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Mafia di Langtan
Nomi alternativimafia nigeriana
Area di origineLangtan
Aree di influenzaNigeria, Italia e paesi dell'Europa
Periodo1980 circa - in attività
SottogruppiBlack Axe
confraternite nigeriane

La mafia nigeriana (anche mafia di Langtan dalla omonima cittadina della Nigeria) è un'organizzazione criminale di tipo mafioso nata in Nigeria e sviluppatasi anche in Niger, Benin e nel resto del mondo.

Formatasi agli inizi degli anni ottanta, in seguito alla crisi del petrolio, risorsa chiave del paese, che portò i gruppi dirigenti a cercare l'appoggio della criminalità per mantenere i loro privilegi. Così protetta, la criminalità organizzata ha potuto svolgere i propri traffici indisturbata o quasi, aiutata oltre che dall'appoggio di una parte del mondo politico del paese anche dallo scarso controllo che lo stato esercita sul vasto territorio nazionale. È una delle mafie più potenti e pericolose del mondo.[1]

Indice

OrganizzazioneModifica

Composta principalmente da persone di etnia Ibo o Yoruba con un elevato grado di istruzione, la mafia nigeriana si è conquistata un posto di livello internazionale nel mondo del crimine. Presente in molti paesi (Germania, Spagna, Portogallo, Belgio, Romania, Inghilterra, Austria, Stati Uniti, Croazia, Slovenia, Repubblica Ceca, Ungheria, Ucraina, Polonia, Russia, Brasile e Italia), gestisce oltre al traffico di eroina e di cocaina, accattonaggio ed anche la prostituzione delle proprie connazionali tenute in schiavitù col sequestro dei documenti e le minacce ai familiari rimasti nel paese d'origine.

Il modello strutturale della criminalità organizzata in Nigeria è formato da gruppi autonomi sciolti e, allo stesso tempo, dipendenti da un vertice unico. Si tratta di un sistema in cui cellule criminali più strutturate si accompagnano a cellule contingenti che, diversamente dalle precedenti, nascono in corrispondenza di un singolo affare criminale e si sciolgono al termine di quest'ultimo. I gruppi criminali sono di genere maschile, soprattutto per le attività di narcotraffico e truffe telematiche, femminile per quanto riguarda in particolare lo sfruttamento della prostituzione con la figura delle madame, tipicamente ex vittime di tratta che gestiscono il sistema di sfruttamento e vi sono anche gruppi misti.[2]

Uno dei riti di iniziazione più frequenti è il sottoporsi a frustate da parte del Boss dell'organizzazione.[3]

Diffusione nel mondoModifica

NigeriaModifica

In Nigeria operano più che altro confraternite e bande criminali sotto il controllo di un capo. Le prime (formate principalmente da studenti) si dedicano a intimidire i professori con minacce pesanti per avere buoni risultati a scuola; mentre le seconde sono dedite al traffico di droga, armi e alla prostituzione delle nigeriane.

ItaliaModifica

A partire dagli anni ottanta la mafia nigeriana si è espansa in molti paesi tra cui l'Italia. Ha importanti legami con Cosa nostra.[4][5]

L'organizzazione dei Black Axe è nata negli anni '70 a Benin City in Nigeria. Elementi di spicco di questa organizzazione criminale sono già stati rilevati in molte città italiane[6]. I criminali nigeriani si sarebbero insediati principalmente a Torino, Novara, Alessandria, Verona, Ferrara, Bologna, Milano, Roma, Napoli e Palermo.[7]

Il 15 gennaio 2007 con l'operazione Viola vengono arrestati 66 presunti appartenenti alla mafia nigeriana (di cui 23 già in ottobre 2007) associazione per delinquere di stampo mafioso, traffico di esseri umani e narcotraffico in Italia, Paesi Bassi, Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Belgio, Stati Uniti e Nigeria.[8] Il 18 febbraio 2010 vengono arrestati 5 nigeriani nell'operazione "Piovra nera" che gestiva un traffico di cocaina a Genova[9].

Nel 2009 a Brescia viene decapitata l'organizzazione capeggiata da Frank Edomwonyi con l'arresto di 12 persone[6].

A Torino nel 2010 vengono condannati per associazione mafiosa alcuni affiliati ai Black Axe e Eiye che si erano fatti la guerra già nel 2003[6].

Nel 2011 un'informativa dell'ambasciata nigeriana a Roma riporta:[6]

«Vorrei attirare la vostra attenzione sulla nuova attività criminale di un gruppo di nigeriani appartenente a sette segrete, proibite dal governo a causa di violenti atti di teppismo: purtroppo gli ex membri di queste sette che sono riusciti ad entrare in Italia hanno fondato nuovamente l'organizzazione qui, principalmente con scopi criminali»

Il 19 ottobre 2015 per la prima volta in Sicilia presunti membri di un'organizzazione criminale straniera vengono accusati del reato di associazione mafiosa. In particolare, come riporta il giornalista Giuseppe Pipitone sull'edizione online de Il Fatto Quotidiano, viene scoperta la confraternita nigeriana dei Black Axe che gestisce lo spaccio e la prostituzione nel quartiere Ballarò di Palermo sotto l'egida di Giuseppe Di Giacomo, boss del clan di Porta Nuova, ucciso poi il 12 marzo 2014[6].

L'Aisi, inoltre dal 2012 controlla il presunto capo della confraternita Eyie, Gabriel Ugiagbe che gestisce i suoi affari criminali da Catania, spostandosi poi in Nord Italia, Austria e Spagna[6][10].

La roccaforte dell'organizzazione è Castel Volturno.[11]

NoteModifica

  1. ^ Droga, prostituzione e migranti: ecco come agisce la mafia nigeriana, in ilgiornale.it, 21 novembre 2018.
  2. ^ L’organizzazione criminale nigeriana: un sistema complesso, su stampoantimafioso.it.
  3. ^ Droga, pestaggi e riti iniziatici la mafia nigeriana finisce in cella, in lastampa.it, 18 maggio 2006.
  4. ^ Mafia nigeriana: il patto con Cosa nostra, agguati con l’ascia e sangue bevuto. A Palermo prima inchiesta sulla ‘Cosa nera’, in ilfattoquotidiano.it, 19 ottobre 2015.
  5. ^ (EN) Nigerian gangs join forces with mafia to run vice rings in Sicily, in thetimes.co.uk, 27 giugno 2017.
  6. ^ a b c d e f Mafia nigeriana: il patto con Cosa nostra, agguati con l'ascia e sangue bevuto. A Palermo prima inchiesta sulla ‘Cosa nera', in Fattoquotidiano, 19 ottobre 2015. URL consultato il 22 ottobre 2015.
  7. ^ “Black Axe”, la violentissima mafia nigeriana che spaventa l’Italia: “è più crudele della ‘ndrangheta”, interrogazione al Ministro Minniti, in strettoweb.com, 21 novembre 2018.
  8. ^ Maxi-blitz contro la mafia nigeriana Vendevano minori, 66 arresti - cronaca - Repubblica.it
  9. ^ Mafia nigeriana: cinque fermi a Genova [collegamento interrotto], in Antimafia duemila.
  10. ^ Ecco il "Capo dei capi" nigeriano nuovo barone della droga in Italia, in repubblica.it, 15 novembre 2013. URL consultato il 22 ottobre 2015.
  11. ^ Castel Volturno, il quartier generale della mafia nigeriana tra spaccio e prostituzione, in tgcom24.mediaset.it, 26 ottobre 2018.

Voci correlateModifica