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Giovanni I
John I of Armagnac.jpg
Sigillo di Giovanni I
Conte d'Armagnac
In carica circa 13191373
Predecessore Bernardo VI
Successore Giovanni II
Conte di Rodez
In carica 1313 –
1373
Predecessore Cecilia
Successore Giovanni II
Nome completo Giovanni d'Armagnac
Altri titoli visconte di Lomagne[1] e d'Auvillar e conte consorte di Charolais
Nascita 1306
Morte Beaumont-de-Lomagne, 1373
Luogo di sepoltura Cattedrale di Auch
Padre Bernardo VI
Madre Cecilia
Coniugi Regina di Goth
Beatrice di Clermont
Figli Giovanni
Bernardo
Giovanna e
Marta, di secondo letto

Giovanni I d'Armagnac detto il Buono; in francese: Jean Ier d'Armagnac (1306Beaumont-de-Lomagne, 16 maggio 1373) fu Conte di Rodez, dal 1313 e conte d'Armagnac e di Fezensac, dal 1319 alla sua morte; oltre alle contee d'Armagnac di Fezensac e di Rodez, controllò anche le terre di Quercy, Rouergue e Gévaudan, è a lui che si deve l'espansione del contado di famiglia iniziata nel XIV secolo.

Indice

OrigineModifica

Giovanni, sia secondo i Documens historiques et généalogiques sur les familles et les hommes remarquables du Rouergue, che secondo Pierre de Guibours, detto Père Anselme de Sainte-Marie o più brevemente Père Anselme, era il figlio primogenito del conte d'Armagnac e di Fezensac, Bernardo VI e della Contessa di Rodez, Cecilia[2][3], che, secondo il testamento della madre, datato 1291, era la figlia femmina secondogenita del Conte di Rodez e visconte di Carlat, Enrico II e e della seconda moglie, Mascarose, figlia del Conte di Comminges[4], Bernardo VI de di Teresa di cui non si conoscono gli ascendenti.
Bernardo VI d'Armagnac, sia secondo lo storico francese Jean de Jaurgain, che secondo i Documens historiques et généalogiques sur les familles et les hommes remarquables du Rouergue, ed anche secondo Père Anselme, era il figlio primogenito del visconte di Fezensac e poi conte d'Armagnac e di Fezensac, Gerardo VI e di Mathe di Béarn[5][6][7], che, sia secondo la Chroniques romanes des comtes de Foix, che secondo Père Anselme, era la figlia secondogenita del Visconte di Béarn, Gastone VII e della Contessa di Bigorre e viscontessa di Marsan, Mathe di Matha[8][9], figlia di Bosone di Marsan Conte di Bigorre e della prima moglie Petronilla Contessa de Bigorre.

BiografiaModifica

 
Blasone dei conti d'Armagnac e di Rodez.

Nel 1301, secondo la Histoire généalogique de la maison d'Auvergne, Tome II, suo nonno, Enrico II di Rodez, aveva fatto testamento ed aveva disposto che la figlia Cecilia, futura madre di Giovanni, sarebbe stata la sua erede per la contea di Rodez, mentre alle altre figlie lasciava i feudi minori[10], per cui Cecilia, nel 1304, alla morte del padre, divenne contesse di Rodez, come ci conferma un manoscritto del convento di Rodez[11].

Secondo Père Anselme, sua madre, Cecilia fece testamento dopo la Pentecoste del 1312, in cui lasciava erede della contea di Rodez, il suo unico figlio maschio, Giovanni, con la clausola che le contee d'Armagnac e di Rodez sarebbero state riunite in un'unica contea[3].
Cecilia morì nel 1313, e la contea di contea di Rodez, secondo la volontà testamentaria di Cecilia, andò al figlio maschio, Giovanni[3], ancora minorenne, per cui, suo padre, Bernardo VI, divenne reggente della contea di Rodez[2].

Suo padre, Bernardo VI, morì nel 1319[2] e, secondo Père Anselme, il 15 giugno[3] e fu sepolto nellaCattedrale di Auch[2].
Giovanni, di circa tredici anni, già conte di Rodez, succedette a Bernardo VI[2], nelle contee d'Armagnac e di Fezensac sotto la reggenza dello zio paterno, Ruggero[2], vescovo di Lavaur e poi arcivescovo di Auch[2].

Sempre secondo Père Anselme, Giovanni I, dopo aver preso possesso dei suoi domini, continuò i conflitti per la Viscontea di Béarn, con il conte di Foix, Gastone II, e solo nel 1329, la guerra fu conclusa per la sentenza arbitrale del re di Navarra, Filippo III[12].
Nello stesso periodo, assieme allo zio, Ruggero, per il titolo ed il possesso della Contea di Rodez dovette sostenere un processo contro la zia materna, Isabella di Rodez[12] (sorellastra di sua madre Cecilia e primogenita di Enrico II di Rodez), era viscontea di Carlat ed aveva sposato il trovatore Goffredo V signore di Pons[10]), che li vide vincitori[12].

Giovanni fu al fianco dei re di Francia della dinastia Valois, tanto che sia Filippo VI, che Giovanni II, nelle loro lettere lo citavano come cugino molto caro e fedele (très cher et fèal cousin)[13], e mantenne buoni rapporti anche con Carlo V[12].

Nel 1325, Giovanni, alla morte della prima moglie, Regina di Goth, ereditò le viscontee di Lomagne e d'Auvillars[14], che gli procurarono alcuni problemi con Bernardo di Durfort, figlio della zia della moglie, anche lei di nome Regina, che, secondo il testamento del suocero, in mancanza di figli di Regina e Giovanni, sarebbe dovuto divenire erede[15].

Nel 1328, Giovanni prese parte alla battaglia di Cassel, dove i Fiamminghi vennero definitivamente sconfitti[13].

Dopo il 1330, lasciando la reggenza dei feudi allo zio Ruggero, Giovanni, al seguito di Raoul I di Brienne, intraprese una campagna in Italia, partecipando, nel 1333, all'assedio di Ferrara, voluto dal Re di Boemia e Conte di Lussemburgo, Giovanni di Lussemburgo[13] e dal legato pontificio, il cardinale Bertrando del Poggetto. Ma a seguito di una sortita, guidata da Rinaldo II d'Este, Giovanni fu fatto prigioniero e dotte pagare un riscatto di ventimila fiorini d'oro, per essere liberato l'anno successivo[13].

Nel 1337 con lo scoppio della Guerra dei cent'anni Giovanni fornì un esercito di 6.000 uomini per la campagna che sarebbe stata condotta in Guascogna dal Connestabile di Francia Raoul I di Brienne († 1344) e, nel luglio del 1338, Giovanni presenziò a un'assemblea generale che si tenne a La Réole, ed in quell'occasione, il 5 luglio, il re Filippo VI lo nominò luogotenente per la Guascogna e la Linguadoca[13].
Si ripresero le offensive nel sud della Francia con l'assedio di Penne-d'Agenais condotto nel mese di novembre da Febo e Giovanni I di Boemia, lo stesso Giovanni fornì un migliaio di uomini per questa campagna che si concluse con la resa della città, ma non del castello.

In questi primi anni di guerra Gastone II di Foix-Béarn aveva condotto diverse campagne personali che gli avevano permesso di espandere i propri territori nella valle dell'Adour e nel Landes cosa che lo portò allo scontro con l'Armagnac. Quando Giovanni rientrò dal nord nel 1339 attaccò il villaggio di Miramont-Sensacq reclamandolo per sè anche se era, formalmente, nelle terre dei Foix. Questo portò all'inizio di una guerra privata che, nello specifico, portò il villaggio sotto la custodia del re.
Questa lite portò Giovanni a riconsiderare la propria alleanza con il re di Francia, quando nel maggio 1340 egli si mosse per riunirsi alle truppe di Filippo VI di Francia lasciò al cognato Bernard Ezi IV dei documenti che spiegavano i termini entro i quali era disposto a scendere per rendere omaggio al re d'Inghilterra. Quale ricompensa per i territori che si aspettava di ottenere a seguito del proprio cambio di alleanza ve n'erano diversi allora in mano alla corona francese fra cui Montréal, Mézin e Condom. Di questi solo il secondo finì in mano inglese, i negoziati fra Giovanni ed Edoardo caddero poi in fase di stallo ed egli scelse di restare con Filippo.

Intanto nel nord le cose andavano a favore degli inglesi come testimonia la vittoria navale alla Battaglia di Sluis e il passo successivo di Edoardo fu di far attaccare Saint Omer dai fiamminghi capitanati da Roberto III d'Artois. Giovanni fu richiamato al nord per controbilanciare l'invasione di Edoardo III d'Inghilterra, e nel 1340, assieme al duca di Borgogna, Oddone IV ed al figlio, Filippo di Borgogna, sconfissero le truppe fiamminghe comandate da Roberto III d'Artois[13] (la battaglia di Saint-Omer è descritta nella Histoire des ducs de Bourgogne de la race capétienne, vol. VII[16]). Il 26 luglio iniziò con una scaramuccia non autorizzata condotta da alcuni cavalieri francesi oltre le linee nemiche, ma doveva diventare una delle battaglie più grandi del periodo. Nella Battaglia di Saint Omer Oddone con il proprio seguito di 300 uomini della cavalleria pesante ruppe le linee fiamminghe causando loro notevoli perdite, Roberto vedendo d'aver perso il grosso delle proprie forze fu costretto alla ritirata.

Intanto Edoardo aveva messo sotto assedio la città di Tournai e in settembre Filippo si preparò a fronteggiarlo, la questione si chiuse diplomaticamente: Giovanni, in quello stesso mese di settembre fu assieme a Giovanni di Lussemburgo e Luigi II di Savoia-Vaud, plenipotenziario che riuscì a concludere una tregua di un anno tra inglesi e francesi[17]. La tregua resse, con qualche eccezione nel 1342, fino al 1345.

Nell'agosto 1345 Giovanni era stato nominato, per la seconda volta luogotenente per la Guascogna e la Linguadoca[18], mise sotto assedio la fortezza di Monchamp quando arrivò Henry di Grosmont, questi aprì la propria campagna prendendo la guarnigione di guardia alla città di Bergerac. Un atto che provocò non poca sorpresa giacché non era attesa nessuna grossa armata al sud, Giovanni contribuì a mantenere le posizioni dei francesi mettendo insieme gli uomini rimasti e ritirandosi nella città di Périgueux. Grosmont si mosse quindi in quella direzione, ma non avendo uomini sufficienti in ottobre fu costretto a ritirarsi con l'arrivo delle forze comandate da Louis di Poitiers.

Poi Giovanni fu al seguito dell'erede al trono di Francia, Giovanni, al seguito del quale prese parte, nel settembre del 1346 alla Battaglia di Crécy, disastrosa sconfitta francese[18] e con l'inizio dell'assedio di Calais e sua caduta l'anno dopo[18], Giovanni, luogotenente reale per il sud-oves della Francia, fu lasciato con pochi uomini e risorse. Per questo motivo non riuscì a impedire che Grosmont consolidasse le posizioni inglesi nel sud o che lanciasse attacchi contro il Poitou.

Nel 1349, Giovanni si recò nel regno di Napoli, per combattere a fianco della regina Giovanna e del suo secondo marito Luigi di Taranto le truppe ungheresi[18] di Luigi I d'Ungheria, fratello di Andrea d'Angiò, primo marito di Giovanna; anche in questa occasione Giovanni fu fatto prigioniero[18], ma la sua prigionia fu di breve durata[18].

Nel 1351 e nel 1353 dovette contrastare le incursioni inglesi nel Rouergue[18]; in quel periodo anche suo figlio, Giovanni, prese parte ai combattimenti contro gli inglesi[18].
In quello stesso anno, Giovanni, per la terza volta, fu nominato luogotenente per la Guascogna e la Linguadoca[19]; fece del suo meglio, ma dopo la sconfitta dei francesi alla battaglia di Poitiers e la cattura del re Giovanni II, da parte degli inglesi, le cose peggiorarono[19].

Verso il 1360 era ripresa la guerra per la Viscontea di Béarn, contro il conte di Foix, Gastone III Febo, che, nel 1362, riuscì a sconfiggere e fare prigioniero, a Launac, Giovanni I d'Armagnac[19][20][21][22]; il riscatto pagato per la liberazione di Giovanni I e di circa 900 cavalieri, nel 1365, fu ingente[19].

 
1365 : la Francia dopo il Trattato di Brétigny:
* in rosso i territori controllati da Edoardo III d'Inghilterra, prima del trattato
* in rosa i territori ceduti dalla Francia all'Inghilterra, a seguito del trattato
* in bianco il ducato di Bretagna alleato dell'Inghilterra

Dopo che a Calais, era stato ratificato il Trattato di Brétigny tra inglesi e francesi, il Rouergue e l'Armagnac erano passati sotto il dominio inglese ed erano governati dal principe di Galles, Edoardo il Principe Nero, che risiedeva a Bordeaux, e che, dopo aver concluso la campagna di Castiglia con la vittoriosa Battaglia di Nájera, aveva inasprito le tasse a diverse contee, tra cui quelle di Giovanni I, che protestò vigorosamente, ma non fu ascoltato[23]; allora, Giovanni si riavvicinò al re di Francia Carlo V, e in diversi distretti che erano passati agli inglesi si ebbero dimostrazioni di simpatia verso la Francia[23]; seguendo l'esempio di Rodez e Cahors, ben presto circa 800 tra città e castelli si ribellarono all'autorità inglese e si schierarono a favore della sovranità francese[24], mentre il principe di Galles, ammalato, dovette rientrare in Inghilterra[24].
Ben presto tutti i territori occupati dagli inglesi tornarono sotto l'autorità del re di Francia[25].

Giovanni non sopravvisse molto a questo successo; infatti morì a Beaumont-de-Lomagne, nel 1373[25], il 5 aprile[14] e gli succedette il figlio primogenito, Giovanni[13][14].

Matrimoni e discendenzaModifica

Giovanni in prime nozze, prima del 10 maggio 1324, aveva sposato l'erede delle viscontee di Lomagne e d'Auvillar, Regina di Goth[14][26] (1307/1309 - Lavardens agosto 1325), unica figlia di Bertrando di Goth Visconte di Lomagne e d'Auvillars e della moglie Beatrice di Lautrec[14], Viscontessa di Lautrec.
Bertrando di Goth era il nipote di Bertrando di Goth, papa Clemente V[14][26].
Il contratto di matrimonio di Giovanni e Regina era stato concordato il 6 giugno 1311[14][26]. Bertrando di Goth il 19 maggio 1324, fece testamento, in cui dichiarava sua erede la sua unica figlia, Regina, contessa d'Armagnac[15]. Poco dopo il matrimonio, alla morte del padre, sempre nel 1324, Regina divenne Viscontessa di Lomagne e d'Auvillar (la viscontea di Lomagne, confinante con la contea di Fezensac, aveva un'estensione di circa 36 leghe[27] quadrate, ed aveva come capitale Lavit[28], mentre la viscontea di Auvillar, poco più grande del paese di Auvillar, era una enclave nella viscontea di Lomagne[28]). L'anno dopo, in prossimità della morte, Regina fece testamento, l'11 agosto 1325, indicando come erede delle viscontee e di altri territori sparsi nel sud della Francia[28] il proprio marito, Giovanni I d'Armagnac[14][26]. Regina morì a Lavardens, in quello stesso mese d'Agosto[14].

Dopo essere rimasto vedovo, nel maggio 1327, Giovanni si sposò con la contessa di Charolais, Beatrice di Clermont[14][26] (gennaio 1311 - Rodez 25 agosto 1364), principessa di sangue reale, figlia primogenita del conte di Charolais e signore di Saint-Just, Giovanni[14][26] (figlio di Roberto di Francia, figlio del re di Francia, Luigi IX il Santo[29]) e della sua seconda moglie[26], Giovanna di Dargies, signora di Dargies e di Catheux[14]; la contea di Charolais si trovava in Borgogna, aveva per capitale Charolles, ed aveva un'estensione di circa 50 leghe[27] quadrate[29]. Il matrimonio fu celebrato al castello di Pont-Sainte-Maxence, alla presenza del re di Francia, Carlo IV il Bello[26]. Beatrice morì , nel 1364[14], dopo aver fatto testamento , nel 1361[30], in cui designava come erede il figlio primogenito, Giovanni[14]. Beatrice fu inumata nella chiesa dei cappuccini di Rodez[13][14].
Giovanni da Beatrice ebbe quattro figli[31]:

NoteModifica

  1. ^ La Lomagne è un territorio nel nord-est della Guascogna, sulla sponda sinistra della Garonna
  2. ^ a b c d e f g (FR) RDocumens historiques et généalogiques sur les familles et les hommes remarquables du Rouergue, pag. 236
  3. ^ a b c d (FR) Histoire généalogique et chronologique de la maison royale de France, tomus III, comtes d'Armagnac, XIV, pagina 415
  4. ^ (LA) Histoire généalogique de la maison d'Auvergne, Tome II, testamento di Mascarose di Comminges, pagine 550 - 552
  5. ^ (FR) La Vasconie, étude historique et critique, vol. II, cap. V bis, par. XX, pag. 36
  6. ^ (FR) RDocumens historiques et généalogiques sur les familles et les hommes remarquables du Rouergue, pag. 235
  7. ^ (FR) Histoire généalogique et chronologique de la maison royale de France, tomus III, comtes d'Armagnac, XIII, pagina 414
  8. ^ (FR) Chroniques romanes des comtes de Foix, pag. 34, nota 4
  9. ^ (FR) Histoire généalogique et chronologique de la maison royale de France, tous III, cap VIII, pagina 347
  10. ^ a b (LA) Histoire généalogique de la maison d'Auvergne, Tome II, testamento di Enrico II conte di Rodez, pagine 556 e 557
  11. ^ (LA) Histoire généalogique de la maison d'Auvergne, Tome II, Extrait des archives du Roy, pagina 547
  12. ^ a b c d (FR) Histoire généalogique et chronologique de la maison royale de France, tomus III, comtes d'Armagnac, XV, pagina 416
  13. ^ a b c d e f g h i j k l (FR) RDocumens historiques et généalogiques sur les familles et les hommes remarquables du Rouergue, pag. 238
  14. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p (FR) Histoire généalogique et chronologique de la maison royale de France, tomus III, comtes d'Armagnac, XIV, pagina 417
  15. ^ a b (FR) Histoire généalogique et chronologique de la maison royale de France, tomus IX, Additions et corrections generales, tome second, pagina 383
  16. ^ (FR) #ES Histoire des ducs de Bourgogne de la race capétienne, vol. VII, pagg. 253 - 259
  17. ^ (FR) RDocumens historiques et généalogiques sur les familles et les hommes remarquables du Rouergue, pagg. 238 e 239
  18. ^ a b c d e f g h (FR) RDocumens historiques et généalogiques sur les familles et les hommes remarquables du Rouergue, pag. 239
  19. ^ a b c d (FR) RDocumens historiques et généalogiques sur les familles et les hommes remarquables du Rouergue, pag. 240
  20. ^ (FR) Histoire généalogique et chronologique de la maison royale de France, tomus III, cap XI, pagina 349
  21. ^ (FR) #ES Histoire des Comtes de Foix- Gaston III Febus de Foix-Béarn
  22. ^ (FR) Chroniques romanes des comtes de Foix, pag. 56, nota 2
  23. ^ a b A. Coville, Francia. La guerra dei cent'anni (fino al 1380), pag 636
  24. ^ a b A. Coville, Francia. La guerra dei cent'anni (fino al 1380), pag 637
  25. ^ a b (FR) RDocumens historiques et généalogiques sur les familles et les hommes remarquables du Rouergue, pag. 241
  26. ^ a b c d e f g h (FR) RDocumens historiques et généalogiques sur les familles et les hommes remarquables du Rouergue, pag. 237
  27. ^ a b La Lega (unità di misura di lunghezza) di origine romana, in Francia, equivaleva a 3,898 km (Vocabolario Treccani, vol. III, p. 50, 1997², Legoprint Trento)
  28. ^ a b c (FR) RDocumens historiques et généalogiques sur les familles et les hommes remarquables du Rouergue, pag. 237, nota 1
  29. ^ a b (FR) RDocumens historiques et généalogiques sur les familles et les hommes remarquables du Rouergue, pag. 237, nota 2
  30. ^ (FR) RDocumens historiques et généalogiques sur les familles et les hommes remarquables du Rouergue, pagg. 237 e 238
  31. ^ (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy : COMTES d'ARMAGNAC- JEAN I
  32. ^ (FR) Histoire généalogique et chronologique de la maison royale de France, tomus III, comtes d'Armagnac, XIV, pagine 417 e 418
  33. ^ a b (FR) Histoire généalogique et chronologique de la maison royale de France, tomus III, comtes d'Armagnac, XIV, pagina 418

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