L'ultima legione (film)

film del 2007 diretto da Doug Lefler
L'ultima legione
L'ultima legione.jpg
Una scena del film
Titolo originaleThe Last Legion
Lingua originaleInglese
Paese di produzioneRegno Unito, Italia, Francia, Tunisia
Anno2007
Durata102 minuti
Rapporto2,35 : 1
Genereepico, storico, avventura
RegiaDoug Lefler
SoggettoCarlo Carlei, Peter Rader, Valerio Massimo Manfredi
SceneggiaturaJez Butterworth, Tom Butterworth
ProduttoreDino De Laurentiis, Martha De Laurentiis, Raffaella De Laurentiis, Tarak Ben Ammar
Produttore esecutivoHarvey Weinstein, Duncan Reid, James Clayton
Casa di produzioneDino de Laurentiis Company, Quinta Communications
Distribuzione in italiano01 Distribution
FotografiaMarco Pontecorvo
MontaggioSimon Cozens
Effetti specialiTrevor Wood, Jeremie Laroux, Alain Carsoux
MusichePatrick Doyle
ScenografiaCarmelo Agate, Giorgio Postiglione, Francesco Postiglione, Alberto Tosto
CostumiPaolo Scalabrino
TruccoGiannetto De Rossi
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

L'ultima legione (The Last Legion) è un film del 2007 diretto da Doug Lefler, ispirato in parte all'omonimo romanzo di Valerio Massimo Manfredi, dedicato liberamente agli avvenimenti che accompagnarono la fine dell'Impero romano d'Occidente e la nascita della leggenda di Re Artù.

TramaModifica

La storia viene narrata da Ambrosinus, un druido nativo di Britannia, che conosce la leggenda della spada di Giulio Cesare, un'arma che passò ad Augusto prima e Tiberio poi. Alla morte di quest'ultimo, l'arma venne nascosta per evitare che uomini malvagi se ne impossessassero. Il film inizia poco prima dell'incoronazione di Romolo Augusto come imperatore nel 460; nella città di Roma regna suo padre Oreste, pur non da imperatore. Avendo viaggiato in quasi tutto il mondo conosciuto in cerca della spada di Cesare, Ambrosinus diventa il tutore di Romolo. Il padre di Romolo.

Il giorno prima dell'incoronazione, Odoacre, comandante dei mercenari Eruli, Sciri e Turcilingi al servizio di Roma, chiede un terzo dell'Italia a Oreste, ma egli rifiuta. Lo stesso giorno, Romolo incontra il praefectus militum Aureliano Caio Antonio, chiamato "Aurelius". La notte dopo l'incoronazione di Romolo, Roma è attaccata dalle milizie barbariche e molti degli uomini di Aurelio, incaricati di proteggere l'imperatore, vengono uccisi; Aurelio stesso rimane svenuto e viene dato per morto. Wulfila, luogotentente di Odoacre, uccide Oreste e sua moglie e cattura Romolo Augusto. Il giorno dopo, Odoacre, ora regnante dell'Impero occidentale, pianifica di uccidere Romolo; Ambrosinus lo convince però a risparmiare il bambino, il quale viene dunque esiliato a Capri insieme al vecchio, sorvegliati da Wulfila e i suoi uomini. La loro prigione è la villa costruita più di quattrocento anni prima dall'imperatore Tiberio. Con l'aiuto di Ambrosinus, Romolo scopre una stanza segreta all'interno della villa, al cui interno vi è una statua di Cesare con la leggendaria spada.

Romolo e Ambrosinius vengono salvati a Capri dal leale Aurelio, tre legionari sopravvissuti (ossia il gigante etiope Batiato, il veterano Vatreno e l'ex-schiavo Demetrio) e Mira guerriera keralite e guardia dell'ambasciatore dell'Impero romano d'Oriente. I fuggitivi si dirigono verso Fano come indicato loro dal senatore Nestore, amico di vecchia data di Aurelio, che vuole far imbarcare l'ultimo imperatore d'Occidente alla volta di Costantinopoli. Ben presto però il piano di Nestore si rivela una trappola ordita da Odoacre con il benestare dell'imperatore d'Oriente e del Senato, e ai fuggitivi non resta che dirigersi verso la Britannia nella speranza di trovare la leggendaria Legio IX Draco.

Giunti presso il vallo di Adriano, invece che l'invincibile legione, trovano però dei vecchi e stanchi contadini, uno dei quali era il comandante in persona; dopo che il dominio romano sulla Britannia è infine crollato, la legione ha infatti deciso di sciogliersi e cambiare vita. Tra loro, Romolo fa la conoscenza di una sua coetanea, Igrene. Dopo poco tempo Aurelio e gli altri vengono raggiunti in Britannia e aggrediti dagli uomini di Odoacre e dai guerrieri Angli di Vortgyn loro alleati. Con la promessa di avere la spada per regnare sull'intera Britannia, Wulfila convince Vortgyn a combattere contro Ambrosinus e gli altri, anche perché viene rivelato che Ambrosinius e Vortgyn sono vecchi nemici. Lo stesso Vortgyn, dopo aver ucciso la famiglia del fabbro del villaggio come prova di forza, cattura la giovane Igrene e la obbliga ad avvertire il villaggio ed esortare gli abitanti a consegnargli Romolo. Saputo della notizia, Aureliano, con la spada e al comando di poche forze, decide di scontrarsi con l'esercito di Vortgyn; a partecipare alla battaglia ci sarà anche Romolo, che indosserà l'armatura del fratello di Igrene.

La battaglia vede inizialmente un vantaggio numerico soverchiante da parte delle forze di Vortgyn, ma i contadini e i loro figli intervengono in soccorso di Romolo e dei suoi guerrieri, dopo aver rispolverato le loro vecchie armature romane, e ribaltano le sorti della battaglia. Ambrosinus affronta e uccide Vortgyn gettandolo nelle fiamme del santuario della loro fratellanza segreta, poi si fa vedere di fronte a entrambi gli schieramenti e la vista della maschera d'oro di Vortgyn fa cessare le ostilità. Wulfila, che ha ferito gravemente Aurelio, viene poi ucciso da Romolo con la spada di Cesare, che vendica così i suoi genitori. Il giovane imperatore decide poi di non voler più guerre né sangue, e getta via la spada, che va a incastonarsi in una solida roccia.

Molti anni dopo, Ambrosinus, che ha ripreso il suo vecchio nome celtico di Merlino, è con un giovane Artù al quale rivela di essere figlio di Romolo (che ha preso il nome di Pendragon) che era stato allevato da Aurelio e Mira.

ProduzioneModifica

Il film è una coproduzione internazionale italo-franco-britannica. Il cast artistico principale proviene totalmente dal Regno Unito, ad eccezione dell'attrice francese Beata Ben Ammar, interprete del ruolo di Flavia, e dell'attrice indiana Aishwarya Rai.

Le scene del film ambientate in Britannia, in realtà sono state girate in Slovacchia.

Valerio Massimo Manfredi, autore dell'omonimo romanzo, ha collaborato alla produzione del film come consulente.

Aishwarya Rai, l'interprete di Mira nel film, è stata Miss Mondo nel 1994.

PromozioneModifica

Uno degli slogan con cui è stato presentato il film in lingua inglese è The end of an empire... the beginning of a legend.

DistribuzioneModifica

Il film è uscito nelle sale italiane il 14 settembre 2007.

Il 5 febbraio 2008 è stata distribuita l'edizione in DVD della pellicola.

AccoglienzaModifica

Dopo la prima settimana di programmazione nelle sale cinematografiche italiane si è classificato terzo tra i film più visti, dietro I Simpson e Shrek terzo[1]. Nella classifica dei 100 film più visti in Italia nella stagione 2007/2008 ha raggiunto il novantaquattresimo posto con un incasso finale di 1669963 €[2]. Il pubblico ha espresso per questo film un voto di sufficienza (IMDB: 5,4/10; Mymovies.it: 2,8/5; Movieplayer.it: 6/10) e giudizi spesso contrastanti tra loro: positivi da parte di chi ne ha apprezzato il carattere romantico-fiabesco a tratti ironico, negativi da parte di chi avrebbe gradito una maggiore attenzione agli aspetti bellici (magari sulla scia di recenti ed apprezzati film epici come Il gladiatore e 300).

Con un budget di 35 milioni di dollari, il film ha incassato solo 5 milioni negli Stati Uniti e globalmente oltre 25 milioni nel mondo. Le riprese si sono svolte tra il 5 agosto e l'11 novembre 2005.

NoteModifica

  1. ^ Boxoffice Italia del weekend 14 - 16/09/2007 [collegamento interrotto], su Movieplayer.it, NetAddiction S.r.l..
  2. ^ Boxoffice Italia della stagione 2007/2008, su Movieplayer.it, NetAddiction S.r.l.. URL consultato il 13 settembre 2008 (archiviato dall'url originale il 23 maggio 2011).

Collegamenti esterniModifica

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