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Isabella Bertolini

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XIV, XV, XVI
Gruppo
parlamentare
XIV - XV:
- Forza Italia

XVI:
- Il Popolo della Libertà (Da inizio legislatura al 22/11/2012)

- GRUPPO MISTO (Dal 22/11/2012 al 17/12/2012)

- GRUPPO MISTO - componente: Italia Libera-Popolari Italiani-Popolari per l'Europa-Partito Liberale Italiano (Dal 17/12//2012 a fine legislatura)

Circoscrizione Emilia-Romagna
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico FI (1994-2009)
PdL (2009-2012)
IL (2012-2013)
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Avvocato penalista

Isabella Bertolini (Modena, 21 luglio 1963) è una politica italiana, esponente del Popolo della Libertà.

Laureata in giurisprudenza, ha esercitato la professione di avvocato penalista.

Indice

Carriera politicaModifica

Ha iniziato l'attività politica nella Gioventù liberale, organizzazione giovanile del PLI[1].

Bertolini si è candidata alla Camera per Forza Italia alle elezioni politiche del 1994 nel collegio di Modena - Sassuolo raccogliendo il 29% dei voti, e venendo dunque sconfitta dal rappresentante dei Progressisti Franco Danieli.

Sempre nel 1994 è nominata da Berlusconi Coordinatore provinciale di Modena per Forza Italia, confermata al congresso provinciale del 1997[1].

Nel 1994-1999 e 1999-2004 è consigliere comunale a Modena[1].

Nel 1995 è eletta al Consiglio regionale dell'Emilia-Romagna, poi riconfermata nel 2000 con 8.870 preferenze; è stata quindi capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale[1].

Dal 2000 è Coordinatore regionale di Forza Italia in Emilia-Romagna[1].

Deputata di Forza Italia e del PdLModifica

È stata eletta alla Camera dei deputati a seguito delle elezioni politiche del 2001, grazie al recupero proporzionale nella circoscrizione XI (Emilia-Romagna), e rieletta nel 2006, sempre per l'Emilia-Romagna.

XIV Legislatura (2001-06)Modifica

Nella XIV legislatura è stata vicepresidente del gruppo parlamentare di Forza Italia alla Camera, è stata relatrice della Legge Bossi-Fini sull'immigrazione.

XV Legislatura (2006-08)Modifica

Nel 2006 è stata rieletta alla Camera dei deputati in Emilia-Romagna sempre con il ruolo di vice capogruppo di Forza Italia alla Camera.

Nel corso della Legislatura è stata Vicepresidente dei Deputati di Forza Italia; Vicepresidente del Comitato Parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen, di vigilanza sull'attività di eurogol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione; Componente della I Commissione permanente Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni.

XVI Legislatura (2008-2013)Modifica

Nel 2008 è rieletta alla Camera dei deputati per il Popolo della Libertà. Nominata vicecapogruppo del Pdl alla Camera. È membro della I Commissione permanente Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni.

Bertolini è relatrice nel 2011 del ddl sui rimpatri clandestini approvato alla Camera il 14 luglio 2011. Il provvedimento firmato dal ministro degli Interni Roberto Maroni prevede il rimpatrio dei clandestini, l'allungamento della permanenza nei Cie da 6 a 18 mesi e l'estensione da 5 a 7 giorni del termine entro il quale lo straniero deve lasciare il territorio nazionale su ordine del questore, nel caso non sia stato possibile il trattenimento presso i centri.

Il 3 novembre 2011 la Bertolini nonostante fosse considerata un falco berlusconiano per la sua fedeltà al premier e la totale condivisione del suo agire politico e personale firma insieme al deputato PdL Giorgio Stracquadanio e ad altri quattro deputati già ex PdL Roberto Antonione, Giustina Destro, Fabio Gava e Giancarlo Pittelli una lettera in cui invitano il premier Berlusconi ad agire da uomo di Stato e formare un nuovo Governo.[2]

Il 22 novembre 2012 annuncia le sue dimissioni dal PdL insieme presidente della Commissione Ecomafie ed ex avvocato del premier Silvio Berlusconi Gaetano Pecorella, al vicepresidente della Commissione Ambiente della Camera ed ex Sottosegretario all'Ambiente del Governo Berlusconi Roberto Tortoli, all'ex presidente del Comitato per la legislazione della Camera Franco Stradella e al deputato già ex PdL Giorgio Stracquadanio per fondare Italia Libera nuovo soggetto politico che guarda alle formazioni Italia Futura di Luca Cordero di Montezemolo e Andrea Riccardi e al progetto della Lista per l'Italia di Pier Ferdinando Casini e Gianfranco Fini per continuare l'esperienza politica del Governo Monti. Nel 2012 la componente si federa alla Camera con la componente "Liberali per l'Italia-PLI" composta tutta da deputati ex PdL tra cui Roberto Antonione, Giustina Destro, Fabio Gava, Luciano Mario Sardelli e Angelo Sartori che avevano lasciato il partito nel 2011 facendo cadere il Governo Berlusconi IV per aprile la strada al Governo Monti dando vita alla componente unitaria Italia Libera-Liberali per l'Italia-Partito Liberale Italiano.

Nel dicembre 2012 aderisce ufficialmente all'Agenda Monti per l'Italia, il nuovo movimento politico di Mario Monti.

Il 19 dicembre 2012 vota la conversione in legge del decreto che toglie alla magistratura la facoltà di sequestro degli impianti dell'Ilva, impianti a cui la Procura di Taranto aveva posto i sigilli in seguito a due perizie nell'ambito di un'inchiesta per disastro ambientale.

Insulti ai RadicaliModifica

Il 19 dicembre 2008 Marco Cappato (segretario dell'Associazione Luca Coscioni), Antonella Casu (segretaria di Radicali Italiani), e Sergio D'Elia (segretario di Nessuno Tocchi Caino), presentano denuncia verso il Ministro della salute Maurizio Sacconi, presso la Procura di Roma, per violenza privata ed intimidazioni[3], in seguito al suo atto d'indirizzo[4] sul caso Eluana Englaro di pochi giorni prima.

Il 17 gennaio 2009, in seguito alla denuncia dei dirigenti del Partito Radicale, la Procura di Roma iscrive il ministro Maurizio Sacconi al registro degli indagati[5].

Lo stesso giorno, la Bertolini commenta così la notizia:

«Per questo al ministro Sacconi va la mia piena solidarieta' per l'assurda decisione presa dalla Procura di Roma a seguito dell'esposto dei radicali, da sempre paladini della morte a tutti i costi.»

(Comunicato stampa dal sito web della parlamentare[6])

A queste dichiarazioni replica il giorno dopo Marco Perduca, senatore eletto nella delegazione Radicale nel Partito Democratico:

«L'Onorevole Bertolini può dire ciò che dice senza assumersene le responsabilità politiche perché il dibattito è vietato. L'esponente del Pdl infatti può candidamente affermare che quando viene applicata la legge o si intendono rispettare le volontà di un cittadino si va incontro a decisioni assurde, come quella della Procura di Roma, oppure si diviene paladini della morte a tutti i costi, come secondo lei sarebbero i Radicali - che proprio in queste ore per la vita del diritto sono tutti in sciopero della fame con Marco Pannella da 48 ore in sciopero della sete.

Vedremo se e come andranno avanti le indagini su quanto fatto dal Ministro Sacconi; vedremo anche se questo Parlamento sarà capace di adottare una legge relativa al testamento biologico che renda vincolanti, e non obbligatorie per chi non lo desideri, le decisioni relative alla fine della propria vita. Quel che di sicuro non vedremo è un coinvolgimento del popolo sovrano in questo dibattito perché, per non rafforzare il sostegno pubblico alle riforme di libertà in Italia, occorre che il tutto resti vietato agli italiani.»

(Comunicato stampa di Marco Perduca dal sito web Radicali.it[7])
Proposta di legge sulla cittadinanzaModifica

Nel dicembre 2009 ha presentato un disegno di legge di riforma della normativa sulla cittadinanza, commentando che "servirà a chi vuol veramente restare in Italia e non agli stranieri che la considerano una residenza temporanea in attesa di trasferirsi in altri paesi".[8]

Alcuni punti del disegno di legge sono i seguenti:

  • gli immigrati dovranno risiedere regolarmente per almeno dieci anni in Italia prima di essere naturalizzati.
  • dopo 8 anni si potrà fare domanda di frequenza a corsi di storia e cultura italiana ed europea, di educazione civica e sulla Costituzione obbligatori per l'ottenimento della cittadinanza.
  • gli stranieri dovranno dimostrare un buon grado di integrazione sociale e il rispetto "anche in ambito familiare" delle leggi italiane.
  • i figli di stranieri nati e cresciuti in Italia, così come avviene oggi, potranno chiedere la cittadinanza solo dopo aver compiuto 18 anni, alla condizione aggiuntiva che abbiano frequentato con profitto tutta la scuola dell'obbligo.

Dario Franceschini del PD ha definito il progetto "una legge pessima: un passo indietro"[8].

Attività associativaModifica

Bertolini è presidente dell'associazione “Valori e Libertà”, che si prefigge "di promuovere e diffondere i principi e i valori di una cultura ispirata al diritto naturale, alla tradizione del pensiero conservatore e alla difesa delle radici cristiane della civiltà occidentale".

NoteModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

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