Michael Redgrave

attore britannico

Sir Michael Scudamore Redgrave (Bristol, 20 marzo 1908Denham, 21 marzo 1985) è stato un attore britannico.

Sir Michael Redgrave

Nel 1935 sposò l'attrice Rachel Kempson, con cui rimase fino alla morte e da cui ebbe tre figli: gli attori Vanessa, Corin e Lynn Redgrave.[1]

BiografiaModifica

Figlio d'arte[1], Michael Redgrave nacque a Bristol, in Inghilterra, da Roy Redgrave, star del cinema muto, e Margaret Scudamore. Non conobbe mai suo padre che, per continuare la carriera di attore in Australia, abbandonò la famiglia quando Michael aveva solo sei mesi. La madre si risposò con il capitano James Anderson, ricco proprietario di un bar, ma il bambino odiò quel patrigno.[2] Dopo gli studi al Clifton College di Bristol e al Magdalene College di Cambridge, per qualche tempo fece l'insegnante a Cranleigh.[1]

Nel 1934 fece il suo debutto sul palcoscenico e due anni dopo entrò nella compagnia teatrale dell'Old Vic[1]. Il regista Alfred Hitchcock gli affidò un piccolo ruolo non accreditato nel film Amore e mistero (1936) e lo diresse successivamente ne La signora scompare (1938), in cui Redgrave fu protagonista nei panni di un bizzarro musicologo e spia dilettante[1]. Pur continuando a preferire il lavoro sul palcoscenico, negli anni quaranta l'attore apparve in diversi film di rilievo, tra cui è da ricordare Incubi notturni (1945), nel segmento diretto da Alberto Cavalcanti, in cui diede una memorabile interpretazione nei panni di un ventriloquo che precipita nella follia quando diventa succube del pupazzo che lo accompagna sulla scena.[1] Verso la fine del decennio ebbe una breve parentesi a Hollywood, dove apparve nel dramma Il lutto si addice ad Elettra (1947), che gli valse una candidatura all'Oscar al miglior attore,[1] e nel noir Dietro la porta chiusa (1947) di Fritz Lang.

Altre sue notevoli interpretazioni cinematografiche furono quelle dell'infelice maestro di scuola in Addio Mr. Harris (1951), e del brillante Jack Worthing ne L'importanza di chiamarsi Ernesto (1952), tratto dall'omonima commedia di Oscar Wilde.[1] Nominato baronetto nel 1959,[1] in seguito passò via via a ruoli di carattere in film come Suspense (1961), Gioventù, amore e rabbia (1962), Gli eroi di Telemark (1966) e Messaggero d'amore (1971), fino ad abbandonare il cinema dopo aver contratto la malattia di Parkinson.[1]

FilmografiaModifica

Doppiatori italianiModifica

OnorificenzeModifica

  Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico
— 1952
  Cavaliere Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico
— 1959

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i j Il chi è del cinema, De Agostini, 1984, Vol. II, p. 438
  2. ^ Michael Redgrave: Mio Padre, 1996 film documentario della BBC narrato da Corin Redgrave, sulla base del suo libro lo stesso nome; prodotto e diretto da Roger Michell

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Collegamenti esterniModifica

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