Harlem (film)

film del 1943 diretto da Carmine Gallone

TramaModifica

Tommaso è un giovane pugile italiano. Un giorno parte per l'America del Nord, intenzionato a sfondare nel mondo del pugilato. A New York incontra il fratello Amedeo, che si occupa di costruzioni edili. Ma una banda di malfattori accusa Amedeo di essere un assassino, per cui finisce in tribunale; Tommaso, in un grande incontro sul ring, riesce a battere il campione afroamericano e con la borsa ricevuta potrà pagare la cauzione per liberare il fratello. Amedeo però sarà comunque ucciso in un agguato, e in punto di morte supplicherà Tommaso di tornare in patria.

ProduzioneModifica

Il film, girato a Cinecittà in piena Seconda guerra mondiale tra la fine del 1942 e l'inizio dell'anno successivo, esce nelle sale nel mese di aprile del 1943. Carmine Gallone, per disporre del folto pubblico di afroamericani, riuscì a far giungere nel teatro di posa un gruppo di prigionieri di colore, provenienti da un campo di prigionia nei pressi di Roma.

CriticaModifica

Antonio Pietrangeli, nelle pagine di Bianco e Nero del 1º giugno 1943:

« Imbastito con un preciso scopo dimostrativo e didascalico in un finale alla Griffith e nel serrato montaggio di un incontro di pugilato. Dopo tanta penuria, dopo tanto ozioso paesaggismo, abbiamo visto la gente scattare in piedi, gridare battere le mani. Gli autori hanno voluto dare alla pellicola un surrogato dei film americani. Ci meraviglia che tra gli autori ci sia Cecchi che passa per competente di cose americane.. »

AccoglienzaModifica

Con un introito di 10 milioni di lire (dell'epoca), Harlem risultò il film dal maggior incasso in Italia del 1943.

BibliografiaModifica

  • Francesco Savio, Ma l'amore no, Sonzogno Milano 1975
  • Dizionario Bolaffi del cinema italiano - I registi, Torino 1979

Collegamenti esterniModifica

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