Cossignano

comune italiano
Cossignano
comune
Cossignano – Stemma Cossignano – Bandiera
Cossignano – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Marche.svg Marche
ProvinciaProvincia di Ascoli Piceno-Stemma.png Ascoli Piceno
Amministrazione
SindacoRoberto Luciani (lista civica) dal 21-09-2020
Territorio
Coordinate42°59′02.36″N 13°41′17.09″E / 42.983989°N 13.688081°E42.983989; 13.688081 (Cossignano)
Altitudine400 m s.l.m.
Superficie14,95 km²
Abitanti869[1] (31-7-2021)
Densità58,13 ab./km²
FrazioniPonte Tesino
Comuni confinantiCarassai, Castignano, Montalto delle Marche, Offida, Ripatransone
Altre informazioni
Cod. postale63067
Prefisso0735
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT044016
Cod. catastaleD096
TargaAP
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona E, 2 108 GG[3]
Nome abitanticossignanesi
PatronoSan Giorgio, santa Maria Assunta
Giorno festivo23 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cossignano
Cossignano
Cossignano – Mappa
Posizione del comune di Cossignano nella provincia di Ascoli Piceno
Sito istituzionale

Cossignano è un comune italiano di 869 abitanti[1] della provincia di Ascoli Piceno.

Geografia fisicaModifica

Il territorio di Cossignano, ampio poco più di 15 km², occupa l'area collinare della dorsale fra le sorgenti del torrente Menocchia e del fiume Tesino. Il centro storico potrebbe essere contenuto in un campo di calcio: misura 180 m per 90 m ed è di forma ovoidale. Il centro sorge più elevato del resto del comune protetto dalla cinta muraria. Cossignano è costituito da colline più o meno dolci e alcuni calanchi.

StoriaModifica

Alcuni reperti rinvenuti dagli archeologi mostrano che Cossignano fosse abitato già al tempo dei Piceni. Nel 268 a.C. i Romani occuparono l'area di Cossignano. I Cossinii di Tivoli fecero arrivare un gran numero di schiavi che costruirono una fattoria, disboscarono e resero coltivabili gran parte delle terre circostanti all'attuale comune. I Cossinii avrebbero dunque dato il nome alla zona di fundus Cossinianus o praedium Cossinianum. Un nome più antico dovrebbe essere Castellum Martis, esiste qualche prova sull'esistenza di questo nome rinvenuta nella vicina Cupra Marittima.

Rimane comunque il fatto che il motto di Cossignano sia Ferax et ferox ("Fertile e valoroso"), motto che rivela sia un'attitudine alla coltivazione della terra, sia all'arte militare. Nel 233 a.C. o 232 a.C. i cossignanesi diventano Cives Romani sine suffragio e iscritti alla tribù Velina insieme agli altri Piceni e agli Umbri. Molti vengono arruolati come soldati di professione nell'esercito di Gaio Mario. Si attesta l'esistenza di un certo Cossineo che morì nella guerra spartacica. Ai tempi di Cesare e Pompeo visse forse il cossignanese più potente della storia del piccolo paese: Lucio Afranio. Lucio Afranio si schierò decisamente dalla parte di Pompeo, fu per un certo periodo governatore di Siria, fu eletto console nel 60 a.C. poi però successivamente alla vittoria di Cesare nella battaglia di Farsalo il suo astro declinò in fretta.

Nell'età cristiana e medievale la storia di Cossignano si legò a quella dello Stato Pontificio, poiché il paese entrò stabilmente in questo stato e fu sempre di parte guelfa. Cossignano deve a papa Niccolò IV, il papa ascolano, un primo riconoscimento di autonomia nel 1291. Nonostante da questa data Cossignano era di fatto autonomo la fondazione si fa risalire al 1303 quando papa Bonifacio VIII concesse la Coelestis Paterfamilias. Le ipotesi su perché proprio il 1303 sono: la prima perché ricorreva il millenario del martirio di San Giorgio, la seconda perché in questo anno Cossignano aveva ottenuto fondi sufficienti per costruirsi un comune e una campana. Probabilmente sono vere entrambe.

Durante il medioevo Cossignano ha adottato una politica difensiva, l'unica possibile poiché non contava più di mille abitanti già allora e aveva un castello in una buona posizione. Per far fronte al bisogno di uomini Cossignano chiedeva soprattutto aiuti ad Ascoli e allo Stato Pontificio. Questo gli provocò l'ostilità di Fermo che era interessata a Cossignano per controllare meglio le mosse della sua eterna rivale Ascoli, e dei paesi che diventavano ghibellini. Nel 1229 il duca di Spoleto Rainaldo concesse Cossignano, con facoltà di demolirla, alla vicina Ripatransone, in ricompensa per aver respinto un assedio di parte guelfa; ma la pace tra Federico II e Gregorio IX salvò il castello dalla distruzione.

Nel 1377, il più spavaldo, valoroso ma crudele dei signori ghibellini, Boffo da Massa[4], con l’aiuto di Rinaldo da Monteverde e degli ascolani si impadronisce di Cossignano e di Castignano; minaccia Carassai, castello del fermano già possesso dei suoi avi. Esiliati gli avversari, sempre nello stesso anno realizza una piccola signoria al confine tra gli stati di Fermo e di Ascoli Piceno costituita da Carassai, Castignano, Cossignano e Porchia. Ha pure mire su Santa Vittoria in Matenano. Nel 1380 Antonio di Acquaviva della famiglia dei duchi di Atri, fece prigioniero Guarniero, figlio di Boffo e lo rinchiuse nel carcere di Santa Vittoria. Lo tenne in ostaggio a lungo e minacciò di ucciderlo se il padre non gli avesse consegnato i castelli di Porchia e Cossignano. Il 4 settembre 1387 Boffo da Massa viene ucciso a Carassai. Cossignano, il giorno dopo la morte del Tiranno (e Porchia il giorno susseguente) si confederò con Fermo. Passano solo 6 mesi e Cossignano, il 7 maggio 1388 si ribellò e discacciò i Podestà ed i soldati Fermani[5]

Nel 1396, Andrea Tomacelli il governatore della Marca decise di risiedere per un breve periodo a Cossignano che divenne il capoluogo della regione da lui governata. Nel 1581 viene redatto lo statuto del Comune di Cossignano. Oggi questo documento è conservato presso l'Archivio di Stato di Roma e nella British Library di Londra.

All'indomani della nascita del Regno d'Italia gli intellettuali cossignanesi difesero e mantennero l'autonomia del comune, messa in discussione per via delle esigue dimensioni di Cossignano.

SimboliModifica

Lo stemma e il gonfalone del comune di Cossignano sono stati concesso con il decreto del presidente della Repubblica del 29 agosto 2014.[6]

Stemma

«Di azzurro, al castello d'oro, murato di nero, di tre torri, la torre centrale più alta e più larga, merlato alla guelfa, la torre centrale di cinque, le laterali ognuna di quattro, il fastigio privo di merli, esso castello finestrato di nero con due finestrelle quadrangolari poste una a destra l'altra a sinistra della porta, dello stesso, accompagnato in capo dalle chiavi decussate, con gli ingegni all'insù, la chiave in banda, d'oro, attraversante la chiave in sbarra, d'argento. Sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante d'azzurro, il motto, in lettere maiuscole di nero: Ferax et ferox. Ornamenti esteriori da Comune.»

Gonfalone

«Drappo di bianco con la bordatura di azzurro.»

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Attualmente diversi turisti vengono a trascorrere un periodo a Cossignano attratti dalla tranquillità del luogo. Alcune chiese, tuttavia, sono rimaste abbandonate alla morte del curatore

Nell'antica chiesa dell'Annunziata sono presenti vari affreschi di scuola crivellesca (attribuiti a Pietro Alemanno), un affresco attribuito a Cola dell'Amatrice, un affresco e una tela di Vincenzo Pagani.

La chiesa di Santa Maria Assunta che contiene diversi dipinti del 1700 e alcuni precedenti. In una teca è inoltre conservato un prezioso reliquario contenente resti di moltissimi santi, un pezzo di croce molto antica, probabilmente medievale, ma che si dice provenire proprio dalla croce di Cristo. Questi due preziosi oggetti sono un dono di Niccolò IV.

Il palazzo comunale che contiene un quadro di grandi dimensioni raffigurante San Giorgio sceso da cavallo fra sant'Antonio abate e sant'Antonio di Padova, una preziosa camicia rossa appartenente a uno dei mille e in cima la campana tubolare risalente al 1303 decorata con uno stemma del comune e una invocazione alla Vergine costituita dalle iniziali dell'Ave Maria e dal motto derivante dall'epitaffio di sant'Agata, Mentem Tuam Sanctam Spontaneam Honorem Deo Et Patriae Liberationem.

Il torrione, dove nelle rievocazioni storiche è possibile, vedere lo stendardo cossignanese raffigurante San Giorgio a cavallo, rivisitazione dell'originale perduto da molto tempo.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[7]

Etnie e minoranze straniereModifica

Secondo i dati ISTAT[8] al 31 dicembre 2015 la popolazione straniera residente era di 61 persone (6,24%).

EconomiaModifica

ArtigianatoModifica

Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e attive vi sono quelle artigianali, come l'arte del merletto rinomata in tutta Italia.[9]

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
7 giugno 1985 29 giugno 1990 Giulio Fioravanti Democrazia Cristiana Sindaco [10]
29 giugno 1990 24 aprile 1995 Giulio Fioravanti Indipendente Sindaco [10]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Giulio Fioravanti Lista civica Sindaco [10]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Leo Aurini Lista civica Sindaco [10]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Roberto De Angelis Lista civica Sindaco [10]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Roberto De Angelis Lista civica Sindaco [10]
26 maggio 2014 26 maggio 2019 Roberto De Angelis Lista civica Dialogo e sviluppo Sindaco [10]
26 maggio 2019 11 maggio 2020[11] Giancarlo Vesperini Lista civica Esperienza e futuro Sindaco [10]
11 maggio 2020 22 settembre 2020 Giuseppe Dinardo Commissario prefettizio [10]
22 settembre 2020 in carica Roberto Luciani Lista civica Cambiamo insieme Sindaco [10]

SportModifica

CalcioModifica

La squadra di calcio locale è la Cossinea, che milita attualmente in Prima Categoria-Girone D. Nella stagione 2018/2019 ottiene la promozione in Prima Categoria, la prima volta nella storia del club.

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2021.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ S. Virgili e F. Regi, Personaggi Piceni, Studi e saggi dei quaderni dell'ASAF, n. 4, Centobuchi (AP), 2000.
  5. ^ Niccola Pansoni, Boffe da Masse: XXIV sonetti in dialetto cossignanese con note storiche. La presa di Cossignano A.D. 1370, Tip. Barigelletti, 1925, Note storiche, p. 8.
  6. ^ Cossignano (Ascoli Piceno) D.P.R. 29.08.2014 concessione di stemma e gonfalone, su presidenza.governo.it. URL consultato il 10 novembre 2021.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Statistiche demografiche ISTAT, su demo.istat.it. URL consultato il 18 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 13 giugno 2016).
  9. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 12.
  10. ^ a b c d e f g h i j http://amministratori.interno.it/
  11. ^ Dimissioni della metà più uno dei consiglieri

BibliografiaModifica

  • C. Trevisani, Mercenario da Monteverde: storia italiana del secolo decimoquarto, Tipografia italiana, 1850
  • M. Cellini, Documenti di storia italiana, 1870
  • M. Cellini, Cronaca della città di Fermo, 1870
  • V. V. Brancadoro, Notizie storiche e statistiche di Massa nella provincia di Fermo raccolte e pubblicate dal cav. Vincenzio Vitali Brancadoro socio di varie accademie, Tipografia del Paccasassi, 1860
  • P.C. C. De Carolis, Memorie istoriche di Castignano, Bartolini, 1792
  • G. Colucci, Delle antichità picene dell'abate Giuseppe Colucci patrizio camerinese, dai torchi dell'autore, 1796
  • G. B. Ripamonti, Gentile da Mogliano storia picena del secolo 14. raccontata da G. B. Ripamonti, Tip. Natalucci, 1876
  • Effemeridi della città di Fermo e suo antico stato, tip. dei fratelli Rossi, 1846
  • Niccola Pansoni, Boffe da Masse: XXIV sonetti in dialetto cossignanese con note storiche. La presa di Cossignano A.D. 1370, Tip Barigelletti, 1925
  • S. Virgili e F. Regi, Personaggi Piceni, Studi e saggi dei quaderni dell’ASAF n. 4 - Centobuchi (AP) 2000
  • G. Moroni Romano, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da s. Pietro sino ai nostri giorni specialmente intorno ai principali santi ..., Tipografia Emiliana, 1852
  • G. Petrelli, Cenni istorici per la terra di Mogliano con genealogia e vita di Gentile 2. e 3. suoi signori su documenti raccolti e cronologicamente disposti da Giulio Petrelli di detto luogo, Tipografia Badaloni, 1860
  • E. Dehò, Paesi marchigiani, Industrie grafiche, 1910

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Collegamenti esterniModifica

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