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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il politico italiano del Risorgimento, vedi Giovanni Nicotera.
Nicotera
comune
Nicotera – Stemma Nicotera – Bandiera
Nicotera – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Calabria.svg Calabria
ProvinciaProvincia di Vibo Valentia-Stemma.png Vibo Valentia
Amministrazione
SindacoGiuseppe Marasco (Lista civica "Rinascita nicoterese") dal 26-05-2019
Territorio
Coordinate38°33′N 15°56′E / 38.55°N 15.933333°E38.55; 15.933333 (Nicotera)Coordinate: 38°33′N 15°56′E / 38.55°N 15.933333°E38.55; 15.933333 (Nicotera)
Altitudine220 m s.l.m.
Superficie28,25 km²
Abitanti6 143[1] (31-3-2018)
Densità217,45 ab./km²
FrazioniBadia di Nicotera, Comerconi, Marina, Preìtoni
Comuni confinantiCandidoni (RC), Joppolo, Limbadi, Rosarno (RC), Spilinga
Altre informazioni
Cod. postale89844
Prefisso0963
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT102025
Cod. catastaleF893
TargaVV
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Nome abitantiNicoteresi
PatronoSan Giuseppe; Santa Maria Assunta
Giorno festivo19 marzo; 15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Nicotera
Nicotera
Nicotera – Mappa
Posizione del comune di Nicotera nella provincia di Vibo Valentia
Sito istituzionale

Nicotera ([ni'kotera], Nicòtra in calabrese[2], Nikòptera/Νικόπτερα in greco antico) è un comune italiano di 6 143 abitanti[1] della provincia di Vibo Valentia in Calabria.

Città della dieta mediterranea di riferimento, nel 2015 Nicotera si aggiudica la bandiera verde delle spiagge, riconoscimento europeo assegnato dalla FEE.[3]

Indice

StoriaModifica

 
Centro abitato di Nicotera Marina.

In antichità si credeva che Nicotera sorgesse sul luogo dell'antica Medma, tesi confutata dopo l'inizio degli scavi del 1912, diretti da Paolo Orsi, a Rosarno (RC). Oggi l'abitato gode di uno splendido paesaggio, comprendente Nicotera Marina, Monte Sant'Elia di Palmi, lo stretto di Messina, l'Aspromonte e le isole Eolie. Un vero e proprio terrazzo sul mare dal quale poter ammirare uno dei più suggestivi paesaggi che la Calabria offre. Il nome attuale deriva dal nome romano Nicotiria che significa “Segno della vittoria”, fondata da Ottaviano (poi imperatore Augusto) nel I secolo a.C. dopo una vittoria contro Sesto Pompeo davanti alla costa. Essa viene ricordata dal geografo greco Strabone per essere stata un Emporium, poi viene di nuovo citata tra III e IV secolo d.C. nell'Itinerario Antonino come importante statio sulla via Consolare Annia-Popilia[4]. Nel X secolo la città subì il definitivo tracollo per via delle numerose incursioni saracene che spinsero gli abitanti a ritirarsi sull'alto nel sito ove oggi sorge la cittadina.

Nel 1065 Roberto il Guiscardo la potenziò e la fortificò così la cittadina poté risorgere attorno al castello che egli fece costruire. Roberto il Guiscardo era infatti alla ricerca di un approdo marittimo per i collegamenti con la Sicilia dove si stava combattendo per allontanare gli arabi dall'isola. La nuova città, ricostruita seguendo schemi tipicamente normanni, risplende ora di nuovo fascino: il Castello e la Cattedrale rappresentano il cuore della città e da qui si ripartiscono le strade che portano ai diversi quartieri. Fu nuovamente distrutta e quindi ricostruita da Roberto d'Altavilla.

Fu distrutta ancora una volta e poi ricostruita nel 1074 da re Tamin d'Africa e nel 1085 dalle truppe di Benevert. Seguì un'ennesima ricostruzione da parte del conte Ruggero di Lauria, che ne potenziò il porto. È ancora attaccata e distrutta dagli Almoravidi guidati da Ibn-MaiMun. Il figlio di Ruggero, Ruggero II la ricostruì nel 1122. Dopo le numerose distruzioni e ricostruzioni Nicotera viene conquistata da Federico II. Grazie a quest'ultimo la città raggiunge il suo massimo splendore. Fu inoltre istituito un importante cantiere per la costruzione della flotta imperiale. Per potenziare il sistema economico Federico II fece giungere a Nicotera gli Ebrei, molto abili nel settore, per incrementare l'attività economica e finanziaria della città. Inoltre fece costruire un apposito quartiere dove far alloggiare gli Ebrei detto “Giudecca”. La città fu poi resa agli Angioini, ma ancora una volta i cittadini furono costretti ad abbandonare le loro abitazioni quando nel 1638 fu saccheggiata dai Turcheschi. Durante il quattordicesimo e il XV secolo sottostette al dominio dei Ruffo e dei Marzano. Nel 1496 passò alla famiglia di Gennaro che nel 1555 vi ebbe incardinato il titolo di Conte. Per successione nel 1585 ritornò in casa Ruffo fino alla distruzione della feudalità riconducibile al 1806. La cittadina fu nuovamente danneggiata dal terremoto del 1783. L'ordinamento amministrativo che i francesi disposero il 19 gennaio 1807 faceva di Nicotera una Sede di Governo. Il 4 maggio 1811 fu emanato un decreto che poneva Nicotera a capo di uno dei primi circondari comprendenti i villaggi di Caroniti, Preitoni, Comerconi, Badia, Joppolo, Coccorino, Mottafilocastro, Limbadi, Mandaradoni, Caroni, S. Nicola, Spilinga, Panaja, Carciadi e Rosarno. Un nuovo ordinamento dato dai Borboni il 1º maggio 1816 confermava Nicotera nella condizione precedente, ma attribuiva Spilinga e le sue frazioni al circondario di Tropea. Il centro di Nicotera era diviso in vari quartieri e comprendeva: Santa Chiara, Baglio e Porta Grande dove vivevano i borghesi, i cittadini più in vista occupavano invece la zona pianeggiante, mentre il quartiere S. Nicola ospitava i commercianti. Nella storia nicoterese spiccano nomi di storici, poeti e intellettuali, che hanno fatto la storia della cittadina rendendola famosa in tutto il mezzogiorno.

Il castello, costruito nel 1763 da E. Sintes per il Conte di Sinopoli Falcone Ruffo, sul luogo dell'antico edificio svevo-angioino, è costruzione esteriormente integra con tre torri quadrilatere angolari, porte e finestre in granito. Completamente ricostruita dal Sintes nel 1785 è la cattedrale di origine medievale oggi ulteriormente restaurata e dedicata a Santa Maria Assunta. All'interno sono conservati frammenti tombali del XV secolo, un altare con marmi policromi, una statua attribuita ad Antonello Gagini raffigurante la Madonna delle Grazie; un Crocifisso ligneo di scuola napoletana del cinquecento attribuito ad Angelo Laudano; una cattedra episcopale a intagli; preziosi arredi sacri tra i quali un balocco cinquecentesco e paramenti settecenteschi. A pochi metri dalla chiesa vi è una torre campanaria quadrata. Nel vecchio centro della cittadina sono frequenti balconi a pancia e tulipani in ferro battuto, con mensole di granito, opere del Settecento. Il centro ufologico nazionale italiano riporta i dati relativi all'avvistamento di un oggetto misterioso caduto al largo di Nicotera Marina il 17 novembre 1960, alle ore 9:45. Del caso si interessò la Marina militare con l'invio di due corvette sul luogo del presunto avvistamento e caduta dell'oggetto misterioso in mare. I servizi segreti del tempo si interessarono del caso, unitamente all'Agenzia Governativa degli Stati Uniti, furono sentiti i testimoni dell'accadimento. Oggi Nicotera, che si regge prevalentemente sul turismo, sulla pesca e su piccole attività commerciali, vive un momento di forte crisi politico-istituzionale e di identità socio-culturale a cui si aggiunge una costante emigrazione che sta spopolando la cittadina.

Scioglimento del Consiglio comunaleModifica

Nel 2005, 2010 e 2016 il civico consesso è stato sciolto con decreto del presidente della Repubblica per infiltrazioni mafiose (d.lgs. n. 267/2000, art. 143). Nicotera come il resto della Calabria soffre del problema 'Ndrangheta: infatti, l'esistenza di alcune 'ndrine sul territorio comunale ha comportato anche l'inquinamento della Pubblica Amministrazione a tutto svantaggio del tessuto culturale-sociale-economico della cittadina. La permeabilità dell'ente locale alla 'ndrangheta è stata possibile grazie ai collegamenti diretti e indiretti di alcuni amministratori locali e alcuni dipendenti comunali con soggetti mafiosi, legami che hanno consentito a questi ultimi di esercitare il predominio in particolare sui settori degli appalti pubblici, delle autorizzazioni e delle concessioni[5].

OnorificenzeModifica

  Titolo di Città
«Decreto del Presidente della Repubblica[6]»
— 1º agosto 2003

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

CattedraleModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Concattedrale di Santa Maria Assunta (Nicotera).

La cattedrale, di epoca barocca, comprende molte opere d'arte tra cui, nella navata destra un pregevole crocifisso e, a destra del presbiterio, nella cappella, la Madonna di Antonello Gagini. Dal piazzale si ha una splendida veduta sul golfo e sulla pianura di Rosarno.

CastelloModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Castello Ruffo di Nicotera.

Il castello è invece sede del Museo Archeologico che contiene reperti, provenienti principalmente da tombe, appartenenti al Paleolitico, al Neolitico, nonché bronzi, ceramiche e vasi di terracotta di età greca e romana.

Chiesa di Gesù e MariaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Gesù e Maria (Nicotera).

Edificio barocco edificato - secondo la tradizione - nel 1638. Presenta palesi richiami all'architettura tardobarocca romana.

Cava RomanaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Cava Romana (Nicotera).

Area anticamente, I Sec. d.C., adibita a cava per la lavorazione del granito all'epoca a ridosso del Emporium romano. Fu scoperta negli anni 70 dal professore Achille Solano. Attualmente sono presenti alcune colonne di lunghezza non superiore ai 6 metri, insieme a due vasche di forma circolare.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[7]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010[8] i cittadini stranieri residenti erano 234 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

AmministrazioneModifica

Nel 2005 il Consiglio dei Ministri delibera lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.

Nel 2010 il Consiglio dei Ministri delibera lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose e a ottobre 2012 ci sono state nuove elezioni[9].

Il 25/11/16 il Consiglio dei Ministri delibera nuovamente lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.

SportModifica

NoteModifica

  1. ^ a b ISTAT - Bilancio demografico mensile marzo 2018, su demo.istat.it. URL consultato il 28 dicembre 2018.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 441.
  3. ^ Spiagge a misura di bambino, 12 bandiere verdi in Calabria, www.ilcirotano.it. URL consultato il 13-04-2015.
  4. ^ Arte e Architettura in Calabria, su arteearchitetturaincalabria.blogspot.com. URL consultato l'8 febbraio 2019.
  5. ^ NICOTERA | Legautonomie Calabria, su autonomiecalabria.it. URL consultato il 19 gennaio 2012 (archiviato dall'url originale il 20 febbraio 2014).
  6. ^ http://www.comune.nicotera.vv.it/index.php?action=index&p=219
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Statistiche demografiche ISTAT
  9. ^ Urne aperte fino alle 14:00 in quattro comuni calabresi: Borgia, Nicotera, Condofuri e San Procopio[collegamento interrotto], 29 ottobre 2012. URL consultato il 20 novembre 2012.

BibliografiaModifica

  • Giacomo Monaco, Il castello di Nicotera, in Calabria Letteraria, ottobre-novembre-dicembre 1961, pp. 20–23.
  • Pasquale Barbalace, Nicotera dagli albori al XX secolo, 2018, pp. 368.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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