato al quinto posto, con qualificazione per l'Europa League. Nell'estate 2015 lasciano il club tre elementi chiave quali André-Pierre Gignac, André Ayew e Dimitri Payet. La stagione inizia in modo problematico, con le dimissioni improvvise di Bielsa al termine della partita di esordio in Ligue 1 contro il Caen, per divergenze contrattuali[50]. Gli subentra Míchel, sotto la cui guida la squadra non riesce a vincere in casa per sei mesi ed esce ai sedicesimi di finale dell'Europa League[51]. Nell'aprile 2016, alla vigilia della semifinale di Coppa di Francia, l'allenatore spagnolo è esonerato e rimpiazzato dal traghettatore Franck Passi, con cui la squadra raggiunge la finale di Coppa di Francia dopo nove anni, ma perde per 4-2 contro il PSG. In campionato la squadra non va oltre il 13º posto, peggiore piazzamento in Ligue 1 degli ultimi quindici anni.

Nell'estate del 2016 il club decide di fare cassa per risollevare una situazione economica difficile e liberarsi di stipendi onerosi. Vanno via Steve Mandanda, storico capitano, all'addio dopo otto anni, Nicolas N'Koulou e Michy Batshuayi, ceduto al Chelsea per la cifra record di 40 milioni di euro. Il club passa nelle mani dell'uomo d'affari statunitense Frank McCourt, che rileva ufficialmente il club nell'ottobre 2016 e promette copiosi investimenti per far tornare il club al vertice del calcio francese[52]. Nello stesso mese torna ad allenare la squadra Rudi Garcia, ereditando il 12º posto in campionato da Passi (13 punti in 9 partite)[51], mentre Andoni Zubizarreta diventa il direttore sportivo del club. La nuova gestione inizia con soli 6 punti nelle prime 6 partite, ma 4 vittorie consecutive risollevano i marsigliesi prima del mercato di gennaio, durante il quale arrivano Patrice Evra e Morgan Sanson, torna Payet, riacquistato per 30 milioni di euro, e vanno via Romain Alessandrini e Lassana Diarra, questi ultimi due titolari fissi fino a poco tempo prima[51]. La stagione si conclude con un 5º posto finale, che vale la qualificazione per l'Europa League.

CronistoriaModifica

Cronistoria dell'Olympique Marseille
  • 1899: Fondazione dellOlympique de Marseille.
  • 1923-24: Vince la Coppa di Francia (1º titolo).
  • 1925-26: Vince la Coppa di Francia (2º titolo).
  • 1926-27: Vince la Coppa di Francia (3º titolo).
  • 1928-29: Campione di Francia amatori.[53]
  • 1932-33: 2º in Division 1 girone A.
  • 1933-34: 3º in Division 1.
  • 1934-35: 9º in Division 1. Vince la Coppa di Francia (4º titolo).
  • 1935-36: 6º in Division 1.
  • 1936-37:  Campione di Francia (1º titolo).
  • 1937-38: 2º in Division 1. Vince la Coppa di Francia (5º titolo).
  • 1938-39: 2º in Division 1.

1939-1945 sospeso, 1943 Vince la Coppa di Francia (6º titolo).

  • 1966-67: 9º in Division 1.
  • 1967-68: 4º in Division 1.
  • 1968-69: 7º in Division 1.
  • 1969-70: 2º in Division 1. Vince la Coppa di Francia (7º titolo).
  • 1970-71:   Campione di Francia (3º titolo). Vince supercoppa di Francia (1º titolo).
  • 1971-72:   Campione di Francia (4º titolo). Vince la Coppa di Francia (8º titolo), eliminato agli ottavi di finale in Coppa Campioni.
  • 1972-73: 3º in Division 1.
  • 1973-74: 12º in Division 1. eliminato ai sedicesimi in Coppa UEFA.
  • 1974-75: 2º in Division 1.
  • 1975-76: 9º in Division 1. Vince la Coppa di Francia (9º titolo), eliminato ai trantaduesimi in Coppa UEFA.
  • 1976-77: 12º in Division 1. eliminato al primo turno in Coppa delle Coppe.
  • 1977-78: 4º in Division 1.
  • 1978-79: 12º in Division 1.
  • 1979-80: 19º in Division 1.   Retrocesso in Division 2.
  • 1980-81: 6º in Division 2 gruppo A.
  • 1981-82: 3º in Division 2 gruppo A.
  • 1982-83: 4º in Division 2 gruppo B.
  • 1983-84: 1º in Division 2 gruppo A.   Promosso in Division 1.
  • 1984-85: 17º in Division 1.
  • 1985-86: 12º in Division 1.
  • 1986-87: 2º in Division 1.
  • 1987-88: 6º in Division 1. Semifinalista in Coppa delle Coppe
  • 1988-89:  Campione di Francia (5º titolo). Vince la Coppa di Francia (10º titolo).
  • 1989-90:  Campione di Francia (6º titolo). Semifinalista in Coppa Campioni.
  • 1990-91:  Campione di Francia (7º titolo). Finalista in Coppa Campioni.
  • 1991-92:  Campione di Francia (8º titolo). Eliminato agli ottavi in Coppa Campioni.
  • 1992-93: 1º in Division 1 (titolo revocato).

  Vince la Coppa dei Campioni (1º titolo).

  • 1993-94: 2º in Division 1.   Retrocesso in Division 2.[54]
  • 1994-95: 1º in Division 2. Eliminato ai sedicesimi in Coppa UEFA
  • 1995-96: 2º in Division 2.   Promosso in Division 1.
  • 1996-97: 11º in Division 1.
  • 1997-98: 4º in Division 1.
  • 1998-99: 2º in Division 1. Finalista in Coppa UEFA.
  • 1999-00: 15º in Division 1. In Champions League eliminato alla seconda fase a gironi.
  • 2000-01: 15º in Division 1.
  • 2001-02: 9º in Division 1.
  • 2002-03: 3º in Ligue 1.
  • 2003-04: 7º in Ligue 1. In Champions League eliminato ai gironi, retrocesso in Coppa UEFA e finalista.
  • 2004-05: 5º in Ligue 1. Coppa Intertoto UEFA: Vincitore (1º titolo).
  • 2005-06: 5º in Ligue 1. Eliminato agli ottavi in Coppa UEFA.
  • 2006-07: 2º in Ligue 1. Eliminato al primo turno in Coppa UEFA.
  • 2007-08: 3º in Ligue 1. In Champions League eliminato ai gironi, retrocesso in Coppa UEFA e eliminato agli ottavi.
  • 2008-09: 2º in Ligue 1. In Champions League eliminato ai gironi, retrocesso in Coppa UEFA e eliminato ai quarti.
  • 2009-10:   Campione di Francia (9º titolo).   Coppa di Lega francese: Vincitore (1º titolo), Vince la supercoppa di Francia (2º titolo), eliminato ai gironi in Champions League, retrocesso in Europa League e eliminato agli ottavi.
  • 2010-11: 2º in Ligue 1.   Coppa di Lega francese: Vincitore (2º titolo), Vince la supercoppa di Francia (3º titolo), eliminato agli ottavi in Champions League.
  • 2011-12: 10º in Ligue 1.   Coppa di Lega francese: Vincitore (3º titolo), eliminato ai quarti in Champions League.
  • 2012-13: 2° in Ligue 1. Eliminato ai gironi in Europa League.
  • 2013-14: 6º in Ligue 1. Eliminato ai gironi in Champions League.
  • 2014-15: 4º in Ligue 1.
  • 2015-16: 13º in Ligue 1. Eliminato ai sedicesimi in Europa League.
  • 2016-17: 5º in Ligue 1.

StruttureModifica

StadioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio Vélodrome.
 
Veduta della curva del Vélodrome

Dal 1904 al 1937, il Marsiglia giocò nell'impianto Stade de l'Huveaune, che ha una capienza de 15.000 posti. Dal 1937 il Marsiglia gioca le partite casalinghe nello Stadio Vélodrome.

La costruzione dello stadio iniziò nell'aprile 1935 per il campionato del mondo 1938, e il nuovo impianto fu ufficialmente inaugurato il 13 giugno 1937 con una partita tra Marsiglia e Torino (2-1 per i francesi). Aveva una capienza di 60.013 posti. L'impianto fu usato anche in occasione del campionato del mondo 1938, del campionato d'Europa 1960, del campionato del mondo 1998 e della VI Coppa del Mondo di rugby del 2007.

Il campo di allenamento del Marsiglia, invece, è il centro sportivo di La Commanderie, a sud-est di Marsiglia, inaugurato nel 1991. Nella stagione 2007-2008 l'affluenza media di spettatori allo stadio è stata la più alta della Ligue 1 con una media 52.600 spettatori per match.

Lo stadio è stato ammodernato e ampliato nel 2014 in vista del campionato d'Europa 2016. Il nuovo Vélodrome ha una capienza di 67.000 posti.

CalciatoriModifica

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori dell'Olympique de Marseille

Calciatori campioni del mondoModifica

Di seguito l'elenco dei giocatori che hanno vinto il campionato mondiale di calcio durante il periodo di militanza nell'Olympique Marsiglia:

Calciatori vincitori della Confederations CupModifica

Di seguito l'elenco dei giocatori che hanno vinto la Confederations Cup durante il periodo di militanza nell'Olympique Marsiglia:

Calciatori campioni continentaliModifica

EuropaModifica

Di seguito l'elenco dei giocatori che hanno vinto il campionato europeo di calcio durante il periodo di militanza nell'Olympique Marsiglia:

AfricaModifica

Di seguito l'elenco dei giocatori che hanno vinto la Coppa delle Nazioni Africane durante il periodo di militanza nell'Olympique Marsiglia:

Allenatori e presidentiModifica

 
Didier Deschamps, tecnico dei marsigliesi dal 2009 al 2012
  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori dell'Olympique de Marseille

Di seguito l'elenco di allenatori e presidenti dell'Olympique Marsiglia.

 
Gli allenatori dell'Olympique Marsiglia
 
I presidenti dell'Olympique Marsiglia

Partecipazioni ai campionati e alle coppe europeeModifica

Campionati nazionaliModifica

Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione
1 67 1932-1933 2016-2017
2 12 1959-1960 1995-1996

Coppe nazionaliModifica

Coppe europeeModifica

PalmarèsModifica

Competizioni nazionaliModifica

1936-1937, 1947-1948, 1970-1971, 1971-1972, 1988-1989, 1989-1990, 1990-1991, 1991-1992, 2009-2010
1923-1924, 1925-1926, 1926-1927, 1934-1935, 1937-1938, 1942-1943, 1968-1969, 1971-1972, 1975-76, 1988-1989
2009-2010, 2010-2011, 2011-2012
1971[56], 2010, 2011
1983-1984, 1994-1995
  • Campionato francese Dilettanti: 1
1929
1957

Competizioni internazionaliModifica

1992-1993
2005

Competizioni regionaliModifica

  • Campionato DH Sud-Est: 4
1926-1927, 1928-1929, 1929-1930, 1930-1931
  • Costiere Campionato USFSA: 7 (record)
1902-1903, 1903-1904, 1904-1905, 1905-1906, 1906-1907, 1907-1908, 1918-1919
  • Trofeo Robert Louis-Dreyfus: 2
2010, 2015

Competizioni di squadre riserveModifica

2001-2002
  • Campionato DH Sud-Est: 2
1957-1958, 1965-1966
  • Costiere Campionato USFSA 3: 1
1909-1910
  • Costiere Campionato USFSA 4: 1
1909-1910

Competizioni giovaniliModifica

1979
  • Campionato francese U-16: 2
2007-2008, 2008-2009
  • Campionato nazionale dei Cadetti: 1
1978-1979
  • Coppa nazionale dei Pulcini: 4 (record)
1987, 1991, 1995, 1996

Altri piazzamentiModifica

Secondo posto: 1937-1938, 1938-1939, 1969-1970, 1974-1975, 1986-1987, 1993-1994, 1998-1999, 2006-2007, 2008-2009, 2010-2011, 2012-2013
Terzo posto: 1933-1934, 1948-1949, 1972-1973, 2002-2003, 2007-2008
Secondo posto: 1965-1966, 1983-1984, 1995-1996
Finalista: 1933-1934, 1939-1940, 1953-1954, 1985-1986, 1986-1987, 1990-1991, 2005-2006, 2006-2007, 2015-2016
Semifinalista: 1970-1971, 1989-1990, 1991-1992, 1994-1995, 1995-1996
Finalista: 1969, 1972
  • Campionato di Francia USFSA
Secondo posto: 1918-1919
Semifinalista: 1987-1988
Finalista: 1990-1991
Finalista: 1998-1999, 2003-2004
  • Campionato DH Sud-Est:
Secondo posto: 1920-1921, 1921-1922, 1923-1924, 1924-1925
  • Costiere Campionato USFSA:
Secondo posto: 1908-1909, 1909-1910, 1910-1911, 1911-1912, 1912-1913, 1913-1914

Premi individualiModifica

Jean-Pierre Papin (1991)
Josip Skoblar (1970-1971)
Abedi Pelé 1991, 1992
Jean-Pierre Papin 1991
Jean-Pierre Papin 1991
Raymond Goethals 1991
Franz Beckenbauer 1990

Migliori marcatori di sempreModifica

RecordModifica

 
Migliori vittorie
  • Ligue 1
In casa: 8-0
In trasferta: 2-10
  • Coppa di Francia
In casa: 19-0
  • Stade Raphaëlois (29 ottobre 1933)
In trasferta: 10-0
  • Le Vigan (8 ottobre 1933)
  • Coppe europee
In casa: 7-1 e 6-0
In trasferta: 7-0
 
Gol
  • Gol segnati in un campionato di Ligue 1
Maggior numero: 95 (1948-1949, 34 partite)
Minor numero: 31 (2000-2001, 34 partite)
  • Gol subiti in un campionato di Ligue 1
Minor numero: 21 (1991-1992, 38 partite)
Maggior numero: 84 (1958-1959, 38 partite)
  • Differenza reti in un campionato di Ligue 1
Migliore: +46 (1970-1971 e 1991-1992, 38 partite)
Peggiore: -34 (1958-1959, 30 partite)
 
Peggiori sconfitte
  • Ligue 1
In casa: 3-10
In trasferta: 0-8
  • Coppa di Francia
In casa: 1-5
In trasferta: 1-6 e 0-5
  • Coppe europee
In casa: 0-4
In trasferta: 0-6
 
Punti e imbattibilità
  • Maggior numero di punti in un campionato di Ligue 1
3 punti a vittoria: 78 (2009-2010, 38 partite)
2 punti a vittoria: 58 (1991-1992, 38 partite)
  • Minor numero di punti in un campionato di Ligue 1
3 punti a vittoria: 40 (2000-2001, 34 partite)
2 punti a vittoria: 23 (1958-1959, 38 partite)
  • Vittorie in un campionato di Ligue 1
Maggior numero: 24 (1970-1971, 38 partite)
Minor numero: 6 (1958-1959, 38 partite)
  • Sconfitte in un campionato di Ligue 1
Minor numero: 3 (1991-1992
Maggior numero: 21 (1958-1959 e 1962-1963, 38 partite)
  • Pareggi in un campionato di Ligue 1
Maggior numero: 15 (1999-2000, 34 partite)
Minor numero: 1 (1975-1976, 38 partite)

OrganicoModifica

RosaModifica

N. Ruolo Giocatore
2   D Hiroki Sakai
3   D Dória
4   C Boubacar Kamara
5   A Lucas Ocampos
6   D Rolando
8   C Morgan Sanson
10   C Dimitri Payet (C)
11   A Kostas Mitroglou
12   D Henri Bedimo
13   D Aymen Abdennour
14   A Clinton N'Jie
15   A Yusuf Sari
16   P Yohann Pelé
N. Ruolo Giocatore
17   A Bouna Sarr
18   D Jordan Amavi
19   C Luiz Gustavo
20   D Christopher Rocchia
22   C Grégory Sertic
23   D Adil Rami
24   D Rod Fanni
26   A Florian Thauvin
27   C Maxime Lopez
28   A Valère Germain
29   C André Zambo Anguissa
30   P Steve Mandanda
40   P Florian Escales

Staff tecnicoModifica

 
Staff attuale dell'area sportiva
  • Allenatore: Rudi Garcia
  • Allenatore in 2ª: Frédéric Bompard
  • Collaboratore tecnico: Claude Fichaux
  • Preparatore portieri: Stéphane Cassard
  • Preparatori atletici: Paolo Rongoni, Fabien Bossuet, Paolo Casale
  • Responsabili settore video: Christophe Prudhon,Thomas Benedet
  • Responsabili settore medico: Franck Le Gall, Jacques Taxil
  • Allenatore squadra Riserve: David Le Frapper

NoteModifica

  1. ^ a b c Pécheral, pag. 10, 11
  2. ^ (FR) L'OM dans le sang, laprovence.com.
  3. ^ a b Football magazine, n. 23, dicembre 1961, p. 12.
  4. ^ a b Collectif 2005, pag. 7
  5. ^ (FR) Le Petit Journal, n. 14689, 16 marzo 1903, p.4, gallica.bnf.fr.
  6. ^ (FR) La Presse, n. 3942, 16 marzo 1903, p. 3, gallica.bnf.fr.
  7. ^ a b c (EN) Frédéric Pauron, France 1892-1919, rsssf.com.
  8. ^ A.A.V.V., 334, in Coupe de France : la folle épopée, L'Équipe, 2007, p. 431, ISBN 2-915535-62-0.
  9. ^ Oreggia, pag. 35
  10. ^ A.A.V.V., 45-47, in Coupe de France: La folle épopée, L'Équipe, 2007, p. 431, ISBN 2-915535-62-0.
  11. ^ Collectif 2005, pag. 6
  12. ^ Pécheral, pag. 45
  13. ^ (FR) La Saison 1931/1932, l'OM Champion du Sud-Est adhère au professionnalisme, om4ever.com, 2007.
  14. ^ a b c d (EN) Jan Schoenmakers, France - First Division Results and Tables 1932-1998, rsssf.com, 23 febbraio 2005.
  15. ^ Pécheral, pag. 103
  16. ^ (FR) OM 7 - 3 Nîmes : Feuille de match, om1899.com.
  17. ^ A.A.V.V., 131-132, in 100 ans de football en France, Atlas, 1982, p. 320, ISBN 2-7312-0108-8.
  18. ^ A.A.V.V., 350, in Coupe de France : la folle épopée, L'Équipe, 2007, p. 431, ISBN 2-915535-62-0.
  19. ^ Oreggia, pag. 77
  20. ^ a b c A.A.V.V., 351, in Coupe de France : la folle épopée, L'Équipe, 2007, p. 431, ISBN 2-915535-62-0.
  21. ^ 1938/39 : la France découvre la « perle noire », OM Match, n. 89, 12 dicembre 2009, p. 26, ISSN 1954-1449 (WC · ACNP).
  22. ^ (FR) Vélodrome - Le cœur du football français, fr.fifa.com, 11 dicembre 2009.
  23. ^ Oreggia, p. 13
  24. ^ a b Oreggia, p. 14
  25. ^ A.A.V.V., Chapitre 9 - « L'Ohème », in Marseille pour les Nuls, First-Gründ, 2013, p. 472, ISBN 978-2-7540-4689-3.
  26. ^ (FR) La résurrection, fcmetz.com, 1º novembre 2009.
  27. ^ (FR) Saison 1948-1949 de l'OM, om1899.com.
  28. ^ A.A.V.V., 209-210, in Dictionnaire historique des clubs de football français, Pages de foot, 1999, p. 500, ISBN 2-913146-01-5.
  29. ^ Pécheral, p. 146-147
  30. ^ Pécheral, p. 390
  31. ^ (FR) Saison 1957-1958 de l'OM, om4ever.com.
  32. ^ a b c d Pécheral, p. 414
  33. ^ Oreggia, p. 49
  34. ^ A.A.V.V., 385, in Coupe de France : La folle épopée, L'Équipe, 2007, p. 431, ISBN 2-915535-62-0.
  35. ^ (FR) Saison 1970-1971 de l'OM, om4ever.com].
  36. ^ A.A.V.V., 388, in Coupe de France : La folle épopée, L'Équipe, 2007, p. 431, ISBN 2-915535-62-0.
  37. ^ Pécheral, p. 210
  38. ^ (FR) Comment l'OM se remet des affaires, L'Équipe.fr.
  39. ^ a b c d Grimault 1993
  40. ^ A.A.V.V., 392, in Coupe de France : La folle épopée, L'Équipe, 2007, p. 431, ISBN 2-915535-62-0.
  41. ^ (FR) Saison 1978-1979 de l'OM, om4ever.com.
  42. ^ (FR) Saison 1980-1981 de l'OM, om4ever.com.
  43. ^ (FR) Saison 1983-1984 de l'OM, om4ever.com.
  44. ^ A.A.V.V., 402, in Coupe de France : La folle épopée, L'Équipe, 2007, p. 431, ISBN 2-915535-62-0.
  45. ^ Intervista a Bernard Tapie, France Football, n. 2078, 4 febbraio 1986.
  46. ^ Pécheral, p. 415
  47. ^ A.A.V.V., 405, in Coupe de France : la folle épopée, L'Équipe, 2007, p. 431, ISBN 2-915535-62-0.
  48. ^ Maradona: "Nel 1989 avevo firmato per il Marsiglia", sport.sky.it, 10 febbraio 2009. URL consultato il 29 giugno 2012.
  49. ^ A.A.V.V., 253, in 50 ans de coupes d'Europe, L'Équipe, 2005, p. 382, ISBN 2-9519605-9-X.
  50. ^ Bielsa, addio all’Olympique Marsiglia. Ma la sconfitta col Caen non c’entra. ‘Rinnovo cambiato prima della firma’, Corriere della Sera, 9 agosto 2015.
  51. ^ a b c La rinascita di Garcia, numero-diez.com, 18 maggio 2017.
  52. ^ Marsiglia, McCourt nuovo proprietario: 'Investirò 200 milioni di euro', calciomercato.com, 18 ottobre 2016.
  53. ^ OM CLUB FRANCAIS FINALE CHAMPIONNAT 1929 Boyer efficace
  54. ^ Retrocesso per illecito sportivo (Affaire VA-OM)
  55. ^ Il titolo 1992-1993 fu revocato in seguito all'Affaire VA-OM.
  56. ^ Titolo condiviso col Rennes.
  1. ^ Dominique Auzias, 72, in Guide de l'amateur de football, Nouvelles Editions de l'Université, 2012, p. 360, ISBN 978-2-7469-5188-4.
  2. ^ A.A.V.V., Chapitre 9 - « L'Ohème », in Marseille pour les Nuls, First-Gründ, 2013, p. 472, ISBN 978-2-7540-4689-3.

BibliografiaModifica

  • (FR) L'Équipe MM, Olympique de Marseille-Un club à la Une, Éditions l'Équipe, 2005, ISBN 978-2-915535-01-3.
  • (FR) Laurent Oreggia, La légende de l'OM en 100 matchs, éditions Alan Sutton, 2003, ISBN 978-2-84253-901-6.
  • (FR) Dominique Grimault, OM le triomphe, Éditions Solar, 1993, ISBN 978-2-263-00017-1.
  • (FR) Alain Pécheral, Le Provençal raconte l'OM, Éditions Steffan, 1987.

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