Monastero di Santa Chiara (film)

film del 1949 diretto da Mario Sequi
Monastero di Santa Chiara
Paese di produzioneItalia
Anno1949
Durata90 min
Dati tecniciB/N
Generedrammatico, sentimentale, musicale
RegiaMario Sequi
SoggettoMichele Galdieri
SceneggiaturaFulvio Palmieri, Mario Sequi, Michele Galdieri, Vinicio Marinucci
ProduttoreIgnazio Senese
Casa di produzioneAvis Film
Distribuzione in italianoIndipendenti Regionali
FotografiaMarco Scarpelli (operatore), Piero Portalupi
MontaggioGuido Bertoli
MusicheRoman Vlad
ScenografiaAngelo Zagame
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Monastero di Santa Chiara è un film italiano del 1949, diretto da Mario Sequi, tratto dalla canzone napoletana Munasterio 'e Santa Chiara.

È conosciuto anche con il titolo Napoli ha fatto un sogno.

TramaModifica

La cantante ebrea Ester di Veroli, ha due ammiratori: Rudolf, l'ufficiale delle SS ed il napoletano Enrico. La fidanzata precedente di Rudolf, la tedesca Greta, gelosa di Ester, fa in modo che quest'ultima, che ha trovato rifugio presso un prete, venga arrestata.

Ma Rudolf, invece di condurla in prigione, l'affida alle suore del Monastero di Santa Chiara, che viene però distrutto da un bombardamento, così Ester va in cerca di Rudolf, ma cade in mano alla rivale e finisce in un campo di concentramento, dove fortunatamente è liberata grazie all'arrivo degli alleati. Viene così ospitata dal direttore del teatro che l'accompagnava al pianoforte e ritrova Enrico, che diventa ricco trattando loschi affari.

Ester viene però attirata in un tranello dalla rivale ed entrambe muoiono, uccise da colpi di armi da fuoco.

ProduzioneModifica

La pellicola è ascrivibile al filone melodrammatico-sentimentale (comunemente detto strappalacrime), molto popolare tra il pubblico italiano negli anni del secondo dopoguerra (in seguito ribattezzato dalla critica neorealismo d'appendice).

DistribuzioneModifica

Il film fu distribuito nelle sale cinematografiche italiane dal 20 marzo del 1949.

CriticaModifica

Ennio Flaiano su Il Mondo del 12 marzo 1949 "Il film che Alberto Moravia ha voluto avallare con la sua presenza avrà certamente il successo di altri simili film di appendice. Viene dopo Monaca santa, dopo Nennella, dopo Io t'ho incontrata a Napoli. Non gli manca, di questi film, il faticoso respiro e la generosa grossolanità. Della commozione si fa un'arma che adopera senza ritegno. Espone un dissidio tra Amore e Dovere e lo risolve con un suicidio.

CuriositàModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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