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Bassano del Grappa

comune italiano
Bassano del Grappa
comune
Bassano del Grappa – Stemma Bassano del Grappa – Bandiera
Bassano del Grappa – Veduta
Ponte degli Alpini sul Brenta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of Arms of Veneto.png Veneto
ProvinciaProvincia di Vicenza-Stemma.png Vicenza
Amministrazione
SindacoRiccardo Poletto (centrosinistra) dall'8-6-2014
Territorio
Coordinate45°46′07″N 11°44′12″E / 45.768611°N 11.736667°E45.768611; 11.736667 (Bassano del Grappa)Coordinate: 45°46′07″N 11°44′12″E / 45.768611°N 11.736667°E45.768611; 11.736667 (Bassano del Grappa)
Altitudine129 m s.l.m.
Superficie47,06 km²
Abitanti43 479[1] (30-4-2017)
Densità923,91 ab./km²
FrazioniRubbio Contrade: Campese, Marchesane, San Michele, Sant'Eusebio, Valrovina
Comuni confinantiCampolongo sul Brenta, Cartigliano, Cassola, Conco, Marostica, Nove, Pove del Grappa, Romano d'Ezzelino, Rosà, Solagna
Altre informazioni
Cod. postale36061
Prefisso0424
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT024012
Cod. catastaleA703
TargaVI
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 473 GG[2]
Nome abitantibassanesi
PatronoBeata Giovanna Maria Bonomo e san Bassiano
Giorno festivo19 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bassano del Grappa
Bassano del Grappa
Bassano del Grappa – Mappa
Posizione del comune di Bassano del Grappa all'interno della provincia di Vicenza
Sito istituzionale

Bassano del Grappa (Basan /ba'saŋ/ in veneto[3]) è un comune italiano di 43 479 abitanti[1] della Regione del Veneto

Ottavo centro della regione per popolazione, la sua area urbana si estende ben oltre i confini comunali: essa comprende i comuni di Pove del Grappa, Solagna, Campolongo sul Brenta, Cartigliano, Nove e gli abitati di San Giuseppe e San Zeno del comune di Cassola, il capoluogo del comune di Romano d'Ezzelino con le sue frazioni San Giacomo, Fellette e Sacro Cuore e la frazione Travettore del comune di Rosà. L'area urbana in cui si inserisce Bassano del Grappa ha così una popolazione complessiva di circa 70 000 abitanti e attorno ad essa gravitano complessivamente 150 000 abitanti[4].

Indice

Geografia fisicaModifica

Situata a 129 metri sul livello del mare (altitudine minima 84, altitudine massima 1276) con un'escursione di 1192 metri, la città si estende per 46,79 chilometri quadrati inserendosi in una zona sismica di grado 3 su 4 ovvero a rischio sismico basso (Ordinanza PCM 3274 del 20/03/2003).

TerritorioModifica

Bassano del Grappa è situata nel nord-est della penisola italiana, nel cuore della regione Veneto, al confine tra le province di Vicenza, Padova e Treviso. La città si trova ai piedi delle Prealpi Venete (Altopiano di Asiago e Monte Grappa), nel punto in cui il Brenta sbocca dal Canale di Brenta. La scelta non è casuale: infatti, offre simultaneamente il controllo sulla campagna, sul fiume e sulle maggiori direttrici di traffico.

ClimaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Bassano del Grappa.

Bassano del Grappa ha un clima semicontinentale con inverni piuttosto freddi ed estati calde. Effetti positivi hanno le colline e le montagne che, molto spesso, hanno effetto mitigante sul clima della zona (più ventilato e meno umido rispetto alla pianura veneta). La città ricade nella Fascia Climatica E con 2473 gradi giorno. Per questo motivo l'accensione degli impianti termici è consentita fino ad un massimo di 14 ore giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile. Mediamente la durata del giorno è di dodici ore e sedici minuti, con punta minima a dicembre (otto ore e quarantanove minuti) e massima a giugno (quindici ore e quaranta minuti).

BASSANO DEL GRAPPA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 5,98,212,317,022,626,028,227,624,519,012,16,87,017,327,318,517,5
T. min. mediaC) −1,4−0,33,07,011,514,917,116,713,99,34,20,0−0,67,216,29,18,0

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del Veneto.

«Di fronte all'angusta valle da cui il Brenta esce per gettarsi nell'ampia e luminosa pianura veneta, vi è una terra fertile e ridente, modellata da una lunga storia che conosciamo abbastanza bene ed una ancor più lunga preistoria che conosciamo molto male, per la carenza di fonti scritte e la scarsità dei rinvenimenti archeologici»

(Gina Fasoli, storica italiana)

Protostoria ed età romanaModifica

I manufatti ritrovati nella necropoli di San Giorgio di Angarano, datati tra il XI e il IX secolo a.C., testimoniano un insediamento precedente all'arrivo dei Romani. Questi conquistarono la zona nel II secolo a.C. e la resero coltivabile. L'antico nome di Bassano doveva essere Fundus Baxiani, che indicava la proprietà agricola di un certo Bassio o Bassus.

 
Bassano e il Brenta

Età medievaleModifica

Sono poche le informazioni circa il successivo dominio longobardo (568 - 774) e franco (774 - 888), mentre fonti scritte confermano l'esistenza di un primo nucleo della città già nel 998, con la pieve di Santa Maria, e nel 1150, con il castello.

Il 29 aprile 1085, Ecelo I, della famiglia degli Ezzelini, con altri signori, tra i quali alcuni esponenti della famiglia da Camposampiero, fece un'importante donazione al monastero di Santa Eufemia di Villanova (l'attuale frazione di Abbazia Pisani del comune di Villa del Conte) in zona di Onara. In questo documento appaiono, per la prima volta, i nomi di Bassano e del Margnan (attuale sito archeologico[senza fonte]).

Nel 1175 Vicenza estese il suo dominio su Bassano, attratta dalla posizione strategica della città. Quegli anni si caratterizzarono per le strette relazioni politiche e militari con la ricca famiglia fondiaria degli Ezzelini che, nonostante limitassero l'autonomia del comune, favorirono la costituzione delle prime magistrature cittadine.

Nel 1223 Ezzelino II affida Bassano e i territori ad ovest del Muson al figlio condottiero e trovatore Alberico da Romano (mentre il Trevigiano e le terre ad est del Muson furono affidate al figlio Ezzelino III). Tuttavia durante la prima metà del 1200 Bassano continuò ad essere «la base di partenza delle operazioni militari» degli Ezzelini [5]. Da questa zona pedemontana la famiglia dei Da Romano, ed Ezzelino III in particolare, estese la propria rete di controllo diretto e indiretto su Vicenza, Padova, Verona, Treviso, Brescia e Trento con il supporto dell'Imperatore Federico II. In questo periodo Bassano e i paesi circostanti erano amministrativamente organizzati in un «reggimento autonomo» e fiscalmente gestiti come «camera specialis» degli Ezzelini [6]. Alla morte di Ezzelino III nel 1259, i Bassanesi ottennero la protezione di Padova, riservandosi beni e diritti dell'epoca ezzeliniana e uno statuto comunale.

A partire dal 1260 Bassano si vide prima sottomessa a Vicenza (1260 - 1268), quindi a Padova, a Verona e di nuovo a Padova, per terminare, nel 1388, sotto i Visconti, il cui governo lasciò alla città una relativa autonomia.

La repubblica di VeneziaModifica

 
Bassano, vista dal Ponte degli Alpini

Venezia giunse a Bassano il 10 giugno 1404, senza alterare statuti e consuetudini del comune, dandole il governo di un podestà e un capitano scelto dal Senato tra i patrizi veneziani. Il Territorio bassanese, ufficializzato dai Visconti e mantenuto dalla Serenissima fino alle soglie del 1800, comprendeva Pove del Grappa, Cassola e Rossano Veneto a est, Tezze sul Brenta, Rosà e Cartigliano a sud, Solagna, San Nazario, Cismon e Primolano a nord, mentre a ovest era delimitata dal Brenta, includendone il corso d'acqua. Al di là del fiume, Angarano pur trovandosi all'epoca fuori dal territorio bassanese aveva con Bassano già dal 1300 un «confine aperto»[7] in materia di dazi e commerci in ragione del ponte che univa i due borghi.

A parte la guerra della Lega di Cambrai (1509 - 1513), per quattro secoli la Serenissima mantenne pace e prosperità nel territorio, con beneficio del settore tessile (lana, seta, pelli) e dell'oreficeria. Il Cinquecento vede, inoltre, la proliferazione artistica della famiglia di pittori Dal Ponte, soprannominati Bassano, e editoriale della stamperia Remondini, che nel Settecento rese famoso il nome di Bassano in tutta Europa.

Il 27 dicembre 1760 il Senato innalzò Bassano al rango di città.

Il ponte sul Brenta, detto Ponte Vecchio o Ponte degli Alpini, subì numerosi interventi e ricostruzioni dalla sua nascita, documentata nel 1209 da Gerardo Maurisio[8]. Fu Andrea Palladio che, nel 1569, progettò il nuovo ponte ligneo dandogli l'aspetto attuale, probabilmente basandosi su un disegno del 1557. Una piena del 1748 distrusse l'opera palladiana, che fu ricostruita tre anni dopo da Bartolomeo Ferracina.

Napoleone sconfisse gli austriaci l'8 settembre 1796 a Bassano, dando inizio a un periodo tormentato per tutto il territorio. L'anno dopo cadde Venezia, alla quale si sostituirono i governi democratici delle municipalità. Il Trattato di Campoformio (1797) che sancì il passaggio all'Impero austroungarico. Bassano entrò a far parte del neonato Regno italiano nel 1866, dopo la terza guerra di indipendenza e la conseguente cessione del regno lombardo-veneto.

 
Le case sul Brenta

RisorgimentoModifica

Il 7 aprile 1815 Bassano entra nel regno lombardo-veneto, aggregata alla provincia di Vicenza. Tra il 25 marzo e il 5 giugno 1848 sperimentò una breve esperienza rivoluzionaria, ma la rioccupazione austriaca mise fine al governo provvisorio. Durante l'occupazione austriaca, tuttavia fu l'unica città veneta non capoluogo di provincia a cui fu riconosciuto il titolo di "Regia". Bassano diviene definitivamente italiana nel 1866, per effetto della pace di Vienna.

Grande GuerraModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Prima battaglia del Piave.

La prima guerra mondiale vide Bassano come zona di guerra, paralizzando ogni attività sino al 1916. Proprio in quell'anno la vicina cittadina montana di Asiago venne occupata dagli imperiali, dal cui centro completamente raso al suolo dai bombardamenti lanciarono alcune granate verso Bassano. Alla fine di maggio 1916 arriva la 28ª Squadriglia che resta fino al 30 luglio. La disfatta di Caporetto (1917) vide poi la città in prima linea, costringendo all'evacuazione più di 7000 persone. Oltre a ciò, nella città si riversarono migliaia e migliaia di soldati diretti al fronte seguiti da intere carovane di fuggiaschi civili provenienti dai vari paesi invasi dagli austro-ungarici, in particolare dall'altopiano dei Sette Comuni. Furono giorni terribili anche perché gli austriaci giunsero a pochi chilometri dalla cittadina, fermando il fronte di guerra sul Monte Grappa, nella Valsugana e sui rilievi a sud dell'altopiano di Asiago.

A seguito della guerra, 23000 soldati sono sepolti sull'ossario del Grappa, il governo fascista decise nel 1928 di cambiare il nome della città: da "Bassano veneto" all'attuale Bassano del Grappa.

La nascita, nel 1924, della Smalteria Metallurgica veneta fu l'evento più importante della ripresa economica:[senza fonte] in pochi anni divenne l'azienda più importante della città.

ResistenzaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Resistenza vicentina.
 
Viale dei Martiri

Anche a Bassano del Grappa, tra il 1922 ed il 1943, si affermò il fascismo e dal 1926 il sindaco venne sostituito da un podestà governativo. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale e la caduta del regime fascista, la città subì l'invasione tedesca. «Durante la Guerra di liberazione fu uno dei più gloriosi centri di organizzazione della Resistenza»[9]. Varie unità operarono nella zona, incluso formazioni delle Brigate Garibaldi, delle Brigate Matteotti e delle Brigate "Italia Libera"[9]. L'evento più drammatico che subì la Resistenza locale fu il «rastrellamento del Grappa» del settembre 1944 (più di 500 morti e 400 deportati), che culminò il 26 settembre 1944 con l'eccidio di Bassano con 31 impiccagioni nei viali cittadini[9]. Responsabile di queste atrocità fu il vicebrigadiere delle SS Karl Franz Tausch.

Il 17 febbraio 1945 un gruppo di 15 partigiani comandati da Primo Visentin (nome di battaglia "Masaccio") fece saltare il Ponte vecchio: ci furono due vittime. Per rappresaglia i nazisti prelevarono dalle prigioni tre partigiani e li fucilarono sul ponte (Federico Alberti, Cesare Lunardi e Antonio Zavagnin)[10].

Il 28 aprile 1945 anche Bassano del Grappa fu liberata. L'elevato numero di vittime alla fine della guerra valse alla città del Grappa la Medaglia d'oro al valor militare per la guerra di liberazione[9].

Dal dopoguerraModifica

L'industria, l'artigianato e il commercio hanno contribuito all'espansione della città, un'espansione caotica e priva di una pianificazione, dando luogo ad una vasta superficie di città a bassa densità intervallata da residue zone agricole, situazione comune a molti centri del nord-est. Considerando l'agglomerazione urbana, si può notare come il comune di Bassano sia fuso con quelli di Campolongo sul Brenta e Solagna a nord, Romano d'Ezzelino e di Pove del Grappa a nord-est, oltre che con l'area più popolata del comune di Cassola ad est. A sud l'espansione edilizia ha fatto sì che venissero inglobati i nuclei di Rosà, Travettore (nello stesso comune di Rosà), Cartigliano e Nove.

SimboliModifica

«D'oro, alla torre quadra, all'antica, merlata alla ghibellina fondata sopra una base di tre gradini, sostenuta da due leoni affrontati, il tutto di rosso. Lo scudo sarà fregiato di corona o di cinque fioroni visibili, o di città»

(Descrizione araldica dello Stemma del Comune di Bassano del Grappa)

OnorificenzeModifica

Bassano del Grappa è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale[1].

  Titolo di Città
«Il Comune si fregia del titolo di "Città" concesso con decreto dogale di Francesco Loredan nel 1760 (art.7 comma 3 Statuto Comunale di Bassano del Grappa)»
— 27 dicembre 1760 - Doge Francesco Loredan con approvazione del Senato veneziano
  Titolo di Città
«In quanto facente parte delle 9 Città Regie della Venezia, costituite con Patente I.R. nel 1815 nel Regno Lombardo-Veneto»
— 7 aprile 1815 - l'Imperatore d'Austria Francesco I
  Croce di guerra
«Il Comune si fregia anche della Croce di guerra concessa alla "Città di prima linea" per il conflitto mondiale del 1915/1918 (art.7 comma 4 Statuto Comunale di Bassano del Grappa)»
  Medaglia d'oro al valor militare
«Fra Brenta e Piave, per i 20 mesi d'occupazione nazista, i suoi volontari della libertà hanno combattuto in epiche gesta di guerra la lotta contro il nemico invasore. La nobile città col territorio del Grappa sacrificava sulle forche 171 giovani vite e immolava 603 suoi figli davanti ai plotoni d'esecuzione, sopportava il martirio di 804 deportati e di 3212 prigionieri e la distruzione di 285 case incendiate. Sanguinante per tanta inumana ferocia, ma non domo, il suo popolo imbracciava le armi assieme ai partigiani e nelle gloriose giornate dal 25 al 29 aprile 1945 fermava il nemico sul Brenta costringendolo alla resa. Esempio purissimo di ardente italianità, confermava ancor una volta, nella guerra di liberazione, col sangue dei suoi figli migliori le eroiche tradizioni di cospirazione e di sacrificio del '48 e del '66 e le fulgide giornate del '17 e del '18.»
— Settembre 1943 - aprile 1945.

Alla città di Bassano del Grappa è stata assegnata l'organizzazione della 81ª Adunata nazionale degli alpini che si è tenuta il 10 ed 11 maggio 2008. In occasione di ciò Bassano è stata nominata capitale mondiale delle penne nere (degli Alpini). Due anni dopo inoltre, la città ha ospitato il Raduno Triveneto degli Alpini nelle giornate del 18-19 settembre.

 
Bassano del Grappa, Piazza Libertà

Onorificenze conferite dalla cittàModifica

Il “Premio Cultura Città di Bassano” è stato istituito nel 1978, ed è nato con l'intento di celebrare una persona o un'istituzione che dal punto di vista culturale avesse in qualche modo contribuito all'accrescimento e alla diffusione del prestigio della città. Non sempre è stato privilegiato l'aspetto legato all'arte e quindi al museo. La consegna del Premio avviene il 19 gennaio, giorno di San Bassiano, in occasione della festa patronale della città.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture civiliModifica

 
Villa Angarano, progettata da Andrea Palladio nel rinascimento, con corpo centrale seicentesco di Baldassare Longhena.
  • Villa Angarano Bianchi Michiel. Originariamente concepita da Andrea Palladio intorno al 1548, il progetto della villa è inserito nei Quattro Libri dell'Architettura dell'architetto vicentino, in cui si mette in luce l'interessante posizione della villa, la quale gode della vicinanza del fiume Brenta. Il corpo centrale è opera di Baldassare Longhena nel Seicento.
  • Villa Rezzonico Borella XVII-XVIII secolo, con cappella, parco e giardino. Attribuita a vari architetti tra cui Baldassare Longhena e Giorgio Massari, parte delle statue e degli stucchi che si trovano nella villa sono attribuiti ad Antonio Canova e Abbondio Stanzio. Nel salone principale vi sono alcune pitture e tele di Antonio Canova, D. Pellegrini e altri; mentre alcune sale della villa ospitano una raccolta di quadri antichi di autori tra i quali Dosso Dossi e di antichità. L'architetto americano Paul Chalfin si ispirò a questa villa per realizzare la villa Vizcaya a Miami (USA) nel 1914-1916.
  • Villa Ca' Erizzo Luca, di origine quattrocentesca, costituisce uno dei contesti architettonici più pittoreschi di Bassano. Situata sulla sponda sinistra del fiume Brenta, al suo interno custodisce un patrimonio di affreschi, stucchi e mobili antichi di raro pregio. Soggiornarono nei suoi ambienti durante la Grande Guerra i cosiddetti "Poeti di Harvard" quali John Howard Lawson, John Dos Passos ed Ernest Hemingway.
  • Villa Giusti del Giardino. La villa sorse su progetto unitario nella prima metà del seicento su volere della famiglia Zambelli. Quando la proprietà passa al patrizio Girolamo Ascanio Molin, nel corso del XVIII secolo, inizia un periodo di grande attività culturale per la Villa e le sale sono un punto di incontro di letterati ed artisti. Successivamente, a seguito del matrimonio di Paola Molin con il Conte Carlo Giusti la Villa entra nel XIX secolo nella disponibilità della famiglia Giusti del Giardino. Il Conte Girolamo, figlio della contessa, avvia nella prima metà dell’800 una grande trasformazione creando un parco di chiara ispirazione romantica, che venne inaugurato nel 1861.
  • Villa Fanzago. Il proprietario del terreno ed ideatore di questa singolare costruzione nel 1925 fu Luigi Aliprando Fanzago, figlio di Francesco Luigi Fanzago e di Amalia Michieli, dottore in giurisprudenza, reduce della guerra 1915-18, nato a Padova il 22 gennaio 1881 e deceduto a Bassano del Grappa il 28 febbraio 1938. Quest'ultimo fece costruire la villa copiandola forse dal castello di Krassonitz in Moravia, residenza insieme al palazzo in Graz, della cugina Attems. Il materiale per la costruzione venne fatto arrivare dall'Austria, le uniche eccezioni riguardavano i pavimenti alla veneziana e il rivestimento esterno.
  • Palazzo Pretorio. Era la sede dei Podestà a partire dal 1315 e successivamente del Consiglio Comunale. Il Palazzo è ancor oggi protetto da una breve cinta muraria. Vi si accede attraverso una porta a bugne diamantate in pietra bianca, nel cui timpano è ospitato il leone di San Marco con il libro aperto, segno della pacifica dedizione di Bassano alla Serenissima. Nella piazzetta la scala risale al 1552 e, a mezza rampa, un piccolo locale conserva sugli intonaci gli stemmi delle famiglie dei podestà veneziani.*
  • Palazzo Sturm. Fu costruito alla metà del XVIII secolo, nella zona di Bassano del Grappa denominata Cornorotto, incorporando un tratto di mura, una torre e un nucleo preesistente di edifici del XV secolo sulla sponda sinistra del fiume Brenta. Dal 1882 il Museo della ceramica ha la sua sede nel palazzo e la raccolta di maioliche, porcellane e terraglie è composta da circa 1.200 pezzi, con una notevole presenza della produzione degli Antonibon (XVIII-XIX sec.). Lo stesso palazzo, dal 15 settembre 2007, ospita anche il Museo Remondini, uno dei pochi in Italia dedicati alla stampa che illustra tutti gli aspetti del fenomeno industriale sette-ottocentesco della famiglia Remondini. Il materiale esposto è molto vario (libri, carte decorate, incisioni popolari sacre e profane, giochi, ecc.) e comprende acqueforti e xilografie di grandi incisori italiani ed europei, tra cui Dürer, Mantegna e Giambattista Tiepolo.
  • Palazzo Bonaguro. È un edificio storico del XV secolo situato vicino al Ponte vecchio nel quartiere di Angarano. Il palazzo era articolato in un complesso padronale dotato di colombara (colombaia) e protetto da un muro di cinta. Gli antichi proprietari costruirono inoltre uno scenografico giardino ricco di statue allegoriche, percorsi prospettici, fontane, secondo il gusto cinquecentesco che conferirono al podere una veste monumentale. La proprietà era situata in terre coltivate a vigneti e frumento ben rappresentato nelle statue. Dal 1969 appartiene al Comune di Bassano che lo utilizza in occasione di mostre o altri eventi culturali.
  • Palazzo Agostinelli. Fu donato alla città di Bassano con lascito testamentario dalla ballerina Mary Dirhoui Megrditchian Agostinelli e destinata ad ospitare, nella parte centrale del palazzo, dopo gli interventi di restauro, le mostre che la città di Bassano andava propoponendo in luoghi diversi dal Museo Civico. Nel corso degli anni si sono succedute alcune iniziative espositive di particolare rilevanza che hanno confermato il Palazzo come luogo opportuno di esposizioni e incontri per eventi dedicati all’arte contemporanea, all’incisione, e alla ceramica.
  • Palazzo Roberti. La costruzione del palazzo risale a fine del XVII secolo, a cui si sono aggiunte successive modifiche (come l'affresco del salone nobiliare). Nell'edificio, l'8 settembre 1796 e il 10 marzo 1797 soggiornò Napoleone Bonaparte durante la sua Campagna d'Italia (1796-1797). In ricordo dell'avvenimento è posta una lapide all'esterno del palazzo. L'ultimo restauro risale al 1998 da parte della famiglia Manfrotto, attuale proprietaria del palazzo.

Architetture religioseModifica

 
La settecentesca chiesa della Trinità, dell'architetto Giovanni Miazzi
  • Duomo. Sorge sull'antica pieve, all'interno della Prima Cerchia Muraria del Castello degli Ezzelini. La presenza di questa pieve è documentata fin dal 998, in un placito steso in occasione di un'assemblea giudiziaria presieduta dal Conte Azeli e da Oberto, Vescovo di Verona. Rifatto nel 1417 e poi in seguito più volte ritoccato. All'esterno pregevole il campanile, mentre all'interno spicca il Crocifisso ligneo del XII sec. e la Croce del Filarete risalente al 1449.
  •  
    Chiesa di San Francesco con il protiro
    Chiesa di San Francesco. Costruita con dedica alla Vergine Maria fu ceduta ai Frati Minori Conventuali che lo dedicarono a San Francesco. In stile romanico a croce latina è stata più volte ingrandita. La facciata ha struttura a capanna con un agile protiro ad archi a tutto sesto risalente al 1306. All'interno l'Annunciazione di Guariento di Arpo oltreché un crocifisso ligneo dipinto. Alcuni storici del passato hanno affermato che la costruzione di questa chiesa sia il frutto di un voto fatto da Ezzelino I da Romano (il "balbo") durante il viaggio in nave, di ritorno dalla seconda crociata in Terrasanta (approssimativamente attorno al 1148) nel pieno di una burrasca marina che rischiava di martirizzare i crociati, gratificandoli ben oltre l'ordinaria assoluzione di tutti peccati. Ezzelino e altri cavalieri pregarono la Vergine Maria di salvarli, non ritenendosi degni di salire agli onori del calendario. Tale ipotesi sembra confermata dagli affreschi presenti; non è tuttavia suffragata da documenti storici d'archivio[11].
  •  
    Chiesa di San Giovanni Battista
    Tempio ossario. Costruito inizialmente (1908) per ospitare la nuova sede arcipretale di Bassano e sospeso poi per mancanza di fondi, alla fine della Grande Guerra, ceduto allo stato italiano (1930), divenne ossario per seppellire in maniera decorosa i resti dei caduti in battaglia. Ospita 5405 caduti tra cui 236 decorati. Di stile neogotico, a croce latina è costruito interamente in mattoni rossi. L'intera costruzione lunga 75 metri è snellita da 2 agili campanili di 60 metri d'altezza ciascuno. Copia simile, dello stesso architetto Rinaldo di Venezia, si trova a Montebelluna (TV).
  • Chiesa di San Giovanni Battista. Sorge sul lato sud di Piazza Libertà, dal terrapieno che chiuse il fossato intorno al secondo giro di mura. Commissionata dalla famiglia Blasi, la chiesa risale al 1308 e venne ricostruita nella seconda metà del XVII secolo dall’architetto bassanese Giovanni Miazzi che la progettò dopo l’incontro con Francesco Maria Preti. Secondo tradizione, nacque con l’altare maggiore orientato a est e con l’entrata principale a ovest ma, con il rifacimento settecentesco la facciata principale, inaugurata nel 1813, fu costruita verso la piazza, così che la chiesa ha un orientamento nord-sud e una pianta singolare: è infatti sviluppata in larghezza anziché in lunghezza come prevedono schemi e norme canoniche. Il bassanese monsignor Zaccaria Bricito la consacrò il 30 giugno 1847. Al suo interno troviamo l’interessante cappella barocca del Sacramento, riccamente decorata con statue, putti e bassorilievi di Orazio Marinali e pregevoli stucchi dei milanesi Abbondio Stazio e Carpoforo Mazzetti. La pala d’altare raffigurante San Giovanni Battista è un capolavoro degli anni giovanili del Piazzetta.
  • Chiesa di San Donato. Edificata sulla destra Brenta nelle immediate vicinanze del Ponte Vecchio risale al 1208. Fu costruita per desiderio di Ezzelino II il Monaco su concessione del Vescovo di Vicenza Uberto II al fine di contrastare il diffondersi dell’eresia catara. La chiesa più tardi venne ampliata e adibita a luogo conventuale francescano. Nell’aprile 1221 e il 4 ottobre 1226 vi sostarono San Francesco d’Assisi e Sant’Antonio da Padova. Nel 1325 i francescani si trasferirono nella Chiesa di Santa Maria, poi di San Francesco, nell’attuale Piazza Garibaldi. Due anni più tardi il convento ospitò le monache benedettine che lo trasformarono in ospedale. Nel ‘400 tornò ai francescani e dalla metà del ‘500 iniziò una lenta decadenza. All’interno si trova la "Madonna con Bambino in trono con San Donato e San Michele Arcangelo" di Francesco Dal Ponte Il Vecchio, padre di Jacopo. Nel 1900 lunghi lavori di ristrutturazione mirarono ad esaltare le figure di San Francesco e di Sant’Antonio, ricreando la cella che, secondo la tradizione, ospitò i due santi.
  • Chiesa della Santa Croce. Nel 1124, di ritorno dalla Terra Santa, l’abate Ponzio di Melgueil, caduto in disgrazia al Papato, non rientrò nella sua abbazia di Cluny, ma cercò rifugio presso le potenti famiglie della Marca Trevigiana, fedeli all’Impero. Queste gli fecero dono delle terre di Campese, dove con la protezione del vescovo di Padova egli diede vita al progetto di costruzione di una grandiosa abbazia dedicata alla Santa Croce, il simbolo dei Crociati. Suoi principali sostenitori furono gli Ezzelini, lo sterminio dei quali provocò però l’arresto dello sviluppo del nuovo monastero, che passò sotto la giurisdizione della Congregazione benedettina di San Benedetto Po ed ebbe la dignità di priorato. L’aspetto odierno, benché molto modificato rispetto all’origine, conserva evidenti alcuni elementi delle originarie strutture. Il luogo ha rivestito straordinario interesse dopo il 1544, per il fatto che qui visse l’ultimo periodo della sua vita Teofilo Folengo, geniale e fecondo poeta macaronico, noto e celebrato con lo pseudonimo di "Merlin Cocai". Il suo celebre sepolcro, posto in chiesa a destra dell’altar maggiore, è stato meta di viaggiatori illustri, che nei secoli hanno scritto epitaffi in suo onore, raccolti in piccola parte nel sacello stesso. All’interno dell’ex monastero è attivo un Centro di Documentazione Folenghiana per chi desidera avere informazioni sulle attività riguardanti il Poeta tra cui si contano molteplici iniziative culturali ed enogastronomiche proposte dagli "Amici di Merlin Cocai".
  • Chiesa di San Giorgio alle Acque. Documentata dal 1202, fu soggetta alla famiglia degli Ezzelini nell'XI secolo quando furono eseguiti all'interno gli interessanti affreschi tuttora esistenti.
  • Chiesa della Trinità. Portata a termine verso il 1810 secondo il progetto di Giovanni Miazzi (1698-1797). Prese il posto del vecchio edificio, di origine quattrocentesca, ormai del tutto inadeguata alle necessità religiose e sacramentali della comunità presente. Quattro imponenti semicolonne, sorrette da alti basamenti, sostengono la trabeazione dalla quale diparte un classico timpano triangolare decorato da una cornice dentellata. Lateralmente all’interno di ciascuna delle due semicolonne in risalto zone rettangolari e quadrate, al centro, sopra il portale d’ingresso un timpano semicircolare si accorda superiormente ad un arco di trionfo, sotto il quale si apre un rosone a vetrata realizzata dopo la seconda guerra mondiale per la distruzione della precedente: vi sono raffigurate il simbolo della SS Trinità, stemmi di Pio XII e del Vescovo di Vicenza Zinato e degli Angarano.

Architetture militariModifica

 
Castello Superiore
  • Castello degli Ezzelini (o castello superiore). Nonostante la denominazione popolare, il castello non appartenne mai agli Ezzelini né ad alcun altro signore poiché era «sorto per volontà degli abitanti» come azione di difesa collettiva[12]. Le strutture più antiche del castello ancora visibili (risalenti al XII-XIII secolo) comprendono le parti inferiori di torri e murature (identificabili per la tessitura muraria in ciottoli del fiume Brenta, pietre calcaree e laterizi). La piazza antistante era luogo di mercato e di adunanze. Nel corso del XIII secolo venne costruito un nuovo muro di cinta fino alla torre pentagonale Nord. Venne edificata anche la torre dell’Ortazzo e furono restaurate la torre di Ser Ivano e il campanile della chiesa. Nel XIII secolo fu costruita una nuova cinta che andava a proteggere i borghi cresciuti esternamente e alla fine del XIV secolo risale l’ultimo ampliamento in parte ancora visibile in viale delle Fosse. Nel XV secolo la fortificazione era ancora attiva prima di passare al dominio veneziano, in seguito (secondo una sorte comune ad altre strutture militari del circondario) fu dismessa e trasformata. Dagli anni ’90 del Novecento il castello è oggetto di restauri. Il Corpo di Guardia si trova all’ingresso del percorso delle mura del Castello di Bassano del Grappa. Si tratta di uno spazio chiuso dalla Cinta storica e ha una forma di quadrilatero irregolare con lati di circa due metri e con muri di altezza variabile (da 13,50 metri a 7,50 circa) realizzati in ciottoli e laterizi a file alternate secondo la tecnica in uso all’epoca. Sull’angolo sud ovest si erge la torre di ser Ivano alta 27 metri. I due lati est ed ovest della Mura sono liberi, mentre su quelli nord e sud sono addossati corpi di fabbrica con altezza prossima a quella della Mura storica.
  • Porta delle Grazie. O Porta Aureola era l’antico accesso nordorientale alla città di Bassano del Grappa. Senz’ombra di dubbio è la Porta di Bassano meglio conservata, si possono ancora riconoscere, infatti, le linee classicheggianti dell’architettura. Porta delle Grazie fa parte della cinta muraria edificata nel XVI secolo, tutt’oggi sono ancora evidenti le colonne incassate che sostengono l’architrave, il fregio e il timpano. L’opera fu commissionata da Podestà Veneto nel 1561, la realizzazione del progetto fu assegnata ad un architetto de luogo contemporaneo del più noto Andrea Palladio. La vicina Chiesa Santa Maria delle Grazie custodisce alcuni piccoli tesori artistici di Jacopo da Bassano e Battista di Vicenza tra cui spicca una Crocefissione in cui viene raffigurato anche l’antico Ponte Vechio: prima testimonianza figurativa del simbolo di Bassano. Davvero suggestivo il panorama che si apre nella zona adiacente alla Porta delle Grazie: l’altipiano di Asiago a sinistra e il Massiccio del Grappa a destra fanno da sfondo ed incorniciano questo luogo, che non a caso, prende il nome di Belvedere.
  • Porta Dieda. Collocata presso quello che fu il Castello Inferiore detto dei Berri, edificato nel 1315 dai padovani per proteggere i nuovi borghi sorti fuori le mura. Nel 1389 l’intero complesso fu inglobato nella cinta muraria fatta erigere da Gian Galeazzo Visconti, ma il Castello cadde in rovina e fu presto sostituito da abitazioni civili. Rimane la Porta, aperta nel 1541 dal Podestà Domenico Diedo, al fine di poter direttamente comunicare con le nuove realtà abitative andate nel tempo sempre più infoltendosi. La facciata a sud era ornata da affreschi restaurati di recente: nella parte superiore un poderoso leone alato con il libro, manifesto di fedeltà politica alla dominante Venezia, e in quella inferiore Marco Curzio Rufo su un cavallo impennato in atto di gettarsi armato nella voragine, paradigmatico esempio di coraggio. Quest’ultimo fu realizzato da Jacopo Dal Ponte e ne rimangono solo poche tracce.
  •  
    Piazza Garibaldi con la Torre Civica
    Torre civica. Costruita probabilmente fra gli anni ’20 e ’40 del XIII secolo (dalla famiglia Da Romano) ma la data più probabile è quella del 1312 quando, in occasione dell’allungamento delle mura della seconda cinta, veniva a costituire un’importante episodio difensivo e di protezione per il borgo nuovo cresciuto esternamente alle mura. Essa infatti si distingueva per le misure importanti in altezza, larghezza e spessore del corpo murario, la poderosa base troncopiramidale, la mancanza di decorazioni. Nella documentazione compare nel 1349 quando venne collocata una campana di 500 chilogrammi. Da questo momento in poi essa risultava intestata al Comune che provvedeva alla manutenzione e al pagamento dei custodi. I custodi svolgevano varie mansioni ma il compito principale era di vedetta dall’alto e di annunciare tumulti, calamità o minacce d’assalto. La denominazione con cui la conosciamo, ossia “torre civica”, le venne attribuita da quando nel 1494 vi fu aperta alla base una porta in pietra con dipinto sopra lo stemma della città. Nel 1625 la porta venne sopraforata per dar luce all’abitazione del custode e collegata a terra con una scala in legno i cui gradini nel 1727 vennero in parte sostituiti da altri in pietra. Non si conosce invece l’anno in cui l’emblema di Venezia a titolo onorifico venne dipinto in affresco. Nel corso del XVIII secolo fu dotata di orologio e nel XIX secolo del rialzo apicale sulla sommità. Certamente la torre si distingue in modo particolare rispetto a tutti gli altri edifici storici cittadini per la sua centralità nell’impianto urbano e per il fatto di dominarlo con la sua altezza (43 metri). Dopo un recente e importante restauro è stata riaperta al pubblico.

AltroModifica

PiazzeModifica

 
Il Castello Superiore visto da piazza Terraglio
 
Piazza Terraglio
  • Piazza Libertà. Un tempo "piazza dei Signori", è la vetrina del passeggio domenicale. Ottenuta con il riempimento del fossato che cingeva la seconda cerchia di mura di Bassano, fu chiamata dapprima piazza San Giovanni, dal nome della chiesa che vi era sorta nel 1308. Dal 1867 fu dedicata a Vittorio Emanuele II re d’Italia e durante il secondo conflitto mondiale fu chiamata piazza del Popolo, quindi piazza Libertà. Al limite ovest della piazza si alzano, su due colonne, una statua con il Leone di San Marco, simbolo della dominazione veneziana, e una statua di san Bassiano, patrono della città, opera dello scultore bassanese Orazio Marinali (1643-1720). Il santo, vescovo di Lodi tra il IV e il V secolo, non approdò mai in riva al Brenta: i bassanesi tuttavia lo scelsero come protettore nel 1509 per la somiglianza del suo nome a quello della loro città e per le sue facoltà taumaturgiche contro le ricorrenti pestilenze. La piazza è il punto nodale della città dove convergono le principali vie del centro, si affacciano a nord prestigiosi palazzi, fra cui le case dell’antica Stamperia Remondini (che ha portato il nome di Bassano in tutto il mondo) e la Loggia del Comune, e a sud l’imponente facciata neoclassica della chiesa di San Giovanni Battista.
  • Piazza Garibaldi. La consuetudine bassanese chiama questa piazza "piazza della Fontana" o "piazza delle Erbe", perché per secoli vi si è tenuto il mercato degli ortaggi. La piazza, sistemata definitivamente da Antonio Gaidon nel 1776, è sovrastata, a nord, dalla torre civica mentre a sud si trovano la chiesa di San Francesco e il Museo Civico. Nel 1898 l’arrivo di una conduttura idrica che, attingendo alle sorgenti dei Fontanazzi, portava in pieno centro pura acqua di sorgente, rappresentò un fatto di rilevanza addirittura nazionale. L’opera fu celebrata con la costruzione quasi nel centro della piazza dalla fontana Bonaguro. L’opera fu realizzata dallo scultore Carlo Spazzi e intitolata all’allora sindaco Antonio Bonaguro, che la donò alla comunità in occasione dell’inaugurazione dell’acquedotto pubblico.
  • Piazzotto Montevecchio. Si trovava entro la seconda cerchia di mura e alla metà del Duecento in questa zona sorgevano la Casa del Comune e le residenze ezzeliniane. Al centro della piazza c’era un pozzo, motivo per cui spesso viene ancora oggi chiamata "piazza del pozzo". Era conosciuta anche con i nomi di "Piazza del Sale" e poi "Piazza degli Zoccoli", poiché fino alla metà del XX secolo questo era luogo di mercato dove si raccoglievano numerosi ambulanti a vendere le "sgalmare", caratteristici zoccoli in legno. La prima piazza di Bassano era un tempo molto più ampia. Su di essa si affacciava pure il fondaco dei Grani, poi ristrutturato e adibito (1494) a Monte di Pietà: il severo "Monte Vecchio", che dà il nome al luogo e che reca infisso il più antico stemma della città: due leoni rampanti ai lati di una torre. Il piazzotto era anche una straordinaria galleria d’arte all’aperto. Sul suo fronte orientale casa Michieli-Bonato era affrescata con scene bibliche, in parte ancora visibili, di Francesco e Bartolomeo Nasocchio, contemporanei dei da Ponte. L'attigua Casa dal Corno-Bonato aveva decorazioni con putti, animali e motivi allegorici di Jacopo da Ponte. Tale fregio è stato staccato per essere restaurato nel 1975 e in seguito è stato collocato al Museo Civico (1982).
  • Piazza Terraglio. L’attuale spazio sorse nel tempo dall’interramento del fossato e dalla demolizione a sud del muro esterno dello stesso Castello che nella cerchia ezzeliniana veniva protetto da una doppia cinta muraria. Interessante la concessione comunale che nel 1400 consentiva in questa zona a costruire le cosiddette “chioare” o “chiodare”, una specie di recinto aperto con tettoia per asciugare e tirare i panni, prodotti dalle attività laniere addossate al fiume.
  • Piazzale Cadorna. Era conosciuto come quartiere o borgo Caravaggio che comprendeva dei piccoli orti, delle stalle, delle casupole, dei magazzini e una chiesetta dedicata alla Madonna del Caravaggio, costruita nel 1706 per volere di Caterina Brocchi, poi sede della Congregazione di San Luigi Gonzaga e allora chiamata Chiesetta di San Luigi.
  • Piazzale Trento
  • Piazzale Generale Giardino
  • Piazzetta Angarano
  • Piazzetta Zaine
  • Piazzetta Alfeo Guadagnin

Vie centraliModifica

CimiteriModifica

PontiModifica

«Sul ponte di Bassano / là ci darem la mano / là ci darem la mano / ed un bacin d'amor / Per un bacin d'amore / succedon tanti guai / non lo credevo mai / doverti abbandonar / Doverti abbandonare / volerti tanto bene / è un giro di catene / che m'incatena il cor / Che m'incatena il cuore / che m'incatena il fianco / non posso far di manco / di piangere e sospirar»

(La canzone popolare "Sul Ponte di Bassano.)
  • Ponte Vecchio o Ponte degli Alpini o Ponte di Bassano. Qui si erge la grapperia della più antica distilleria d'Italia: la Bortolo Nardini, al ponte dal 1779.
 Lo stesso argomento in dettaglio: Ponte Vecchio (Bassano del Grappa).
 
Vista notturna del Ponte degli Alpini

Il ponte di Bassano sul Brenta, detto Ponte Vecchio, è noto anche come "ponte degli Alpini" ed è il soggetto e il titolo di un canto popolare degli Alpini. Questo ponte fin dall'antichità costituiva la via di comunicazione principale fra Bassano e Vicenza. Nel 1209 si ebbe la sua prima costruzione databile. Questa struttura fu definitivamente travolta dalle piene del fiume nell'ottobre del 1567. Andrea Palladio nel 1569 progettò il nuovo ponte[13], proponendo inizialmente un progetto completamente diverso dal precedente, ovvero a tre arcate di pietra sul modello degli antichi ponti romani (ricopiando il contemporaneo progetto del Ponte sul Tesina). Il Consiglio cittadino bocciò il progetto, imponendo all'architetto di non discostarsi troppo dalla struttura tradizionale. Così nell'estate 1569 Palladio tornò ad un progetto su struttura in legno, in modo tale che la sua elasticità fosse in grado di contrastare l'impetuosità del fiume Brenta, ma di grande impatto visivo. Il ponte totalmente ligneo, lungo 58 metri, poggia su 4 piloni di legno di forma triangolare, allineati al flusso d'acqua, ed è ricoperto da un tetto sostenuto da colonne tuscaniche. Ancora nel 1748 il ponte fu travolto da una piena; fu poi ricostruito tre anni dopo da Bartolomeo Ferracina.

Durante la seconda guerra mondiale il ponte fu fatto saltare dai partigiani il 17 febbraio 1945 per proteggere la città[14][15]. Fu ricostruito nel 1947, secondo l'originale disegno di Palladio, in nove mesi. Successivamente al nome Ponte Vecchio si aggiunse la dicitura ponte degli Alpini in quanto furono tra i principali sostenitori della sua ricostruzione[16]. Dal ponte si gode di un'ottima vista sulle montagne circostanti e sul canale di Brenta.

Per ricordare la ricostruzione del Ponte degli Alpini, il 3 ottobre 1948 fu emesso un francobollo commemorativo del valore di 15 Lire che raffigura il profilo di un alpino con il Ponte di Bassano sullo sfondo.

  • Ponte della Vittoria (conosciuto anche come "Ponte Nuovo").
  • Ponte della Fratellanza (conosciuto anche come "Terzo Ponte").

Aree verdiModifica

  • Prato Santa Caterina - Parco Ragazzi del '99
  • Oasi naturalistica Gemma
  • Giardini Parolini
  • Monte Crocetta
  • Ciascuno dei 22 quartieri della città è inoltre dotato di una o due aree verdi adibite a parco giochi.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[17]

 


Etnie e minoranze straniereModifica

Al 31 dicembre 2015 gli stranieri residenti nel comune sono 4 707, ovvero il 10,85% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[18]:

  1. Romania, 761
  2. Marocco, 586
  3. Moldavia, 277
  4. Repubblica di Macedonia, 270
  5. Albania, 234
  6. Ghana, 225
  7. Cina, 216
  8. Filippine, 196
  9. Ucraina, 195
  10. Repubblica Dominicana, 128

CulturaModifica

IstruzioneModifica

BibliotecheModifica

  • Biblioteca comunale

La biblioteca di Bassano del Grappa, nasce grazie al naturalista Gian Battista Brocchi che dopo la sua morte avvenuta nel 1826 lascia in eredità il suo patrimonio alla sua città natale, Bassano. Aperta al pubblico nel 1840, nei locali dell'ex convento di San Francesco, negli anni, grazie alle generose donazioni di illustri cittadini bassanesi, iniziò ad accumulare sempre più beni fino a giungere ai giorni nostri come una delle più ricche di opere. Presso la biblioteca si conserva anche l'archivio comunale con documenti dal 1211 al 1950. Essa fa parte della rete di biblioteche vicentine "Bibioinrete", insieme alla maggior parte della biblioteche appartenenti alla Rete Bibliotecaria Vicentina[19].

  • LER English Library

La LER English Library, inaugurata il 13 giugno 2012, è una biblioteca interamente in lingua inglese, che conta un migliaio di volumi.

UniversitàModifica

A Bassano vi è una delle 22 sedi dell'Università degli adulti/anziani del Vicentino[20].

MuseiModifica

TeatriModifica

  • Teatro Astra (chiuso per cessata attività)
  • Teatro Jacopo Da Ponte[21]
  • Teatro Remondini[22]

CinemaModifica

  • Metropolis Cinemas (multisala)[23]

Prodotti tipiciModifica

Tra alcuni prodotti tipici famosi in tutta Italia si notano:

EventiModifica

  • Operaestate Festival Veneto: 35 città coinvolte, 400 serate di spettacolo in oltre 2 mesi tra ville, castelli, parchi e palazzi, piazze e musei della Pedemontana. Si svolge annualmente tra giugno e settembre.
  • CSC Centro per la Scena Contemporanea: presentazioni di lavori in progress di danza teatro da settembre a giugno. La sua sede principale è il Garage Nardini.

Geografia antropicaModifica

FrazioniModifica

Secondo lo statuto comunale (art. 6, comma 2), è riconosciuta come frazione la sola Rubbio. Campese, Marchesane, San Michele, Sant'Eusebio e Valrovina sono definite "contrade".

La frazione di Rubbio (86 ab.), sull'altopiano di Asiago, a 1057 m di quota, costituisce un villaggio unico insieme alla parte della frazione appartenente al comune di Conco: la particolarità di questo paese è appunto quella di essere diviso amministrativamente fra i due comuni di Bassano e Conco anche se in realtà è abbastanza distante da ambedue i centri comunali in modo tale da costituire praticamente un piccolo centro abitato a sé. Per giungere dal centro di Bassano a questa sua frazione si deve per forza transitare dal territorio di un altro comune, Marostica: il collegamento diretto è altrimenti possibile solo attraverso alcuni sentieri di montagna. Da Rubbio si può godere di una notevole vista sul Canale di Brenta e sulla Pianura Veneta.

Quartiere Prè (272 ab.) si trova nella parte sud del territorio comunale, ai confini con Cartigliano (della cui parrocchia è parte) e con Rosà (frazione di Travettore). All'interno di questo quartiere si trova una parte del parco rurale "Civiltà delle Rogge" che si estende anche nei vicini comuni di Cartigliano e Rosà.

Marchesane è situata a sud-ovest del territorio comunale. Si estende per un paio di chilometri di lunghezza costeggiando la riva destra del fiume Brenta. Frazione contadina fino agli anni sessanta, si è poi espansa demograficamente ed economicamente con la costruzione di nuovi quartieri e zone artigianali e commerciali. Marchesane è una delle località interessate dalle vicende umane e storiche che si svolsero tra il XI secolo e il XIII secolo e dalle numerose proprietà che videro protagonisti i vari componenti della famiglia degli Ezzelini. Nella parte sud di Marchesane si trova anche la chiesa di San Giovanni Nepomuceno che servì da ricovero a Napoleone durante la Battaglia di Bassano. L'agglomerato urbano di Bassano del Grappa, che comprende anche le frazioni, conta circa 110 000 abitanti.

QuartieriModifica

 
Rubbio d'inverno
Nome quartiere Numero abitanti
San Vito 5 686
Centro Storico 4 694
Angarano 3 570
XXV Aprile 3 209
Ca' Baroncello 2 572
San Marco 2 482
Santa Croce 2 022
Firenze 2 002
Rondò Brenta 1 905
Merlo 1 811
Marchesane 1 743
San Fortunato 1 424
San Lazzaro 1 316
Sant'Eusebio 1 286
Borgo Zucco 1 237
Margnan-Conca d'oro 1 201
Campese 1 174
San Bassiano 1 002
Valrovina 795
San Michele 646
Pré 272
Rubbio 86

VariazioniModifica

La denominazione del comune fino al 1928 era "Bassano"; con Regio Decreto n. 2254 la denominazione del comune cambia in "Bassano del Grappa".

La circoscrizione territoriale ha subito le seguenti modifiche: nel 1878 aggregazione della frazione Campese, staccata dal comune di Campolongo sul Brenta (Censimento 1871: pop. res. 843); nel 1938 aggregazione di territori del soppresso comune di Valrovina[24].

EconomiaModifica

ArtigianatoModifica

Per quanto riguarda l'artigianato, Bassano del Grappa è rinomata per l'antica produzione di ceramiche e di porcellane, risalente al Settecento, e che conserva invariati nello stile, nella forma e nella decorazione i propri manufatti, oltre a quella del mobile d'arte.[25]

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

Bassano del Grappa è interessata dal percorso della SS 47 ed è unita ad Asiago tramite la strada provinciale 72 detta strada della Fratellanza. La strada provinciale 111 garantisce il collegamento con l'abitato di Thiene.

Dalla città è anche possibile raggiungere la cima del Monte Grappa mediante la strada provinciale 148 (ex strada statale SS 141 "Cadorna") oppure la strada provinciale 140. Percorrendo invece la strada statale SS 248 "Schiavonesca - Marosticana" è possibile raggiungere Asolo, Montebelluna e l'area del Montello con l'immissione finale nel tracciato della SS 13 Pontebbana. Un'altra arteria importante è rappresentata dalla strada provinciale 26 "Pedemontana del Grappa" che percorre la suggestiva fascia pedemontana trevigiana attraverso gli abitati di Borso del Grappa, Crespano del Grappa, Paderno del Grappa, Possagno, Cavaso del Tomba e Pederobba.

Nel 2018 è prevista l'apertura della nuova arteria stradale Pedemontana Veneta il cui tracciato transiterà a sud della città prevedendo due caselli (Bassano Est ed Ovest) di accesso all'area urbana bassanese.

FerrovieModifica

La stazione di Bassano del Grappa rappresenta località di bivio rispetto alle linee Trento-Venezia e Bassano-Padova (di cui ne rappresenta il capolinea per i treni da e per Padova, Trento e Venezia). Queste linee sono servite dai treni regionali svolti da Trenitalia (con materiale rotabile di Sistemi Territoriali in comodato d'uso per la tratta Bassano-Venezia) e Trentino Trasporti nell'ambito dei contratti di servizio stipulati con la Regione Veneto (Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale) e con la Provincia Autonoma di Trento.

Nel periodo estivo tutti i treni circolanti lungo la linea ferroviaria della Valsugana tra Trento e Bassano del Grappa (e viceversa) vengono allestiti per ospitare fino a 32 bici al seguito dei viaggiatori[26] a servizio del percorso della Ciclopista della Valsugana.

Nel periodo compreso fra la prima guerra mondiale e il 1961 la stazione fu connessa con la tranvia Vicenza-Bassano del Grappa[27], gestita in ultimo dalle Ferrovie e Tramvie Vicentine FTV.

AutobusModifica

La città è servita da linee urbane di trasporto pubblico a servizio delle principali frazioni nonché dell'ospedale e del quartiere ospitante gli istituti scolastici di istruzione superiore. Il trasporto urbano è gestito dalla SVT Società Vicentina Trasporti.

Numerose autolinee extraurbane connettono la città al territorio circostante con autobus diretti a Asiago, Thiene, Schio, Vicenza, Padova, Asolo e Treviso.

AviosuperficiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Aviosuperficie Marchesane.

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
30 aprile 1945 21 luglio 1945 Antonio Gasparotto Sindaco
21 luglio 1945 23 aprile 1946 Primo Silvestri PSIUP Sindaco
23 aprile 1946 20 settembre 1946 Giovanni Cosma Sindaco
20 settembre 1946 18 giugno 1951 Giovanni Bottecchia DC Sindaco
18 giugno 1951 9 dicembre 1957 Quirino Borin DC Sindaco
9 dicembre 1957 14 dicembre 1967 Pietro Roversi DC Sindaco
14 dicembre 1967 11 luglio 1975 Pietro Fabris DC Sindaco
11 luglio 1975 21 luglio 1980 Sergio Martinelli DC Sindaco
21 luglio 1980 19 dicembre 1986 Antonio Basso DC Sindaco
19 dicembre 1986 7 maggio 1995 Giovanni Tasca DC Sindaco
7 maggio 1995 27 giugno 1999 Lucio Gambaretto PPI Sindaco
28 giugno 1999 2004 Giampaolo Bizzotto centrodestra Sindaco
2004 23 giugno 2009 Giampaolo Bizzotto centrodestra Sindaco
23 giugno 2009 26 giugno 2014 Stefano Cimatti centrosinistra Sindaco
26 giugno 2014 in carica Riccardo Poletto centrosinistra Sindaco

GemellaggiModifica

Bassano del Grappa è gemellata con:

e legata da un patto d'amicizia alle città di:

SportModifica

 
Sisley TV - Itas TN (Quarti di Finale Coppa Italia 2008 di pallavolo)

Ha sede nel comune la società di calcio FC Bassano, fondata nel 1920.

La squadra di pallavolo maschile, Volley Bassano, milita in serie B1 e disputa le gare interne al PalaDue. La squadra femminile Berti Audi Bassano milita in serie C.

Nel comune hanno sede due squadre di hockey su pista maschile: Geotex Hockey Bassano 54 che milita in serie A1 e il Roller Bassano che milita in serie A2. L'Infoplus Hockey Bassano 54 ha vinto lo Scudetto 2003-2004, il primo scudetto della città di Bassano, oltre a vantare un altro Scudetto vinto nella stagione 2008-2009, 2 Coppe Italia, 2 Supercoppe Italiane, 1 Campionato del Mondo per club e 1 Coppa Cers.

La squadra Rugby Bassano 1976[28] milita nella Serie C del campionato nazionale. Il campo di gioco è lo stadio Giovanni De Danieli.

La squadra maschile di pallacanestro milita in serie B con il nome di Fiorese Bassano[29], gioca le sue partite casalinghe al Palangarano. La squadra femminile con il nome di San Marco Bassano milita in serie C.

Dal 1984 si disputa il Rally Internazionale città di Bassano, manifestazione automobilistica facente parte del circuito rally storici[30]

Inoltre a ginnastica artistica junoior 2000 l alteta pietro cortese è arrivato 10° nazionale

Bassano del Grappa, ha ospitato nel 1985 i Campionati Mondiali di Ciclismo su pista presso il Velodromo Rino Mercante. È stata inoltre sede di arrivo delle seguenti tappe del giro d'Italia:

A Bassano ha sede la sezione dell'Associazione Italiana Arbitri "Numa Pompilio Selvaggi", fondata nel 1954.

Impianti sportiviModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ BASSAN ÇITÀ DE VENTO, Gino Pistorello. URL consultato il 25 novembre 2011.
  4. ^ Il sogno che farà strada: capitale Pedemontana, su corrieredelveneto.corriere.it. URL consultato il 31 marzo 2010.
  5. ^ Gina Fasoli, Storia di Bassano, 1980, p. 24.
  6. ^ Sante Bortolami e Federico Pigozzo, Le origini di Bassano e le vicende politico istituzionali dal X secolo alla fine del Duecento, in Storia di Bassano, vol. 1, 2013, p. 111.
  7. ^ Sante Bortolami e Federico Pigozzo, Le origini di Bassano e el vicende politico istituzionali dal X secolo alla fine del Duecento, in Storia di Bassano, vol. 1, 2013, p. 127.
  8. ^ Gerardo Maurisio, Cronica dominorum Ecelini et Alberici fratrum de Romano
  9. ^ a b c d Enciclopedia dell'Antifascismo e della Resistenza Vol. I, Voce "Bassano del Grappa", pag. 255 e 256, La Pietra, Milano, prima edizione, 1968
  10. ^ Enciclopedia dell'Antifascismo e della Resistenza Vol. I, Voce "Bassano, Ponte di", pag. 256, La Pietra, Milano, prima edizione, 1968
  11. ^ Giambattista Verci, Storia degli Eccelini - Tomo I, Venezia, T. Fontana, 1841.
  12. ^ Gina Fasoli, Storia di Bassano, 1980, p. 15.
  13. ^ Schema del ponte Archiviato il 5 ottobre 2007 in Internet Archive.
  14. ^ Lapide sul ponte che ricorda l'evento, su rete.comuni-italiani.it. URL consultato il 24 marzo 2011.
  15. ^ ANPI Vicenza - FOZA, su anpi-vicenza.it. URL consultato il 24 marzo 2011.
  16. ^ P. M. Tua, Il ponte di Bassano, Bassano del Grappa 1947
  17. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  18. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2015 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 9 agosto 2016.
  19. ^ Biblioinrete
  20. ^ Sito dell'Università adulti/anziani Archiviato il 2 aprile 2017 in Internet Archive.
  21. ^ Teatro Jacopo Da Ponte
  22. ^ Teatro Remondini
  23. ^ Metropolis Cinemas
  24. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3
  25. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 1, Roma, A.C.I., 1985, p. 18.
  26. ^ Provincia Autonoma di Trento, Trasporti in Valsugana, su trasporti.provincia.tn.it.
  27. ^ Comune di Bassano del Grappa, Piano di Assetto del Territorio (PAT), Elaborato 5.7, Relazione tecnica, p.93.
  28. ^ http://www.rugbybassano.it
  29. ^ pallacanestrobassano.it Archiviato il 2 ottobre 2009 in Internet Archive.
  30. ^ Rallystorici.it Archiviato il 25 febbraio 2016 in Internet Archive.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

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