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Gran Premio degli Stati Uniti d'America 1984

corsa automobilistica
Stati Uniti Gran Premio degli Stati Uniti d'America 1984
397º GP del Mondiale di Formula 1
Gara 9 di 16 del Campionato 1984
Circuit Fair Park Dallas.svg
Data 8 luglio 1984
Nome ufficiale I Stroh's Dallas Grand Prix
Luogo Dallas
Percorso 3,901 km
Distanza 67[1] giri, 261,367[2] km
Clima Soleggiato
Risultati
Pole position Giro più veloce
Regno Unito Nigel Mansell Austria Niki Lauda
Lotus-Renault in 1'37"041 McLaren-TAG Porsche in 1'45"353
(nel giro 22)
Podio
1. Finlandia Keke Rosberg
Williams-Honda
2. Francia René Arnoux
Ferrari
3. Italia Elio De Angelis
Lotus-Renault

Il Gran Premio degli Stati Uniti d'America 1984 è stata la nona prova della stagione 1984 del Campionato mondiale di Formula 1. Si è corsa domenica 8 luglio 1984 sul Circuito di Dallas. La gara è stata vinta dal finlandese Keke Rosberg su Williams-Honda; per il vincitore si trattò del terzo successo nel mondiale. Ha preceduto sul traguardo il francese René Arnoux su Ferrari e l'italiano Elio De Angelis su Lotus-Renault.

Per Arnoux si trattò del ventiduesimo, e ultimo, podio nel mondiale di F1.[3]

Indice

VigiliaModifica

Sviluppi futuriModifica

La FISA convocò una nuova riunione tra i costruttori per decidere in merito alle regole tecniche da applicare per il 1985. Proseguì la polemica tra chi, come la Tyrrell, proponeva la riduzione del serbatoio a 195 litri, e chi invece voleva il mantenimento della capacità a 220 litri.[3]

 
Una vista del Fair Park, all'interno del quale venne disegnato il tracciato per il Gran Premio di Dallas.

La Scuderia Ferrari confermò, per il 1985, la stessa coppia di piloti del 1984, Michele Alboreto e René Arnoux.[4]

Aspetti tecniciModifica

La gara si svolse su un circuito all'esordio nel mondiale di F1, disegnato all'interno del Fair Park, attorno allo stadio del Cotton Bowl, a Dallas. Lungo oltre tre chilometri e novecento metri, era composto da ben 23 curve, per lo più a gomito. I lavori per il suo allestimento iniziarono il 16 febbraio, e comportarono la posa di blocchi di cemento, lungo il tracciato, per 8 chilometri, 30.000 metri di guard-rail e 7.000 pneumatici a protezione delle vie di fuga. L'orario d'inizio della gara era insolito, le 11 del mattino.[5]

I piloti furono fortemente critici in merito al tracciato. Considerato stretto, tortuoso, con diverse curve cieche e scarse misure di sicurezza, tanto che René Arnoux, pilota della Scuderia Ferrari, lo giudicò del tutto inadeguato a ospitare una gara di F1; Niki Lauda mise in evidenza come il tracciato fosse veloce come una pista permanente, ma che comportasse le problematiche classiche di un tracciato cittadino. I due furono anche multati, per eccesso di velocità, perché, nei giorni prima della gara, provarono il tracciato, con delle vetture stradali, viaggiando a 70 km/h, contro un limite di 30 km/h.[6] Venne criticata anche la FISA per aver permesso la tenuta del Gran Premio su un tracciato che, di fatto, non era stato omologato tramite la precedente disputa di una gara internazionale. Tale mancanza, per altro, era già accaduta per i tracciati cittadini di Las Vegas e Detroit.[3]

Il grande caldo atteso per la gara costrinse le scuderie a modificare le monoposto, al fine di garantire un migliore raffreddamento dei radiatori. La Brabham portò anche un nuovo radiatore dell'olio, più piccolo del precedente, che comportò una nuovo disegno della parte frontale della vettura. L'Arrows abbandonò, definitivamente i motori Ford Cosworth, per passare alla BMW (anche a Marc Surer venne dato il modello A7, in luogo dell'A6), mentre la Spirit tornò all'uso del motore Hart. La RAM modificò la geometria delle sospensioni.[3]

Aspetti sportiviModifica

La gara era nota anche come Dallas Grand Prix, e rappresentava la seconda gara consecutiva che si svolgeva negli Stati Uniti d'America, dopo quella tenuta a Detroit, quindici giorni prima. Quello di Dallas era l'ottavo circuito diverso a ospitare il mondiale di F1 negli USA. La gara venne organizzata da Don Walker e Larry Waldrop, ai quali si associò Carroll Shelby. I tre vennero anche consigliati da Chris Pook, l'organizzatore della gara di Long Beach. Il costo, per l'organizzazione del gran premio, si aggirava sui 10 milioni di dollari.[3] A causa di dissapori in merito alla gestione della sicurezza e degli accrediti, tra gli organizzatori del gran premio e la FOCA, la tenuta della gara venne messe in dubbio nei giorni precedenti. Ecclestone aveva ottenuto l'assenso, delle altre scuderie della sua associazione, a boicottare la gara, nel caso non si fosse ottenuto un accordo.[4] In seguito la FOCA accettò le richieste degli organizzatori locali.[7]

Corrado Fabi tornò a correre per la Brabham, al fine di sostituire il fratello Teo, impegnato in gare del campionato nordamericano. Niki Lauda festeggiò il suo centocinquantesimo gran premio valido per il mondiale, mentre Michele Alboreto toccò quota cinquanta.[3]

Al giovedì, nelle prime prove libere, il migliore fu il pilota della Renault, Derek Warwick, che chiuse il miglior giro in 1'38"617. René Arnoux finì contro un muretto, per evitare una collisione con De Angelis e Johnny Cecotto.[8]

La sessione iniziò con due ore e mezza di ritardo, a causa della necessità di sistemare la pista, migliorando le vie di fuga, e sistemando alcuni tombini. I piloti, al termine della sessione stessa, confermarono le loro perplessità. Elio De Angelis affermò di "sentirsi ridicolo" a girare sul quel tracciato, non escludendo la possibilità che i piloti potessero rifiutarsi di correre mentre Michele Alboreto, uno dei piloti ai quali il progetto della pista era stato presentato in anteprima, disse che i piloti si erano fidati del giudizio di Derek Ongaro, l'incaricato della Federazione.[4]

Nelle prove libere del venerdì i più rapidi furono i piloti della McLaren, con Niki Lauda che chiuse con 1'36"317, davanti ad Alain Prost, che chiuse con 43 millesimi di ritardo. Terzo si classificò Nelson Piquet che chiuse a meno di quattro decimi dal tempo dell'austriaco. La sessione fu caratterizzata da un grande caldo, con oltre 40 °C.[9]

QualificheModifica

ResocontoModifica

Nella prima giornata di qualifiche, anch'essa svolta con una temperatura torrida, ai primi due posti si classificarono le due Lotus di Nigel Mansell e Elio De Angelis, divisi da circa sei decimi. Terzo fu René Arnoux, a un decimo da De Angelis.

La giornata fu caratterizzata da molti incidenti. Nei primi muniti di sessione Martin Brundle finì contro un muretto, fratturandosi la caviglia sinistra, e tanto da dover essere portato al Baylor Hospital, ove gli venne riscontrata anche una seconda frattura. Nell'impatto venne spostato uno dei blocchi di cementi che cingevano tutta la pista. Niki Lauda riportò una contusione a un polpaccio, in un incidente che aveva distrutto la sua vettura; anche Philippe Alliot distrusse la sua monoposto, mentre René Arnoux danneggiò la ruota posteriore destra e l'alettone.[10]

Al sabato solo 3 piloti riuscirono a migliorare i tempi del venerdì. Tra questi Derek Warwick che scalò in terza posizione. Le due Lotus non effettuarono nemmeno un tentativo. Per Nigel Mansell fu la prima pole position nel mondiale, ottenuta dopo 52 gare. Per la Lotus fu la novantesima partenza al palo, come costruttore. Oltre all'infortunato Brundle, che la Tyrrell non sostituì, anche Alliot, a causa della monoposto distrutta al venerdì, non si poté partecipare alla gara.

Le condizioni climatiche erano estreme. Mansell comunicò che nell'abitacolo della sua vettura si erano toccati i 55 °C. Keke Rosberg testò anche un sistema di raffreddamento inserito nel proprio casco. Al termine delle qualifiche Lauda cercò di convincere gli altri piloti a non disputare la gara, o a ridurne la durata, ma senza successo. Leo Mell, responsabile della Goodyear, constatò che la temperatura dell'asfalto raggiungeva i 60 °C, e che le gomme da qualifica si degradavano in meno di un giro.[11] I giudizi dei piloti furono unanimi nel bocciare il tracciato di Dallas, con Arnoux che lo accomunò, nella mediocrità, con quello di Detroit.[3]

RisultatiModifica

I risultati delle qualifiche[12] furono i seguenti:

Pos Pilota Costruttore Tempo Griglia
1 12   Nigel Mansell   Lotus-Renault 1'37"041 1
2 11   Elio De Angelis   Lotus-Renault 1'37"635 2
3 16   Derek Warwick   Renault 1'37"708 3
4 28   René Arnoux   Ferrari 1'37"785 4[13]
5 8   Niki Lauda   McLaren-TAG Porsche 1'37"987 5
6 19   Ayrton Senna   Toleman-Hart 1'38"256 6
7 7   Alain Prost   McLaren-TAG Porsche 1'38"544 7
8 6   Keke Rosberg   Williams-Honda 1'38"767 8
9 27   Michele Alboreto   Ferrari 1'38"793 9
10 15   Patrick Tambay   Renault 1'38"907 10
11 2   Corrado Fabi   Brabham-BMW 1'38"960 11
12 1   Nelson Piquet   Brabham-BMW 1'39"439 12
13 14   Manfred Winkelhock   ATS-BMW 1'39"860 13[14]
14 23   Eddie Cheever   Alfa Romeo 1'39"911 14
15 20   Johnny Cecotto   Toleman-Hart 1'40"027 15
16 26   Andrea De Cesaris   Ligier-Renault 1'40"095 16
17 4   Stefan Bellof   Tyrrell-Ford Cosworth 1'40"336 17
18 24   Piercarlo Ghinzani   Osella-Alfa Romeo 1'41"176 18
19 25   François Hesnault   Ligier-Renault 1'41"303 19
20 18   Thierry Boutsen   Arrows-BMW 1'41"318 20
21 22   Riccardo Patrese   Alfa Romeo 1'41"328 21
22 17   Marc Surer   Arrows-BMW 1'42"592 22
23 21   Huub Rothengatter   Spirit-Hart 1'43"084 23
24 9   Philippe Alliot   RAM-Hart 1'43"222 NP[15]
25 5   Jacques Laffite   Williams-Honda 1'43"304 24
26 10   Jonathan Palmer   RAM-Hart 1'44"676 25
NQ 3   Martin Brundle   Tyrrell-Ford Cosworth 2'31"960 NQ

Warm upModifica

Il riscaldamento pre gara era fissato alle 7.30, visto che l'orario previsto, per la partenza della gara, erano le 11. La situazione della pista era estremamente critica, peggiorata anche dalla tenuta di una gara Can-Am; alcuni operai cercarono di sistemare alla meglio il tracciato, con del cemento a presa rapida.

Il warm up venne cancellato, e i piloti, con Lauda e Prost in testa, chiesero l'annullamento del gran premio. Bernie Ecclestone rifiutò la proposta, ma accordò una riduzione della gara a 68 giri, contro i 78 previsti. Il direttore di gara concesse anche tre giri di riscaldamento per i piloti, prima di posizionarsi in griglia.[3]

GaraModifica

ResocontoModifica

Durante il giro di ricognizione René Arnoux rimase fermo in griglia e fu costretto a partire dall'ultima fila, ove trovò Manfred Winkelhock, anche lui frenato da un guaio tecnico.

Al via Nigel Mansell mantenne il comando della gara, seguito da Elio De Angelis e Derek Warwick, mentre Ayrton Senna si portò in quarta posizione davanti, a Lauda e Prost, e Rosberg, Alboreto e Tambay. Nel primo giro Rosberg passò Prost.

Al secondo giro Senna urtò un muretto, forando una gomma, e fu costretto ai box, dopo aver dovuto compiere un giro molto lento, che lo allontanò dalle posizioni di testa. La direzione di gara inviò la vettura di sicurezza in pista, per consentire il recupero della vettura di François Hesnault, anche lui vittima di un incidente, ma la gara non venne neutralizzata o sospesa.

Al giro 4 Warwick si liberò di De Angelis e si portò alla spalle di Mansell. Al settimo giro anche Lauda passò De Angelis, che scontava un problema tecnico all'iniezione. Warwick si avvicinò a Mansell, mentre alla sue spalle Lauda precedeva De Angelis, Rosberg, Prost, Tambay e Piquet. All'undicesimo giro Warwick tentò il sorpasso su Mansell, ma, a causa di freni ancora freddi, la sua Renault partì in testacoda, e urtò le barriere. Il britannico fu costretto al ritiro.

Al dodicesimo passaggio Elio De Angelis riprese la seconda posizione, e si mise lui all'attacco del compagno di team Mansell, che scontava dei problemi al cambio. Lauda, con problemi al propulsore cedette la terza piazza a Keke Rosberg. De Angelis si portò all'attacco di Mansell, che resistette al comando; al giro 19 il pilota romano dovette, a sua volta, subire l'attacco di Rosberg, che conquistò la seconda posizione. Nel frattempo Prost aveva passato Lauda.

Keke Rosberg attaccò Mansell al ventesimo e al ventunesimo giro, ma l'inglese si difese strenuamente, chiudendo ogni varco. Il finnico attese qualche giro, riprovando ad attaccare Mansell, che però fu ancora molto duro nella sua difesa, tanto che Rosberg si lamentò per la tattica ostruzionistica del pilota della Lotus. Al trentesimo giro Alain Prost passò De Angelis, per la terza posizione. Dopo tre giri il francese, sfruttando un altro tentativo infruttuoso di Rosberg, riuscì a passare il pilota della Williams. Prost, a causa di un errore di guida, cedette ancora la seconda posizione a Rosberg, dopo un paio di giri.

Al giro 36 Nigel Mansell toccò con l'alettone posteriore un muretto, consentendo infine a Rosberg di prendere il comando. L'inglese tentò ancora di ripassare il finnico, sfiorando la collisione, e provocando ancora le proteste del pilota Williams. Dopo un solo giro Mansell cedette la posizione anche a Prost, De Angelis e Lauda, a causa di pneumatici molto deteriorati. Al trentanovesimo giro fu costretto al pit stop, rientrando in gara al settimo posto. Nello stesso giro René Arnoux strappò il quinto posto a Nelson Piquet.

Al quarantaduesimo giro Niki Lauda passò Elio De Angelis che, dopo quattro giri, venne sorpassato da Arnoux. Nello stesso girò vi fu il ritiro per Piquet. Al giro 49 Prost infilò Rosberg, dopo un errore di guida del finlandese, mentre, al giro 51, il francese della Ferrari guadagnò la terza posizione del podio, passando Lauda.

Un errore di guida costò il ritiro a Michele Alboreto, da poco entrato nella zona dei punti. Al giro 57 la curva 6 fu fatale anche per la gara di Prost, che terminò contro le barriere, rompendo una sospensione, e parcheggiando la sua McLaren al fianco della monoposto di Alboreto. Keke Rosberg tornò a condurre il gran premio.

Alla curva 6 si fermarono anche le due Arrows, quella di Marc Surer per un errore del pilota, mentre su quella di Thierry Boutsen andò in panne il motore. Al giro 61 anche Niki Lauda, terzo, centrò il muretto della curva 6, ritirandosi. Allo scoccare delle due ore di gara, a un giro dal termine previsto, Keke Rosberg s'impose per la terza volta in carriera. Il finlandese portò al successo il motore Honda, il cui ultimo successo risaliva al Gran Premio d'Italia 1967. René Arnoux, partito ultimo, e Elio De Angelis completarono il podio.

Nell'ultimo giro Mansell, quinto, urtò un muretto, danneggiando il suo cambio. La sua Lotus si fermò a pochi metri dal traguardo; il britannico smontò dalla monoposto, cercando di spingerla fino al traguardo, ma svenne per il caldo. Ciò consentì a Piercarlo Ghinzani di chiudere quinto, e iscrivere i suoi primi punti iridati. Per l'Osella fu il primo arrivo nei punti dal Gran Premio di San Marino 1982.[3]

RisultatiModifica

I risultati del gran premio[16] furono i seguenti:

Pos Pilota Costruttore Giri Tempo/Ritiro Griglia Punti
1 6   Keke Rosberg   Williams-Honda 67 2h01'22"617 8 9
2 28   René Arnoux   Ferrari 67 + 22"464 4[13] 6
3 11   Elio De Angelis   Lotus-Renault 66 + 1 giro 2 4
4 5   Jacques Laffite   Williams-Honda 65 + 2 giri 25 3
5 24   Piercarlo Ghinzani   Osella-Alfa Romeo 65 + 2 giri 18 2
6 12   Nigel Mansell   Lotus-Renault 64 Cambio[17] 1 1
7 2   Corrado Fabi   Brabham-BMW 64 + 3 giri 11  
8 14   Manfred Winkelhock   ATS-BMW 64 + 3 giri 13[14]  
Rit 8   Niki Lauda   McLaren-TAG Porsche 60 Incidente 5  
Rit 7   Alain Prost   McLaren-TAG Porsche 56 Sospensione/Incidente 7  
Rit 18   Thierry Boutsen   Arrows-BMW 55 Sospensione/Incidente 20  
Rit 27   Michele Alboreto   Ferrari 54 Sospensione/Incidente 9  
Rit 17   Marc Surer   Arrows-BMW 54 Sospensione 22  
Rit 19   Ayrton Senna   Toleman-Hart 47 Frizione 6  
Rit 10   Jonathan Palmer   RAM-Hart 46 Problemi elettrici 26  
Rit 1   Nelson Piquet   Brabham-BMW 45 Incidente 12  
Rit 15   Patrick Tambay   Renault 25 Incidente 10  
Rit 20   Johnny Cecotto   Toleman-Hart 25 Testacoda 15  
Rit 26   Andrea De Cesaris   Ligier-Renault 15 Incidente 16  
Rit 21   Huub Rothengatter   Spirit-Hart 15 Perdita di benzina 23  
Rit 22   Riccardo Patrese   Alfa Romeo 12 Testacoda 21  
Rit 16   Derek Warwick   Renault 10 Incidente 3  
SQ 4   Stefan Bellof   Tyrrell-Ford Cosworth 9 Squalificato[18] 17  
Rit 23   Eddie Cheever   Alfa Romeo 8 Incidente 14  
Rit 25   François Hesnault   Ligier-Renault 0 Incidente 19  
NP 9   Philippe Alliot   RAM-Hart 0 Non partito 24
NQ 3   Martin Brundle   Tyrrell-Ford Cosworth        

ClassificheModifica

Decisioni della FIAModifica

In una riunione del 18 luglio la FISA decise di inviare una reprimenda agli organizzatori del gran premio, per le varie difficoltà che si erano registrate nel weekend. Inoltre chiese agli stessi il deposito di 200.000 dollari a garanzia dei lavori necessari da effettuare per mantenere la gara nel calendario per il 1985.[19]

Al termine della gara precedente, il GP di Detroit, le vetture della Tyrrell erano state sottoposte a verifica.[20]

Il peso delle Tyrrell risultò regolare, ma i tecnici della federazione vollero controllare anche il serbatoio d'acqua delle vetture, all'interno del quale venne scoperto un liquido sconosciuto, nel quale galleggiavano dei pallini di piombo.[21]

A seguito di ulteriori indagini, la Federazione scoprì che sulle vetture inglesi, durante la gara, veniva effettuato un rabbocco con questo liquido contenente pallini di piombo, che serviva per arricchire l'aria immessa sui tromboncini di aspirazione, al fine di ritardare la detonazione del motore, rendendo così possibile l'utilizzo di un maggior rapporto di compressione, ottenendo una maggiore potenza. In una riunione del 18 luglio 1984, la FISA decise di escludere la Tyrrell dalle rimanenti gare del campionato del mondo, e cancellò tutti i punti ottenuti fino al momento della squalifica. Venne deciso che i punti attribuiti ai piloti della scuderia britannica non sarebbero stati assegnati. Le vetture proseguirono a partecipare al campionato, fino al Gran Premio d'Olanda, ma la loro partecipazione fu sub judice.[22] La squalifica della Tyrrell venne confermata dal Tribunale d'Appello della FISA, dopo una riunione del 29 agosto. La scuderia venne esclusa dai successivi gran premi.[23]

Il 9 ottobre la FISA decise di rideterminare le classifiche di tutte le gare, fino a quel momento disputate, facendo scalare in graduatoria tutti i piloti classificatisi alle spalle dei piloti della Tyrrell. Ciò non portò a ridisegnare la classifica, per questa gara, in quanto Stefan Bellof si era ritirato, durante il gran premio, mentre, l'altro pilota della scuderia, Martin Brundle, non si era qualificato, essendosi infortunato durante le prove.[18]

Nigel Mansell, per aveva cercato di spingere a mano la sua Lotus, rimasta senza carburante a pochi metri dal traguardo, venne squalificato per un anno dalle competizioni; la pena venne accompagnata dalla condizionale, che consentì al pilota britannico di partecipare al resto del campionato.[24]

NoteModifica

  1. ^ Previsti inizialmente 78 giri, successivamente ridotta a 68 giri, infine interrotta al raggiungimento delle due ore.
  2. ^ La distanza originaria della gara era di 304,278 km.
  3. ^ a b c d e f g h i (FR) 9. Etats-Unis 1984, su statsf1.com. URL consultato il 9 agosto 2018.
  4. ^ a b c Cristiano Chiavegato, Forse salta il G.P. di Dallas, in La Stampa, 6 luglio 1984, p. 21. URL consultato il 19 settembre 2018.
  5. ^ Cristiano Chiavegato, Per Dallas un altro affare: la F1, in La Stampa, 4 luglio 1984, p. 21. URL consultato il 12 agosto 2018.
  6. ^ (ES) Oatrice Burchkalter, En Dallas, el calor sera una tortura, in El Mundo Deportivo, 6 luglio 1984, p. 32. URL consultato il 10 agosto 2018.
  7. ^ GeiAr batte Ecclestone, in La Stampa, 7 luglio 1984, p. 21. URL consultato il 20 settembre 2018.
  8. ^ Arnoux contro un muro, in La Stampa, 6 luglio 1984, p. 21. URL consultato il 19 settembre 2018.
  9. ^ (ES) G.P. de Dallas: preocupan la pista y el calor, in El Mundo Deportivo, 7 luglio 1984, p. 32. URL consultato il 13 agosto 2018.
  10. ^ Cristiano Chiavegato, Lotus super, Ferrari ok, in La Stampa, 7 luglio 1984, p. 21. URL consultato il 20 settembre 2018.
  11. ^ Cristiano Chiavegato, A Dallas la lotteria del rischio, in La Stampa, 8 luglio 1984, p. 23. URL consultato il 20 settembre 2018.
  12. ^ Risultati delle qualifiche, su statsf1.com.
  13. ^ a b René Arnoux partì dal fondo della griglia per un problema tecnico che si evidenziò prima della partenza.
  14. ^ a b Manfred Winkelhock partì dal fondo della griglia, per un problema al motore, che si verificò prima della gara.
  15. ^ Philippe Alliot non prese parte alla gara, dopo aver distrutto la sua vetture nelle qualifiche. Scalarono in griglia i piloti qualificatisi alle sue spalle, ma non venne ripescato l'unico non qualificato, Martin Brundle, non essendo in condizioni fisiche tali da poter partecipare alla gara.
  16. ^ Risultati del gran premio, su statsf1.com.
  17. ^ Nigel Mansell, pur se ritirato, venne classificato avendo coperto più del 90% della distanza.
  18. ^ a b Stefan Bellof, ritirato durante la gara, venne in seguito squalificato per irregolarità tecniche della sua vettura. Montecarlo cancellato dalla F.1, in La Stampa, 10 ottobre 1984, p. 23. URL consultato il 22 novembre 2017.
  19. ^ (FR) 10. Grande Bretagne 1984, su statsf1.com. URL consultato il 29 novembre 2018.
  20. ^ (FR) 1. Brésil 1984, su statsf1.com. URL consultato il 1° novembre 2017.
  21. ^ (FR) 8. Etats-Unis Est 1984, su statsf1.com. URL consultato il 4 marzo 2018.
  22. ^ Cristiano Chiavegato, Clamoroso: la Tyrrell esclusa, Mansell e Ickx puniti, in La Stampa, 19 luglio 1984, p. 21. URL consultato il 22 novembre 2017.
  23. ^ Cristiano Chiavegato, Alboreto crede nella Ferrari "Vorrei vincere a Monza", in La Stampa, 31 agosto 1984, p. 19. URL consultato il 22 novembre 2017.
  24. ^ Cristiano Chiavegato, Clamoroso: la Tyrrell esclusa, Mansell e Ickx puniti (PDF), in La Stampa, 19 luglio 1984, p. 21. URL consultato il 10 dicembre 2018.

BibliografiaModifica

  • Rob Walker (ottobre, 1984). "1st Dallas Grand Prix: Cool Keke". Road & Track, 178-182.
  • Mike S. Lang (1992). Grand Prix!: Race-by-race account of Formula 1 World Championship motor racing. Volume 4: 1981 to 1984. Haynes Publishing Group. ISBN 0-85429-733-2

Altri progettiModifica

Campionato mondiale di Formula 1 - Stagione 1984
                               
   

Edizione precedente:
1975
Gran Premio degli Stati Uniti d'America
Edizione successiva:
1985
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