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Nimis
comune
Nimis – Stemma
Nimis – Veduta
La pieve arcipretale dei Santi Gervasio e Protasio
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneFriuli-Venezia-Giulia-Stemma.svg Friuli-Venezia Giulia
ProvinciaNon presente
Amministrazione
SindacoGloria Bressani dal 24-10-2016
Territorio
Coordinate46°12′N 13°16′E / 46.2°N 13.266667°E46.2; 13.266667 (Nimis)Coordinate: 46°12′N 13°16′E / 46.2°N 13.266667°E46.2; 13.266667 (Nimis)
Altitudine207 m s.l.m.
Superficie33,9 km²
Abitanti2 692[1] (31-3-2019)
Densità79,41 ab./km²
FrazioniCergneu, Chialminis, Monteprato, Nongruella, Pecolle, Ramandolo, Tamar, Torlano, Vallemontana
Comuni confinantiAttimis, Lusevera, Povoletto, Reana del Rojale, Taipana, Tarcento
Altre informazioni
Cod. postale33045
Prefisso0432
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT030065
Cod. catastaleF898
TargaUD
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Cl. climaticazona E, 2 787 GG[2]
Nome abitantinimensi
Patronosanti Gervasio e Protasio
Giorno festivo19 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Nimis
Nimis
Nimis – Mappa
Posizione del comune di Nimis nella ex provincia di Udine
Sito istituzionale

Nimis (Nimis in friulano[3], Neme in sloveno) è un comune italiano di 2 692 abitanti in Friuli-Venezia Giulia.

Geografia fisicaModifica

Fiumi e torrentiModifica

MontagneModifica

  • Bernadia (872 m)
  • Plaiûl (620 m)

StoriaModifica

Durante le invasioni barbariche nella zona erano presenti alcune roccaforti, tra cui anche castrum Nemas ricordato da Paolo Diacono nella sua Historia Langobardorum[4].

Seconda guerra mondialeModifica

Durante la seconda guerra mondiale il territorio del Comune fu coinvolto dalle attività della resistenza friulana con la partecipazione delle Brigate Garibaldi e delle Brigate Osoppo, con conseguente incendio del paese da parte delle SS per evitare qualsiasi tipo di insurrezione partigiana. Nonostante ciò, grazie al costante impegno dimostrato dai nimensi il paese venne ricostruito in brevissimo tempo.[5].

Il 24 agosto 1944, nella frazione di Torlano, si svolse un eccidio nazifascista, compiuto da membri delle Waffen SS tedeschi e cosacchi, nonché da collaborazionisti italiani. Vennero rastrellati e trucidati 33 civili, inclusi donne e bambini[6][7]. Il relativo fascicolo di indagine fu oggetto di insabbiamento; fu rinvenuto soltanto nel 1994 all'interno del cosiddetto armadio della vergogna.

Nel 1976 il comune fu devastato dal terremoto del Friuli, che provocò enormi crolli e danni.

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'oro al Merito Civile
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, morale ed economico. Splendido esempio di valore civico e d'alto senso del dovere, meritevole dell'ammirazione e della riconoscenza della Nazione tutta.»
— Nimis, eventi sismici 1976[8]

VinoModifica

Il vino di Nimis è rinomato in tutto il Friuli: infatti nel piccolo paese sono presenti molte cantine e vigne, e nella frazione di Ramandolo viene prodotto l'omonimo vino, ancor più pregiato.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[9]

 

Lingue e dialettiModifica

A Nimis, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza il friulano centro-orientale, una variante della lingua friulana. Sebbene risulti in forte regressione, in alcune frazioni montane (Cergneu Superiore/Černjeja, Monteprato/Karnica, Chialminis/Vizont) la popolazione fa ancora uso del locale dialetto sloveno beneciano. Limitatamente alla frazione di Cergneu/Černjéja, questo dialetto è sottoposto a tutela, ai sensi della Legge 38/2001. Va ricordato che alla frazione di Cergneu è legato il cosiddetto manoscritto di Cergneu (slov. Černjejski rokopis).

In generale le frazioni della parte montana del comune sono - quantomeno per origine - riconducibili all'area linguistica del sistema dialettale sloveno, mentre quelle in pianura o più prossime ad essa, a quella friulana. Una spiegazione del toponimo Ramandolo (friul. Ramàndul o Romàndul), frazione che si trova in posizione di cerniera tra montagna e pianura, lo fa derivare dall'antica indicazione del passato confine linguistico (Romàndul, nel senso di ultimo luogo linguisticamente "romanzo" prima della collina slavofona).

CulturaModifica

A Nimis e nei dintorni è ambientato il romanzo "Il Conte pecoraio" di Ippolito Nievo, scritto nel 1855.

EventiModifica

  • 1 e 2 agosto, festa degli uomini di Monteprato
  • Dall'1 all'8 settembre, festa della Madonna delle Pianelle o [Ottavario]
  • il 25 luglio sagra di San Giacomo a Cergneu
  • febbraio o marzo, carnevale a Nimis con sfilata dei carri allegorici e il rito di liberazione del pust

Geografia antropicaModifica

FrazioniModifica

NoteModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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