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Harlem (film)

film del 1943 diretto da Carmine Gallone
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Harlem
Titolo originaleHarlem
Paese di produzioneItalia
Anno1943
Durata80 min
Dati tecniciB/N
Generedrammatico
RegiaCarmine Gallone
SoggettoGiuseppe Achille
SceneggiaturaSergio Amidei, Emilio Cecchi
Casa di produzioneCines
Distribuzione in italianoE.N.I.C.
FotografiaAnchise Brizzi
MontaggioMaria Rosada
MusicheWilly Ferrero, Enrico Cagna Gabiati
ScenografiaGuido Fiorini
Interpreti e personaggi

Harlem è un film del 1943 diretto da Carmine Gallone.

Il film è conosciuto anche con i titoli Knock-out o Harlem Knock-out!.

Venne girato negli studi di Cinecittà, ed è un classico esempio di pellicola rientrante nel filone del cinema di propaganda.[1]

Indice

TramaModifica

Tommaso Rossi è un giovane architetto che lascia l'Italia per raggiungere il fratello Amedeo che negli Stati Uniti d'America ha fatto fortuna come costruttore. Scoperto il suo talento per il pugilato, Tommaso accetta le proposte del manager Farrell, e si affida ad un allenatore per provare la carriera sportiva, contro il volere del fratello. Mentre Tommaso inanella una serie di successi, si innamora di Muriel, e diventa popolare, il fratello Amedeo per essersi opposto alla vendita di un immobile diventa il bersaglio di una banda di malfattori. Così, incastrato per un assassinio che non ha commesso, Amedeo viene arrestato e tutte le sue attività sequestrate. Tommaso è vittima del rovescio del fratello venendo scaricato dal suo manager e ignorato da tutti gli altri. I malfattori intendono trattenere Amedeo Rossi in prigione il tempo necessario per far scadere la sua opzione di acquisto sull'immobile sul quale hanno messo gli occhi per una grande speculazione.

Improvvisamente però il vecchio manager di Tommaso gli offre una grande opportunità per un match al Madison Square Garden con il grande pugile di colore Charlie Lamb. Una vittoria, per quanto improbabile, permetterebbe di pagare l'ingente cauzione per liberare il fratello. Tommaso accetta ma la sera del match deve affrontare anche il rapimento del nipote, che il boss Sherman ha organizzato per stroncare l'ambizioso disegno del giovane italiano. E contro ogni pronostico, dopo aver liberato il piccolo Tony con l'aiuto dell'amico Pat, Tommaso fa giusto in tempo a presentarsi per il match e sconfigge il temutissimo avversario. I cattivi finiscono in prigione, mentre Amedeo può uscirne grazie al fratello Tommaso.

Altro finaleModifica

Un'altra versione del film, meno consolatoria e ancor più nazionalista e anti-americana, presenta un'appendice nella quale Amedeo viene ucciso in un agguato, e in punto di morte supplica Tommaso di tornare in patria.

ProduzioneModifica

Il film, girato a Cinecittà in piena Seconda guerra mondiale tra la fine del 1942 e l'inizio dell'anno successivo, uscì nelle sale nel mese di aprile del 1943. Carmine Gallone, per disporre del folto pubblico di afroamericani, riuscì a far giungere nel teatro di posa un gruppo di prigionieri di colore, provenienti da un campo di prigionia nei pressi di Roma.

CriticaModifica

Antonio Pietrangeli, nelle pagine di Bianco e Nero del 1º giugno 1943:

«Imbastito con un preciso scopo dimostrativo e didascalico in un finale alla Griffith e nel serrato montaggio di un incontro di pugilato. Dopo tanta penuria, dopo tanto ozioso paesaggismo, abbiamo visto la gente scattare in piedi, gridare battere le mani. Gli autori hanno voluto dare alla pellicola un surrogato dei film americani. Ci meraviglia che tra gli autori ci sia Cecchi che passa per competente di cose americane..»

AccoglienzaModifica

Stando ai dati disponibili,[2] con un introito di 10 milioni di lire dell'epoca, Harlem risultò il film dal maggior incasso in Italia del 1943.

NoteModifica

  1. ^ Alessandro M. Colombo, HARLEM! KNOCK OUT (1943) di Carmine Gallone – recensione del film, su cinemaitalianodatabase.com, 22 ottobre 2017. URL consultato il 19 ottobre 2018.
  2. ^ Non esistono dati ufficiali sugli incassi dei film italiani degli anni trenta e primi quaranta. Le somme indicate sono pubblicate in Storia del cinema italiano, op. cit. in bibliografia, pagg 666 e seg., e sono dedotte indirettamente dai documenti relativi ai contributi alla cinematografia concessi dallo Stato in base alle norme incentivanti dell'epoca.

BibliografiaModifica

  • Francesco Savio, Ma l'amore no, Sonzogno Milano 1975
  • Dizionario Bolaffi del cinema italiano - I registi, Torino 1979

Collegamenti esterniModifica

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